venerdì, luglio 27, 2007

Quando penserò a questo periodo

fa caldo. ormai è provato che non mi va bene niente. e questo complica la ricerca della felicità.
Periodo di filosofia spiccia. Ho enunciato una serie di teorie verificabili. Ne produco talmente tante che non saprei da quale partire.
Sto incolpando il caldo di tutto. Il caldo fa venire le occhiaie. Per colpa del caldo mi lascio travolgere dagli eventi. E' piu facile.
Funziona cosi: ti fai travolgere dalle seghe mentali, soprattutto mentre guidi o sei in attesa cioè mentre il tuo cervello non deve fare altro. Per esempio stamattina pensavo che mi dimentico le cose perchè mentre penso ad una cosa c'è già l'altra che bussa, entra e cancella l'altra. cosi ho passato il tragitto in macchina a ripetere a voce alta "telefono maurizio e forchetta, telefono maurizio e forchetta..". Unico modo in assenza di post-it. che comunque finirebbero spiegazzati insieme agli altri nella borsa.
Dicevo che mi faccio travolgere da pensieri, idee geniali (solo in quel momento), sono entusiasta e... ora di mettere in atto nn ne ho voglia e finisco col cazzeggiare o seguire la massa che non fa niente. ma come fa la gente (generalizzo) a vivere di lavoro o addirittura studio (nel senso che ha quei due esami da dare e fa quello tutto il giorno) e ad accontentarsi dell'aperitivo alle 7, del sotto l'orologio alle 10 e della discoteca?
Boh. Ma se straparlo credo sia colpa del caldo.

Ah volevo ringraziare il signor messenger perche senza di lui avrei perso un sacco di amici. o conoscenti. anche se quando poi li vedi in faccia si susseguono momenti di vuoto e imbarazzo.
Questa cosa mi da un pò fastidio.

Ho deciso di lasciare libero sfogo al mio parlare inconcludente ed alla capacità di passare da un discorso all'altro per una serie di collegamenti laterali velocissimi.
Quando passi un periodo di mediocrità tutto è concesso. Che poi è meno mediocre degli altri.
Sto leggendo un libro (non ho ben capito se è da bambini o no) che dice che nessun giorno è normale in quanto diverso dall'altro. Vero.

[continua...]

incertezza di base.
voglia di partire.
i soldi fanno la felicità.
non cambierò mai.
si stava meglio quando si stava peggio.
vorrei sapere piu lingue.

lunedì, luglio 23, 2007

I sogni son desideri?

Dai manoscritti di pat:

"Mi sono chiesta quale sia l'età minima per sognare. Vorrei trovare un cartello tipo quelli che si trovano appesi alle vetrine dei negozi "Cercasi apprendista max 25 anni" . Ogni volta che pensavo di cambiare lavoro, trovavo sempre uno di questi cartelli in linea d'aria col mio sguardo e puntualmente sforavo sempre l'età max di un anno. Comunque vorrei trovare 1 di quei cartelli con scritto "età max per sognare: 25 anni" Io ne ho 26. Sarebbe perfetto. Risolverei un sacco di problemi. Mi risolverei.
Una volta davo più retta ai miei sogni; quando mi capitava di essere arrabiata mi dicevo: "Ecco adesso farò questa cosa, così la metto nel culo a tutti" Poi la rabbia passava e il sogno veniva ripegato come un foglietto di carta su cui hai segnato un appunto che momentanemente non ti serve.
Io non riesco a immaginare una vita diversa da come ce l'ho adesso. O meglio ho smesso di immaginarla nel momento in cui ho iniziato a pensare che nel mondo poteva esistere qualcuno che si immaginava la sua sua vita come la mia.
A volte vorrei incontrarlo questo qualcuno.
Chissà perchè si tende a inseguire quello che non si ha. Io fondamentalmente ho tutto. Magari non proprio come vorrei, ma ho tutto. ...beh no...mi mancano un gatto obeso (no vale non mi prendo il tuo trovatello dell'autogrill), una mansarda a Parigi, dei vestiti tipici francesi, una bicicletta arrugginita e un lavoro come cameriera in un piccolo locale da clientela abituale. Un" Cafè" francese.
Dove con un grembiulino rosa sopra i miei vestiti francesi, potrei servire fragranti croissants caldi e un ottimo caffè annacquato, il tutto condito da un dolce sorriso e un:

"Bonjour, ça va?"

giovedì, luglio 19, 2007

Acquario.

Come ogni buon proprietario, ogni tanto passo a controllare il negozio, anche se i forni sono spenti e i panettieri in ferie. I panettieri dell'Uomo Focaccina credo siano i più fortunati in quanto a ferie. Se volete mandate un CV, valuteremo le vostre proposte.

Già che c'ero ho sfornato un muffin. Assaggiatelo.

La mia collega Patty in questo momento è in campeggio, per lavoro ovviamente. Io invece continuo le lotte contro l'aria condizionata che tra un pò mi condizionerà anche l'umore.
Questa settimana l'ho dedicata a fare un pò di ordine nel mio cervello, ho creato un pò di cartelle (città, lavoro, campagna anti aria condizionata, lamenti). La cartella lamenti era stracolma tanto che ho dovuto creare "lamenti 2".
Comunque, come tutte le volte, la necessità di fare ordine non fa altro che creare l'effetto contrario. Confusione. A volte penso se non sia meglio mettere a riposo il cervello, vedere solo ciò che è bello, farsi travolgere dagli eventi.
Ma io non sono cosi. Ogni tanto stacco la spina ma basta un solo piccolo stimolo nuovo, una scarica piccolissima e ci siamo di nuovo. La passività non mi piace, mi annoia, non mi da soddisfazioni. Per questo mi ritengo inaffidabile. Non credo di riuscire a prendere un impegno a lungo termine senza avere ripensamenti, a meno che non sia una cosa che mi piace davvero.
Credo però di aver capito cosa voglio e dove voglio arrivare, questo è uno dei pochi punti saldi.
Vedo tanta gente vivere secondo i canoni della società, seguendo la catena studio-lavoro-matrimonio. Ma chi ha deciso che è questa la normalità. Forse è solo la strada più semplice. O forse è il sonno che mi fa straparlare.
Ieri patty mi ha chiesto se a 26 anni può ancora sognare. Voleva che le rispondessi "solo fino a 25". Ma lo sappiamo tutte e due che non è cosi.
Se smetti di sognare non ti rimane niente.

lunedì, luglio 16, 2007

emoticon

post dedicato :D

sabato, luglio 14, 2007

Giù le serrande. Non pasticciatele.

Le ragazze focaccina si concedono un pò di riposo

CHIUSO PER
FERIE


dal 16 luglio al 31 agosto. circa.

Ci riserviamo qualche capatina periodica se c'è qualche nuova paranoia di particolare importanza o un internet point lungo il litorale. Non siamo cosi fortunate da avere un mese e mezzo di vacanza ma dato il perfetto alternarsi delle nostre ferie ne approfittiamo per far raffreddare la tastiera e far partire i nostri fans senza remore.
Nel frattempo leggetevi gli ultimi post appena sfornati. Faremo i salti mortali per rispondere ai commenti.
Le imperfette Ragazze Focaccina.

venerdì, luglio 13, 2007

Play


Nell’era del dvd, noi abbiamo fatto un salto indietro con il Videoregistratore e delle Cassette da Videocamera dal titolo “Capodanno 2000 – Roma” e “Capodanno 2001 Firenze”.
Quando ancora senza troppi pensieri, si prendeva e si partiva con un treno per festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo. Tra Amiche.

Tu chiamale se vuoi emozioni.

Trovarsi su una metro e accarezzare la pelliccia di una romana sconosciuta, con versi di gatto in sottofondo; cellulari di altre generazioni che squillano con suonerie che ora potrebbero risultare improbabili, conoscenze che sono passate davanti alla nostra telecamera e lì sono rimaste impresse; una pista da pattinaggio dove all’improvviso la telecamera va giù insieme a chi teneva l’occhio dietro. (ok ok sono caduta su una bambina che mi ha tagliato la strada); ostelli che di ostello avevano ben poco, freddo tanto freddo, pettinature che non si possono descrivere. Piumini (andavano così di moda..), cappellini grigi (andavano pure quelli così di moda..), facce da filmini, paranoie di passaggio, conquiste da vacanza, risate, bolle di sapone, balli in mezzo alla strada ( a volte diventavamo un misto tra animatrici da villaggio e guide turistiche); un finale a sorpresa nel capodanno romano dove non si saprà mai cosa scrissi al mio amico romano perché la cassetta finisce proprio sul più bello lasciando tutti col fiato sospeso. “lui mi ha scritto..e io gli ho scrittooo…” puff fine cassetta.

Dei visi da bambine, anzi ragazzine…poco più che 18enni.
Ingenuità, spensieratezza,
Guardavo lo schermo e vedevo le mie amiche di sempre.
Mi giravo e vedevo le mie amiche di sempre.
Fa strano perché io me le vedo così come nel video.
E invece le Piccole donne “crescono” .
Ieri ho passato tutto il giorno a pensare a quei tempi. Solo sette anni fa. E’ cambiato tutto ma fondamentalmente (non potete capire quanto sia difficile scrivere al pc fondamentalmente) non è cambiato niente,( a parte qualche pettinatura,qualche sopracciglia assottigliata e qualche montatura degli occhiali, fortunatamente)

Manca all’appello “Sardegna (l’anno non me lo ricordo, non ho un buon rapporto con le date e no, non ho voglia di fare il conto)
Sembrava un “Sapore di mare”, un “Sapore di mare 2” e un Sapore di mare sette anni dopo.
Anzi…questo capitolo in realtà deve essere ancora da scritto.

giovedì, luglio 12, 2007

Amo Marco Bellavia.

