martedì, ottobre 21, 2008

La prova del cuoco

A casa mia vecchia ha sempre cucinato mia mamma, durante la settimana, che arrivavamo da scuola ed era già tutto in tavola. Talmente tutto che a volte non ci stavamo nemmeno noi.
Perché mia mamma non faceva primo secondo e contorno, no, lei faceva "due primi - due secondi - la frittata - le melanzane (rigorosamente alla parmiggiana) - i peperoni - le zucchine ripiene - c'è il prosciutto crudo - quello cotto - la mortadella - ah, anche un pò di ricotta e le mozzarelle - i formaggini Mio. Ho fatto anche la frutta cotta, avevo paura che ci fosse poca roba"
Invece il sabato e la domenica cucinava papà, che la cucina diventava un luogo inaccessibile protetto da segreto di stato e ci svegliavamo con l'odore della frittura di pesce invece che col profumo del latte e caffè. Sta di fatto che alla fine sembrava di essere al ristorante. Mio papà con tre cose nel frigo riesce a tirarti fuori un pranzo per 100 persone. E che pranzo.

A me invece non piace tanto cucinare.
Mi fa venire l'ansia.
Mi aumenta il battito cardiaco, mi provoca crisi isteriche e di nervosismo.
Mi mette a disagio anche solo salare l'acqua di cottura della pasta.
Anche perchè:
perchè non c'è una regola per salare l'acqua della pasta?
E perchè quando uno sala, poi a discrezione aggiunge sempre un pizzico in più? A me quel pizzico scatena delle crisi esistenziali non da poco. Sarà quel pizzico a fare la differenza? E se non lo metto poi la pasta viene sciapa?
Ci sono troppe variabili nel salare l'acqua che io non riesco a gestire. tipo la dimensione della pentola, la quantità di acqua, il numero di persone, la quantità di pasta...
Io ci ho provato qualche volta a cucinare, ma poi mi fermo sempre su parole di significato troppo soggettivo e complesso, quali:
-rosolare
rosolare il pollo ad esempio. che cazzo vuole dire? deve esssere simil cotto ma non troppo? allora non potete scrivere cuocete un pò il pollo?
-dorare
tipo, dorare la cipolla. A me la cipolla non si dora. Passa da cruda a bruciata. Non c'è un passaggio intermedio.
-imbiondire
cielo, ma stiamo parlando di cucina o di tinta per capelli? io così mi confondo...
-scottare
di solito l'unica cosa che si scotta sono le mie dita perchè mi dimentico che le pentole possono bruciare se le prendi a mani nude.
-mondare
a me vengono solo in mente le mondine. Generalmente se c'è questa parola, salto la ricetta.
-fuoco lento
cos'è il fuoco lento? io conosco il fuoco basso. forse devo farlo uscire piano dal fornello? dovrò chiamare il tecnico della cucina..
-pepe quanto basta
quanto basta a chi? a me, a chi mangia, o a chi ha scritto la ricetta?

Certo che se mia mamma da piccola mi avesse comprato il Dolce Forno Harbert...

venerdì, ottobre 17, 2008

Caso n°651989/a

Stamattina m'è successa una cosa troppo strana.
Ho deciso di fare colazione. Che può sembrare strano pure questo visto che ultimamente non riesco a svegliarmi in tempo al mattino. beh non solo ultimamente (...)
Ho deciso di fare colazione col latte.
Io amo il latte, i piu' intimi sanno che ho preso il latte da mamma fino a 3 anni. (come consiglia pure l'O.M.S.)
Dicevo, ho deciso di fare colazione col latte caldo, che freddo di prima mattina non è il caso.
Ho preso il Mio pentolino e ho messo il latte a scaldare.
Poi ho continuato a fare le mie cose: lavarmi-fissare il vuoto, vestirmi-fissare il vuoto, pettinarmi-fissare il vuoto.
Quando mi sono ricordata del pentolino, era troppo tardi.
Un'enorme palla di schiuma bianca stava per avvolgere tutti i fornelli. Ho spento il gas e ho soffiato un pò.
Il tempo di prendere una yogobrioche e tornare in cucina e mi sono accorta con mio grande stupore misto a terrore che dentro al pentolino non c'era piu il latte.
Ho guardato intorno ma niente. Tutto pulito. Ho guardato per terra. Pulito.
Ho guardato pure dentro la tazza. Pulita. Lavandino. Pulito. Stavo pure per aprire il mobiletto.

Adesso io vorrei sapere:
dov'è finito il mio latte?? O_o

mercoledì, ottobre 15, 2008

Piccole distrazioni che contano

Finalmente sono riuscita a cambiare la mia cassettiera.
Certo, ieri ho utilizzato il mio unico pomeriggio infrasettimanale libero dal lavoro per andare all'Ikea a cambiare la cassettiera KULLEN color betulla 70x40x112 cm dal peso di 33 kg con una splendida cassettiera KULLEN color betulla 70x40x112 cm dal peso di 33 kg.
Certo perchè se ti chiami Patrizia, questa è la normalità.
La non normalità sarebbe stata trovarla bianca.
Il fatto è che tu approfitti e vai all'Ikea con la tua famiglia (sai com'è...per risparmiare un pò sulle spese), trovi una cassettiera come la volevi tu, perchè le pile di maglie nell'armadio cominciano e ripiegarsi su se stesse e diventare delle palle di pile, la trovi della misura giusta, la porti a casa soddisfatta, la apri, conti i pezzi, pure le minivitine che ti viene male a vedere che ne devi mettere almeno 50, ma poi pensi: "Ma il colore ci starà bene?"
E allora trascini un pannello in camera e realizzi che hai fatto una bella scelta del cavolo, rimetti tutto dentro, risigilla tutto, chiami, "Si gliela cambiamo Signora" (e daje co sto "Signora"), trascini 33 kg per le scale, parti, 20 euro di benza, piu' 8 di autostrada, arrivi all'Ikea, consegni tutto tutta fiera, vai nel reparto Cassettiere, la vedi da lontano e poi...
...poi quando la guardi da lontano, col tuo amico vicino che già che sei a Milano approfitti e lo saluti che è almeno 4 anni che non vi vedete, ecco che ti viene il dubbio.
Atroce. Ti assale:"Ma bianca...esite?"
La risposta è a pagina 172 del catalogo Ikea.
No. Non esiste.
Il tuo amico ride, giustamente. Di gusto.
Tu resti senza parole.
E pensi perchè merda non ti è venuto in mente di controllare.
Perchè??
Perchè ti chiami Patrizia, e questa è la normalità.

lunedì, ottobre 13, 2008

Se io, se Lei

Io non ho dei freni nella bicicletta. Ho dei rallentatori.
Si perchè quando schiaccio le leve devo calcolare 5, 6, 7 metri di spazio prima dell'ostacolo.
Ho già rischiato un 500 volte di stamparmi contro le macchine.
Però ora ho imparato a calcolare la distanza. Il problema è quando devo frenare di colpo. Allora scendo dalla bici in corsa o freno anche un pò coi piedi.
E' vero dovrei far mettere delle pasticche nuove, ma io non ho il tempo per mangiare figuriamoci per mettere delle pasticche.
L'altro giorno stavo andando contro una macchina e viceversa e la signorina mi ha gridato dal finestrino" SIgnoraaa stia attenta"
Io con un espressione che intendeva"Signora. Fa freddissimo, sono le otto del mattino e io per risparmiare i soldi della benzina mi muovo con questa bici di recupero arrugginita che io amo e non la cambierei per niente al mondo, cerchi di comprendere, mi scusi"
Poi sono andata avanti e quando ho realizzato che mia aveva dato del LEI, volevo tornare indietro e farle un buco sul cofano con una di quelle pallette chiodate.
Io vorrei avere semrpe con me una palletta chiodata.
Da piantare sui cofani delle macchine. E poi lasciargliela li.
Io quando mi danno del LEI non riesco piu' a capire cosa mi stanno chiedendo.
Inizio a dire"Come del Lei, sei matto? Ma come ti permetti?" Poi mi viene da ridere e mi si alza un angolo della bocca e piu' mi trattengo piu mi viene da ridere.
Perciò, prima di rispondere devo abbattere le distanze.
Non è questione di non essere educati, è che io proprio non riesco a dare del Lei.
Io riesco a essere educata anche dando del Tu.
Maledetto formalismo.

giovedì, ottobre 09, 2008

PoST&

Questo post è dedicato a Punzy e a Beppe.

Oggi sono andata in Posta a spedire una cosa per Beppe.
Avrei dovuto spedirlo la settimana scorsa, ma al solito la mia disorganizzazione ha avuto la meglio.
Dopo essermi scassata 15 minuti di sonno pieno facendo la magnetoterapia, dormita con sogno compreso e risveglio improvviso con perdita di orientamento spazio-temporale, occhi rossi e bocca aperta, sono andata in Posta Centrale, che per fortuna è aperta pure in pausa pranzo.
Arrivo allo sportello Pacchi.

La signorina mi dice che devo attendere 10 minuti che ha da finire la sua roba.
Attendo.
La mia busta è troppo grossa per essere mandata come Raccomandata con Ricevuta di ritorno.
Devo fare Pacco Celere. Costo: 10 euro.
Signorina, le dico, con tutto il rispetto (anche per te Bep), ma io con 10 euro prendo un bigletto del trenoA/R per Torino, porto a mano il pacco a Beppe, lo saluto, lo abbraccio, ci prendiamo un caffè, ci facciamo un giro per Torino che magari è anche una bella giornata, ci risalutiamo, ritorno a casa e cosa fondamentale, sono sicura che il pacco verrà consegnato"
Le viene un'idea geniale. Rimpiccioliamo la busta. "intanto compili il modulo"
Nel frattempo serve una Signorina che deve spedire qualcosa come 25 raccomandate.
La serve. Tocca a me.
Poi mi fa"E ma io ora ho finito il turno deve andare nell'altra sala allo sportello raccomandate.
Sala deserta. Sottolineo deserta.
Mi avvicino allo sportello e la signorina dietro lo sportello che già aveva una faccia di quelle donne superbe-frustrate, con aria isterica mi fa"Ha preso il numero?"
E io sorridendo :"Ma non c'è nessuno"
E lei" Non mi interessa, deve prendere il numero"
Vado a prendere il numero.
Torno e nel frattempo mi era passata davanti una signora, SENZA numero.
Attendo. Tocca a me. Le spiego cosa mi ha detto l'altra sportellista.
Mi fa"Ah no deve fare pacco celere. la busta non va bene, torni di là"
Torno di là.
La signorina dell'idea geniale mi fa"Ah no ora c'è il cambio turno. Deve aspettare 10 minuti"

Beppe, ho deciso che vengo a Torino.




mercoledì, ottobre 08, 2008

Non ho tempo.
A volte mi chiedo come sia possibile che tante persone riescano a fare cosi tante cose. Probabilmente dormono poco. Eppure io non vado mai a dormire prima di mezzanotte..
Stavo leggendo Pulsatilla. Ecco Pulsatilla, oltre che ad essere riuscita ad avere fama, successo e un appartamento da 1000 euro sulla tiburtina con un blog (eh patty!), per esempio, ha visto un sacco di film. Io no.
Una cosa che mi fa arrabbiare proprio tanto sono le citazioni dei film. Cioè. La gente che cita i film. ma iodico comeccacchiofate a ricordarvi le frasi dei film? Io che ne ho visti pressappoco 3 (Il ciclone, Armageddon e forse Alla ricerca di Nemo) faccio fatica a ricordarmi la trama.. per esempio quando mi dicono "AAhh, si hai visto il tale film? Sisi proprio quella scena! Ma con quell'attrice (e a questo punto si elencano TUTTI i film di quell'attrice), io sorrido, cerco di imitare con nonchalanche tutte le espressioni facciali cercando di non perdere il minimo movimento e poi dico "aah già, che ridere!".

