giovedì, maggio 14, 2009

Cartomante.

Oggi ho sistemato le carte.

Sistemare le carte significa che, nella mia vita, dalla notte dei tempi, ciclicamente, compaiono delle pile di carte che, periodicamente, mi tocca sistemare, previa la reclusione da 3 a 4 mesi per aver dimenticato di pagare qualcosa.
Queste pile, che restano stipate nell'armadio o in qualche scatola, sono formate da una serie di fogli che non centrano niente l'uno con l'altro.
Ad esempio:
bollo auto da pagare
ricetta della torta di cioccolato e ricotta della mamma di Chiara
pagina di giornale con taglio di capelli da fare
multa non pagata
foglio protocollo scritto a mano con tanti pensieri
lista delle cose da fare (credo del 2006)
lettera di ex moroso
assicurazione da pagare
estratto conto bancario
risposta a lettera di ex moroso
lista delle cose da fare (2007)
scontrini farmacia
prenotazioni varie di aerei
altri strappi di giornale con indirizzi utili mai utilizzati
ricette mediche di esami mai fatti
biglietto da cugina
biglietti auguri di natale 2007
bollo vespa da pagare
bollo macchina da pagare
spallina di reggiseno di tezenis (???)
lista cose da portare in viaggio
appuntamento dentista
foto di amiche
Fortunatamente la mia memoria fotografica(?) mi permette di ritrovare in tempi record il foglio di cui necessito in un tal momento. Credo sia un metodo di archiviazione ancora in fase di studio.
Il problema principale di dividere le pile di carte, è che devo essere emotivamente pronta, perchè tutte le volte rischio di andare a risvegliare ricordi che dormono come la lava dell'Etna. Che se poi comincia a colare fa un casino che non si può arginare.
Riordinare le pile di carte non è una cosa che si può fare sempre. Ci sono determinati momenti in cui è vietato: al tramonto, di domenica pomeriggio, quando non ci sono le amiche disponibili, quando piove...insomma in tutti quei momenti in cui poi rischieresti di non riuscire a portare la mente altrove con una buona dose di menefreghismo.
Io ho scelto di farlo oggi. Mentre mi spostavano il contatore del gas.
Così tra odore di silicone e di gas, che distraevano, la prima pila è stata smaltita.
Resoconto:
ho scoperto di avere dei debiti nei confronti di:
.stato
.assicurazione
.comune
Inoltre ho fatto tre buste nuove:
-cose da non leggere più - contiene tutte quelle lettere che quando le stai per aprire dici "no oddioo non dirmi che è proprio la lettera di..." musica di ghost e lacrima in arrivo.
-cose da leggere per stare bene - contiene tutte quegli scritti che quando li leggi ti fanno sorridere (tipo un tema che ha scritto la mia cuginetta su di me alle scuole medie - "sa sempre come farmi ridere e la si può paragonare a un simpatico caos" ma giura??
-scritti volanti - contiene tutte quei fogli su cui ho scritto qualcosa e poi l'ho mollato a metà
Il fatto è che i tecnici se ne sono andati prima che io finissi e nel frattempo è arrivata l'ora del tramonto. Quindi ho dovuto interrompere. Ho rimesso la pila semi ordinata in ordine e ora mi aspetta il caffè dall'amica e la cena dalla mamma della cugina di cui sopra, perchè mi hanno proibito di usare il lavandino.
Giuro che non è perchè non ho voglia di cucinare:)

Mondiale

A me non piace guardare la tv.
Però ultimamente la tengo accessa.
Mi ricorda casa vecchia.
Non guardo nemmeno cosa trasmettono, mi basta sentire le voci.
A volte però quando sento le voci tipo di alda D'Eusanio mi tocca cercare una voce meno angosciante.
Stasera sono tornata a casa e ho acceso la tv, dopo aver fatto correre il filo dell'antenna per tutta la casa. Sono talmente indietro con la tv che non so nemmeno se ci sono nuove tecnologie per non avere tutti sti fili in mezzo alla sala. Si giuro prima o poi farò la canalina.
Dicevo, ho acceso la tv, e poi ho messo su la cena. Nel senso che l'ho tirata fuori dal frigo e l'ho messa sulla tavola. Poi però il minetrone freddo non era molto gradevole e l'ho messo sul fuoco.
La tv ha iniziato a far passare immagini, non so di che tipo, non mi fregava.
Prima di cenaho iniziato a stendere e piano piano la voce della tv è entrata nella mia testa.
La telecronaca della partita di calcio.
Ecco cosa c'era di familiare. Il cielo ancora azzurrino, il profumo dell'ammorbidente misto a quello dell'estate, le finestre del balcone spalancate, la gente in strada a maniche corte.
A me la partita ascoltata così mette un pò di malinconia.
E non mi spiego perchè. Mi mette pure agitazione, come quando ci sono gli Europei o i Mondiali, che mi se guardo la partita mi si chiude lo stomaco. E poi quando sei alle ultime comincia fare quei ragionamenti tipo. "Eh se guardo la partita e va male allora magari vuol dire che porto male"
Poi improvvisamente ho sentito il brivido del mondiale. L'ultimo. Degli occhi strizzati per non vedere. E una testa sotto la bandiera. Due teste sotto la bandiera.
E poi le trombe da stadio. E i marocchini con i carreli pieni zeppi di bandiere, come fanno quando piove che non si sa come ma si materializzano con gli ombrelli. E tutti che ci si abbraccia, anche se non ci si conosce. E ci si abbraccia. Forte fortissimo.
Ho cambiato canale.
E ho messo il peperoncino nel minestrone.

lunedì, maggio 11, 2009

Vacanze Romane



"..ah non lo immaginate neanche le cose che desidero fare da tanto senza nessun controllo..."
"Come tagliare i capelli o chessò io gustare un gelato?"
"Si andare in giro, e poi sedersi a un caffè, guardare le vetrine dei negozi, mischiarsi alla gente, divertirsi, come fanno tutti...
...non è troppo quello che chiedo, vero?..."

venerdì, maggio 08, 2009

A pranzo.


Mamma: "Hai notizie di Tizio? Come sta?"
PAt: "Eh insomma...si sta curando."
Mamma: " Uh quanto mi dispiace"
PAt :" Ecco mamma, io lo dico sempre: uno deve vivere, adesso..."
Mamma: " Vuoi ancora della vedrura?"
PAt:" No grazie, devo mangiare meno...Vedi, io è per questo che faccio mille cose contemporaneamente, che mi piace stare in giro, incontrare gli amici, viaggiare, anche se viaggi del cavolo, uscire, ecc ecc. Insomma fare quello che mi fa stare bene..."
Mamma:" Vuoi ancora fragole?"
PAt: "No grazie, devo mangiare meno...Vedi mammi, a me non frega di avere mille soldi da parte, che cavolo!! ANche perchè, mi privo adesso di fare quello che mi va?? Poi arrivo a 60/70 anni, momento in cui mi potrei godere i soldi (grazie ai tempi pensionistici italiani) e poi magari non posso...MAmma, io sono per il Carpe Diem"
Mamma: "Vuoi la torta?"

PAt: "FAccio finta di non aver sentito...cAzzo faccio, mamma?? ne tengo mille da parte e poi?? TAnto, mamma, i soldi non me li porto in paradiso"

Mamma: "Ah, perchè, tu pensi di andare in paradiso??"

PAt: "....."

martedì, maggio 05, 2009

Mille-e-una-volta.

Oggi m'è successa una cosa strana.
Mi sono mancate le lire.
Così improvvisamente.
Ero alla cassa del supermercato, durante la pausa pranzo e quando la cassiera mi ha detto: "2EuroE28centesimi" e ci ho messo mezz'ora a raccimolare tutti quei centesimini per arrivare a "e28" e liberarmi dei venti chili di moneta che mi stavano sfondando il portamonete, ecco, m'è venuta la nostalgia delle lire.
Ho persino sospirato.
Io odio l'Euro.
Odio l'Euro prima di tutto perchè da quando c'è mi sento abbondantemente presa per il culo. Non mi capacito del fatto che con quello che guadagnavo, in Lire, potevo comprarmi il doppio della roba.
Odio l'Euro perchè per dare il valore alle cose devo fare il rapporto con il mio stipendio. Prima se un paio di scarpe costava 45.000 sapevi che era giusto. Punto.
Se una maglia costava 80.000 era stracara. Punto.
L'Estathè costava 700 lire e se ci aggiungevi 500 lire di focaccia facevi merenda. Prova ora ad andare in panetteria e chiedere 0.25 cent di focaccia... Non ti fanno leccare nemmeno la teglia.
Ora devo fare "allora se costa 100 io prendo 1000 , vuol dire che me ne rimangono 900. Ok è caro.
(Ecco perchè ci metto tanto a comprare le cose:) )
Odio l'Euro perchè quando prendevi una milletta tre le mani ti sentivi ricco. Adesso quando ho un euro tra le mani, mi sento fortunata. Poi gli euro nelle macchinette del caffè non funzionano mai. E non ti danno il resto, maledetti ladri.
Quando tenevo le millette in mano mi piaceva sentirle tutte stropicciate e ogni tanto ci trovavi anche le scritte tipo "Laura ti amo" o le poesie. A me manca il faccione di Marco Polo. E quello della Montessori. E fare benzina con 10.000. O fartele bastare per il sabato sera.
Vorrei anche ufficialmente sapere a che cazzo ci servono le monete da 0,01- 0,02- 0,05 (corretto) cent se tanto non le prendete da nessuna parte a parte darci il resto coi prezzo 9,99 e prenderci per scemi.
Gli euro di carta sono terribili. Sono spessi e tutti lisci. Pare di avere tra le mani i soldi del Monopoli, con la differenza che con quelli ti compravi la casa in Parco della Vittoria o Viale dei Giardini, se eri ricco. Se no in Vicolo Corto. A me piacevano Bastioni Gran Sasso e Largo Augusto.
E la casella degli imprevisti.
Ma quella, m'è rimasta pure nella vita...

lunedì, maggio 04, 2009

Phone- Il terrore corre sul filo del telefono-parte 2^

ore 19.01
il numero privato mi richiama e mentre dico "pronto", partono nuovi avvertimenti.
Ascolta bella.
Hai rotto le palle.
Soprattutto perchè dalla voce avrai si e no 15/16 anni. Se non meno.
E se non ce li hai anagraficamente, ce li avrai cerebralmente.
E se proprio mi devi richiamare, puoi farlo domani intorno alle 7,30 che se spengo la sveglia almeno ti rendi utile?
Grazie.

domenica, maggio 03, 2009

Phone- Il terrore corre sul filo del telefono

Sono seriamente preoccupata.
Questa mattina sono stata svegliata alle dieci del mattino da una chiamata anonima. Un numero privato. Che io non ho mai capito che differenza c'è tra il numero "privato" e "anonimo". Il mio era "privato", ma anonimo avrebbe reso di piu'.
Una voce femminile mi ha dato della "puttana" e mi ha detto altre cose che non ho capito.
Adesso.
Io stavo DORMENDO sotto un metro di piumone.
E' DOMENICA mattina.
E sono le DIECI.
Deduco di averla fatta davvero grossa.