"Stiamo subendo un processo di entropia"
Melania sa sempre cosa dire. Probabilmente oggi, 6 ragazze di provincia hanno passato la giornata a crogiolarsi su come sono cambiate. 4 ragioniere e 2 geometre che vedevano a modo loro le cappelle fiorentine e in parallelo una ragioniera per scelta d'altri, una tesista blockbustergirl, un'addetta alle liste nozze, una quasi ingegnere-architetto, una grafica e un'eclettica del lavoro. Che non le vedono più. Mmm. Cioè non so. In stile Roccoccò.
Beh, tutte li davanti a uno schermo a ridere. Sei ragazze dai 16 ai 18 anni non potevano chiedere di più di quel periodo. Non sto a descrivere minuziosamente come e in che modo è avvenuto il cambiamento, userò la giustificazione "siamo cresciute".
Ma dove?!?
Noi, fondamentalmente sempre 16enni, sempre a lottare contro la maturità. Il mondo ci vuole far crescere. L'unica differenza è data dalle facce pulite, senza occhiaie o segni di stress.
Io sono cambiata nelle sopracciglia per esempio. In quel periodo mi facevo le sopracciglia ad arco, tipo il ponte Tiziano, per farmi capire. Per chi è di fuori basta l'idea dell'arco o del semicerchio. E poi nel filmino di Firenze, cioè a Firenze ero un ombra tipo Fish nei video dei Sottotono. Stavo passando un periodo di simil depressione alternato da attacchi di panico. E qui se non l'ho fatto prima vorrei ringraziare Perania per essermi stata vicina quella notte insonne quando mi faceva male un punto della testa, lo ricordo ancora. E' inutile, non lo vuole ammettere ma è saggia.
Ma voglio che sia Patty a raccontare tutto.
Ora vi bisbiglio solo che mentre sono qui a scrivere i miei credono di essere a Woodstock con radio a tutto volume e candele in giardino. Chissà se oggi sono andati all'ikea davvero o se sono passati solo un secondo a prendere due cornici Nyttja e un tappeto di canapa.
Il titolo del post invece (perchè tocco spesso il filo del fuorititolo ma fa tutto parte dei miei processi mentali) ha un senso.
Abbiamo preso sul serio il nostro ritorno alla spensieratezza. Sul sito di Cioè chiedevano chi fosse il tuo boy preferito. Scamarcio, Jesse Mc Cartney o il tuo boy. Il mio boy. Non conosco i miti moderni. Prima vengono Marco Bellavia, Luke Perry, Brian Austin Green, Jason.
Vado giù alla festa, si suona Creuza de ma.
Tvttttb.

mercoledì, luglio 11, 2007

Cosa intendo.


(e qua parte un motivetto di Yann Thiersen)

lunedì, luglio 09, 2007

Tutti volere pinguino de longhi



Ho freddo. E ho un ufficio contro. Il fatto è che io l'aria condizionata non la sopporto proprio, neanche in macchina la riesco a tenere accesa, quindi si, mi sa che sono io l'esagerata.
Il fatto è che queste correnti d'aria fredda e secca mi fanno dimenticare di essere in estate, a volte guardo fuori e dico: toh, c'è il sole. Mi piace vestirmi leggera d'estate. Oggi ho osato la gonna ma mi sto già pentendo..eppure qui hanno tutti caldo.
I sintomi dell'intossicazione da aria condizionata:
- pelle d'oca
- occhi secchi
- mal di testa localizzato tra le 2 arcate sopraccigliari.
C'è anche da dire che sono proprio sotto il bocchettone al confluire delle 2 correnti..
Chissà quanta gente mi invidia invece..
Eppure l'estate è da vivere un pò per quello che è: ventilatori, ascelle maleodoranti di qualche collega particolarmente sensibile al caldo, gonne, canotte, ventagli.
Sto subendo la crisi da "non mi rendo conto di essere in estate" e questo mi disorienta.
Non sono proprio fatta per la vita da ufficio. La location ideale sarebbe in riva a una piscina, sotto l'ombrellone, con alternati bagni per rinfrescarsi e sgranchirsi un pò. Magari musica e massaggiatori brasiliani.
Per questo propongo la campagna anti-aria condizionata. Gioverebbe alla salute fisica (e psicologica di tutti)

che nervoso...


h 10.08
Questo è uno di quei post autodistruttivi, che scaturisce da una notte con attività onirica intensa e turbolenta. Quelle notti che ti fanno svegliare con la fronte aggrottata. E all'inizio non sai perchè. Me ne sono accorta stamattina quando ho guardato le lenzuola del mio letto. Avevo pensato di chiedere a mia mamma di stirarle di nuovo perchè erano tutte accartocciate e piegate in fondo e sul lato destro del letto. I cuscini messi aV, anzi a V capovolta. Credo che abbia un nome la V capovolta.
Dalle lenzuola di un letto di capiscono tante cose. Ci sono dei giorni in cui come mi metto, mi risveglio. E le lenzuola sono lì belle, candide, e a rifare il letto ci metti due secondi. Stamattina ho lasciato perdere, tanto ero già nervosa, e sentire mia mamma agitarsi non mi avrebbe spostato di tanto la giornata. Quando poi ho guardato fuori dalla finestra, il mio umore da grigio chiaro è diventato grigio scuro.

h 19.22
Il cielo è diventato azzurro. Anche il mio umore non è più grigio. Tende al marrone chiaro. Non so esattamente come sia un umore marrone chiaro in realtà. Forse lo scoprirò stasera quando dovrò affrontare la mia camera da letto. Io non ho mai conosciuto nessuno con un rapporto conflittuale con la sua camera da letto come ce l'ho io.
Una mosca continua ad appoggiarsi sulle mie spalle e confesso che vorrei vederla schiacciata tra un tavolo e un picchietto. Come se in questa stanza fossi l'unica attrazione.
In effetti in ufficio non c'è più nessuno.

Vorrei lanciare una freccetta verso quelli che fanno finta di non vederti.
E sulle persone vigliacche.
Veramente vorrei lanciare qualcosa di più di una freccetta.
Poi uno si chiede come mai sogna che distrugge le cose.

:D

mercoledì, luglio 04, 2007

Periodi di protesta sociale



Questo è uno dei miei post naturalisti. Quelli da protesta sociale tanto per capirci.
Forse tra i miei periodi il peggiore è proprio questo. A ruota vi elenco le novità:
- voglio diventare attivista di Greenpeace;
- sto tenendo la battaglia contro l'aria condizionata che fa male alla salute;
- voglio bandire le merendine che provocano la carie e bimbi obesi;
- parteciperò al V-Day di Beppe Grillo;
- ho riesumato una Reflex Olympus C35 a rullino, in onore dei "miei tempi quando si stava meglio" e ora me la scarrozzo dietro per non perdere momenti salienti (ah grazie rik per il libro "Scuola di fotografia");
- ho comprato un paio di occhiali Chanel credo in onore della piccola Totti.

Ma torniamo alla motivazione principale.. Sono ben due giorni che faccio il solito tragitto casa-lavoro-lavoro-casa con una vecchia Olmo da corsa del 78 (sempre in onore dei miei tempi quando si stava bene).
La sensazione? Thierry Lazure da Clermont-Ferrand sul Bois de Boulogne (buadbulogn) alla ricerca del CNPE (se-en-pe-e). Questa è per pochi.

7km di aria pulita, bei paesaggi, odore di fieno bruciato, di grano tagliato, di adiposi cuscinetti che piano piano spariscono.
E qui ribadisco l'inutilità della macchina. Nel mio periodo di protesta sociale limito i mezzi inquinanti. Magari si eviterebbe lo stress e la gente si ucciderebbe di meno.

La protesta sociale n.2 invece riguarda i concerti di Vasco. Sono 2 settimane che sento parlare solo di questo. e di gente che è disposta a tutto pur di avere un biglietto. Vasco almeno facci qualche cd nuovo. Limito anche i concerti di Vasco.
Probabilmente non riceverei voti.

martedì, luglio 03, 2007

Premio Oscar

La mia mente è molto cinematografica. Soprattutto in questo periodo. Se sto facendo qualcosa e mi parte un pensiero, difficilmente riesco a fermarlo. E mi lascio trasportare completamente creando colonne sonore e effetti speciali degni delle migliori pellicole.
A volte sorrido, immersa nei pensieri, altre volte quasi mi commuovo, altre ancora mi faccio tenerezza, altre mi faccio spaccare dal ridere, tipo quando poco fa dovevo chiudere un cancello e nel buio del cortile per farmi luce continuavo ad aprire e chiudere la mia macchina che con il telecomando fa accendere le 4 frecce: apri-luce arancione, chiudi- luce arancione, apri-luce arancione, chiudi- luce arancione E mi immaginavo in una sequenza di un film tragicomico.
Non so come succede. Il film parte e basta. Prima stavo guidando in una strada un po’ buia (per fare un esempio) e ho incrociato una macchina ferma senza le quattro frecce. Loro però non avevano un cancello da chiudere:) E allora ho immaginato che in quella macchina si stava consumando un crimine da film horror. Che magari la tipa stava battendo la mano contro il finestrino vedendo la mia macchina. Scena dopo: io che canto e penso “eh sti qua staranno facendo le cose zozze” scuotendo la testa con la radio a palla.
Quindi vivo molti momenti della mia giornata come delle piccole opere cinematografiche.
Per questo non ascolto molto le persone. (scusate) Mi basta davvero poco…

Questa sera stavo tornando a casa. Avevo appena parcheggiato la Vespa. Casco in mano, giacca addosso (non ricordavo nemmeno di averla messa), passo lento. Il sorriso che mi riportava a qualche minuto prima con me e Vale da Camaieu, io nel camerino a provare una gonna che poi ho comprato, lei con lo sgabello dell’altro camerino di fronte a me a chiacchierare, con la commessa che ci guarda basita.
Citofono a casa. Tutto si è svolto al rallentatore.
Sento una frenata pazzesca, volto il viso lentamente. Un botto. Una macchina si alza da terra in verticale..Vedo tutto il tetto grigio della macchina e la donna vestita di bianco dentro. Poi ricade a terra, su un fianco. Le immagini e l’audio erano sfalsate. Con lo sguardo ho seguito attentamente la macchina che ricadeva sull’asfalto. Poi silenzio.. Come quando una penna rotola dal tavolo e non riesci a fermarla. O come quando ti cade un bicchiere dalle mani e pensi “ ah se avessi allungato un piede non si sarebbe rotto”
Poi silenzio.
Per me la donna della macchina grigia era morta.
Le sono corsa incontro. Lei si è slacciata la cintura. Quindi era viva. Ma per me era sempre morta. Mi ha detto che sentiva puzza di benzina. Io le ho chiesto se stava bene. Lei continuava a dire che c’era puzza di benzina. Ho visto la macchina esplodere. Batteva le mani contro il vetro, la portiera era incastrata. Io ho visto la macchina esplodere per la seconda volta.
L’hanno tirata fuori.
Sono andata dall’altra ragazza. Era agitata. Le ho detto che nessuno si era fatto male. Non so come sia potuto succedere con un botto simile, ma la signora dall’abito bianco non aveva nemmeno un graffio.