E poi vorrei il tempo per leggere, uscire, scrivere sul blog, metterlo a posto "seriamente", fare allenamento, andare a fare un giro, ecceccecc. Invece anche adesso ho il tempo che mi bussa sulla spalla, ho fretta e non ho più tempo di pensare.
Che ansia.

P.S.
Ieri sera guardandomi allo specchio. Due rughe, sotto gli occhi. Devo trovare una crema revitalift contorno occhi Oil of Olaz con effetto antietà e trattamento Q10. Accetto consigli.

lunedì, ottobre 06, 2008

My Self

Io ci lavorerei dentro al Self.
Anzi no, ci andrei proprio a vivere.
Non so perchè mi manda fuori quel negozio. Ma è solo il Self, perchè il Brico ad esempio non mi fa lo stesso effetto. Nemmeno l'Ikea o altri similnegozietti di bricolage e fai da te.
Oggi sono andata al Self e quando sono entrata il mio cuore si è illuminato d'immenso.
A me basta poco per rendermi felice. Non ti chiedo di portarmi a comprare le scarpe, o a fare shopping, o dal parrucchiere, o di regalarmi la borsa firmata, o di portarmi al lago, o a sciare, o , o , o. A me basta andare al Self.
Tipo oggi gurdavo i trapani e le punte per fare i buchi nel legno.
e già avevo costruito una libreria.
Poi mi sono messa a guardare delle specie di stecche di metallo che quando le sfilavano mi veniva la pelle d'oca alta un km. E mi sono immaginata i miei supporti per le lampade che non realizzerò mai.
Poi ho visto dei trucioli di spugna e ho immaginato i miei paraspifferi fatti a mano. Che farò. Non ora, ma li farò.
Poi ho visto le rotelle. Si le ruote, perchè voglio mettere le ruote allo stendino che mi stanco a sollevarlo.
Quando vado al Self giro tutti i reparti, anche quelli delle viti, quelli delle vernici, quelli delle tende, dei portacose in bagno. Peggio che al supermarket.

Poi ho immaginato di lavorare lì e io sono certa che mi ricorderei dove sono tutte le cose. Perfettamente. Perchè io ho una pessima memoria, tipo che oggi sono andata dal dentista e ho sbagliato giorno perchè l'appuntamento è lunedì prossimo, ma quella visiva funziona bene (vabbè magari non mi ricordo che alcuni miei amici e parenti hanno il pizzetto da quando li conosco ma è uguale). La mia memoria è allenata dal mio lato disordinato. Tipo che io so ad esempio che i due pezzi del mio nuovo aspirapolvere si trovano in un contenitore nero e bordeux che sta sopra la tv della signora F. che è in camera da letto per terra vicino al letto e sopra il contenitore ci sono una felpa blu una rivista uno scontrino e una busta di plastica trasparente.
Sarei la commessa piu' sorridente di tutto il Self.
Sono sicura che i clienti verrebbero a cercarmi...
"Spetta Matilde, cerchiamo quella signorina che sa dove sono tutte le cose"

venerdì, ottobre 03, 2008

"E' lo stress"

C'è qualcosa che non va quando:

-usi le chiavi di casa per aprire l'ufficio e a volte la macchina
-usi le chiavi dell'ufficio per aprire la porta di casa e a volte la macchina
-lasci sistematicamente in casa le chiavi della macchina, ritorni in casa per prenderle e te le ridimentichi, ri-ritorni e te le ri-ridimentichi.
-vai in bicicletta e cerchi di guardare negli specchietti retrovisori che non hai
-vai in macchina e per spostarti a destra ti giri come se fossi in vespa
-mentre fai una telefonata col cellulare cerchi lo stesso cellulare nella borsa e ti agiti perchè non lo trovi
-chiedi a un tuo amico di farti squillare il cell che non trovi, poi torni a casa, lo trovi, e gli mandi un sms con scritto "oh, ma mi hai chiamata?"
-hai 4 confezioni di ammorbidenti diversi, aperte.
-costringi a giocare il torneo con un pallone rosso perchè quello grigio è troppo grigio e non lo vedi
-citofoni quando torni a casa (vivi da sola)
-quando entri in casa, saluti (vivi da sola)
-telefoni a Giacomo (che non senti da almeno 3-4 anni) memorizzato sotto "Giusy" pensando che sia Giusy che è in pericolo di vita, perchè ti ha fatto uno squillo e quando lui ti risponde capisci che hai fatto una cazzata e esordisci dicendo "ok. posso spiegarti tutto"
-hai un giacomo memorizzato sotto "Giusy"
-continui a chiamare Chiara degli scout pensando che sia Chiara del lavoro.
-pulisci casa dalle 07.00 alle 07,45 del mattino e dalle 01.00 alle 01.45 di notte.
-hai l'armadio trasferito sullo stendino
-ti immagini l'armadio sullo stendino (volevo dire quando hai il guardaroba trasferito sullo stendino)
-hai tre spazzolini da denti (vivi sempre da sola), due tuoi e uno di vale e li usi tutti e tre a rotazione(quello di vale solo perchè ti confondi che è verde come uno dei tuoi)
-scrivi una mail alla neutrorobert's dicendogli che il tappo del deodorante stick è poco funzionale perchè si riempie di polvere non si chiude bene, quindi se cambieranno il tappo sarà merito mio.
-la neutroroberts' ti risponde
- parli con una tua amica e le dici:"oh l'altro giorno sono stata in tal posto" e lei:"hem c'ero io con te"
-non ceni perchè non hai tempo

...ma hai tempo per fissare il vuoto...

giovedì, ottobre 02, 2008

Cure alternative

Io credo che la Nutella sia la cosa piu' buona del mondo.
Quando ero piccola era la mia merdenda preferita. Col pane. Possibilmente fatto in casa da mia mamma che quando entravi in casa e poi uscivi al pomeriggio sembrava di essere stata al Forno del paese. Cioè di viverci dentro al forno.
Di solito mia mamma coricava tutto il barattolo sopra il pane. Anche perchè a me fanno arrabbiare quelli che fanno i panini e sporcano solo il pane per risparmiare la Nutella.
Insieme erano d'obbligo il succo alla pesca di una qualunque sottomarca e Bim Bum Bam con incluse lacrime per cartoni tipo Il Giardino segreto. Cavoli quante lacrime ho mangiato col panino per quel cartone.
Anche Sarah o lovely lovely sara mi faceva piangere.
In realtà la cosa che mi piaceva di piu' in assoluto era il toast con la Nutella. Il toast crudo per intenderci. Se poi potevo pucciarlo in un bicchiere di latte freddo, voleva dire che la merenda era a 5 stelle. A casa mia la Nutella non mancava mai. (insieme alla maionese Calvè e alla Coca-Cola)
Adesso non mangio piu' tanta Nutella, che se solo guardo il barattolo prendo 5 chili e mi spunta un brufolo in mezzo alla fronte.
Però, ogni tanto, quando sono triste, o molto triste, o molto molto davvero triste, svito il tappo e mi faccio un cucchiaino, come nella foto.(quel giorno ero particolarmente triste...)
Io non so che cosa ci mettono dentro, sta di fatto che poi mi sento subito meglio. Solo il profumo mi fa stare meglio.
A casa mia, casa mia vecchia, sono sempre state bandite le imitazioni. Mia mamma ha provato una volta a portare una roba che dovrebbe chiamarsi CiaoCrem, bicolore.
L'abbiamo presa in giro per giorni.
Tutto ma non la Nutella (e la maionese Calvè e la Coca-Cola)...

lunedì, settembre 29, 2008

The Butterfly Effect

In questi giorni, da un lungo, lungo letargo, mi si è risvegliato uno sliding doors.
Uno di quelli veri però, con la V maiuscola, quindi Veri.
Nella mia vita ho vissuto solo due momenti degni di essere chiamati tali.
Ovviamente legati a due persone. Si, si due ragazzi, diciamolo pure. Il secondo perso, svanito nel nulla, dissolto, o semplicemente gli ho rotto le balle e non ha voglia di sentirmi, ci sta alla fine.
Il primo "ritrovato".
Inevitabile. Ho iniziato a chiedermi dove e come sarei ora.
E giù un film. Però una pellicola da due ore piene :) Compreso di colonna sonora e applausi finali al cinema, che non ho mai capito perchè la gente applaude che non tanto non li sente nessuno.
Mi sono calata in una parte non mia, dove la protagonista oggi, non sono io.
Sono ritornata indietro di ben 10 anni.
Un'altra testa. Altre idee. Altri obiettivi.
Allora ero una ragazzina (beh anche ora): scuola, mamma apprensiva, inesperienza, balle per muoversi di 10 metri da casa. No, non mi voglio giustificare, ero così e basta.

Ho provato a cambiare la mia scelta. Visto che tanto questi pensieri li posso fare mentre contemporaneamente faccio altre mille cose, tipo guidare, stirare, parlare con le persone, cucinare, no quello no che tanto non cucino mai.