Io non avevo mai ricevuto delle minacce telefoniche.
Come ci si comporta?
Questo vuol dire che ho dei nemici?? Devo avvertire la polizia? Devo sporgere denuncia? Devo scrivere le ultime volontà? (In tal caso sono pro donazione organi e staccare la spina). Devo guardarmi le spalle sempre ora? Questo vuol dire che ora mi arriverà la lettera scritta con i ritagli di giornale?
Il mio primo pensiero è stato la macchina. Ma non mi ricordo dove ho parcheggiato, quindi pensiero rimandato.
Tocca che mi faccio il bodyguard. Voglio le ronde sotto casa. Il servizio al tg5 con la musica da minaccia e la giornalista che intervista le mie amiche che ovviamente parleranno bene di me. Voglio le telecamere vicino al portone. Il telefono sottocontrollo. Voglio Jessica Flatcher, L'ispettore Derrick, Perry Mason, Colombo, Grissom, Rex, l'ispettore Gadget e quel figo del detective Conan da grande, in consulto speciale.
Ho fatto mente locale delle ultime 48 ore.
Sono arrivata a ieri pomeriggio, più in là non riesco ad andare:) Persone con cui ho parlato, posti in cui sono stata, gesti, sguardi, telefonate, messaggi, cose dette, cose fatte, luoghi visti.

Ho subito mandato due sms per tutelarmi. Mia sorella che ha riso un'ora e Vale che non ha risposto. Ora si che sono al sicuro...

A parte che secondo me, ragazzina, hai sbagliato numero, perchè io non ho fatto la scema con il moroso tantomeno con la morosa di nessuno.
E poi, piccola tamarra, volevo dirti che se minacci una terrona sono tutti cazzi tuoi.
Ti vorrei far presente, se non lo sapessi, che nelle mie vene scorre sangue siciliano misto pugliese. Io mi sveglio al mattino con l'odore della parmiggiana e dell'impepata di cozze non con la fragranza del caffè e del corissant alla crema. Se io vado a un matrimonio dei miei parenti cominciamo alle sette del mattino e finiamo alle sette del mattino. Di tre giorni dopo.
Io all'attacappanni di casa ho appeso la coppola mica il cappello di Baci&Abbracci.
Nel mio frigorifero, può mancare l'acqua, ma non i peperoncini ripieni e i pomodori secchi.
Io ho alle spalle uno stuolo di parenti che per difendermi farebbe carte false.
Mi basterebbe alzare il telefono, brutta vigliacca che non sei altro, e ti vedresti recapitare a casa una compilation di schiaffi che il Festivalbar a confronto ti sembrerebbe il 33 giri dello Zecchino d'oro.
E ho detto tutto.

mercoledì, aprile 29, 2009

Cogli l'attimo

Non so cosa abbiano raccontato i giornalisti.
So solo che adesso, ogni volta che piove, ci si caga sotto per sto fiume.
E come al solito nessuno sa perchè, come nessuno sa cosa sia realmente successo nel '94.
Hanno aperto le dighe, no le hanno chiuse, no gli argini, no hanno deviato il fiume, non è colpa di nessuno, è colpa di tutti, forse è stato noè, saranno arrivati gli alieni, o magari mosè ha diviso le acque.
Io so solo che alle 22,30 mi ha chiamata mio papà dicendo che dovevamo spostare tutte le macchine e i furgoni dal cortle dell'ufficio (n.d.r. il mio ufficio si trova sotto il livello della strada di un piano e nel 94 fu completamente sommerso dalle acque fangose e putride del Tanaro)
Io gli ho detto: "ok mi butto due cose addosso e arrivo"
E mentre facevo ciò, pensavo a come gli avrei detto che nel cortile c'erano anche la mia macchina con la batteria scarica e la mia vespa che non sarebbe mai partita. E mentre pensavo ciò vedevo il mio finanziamento per l'aquisto della mia punto andare via con la piena del fiume.
Quando sono arrivata in cortile, c'erano solo piu' la mia macchina, la mia vespa e mio padre con dei cavi per caricare la batteria che lui non me l'ha detto, ma io credo che me li avrebbe volentieri girati intorno al collo. Appena ho acceso la macchina e ha visto che avevo la spia della riserva accesa, ha ingoiato 300 insulti.
Ho portato la vespa a mano su una rampa e con una lacrima all'occhio e una mano sul manubrio le ho detto "Giuro. Qualunque cosa accadrà tornerò a prenderti"

All'una e 45 di notte, in seguito a una "soffiata"su una possibile piena delle 02.00, m'è preso lo sclero e sono tornata in ufficio a prendere tutti gli hard disk più i portatili e me li sono portati a casa.
Sembravo una ladra.
Ho avuto paura. Che arrivasse il fiume mentre ero in ufficio.

Il giorno dopo sono andata in ufficio ma poi una della protezione civile (n.d.r. sopra di noi ci sono gli uffici della protez. civile) ci fa:"eh ma non andate via? stanno evacuando tutti. ma non vel'hanno dettoooo???!!!!"
E io:" No, ma credo l'abbiano fatto apposta. così ci eliminano tutti in un colpo solo (n.d.r. non dico che abbiamo dei nemici, ma qualcosa di simile), comunque grazie, ora andiamo via"
Io le voglio bene a sta tizia.
Ecco. da quel momento sono arrivate mille notizie su piene che slittavano di ora in ora, gente evacuata, gente nelle piazze...
A me ha fatto impressione vedere tutti gli autobus parcheggiati nel viale vicino casa.

Non potendo fare nulla, e essendo a casa dal lavoro, in un attimo m'è venuta un'idea geniale:
"Oggi imparerò a fare la pasta fresca fatta in casa!!!!"

Mia mamma voleva uccidermi.
Non ,una volta a casa mia ho fatto il pre ragù.
Io, che odio cucinare...
Stavo anche per fare la crostata di frutta, ma nel riaccompagnare in casa la mia amica, evacuata ("ma si esco in tuta da casa tanto torno subito") sono andata da un amico che gli era entrato il fango in casa.
A spalare.
Gli amici servono perchè in questi momenti di disperazione si riesce a trovare il modo per dire due battute e ridere.
Poi doveva arrivare la piena alle 20,00.
E invece per fortuna fino alle 00.00 non s'è vista.

Ecco io spero che la piena con tutta la fanghiglia se ne sia andata a fare in culo perchè ci ha rotto le palle.
E con lei tutti quelli che non fanno niente per mettere al sicuro le città e le case della gente.

domenica, aprile 26, 2009

"Cade la pioggia e tutto lava ..."

Galleria Guerci

Oggi sono andata ad ascoltare la pioggia.
Si perchè nella mia città, quando piove, c'è un posto che diventa un amplificatore naturale alle migliaia di goccioline che cadono dal cielo per lavare la città.
L'ho scoperto un giorno per caso, mentre stranamente in ritardo(...), stavo andando a qualche appuntamento.
All'improvviso mi sono fermata in mezzo alla galleria. Ho alzato gli occhi al cielo, anzi per l'esattezza al tetto, ed è stato come vedere l'arcobaleno! Con la bocca ancora aperta per lo stupore e gli occhi chiusi, mi sono goduta il concerto, sperando di non essere segnalata al servizio di igiene mentale.
Quando andavo agli scout, al campo di reparto, le giornate di pioggia erano le piu' belle. Si bloccavano tutte le attività e si stava tutti buttati nelle tende. Bastava poco: della nutella portata di nascosto e dei pezzi di pane secco da sgranocchiare, l'umidità sulla pelle, qualche sigaretta fumata nell'abside senza farsi vedere dai capi e tantissime confidenze.
A volte cominciava a piovere di notte. Tu, avvolta nel tuo sacco a pelo di piume d'oca e il rumore della pioggia sopra le testa. Sembrava quasi di vedere le gocce cadere sul viso.
Quando c'era il temporale io avevo paura ma non potevo dirlo mai a nessuno.
Per orgoglio prima di tutto e anche perchè dormivano sempre tutti beati e non mi pareva il caso di svegliare qualcuno per essere direttamente mandata a cagare.
Quando avrò un fidanzato lo porterò in galleria a sentire la pioggia.
Mh, si probabile che anche lui mi manderà a cagare direttamente:))

sabato, aprile 25, 2009

Definizioni.