Quando succedono queste cose mi fa impressione sapere che due macchine possano occupare la stessa porzione di spazio nello stesso momento. E provocare un botto. Chiamalo destino.
Questa volta è stato il “film” a provocare i pensieri.

p.s. La pianta di fronte a me a casa di mia sorella ha il tronco che con i nodi forma una faccia. Credo che fra poco mi parlerà :)

lunedì, luglio 02, 2007

Il ritorno


Il mio viaggio si è aperto con un incubo terribile.
Ero a casa, stavo dormendo. E' iniziato un terremoto fortissimo. Sono corsa sotto le colonne portanti della mia casa. ho visto mia mamma dormire. L'ho chiamata. Non è uscita la voce. Il pezzo di casa dove c'era lei è crollata. E mi sono svegliata. Era un sogno nel sogno. nell sogno-realtà è iniziato un terremoto. Sono corsa sotto le colonne portanti della mia casa. Ho visto mia mamma dormire. L'ho chiamata. si è svegliata ed è corsa vicino a me. Poi il palazzo si è spaccato a metà in obliquo. Era terribile. La terra non smetteva di tremare e si sentivano i rumori come nel film Titanic quando la nave sta affondando e saltano i cavi (tuuuuuuuuuu,aaaaaaaaaahn,ttttrruumm). La casa ha iniziato a scivolare in obliquo. così /Dal quinto piano a terra, siamo saltati dalla finestra. Poi è crollato tutto. La mia vita distrutta in un pochi minuti. Non avevo più niente. Ma ero viva. Il terremoto non cessava. Tremava tutto. La gente gridava(...) Poi sono impazziti tutti. Le persone si ammazzavano tra di loro con quello che capitava. una persona dei blog (di cui non fornirò le generalità per privacy) è stata buttata già da un balcone perchè le sanguinava il naso. C'era fango dappertutto e la terra continuava a tremare.
Mi sono svegliata in preda al panico. Non ho capito il perchè di un sogno simile. Poi quando ho realizzato che il tremare era causato dal treno e che il mio subconscio ha trasformato tutto in un terremoto mi sono mandata a cagare da sola.
Poi mi sono trovata in un altro posto dove la sveglia era alle 5.45, il pranzo alle 11.45, la cena alle 18.30. A dormire alle 22,00 max 23.00 con camomilla annessa. Ma questa era realtà.
La gente sorrideva. Altra gente si incazzava. altra gridava.
Io ho fatto il mio lavoro. Serena. Tranquilla. Con quell'espressione di chi ha appena ricevuto una dose di morfina.
Poi mi ricordo di una strada rossa e mi veniva in mente il mago di oz.
poi mi ricordo che c'era tanta gente che non stava bene.
e di un supermercato self service che era tipo una macchinetta delle merendine ma grosso come una vetrina di un negozio.
tanti negozi tutti uguali.
e una ragazza vestita di bianco che se è veramente esistita deve averne passate tante.
anzi due ragazze.
Il freddo a giugno.

Forse ci tornerò.

p.s. il sorriso da morfina non mi ha abbandonata eh.
p.s.2. mi si è rotto il cellulare
nintendo ds: è un periodo che non ascolto quello che mi viene detto più del solito. i'm sorry
p.s.4.: (il mio umorismo mi uccide)

giovedì, giugno 28, 2007

Che fine ha fatto Patty S. Diego (titolo provvisorio)

Scrivere quando la mia compare non c'è non è la stessa cosa.
Voi non sapete dov'è finita, allora toccherà a me raccontarvelo.

27 giugno, h.17.00 - Sono in ufficio quando una domanda mi passa per la testa veloce, la sento spostare l'aria, l'ho acchiappata al volo: "Ma patty?"
Erano ben 3 giorni che non sentivo l'altra parte della focaccina. E non me ne sono resa conto. Neanche alle ore 19.30 quando cena lei e la chiamo io e alle ore 20.30 quando ceno io e mi chiama lei.
Le mie dita digitano veloce: "Io avevo un'amica un tempo. Ma non mi disse quando tornava.. Com'è? Qui giorni di merda." Poi torno alle mie mansioni e dimentico tutto.

CHE FINE HA FATTO.

la sera squilla il tel: Pat. Devo dire che in realtà nessuna delle due si è fatta sentire troppo.
"Amica scusa se non mi faccio sentire ma sai com'è, quando vado via mi stacco dal mondo, non ho voglia di sentire nessuno perchè sto bene cosi".
Io la capisco e non mi arrabbio, condivido la sua idea..potessi andare via qualche giorno credo farei lo stesso, è bello vivere il momento con le persone del momento e con le sensazioni del momento. Purtroppo chi rimane a casa a volte non capisce perchè sta passando la solita vita nella solita routine.

BEH MA ALLA FINE DOV'E' PATTY

Forse avrà voglia di raccontarlo lei, mi ha descritto in breve le sue giornate, il luogo, la scetticità e l'ipocrisia. E poi mi piace fare le cose a metà.

martedì, giugno 26, 2007

Oggi è una bellissima giornata soleggiata

Ultimamente sono solita a disegnare come mi sento. Oggi una cavietta. un pò meno giallina. Ho fatto quel che potevo ma da cellulare in una stanza pressoche buia esce cosi. La prossima volta e per soggetti migliori provvederò ad usare uno scanner. E poi diciamo che il giallino si intona col mio colorito. Cerco di aggiustarla.

sabato, giugno 23, 2007

" pause


Mi prendo una pausa di una settimana. Cioè non è che me la prendo,me l'hanno data al lavoro. Ma non che me l'hanno data come nei film "è meglio se ti prendi una pausa", mi mandano in trasferta. Oggi ho fatto la borsa piena di magliette bianche. ovviamente tutto in disordine di utilità con gli asciugamani, il pigiama coi pantaloni zebrati e le ciabatte in fondo. Che sono le prime cose che mi serviranno.. Non so se apprezzeranno la presenza di Chuky il mio cane virtuale. Oggi l'ho portato a spasso e si fermava a grattarsi ogni cinque minuti.Mi ha fatto venire il nervoso. Poi abbiamo incontrato Puppy (io chiamerei la protezione animali e segnalerei il padrone che chiama il suo cane puppy) e a Chuky stava sulle balle. E gli è saltato addosso. così l'ho dovuto tirare via e il padrone di puppy mi ha sgridata.
Tutto questo perchè a casa mia gli animali non possono entrare.
Beh ho fatto passi avanti, prima un pulcino tamagotchi, ora un cane virtuale.
Beata Vale che possiede una tartaruga. Chissà se la riconosce.Chuky non credo che mi riconosca:)
Vi farò sapere.

giovedì, giugno 21, 2007

Passione Vespa



“Vespe truccate, anni '60, girano in centro sfiorando i 90, rosse di fuoco, comincia la danza,
di frecce con dietro attaccata una targa.

Dammi una Special, l'estate che avanza, dammi una Vespa e ti porto in vacanza!
Ma quanto è bello andare in giro con le ali sotto ai piedi se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi...
Ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi...”
Io non possiedo una Vespa 50 special, possiedo una vespa Pk125S del 1984. Credo di aver capito che sia il modello più brutto tra tutti quelli esistenti, tanto che non figura mai nei cartelloni con i riepiloghi di vespe costruite.
Ma siccome “ogni scarrafone è bello a mamma soja”, per me è la più bella. Non è Special, ma è speciale per me.
Non so cosa significhi andare in giro per i colli Bolognesi, ma so che quando siamo in strada, i problemi me li toglie lo stesso. Essì perché la mia Vespa PK125S, fra l’altro appena riverniciata (e già un po’ rigata -colpa di una bottiglia di plastica lasciata incautamente per terra da un deficiente- n.d.r.) di un colore che non so nemmeno io bene perché ho scelto, ma che ora mi piace (potete riprendere fiato), ecco dicevo, la mia vespa mi fa stare bene. Quando salgo su, mi metto il casco e in allegato anche un
sorriso.
Un giorno mi sono iscritta al Vespa Club. E mi è subito parsa un cosa bella. Poi ho fatto un raduno a Lu da 20 km. E subito dopo uno da 400 andata e 400 ritorno. Beh forse ci sarebbe stata bene una via di mezzo.
Poi c’è la gente del Vespa Club. Siamo tutti diversi. Età, stili di vita, provenienza, lavor...ma quando saliamo sulla Vespa diventiamo tutti ragazzini. Sembriamo proprio una comitiva degli anni 50/60. E quando stai bene con le persone che hai intorno i problemi se ne vanno davvero.
Ho imparato le seguenti cose da questo raduno. Ah si non l’ho detto. Eravamo a San Marino al Vespa World Day (fortuna che non potete sentire come pronuncio male “world”)



  1. nel lettore mp3 ci stanno poche canzoni e se le scarichi brutte rischi di stamparti per mandarle tutte avanti

  2. i moscerini a 70 all’ora fanno male

  3. mai mangiare la pasta con panna e salsiccia (porzione da Signor camionista) e poi mettersi la fascia lombare stretta intorno alla pancia

  4. se guidi la vespa non puoi fare tante foto

  5. a San Marino la gendarmeria è molto efficiente (hanno recuperato la mia borsa dimenticata stranamente su un aiuola in un tempo record)

  6. i signori gendarmi sono molto belli (eh oh sono sempre una ragazza)

  7. di vespe Pk125S ne ho viste altre due su circa 4500/5000 vespe.