Oggi vivrei in un altra città, probabilmente avrei un altro lavoro, magari farei la maestra d'asilo adesso, avrei altri amici, altre abitudini, magari andrei in palestra, sarei un pò piu' stressata dal traffico e soprattutto avrei un'altra casa ad occhio e croce molto, molto diversa dalla mia.
Mi sono chiesta se ora sarei quello che non sono o se sarebbe comunque andata come è andata. Per un attimo mi sono permessa di immaginare ad occhi aperti una vita non mia.
In effetti non lo faccio mai...per dire.
So solo che in tutte e due le situazioni di cui all'inizio, sono “rimasta” invece di “partire”.
L'unica cosa di cui posso essere contenta, è di essermi levata di torno giusto in tempo.
Non è questione di pentirsi, è solo che a me gli sliding doors mandano in palla.

E soprattutto: quando Madre Natura distribuiva Coraggio e Altezza, dove cacchio ero?



domenica, settembre 28, 2008

Uno su un milione

Quando compro qualcosa di nuovo, qualunque cosa, non penso mai che potrebbe essere fallato, difettoso, rotto. Si, tipo che lo accendi non parte, lo riporti indietro e ti dicono"guardi signora (signora a chi, brutto scemo?!), deve esssere difettoso, capita una volta su un milione di pezzi".
Tu glielo lasci e loro nella migliore delle ipotesi ti danno un nuovo pezzo, uguale.
Io credo di esser quel pezzo su un milione.
Solo che non mi possono cambiare. In realtà ci hanno provato in molti ma sono sempre ritornata indietro difettosa. Credo che il problema sia in qualche collegamento nel mio cervello. Come se ci fosse qualche tubicino staccato. O mal collegato.
Ora provo a vedere se trovo la mia garanzia da qualche parte, che mi rimando alla casa costruttrice. Magari riescono ancora a mettermi a posto...

venerdì, settembre 26, 2008

Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie

Profumo d'inverno. Profumo lontano di montagne innevate, di cioccolata calda, di maglioni di lana e stivali.
Profumo di foglie secche tutte appiccicate sull'asfalto, bagnate dalla pioggia; profumo di crema per le mani s.o.s. Glisolid che ci mette tre ore ad assorbirsi. Profumo di torta di mele, di polenta che non mi piace, di castagne (una volta mia mamma si è dimenticata la padella delle castagne sul fuoco e abbiamo dovuto ridare il bianco in tutta la cucina -_-)


Stamattina, sarei stata tutta la mattina a guardare l'operatore ecologico che, con una specie di phon gigante soffiava via le foglie da sotto un viale alberato. In realtà eravamo in quattro a guardarlo. E mi sono subito sentita meno sola. Deve dare una soddisfazione immensa vedere tutto l'asfalto perfettamente pulito. Avrei voluto chiedergli se poteva farmi provare un pò. Io avrei phonato meglio. Avrei impugnato il phon tipo pistola laser. Avrei anche soffiato ai passanti. Lui aveva i pensieri e lo scazzo.
In ogni foglia ho visto un pezzetto della mia estate volare via. Un ricordo, un momento, un sorriso, una serata sulla spiaggia, un bagno, una birra, un bicchiere di vino. Tutti spostati e ammassati in un unico grande mucchio di foglie-pensieri. Tutti rimescolati e sconnessi.
Una era un pò lontana dal mucchio. Le sono andata vicino e ho visto il mio pensiero. Un altro colpo di phon ed è finita con le altre.
Un brivido di freddo mi ha risvegliata e l'euro ghiacciato tra le mani mi ha ricordato che un marocco chiaro mi aspettava al bar.

lunedì, settembre 22, 2008

da Jack

"Sono disposto io a mettermi coscienza e controcoscienza sotto le suole delle scarpe e cercare solo quel che mi fa essere felice, che mi far star bene, che mi fa ridere, per sentirmi vivo sul serio? Si, io sono disposto. E non è tutto qui. Il punto è che mi sto perfezionando, poichè questa è una materia difficile. E poi non voglio cadere nell'errore banalissimo del negare l'esistenza o addirittura l'importanza fondamentale dei sentimenti, (...)"

"E va bene che non bisogna dipendere da nessuno nella propria cazzo di vita, ma io mica dipendo. Io vivo anche da solo, senza dipendere da nessuno, come ho fatto fino a quattro mesi fa, col pilota automatico. Mi sbatto le mani in tasca e comincio a camminare dove mi porta la strada(...).
Posso sopravvivere col pilota automatico, ma vivere, è un'altra cosa."

domenica, settembre 21, 2008

giovedì, settembre 18, 2008

Nuovi inquilini

Ho un'aspirapolvere nuova. In realtà ho un'aspirapolvere e basta perchè non è che ne avessi una vecchia prima.
E' strano possedere un'aspirapolvere. Di solito si possiedono cose diverse, non so una macchina, un motorino, una bicicletta, un cellulare, una borsa. Ma non un'aspirapolvere.
E invece questa è tutta mia. Mia e basta.
Ieri la guardavo. L'ho montata senza leggere le istruzioni come faccio sempre con le cose nuove e poi ho fatto finta di pulire. Ho fatto finta perchè era l'una di notte.
Anche oggi l'ho guardata. E sono felice perchè ha un tasto fighissimo che se lo schiacci riavvolge tutto il filo. In un batter d'occhio.
Così ho attaccato la spina per vedere quando aspirava e poi click. E ovviamente ho schiacciato il tasto del riavvolgimento del filo perchè sono rincoglionita. E il filo s'è riavvolto, in un batter d'occhio, come quando succhi uno spaghetto, che a momenti mi sradica la presa dal muro.
La mia aspirapolvere è divertente perchè non ha il sacchetto ma ha un contenitore trasparente tipo quello dei frullatori dove la polvere gira come nella tromba d'aria del Mago di Oz.
Quindi a fine aspirata vedi tutto quello che hai raccolto.
Uno schifo insomma...

mercoledì, settembre 17, 2008

Fastidi in pillole - aggiornamento 2

1. non ricordarsi il nome della tua vicina alla quale ti sei presentata due volte, che puntualmente ti saluta dicendo "Ciao Patrizia"
2. bere il primo sorso di caffè pensando che sia zuccherato.(ovviamente l'hai anche mescolato prima)
3. le persone che per riempire il vuoto e il silenzio del loro arrivo, fischiettano.
4.
quando sviti un tappo di un qualunque barattolo o confezione e il suddetto tappo ti cade dalle mani e puntualmente rotola nell'angolo piu' recondito della stanza(es. sotto il letto, in fondo)

martedì, settembre 16, 2008

La maledizione del giubbottino

Giubbotto n.1
Giacchino di jeans comprato con il primo stipendio ;_; insieme alle gazelle dell'adidas di colore grigio.
Desiderato e acquistato a un prezzo non proprio modico.
Dimenticato in un locale di Tortona. Docs o doxx o come cacchio si scrive tanto quel posto lo odio e non ci metterò mai piu' piede.
Ritrovato, a detta del padrone, ma misteriosamente riscomparso a detta di una stronza a cui ho telefonato dopo due giorni.

Giubbotto n.2
Giacchino di renna proprio carino, beige.
Hem..dimenticato sulla bicicletta sotto casa.
Tempo di salire e riscendere di corsa da casa che porcamiseria, forse è tanto se m'hanno lasciato la bicicletta.

Giubbotto n.3
Giubbottino di pelle marrone. Faticosamente acquistato in denaro contante, amato e curato, s'è strappato, si, strappato cavolo, sulla manica. Se non lo perdo mi toccherà una terribile toppa.

Giubbotto n.4
Giubbottino di cotone, marrone scuro.
Hem Hem..dimenticato sul treno per Asti, diretto aTorino.
Subito denunciata la scomparsa. Ritrovato a detta del signor bigliettaio.(e ci sono i testimoni che possono confermare) Depositato in stazione a Torino credo nella zona Oggetti smarriti custodita, binario 20 - 4° piano.
Dopo aver mandato Beppe (grazie) nella sua unica piccola pausa credo, si scopre che il giubbottino, pure lui è misteriosamente scomparso.

Ma vaffanculo va....

lunedì, settembre 15, 2008

Chiudi gli occhi.

Vorrei essere sotto le coperte. Adesso.

Per l'esattezza sotto un piumone. Uno di quei piumoni pieni di piume morbide che quando ti muovi scricchiolano un pò e fanno "pouf, ..pouf". Che piano piano riscaldano la pelle, perchè si crea una corrente di aria calda e quando ti muovi sotto il piumone senti proprio che è piu' calda rispetto a quella che ti sta ghiacciando il naso.

Fuori, nel resto della stanza.

Vorrei che mentre scrivo queste righe, i telefoni del mio ufficio esplodessero tutti assieme e che le porte del mio ufficio si insonorizzassero.
E mi divertirei a vedere la gente bussare invano.
Vorrei che la gente si calmasse un pò. Che si agitasse meno. Che non mi rompesse i coglioni, che oggi è solo lunedì. Ed è il 15 settembre e pare che sia la vigilia di Natale. Perchè mancano 6 giorni all'autunno e perchè non ci lasciano sti 6 giorni di fine estate col sole, maledizione. E non ho maglie pesanti, che io le odio le maglie pesanti. E poi la lana punge. E se mi metto la lana adesso a dicembre 'cazzo faccio?
Vorrei che la mia lavatrice ci ripensasse prima di rompersi, che non è proprio il momento. Non è il caso di allagare la cucina alle 8.25 di mattina quando sto per uscire di casa. E farmi imbrattare tutti pavimenti perchè io me ne sono accorta solo dopo essere passata piu' volte sopra l'acqua che la suddetta non arrivava da fuori.
Vorrei che la gente capisse che avere il cellulare non vuol dire "oh sono reperibile 24h/su24"
Che può anche essere che ce l'ho in fondo alla borsa, o sotto il letto, o nella vaschetta del water. Che se continui a chiamare io ora lo scaravento contro il muro e la sensazione che proverò nel vederlo sbriciolarsi a terra, sarà simile a un'iniezione di morfina, anche se non so cosa si prova ma me la immagino così.
Vorrei capire se si vive per lavorare o si lavora per vivere.
Vorrei un cucchiaino di Nutella.
Vorrei "ci penso io alla batteria della macchina, alla Vespa che non parte piu', alla lavatrice, ad attaccare il quadro, a comprare l'aspirapolvere, a metterti a posto l'antenna della tv, che ocome cazzo fai a vedere la tv così?, a sceglierti il pc portatile, che devi solo aprirlo e funziona tutto, la butto io l'immondizia, come stai bene vestita così"
Vorrei un pò di silenzio. E un gatto obeso che stasera, quando arriverò a casa mi faccia capire che oltre a essermi dimenticata di dargli da mangiare, non vedeva l'ora di vedermi...

giovedì, settembre 11, 2008

Te lo devo

Vale. Che tu sia Valerio, o Valentina, o Valentino, o Valeria, o Valeriana.
Stamattina tutta una via che di solito faccio per andare a lavorare era tappezzata con questi fogli.
Il mio stramaledetto lato sensibile si è appropriato di questa situazione. In una città in cui pare che tutti dormano, in cui pare che la routine si sia subito fatta largo tra le lettere di Settembre; in cui il grigio delle strade si fonde con il solito e conosciuto grigio del cielo, c'è qualcuno che riesce a farti vedere una pennellata di colore. A me è venuta la pelle d'oca. Ma si sa, io sono di parte.
Quindi Vale, io non so cosa ti abbia fato Lui/Lei; se stavate insieme da 10 anni o da un giorno; se ti ha tradito o viceversa.
Però mi sento di stare dalla parte di chi avrà passato tutta la notte a riempire la via di piccoli invisibili cuori rossi.