Ecco cos'è l'ignoranza.
Non è non sapere una data storica, i motivi di un evento, le cause, i fatti.
Non è non non avere i voti alti a scuola, o non capire il teroema di pitagora o come si chiamano gli intergali.
Non è non sapere l'inglese o il francese o il tedesco o lo spagnolo e il russo e magari tutte contemporanemante.
Non è non sapere scrivere o parlare bene.
Non è non non avere la laurea magari conseguita in 25 anni perchè tanto pagava babbo.
Non è non essere sempre informato su tutti i fatti del mondo in tempo reale .
Non è non conoscere tutte le correnti filosofiche o pittoriche o letterarie.

L'ignoranza è mancanza di sensibilità ed educazione.

E non è nemmeno essere stupidi.
Perchè essere stupidi è di gran lunga superiore rispetto all'essere ignoranti.

mercoledì, aprile 22, 2009

Check-in non autorizzato

Cercavo proprio questa immagine.
Perchè è prorio così che mi girano i pensieri in questi giorni.
Ogni tanto cerco di afferrarne uno per vederlo da vicino, per cercare di capirlo, ma subito quello dietro si fa avanti e lo spinge via. Poi litigano, fanno a botte per chi è quello più importante... e finiscono per confondermi.
Così mi ritrovo a camminare con l'ombrello aperto anche se ha smesso di piovere da 10 minuti tra le facce perplesse dei passanti, o a prendere il caffè al bar e presentarmi alla casa per pagare con la tazzina vuota in mano, o ancora peggio, andare dal fisioterapista e quando oramai è troppo tardi, accorgermi di aver messo le mutande al contrario.
Imbarazzante?
No, ero troppo stanca per esserlo.
Abbiamo riso per fortuna.
Vorrei avere un districante per pensieri, come quello dei capelli. Mi piacerebbe averli piu' morbidi e setosi al tatto.
E invece sono lì che si ingarbugliano, si mescolano, fanno il minestrone, a pezzi e passato, e passano appunto dai piedini da comprare per il mobile del bagno al "vaso rotto e ora i cocci sono i miei", dai post-it e l'agenda del lavoro, ai corsi nuovi che vorrei fare e non mi serviranno a niente, dai viaggi scelti e obbligati, a devo attaccare quel quadro evitando di bucare tutto il muro; da Lord Wotton e le sue cazzo di teorie sulla giovinezza a cosa posso mangiare stasera, a radio Cuore e le sue cavolo di canzoni sentimentali che pare una frequenza sintonizzata con le tua testa.
Forse dovrei solo cambiare radio:)
Fra l'altro, tutti i miei pensieri fanno il check-in al banco della mia (in)coscienza, e ovviamente superano il peso massimo consentito.
Speriamo che prendano il volo presto...o magari che arrivi qualche Merlino capace di infilarli tutti in una valigia che come il mio borsone fuxia smarrito tempo fa, abbandonerò (in)volontariamente per la città:)


lunedì, aprile 20, 2009

x- files. il caso della carta

Sono preoccupata.

Oggi è arrivato in ufficio un documento importante che devo richiedere tutti i mesi con una procedura on line odiosa, spedito da un ente pubblico, uno di quegli enti dove ci sono i dipendenti fantasma. Ma non è questo il punto.
Arriva il documento e io lo prendo per farne una fotocopia. Lo appoggio sulla fotocopiatrice e vengo assalita da un senso di smarrimento infinito.
Il foglio usato per stampare questo documento importantissimo è palesemente riciclato.
Infatti dietro scorgo quegli innumerevoli simboli geroglifici coi cuori e le x e le E con 4 gambe che di solito compaiono quando la stampante decide di farsi i fatti suoi e va in tilt.
Adesso, io sono una forte sostenitrice del recupero della carta e in ufficio sanno che prima di buttare l'immondizia esamino i contenuti dei cestini misti. E anche quelli della carta.
Però mi sono preoccupata. Ho formulato tre ipotesi.

Ipotesi A)
un'impigata distratta intenta a messaggiare su facebook con il suo primo fidanzatino delle elementari ritrovato dopo 35 anni o a leggere Eva tremila o impegnata a smaltare le unghie o a fare l'elenco della spesa, o a farsi dare la ricetta di cucina dalla vicina di scrivania, ha inavvertitamente preso il foglio per stampare il documento importantissimo dal plico di carta da riciclare (supponendo che ne abbia uno)

Ipotesi B) - irreale
la politica dell'ente pubblico è cambiata.
Per evitare gli omicidi indiscriminati di piante hanno deciso di utilizzare la carta da recupero per documenti importantissimi che tanto sono roba burocratica che si accumula ogni anno in archivi sotterranei in attesa di essere mangiati dai topi o di assorbire tutta l'umidità delle cantine.

Ipotesi C) e per questa mi sono spaventata
forse l'ente pubblico ha finito i soldi (e quindi figuriamoci se ne hanno per comprare la carta), e piuttosto che capire dove sono finiti, hanno mandato una circolare a tutti i dipendenti dicendo di utilizzare tutta la carta di recupero.
Ma di non dirlo a nessuno.
Pena il licenziamento.

Tutto questo il tempo di una fotocopia.
Io prego per l'ipotesi b, ma temo per la c...

domenica, aprile 19, 2009

Guido e Clotilde - the end

Oggi ho salutato Guido e Clotilde.
Stavano iniziando a mettere le piumacce grigie.
Di quei dolci pulcini gialli oramai non c'è piu' traccia. Guido e Clotilde erano un pò sommersi di cacca verdastra. Forse li aiutava a stare al caldo...
Io gli ho dato ancora del pane anche se la mia compagna di stanza mi ha risgridata. Però non ho resistito. Oggi Guido si è anche un pò alzato in piedi io credo per salutarmi.
Pensavo che chissà se loro si ricorderanno di noi.
Stamattina mi sono fatta chiudere un attimo tra le persiane e la finestra della sala al piano terra che c'era tanto spazio e ci stavo e la mia amica mi bussava sul vetro. L'ho fatto per capire che effetto fa.
Io credo che si ricorderanno di due rompicoglioni che gli bussavano dal vetro. Mi immagino la loro mamma da vacchia che racconterà ai nipotini di due umane che la facevano spaventare. "E poi ce n'era una che ogni tanto ci dava da mangiare..."
Mi spiace che non ci sarò quando inizieranno a volare:)

giovedì, aprile 16, 2009

Guido e Clotilde: l'adolescenza

Clotilde e Guido sono cresciuti.
La mia compagna di stanza mi ha sgridata perchè dice che se diventeranno obesi e non riusciranno a sollevarsi da terra sarà solo colpa mia che gli metto i grissini sbriciolati e i biscotti sul davanzale. Ma io le ho detto che non ci posso fare niente, che sono meridionale e io faccio con loro come mia mamma fa con me.
Clotilde e Guido in effetti sono un po' grassi. Iniziato pure a stare stretti nel nido. La mia compagna di stanza dice che gli manca solo lo spiedo.
Oggi hanno aperto gli occhi. Io mi sono emozionata di nuovo. A me pare che li abbia aperti solo Guido in realtà, perché Clotilde mi sembra un po' più addormentata. Beh, buon sangue non mente.
L'altro giorno la loro vera mamma mi è piombata a duecento all'ora sulla faccia mentre cercavo di fotografarli. Era un po' isterica e così ho dovuto chiudere la finestra di corsa prima di trovermela conficcata col becco nella testa.
Praticamente è come avere una puntata di quark in diretta 24 ore su 24.
Credo che però la cosa sia reciproca perché alla fine ci vedono mentre ci vestiamo, mentre dormiamo, mentre chiaccheriamo...
Ora ad esempio hanno freddo.
Però la mia compagna di stanza dice che a tutto c'è un limite e che non possiamo riscaldarli noi.
A proposito, la mia compagna di stanza ha un nome. Si chiama Minnie.
E giuro che è tutto vero :)




Clotilde e Guido prima della cura


Clotilde e Guido dopo la cura

domenica, aprile 12, 2009

Guido e Clotilde

A me non piace la Pasqua.
E' una festa che mi lascia indifferente.
Io non festeggio le feste comandate coi parenti tutti da un sacco di anni. Ma poco mi importa.
Le passo coi ragazzi disabili. Sono loro la mia festa.

Quest'anno però la mia Pasqua è stata strana.
Dentro al mio cuore c'è il silenzio dei morti dell'Abruzzo, delle persone nelle tende, delle case crollate e il senso di colpa per non poter far niente.
Poi però ho pensato che non è vero che non posso fare niente.
Posso fare quello che ho sempre fatto ma con più consapevolezza, senza dare tutto per scontato. Mangiare, vestirmi, bere, passeggiare, fare una telefonata, una carezza, parlare con un amico, abbracciare mia mamma, prendere in giro mia sorella, comprare una maglietta, guardare il mare, guardare il cielo, il sole, anzi no quello no se no mi viene l'amicrania, giocare con i bimbi, coprirmi con una coperta, fare la doccia con il bagnoschiuma al muschio bianco, la colazione con la marmellata di fragole fatta in casa, mettere la mia collana preferita, quella con le perline, bere un succo alla pesca, ascoltare il rumore del vento, leggere un libro della biblioteca, mangiare un pezzo di cioccolato dell'uovo che nemmeno mi piace tantissimo in realtà.