E poi volevo ringraziare tutti coloro i quali mi hanno accudita con pazienza.
Chi ha fatto ridere, chi mi ha prestato l’olio, chi mi ha fatto da bancomat umano, (hem i soldi poi li ho restituiti), chi ha diviso con me il menù pesce, chi ha diviso la tenda con me sopportato il mio disordine, chi ha organizzato: senza di loro non sarebbe stato possibile tutto ciò.
e la mia vespa.


P.S. : VAbbè comunque volevo dire che non me ne sto andando, visto questo post sembra un saluto di una sta per partire.

martedì, giugno 19, 2007

Requiem for the Pixel

Volevo dedicare questo post al Pixel Sammontana. A me piaceva un sacco. Morbido gelato alla crema ricoperto da un sottile strato di fragola, costellato da una marea di palline di zucchero. Durissime e che rimanevano tra i denti. E il nome: Pixel, nei tempi in cui erano pochi a sapere cosa fosse un computer. Loro ci hanno provato, dei geni. Ma è stato un flop. Forse piaceva solo a me. sta di fatto che loro l'hanno ucciso, cancellato dal mondo. Internet non ne parla. Eppure era un elogio all'informatica.
Aiutatemi a trovare tracce di lui. Salviamo il pixel.

venerdì, giugno 15, 2007

Settimana (d)istruttiva.



Finita la settimana. è stata una settimana particolare, iniziata con un colpo di scena poco piacevole, continuata con un influenza durata un giorno e finita con uno di quei sogni che ti influenzano tutta la giornata. Quelli di cui non ti raccapezzi, quelli che vorresti che finissero ma che continuassero tutta la mattina, che anche quado senti "Vallyyyyy alzati che devi prima passare dalle poste!!" li fai continuare e non sai come ma continuano indipendentemente dalla tua volontà. Un dormiveglia inconscio un "si, ora mi alzo" che ti fa trovare girata nel letto con la testa al posto dei piedi con un appiglio a quel cavolo di sogno dal quale non vorresti uscire. Forse perchè è proprio bello dormire.
E poi la realtà, forse. Perchè tu sei ancora dentro quel sogno, lo porti avanti, questa volta come piacerebbe a te. Ah, non era niente di particolare questo sogno. Ero in vacanza. Mi ricordo anche di aver sentito un dolore fortissimo al collo. In questo periodo il collo mi fa sempre male, non capisco se sia per colpa dell'aria condizionata (che ribadisco, fosse per me la Pinguinodelonghi fallirebbe), o per la postura scorretta davanti al pc.
Ieri, nel mio giorno di influenza, ho deciso che voglio fare la casalinga. la mattina un paio di pulizie e al pomeriggio solo tempo per me. Eh si, sono egoista. Tutti i miei buoni propositi di produzione multimediale sono sfumati davanti a 1984. Per questo ultimamente leggo poco. Se un libro mi piace, la mia curiosità è talmente forte che sono capace di stare oreedoreedore a leggere. Come ieri.
Inoltre stamattina mi è stato ricordato di non essere più una studentessa. Forse devo scriverlo da qualche parte. Cosi smetterò di pretendere la pausa estiva.

mercoledì, giugno 13, 2007

Senza titolo #1

Non avere un computer a casa mi penalizza un sacco, perchè in questo lasso di tempo mi sono venuti in mente mille post, e non sono riuscita a concretizzarne nemmeno uno. No, non ditemi di scrivere sulla carta perchè non mi piace ricopiare, e già a scuola mi stressavo a dover ricopiare i temi in bella. A me piaceva fare i temi, ma quando li dovevo ricopiare in "bella" perdevano il 50% del loro fascino. Allo stesso tempo mi facevano incazzare da morire quelli che li facevano subito in bella per risparmiare tempo. Anche perchè ero sempre l'ultima a finire.
Mi era venuto in mente il post sulle abitudini: ho scoperto che mi affascinano davvero tanto. L'abituarsi a... o il disabituarsi a... e ho scoperto che è più semplice abituarsi a.
Ad esempio io sono abituata a fare colazione con latte e cereali. A me non piacciono i cereali, eppure sono abituata, quindi li mangio. La volta che mangio i biscotti, mi addormento sul pc.
E così ho pensato che è facile abituarsi a qualcosa anche se magari è una cosa che non ti piace.
A volte cerco di studiare le abitudini della gente per capire se sono cose che fanno perchè gli piacciono o perchè sono abituati. (credo che soggetti e predicati verbali di questa frase siano un pò sbagliati)
Oggi in aeroporto (no, non sono partita, è che fa figo dire "in aeroporto", è mica come dire "in stazione" o "in macchina"), beh dicevo, oggi in aeroporto, mio cognato ha preso una famosa bibita dal liquido marrone con l'etichetta rossa e subito c'era scritto "Solleva e vinci". Allora ha sollevato e mentre lo faceva gli ho detto"sappi che se vinci ho diritto al 50% del tuo premio"
Tanto tempo fa te lo dicevano subito se vincevi. Oppure dovevi correre a cercare un batuffolo di cotone con dell'alcool, perchè la patina argentata non si grattava, si doveva togliere con il batuffolo. E se non avevi l'alcool, mandavi subito la mamma a comprarlo. Una volta avevo provato con l'acetone, ma si era sciolta anche la scritta. Il dubbio della vincita mi è rimasto per sempre.
Invece ora:
devi chiamare un numero che costa minimo 12 euro al minuto (e si premurano pure di dirtelo sai)
ti forniscono un codice che varia dalle 12 alle 20 cifre che devi digitare sulla tastiera dopo aver ascoltato 20 minuti di introduzione, che se mai ti sbagli a digitare sei fottuto e devi ricominciare da capo.
oppure ti devi collegare al sito e 9 volte su 10 il sito si blocca
quando poi sei riuscito a fare tutto, senza intoppi ecco che la vocina ti dice.....(suspance)" non hai vinto. ritenta"
Mavvavaffanculo no. Faccio prima a comprarmelo io, il premio.

Dedicato a me.

Da bambina mi dicevano tutti "oh Valentina vestita di nuovo". Io mi scocciavo abbastanza. Come mi scocciavo quando mi chiedevano: "cos'hai in faccia? ooooh ti ha punto una zanzara?" V.: "No, è una cosa che ho dalla nascita".

Ergo, oggi mi dedico una poesia.


24. Valentin(a)


Oh! Valentin(a) vestito di nuovo,
come le brocche dei biancospini!
Solo, ai piedini provati dal rovo
porti la pelle de' tuoi piedini;
porti le scarpe che mamma ti fece,
che non mutasti mai da quel dì,
che non costarono un picciolo: in vece
costa il vestito che ti cucì.
Costa; ché mamma già tutto ci spese
quel tintinnante salvadanaio:
ora esso è vuoto; e cantò più d'un mese
per riempirlo, tutto il pollaio.
Pensa, a gennaio, che il fuoco del ciocco
non ti bastava, tremavi, ahimè!,
e le galline cantavano, Un cocco!
ecco ecco un cocco un cocco per te!

Poi, le galline chiocciarono, e venne
marzo, e tu, magro contadinello,
restasti a mezzo, così con le penne,
ma nudi i piedi, come un uccello:
come l'uccello venuto dal mare,
che tra il ciliegio salta, e non sa
ch'oltre il beccare, il cantare, l'amare,
ci sia qualch'altra felicità.

Giovann(a) Pascoli.

Ieri ho fatto compere. A parte le galline che cantano "cocco bello" è abbastanza vero.

lunedì, giugno 11, 2007

Memorandum

1. Informarsi su come avere l'ADSL a casa. Se qualcuno della telecom passa per caso di qui, abito a Villa del Foro(AL);
2. Devo diventare un illustratrice. Raccogliere tutti i miei disegni;
3. Concretizzare uno sport. A settembre devo essere iscritta da qualche parte;
4. Finire di leggere un libro. Non iniziarne mille;
5. Per tornare al discorso "richiesta servizi", andare in comune sfruttando il fattore nuovo sindaco-buoni propositi a richiedere dei dossi sulla strada di casa mia. Abito sempre a Villa del Foro, questo per i dipendenti comunali che passano di qui;
6. Telefonare per la visita alla gamba, ahimè che menata.
7. In generale, evitare di mollare a metà qualsiasi iniziativa che il mio cervello continuamente in azione impasta e sforna ogni 30 minuti. Come un buon panettiere.
8. Chiamare Big Jim il prossimo animaletto che passerà da casa mia.

Saluti al nostro amico di Washington D.C. che quotidianamente ci legge.
Greetings to our friends from washington D.C. that follows us everyday.

giovedì, giugno 07, 2007

Certezze #1

E come il bianco e il nero, il gatto e il topo (o il cane e il gatto), il sole e la luna, il mare e la montagna, abbiamo i dubbi e le certezze. E patty e vale.

Ho accumulato abbastanza ioni da far esplodere la coperta deionizzatrice (ho visto uno spot con Davide Mengacci, una figata), scrivacchierò qualcosa.

In questi giorni ho avuto due certezze: la parola che odio di più e cosa voglio.
Ho scoperto di odiare la parola Tempo. Se mai qualcuno mi ha ascoltato in questi "tempi" (ehm.) riesco solo a dire "non ho tempo, ho bisogno di tempo, il tempo è denaro (no questa non la dico), lasciatemi fare le cose coi miei tempi". nessuno rispetta i miei tempi. Io quando arrivo a casa devo fare le cose con calma. Non importa se mangio alle 10 di sera, se faccio le pulizie al buio, se riesco sempre ad essere in ritardo. Io necessito dei miei tempi morti. Quelli in cui si guarda il vuoto, quando sto seduta sul water in accappatoio per delle mezzore, perdermi tra i ricordi nei cassetti, leggere un libro fino a che non l'ho finito. E poi nel momentovuotofilosofia ho visto la bruttezza del tempo che passa. Ma non perche si invecchia ma perchè si dimentica. Emozioni belle, brutte, affievolite da un'enorme clessidra nascosta in qualche monte in mezzo alle nuvole (oh, io me lo immagino cosi).