Anche perchè mi hai regalato un sorriso di prima mattina.

mercoledì, settembre 10, 2008

Una boccata d'Aria

Quando non avevo una casa mi piaceva andare in giro per megastore tipo il Self, Mediaworld, il MercatoneZeta, il mercatoneUno ecc, facendo finta di comprare questo e quello. ("uh il tappeto per il bagno, uuh" il fornetto a microonde,"uuh il tostapane che tosta le fette con la faccia di topolino" uuuhh la maniglia per la cassettiera). Io amo questi posti. Molto piu' che un negozio di scarpe.
Ora ho una casa e mi piace girare per i megastore facendo lo stesso finta che mi servano delle cose.
In realtà ieri sono andata da Mediaworld con la seria intenzione di comprare l'aspirapolvere.
E non pensavo ce ne fossero così tante in commercio. Io volevo solo un'aspirapolvere.
Soprattutto che aspiri la polvere. Non mi serve il beccuccio per il parquet. Non ce l'ho il parquet.
Trovato un compromesso fra prezzo-prestazione, veniva fuori un cubo della Rowenta rosso metallizzato. Io adesso capisco che bisgona concenrtarsi sulle funzioni, ma quel cubo rosso metallizzato, no davvero, ti faceva passare la voglia di pulire casa.
Così ho fatto finta che mi servisse un pc. Cioè, in realtà mi serve.
Poi ho fatto finta che mi servisse uno stereo.
Un i-pod.
Delle cuffiette.
Una spina tedesca.
Una videocamera.
Un frigorifero.
Un phon con diffusore.
Una stampante.

Sono uscita da MediaWorld con il cd di Allevi. AlleviLive.
E' il primo cd che compro. Gli altri, sempre tutti regalati.
Sono andata a casa. Ho messo su il cd. Mi diceva No disc.
Ho detto al mio stereo che non legge gli mp3"non ci provare, che da MediaWorld te li tirano dietro gli stereo" allora poi l'ha letto.
Mi sono accesa una sigaretta.
Ho spalancato le finestre e ho regalato una boccata d'Aria a tutto il vicinato.
La gente per strada si girava per capire da dove provenisse la musica. Uno ha perfino sorriso.
E pure io ho sorriso.

martedì, settembre 09, 2008

Non si smette mai di imparare

In questa ultima settimana ho scoperto diverse cose.

1. la coloreria italiana mi fa 'na pippa. Sono riuscita a dare tre diverse gradazioni di colore a tre lavaggi in lavatrice consecutivi.
-Verde, per una stramaledetta maglietta verde, che "lavarla a mano non ne ho voglia, dai scolorirà mica in lavatrice!C'ho pure l'acchiappacolore".
Ora ho tante belle mutandine rosa-cangiante verde, bianco-cangiante verde, rosso-cangiante verde,e così via e tutto ciò che poteva essere bianco, non lo ricorda nemmeno lontanamente.
-Arancio, per una stramaledetta tovaglietta all'americana.
Il più riuscito è un asciugamano rosa che ha assunto un colore indefinito che ogni volta che lo guardo mi vengono i brividi.
-Grigio, per uno stramaledetto vestitino nero.
2. Se elimino la centrifuga faccio meno fatica a stirare. Cioè, fa meno fatica la signora Laura a cui vergognosamente ho ceduto una partita di biancheria che giaceva su una sedia che per giorni ho fatto finta di non vedere.
3. I sacchetti dell'organico si sciolgono per davvero. Ma ci mettono solo mezza giornata quando fa caldo.
4. Con il Frigorifero, questo sconosciuto, non vado molto d'accordo. O la roba è troppo fredda, o la roba è troppo calda. Niente via di mezzo. Riesco a perdere le cose anche lì dentro comunque.

Ieri ho deciso di adottare delle piante.
Due simil-edere e 6 piccole piante grasse. A parte che non si sa come sono tornata a casa con una sfilza di microspine nel braccio destro che ogni volta che qualcosa mi sfiorava la pelle mi venivano le lacrimucce negli occhi. A parte che continuano a cadere. A parte che stamattina mi guardavano terrorizzate. A parte ste cose, ora in casa siamo in 9.
E mi sento un pò più responsabile.
Spero solo non siano scappate, perchè ho lasciato la finestra aperta...

mercoledì, settembre 03, 2008

Ammorbidente per il cervello

In questi giorni faccio fatica a srotolare i miei pensieri.
Li sento un pò come i bigliettini di carta pieni di scritte che dimentichi nei jeans e poi quando mamma li lava in lavatrice, ops...e poi li quando li lavi in lavatrice se riesci fare un lavaggio normale rimpiangendo mamma, escono tutti appiccati. e intravedi le scritte sbiadite che si mescolano e le parole che si sovrappongono.
Ma oramai non puoi piu' riaprire il bigliettino, perchè appena lo tocchi si disfa.
I miei pensieri in questi giorni sono così. Tutti accartocciati, pressati nella testa.
Si mescolano con i ricordi dell'estate.
Alle persone conosciute. Alle esperienze vissute. Alle risate. Tante risate. E ai sorrisi. Alle liti. Per fortuna degli altri. Agli adii. Agli arrivederci. Alle fughe notturne. Alle ciucche. Ai nuovi numeri di telefono. Ai bigliettini dati.
Non riesco a lasciarli andare, non riesco a farli scorrere.
Me li tengo nella testa come un bambino che non vuole mollare i suoi giocattoli. E ne tiene 6 o 7 in mano e vuole giocare con tutti e 7 contemporaneamente. E magari mette sul camion dei pompieri una macchina e un martello e poi il robot e anche un lego.

In questi giorni la mia casa riflette il mio cervello. Un casino. Tutto ovunque.
E io mi mimetizzo con la mia casa, vestendomi involontariamente di arancio e bianco, come le pareti della cucina.
Entro e esco di casa. Unico momento fermo: il pranzo.
Con Vale.
Mangiamo, mi ha suggerito lei, come La Bella e La Bestia.
A capotavola. Chi delle due sia la Bestia non si sa.
Ci raccontiamo come al solito.
Ci perdiamo tra le nostre nuvole. Due volte non ascolto io. Una non ascolta lei.
Fortuna che le amiche ci riportano a terra.
I miei occhi sono assenti. Guardo ma non vedo.
Mi sento come quando si sta sott'acqua, ma nella vasca da bagno.
Che non ti puoi muovere, con le braccia lungo i fianchi e con gli occhi chiusi cerchi di ricordarti com'è il mare.

venerdì, agosto 29, 2008

Solo un momento.

venerdì, agosto 01, 2008

Pausa di riflessione

Mi piacerebbe portarmi il blog al mare.(n.d.r. vado al mare a lavorare, chiamimole semi-ferie)
Ma non ho un pc portatile.
Veraemente non ho nemmeno un pc fisso da quando un giorno, a casa vecchia, decisi che il pc che avevo occupava troppo posto.
E smontai tutto, così di getto.
Ora, al mare, i miei pensieri/viaggi verranno appuntati su foglietti che andranno puntualemente persi.
Una volta scrissi un pensiero sulla carta che c'era dentro la scatola delle scarpe.
Forse sarà la volta buona che Vale rifarà il look al blog.
Se vabbè, ci credo solo io.
A Settembre.

mercoledì, luglio 30, 2008

Quando i bambini fanno 'Ooh...'

Ieri sono stata un paio d'ore in ferie.
Non le mie ferie, quelle degli altri.
Quelle di quelli che vanno in Riviera Ligure, ai Bagni.
Io non so che significa stare ai Bagni perchè da piccola i miei mi portavano in Sicilia dove le spiagge, lì, sono libere. Grandi, con la sabbia finefine. E con 2 o 3 ombrelloni messi in fila con un telo sopra o il gazebo se sei avanti, e il profumo di melanzane alla parmigiana, e la mamma che grida tutto quello che si può dire normalmente ai figli.
Invece ai Bagni deve essere diverso.
Tutti attaccati, che il tuo vicino ti deve stare per forza simpatico se no, ti voglio a sopportarlo 15 giorni. Mi sono immaginata il signor Brambilla, con gli occhiali spessi e la crema protezione 52 e il cappello col ventilatore nella visiera che ti racconta le barzellette.E che dice al figlio "chiama la mami che ci facciamo un tramezzino".
Mi sono immaginata gli amichetti del mare e gli amori estivi.
Anche io avevo gli amori estivi, ovviamente tutti non corrisposti.
Il mio primo amore estivo è stato un bambino biondo con gli occhi azzurri. Un angelo.
Andrea Costa.
Per lui ero totalmene invisibile.
Ieri al mare era martedì, ma sembrava sabato. Al mare tutti i giorni sembrano sabato.
La gente passeggiava poco vestita e abbronzata, rilassata.
Si respiravano l'odore del sale e del sudore di quando dormi sotto il sole delle 12.00 dopo una notte in discoteca misto al profumo croccante della frittura di pesce.
Ieri mi sono sentita felicemente bambina.
Ho pescato alla pesca di beneficienza una presina e un paio di collant di cotone lilla da bimba 6^ misura che si sono trasformate subito in una cintura con rosa annessa.
Ho mangiato un gelato gigante gusto Plasmon-Cannella-Pistacchio di Bronte.
Ho pucciato i piedi nell'acqua tiepida e pulita.
Ho scritto sulla sabbia un messaggio al/la signore/a dell'ombrellone della prima fila. E il mio nome gigante, sempre sulla sabbia, coi piedi.
E poi ho scoperto cosa vuol dire introdursi clandestinamente di notte ai Bagni Pescetto per lavarsi i piedi nella fontanella e usare l'asciugamano lasciato appeso alla ringhiera per asciugarseli e poi rimetterlo a posto un pochino spostato come per dire "hei, abbiamo usato il tuo asciugamano".
Con i miei 10 euro di vestiti addosso:) e soprattutto senza la paura di entusiarmarmi per tutte queste cose, proprio come fanno i bambini.

io, i collant e la presina
se aguzzate la vistacome nella settimana enimigstica, vedrete il corpo di una donna al posto del tronco dell'albero

giovedì, luglio 24, 2008

Dolce come il Miele

Non so perchè non ho mai mandato quel Breve Messaggio di Testo.
Lo dice pure il nome. Breve. Sarebbero bastate 5 parole. "Posso rivedere il tuo cane?"
E invece ci si mette di mezzo l'orgoglio di merda.
Quello ci sta sempre. Come il prezzemolo. E io lo potrei vendere pure tagliato fine fine surgelato. Proprio come il prezzemolo dell' EuroSpin (eh oh, ogni tanto cambio supermercato).