La mia Pasqua quest'anno è stata strana due volte.
Sul davanzale della mia camera c'è un nido. (Non indaghiamo come mai:) )
La mia compagna di stanza ed io non ce ne siamo accorte subito. La prima sera ho spalancato la finestra per fare entrare l'aria di mare in camera e poi l'ho richiusa subito.
Mi sono spaventata. Pensavo fossero morti. Poi uno s'è mosso. Poi anche l'altro.
Allora ci siamo avvicinate e a me sono venute le lacrime di gioia ma non mi sono fatta vedere.
Sono due piccoli piccioni gialli. Hanno ancora gli occhi chiusi.
La mia l'ho chiamata Clotilde. Il suo Guido. Abbiamo deciso noi che sono una femmina e un maschio. Mi sono sentita un pò mamma. Volevo mettere il fiocco alla porta.
Poi dopo un pò è arrivata la vera mamma. Pensavo mi cilindrasse la faccia con il becco.
Ieri le ho dato i grissini sbriciolati da mangiare.
Mamma picciona stava scaldando i suoi pulcini. Spero non li abbia soffocati perchè ci era seduta sopra. Mi ha guardato dal vetro e allora io ho chiuso le tende perchè mi sembrava di disturbare.
I primi giorni volava via subito. Adesso mi guarda un pò prima di volare.
Forse stiamo facendo amicizia...

giovedì, aprile 09, 2009

amico è tutto, è l'eternità, è quello che non passa mentre tutto va

E' l'amico è una persona schietta come te
che non fa prediche e non ti giudica
tra lui e te è divisa in due la stessa anima
però lui sa, l'amico sa
il gusto amaro della verità
ma sa nasconderla e per difenderti
un vero amico anche bugiardo è.
E' l'amico è il più deciso della compagnia
che ti costringerà a non arrenderti
anche le volte che rincorri l'impossibile
perchè lui ha, l'amico ha
il saper vivere che manca a te
ti spinge a correre, ti lascia vincere
perchè è un amico punto e basta.
E' l'amico è uno che ha molta gelosia di te
per ogni tua pazzia ne fa una malattia
tanto che a volte ti vien voglia di mandarlo via
però lui no, l'amico no
per niente al mondo io lo perderò
litigheremo si e lo sa lui perchè
eppure il mio migliore amico è.

Per le mie amiche
Perchè mi sopportano
Perchè mi fanno ridere
Perchè mi fanno commuovere
Perchè mi sgridano se faccio le cazzate, cioè sempre :),
ma non mi abbandonano
. Mai.

mercoledì, aprile 08, 2009

Mentre tutto scorre.

Ieri notte sono andata a dormire nel mio letto che indossa le sue lenzuola preferite.
Poi mi sono svegliata, doccia, colazione al bar con marocco chiaro e brioche olandesina perchè ero di fretta.
La mia vespa beige che fa le bizze e il mio cappottino cucito a mano da mamma, un pò di sole sul viso e ancora qualche ricordo di vento invernale sulle mani, mi sono recata in ufficio.
Qualche litigio, qualche incazzatura, qualche sorriso, il timore di vedere spuntare qualcuno dalla porta, la pausa caffè, il mio pc, il mio quadro francese, qualche altro sorriso, fogli sul tavolo, gente che entra, telefono che squilla.
Poi a pranzo a casa, la mia, in affitto, tutta in disordine come il mio solito stato mentale, ho appeso un quadro, ho bucato il muro, i piatti da lavare, una lavatrice da fare, la roba stesa sullo stendino.
Poi di corsa dall'amica che ha bisogno di parlare, il caffè insieme, la sigaretta sul balcone, "ti voglio bene", "oh ma ti ricordi?!", ognuna nel suo ufficio. Al pomeriggio giri di commissioni, una tendina nuova, il cesto per la biancheria in offerta, un'incazzatura, la pace, poi di nuovo a casa.
Le mie cose, i miei oggetti, i miei specchi, i miei vestiti, le mie scarpe, il mio piumone da lettino singolo adattato al letto matrimoniale, le mie pentole, i miei tappeti rossi, i miei fogli sparsi ovunque, i miei asciugamani, i miei ricordi, la radio antica, la macchina da scrivere, lettere d'amore, le bollette, gli estratti conto, esami medici, le scatole di pasta, il frigo vuoto, il casco della vespa, i libri.
Il cellulare che squilla.
Una cena dalle cugine. Storie amorose di tre generazioni che si sono intrecciate tra risate, sospiri, una pizza e la birra, lo zabaione. Si rideva si scherzava. Tre storie diverse, ma alla fine uguali. Ci si prendeva in giro, ognuna consigliava, ognuna non ascoltava, ognuna aveva gli occhi a cuore.
Poi mentre l'ultimo sorso di caffè andava giù, il silenzio.

"I ricordi di una vita, spazzati via in 15 secondi"
Una donna di ottant'anni. Salva.

Mentre tutto scorre, a qualcuno si è fermato il tempo.
Abbassi gli occhi, e tutto quello che hai davanti ti sembra troppo.
Ti senti in colpa.
Persino di bere un caffè, in una tazzina, con il piattino sotto.

lunedì, aprile 06, 2009

Il morso della tarantola

Ci sono sguardi che pizzicano l'attenzione come farebbero le dita di una suonatrice di arpa con le sue corde preferite, diffondendo nell'aria una perfetta vibrazione.
Ci sono sguardi che immobilizzano i pensieri, facendo risultare qualunque tua espressione vocale la cosa piu' stupida che puoi aver detto negli ultimi 28 anni.
Sguardi che pietrificano, che a confronto Medusa sarebbe risultata una principiante;
che fanno annullare tutto quello che ti circonda e ti fanno credere di essere sospesa nel vuoto, nel silenzio piu' assoluto, perchè tutto quello che è rumore improvvisamente si azzittisce e tutto quello che è contorno si sfuoca fino a svanire.

Ci sono sguardi che ti dissestano,
come il morso di una tarantola.

Sguardi che spaccano il respiro, come se avessi fatto la maratona di New York, che tu non sai com'è, ma te la immagini così;
sguardi che ti mandano in apnea, come un tuffo improvviso nell'acqua gelata;
che ti fanno vivere tutte e 4 le stagioni insieme:
una nevicata delicata d'inverno, il vento d'autunno che spazza le foglie e solleva la polvere, il profumo travolgente di un fiore di primavera, il sole cocente d'estate.
Sguardi che nemmeno il fotografo più bravo al mondo sarebbe ingrado di immortalare;
che "la quiete e la tempesta", Non "dopo";
che sono come una carezza sul viso che ti inganna, perchè si tramuta all'improvviso in uno schiaffo a mano aperta.
La stessa guancia che poco prima si era infiammata e ti aveva fatto pensare: "diavolo, ma io sono mica timida?"
Ci sono sguardi che cerchi ripetutamente fra gli altri occhi, che insegui in una via, che rubi attraverso la porta, poi il muro, e poi la finestra e le scale...
Sguardi che immaginavi, supponevi, fantasticavi, ma non ti aspettavi così tanto.
Sguardi che bruciano come il peperoncino rosso.
Sguardi che ti defibrillano il cuore, che caramellano ogni tua emozione, che scaricano un fulmine di un temporale estivo nel tuo cervello...

E se poi tutto questo lo scorgi negli occhi di una sola persona,
... semplicemente sospiri...
Il tuo cielo.
Buon viaggio.

giovedì, aprile 02, 2009

buon viaggio.

"I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio...."

E così te ne vai.
Senza salutare.
Senza farti salutare.
Ma alla fine cosa avrei poturo dirti?
Torna presto? Portami un pò di sole? Beata te che vai al mare?

Scappi questa notte, torni alla tua terra. Io non sono molto attaccata alla mia, quindi non so cosa vuol dire. So solo che in casa mia si respira la stesso vento che dal tuo mare porta il sale sulla terra ferma, la stessa aria candita dell'arancio, lo stesso profumo zuccherino della ricotta col cioccolato, l'odore della terra bruciata, il calore delle persone.
E poi, poi dove andrai? Dove ti si potrà incontrare? Perchè io passerò ancora dalle tue parti, ma so già che non ti troverò. Troverò di te, ma non te.
Voglio dire: se adesso ci sei, e fra poco è probabile che non ti si potrà piu' parlare, si nel senso, ora sei qui, fra poco sarai altrove e dopo dove sarai?? Ecco io è il "dopo" che non capisco.
Che non riesco proprio a capire.
E nemmeno la mia immaginazione mi può aiutare questa volta.
Tu sai esattamente dove stai per andare, tu ci Credi, sai che da qualche parte andrai.
Chissà se hai paura.
Forse ne abbiamo più noi.

E' che non si va via senza salutare, capisci?
Si che lo capisci,
ecco perchè hai scelto così.
Per non vedere il tuo volto riflesso su piccole gocce d'acqua che tutt'altro sono, ma non pioggia.
Immagino la strada che questa notte scivolerà veloce sotto le ruote.
Immagino il cielo senza stelle che lentamente lascerà spazio al sole.
Lo stesso sole caldo che domani bacerà ancora il tuo viso che ha saputo ben mentire.
Domani, magari dopodomani, speriamo dopo ancora...ma ti hanno fatta con la scadenza.
Come tutti noi, d'altronde.
Con la differenza che tu hai saputo questa data.
Buon viaggio.
Anche se entrambi i viaggi ti porteranno lontano da noi.

mercoledì, aprile 01, 2009

Protesta.

Ci hanno cambiato il CAP.
Da 15100 a 15121.

Ora io mi domando: perchè???

Perchè siamo scesi di 21 posizioni?
Perchè ci sradicano la tradizione del 15100? Perchè.
Per me è una questione di estetica. A me il 15100 piace parecchio, gli voglio bene.
Come volevo bene al mio vecchio numero di telefono.
Mi è rimasto nel cuore. 442890. Anche perchè il ragazzo che mi piaceva da morire alle scuole medie aveva il mio stesso numero con una cifra diversa. E io lo interpretavo come segno del destino. Poi a me cambiarono il numero. Deve essere per questo che non mi ha piu' considerata. Ok, sarò onesta. Mai considerata..:)
Adesso io mi domando, quale utilità può avere cambiare due cifre a un CAP.
Ma non ci sono problemi piu' importanti a cui rivolgere l'attenzione?

No cambiamo 47 CAP. a che pro? Io devo saperlo.
Già la posta prima non arrivava, immagino adesso che fino a settembre ci saranno i cap combinati come nel passaggio dalla Lira all'Euro.
Perchè questa scelta? Cosa c'è in ballo. Chi ci guadagnerà in tutto questo?