Il secondo punto, cosa voglio, è un concetto un pò troppo ampio. In realtà ho deciso di seguire il mio istinto. Per esempio ora ho deciso di dipingere con gli acquerelli. (Periodo acquerello ndr) Bene. Li compro. Anzi ora abbandono qui e mi metto a disegnare.
Ah poi ho scoperto che la gente è strana. I motivi magari un giorno.
E mi piace avere dei bivi davanti. la strada dritta mi annoia. i miei sembrano capirmi, o forse piano piano mi stanno convincendo che qui non è poi cosi male.
e poi sorrido. Forse perchè la mia strada non è dritta come sembrava.
(Quante vite avrei volutoooo, quande vite avrei vissutooooo, quante alternativeeeee...Ruggeri, 2006).

Giorno dopo - situazione
Mezz'ora, solo mezz'ora...

martedì, giugno 05, 2007

Dubbi#1

Mi chiedevo perchè i punti della pinzatrice riescono a finire proprio nel momento meno opportuno o quando stai per fare l'ultima pinzata della giornata..
E perchè quando mi infilo l'accappatoio dentro la doccia (eh oh per sentire meno freddo), il cordino mi rimane sempre più lungo da un lato e si inzuppa dell'acqua rimanente nel piatto doccia, così, quando esco dalla doccia, ho questo cordino inzuppato che sgocciola per tutto il bagno?

sabato, giugno 02, 2007

Previsioni meteo


Oggi è il 2 giugno 2007.
Lo so che appare scritto anche in alto, ma per il mio post mi serve ribadirlo.

Oggi è il 2 giugno2007.
Ieri sera sono andata a dormire con il pigiama. Pantaloni lunghi, maglia a maniche e lunghe e una coperta di lana sopra il copriletto. No, in realtà tra le lenzuola e me. Ho scelto questa opzione perchè quando andavo agli scout, le calze di lana sulla pelle nuda scaldavano di più. Non so se ho esagerato, ma avevo davvero freddo. Io patisco il freddo più del caldo. Anzi odio il feddo in realtà. E infatti ieri sera mi sono detta:"oggi è il 2 giugno, perchè ho una coperta di lana adosso?" Mancano 19 giorni all'estate e io sto ancora patendo il freddo.
Mi ricordo che quando ero piccola, quando ancora non c'erano i condizionatori in tutte le case, o meglio in tutte le stanze delle case, e quando i balconi non erano ancora costellati di grossi cubi con una specie di ventola al centro, ecco, mi ricordo che si dormiva con la finestra aperta. Ma neanche quello bastava per stare bene. A volte ci si metteva a dormire sulla sdraio in balcone nella speranza che tirasse un pò d'aria. Oppure ci si buttava sotto la doccia ghiacciata e poi subito nel letto per riuscire ad addormentarsi. Invece adesso schiacci un pulsante e ti riporti l'inverno in casa.
Quando ieri sera verso le venti sono uscita di casa, c'era un cielo inguardabile. Poi sono arrivata da un'altra parte della città e ho assistito a uno spettacolo stupendo. Il cielo sempre grigio, ma il campo tra il piazzale delle giostre e il cimitero pieno di sole. L'erba luccicava tutta e sembrava più verde del solito. Sulle mie labbra è apparso un sorriso. Allora ho iniziato a cercarlo tra gli alberi, tra le case, tra gli alti palazzoni....e poi finalmente l'ho trovato. Era fra due grossi nuvoloni. Mi ha fatto tenerezza perchè sembrava dicesse "hei lo so che è quasi estate, io sono qui vedi, non so perchè mi coprono così, ma io ci sono sempre, anche dietro le nuvole, non temere"
Ed è per questo che nei giorni di sole, appena entro in macchina (non so se avete presente la temperatura in una macchina che è stata al sole tutto il giorno), io mi godo il caldo. Non apro i finestrini, ne l'aria condizionata. No.Mi godo il Signor Caldo. La pelle che si riscalda fino a scottare, i brividi uguali a quelli del freddo, ma decisamente più piacevoli.
Mi piace pensare che questo post potrebbe servire nel 2100 per i Signori Metereologi come testimonianza del cambiamento climatico.
Ecco Signori Metereologi: oggi è il 2 giugno e fa un freddo cane. Un giorno si gira in infradito e canottiera, l'altro con stivali da pioggia e giacca invernale.Bè forse solo io giro con gli stivali da pioggia.
Il problema è che sono un pò disorientata.

P.S. comunque grazie ai miei stivali da pioggia fuxia i giorni di pioggia non sono più tristi. A volte basta così poco...

lunedì, maggio 28, 2007

Zerinho.


Non ho voglia di tornare a casa.
Non ci sarà nessuno a rotolarsi per terra, nessuno mi mangerà le caviglie, nessun agguato da dietro il muro. da dietro alla porta. Nessuno sulle gambe, ma guai a toccarlo! Nessuno in fondo ai piedi, nel letto. Nessuno al risveglio. Nessuno ad aspettarmi fuori dalla doccia. Non dovrò più fare attenzione in giardino. Nessuna zampata sulla macchina, nessuna lotta coi cani, con la gatta. Nessuna lucertola, topo, serpente in casa. La pianta crescerà intatta. Non avrò più peli nel letto. Ne silicone mangiucchiato. troverò sempre gli elastici per i capelli.
Mi sento stupida. Ma per me era importante.

3,2,1, ZERO.
Io non so cosa significa avere un animale domestico o semi domestico.
Anzi no, una volta avevo due uccellini. Mi ricordo solo che al mattino facevano un casino infernale. Poi sono spariti. Credo che siano stati liberati. Il problema è che forse non sapevano tanto bene volare. Ma i miei questa cosa non l'hanno mai capita.
Poi ho avuto un pesce. Ma io odio i pesci nella boccia (n.d.r. abbasso l'acquario di Genova) e così il piccolo pesce rosso è durato forse una settimana. Ma non perchè l'ho ucciso io eh. Forse non voleva rendermi triste.
E poi basta. Di cani gatti & co. non si è mai potuto parlare. Avevo anche pensato di presentarmi sulla porta di casa come la bambina della pubblicità di una nota marca di pasta. Ma le scuse dei miei erano sempre "NO rovina i divani" (io puntavo al gatto). Allora ho deciso che quando avrò una casa mia possederò un gatto obeso, come ho sempre sognato d'altronde. E starà sul frigorifero.
Io non so cosa significa avere un gatto per casa, ma so cosa significa avere un'amica con un gatto.
Quando la chiami parla un pò con te e sgrida un pò lui"Zero cosa faiiiii, zero non salire sulla cucinaaaa" A volte lo chimava "patatini" mi pare, e a me faceva troppa tenerezza. In realtà ero un pò invidiosa del suo splendido rapporto col gatto. Quando andavo a casa sua lo prendeva in braccio e lui mi dava i bacini. Forse la sua indole felina lo avrebbe portato a graffiami.
Era commovente perchè speravo di averlo un pò conquistato.
Poi faceva ridere perchè faceva il figo del quartiere. Ma la cosa che mi faceva più ridere di tutte era quando istigava il cane vicino di casa. Quel cane non sapeva più come ringhiare e come scavare. E Zero stava li. Lo guardava e secondo me si ammazzava dal ridere.
A me dispiace che la mia amica ora sia triste. E la cosa che mi dispiace di più è che non so come aiutarla. Posso solo dire che secondo me Zero è morto da gatto. Esplorando in libertà. Girovagando nella sua strada, da padrone. Mi piace pensare che in quel momento stesse per balzare sulla sua preda più bella, magari un topo gigante, o una biscia lunghissima. Mi piace immaginare che mentre stava per saltare, ridendo, pensava già alla faccia della sua padrona e alle grida di schifo.
Poi si è spenta la luce.
E Zero è balzato direttamente nel paradiso dei gatti.
Ciao Zero.
The muffin woman pat

giovedì, maggio 24, 2007

saluti da vesima.

E come tutti gli anni è arrivata. Anche un pò prima direi. Io me ne accorgo dal raffreddore mattutino e dalle conseguenti occhiaie viola-verdi, dall'afa al risveglio, dai primi morsi di zanzare. E dalle avvisaglie di temporali bui e rumorosi. Ed è solo maggio. Ma l'estate nella Pianura Padana è arrivata. Umida, torrida, soffocante. Ma noi ci siamo abituati, noi che abitiamo non poi cosi tanto lontano dal mare, noi che ci facciamo lunghe code domenicali per un fazzoletto di sabbia e una puciata in mare, NOI siamo di nuovo pronti. Ed ecco che la voglia di andare al mare arriva, usciresti ogni sera (con l'autan ovviamente) e il tuo unico obiettivo è arrivare al w-e per andarti a spalmare sull'asciugamano e respirare un pò d'aria fresca.
Ma quest'anno è diverso, quest'anno siamo tutti grandi e ho a che fare con un signore che da piccola avevo solo sentito nominare ma mi sembrava cosi lontano... ho conosciuto il sig. Ferie di Agosto. L'idea di andare via il 15 di agosto mi fa star male. Mi vedo già sgomitare in spiaggia, mi vedo già i piedi del vicino di ombrellone in testa, i palloni dei bambini addosso e ogni altro luogo comune della vacanza da turista del 15 di agosto. E poi è il FINO ad agosto che mi spaventa. Ci va un pò a disabituarsi a 3 mesi di vacanze fuori casa, ne! Inoltre i prezzi sono alle stelle. La mia mente inizia ad elaborare fotografie un pò rossicce come negli anni '80 che parlano di file di ombrelloni e di "coccobello!". (Ho il brutto vizio di stereotipare le cose).
Intanto non ho ancora deciso niente. Anzi, proposte ne ho fatte un sacco ma la risposta è "si, possiamo vedere.." poi passa il tempo, passa l'offerta e "Vale parla ma non conclude niente" diventa il pensiero comune ...grazie collettività...
Sottolineo che quando la vacanza si faceva tra amiche, in un pomeriggio si decideva e si prenotava, si riuscivano a far quadrare i giorni di ferie, si facevano 2 settimane e nessuna aveva problemi sul mezzo di trasporto, d'aria o di terra.
Ricapitolando...
estetista: fatto.
cambio di stagione: fatto.
pinne, fucile ed occhiali...fatto.