Miele era il cane piu' grasso che io abbia mai conosciuto.
Grasso ma felice. Anzi, grassa. Era una femmina.
Quando conosceva persone nuove, per l'emozione, mi diceva il suo padrone, faceva la pipì in casa.E pure con me era successo così. Solo che io all'inizio andavo di nascosto in quella casa.E così la volta che entrai "ufficialmente" la pipì non la fece. E tutti a chiedersi come mai.
Era il nostro segreto.
Era molto gelosa. E se stavi vicino al suo padrone, oh, faceva il diavolo a quattro perchè voleva essere lei al centro dell'attenzione. Non perchè parlavi con lui.
A volte mi ricordava il cane dei Simpson. Con quello sguardo finto-sveglio.
Mi dicevano sempre di non darle da mangiare sotto il tavolo, ma io disobbeddivo sempre.
Mi dicevano di non accarezzarla se no perdeva il pelo, ma io disobbedivo sempre.
Mi dicevano di non chiamarla nè guardarla se no si agitava, ma io disobbedivo sempre.
In effetti era iperagitata, sempre:)
Credo di avere ancora da qualche parte la targhetta che le avevo fatto fare da mettere al collo.
Una volta le ho regalato un osso gigante, così gigante che quando l'ha perso dalla bocca a momenti spacchiamo una vetrinetta:) Il Suo Padrone piu' grande mi ha fulminata con uno sguardo.
Lei invece era strafelice. E io piu' di lei. Eravamo strafelici.

Miele ora è nel paradiso dei cani. Con il cane di Punzy e i 2 gatti di Vale.
Poco tempo fa sono andata a casa di un amico di Vale. Il suo cane mi ricordava Miele.
L'ho detto circa mille volte. Mi sa che è passata un attimo da lui per salutarmi.
Si, proprio come nel film "Ghost"....

martedì, luglio 22, 2008

15 anni

(ricordo a fatica la password del blog.)

Oggi sono felice.
Una partita a beach (e chissà perchè oggi la sabbia era meno nera) e un salto nel tempo.
ho iniziato ad avere il dubbio di quant anni potessi avere "hey, ho 15 anni, facciamo il tuffo all'indietro". Il tuffo all'indietro lo faccio ancora, ne vado fiera. Quello di testa porcavacca non mi è mai venuto bene ho sempre la tendenza a piegare un pò le gambe.

Mi ricordo di quelle estati che andavo via il 15 giugno e tornavo il 31 agosto. Se mai passavo per caso di qui, andavo in piscina. Anche il giorno prima dell'esame di terza media ricordo che andai in piscina. E li mi sentivo figa perchè non studiavo prima dell'esame.

Oggi ho fatto un tuffo prendendo la rincorsa da lontano. e poi mi sono seduta sul bordo, il sole era quasi tutto giù. Sono le ore più belle quando non c'è nessuno e hai tutta quell'acqua per te. e c'era anche fra, come una volta. (beh la piscina è la sua) Fra tutt'ora vive cosi.
In quei 5 minuti con le gambe raccolte ho sentito l'apparecchio (sopra sotto e sul palato) e si cantava "stella gemella" e "sei la più bella del mondo" (-sbagliata-..non c'è fiore mi regali tenerezza..). Non si sapeva cosa fosse il lavoro né le responsabilità. Nascondevi nell'astuccio dei biglietti con scritto "vuoi uscire con me?si o no (metti la crocetta)" anzi io ricevetti un invito al cinema scritto dall'amico del mio spasimante, perchè aveva la calligrafia più bella, sempre con risposte a crocette.

segue..

lunedì, luglio 21, 2008

Prima classificata.

Io non sono mai arrivata prima in niente. Mai una volta.
Mai in nessuno sport, nemmeno quando andavo a ginnastica artistica, nemmeno quando giocavo nella squadra di pallamano della scuola (anche perchè in casa dei meridionali gli sport sono visti come forti antagonisti del mangiar bene...), neppure al villaggio vacanza in Calabria al torneo di freccette.
Non ho mai ricevuto nessun premio come prima classificata in qualcosa. Non ho mai vinto nessun concorso come migliore in qualunque tipo di disciplina. Mai una coppa, un titolo, una targa, un pezzo di carta, un premio simbolico, una citazione. Niente.
Nemmeno per dire i concorsi della roba da mangiare.
E' vero che non tollero la sconfitta quindi magari evito di partecipare...
Mi ricordo che una volta alla corsa campestre alle elementari ero arrivata tra gli ultimi (eh oh, a me non piace correre) e il tipo al microfono disse una roba "Eh eh un applauso anche agli ultimi".
Sono momenti che ti segnano. Stavo per scoppiare a piangere, salvo l'orgoglio che mi porto appresso. Da allora decisi che la mia carriera da sportiva sarebbe finita lì.

L'altro giorno però ho realizzato una cosa fichissima.

Io una volta sono arrivata prima.

Ed è stata la volta piu' importante.
Quella decisiva.
Ho sbaragliato milioni e milioni di piccoli concorrenti; li ho annientati, annullati, distrutti, resi ridicoli.
Cavolo, eravamo davvero tantissimi.
Quella volta devo aver corso davvero veloce per arrivare prima.
Eppure io ce l'ho fatta. E se penso a questa cosa mi sento grandiosa. Mi viene subito il sorriso sulle labbra. Mi sento potente, mi ricarico di fiducia in me stessa. Non so come sia potuta succedere una cosa del genere.
Però mi vedo: una volta raggiunto l'obiettivo a battere la stecca a tutti gli altri spermatozoi. E così sono nata.
Se ci penso mi viene quasi da commuovermi...
E devo dire che basta per tutte le volte che non sono mai arrivata.

venerdì, luglio 18, 2008

Tradimento

Ma dico: puoi essere così meschina da lasciarmi a piedi al McDonald all'una di notte? Ma ti ricordi dove abito?!! Ma cosa volevi dimostrarmi?!?
Io, che ti ho trattata da subito come un'amica, che ti ho accolta nella mia vita con entusiasmo, che ti ho sempre lodata, che ho parlato sempre bene di te...Ok, sei un pò bruttina, ma te l'ho sempre detto in faccia. Ma la bellezza non è tutto, lo dico sempre io. (non è vero:))
A quest'ora potevi essere in una discarica tutta smontata e arrugginita.
Effettivamente sei una femmina, e in quanto tale avrei dovuto aspettarmelo.
Avrei dovuto lasciarti lì, legata a un palo della luce, alla mercè di tutti.
E invece siccome sono buona, io, ti ho portata con me. A piedi. Per quasi 2 km. All'una e mezza di notte, ribadisco.
Non mi capacito del fatto che tu mi abbia potuto fare una cosa del genere.
Se avessi saputo al McDonald avrei almeno preso un CrispyMcBacon invece di un misero HappyMeal...
No che non ho smesso di volerti bene, scema. Anzi, forse forse la "sana" passeggiata che mi hai regalato mi è piaciuta. Mi hai dato la possibilità di prendermi una pausa dai miei pensieri turbolenti.
Certo, quando ti trovi all'una e mezza di notte su un viale trafficato, da sola, ecco quelle sono le situazioni in cui vorresti avere un morosino da chiamare in tono lagnante che accorra in tuo aiuto all'istante. Ma anche se avessi avuto un morosino non avrei potuto chiamarlo perchè ero pure senza credito nel cellulare. Giusto un sms. Ma sai che a me non piace diturbare.
E' bella la città di notte. A quell'ora ancora troppo rumorosa per poter gustare il silenzio delle strade deserte.
Un gruppo di ragazzi su una punto bianca che sgomma alla rotonda. -Sfigati.-
Un camionista che si prepara per andare a dormire.-Oddio adesso mi rapisce.-
Una pattuglia dei vigili urbani -"no, non sono rimasta a piedi, ho portato la mia Vespa a fare un giro a piedi"-__-'
I miei incontri.
Ma non ci conoscevamo tutti in questa città?? Ma dove eravate tutti?
Quando mi si è affiancata una macchina stavo per lanciarti contro di loro.
E invece era una voce amica:) "Patty?Dai sali in macchina che ti trainiamo fino a casa"

Ecco ora mi toccherà comprare il mio vicino affinchè ti metta a posto.
E ti toccherà riconquistare la mia fiducia.
Scema.

Ironia spicciola

Un passerotto si lancia dal nido e, con i pochi rudimenti ricevuti dai genitori, comincia ad esplorare il mondo. Incontra un cane e gli chiede: "Tu chi sei?" ed il cane: "Sono il cane lupo." "Ma non può essere!" replica il
passerotto. "Uno o è cane o è lupo." ed il cane con pazienza spiega:
"Mia mamma era una lupa, mio papà un cane, hanno fatto sesso e sono nato io, cane lupo."
Il passerotto si reca un po' perplesso presso un ruscello a bere e qui vede un pesce. "E tu chi sei?" ed il pesce: "Sono la trota salmonata." "Non è possibile! Uno o è trota o è salmone." e la trota: "Mia mamma era trota, mio papà salmone, hanno fatto sesso e sono nata io." L'uccellino ancora piu' perplesso si gira e vede un insetto: "E tu chi sei?" e l'insetto: "Sono la zanzara tigre." e il passerotto: "Ma vaffanculo va..."

mercoledì, luglio 16, 2008

Taglia XXS

A volte la mia città mi va stretta.