E' come cambiare una lettera al nome dalla tua città.
O come quando hanno cambiato il nome alle Yogo Roll chiamandole Flauti.

Mi vedo costretta a scrivere alle Poste Italiane per avere spiegazioni, ovviamente con Ricevuta con Raccomandata di ritorno:)

martedì, marzo 31, 2009

smonto notte.

ore 07,15

Ho trovato!
Devo solo imparare a guidare senza gli specchietti retrovisori.
All'inizio magari sarà difficile. Ma sono convinta che poi mi gusterò meglio il panorama.
Da questa strada si vedono le montagne quando è limpido.
Stamattina non sono riuscita a vederle perchè era nuvolo, ma io so che sono lì. Prima o poi tirerò dritto, invece di girare a sinistra per la città.
Quando avevo fatto l'esame di guida, l'esaminatore continuava a dirmi "signorinaaaa gli specchiettiiii, signorinaaaaa gli specchiettiiiiii"
Deve essere stata colpa sua.

domenica, marzo 29, 2009

Pulizie di primavera

Domani comprerò una ruspa.
Una di quelle che con un solo colpo spazzano via tutto.
Devo levare un pò di macerie lasciate abbandonate qua e là. Farò su tutto quello che c'è di rotto, ma soprattutto quello che c'è di vecchio.
Io faccio fatica a separarmi dalle cose vecchie perchè sono una stramaledetta nostalgica.
Infatti amo vagare per i mercatini dell'usato, anzi dell'antiquriato. Mi piace cogliere ogni minimo dettaglio di usura e immaginare la vita intono agli oggetti. Una vecchia radio con le manopole, dei braccialetti di ottone, un paio di scarpe consumate, una valigia rotta, una bambola spelacchiata, delle tazzine da caffè...
La cantina dei miei è piena di scatole mie con cose del mio passato.
Ogni tanto mio papà schiuma e butta via una scatola e io mi arrabbio.
Mi ricordo coi libri di scuola. Forse non gli avevo parlato per un pò di giorni.
Una volta invece si è preso la briga di svuotare una di queste scatole e di rimettere tutto a posto, nella mia stanza. Peccato che non sapeva che era la scatola "L'Ex". In realtà non era una scatola, era un saccetto dell'oviesse perchè avevo deciso che snon si meritava una scatola:)
Ero tornata da una vacanza e mi aveva dato il benvenuto il pupazzino dell olimpiadi di Torino 2006 attaccato allo specchio della camera.
Mi era preso un colpo. Poi mi sono affacciata nella stanza e non sapevo se ridere o piangere. Ho fatto entrambe le cose.
Oltre alla ruspa mi servirà un'aspirapolvere. Perchè non voglio lasciare nemmeno le briciole. Nemmeno la polvere, quella negli angoli che è difficile da togliere se non hai il tubo-prolunga e il beccucio stretto.
Passo anche il mocho, non quello Vileda però, quello dell'Eurospin, ma solo perchè costa di meno.
Do anche una mano di bianco.
Una spruzzata di profumo ai Fiori di cotone e si comincia con l'arredamento nuovo.
Ma magari per un pò lascio la stanza vuota, così evito di continuare a cambiare colore alle pareti e posizione ai mobili...

giovedì, marzo 26, 2009

in viaggio

bambina:"ma hai tuoi tempi come era la scuola?"
P.:"eh ai miei t... AI MIEI TEMPI A CHIIIIIII?!?!?! "
bambina - ride-
P.:-ma pensa che c@££0 devo sentirmi dire alksmaporç"-
bamibina :"eh vabbè, ma scusa, tu hai fatto l'esame?"
P.: "certo!!!"
bambina :"eh allora ho ragione a dire ai tuoi tempi"
v_v

mercoledì, marzo 25, 2009

Plagio

No scusate.
Ma dove eravate quando io avevo bisognoo???
Non è che ora ve ne potete venite fuori con un cazzata così.
Capito no!? Io è un mese, due, tre, che sto li a far roteare la monetina tra le dita,
a non usarla per il carrello,
a non darla in elemosina,
a non metterla nel salvadanaio,
a tirarla in aria e farla cadere e non guardare e poi a decidere di ingoiarla,
e così a vomitare tuttoooo... e voiiiii????...
Voi ora ve ne venite fuori con una notizia del genere?
Vaffanculo. :)))))

martedì, marzo 24, 2009

post un pò schifoso:)

L'altro giorno ho rigettato tutto quello che avevo dentro.
In senso fisico proprio: ho vomitato.
Lo so che fa un pò schifo dire certe cose, però oh.

Mentre vomitavo, mi sono messa a pensare.
Non so come ho fatto a pensare anche in un momento del genere, ma l'ho fatto.
A un certo punto non sapevo proprio piu' cosa vomitare. Bevevo l'acqua e vomitavo. Un microsorso, e di nuovo in bagno. Mi alzavo dal letto e vomitavo, stavo sdraiata e vomitavo.

Ora conosco perfettamente come è fatto il mio water rotondo.

Poi siccome non potevo dirlo a mamma che se no si sarebbe preoccupata, mi sono seduta sul letto e ho iniziato a chiedermi chi avrei potuto chiamare e il perchè di questo malanno. Cioè il perchè reale lo so (un colpo di freddo misto a altro).
Io volevo capire il perchè metaforico.
Ho chiamato la mia nuova dottoressa perchè ho iniziato a vomitare una roba gialla e mi sono spaventata. Prima delll'altro giorno mi aveva vista una sola volta.
Lei ha riso un sacco (forse perchè ho esordito al telefono con un "aiuto dottoressa, non so cosa fare". Mi ha pure fatto una puntura che quando me l'ha fatta mi sono sentita come se mi avesse fatto la morfina anche se non so cosa si sente, io me la immagino così.

Poi il giorno dopo mi è arrivata una mail. Una di quelle mail che mi arrivano tutte le settimane che in realtà io non so come faccio a essere iscritta a sto sito, ma ogni tanto le leggo, tanto tra le mille stronzate che mi mandano per lo meno queste sono cose con un pò di senso:
"Secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) la vescicola biliare purifica le emozioni, le sensazioni, le percezioni e le relazioni che danno significato alla nostra esistenza; governa la decisionalità; con il Fegato controlla i tendini; influenza i sogni, risente di ogni nostra decisione ed è il viscere del discernimento.Se riscontrate problemi alla cistifellea chiedetevi: “Quale decisione, quale scelta è stata così gravosa da riflettersi sulla funzionalità della vescicola biliare?"

Credo che mi taglierò di nuovo i capelli.

lunedì, marzo 23, 2009

posso darti un consiglio?

giovedì, marzo 19, 2009

Pausa pranzo

Mamma: "Come faccio a spostare la visita di controllo dal dietologo?"
Patty: "Perchè la devi spostare scusa?"
Mamma: "...."
Patty: "Mamma, ma la dieta l'hai fatta?"
Mamma: "..."
Patty: "Ma perchè non l'hai fatta?"
Mamma: "... perchè? perchè non ne avevo voglia. E' così bello mangiare!":)
Patty: "..."
Mamma: "Lo sai che ci sono delle ragazze e dei ragazzi che muoiono per l'anoressia?"
Patty: "Si mamma, lo so. Ma visto che oggi hai fatto la verza condita come una parmiggiana, le cotolette impanate, i peperoni, la macedonia di fragole e lo strudel di mele, dopo che ti avevo chiesto di farmi mangiare di meno,...direi che non è il caso nostro..."

Fa La Cosa Giusta

Vorrei sapere se sto facendo la cosa giusta.

Voglio dire, non c'è un modo per saperlo???
Che ne so, un ufficio reclami, un call-center da chiamare, un numero verde, un centro assistenza...
"Si pronto, mi scusi, volevo sapere se sto facendo la cosa giusta??"
"Un attimo le passo la Responsabile del reparto cose giuste"- Musica di attesa
Daiiii, non c'è un manuale di istruzioni???
Un vademecum in 10 punti???... anche solo 5,...2,...uno...un punto??? Un aforisma???

Ho trovato!
Un bel sito web. tipo
www.therightthing.com con chi siamo, cosa facciamo, le nostre proposte, con la sezione FAQ e la possibilità di parlare con l'esperto.
Forse dovrei andare in biblioteca e fare un ricerca seria.
Come si faceva un tempo, quando dovevi scartabellare tra mille pagine di libroni impolverati e scrivere, scrivere, scrivere, tutto rigorosamente a mano.

Oppure potrei chiedere a un Nonno...
Perchè non ho un nonno io??? Non l'ho mai avuto un Nonno. Ora andrei da lui e gli direi: "Nonno devi dirmi cosa devo fare, tu solo puoi saperlo"

Io ho solo una nonna, ma è lontana. Non sa nemmeno che vivo sola. Mi hanno detto di non dirglielo che è meglio. Io credo solo perchè se lo venisse a sapere, poi vorrebbe venire a vivere con me:)
Forse dovrei mangiare un bacio Perugina. E cercare la frase che sicuramente sarà:
Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.
Eppure ci deve essere un modo.
Ecco, ecco! Devo cercare su google.
Ora metto una manciata di parole chiave e vedo che esce. Mhmh no direi che "la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili" non è la risposta che cercavo.

No, le carte non me le faccio fare.
L'ho fatto solo una volta, per curiosità.
Mi avevano detto che sarebbe successo qualcosa a qualcuno della mia famiglia. Dopo due minuti mi chiama mia mamama e mi fa:
" Tuo padre ha avuto un incidente. No nel senso che ha fatto un botto con una sotto casa"

"Mamma cazzoooo. Non si dice incidente -_-"

mercoledì, marzo 18, 2009

Alla faccia di facebook.