Sabato non ce n'è per nessuno...


martedì, maggio 22, 2007

Sindrome da esclusione

Tanti anni fa ho frequentato un corso per animatori.
Durante una lezione ci chiesero di descrivere un momento bello e uno brutto che ci ricordavamo di quando eravamo piccoli.
Come ricordo brutto raccontai di quella volta che al compleanno di un mio compagnetto delle elementari (non faccio nomi per privacy) la sua mamma organizzò dei giochi e praticamente scelse tutte le bambine più belline per giocare e io rimasi fuori insieme ad altre due. Soffrii molto per questa cosa e me la ricordo come fosse ieri.
Come ricordo bello raccontai che quando andavo in piazza genova facevo su tutti i bambini nuovi (anche le bambine ovviamente) per giocare ai giochi tipo "il lupo mangiafrutta" o "strega toccacolore" (rialzo no perchè perdevo sempre e nemmeno nascondino perchè avevo paura del buio, al massimo "sardina"). Se ne vedevo uno girovagare da solo per la piazza iniziavo a seguirlo e poi gli dicevo "vuoi giocare con noi?" E subito vedevo il sorriso del bambino e stavo meglio.
L'insegnante mi prese come esempio per tutta la classe e mi diagnosticò una specie di Sindrome da esclusione. L'ho chiamata io così in realtà perchè ho capito in questi giorni di soffrirne ancora, di non essere mai guarita.
L'altro giorno mi è capitato.
Non riesco a metabolizzare. Divento triste. E smetto di parlare. Sono simpatica quando faccio finta di niente. Si vede lontano un miglio che c'è qualcosa che non va. Alzo un sopracciglio e mi si stampa sulla bocca un sorriso un pò plastico. E penso a quando ero piccola., che i "capitani"(di solito chi giocava a pallavolo fuori dall'ambito scolastico)sceglievano le persone per la squadra e io rimanevo per penultima (c'era sempre qualcuno peggio di me fortunatamente) v_v allora io per vendetta (n.d.r. io sono vendicativa) giocavo peggio che potessi fare. Solo la battuta dal basso mi venive bene perchè tutti pensavano che la palla non passasse la rete e così non si muovevano e invece facevo sempre 5 punti di seguito.

La sindrome da esclusione come si cura?

stal-lo s.m.



-
fig., condizione o situazione di inazione forzata, senza soluzione né possibilità di risoluzione: essere in posizione, in situazione di s.

Il mio progetto di tenere in ordine la mia camera sta lentamente fallendo.
(di|sór|di|nes.m.
1 mancanza di ordine, confusione, scompiglio
2 intemperanza, mancanza di sobrietà.
3 funzionamento inefficiente e irregolare, cattiva amministrazione.)

Non so cosa stia succedendo ma la stuazione mi sta scivolando di mano.

Forse è solo questione di
impegno
(im||gnos.m.
1a obbligo assunto nei confronti di qualcun altro o di se stessi
2 occupazione, attività in cui si è impegnati
3 applicazione, diligenza nell’assolvere un compito)

E' un pò una situazione generica di stallo.


giovedì, maggio 17, 2007

Cenerentole

Vale ed io stiamo attraversando un processo di femminilizzazione.
Scarpa col tacco e lucidalabbra.
Non so se questo basterà a fare di noi due piccole donne.
Oggi andremo in centro vestite da Cenerentole a cercare la scarpa.

E' un periodo rosa in tutti i sensi.
Si sta bene, si guardano le nuvole, si fanno progetti (che poi sfumano inequivocabilomente).
Come ad esempio quello della casa. Ma questo è un altro discorso che affronterò quando sarò meno arrabbiata con la signorina che mi ha fatto il preventivo per la rata del mutuo("Vorrei dirle signorina, che io non posso avere una rata che ingloba i 3/4 del mio stipendio perchè non credo che potrei farcela con 1/4 di stipendio a gestire la mia vita. stipendio da impiegata.media.") Però i giovani stanno a casa con mamma e papà, questi scansafatiche che non vogliono prendersi responsabilità..
A parte questo neo, devo verniciare la vespa, altro progetto che sfuma. Forse dovrei cercare uno sponsor. Non so tipo "Macelleria da Gino"
E poi appiccicarlo su tutte le mie cose, a patto che divida le spese con me:)

martedì, maggio 15, 2007

oggi non ho fretta.

nuvolaenorme.

Io non capisco. Il mondo va troppo veloce.
Ogni giorno per venire in città passo dalla strada meno trafficata della zona, senza semafori e in mezzo al verde. Viene naturale, soprattutto nelle belle giornate di sole come oggi, di rallentare e guardarsi intorno. Viene naturale a me. Dietro di me, mentre io cerco di immortalare il paesaggio con il cellulare si forma una coda interminabile di macchine e ti chiedi da dove cavolo possano arrivare. Oggi per esempio c'era quella nuvolona enorme (v. sopra), bellissima, non potevo non fotografarla. Ed ecco arrivare rombi da Maranello, correnti d'aria che ti portano fuori strada e una serie di insulti tipo: €ß†ƒ®ææ¨œø!!!!!
Uffi... non rinuncio però: c'è ancora stasera.
Mi chiedo perchè il mondo non funzioni coi miei tempi. Voglio fare l'eremita.


CAPITOLO II
...mentre Vale guarda le nuvole, io mi trovo nella mia camera da letto...

La mia mamma ha smesso (finalmente?!) di farmi il letto la mattina e di sistemarmi i vestiti nell' armadio. Così adesso mi sono dovuta organizzare per avere il tempo di fare anche quello.
E così ieri sera non sono uscita. anche perchè ero un pò stanca a dire il vero.
Dopo le telefonate da finta-adolescente, sdraiata sul letto con la cornetta appoggiata alla spalla, ho meditato sul da farsi.
Così mi sono rimboccata le maniche in senso figurato, perchè ero in canottiera, e ho aperto il mio armadio. Di solito opero in questo modo: svuoto l'armadio completamente, pulisco tutto e poi seleziono i vestiti. Ovviamente il tutto intervallato da pause lunghe 25 minuti in cui mi trovo ai piedi del letto in mutande con una maglietta azzurra, con una stella a centro petto, regalatami dalle mie amiche per il mio 20esimo compleanno a fissare il vuoto (eh si le cose le provo tutte per vedere se mi vanno ancora)
Ecco è qui che è sorto il problema.
Delle cose che avevo nell'armadio ne avrei eliminate i 9/10. Sono vestiti che non mi rappresentano più, capi che riportano alla mente episodi che voglio pian piano mettere in un cassetto (scusate il gioco di parole). Jeans larghi, larghissimi, magliettine da adolescente con colori improbabili, vestitini mai messi (a volte cambio i gusti velocemente), capi comprati per far contento qualcuno.. Sono vestiti che magari mettevo fino all'estate scorsa. Ma non li voglio più. Perchè ora sono cambiata.
E' come se dovessi mettermi la roba di quando avevo 15 anni. Ogni tanto ho questi momenti di crescita improvvisa. Quando guardo queste cose mi vengono in mente ricordi che in questo momento non voglio, non mi interessano.
Il fatto è che io penso anche che i vestiti sono solo un modo per coprirsi e ripararsi dal freddo e nascondere le vergogne. Quindi non so cosa fare.
Continuare a mettermi i vestiti per necessità, o rinnovare tutto il guardaroba perchè dopotutto sono cresciuta (ovviamente intendo interiormente perchè sono sempre alta 1,64)?
Essere o non essere? Questo è UN problema...

giovedì, maggio 10, 2007

Punti di Vista

Oggi sono passata da Piazza Genova (piazza Matteotti su TuttoCittà). Era da tanto che non passavo di li, forse anni..
Cavoli era tutto in miniatura. Io ho sempre giocato in Piazza Genova da piccola. Ma mi ricordavo le cose più grandi. Ho scoperto che è rimasto tutto uguale ma più piccolo. C'è persino un buco tra due pini nani dove si prendevano sempre le storte. E' ancora lì. Mancano dei rami di appoggio su alcuni alberi, rami che si usavano per salire sui rami più alti. Io da piccola mi arrampicavo sugli alberi. E facevo i finti PicNic con i pentolini e l'erba come cibo.
Oggi avrei quasi scavalcato la ringhiera per entrare nella fontana visto che adesso ho le gambe più lunghe (!). Una piccola rivincita con me stessa.

martedì, maggio 08, 2007

Là de longe

Longe, lá de longe
de onde toda a beleza do mundo se esconde
Mande para ontem
uma voz que se expanda e suspenda esse instante
Lá de longe
de onde toda a beleza do mundo se esconde
Mande para ontem
uma voz que se expanda e suspenda esse instante
Lá de longe
de onde toda a beleza do mundo se esconde
Cante para hoje

giovedì, maggio 03, 2007

Oui madame c'est vrai, ce n'est pas faux! Histoires de mon period français.

Dessins de Nemo, artist de Bellville, Paris, qui répresent objet d'utilise quotidien
dans les roues de la cité

Sento la necessità di scrivere un post per passare oltre a quell'ustionante e ottimista post precedente.
Pensavo che Patty avrebbe dedicato la sua giornata a raccontarci cosa ti lasciano 4 giorni di balli caraibici nella riviera romagnola ma non resisto. La tentazione è forte. Un post dopo un pò che l'hai scritto ti stanca, non lo puoi più vedere, inizi a non sopportarlo. Soprattutto se si tratta di un post dai buoni propositi.

E poi se guardi troppo il sole ti ustioni...

Ultimamente tra bische clandestine e ricerche di gatti (anzi del gatto) nell'immondizia fortunatamente vane, non ho avuto molto tempo di pensare, sono andata avanti col mio libro sul pensiero creativo e ho terminato una faccia e mezza del cubo di Rubick. Inoltre sto attraversando il periodo francese. Se avessi portato avanti tutte i periodi avuti negli ultimi 4 mesi non avrei più tempo neanche di dormire. Ho provato a riassumerli ma non sono sicura che ci siano tutti: periodo esperanto, periodo pittura, periodo campi di lavoro, periodo ritratto, periodo nuoto, periodo francese (l'attuale), periodo pattinaggio (che ormai non ha più segreti), periodo disegnatrice della Disney, periodo libri impegnati connesso al periodo biblioteca.
Qualcuno (come l'esperanto) è morto sul nascere, qualcuno rimane sospeso, qualcuno arriverà (come il periodo fotografia). Inoltre il periodo viaggi continua a pulsare. Beh ma quello non terminerà mai. L'unico. Ah da non dimenticare il periodo voglio vivere da sola (in Alessandria, a Torino, all'estero) che ogni tanto si fa sentire.
Inoltre ieri mi sono letta la mano (ma tranquilli non è il periodo Sibilla) e a quanto pare non so fare programmi per la mia vita, manco di polso, ho doti artistiche secondo l'anello di giove ma non le ho secondo il monte di giove. Inoltre potrei essere un capo. Ma non ho carattere.
Pure la mia mano si contraddice.