E' come quando hai una maglietta che ti piace da impazzire, ma oramai non ti va più perchè sei cresciuta. Però te la metti lo stesso. Magari perchè è l'unica nera a maniche corte che hai e come quella non ne trovi piu'. Però ti va stretta.
Ti blocca la circolazione sulle braccia e ti lascia la schiena scoperta. Però e' la tua maglietta.
Non la puoi cambiare. Magari non hai i soldi per comprarne una stupenda che hai visto nel negozio in centro che ha della roba bellissima ma lì non ci puoi entrare che c'è la comemssa che ti sta sul cazzo e ti guarda dall'alto in basso e ogni volta che passi dalla vetrina cerchi di non farti vedere che sospiri davanti al vetro e quando vedi il cartello col prezzo pensi che non potrai mai permettertela.
E allora guardi la tua maglietta scolorita. E sospiri di nuovo.
Ce l'hai addoso proprio in quel momento.
La conosci perfettamente e lei conosce ogni centimentro della pelle su cui si appoggia.

In Alessandria (si dice così qui da noi) ci conosciamo tutti.
A volte mi piacerebbe girare per le vie senza salutare nessuno, muovendomi indisturbata e in perfetto anonimato.
Quando conosci una persona non è mai una persona nuova..
E' l'amico di Tizio, cugino di Caio, che andava a scuola con Sempronio, e poi è stato in compagnia con XXX, e la sua ex morosa era YYY l'amica di OOOO, ma ora sta con KKK che abita vicino a tua cugina.
Quando conosci una persona la frase tipica è: "Hai un viso conosciuto, ma mica consoci Tizio?"
E da lì partono una serie di intrecci relazionali da far paura.
Alessandria e' una rete.
Il casino è che quando ti cattura non ne esci più.
n.d.r. Se non saluto per strada è solo perchè non vi vedo anche se magari vi guardo in faccia, che magari sto pensando ai fatti miei o sto viaggiando:)

martedì, luglio 15, 2008

Primi disastri

Regola n. 7
I foglietti acchiappacolore del Lidl non funzionano (xxp°rç@putt@#@me§d@xx)
Regola n. 8
Non lavare la roba di altri, ma restituirgliela sporca, perchè se fai dei danni sono tutti cazzi tuoi.
Regola n.9
Ora sono tutti cazzi miei
Regola n. 10
Conoscere una tintoria di fiducia dove portare la roba danneggiata
Regola n.11
Conoscere un buon Santo a cui rivolgersi

lunedì, luglio 14, 2008

Quello che sento

A me piace l'estate perchè posso dormire con la finestra aperta.
Quando abitavo al 5° piano tenevo tutto aperto, pure la tapparella.
A volte mi giravo al contrario nel letto per vedere il cielo con le stelle e la luna.
Ora che abito al 1° piano tengo solo la finestra aperta, ma chiudo le persiane.
Solo per evitare che ignoti magari si introducano nel mio appartamento. Non che ci sia chissàche da rubare...
Mi piace stare con la finestra aperta perchè così due volte alla settimana posso sentire il rumore del camioncino che fa il lavaggio strade. E' un rumore che mi piace da impazzire. Sentire quel misto di spazzole e spruzzi accompagnato dalla luce arancio che a intermittenza illumina la strada. Mi piace sentirlo passare una volta e poi aspettare che torni indietro. Aspetto il camioncino e poi posso addormentarmi felice. E' solo un pò meno divertente quando mi ricordo che la mia macchina è parcheggiata in quella strada e quindi devo scendere all'una di notte in pigiama.
Ci sono altri rumori che mi piacciono.
Tipo il rumore del treno. Infatti mi piacerebbe abitare vicino alla ferrovia. Una volta a Genova mi sono trovata in un b&b e quando ho aperto la finestra e ho visto che dormivamo sui binari ho fatto i salti di gioia. Un pò meno la notte visto che passava un treno ogni 5 minuti.
Con il silenzio della notte riesco sentire il rumore del treno da casa mia nuova, però è troppo lontano. Quando c'era la caserma piena di militari da casa vecchia sentivo pure il suono del Silenzio.
Mi piace anche il rumore della pioggia sul tetto della macchina o simili quando inizia a piovere.
Era un rumore che amavo quando dormivo in tenda agli scout. C'era solo un telo che ti separava dalla tempesta eppure ti sentivi al sicuro. Sentire le goccioline che ad un ad una cadono sopra la tua testa, dentro al sacco a pelo è meraviglioso.
Un altro rumore che mi sballa è quello della retromarcia, soprattutto se è una retromarcia lunga. Tipo se uno deve fare un pezzo di strada lunghissimo all'indietro io sono felice.
E poi mi piace sentire il rumore delle stoviglie all'ora di cena, d'estate, quando tutti mangiano con le finestre aperte; o il rumore del caffè che esce dalla caffettiera, e i pop corn quando iniziano a scoppiare e il ding dong del campanello, e il driiin dei vecchi telefoni.

Invece un rumore che proprio non sopporto è il rumore delle posate sfregate le une contro le altre o contro i denti. Mi vengono i brividi, la nausea e nei casi estremi mi sento come se dovessi svenire. Vabbè lì lo faccio per fare le scene:)
Anche il suono del trapano del dentista. Lì potrei svenire davvero però.
E il rumore che faceva L'Allegro chirurgo quando si sbagliava. Bzzzz
Poi detesto il ticchettio dell'orologio. E gli uccellini che cinguettano. E le porte che sbattono quando c'è corrente.
Generalmente tutti i rumori costanti. Perchè mi distraggono.
Risucchiano il mio cervello e la mia attenzione in un vortice.
Visto che non sono già abbastanza distratta...

mercoledì, luglio 09, 2008

Aggiornamenti

Regola n.3
Stirare con la pancia scoperta e usare il vapore quando hai il ferro da stiro vicino a quest'ultima provoca piccole ustioni.

Regola n.4
Lavare in lavatrice capi arancioni e bianchi, fa diventare i capi bianchi color "bibita del Lidl al gusto di arancia senza zuccheri aggiunti"

Regola n.5
I ragni maledetti preferiscono la parete rossa della camera da letto.
Maledetti, perchè il soffitto è troppo alto e ho bisogno di un bastone lunghissimo che non ho.


Regola n.6
Mangiare lo yogurt scaduto da 2 giorni perchè "vabbè due giorni che vuoi che sia, mi spiace buttarlo" nuoce gravemente alla salute

Nel frattempo credo che mi iscriverò "Corso di sopravvivenza domestica" sul sito http://www.lacasalingaideale.com.......

lunedì, luglio 07, 2008

Bluvertigo Vs Cristina D'avena














Week end di concerti.
Io so chi è Morgan perchè l'ho visto a X-Factor una volta facendo zapping.
Vale invece lo conosce bene, anzi lo ama. Continuava a dirglielo. Si è anche giocata la sua unica occasione incrociandosi con lui mentre mangiavamo un panino salamino e crauti. Lui passa in macchina salutando i fan e noi a sbranare un panino.
Conoscevo solo il ritornello di una canzone.
Mi sono anche trovata appollaiata in un wc chimico a fare il bilancio della mia vita mentre una canzone di quelle da "bilancio della tua vita" si intrufolava nel contenitore rosso. Non avevo mai visto dei wc chimici così romantici.
Gli stessi wc che c'erano da Cristina.
Lei invece la conosco bene. E' un pò come una sorella maggiore. Anche se io ne ho già una e mi basta. Abbiamo cantanto a squarciagola tutte le canzoni, tra una goccia e l'altra di pioggia.
Tutti bambini. Bambini degli anni 80. Memole, I Puffi, Johnny è quasi magia, Magica Magica Emy, Georgie (io amavo in gran segreto Abel), Jem e le Ologram, Occhi di gatto un'altro colpo è stato fattoo...tutte bellissime.
E poi l'incontro.
E l'autografo.
Io ero già stata a un concerto di Cristina. Facevo le elementari. Mio papà a me e ai miei cugini ci fece l'autografo finto sul biglietto d'ingresso senza farsi vedere.
Stamattina l'ho chiamato e gli ho detto"Papà, stavolta l'autografo ce l'ho vero"

Grazie Beppe.


Un cuore matto,matto da legare...

Che sono maldestra, si sa. Devo aver preso da mia mamma, che rompe tutto e poi cerca di far finta di niente incollando i pezzi e rimettendo a posto le cose rotte magari girate di schiena:)

Mi cade tutto dalle mani. Tutto.
Una volta di tanti anni fa ad esempio, m'è caduto il cuore per terra e si è frantumato, come un Oro Saiwa (veramente quella volta mi avevano spinta..).
Così ho dovuto rincollarlo tutto, ma in casa avevo solo la Pritt...
E tutti a vedere che avevo il cuore coi pezzi che non combaciavano perfettamente. Così gli ho dato una passata di colore rosso, ma forse non è servita a molto.
Ogni tanto si scollano dei pezzi, ma tuttosommato regge bene. Diciamo che si solleva qualche punta qua e la, ma il Super Attack per ora è troppo pericoloso da usare.
Più che altro perchè non lo so davvero usare e mi sono già incollata le dita tante volte:)
Due sere fa è di nuovo venuto giù un pezzo.
Ma stavolta mi sono rotta e c'ho dato una bella graffettata con la pinzatrice.
Mi sono fatta male, ma alla fine sono sicura che ora non verrà più giù. Di solito succede che i pezzi si staccano quando mi arrabbio. Anzi, quando mi fanno arrabbiare.
E' un cuore strampalato. Se lo guardi ti fa quasi tenerezza.
Forse dovrei decidermi e comprarne uno nuovo, ma quelli nuovi costano un botto.
Magari adesso che è periodo di Saldi, uno a poco lo trovo.
Oppure cerco al Lidl, che lì ogni tanto escono le offerte...:)

venerdì, luglio 04, 2008

Problemi morali

Ieri sono arrivata in ufficio e davanti alla porta dell'ingresso ho visto uno scarafaggino.
Dopo aver allertato tutti, sono tornata a riesaminarlo. Era a pancia in su e muoveva tutte le zampine. Credo che fosse in fase di premorienza, anche se non mi spiego perchè tutte le bestioline quando stanno per morire si cappottano.
L'ho lasciato nella sua sofferenza e sono andata a lavorare.