Oggi uno sliding doors pazzesco.
Sono andata a fare le commissioni per l'ufficio.
Io amo fare le commissioni perchè sto all'aria aperta, anche se vuole dire impazzire col parcheggio.
Mi piace un pò meno quando piove, ma oggi c'era il sole e alla domanda "chi va a fare le commissioni" io avevo già il cappotto addosso e le chiavi della macchina in mano alle parole "chi v...".
Sono andata nel negozio dove lavora la mamma di Vale. La mamma di Vale non c'era. Le avevo pure portato dei fiorellini per arruffianarmela un pò. E volevo anche spettegolare sulle utlime decisioni della figlia. Ogni tanto quando vado dalla mamma di Vale ho paura che mi cazzi per la figlia. Dice che siamo uguali, che ci influenziamo. A volte cazzia me e basta invece. Io mi diverto quando ci cazzia in realtà. Dice che siamo con la testa per aria, ma giuro non è vero :)
Dovevo parlare con un tecnico che però sarebbe arrivato da lì a 10 minuti.
Ho pensato: vado a fare le altre commissioni e poi torno o lo aspetto? vado o resto? resto o vado? e se vado? e se resto?" e così per tre minuti.
Io non sono per niente una persona indecisa :)
Decido di restare.
Dopo due minuti entra una ragazza con in braccio un bambino di 1 anno e mezzo circa.
La guardo. Mi guarda. E le sorrido come il din don della porta che è suonato quando è entrata. Avevo fatto così con tutti i 3 clineti entrati prima.
"Ciaoo. Ma non mi riconosci?" mi dice.
A quel punto io avrei pagato per vedere le mie espressioni che sono mutate da
"cazzo stavo dormendo in piedi, risvegliati, vediamo di fare figure di merda nel non riconoscerla, ma chi può essere, minimo mi sta scambiando per mia sorella, no guarda che non sono lei, no, non ci credo è proprio la mia compagna di banco delle superiori che quanto l'ho cercataaaa...oddio ora ha un figlio cazzooo, un figliooooo". Quasi avevo le lacrime.
Non ho trattenuto l'entusiasmo. Continuavo ad abbracciarla. Sembravo una matta. Le ho rovesciato addosso tutti i miei ultimi 8 anni. in 5 concetti.
Le ho fatto mille domande a cui non le davo nemmeno il tempo di rispondere.
Le ho detto pure che me la sono sognata mille volte. Devo imparare a contenermi. Ma io sogno tanto, lei non lo sa. (stanotte ho sognato che facevo uno spettacolo teatrale e mi pagavano 400 euro per 5 minuti di comparsa, boh).

E se fossi andata a fare le commissioni?
Se fossi andata prima in Provincia e poi al negozio?

Se fossi arrivata dopo lei sarebbe entrata in un'altra parte di negozio.
E non ci saremmo viste.


Mi fa: "E tu, ti sarai sposataaa?"
Io: "Sono andata a vivere da sola.....mhmh....vale lo stesso???"

lunedì, marzo 16, 2009

"Il fagiolo magico" ci fa 'na pippa

Poco fa ero un pò triste.
Poco fa pensavo alla mia vasca che non ho. E per non pensare mi sono pure dovuta mettere a guardare la televisione. E quando guardo la tv la situazione è grave.
Ho dovuto guardare Alessia Marcuzzi che cercava di convincere un concorrente del Grande Fratello, Ferdi, che fra l'altro io amo perchè è cuoco, che si, il grande fratello è un gioco, ma in mezzo ci sono sentimenti veri, profondi, a cui lui doveva fare attenzione prima di scegliere i tre potenziali eliminati. Perchè avrebbe potuto cambiare la vita di qualcuno.
E' stato troppo. La mia tristezza si è rifiutata di stare a sentire queste cose.

Era ora di lavare i piatti.
Mi sono trascinata con un pò si scazzo in cucina. Cioè praticamente mi sono alzata dal divano e ho ruotato il corpo di 180°:)
Ho aperto il mobiletto sotto il lavandino per prendere il detersivo e...

E ho preso coscienza del miracolo della vita.

Tempo fa avevo comprato tre patate.
Da mangiare certo, ma poi tra un invito a cena, un aperitivo, mamma che cucina, non ho voglia di cucinare, le amiche che mi fanno cena (a proposito volevo dirvi amiche che amo pure voi come Ferdi che fa il cuoco. Solo che lui è maschio e lo amo un pò di più), mi faccio un uovo, ci sono gli affettati, l'insalata, uuuuh la carnee,... ecco, le patate sono rimaste sempre tutte e tre insieme nel cestinello sotto al lavandino. Ogni tanto controllavo il loro stato di salute.
Mai un problema, mai un cenno di cedimento. Aprivo lo sportelletto e loro sempre fiere, intatte.
Stasera non avrei mai pensato che una patata potesse farmi ritornare tutta l'allegria in un colpo solo.
Dicevo, ho aperto lo sportelletto per prendere il il detersivo per i piatti e ho sgranato gli occhi.
Io giuro che ho visto la luce di di Dio che si è accesa sulla patata e ho sentito pure il coro degli angeli.
Mi sono sentita come se avessi trovao un gattino abbandonato sull'uscio di casa.
Voglio dire, le piante preferirebbero suicidarsi piuttosto che vivere a casa mia; preferirebbero stare in un giardino scagazzato dai cani e pestato dai bambini che giocano a palla, o sul bordo della circonvallazione di Milano all'ora di punta.

E invece una delle tre patate ha messo i germogli.

Avevo le lacrime dal ridere dopo che ho sentito gli angeli e ho chiamato Balza perchè non sapevo cosa fare.
Io adesso le voglio bene, mi sono affezionata, voglio farla crescere. Mi sono sentita un pò mamma.
Ora l'ho rimessa al suo posto, non le ho ancora detto del mio grande progetto.
Ma domani chiamerò il mio amico agricoltore e gli chiederò cosa devo fare. Sono emozionata.

Devo solo chiudere bene la finestra perchè se capisce qualcosa, minimo si butta dal balcone:))


Lamentele p.m.

Mai come questa sera vorrei una vasca da bagno.

Il giorno che i miei a casa vecchia decisero di rifare il bagno e di togliere l'adorata vasca per mettere la pratica doccia, ricordo che protestai.
Io volevo andare sott'acqua, volevo le bolle, la schiuma, fare ciaf ciaf, volevo sentire il rumore dell'acqua, lento melodico; volevo far finta di essere al mare anche d'inverno e fare il bagno alle barbie che poi quando gli lavavo i capelli diventavano crespi da matti. Mi piaceva vederle con la faccia piena di schiuma, sempre sorridenti, anche se secondo me stavano soffocando.
Non volevo mica la pioggia sulla testa e "con la doccia si fa prima".
Io non volevo fare prima. Volevo fare tardi.
Ovviamente ero piccola, dicevano, e non capivo.

Da allora non ho mai cambiato idea.
Io sono pro-vasca.
E non ho mai desiderato una vasca come in questo preciso momento.
Manderei a cagare qualunque film da blockbuster, qualunque trasmissione radio, qualunque progaramma tv, vabbè quello lo faccio ogni giorno. Manderei a fare in culo il mio armadio e i vestiti che non trovo, che devo mettere in ordine, che devo buttare, staccherei il telefono e farei finta di non vedere i piatti della cena da lavare. Spegnerei la luce per non vedere il letto da rifare e gli scontrini della farmacia da preparare per la dichiarazione dei redditi. Tanto cazzo c'ho da dichiarare.

Riempirei la vasca fino all'orlo.
Mi piace guardare il colore dell'acqua per un pò prima di mettere il bagnoschiuma.
E' azzurrissima, un pò verdacqua. Limpida.
Poi mi immergerei fino al collo e starei lì, con la musica senza parole e una candela accesa.
Una volta l'ho fatto a casa da mio cugino che mi ha prestato la vasca. E la casa ovviamente. Poi stavo per collassare perchè ho creato l'effetto sauna: la mia pressione è andata a tenere compagnia all'inquilino del piano sotto.

Stasera vorrei una vasca per poter mescolare l'acqua salata all'acqua dolce, liberamente.
Per andare sotto con la testa con il naso tappato e non sentire niente.
Per sentirmi leggera leggera.
Per fare ciaf ciaf.

"...voglio restare tutto il giorno in una vasca, con le mie cose più tranquille nella testa,
un piede fuori come fosse una bandiera, uscire solo quando fuori è primavera,
ma spero solo questa mia fantasia non sia soltanto un altro attacco d'utopia..."

Pazzo come una lepre a marzo


Eh lo so che sono le due passate, ma se non lo appunto da qualche parte, domani crederò di aver sognato.
Io sono distratta, perennemmente distratta.
Vivo dei salti spazio temporali in continuazione, mentre ascolto, mentre parlo.

Quando sto in porta, se aprono la porta (del pallone nel campetto in cui giochiamo) mi giro per vedere chi entra.
Se mi parli, io ti guardo, ma vedo anche dietro di te, quella cosa sfuocata...ecco no, ora la metto a fuoco, ma ti sfuochi tu, oddio prendi fuoco, chiamiamo i pompieri, ma dov'è la caserma nuova, la caserma di fronte casa, chissà cosa c'è dentro ora, e perchè l'hanno fatta gialla, giallo pulcino, già vero è quasi Pasqua, a me non piace molto, oh no la messa, ma dove le ho messe, le chiavi della macchina, che è parcheggiata chissà dove...si scusa, dicevi?

Sono ditratta perchè mi sono accorta dopo due anni che il ragazzo con cui ballavo aveva il pizzetto; mi sono accorta dopo 4 anni che mio cognato ha il pizzetto; perchè ho perso 4 giacche, forse 5, una bicicletta, le chiavi, la borsa...ultimo smarrimento...un borsone fuxia e chissà che c'era dentro.

Sono distratta, ma stasera,
stasera in macchina, freccia, giro a destra, svolto l'angolo, rallento, il semaforo è rosso.
Vedo muoversi qualcosa in quello sbaglio di giardinetto che c'è vicino alla strada.
C'è il vento, ma non è un foglio.
E' buio tra l'erba. Sarà un gatto.
Un gatto con le orecchie lunghe.
Metto le 4 frecce e chi se ne frega, scendo e mi avvicino. Piano.
Ci guardiamo.