Je Vous prie d'agréer, messieurs, mes salutations les plus distinguées.

venerdì, aprile 27, 2007

Posta-lo.

Stavolta scrivo un post-it.

In questi giorni la negatività, forse residuo del Grigio da un pò finito, è scomparsa.

Questo post quindi lo voglio usare come appunto, per quando il mio umore è pessimo. Mi voglio dire di guardare il lato bello delle cose, di prendere le cose con un sorriso, guardare avanti, mai indietro. Fare progetti, organizzare, costruire e distruggere. Vedere il lato positivo delle persone, fare esperienze, sbagliare, ricominciare. Sorridere sempre, come quando ero piccola. Non avere più pensieri cattivi sugli altri perchè tutti abbiamo dei difetti.

Forse è la primavera, forse sono le prime rose, forse sono le persone che sto incontrando ma sono stata investita da una ventata di positività. E questo vento è fresco, è profumato, mi piace.
In questi mesi mi sono chiusa in me stessa, non guardavo al di là del mio naso. Non ho affrontato gli eventi come dovevo. E ho scoperto che oltre al solito ci sono tantissime cose da fare e da provare che ti fanno stare bene. Ora non ho ancora iniziato ma sento di farcela, spero solo di continuare ad avere questo entusiasmo.

Beh è vero, ogni volta che ti senti giù, guarda il sole.

Molto Peace & Love.

giovedì, aprile 26, 2007

Co(a)ntare a letto

Ieri sera prima di addormentarmi mi è venuta in mente questa canzone:

Tempo, comunque vadano le cose lui passa
e se ne frega se qualcuno è in ritardo puoi chiamarlo bastardo ma tanto è già andato
e fino adesso niente lo ha mai fermato
e tutt'al più forse lo hai misurato con i tuoi orologi di ogni marca e modello
ma tanto il tempo resta sempre lui quello...

...tempo, prezioso...

...conosco un modo per rimanere a galla
on abboccare a questa grande balla del tempo che ti fa cambiare che ti modella
e più vai avanti più la vita è meno bella sfuggi dal gruppo e pensa con la tua testa
e stare insieme sarà sempre una festa
se riuscirai a sopravvivere lontano dal branco non c'è noia non sarai mai stanco
sfuggi dal gruppo e non lasciarti fregare...

...
quando stai bene lui va via come un lampo
quando ti annoi un attimo sembra eterno il paradiso può diventare inferno...

...
con le gambe muovo anche il cervello e allora il tempo sarà mio fratello
e come lui mi darà sempre una mano
mi darà tempo per andare lontano e come Ulisse cercherò di ritrovare quella mia isola
ma tanto viaggiare sarà piacevole sarà indispensabile anche se l'isola sarà irraggiungibile...

martedì, aprile 24, 2007

intermezzo.

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c'è
Invece di guardare
Il sole sorgere

E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare
E se c'è un segreto
E' fare tutto come
Se vedessi solo il sole

venerdì, aprile 20, 2007

Linee guida.

"Chi ti ha messo in testa queste idee?"
Chiese mia madre una calda mattina di primavera. Quali idee. Quelle di volermi sentire bene, di aver capito di aver fatto per una volta la scelta giusta di non svegliarmi già col cervello che macina pensieri e preoccupazioni. Beh, me le sono messe in testa io. Anzi è la mia testa che le ha messe fuori. Forse fino all'università ho vissuto in una sorta di guscio, tutti erano cosi e non conoscevo il mondo, non conoscevo le ambizioni. E vivevo meglio. Ma prima o poi doveva uscire questa parte di me, perchè una volta che scopro che volendo e rischiando si può ottenere sempre di più, la voglia di provare mi assale. (Non dimentico la componente "pizzico di fortuna" ma questa è un'altra storia).
Sono in un periodo nel quale decidi chi sei e chi sarai. E non è facile. Soprattutto se dall'esterno, se le persone a cui tieni di più ti creano un muro. "Sei grande Valentina, devi crescere. Devi maturare, certe cose si fanno a 18anni. Io non ti mantengo più". Ok a 18anni. Ma se io mi sono laureata neanche un anno fa, ho fatto slittare la mia vita avanti di almeno 4 anni. (E poi sembro più giovane anche esteticamente. L'altra settimana sul treno per Ancona, un ragazzino di QUARTASUPERIORE mi ha chiesto se ascoltavo con lui Mondomarcio. E se il libro che leggevo fosse per la scuola.) Visto? Sono giovane.
Ma sono anche cresciuta. Guarda quanto so scrivere. Una volta per quel cavolo di cinquealsei di italiano dovevo ancora fare la scaletta e contare 300parole per far si che il tema fosse abbastanza lungo. ehm... A parte queste divagazioni ho capito che devo mettere delle linee guida, rischiare di scontrarmi e fare degli errori (anche se di quelli ormai ho il callo). Forse ascoltare i consigli non è cosi sbagliato perche sono di qualcuno che vuole solo il tuo bene. E la sicurezza. Ecco da qui parte la scelta. Ora tocca a me.

304 parole. Ho finito.

giovedì, aprile 19, 2007

Piccole scelte che cambiano il corso delle cose


Trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
O al posto sbagliato nel momento sbagliato.
O al posto giusto nel momento sbagliato.
E viceversa.

"Al posto giusto nel momento sbagliato" è terribile.

Ma a volte la vita funziona così. Fa ridere se ci pensate perchè basterebbe pochissimo per stravolgere le circostanze. Come nel film "Sliding doors". A volte mi immagino cosa sarebbe potuto succedere se invece di girare a destra avessi girato a sinistra o se non mi fossi fermata a parlare e avessi guadagnato 5 minuti, se avessi chiamato l'ascensore prima che il tipo del piano di sopra (fanculo è tardi devo andare al lavoro...noooo le scale sei fuori?? aspetto il prossimo giro)!! me lo sofiasse per una frazione di secondo.
E allora mi immagino una storia parallela, una specie di cortometraggio dove cambia tutto, o magari fondamentalmente non cambia niente. Tipo quando hai appuntamento col destino alle 22,30 sulla strada che costeggia la Fiera dell'Est (tanto per suggerire un ambiente fantastico) E allora credi che il destino ti abbia portata li, e non potevi avere scampo.
A volte è bello, perfetto, ringrazi per quello che è successo, a volte non puoi fare latro che dire
"destino infame e anche un pò bastardo"
Piccole coincidenze che si sommano. Piccole stronze coincidenze che si sommano.
Tipo quando fai un botto con la macchina e pensi :
"ecco se avessi preso l'altra strada non sarebbe successo"

mercoledì, aprile 11, 2007

Mulini a vento


Ciao, sono Don Chisciott-a. Oggi mi è successa una cosa favolosa: ho lottato con un esercito, un variegato esercito dalle braccia rotanti. Erano forti, eh? li ho solo scalfiti, domani credo che vincerò la battaglia. In realtà siamo in pochi a combattere, sarà più dura del previsto. In effetti non so se battere in ritirata questa notte, mentre tutti dormono o rimanere in battaglia, perche so che non ne rimarrò illeso. Con me c'è Sancho, ok, ma può darsi che questa volta non riesca ad aiutarmi. che dite voi, o paesani della Mancia, mi conviene restare?

Ah, ho scoperto che i nemici anche nella notte fanno ruotare le loro braccia, sarà ancora più dura!

don Quijote de la Mancha

martedì, aprile 10, 2007

La genuinità dei dolci fatti in casa

Io non amo cucinare. Chi mi conosce lo sa. Mi viene l'ansia se so che qualcuno deve assaggaire ciò che preparo. Ed è una cosa anomala con una papà pugliese che è abituato a fare pranzi e cene (anche per 50 persone) e che da un uovo, della marmellata e un arancio ti tira fuori una portata, e una mamma siciliana che come fa lei il pane fatto in casa non ce n'è.
Detesto scaldare il latte, piuttosto lo bevo freddo. Non mi piace mettere il sale nella pasta, e se fosse per me sopravviverei con le uova.

Lo scorso pomeriggio ero a casa da sola.
Avevo un cestino di fragole nel frigo, due banane e delle uova. Sono andata a comprare il burro.
Sono andata in cantina a prendere il libro storico di ricette di mia mamma "Vera si fa così"
Ho cercato "pasta frolla" Ho letto tre volte la ricetta, perchè di solito lascio qualche ingrediente per strada :) Ho cercato "crema pasticcera" e poi "crostata alla frutta".
Ero stranamente tranquilla. Non agitata, non ansiosa di fare pasticci.

Ho scoperto che sono brava a fare i dolci (o magari è stata La fortuna dei principianti, ma non credo) Ho fatto pure le meringhe. E quando le ho fatte assaggiare mi hanno detto "che brava, che buone, ma come hai fatto, sono difficili da fare"
"ma le hai fatte tu??ma come hai fatto?a me non vengono mai!!"

Ero commossa.
E soprattutto incredula.
E un pò fiera.

giovedì, aprile 05, 2007

Che prezzo ha la libertà?