Al pomeriggio, prima di uscire, mi è ricaduto l'occhio sullo scarafaggino. Era ancora lì dove lo avevo trovato. Si muoveva un pò più lentamente ma era ancora vivo.
Allora per quanto schifo mi facesse, ho recuperato un giornale e l'ho rigirato di schiena. Ho pensato "boh magari s'è solo cappottato, poverino"
Ma quando l'ho girato è rimasto tutto storto e si muoveva male. Sono andata a posare il giornale e tornando era di nuovo a pancia in su.
Stava soffrendo. Era palese.
Allora sono andata a riprendere il giornale e con tutta la forza che avevo gli ho dato tre colpi.
Ho pensato che non poteva soffrire ancora così tanto.
Ma era ancora vivo. Allora l'ho finito con altri due colpi.
Poi ho abbandonato il giornale sul termosifone, come per liberarmi in fretta dell'arma del delitto e sono scappata via.
Forse non avrei dovuto ammazzarlo, avrei dovuto lasciarli lì.
Ma io faccio un lavoro che mi fa vedere tutti i giorni la sofferenza e io credo di avergliela levata, la sofferenza.
Così ho deciso per lui.
Oppure ho deciso per me?

giovedì, luglio 03, 2008

La semplicità

Non so come io e Gecco siamo diventati amici.
Siamo ai tempi di mirc. Quando ci si connetteva col modem 56 k e quando per chattare di notte mettevo un telo sulla porta a vetri della mia cameretta per non far passare la luce dello schermo del pc, e un cuscino sopra il modem per non far sentire il collegamento in atto.
Gecco sa tutto di me.
Mi viene spontaneo dirgli tutto, ma non solo i fatti, anche i pensieri. Anche quelli che per orgoglio magari di solito non dici. Mi viene facile perchè scrivo, perchè a parlare non so se ce la farei.
La prima volta l'ho visto a Lucca forse, alla fiera del fumetto. Allora andavo a Lucca alla fiera del fumetto per vedere i miei amici di chat tutti in una volta sola. Loro guardavano i fumetti, e io guardavo loro.
Brava gente, un pò strani, ma bravi.
Gecco parlava poco.
Mi ricordo di una corsa fatta col carrello. Funzionava che mettevano uno dentro al carrello poi lo spingevano e quando arrivava al marciapiede si ribaltava.Non l'ho mai detto ma avrei voluto farlo pure io:)
A Gecco dico tutto, anche quei pensieri che magari ti farebbero prendere per matta se li dicessi ad alta voce. Invece lui no, non mi prende per matta.
Mi risponde con cose sensate.
Una volta l'ho fatto arrabbiare un sacco e non ci siamo parlati/scritti per piu' di un anno. Ogni tanto faccio arrabbiare le persone in questo modo:)
Un giorno mi ha spedito una scatola con dentro due cose: un drago che se gli davi la corda camminava e sputava le scintille, e le stelle da mettere sul soffitto della camera, perchè sapeva che avevo paura del buio.
Mi fa ridere un sacco quando mi racconta le sue "avventure".

Gecco mi ha insegnato la semplicità.
Forse lui non lo sa ma è così.

E mi ha anche insegnato a dire "Fa basta eh.." che significa "smettila"

martedì, luglio 01, 2008

L'ultimo giorno


E’ come l’ultimo giorno di scuola.

Guardavo i miei compagni. A volte odiati, a volte amati, alcuni ero sicura che non li avrei piu’ rivisti, altri li avrei ritrovati per le vie del centro, magari a malapena un saluto, magari sposati e con figli o piu’ probabile, eterni studenti. Li guardavo e ripensavo alle avventure passate assieme, ai litigi, agli insulti, alle incazzature, ai turni saltati, al panico da interrogazione, ai suggerimenti ricevuti e dati durante i compiti in classe, alle merende condivise, ai biglietti del fantacalcio che quelli della prima fila mi chiedevano di passare a quelli dell’ultima e io che modificavo le formazioni, alle sigarette fumate in bagno…
Vestiti estivi leggeri, gonne, canottiere che già anticipavano le vacanze al mare, qualcuno abbronzato, qualcuno bianco da studio.

Poi respiravo l’aria profondamente. Per intrappolare per sempre l’odore inconfondibile delle aule: quel profumo misto a gomma-mina di matita, colla, gesso e cancellino. Quell’odore fatto di persone diverse, a volte sudate, a volte rivestite di profumi variegati; quell’odore di banchi scritti, di sottobanchi pieni di cartacce, di zaini pieni di libri, di fogli protocollo, di libri sottolineati..

Poi toccavo gli oggetti, accarezzavo il banco liscio e freddo che mi aspettava tutte le mattine.
E l’attaccapanni ruvido riverniciato di grigio fumo; toccavo il legno scheggiato delle sedie su cui mi si impigliavano sempre i vestiti; passavo lentamente le dita sopra le pagine dei quaderni scritti, quelli con i fogli sottili, su cui si sente il segno della biro.
Toccavo la lavagna, i gessetti bianchi e sentivo le mie mani fastidiosamente impolverate…

E poi chiudevo gli occhi e ascoltavo il suono delle voci. Qualcuna l’ho dimenticata, qualcun'altra la sento tutt’ora echeggiare nella mia testa, altre, le più importanti, le sento quotidianamente. Ascoltavo il brusio provenire dai corridoi, le risa, le voci gracchianti dei prof.
E l’inconfondibile campanella, che a volta salvava le giornate da interrogazioni dell’ultimo momento.

Poi spariva tutto, e vedevo la scuola vuota.
Le sedie un po’ spostate dai banchi; la carta per terra, le scritte sulla lavagna, qualche libro dimenticato, il registro sulla cattedra, i corridoi vuoti.
Vedevo gli odori e i rumori di quell’ultimo anno svanire, dissolversi.
Il vuoto. Il silenzio.

Con la consapevolezza che non sarei più tornata tra i banchi di scuola. Solo i ricordi.

Ecco, è proprio come l’ultimo giorno di scuola.

giovedì, giugno 26, 2008

Scoperte

L'altro ieri ho scoperto che il mio forno ha uno scomparto, sotto. Tipo un nascondiglio segreto. Anche se adesso non è più segreto perchè l'ho detto. v_v
Ero felicissima. Uno scomparto in più è fondamentale. Non so ancora cosa ci metterò dentro.
Però ho uno scomparto in più.
Ho solo un problema. Che continuo a mettere le cose in posti diversi e a cercarle in altri.
Tipo che cerco sempre il Nesquik dove ho messo le padelle. O gli Oro Saiwa dove c'è la pasta.
O cerco i sacchi dell'oraginico sotto il lavandino e invece sono nel mega-ripostiglio.
Allora li ho spostati sotto il lavandino. E ora li cerco sempre nel ripostiglio.

Il mio ripostiglio è magico. Inghiotte le cose e le fa comparire in altri posti in casa.
Ieri ero sicurissima di aver messo su una mensola lo scothc di carta e toh, m'è comparso in sala.
Misteri...

mercoledì, giugno 18, 2008

ritorno nella blogosfera.

Che titolo. classico da articolo di bassa qualità in qualche sito pubblicitario.
però. ogni tanto ripasso.

Sicuramente patty ha riempito il vuoto della mia mancanza. poi con l'avvento della (nostra) nuova casa ha un sacco di cose da raccontare:) Io la chiamo la casa della salvezza. Potrebbe essere anche il nome della prossima coalizione berlusconiana..

In questo periodo fantastico molto. Me ne sono accorta ieri.
Stavo guidando a un certo punto ho sentito la testa che girava verso sinistra. e il collo si è piegato un pò da un lato. Un ghigno e lo sguardo allinsù.
E li sono scoppiata a ridere. da sola, ovvio. a pat capita sempre. Quando le parlate, state attenti. a volte da anche risposte azzeccate. ma in realtà lei è a casa sua che fa il bucato, al vespa club, nel letto..

Saluto punzy e sotti. Ah sotti, io e bepi ti abbiamo vista in giro..;)

giovedì, giugno 12, 2008

Faccende domestiche: Cap. I - La lavatrice

Ieri ho fatto amicizia con la mia nuova lavatrice.
Dopo aver letto e studiato tutte le istruzioni, e deciso che userò sempre gli stessi due programmi per tutti i lavaggi, ho pensato che, per evitare di inziare a vestirmi con i colori casuali e con i vestiti invernali, era ora di fare il primo lavaggio.
I capi scuri.
Detersivo Sole, Ammorbidente Felce Azzurra, Acchiappacolore, Anticalcare Esselunga (il Calfort per ora costa troppo). Seleziona programma, temperatura 40°. Avvio, incrociando le dita.
Poi di corsa al lavoro...

h. 18,00
Regola n.1.
Lasciare il bucato troppo tempo in lavatrice non va bene. La roba si stropiccia e prende odore di cane bagnato.

Decido di fare un risciacquo con ammorbidente.
Ammorbidente Felce Azzurra, seleziona Programma. Avvio.
Nel frattempo inizio a cucinare la cena. Piselli con uovo fritto (n.d.r. io amo le uova)
Finisce la lavatrice, aspetto i minuti canonici per poter aprire l'oblò, ma dopo 10 minuti niente.
Spengo la lavatrice. Apro l'oblò.

Regola n.2
Il ciclo del risciacquo non fa lo scarico dell'acqua.

Un'onda anomala ha invaso il mio cucinino.
Mentre con un occhio vedevo i piselli scoppiettare come pop-corn e con una mano cercavo di abbassare il gas, con l'altra ho rittappato l'oblò, cercando subito di asciugare il pavimento prima che il mobile di legno si gofiasse come una spugna.
Tutto fatto con le finestre spalancate.
Credo che i miei dirimpettai, avranno una nuova sit-com da guardare:)

martedì, giugno 10, 2008

Pensieri volanti

Quando faccio determinate scelte, anche solo un capo d'abbigliamento, o una tazzina da caffè, o un paio di scarpe, o un posto dove andare in vacanza, come parlare a una persona, come rapportarmi con la gente, come muovermi nello spazio, mi chiedo cosa mi spinga a comportarmi in un determinato modo piuttosto che in un altro.
Si voglio dire, in base a che cosa decido.
Cosa mi influenza.
Cosa mi ha portato a essere quella che sono.
Tipo perchè io scelgo le scarpe da ginnastica marroni, anzi le stan smith marroni con gli strappi, piuttosto che un bel paio di scarpe col tacco.
A volte mi piacerebbe rivedere tutti i momenti in cui un determinato evento ha "deviato"il mio carattere.
Oggi mi è capitata tra le mani una foto.
Una vecchia foto.
Oggi ho capito perchè sono distratta:)
Curiosa di sapere chi o cosa stavo guardando..