COOOSA CI FA UNA LEPRE IN CITTAAA'?
Sorrido da morire.
Una piccola mervigliosa lepre mi sta dicendo che ci siamo quasi, che sta arrivando la primavera.
Mi sussurra "Non mollare dai, è quasi fatta!"
Faccio un altro passo avanti.
Arriccia il naso come mi sono sempre immaginata potesse fare il muratorino del libro Cuore.
"Prova a prendermi" e fugge nel cespuglio.
Una lepre in città.
Ora rido.
Rido da morire.

da Wikipedia:
Sotto l'aspetto etologico le lepri sono animali solitari (vivono al più in coppia), non costruiscono tane sotterranee ma sfruttano depressioni del terreno o protezioni naturali preesistenti fra la vegetazione.

Nessuna specie di lepre è mai stata addomesticata...

...In Irlanda, la lepre è il corrispettivo del gatto nero, ed accompagna le streghe nelle loro azioni, mentre dall'altro lato del canale di San Giorgio le stravaganti esibizioni riproduttive di questi animali hanno dato adito al detto "mad as a march hare" (pazzo come una lepre a marzo): la stessa Lepre Marzolina del romanzo di Lewis Carroll Alice nel paese delle meraviglie è ispirata a questo adagio.

E rido ancora.
Rido da morire

giovedì, marzo 12, 2009

Indovina chi viene a cena?

Come mi autoinvito a cena dai miei io, non lo sa fare nessuno.
Praticamente mi isedio in casa dei parents per fare la torta di mele, anche se loro ancora non sono rientrati, tipo verso le sette (quando ci si può fidare ancora dei vicini di casa che hanno le chiavi...).
Dopo di che inizio a fare la torta e poi sbuccio le patate bollite che sono messe li per fare il purè.
Poi mia mamma apparecchia e compaiono tre posti. Il tutto con una tale naturalezza che poi non posso rifiutare.

Stasera, durante la cena, ho lanciato una delle mie solite notizia bomba.
Funziona così io lancio, sento il fischio lunghissimo e poi...
...poi.
Poi non esplode niente.
Quello che dico io sono bombe inesplose.
Le vedo tutte sul pavimento a granellini della cucina, dove, quando ancora c'era mia nonna che però oramai non ci stava piu' con la testa, ci vedeva le formicole (come le chiamava lei) e io dovevo far finta di schiacciarle. A volte prendevo pure la scopa per spazzarle via per finta.
Le mie bombe inesplose sono tutte li.

Vado a giocare a calcio
Vorrei fare medicina
Ho un fidanzato
Non voglio più fare ragioneria
Mi sono iscritta a biologia
Faccio un corso di scrittura
Mi ha lasciata
Vado a vivere da sola
Faccio un altro corso di scrittura
Ho un nuovo fidanzato
Faccio il piercing alla lingua
L'ho lasciato
Vado a vivere da solaaaaa
Ci siamo rimessi insieme
Quest'estate vorrei andare in Africa
Vado davvero a vivere da solaaaaa
L'ho di nuovo lasciato
Ho fatto il piercing alla lingua
Faccio un corso di salsa e bachata
Stasera c'è l'esibizione di ballo
Ho trovato casa
Qualla stronza della padrona di casa mi ha dato pacco
Vado a giocare a calcetto
Faccio un tatuaggio
Ho trovato un'altra casa
Faccio un corso di falegnameria
Ho un nuovo moroso, no scherzavo
Mi dicono che paro bene
Voglio un gatto

Non credo di averle messe in un ordine esatto e non tutte sono state realizzate.
E comunque ne ho persa qualcuna.
Di solito quando apro bocca a tavola.....aaahh, adesso capisco perchè mia mamma mi fa mangiare così tanto...
Stasera l'ultima bomba.
Sono passati gli aerei sopra di noi. Il fischio, lunghissimo.
L'ho sentita cadere sulle mattonelle e rotolare per tutto il pavimento, fino ai miei piedi.
Poi il silenzio.
Le ho dato una spinta col piede ed è finita con le altre, nel mucchio.

La prossima volta provo con un "sono incinta ma non so chi è il padre"

I sogni son desideri..

Ecco.
Se poi la piantassi di rompermi i coglioni (non riesco a non dire le parolacce, ripeto era il proposito 2007 forse) nel bel mezzo della notte, mi faresti un gran piacere.
Io di notte vorrei dormire, vorrei riposare, rigenerare le energie perse durante il giorno.

E invece no.

Arrivi tu e te ne vieni fuori con i tuoi scherzi del cazzo.
Prima mi dici tante cose belle e poi? Poi, fingi di morire.
E non solo. Oltre a far finta di essere morto mi perseguiti pure con degli scherzi del cazzo che per giunta richiamano le cose che poco prima mi hai detto: gocce di sangue che colano dal soffitto, palloncini rosso lucido a forma di pupazzini che vengono fuori dall'armadio della mia vecchia camera.
Meno male che non sono scema e ho scoperto tutto.
Ma perchè mi fai sta roba? Come fai a prenderti gioco di me? Non ti è bastato farlo fino ad ora?
Per lo meno ho la consolazione di essere riuscita a dire certe cose non proprio carine alla tua morosa. Gliele ho gridate in faccia, che se ci penso ora mi viene da ridere un sacco.
Forse colpa di Camera Cafè di ieri sera, dove Patty, ironia della sorte, gridava contro una:))
E poi per smaltire la rabbia che mi hai procurato mi sono dovuta fare un sacco di scale, scale tetre, scale segrete che passavano da quelle delle scuole elementari della zona "proibita", a quelle della villa dove portiamo i ragazzi disabili, a quelle della scuola superiore, quelle interne, quelle antiche.
E tutta la gente buttata sulle scale, tutti quei ragazzi che conosco, che alcuni mi stanno pure un pò sulle balle perchè se la tirano e fanno i finti morti di fame, quando in realtà la loro paghetta settimanale (n.d.r lavorano ma babbo avvocato-commercialista-notaio finanzia un surplus per il cucciolo di casa) gira tre volte attorno al mio stipendio...mica mi facevano passare, sai?
Ho dovuto pestare mani, dare spallate...ero troppo incazzata per chiedere permesso.
Come pensi che io possa iniziare la mia giornata con una parte del genere, eh?

No, stavolta non è colpa delle melanzane alla parmiggiana.

Ascolta, io non posso proprio permettermi di perdere le ore di sonno e avere paura di andare a dormire. Già sono rincoglionita di mio.
Ogni sera una nuova scommessa.
Ogni mattino dei sospiri.
Te lo chiedo per favore.
Lasciami in pace.

"I sogni son desideri
di felicità.
Nel sonno non hai pensieri
Ti esprimi con sincerità..."

mercoledì, marzo 11, 2009

La maratonda

Oggi sono andata all'ospedale a fare un'esame.
In questo momento, per l'esattezza, sono radioattiva.
In realtà non so bene cosa comporti, so solo che sono stata a casa mezza giornata.

Stamattina sono stranamente arrivata all'ospedale in largo anticipo, per il foglio il ticket.
Faccio la coda. 22 numeri davanti. Aspetto e mangio una mela, mi lordo le mani, impiastriccio tuti i fogli fogli.
Guardo il tipo che dovrebbe assistere gli anziani al punto giallo (non so se è nazionale, comunque è il pagamento tipo bancomat del ticket) e penso "cavolo aiutami non vedi che sono in difficoltaaaà", ma lui si gratta il naso. Tocca a me, entro, sbaglio sportello e poi la signorina mi dice "manoooodevi andare in radiologiaaaa" "radiologia?" penso, "che cazzo centra"
Esco, cerco la radiologia (infatti non centrava un cazzo), consulto l'enorme tabellone con tutte lettere, numeri e colori. Primo corridoio lunghissimo. Nooo ho sbagliato corridoio, torno indietro, secondo corridoio, sbaglio colore, trovo un altro tabellone.
Ma non c'è la fondamentale indicazione "voi siete qui".
Respiro.
E comincio a parlare da sola.
Nel frattempo incrocio tanta gente, ci si guarda fissi negli occhi, Gente normale, gente seria, "gente molto diversa, di ogni colore". Tutti lì per un solo motivo.
Infermiere che ridono, dottoresse coi camici aperti.
Prendo un altro corridoio, un altro ancora, mi sono persa.
Passano un'infermiera e un infermiere che spingono un lettino.
"Scusi, prima che mi mettano il numero per la maratona, devo fare questo esame, dove trovo questo reparto??"
"Ci segua". Certo Dory, le dico sottovoce.
I due infermieri, il lettino ed io a spasso per l'ospedale. Ogni tanto controllavano se stavo al passo, si fermavano a parlare con altri medici e infermieri e io inglobata nei loro discorsi.
Mi sentivo una di famiglia.
A una curva mi salutano.
Due piani a piedi...
Arrivo al piano anche se in realtà ho fatto tre rampe, non ci capisco.
Spalanco una porta. Tutti si girano. Sorrido. Un casino di gente in coda. Non ho alternative, mi ci metto pure io.
E intando guardo la gente. Il mio passatempo preferito. studio le scarpe, le mani, come si muovono, il colore dei capelli, la voce.
A un certo punto spunta un'infermiera, bionda, capello corto, magra, taschino pieno di evidenziatori, di quelle che aggrediscono tutti, che se ne fottono, che fanno le splendde e grida il mio cognome.
Ma a me non fa paura. La guardi e alzo un dito.
Tutti si girano. Sorrido.
No cavolo, non sono raccomandata, sono solo in ritardo.
Strano...
Fortuna che non vivo in un posto grande.

martedì, marzo 10, 2009

La prova del cuoco

C'è stato un tempo in cui il gorgonzola non mi piaceva.
Non potevo vederlo e se percepivo la sua presenza tra i ripiani del frigo impazzivo. Improvvisavo comiche scene isteriche da premio oscar come miglior attrice drammatica.
Mi venivano i conati di vomito se vedevo qualcuno inglobare quella muffa verde con del formaggio intorno. Se sentivo lontanamente l'odore, il mio cervello elaborava metodi di fuga inimmaginabili. Nonostante io fossi una formaggiara, proprio non ce la facevo a fare amicizia con la specie gorgonzola.
Poi accadde l'imprevisto.
Dieci giorni in montagna (tipo campeggio) coi disabili. Isolamento coatto dalla civiltà.
E qualcuno ci regala una forma intera di gorgonzola.
Ecco, mio papà, che per l'occasione cucinava (n.d.r. mio papà cucina da ristorante e purtroppo, no non ho preso da lui) , questo gorgonzola ce lo metteva ovunque.
Nella pasta, come secondo, come contorno, come antipasto, come colazione, come spuntino di mezzanotte. Se non stavi attenta te lo trovavi pure come dentifricio e bagnoschiuma.
E si sa, quando la fame si fa sentire, non c'è gorgonzola che tenga.
Ho cominciato da una puntina di bianco cremoso.