Dentro la mia scatola ho tutto quello che serve per una vita "normale".
La mia scatola è bella da vedere. E' perfetta. E' quadrata, colorata, con un bel nastro sopra. Un nastro voluminoso, di quello con mille riccioli e sbrilluccichii. E' la carta che la avvolge che è un pò strana. E' trasparente. Permette di vedere da fuori a dentro e viceversa.
Solo che vedere le cose dalla scatola non è la stessa cosa che vedere da fuori. E' diverso.
Sono indecisa se aprire la scatola e vedere cosa c'è fuori, o non sciogliere il nastro e tenere il pacco chiuso con le belle cose che ci sono dentro.
Non credo sia una cosa facile da decidere. Ogni tanto tiro il cordino del nastro, faccio per sciogliere e poi ricompongo tutto.
Ogni tanto prendo il pacco e lo scuoto. Il mio pacco è pieno ma spesso mi sembra vuoto. CErte volte rimbomba tutto dentro.
Per adesso sono solo capace di fissarlo. Girarlo, capovolgerlo, scuoterlo appunto.
Ma non sono in grado di aprirlo.

E se facessi solo un buco nella scatola? :)

martedì, aprile 03, 2007

Google aiutaci tu!

Forse dovrei ricominciare a bere il caffè. Ero molto più tranquilla.
In questi giorni sono intrattabile, non parlo con nessuno, ho il muso e colpevolizzo tutto ciò che mi circonda. Oggi tocca ad Alessandria. La città che neanche Googlemaps mappa completamente, ci degna solo del cristo-stazione-casamia, con una punta di centrocittà. Il resto è tutto rossiccio e sfocato quasi a rappresentare la Nebbia che Veglia su di Noi. Il fiume però è stranamente azzurro.
Stamattina al solito appuntamento Paolo Del Debbio-caffè (io preferisco Apemaia-caffè ma a volte la vince mia mamma) c'era qualcosa di familiare.
Gli uomini avevano i baffi lunghi e grigi, il mio accento e la erre moscia come Emma Camagna. L'opinione di oggi si basava nientepopòdimenoche su ciò che pensano i miei concittadini. E niente di più azzeccato poteva essere l'argomento: i finanziamenti. Ed ecco che spunta l'ometto sui 40 tutto in tiro con pizzetto sottile tagliato con precisione svizzera che chiede il finanziamento pure per le vacanze. E forse anche per la cintura di D&G.

Ho cominciato bene la giornata. Aspetto il tema di domani.

lunedì, aprile 02, 2007

Fazzoletto di carta o animale?


Questo è un post dedicato :)

domenica, aprile 01, 2007

Sete di Vendetta


Un tranquillo sabato pomeriggio a casa.
Il tempo un pò incerto, nuvole che coprono l'azzurro, qualche goccia di pioggia.
Mi stavo preparando per uscire, ore 15, 40.
Squilla il telefono di casa.
Con l'avvento dei cellulari oramai sai perfettamente chi ti chiama a casa e a che ora. Ad esempio io so che di solito verso le 20 chiamano a casa mia cugina Antonella e Vale, in sequenza. Prima una e poi l'altra e viceversa.. Fa ridere perchè quello è il loro orario. Versole 20, 15 invece di solito chiamano gli operatore Telecom, Infostrada, Fastweb.ecc. La domenica mattina puntualmente amici dei miei (che mi svegliano e di cui ovviamente non ricordo mai il nome).
Ma alle 15, 40 chi poteva essere?
"Pronto?"
"Buongiorno sono Tizia della Telecom, volevo proporle un 'offerta che..."
"No, grazie ma non siamo interessati"
"VAbbè tanto l'offerta scade oggi"(tono arrogante)
"si ma guardi..."
La signorina stacca
Silenzio.
5 secondi di incredulità.
Mi sono infiammata. Mi è esplosa la bile.
Ma brutta stronza che non sei altro, mi rompi le palle di sabato pomeriggio e ti permetti di staccare il telefono in faccia?!?!!?!?" Brutta Merda, ********. Io che sono stata così gentile, che sono sempre gentile con sti rompicoglioni che chiamano 100 volte al giorno.., ora basta!!!
"Questa storia non finisce qui. Non questa volta!!"
Chiamo il 187, Un numero fatto di persone, come dice la pubblicità sulle pagine bianche, e infatti mi risponde la voce guida v_v". Se vuoi parlare con x, digita 1. Vabbè digito 1, digito 3, digito 4 e intanto la mia rabbia si alimenta. "Sei in attesa"... Penso che se la signorina non mi avesse risposto, mi sarei recata direttamente alla sede centrale quanto ero incazzata.. L'attesa intanto continua e io mi innervosisco sempre di più, anche perchè stavo perdendo un sacco di tempo Volevo trovare quella stronza che aveva osato attaccarmi il telefono in faccia. Me la immaginavo con aria arrogante mentre staccava il telefono.
La signorina mi dice che non c'è traccia di questa chiamata. Ridicolo, al giorno d'oggi sanno persino dirti quante volte sei andato in bagno. Mi chiede scusa a nome di tutta Telecom.
E improvvisamente mi sono sentita soddisfatta. Come se mi avessero iniettato una dose di morfina.
A cosa è servito?
Credo a niente, ma mi è piaciuto agire d'impulso e andare in fondo alla storia.
Ma ti troverò brutta stronza...

lunedì, marzo 26, 2007

Vale ed io l'abbiamo sempre detto

Vorrei avere la foto della nostra camera di Arenzano, di quando facevamo le assistenti insieme, ma è sul vecchio cell. Un disordine perfettamente speculare. (questa invece è solo una gag: la nostra vicina di camera ci portava tutte le mattine il caffè e una mattina ci siamo addormentate con il bicchiere sulla pancia e poi dopo cinque minuti siamo scoppiate a ridere) E la roba mischiata nell'armadio non era un fastidio.
Io ci provo a essere ordinata. Ogni tanto metto in ordine (quando sono nervosa di solito) e quando lo faccio divento maniacale. Poi dura un giorno. Ma è l'inconveniente di essere sempre di fretta. E poi è vero, essere disordinata non vuol dire essere disorganizzata. Beh io sono anche disorganizzata.
Io ce l'ho nel D.N.A. il disordine. Non ci posso fare niente. Ma trovo tutto eh. Ad esempio se io so che le chiavi della macchina sono sotto la maglia e sopra la maglia ci sono i pantaloni e poi un foglio e uno scontrino e una pinzatrice e il cappotto e la borsa del lavoro, sono li. e me lo ricordo. perchè ho una memoria fotografica pazzesca per le mie cose. (ovviamente l'esempio delle chiavi era solo un esempio perchè le ho già perse tre volte - due chiavi di casa; una quelle della car)
Se invece tu (dico tu ma è mia mamma poi) metti in ordine e mi sposti le cose, a me vengono le crisi di nervi e grido. più che altro perchè non trovo più niente. Ora ad esempio sono di fretta. e quindi è venuto un post disordinato.
p.s. approvato e condiviso da Vally

martedì, marzo 20, 2007

Sorella di Zenzero.

Oddio! un caso di omonimia! Navigando qua e là in rete, ho trovato nientepopòdimenoche nostra sorella maggiore al gusto zenzero!


www.untoccodizenzero.it

Fortunatamente tratta solo di argomenti culinari, non dovrò rivolgermi al Garante per la Concorrenza...

giovedì, marzo 15, 2007

18 marzo: questa la data annunciata dall'Ente Meteorologico Nipponico per la fioritura dei ciliegi a Tokyo.

In questi giorni ho il sorriso un pò guasto. Non so forse gli si sono scaricate le batterie. Oppure fa il timido non riesco a capire. E' strano: a me piace sorridere. Di solito non si disimparano le cose, e invece sembra che io abbia disimparato a sorridere. E poi aggrotto la fronte. come se fossi preoccupata. ma in realtà non sono tanto preoccupata. Sono solo un pò tesa. A volte mi faccio ridere da sola. Allo stesso tempo mi basta poco per distrarmi. Beh mi è sempre bastato poco, si sa che non possiedo una forte concentrazione. E poi vorrei una tastiera silenziosa perchè il rumore dei tasti mi deconcentra dallo scrivere.
In questi giorni sono riuscita a "litigare" un bel pò:
- con i miei
- con un'amica (credo che sia una questione di equilibrio, ne ritrovi una e litighi con un'altra)
- con muffin vale (però vale non aveva capito che avevamo litigato, non so come abbia fatto, io le ho risposto male, e quindi secondo me avevamo litigato e invece lei continuava a dirmi:"???" "????")
Ho anche cercati dei litigi con molte persone :)
Quando sono così litigiosa la mia aspirazione massima è litigare con un automobilista. E magari se sono ferma al semaforo, e diventa verde e io non me ne accorgo subito, e quello dietro mi suona, nel mio cervello succede un pò come quando fai esplodere le buste di ghiaccio sintetico. mi si iniettano gli occhi di sangue e quel poverino che magari ha solo un pà di fretta, diventa il mio bersaglio:" eh porcavacca, cazzo suoni eh..adesso sto qui ferma un'ora e puoi anche scaricarmi il clacson addosso che non mi muovo"

Penso che se avessi la possibilità di andare in Giappone a vedere la fioritura dei ciliegi mi passerebbe tutto.

mercoledì, marzo 07, 2007

Il cielo su Torino.


"Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me"

Ecco, lo sapevo. Mi manca un pochino. Mi manca San Salvario, il casino, l'odore nauseante del mercato, la pioggia. Il supermercato, la panetteria Ficini, il sarto africano. La mia camera con gnomi annessi, rimasti intatti, i tram, i cantieri della metro. I rimasugli delle Olimpiadi. Ieri c'era tutto. Mi sembrava di non averla mai lasciata, Torino.
Eppure sono già due anni. E poi Marta, Teo, i soliti discorsi, le solite situazioni. Tutto è rimasto li, congelato, stazionario, senza un senso.
Beh, qualcosa di diverso c'è... i muscoli di Giamma, lo studio delle Zebre, un bambino, qualche persona mai vista...
E Giamma. Gli ho mandato un messaggio tardissimo per dirgli di nn venir su. "Vale ma porca puttana, sono già in C.so Regina..."...ilarità generale...e poi si presenta: solito look, capelli più corti. è sempre lui. Il tecnico del suono di Asti.
Serata passata a bere e a rendicontare gli ultimi 2 anni. Praticamente invariati.
Sono stata bene. Bella serata.

P.s. Per concludere, aggiungerei un link emblematico:
http://www.youtube.com/watch?v=RuQBS5uGeV0

martedì, marzo 06, 2007