Scuola Materna E.De Amicis. Anno 1985-86 - foto della Sezione Gialla

giovedì, giugno 05, 2008

La formica e la cicala

Le formiche sono degli animali che mi fanno troppo schifo.
Anche se sono piccole, le temo un sacco.
Non so se si può chiamare formicofobia, ma quando ne vedo una che cammina mi vengono i brividi di quelli che arrivano al collo e riscendono giù dalla schiena. E la nusea.
Se poi le formiche sono tantissime, vado fuori e mi sento come se dovessi svenire.
Vabbè forse ho esagerato:) però mi fanno davvero senso.
Da piccola non ero così. Una volta, al mare, mia mamma mi aveva lasciata con mia sorella perchè doveva andare a prendere le chiavi della casa in affitto e mia sorella fece una strage di formiche. Io piansi un sacco e così per farmi calmare facemmo un gran funerale, con foglie secche come bare e preghierina finale.
Da lì si comprese subito la mia fine sensibilità.
Il mio odio credo che sia nato a causa di mia nonna che una volta al mare (quando aveva iniziato a non starci più dentro con la testa), aveva nascosto delle brioches sotto il cuscino. Mia nonna nacondeva tutto sotto il cuscino. Se non c'era da mangiare c'erano le buste della spesa. Se non c'erano le buste, c'era la biancheria intima.
Le formiche che mi fanno piu' paura sono quelle grosse e lucide, che quando si muovono sembra che scricchiolino tutte; se poi camminano velocissime impazzisco.
Quando ne vedo tante insieme mi piace soffiarCi sopra e vedere che si agitano tutte. Poi si calmano, soffio e si riagitano. Però poi smetto perchè ho paura che si vendichino:)
E poi la formica è troppo laboriosa per andare d'accordo con me.
Quasi preferisco le cicale.

giovedì, maggio 29, 2008

Sincronismo

Ieri pomeriggio mi è successa una cosa strana.

Ero in ritardo.
No, non è questa la cosa strana:)
Camminavo con passo sveltissimo, per quanto possa essere svelto il passo di una persona alta 1.64 -non mento c'è scritto sulla carta d'identità:)-
Assorta nei miei pensieri, con le cose da fare che si prendevano a pugni per prevalere l'una sull'altra, avevo appena salutato la mia amica Elisa. Il semaforo è diventato verde per i pedoni. Ho attraversato sulle strisce. Ma non dalla solita strada, di solito passo sulle strisce che si trovano più avanti, perchè non c'è il semaforo e faccio prima.
A un certo punto da un palazzo si è staccata una pietra (praticamente un pezzo di muro), è rimbalzata su un cornicione, mi è passata davanti al viso e si è frantumata a un centimetro dai miei piedi.
Un sincronismo perfetto.

Sono rimasta immobile trenta secondi, tra gli sguardi increduli e sbalorditi dei passanti.
Uno da una macchina mi ha pure gridato"eh, ti è andata bene"
In quei trenta secondi pure i miei pensieri si sono fermati a guardare la pietra, per terra, appuntita, arancione.
Ora non so perchè quella pietra abbia deciso di non frantumarsi sulla mia testa.
Forse perchè sapeva di non avere speranze.
Ho pensato a quanto è strano il destino.
A cosa sarebbe successo un secondo dopo.

Forse ha solo ragione il passante...

il palazzo, poche ore dopo

martedì, maggio 27, 2008

La clef

Che in francese significa:"la chiave".
Alle scuole medie avevo un libro che si intitolava così.
Mi ricordo che c'era il disegno di una serratura e da quel buco si poteva vederere uno scorcio di Parigi.
Il mio prof. di francese era uno matto. Mi fece leggere subito in francese il primo giorno di scuola. Mi i vergognavo da morire. Improvvisai tutto e da quel giorno entrai nelle sue grazie. Una volta ci fece rimanere su una lettura per più di un mese.Era un dialogo di 4 tipi che andavano al ristorante. Oramai la sapavamo a memoria.

Ieri mi sono chiusa fuori casa. E' stato un attimo. Sono uscita sulle scale per aspettare la mia amica Elisa, da buona padrona di casa, e con un polpo d'aria la porta si è chiusa alle mie spalle. Non ci potevo credere. Così ho suonato, mentre Elisa rideva. Stavolta mi è andata bene perchè c'erano mia sorella e mio cognato dentro.

Stamattina ho fatto fare due copie delle chiavi. :)

venerdì, maggio 23, 2008

Momenti Decisivi

Il rapporto con la mia quasi padrona di casa è iniziato bene.

Mentre lei mi diceva quanti sacrifici le è costato quell'alloggio, quanto ci tiene, quanto ha curato i particolari.. ecc.. con gli occhi lucidi, io ho pensato bene di sedermi con la gamba sotto il sedere (se no ero troppo bassa rispetto al tavolo) e di strappare il laccetto del cuscino verde della sedia della cucina.
Mi domando come mai in questi momenti imbarazzanti e drammatici non si possa bloccare il tempo sbattendo gli occhi, come faceva Jinny la strega. Meno male che mio cognato, che gentilmente mi ha scortata in questa nuova avventura, non è scoppiato a ridere.
Comunque direi che ho posto le basi per un rapporto di estrema fiducia.

La mia quasi futura casa è bella. Le voglio già bene.
E' la prima "cosa" importante e grande, tutta mia. Cioè quasi mia.
Prima di essa ho avuto solo la macchina di grande, di mio.
Non è tanto difficile gestire una macchina. Oltre all'assicurazione(che per fortuna ci pensava il mio assicuratore a ricordarmi di pagarla inseguendomi per la città) e alla benzina (la mia macchina ha una riserva potentissima, praticamente io vado a riserva), ci sono solo quelle robe accessorie tipo bollo, tagliando, revisione, bollino blu (che io mica ancora ho capito la differenza) ecc.
Vabbè che vuol dire che il bollo l'ho pagato dopo 4 mesi che era scaduto?? :)

Una casa è diversa. Intanto è grandissima. Ieri guardavo il soffitto alto e pensavo:" E io che ci faccio con tutto sto spazio vuoto sopra la mia testa??"
Beh almeno non devo farle il bollo o la revisione. O meglio ci penserà la signora Padrona di casa a ste cose.

Devo aspettare ancora qualche giorno prima di avere un mazzo di chiavi in più da perdere.
Per adesso non vedo l'ora di comprare il portaspazzolino a forma di omino stilizzato che è da due anni che vedo al Self e tutte le volte che lo vedo lo prendo dallo scaffale, lo abbraccio e gli dico:"Verrò presto a prenderti" ;)

mercoledì, maggio 21, 2008

Estratto di questo periodo

Mare di Acireale + mio atto di vandalismo Colazione siciliana: granita di mandorla macchiata pistacchio con brioche
Special Olympics - Toccata e fuga a Parigi :(

giovedì, maggio 15, 2008

A me non piacciono i canditi.

Ho fatto una cagata.
Una di quelle, il cui pensiero speri possa essere al più presto sommerso e inghiottito da tutte le cagate un po’ meno impegnative che quotidinamente fai, o dai mille impegni, dagli incontri, dall’andare in posta, in banca, gli occhiali da rifare, il lavoro.
Ora però è li. Presente. Mi lampeggia nello schermo del cervello. Anzi ha il led fisso.
La cagata è simile a quando a Natale, dopo che hai smesso di credere (forzatamente nel mio caso) a Babbo Natale, ti arrivano i regali e tu li apri prima. Cioè non è che proprio li apri completamente. Sbirci un po’. Togli il nastro e apri un lato, e vedi cosa ti è arrivato. E ti rovini la sorpresa. Magari rimani anche delusa, perché quello che ti hanno regalato non è quello che speravi. Poi richiudi la carta e rimetti i regali a posto. Nessuno se ne accorge, ma ogni volta che passi davanti al regalo e vedi quella carta un po’ stropicciata, con lo scotch sollevato e non più limpido, ti ricordi che hai fatto una cagata e pensi che forse era meglio farsi i cazzi propri e aspettare il 25. E quando arriva il 25 speri anche che nel frattempo il regalo si sia miracolosamente cambiato:) E invece quando lo apri e vedi che è lo stesso, sei doppiamente delusa.
E’ come leggere la fine di un libro.
O uscire dal cinema e sentire lo stronzo dello spettacolo delle otto che, passandoti vicino, ti dice chi è l’assassino. Con la differenza che questa volta sei stato tu a chiederglielo. Eppure io non sono una persona curiosa. Non lo sono, maledizione.
Adesso ho capito realmente cosa intendeva Forrest Gump con la storia dei cioccolatini.
E da oggi credo proprio che non leggero più il gusto del cioccolatino scritto in piccolo. Mai più.

P.S.: sicuramente mi capiterà quello ripieno di canditi v_v

venerdì, maggio 02, 2008

Pensieri difettosi

Stamattina sono andata in ufficio a piedi.
Dopo una intensa attività onirica, è la cosa migliore per deviare le idee.
Di solito cerco sempre di cambiare strada. Mi stufo facilmente io. E poi c'era scritto pure su Focus. Serve per tenere allenato il cervello. Io lo faccio solo perchè mi stufo a fare tutti i giorni la stessa strada. Poi non è che abbia molta scelta visto che ci metto 10 minuti a piedi(5 in bici).
Sono passata da una via centrale, ma niente, il mio cervello continuava a rimuginare, a macinare. A volte vorrei farmi fare una tac per vedere quali aree della testa uso.
Era come stare su una strada deserta, tutta bianca. Io, eterna distratta, concentrata sui miei pensieri. Pensavo che sarebbe bastato sentire l'odore del pane fresco per portarmi altrove e invece un cavolo.
Ho continuato a camminare con la fronte aggrottata.
A un certo punto ho alzato la testa, ed ecco la distrazione salvavita:)
Un piccione su un cornicione inseguiva e mandava via tutti i piccioni che si posavano vicino a lui.
Si posava un piccione e lui caricava col becco. Ha liberato tutto il cornicione.
Poi si è avvicinato a un altro piccione. Ha visto che stava male e l'ha lasciato lì. I piccioni che stanno male mi fanno una pena. Quando li trovo per strada, suono sempre per farli spostare. L'altro giorno ho fatto un casino perchè mio papà non s'era accorto che ne aveva uno sotto la macchina.
Sta di fatto che mi sono chiesta come mai volesse stare da solo, questo piccione.
Forse era arrabbiato con tutti.
Poi s'è girato verso di me. Ci siamo guardati.
Però prima che si incazzasse pure con me, ho fatto finta di niente e sono andata via.
Ancora non mi spiego perchè volesse stare da solo...

Vorrei avere il becco
Per accontentarmi delle briciole
Concentrato e molto attento
Si, ma con la testa fra le nuvole
Capire i sentimenti quando nascono e quando muoiono
(...)
Più o meno come fa un piccione
E mica come le persone che a causa dei particolari
Mandano per aria sogni e grandi amori
Camminerò come un piccione a piedi nudi sull'asfalto
Chi guida crede che mi mette sotto
Ma io con un salto all'ultimo momento
Volerò ma non troppo in alto
Perché il segreto è volare basso
E un piccione vola basso
(...)