Oggi la mia pizza preferita è al gorgonzola.

Poi però ci sono i carciofi.
Io sono una che generalmente mangio tutto. Eccetto quelle robe assurde tipo frattaglie e robe viscide o cose estreme come le ostriche e il caviale.
I carciofi proprio non ce la faccio. Solo a vederli mi fanno venire la pelle d'oca. Mi si piantano nella gola, mi soffocano. Mia mamma se che se cucina i carciofi, mi fa diventare triste. E allora mi dice, "beh quel giorno mangi fuori", ma io piuttosto che mangiare fuori un panino sto triste e mangio altro a casa sua sentendo l'odore dei carciofi.
Qualche volta mi sforzo e li mango come ripieno di qualcosa.
Ma poi sto male.
Me li sogno di notte.
Mi viene la febbre, deliro, non ragiono più. Vabbè forse ho esagerato...

Come lavoro dovrei fare la contabilità.
Ho fatto ragioneria, anche se rinnego la mia scelta, quindi questo lavoro mi calza a pennello

Scelte scolastiche a parte,
oggi pensavo
se per me
la contabilità
è più
come i carciofi
o sarà
come il gorgonzola.

Il fatto è che quando uno ha fame impara a mangiare di tutto.
Mh, mi resta il dubbio.

Anticipatamente


Ieri ero in macchina a fare le commissioni per l'ufficio, quando la mia attenzione è stata completamente catturata (stavo solo per schiantarmi contro le macchine parcheggiate:))da qualcosa che mi mancava tanto.
e tutto si è combinato perfettamente....

aaaaaannh, maledetta primavera...

venerdì, marzo 06, 2009

Il granchio e la conchiglia

C'era una volta una bambina a cui piaceva il mare.

Le piaceva tuffarsi, correre dietro alle onde e poi scappare; le piaceva guardare i riflessi del sole e annusare l'acqua e percepire quell'odore di pescheria come quella di Via San Lorenzo.
"Già, come il santo delle stelle", pensava sempre.
Ogni tanto si sbagliava e se la beveva l'acqua. Solo che era un pò salata, allora la sputava.
E poi rideva. Rideva perchè nonostante sapesse che era salata e le faceva schifo, ogni tanto faceva finta di dimenticarsi e se la beveva di nuovo.
Poi amava andare sott'acqua tappandosi il naso con le dita.
E le piaceva stare a sentire il silenzio del mare.
E sentire tutto ovattato. Anzi non sentire nulla.
Stava con gli occhi aperti però, perchè voleva vedere tutto.
Come quando non portava gli occhiali che vedeva tutto sfuocato.
Qualche volta lo faceva di non mettersi gli occhiali. Le piaceva isolarsi dal mondo, così vedendo gli oggetti sfuocati, poteva dare alle cose il significato che voleva lei.
Poi le piaceva la schiuma che le sembrava quella della vasca che lei non aveva.
Perchè a casa sua si erano convertiti alla doccia. Una volta mise il piede sul tappo e aspettò che si riempisse tutta la vasca come la pubblicità della Saratoga. Ma lei non aveva il silicone e allagò il bagno, e furono cazzi.
Ma la cosa che amava di più del mare era la sabbia sotto l'acqua. Quella fine e morbidissima. Tipo quella della Sicilia del mar Ionio.
Di solito ci affondava le mani detro, la tirava su, e poi...
...poi la lanciava.
Oppure affondava le mani, la tirava su e si faceva lo scrub.
Oppure affondava le mani, la tirava su e la guardava.
Certe volte stringeva il pugno forte perchè non voleva farla scivolare via. Stringeva il pugno fortissimo da farsi male alle mani.
Poi riapriva piano piano le dita e lei, ancora zuppa d'acqua rotolava via.
Un giorno come tanti altri, affondò la mano sotto la sabbia del mare, tiro su una manciata grandissima gigante e poi sentì pungere fortissimo la mano.
Aveva raccolto un granchio.
Gli tirò tutte le parolacce del mondo.
Che male faceva quel morso. Un morso profondo.
Una pizzicata dolorante. Le vennero le lacrime, ma non pianse.
Perchè il granchio era creatura del mare.
Per un pò non mise piu' piede in acqua.
Si guardava la mano e ogni volta che la guardava si ricordava il male.
Anzi aveva deciso che non ci sarebbe piu' andata al mare. Maledetto mare.
Poi la ferita si chiuse, arrivò di nuovo il sole e si dimenticò della promessa fatta e tornò al mare.
Ci si ributtò ma non prese subito la sabbia.
Rimase un pò li a fare il morto a galla, facendosi cullare da tutte le onde.
A un certo punto arrivò a riva (fece il morto per almeno dieci minuti).
E la sua mano andò contro la sabbia.
La ritirò subito. Le vennero gli occhi lucidi, di nuovo.
Poi sorrise, affondò la mano con tutta la forza che aveva, tirò su una mega manciata di sabbia.
E quando la riaprì, con grande sorpresa, tra tutti i granelli trovò una conchiglia.
A lei piacevano molto le conchiglie.
Era una conchiglia bianca, bellissima. Con tutte le ondine.
Avrebbe voluto tenerla tutta per lei, magari bucarla e fare una collana.
La guardò, se la mise sul petto per fare le prove.
Poi appoggiò la mano a filo d'acqua e lentamente la fece scivolare, guardandola piano piano appoggiarsi sul fondo del mare, proprio vicino a un'altra conchiglia.
Pensò: "Non è con me che deve stare. La conchiglia, come quello stronzo del granchio, è pure lei creatura del mare"
Ma tentennò, lei la voleva, la voleva davvero tatnto. Ricaccio la mano nell'acqua, ma arrivò un'onda e scombinò il fondo. Rimase un attimo smarrita, le ritornarono gli occhi lucidi, ma dalla riva tuonò una voce:
"Tesoro cosa ne dici di uscire dall'acqua, che hai le labbra violaaa???"
Era sua mamma con l'asciugamano da spiaggia tra le mani.
"Mammaaaa, cavolo, ma ti ricordi ogni tanto che ho 28 anniiii???"

Piove


La terra calda aspetta

L’umidità nell’aria si protende

Un attimo…………

E cadi nel vuoto

Daska

martedì, marzo 03, 2009

Gelato al cioccolato, dolce un pò salato...

Questa sera ho esagerato.
E' che io non sono una che fa complimenti.
Voglio dire, se tu mi offri da mangiare o da bere, io non ti dico no perchè sta male, o perchè magari non voglio disturbare. se tu mi offri per dire la torta di mele fatta in casa io non p o s s o proprio dire di no. Anche perchè penso che se non avessi avuto voglia di farti tutto lo sbattone di tagliarmi una fetta, manco me l'avresti chiesto, quindi se me lo chiedi, ti pigli il rischio che io dica di si.
Dicevo, stasera una mia amica della quale non stata autorizzata a fornire le genaralità, mi ha portata nel locale di un suo amico in un posto piu o meno vicino alla mia città. Con un fanale rotto, in una strada tutta curve facevamo le prove nel caso in cui ci avesse fermato la polizia o chi per essi (Un fanale rottoooooo, ma giuriiiiii.)
Arriviamo nel posto e magicamente siamo entrate in un'altra dimensione.
C'era un grembiule da asilo gigante appeso a una parete gialla. Un grembiule azzurro a quadretti, con una matitona in una tasca e un gatto nero nell'altra. Un gatto vero. Vero, nero e grasso.
Poi una lavagna, delle mongolfiere appese al soffitto col cielo azzurro, altri disegni, altre pareti gialle.
Il cuoco ci ha offerto il dolce.
Adesso cuoco, tu non puoi arrivare con un tris di dolci che sono quasi esattamente quelli che io adoro e cioè il bonet, la panna cotta e la torta margherita.
Io ho scassato i miei in un nano secondo, poi ho puntato quelli della mia amica, che gentilemte mi ha ceduto la torta. Poi ci hanno dato il moscato, e la birra alla ciliegia.
Io volevo andare a vivere lì. Per sempre:)
Soprattutto dopo che il cuoco mi ha detto :"vuoi ancora bonet?"
Ho provato a fare i complimenti, ma non sono risultata per niente credibile.
E poi ho scroccato pure una sigaretta, cioè me l'hanno offerta. In realtà sto smettendo.
Ecco tutto così prelibatamente perfetto e inaspettato.
Inaspettate, come tutte le cose che ultimamente mi si stanno presentando a una a una e che io affronto senza la minima perdita di controllo. Ironica.
Peccato che poi è arrivato l'amaro a inizio notte.
Porcamiseria.
E io non faccio complimenti.