domenica, giugno 28, 2009

Toglietemi tutto, ma non la mia Vespa.

si ringraza Eli per la foto. E la pazienza. E l'uso del megafono.
E avere sempre Tutto al momento guisto.


Pianezza esiste.
Non che prima dubitassi. E' che me la immaginavo tipo L'isola che non c'è, dove Minù, l'imbrattatele e f&o, vivono avventure al limite tra fantasia e realtà.
Vedere il nome di un luogo, che ho sempre letto nel titolo di un blog, su un sacco di cartelli stradali, mi ha fatto effetto. Non so è come se ci fosse un cartello con scritto "Castello di Biancaneve" o "Casa dei sette nani"!
Io non sapevo che sarei finita a Pianezza una domenica di giugno.
Non mi ricordavo nemmeno che Minù fosse di un altro paese. Magari l'avrò letto un milione di volte, ma per me Pianezza...ecco, voglio dire Le donnette di Pianezza. Io ero lì, punto.
Superato il cartello, per me, tutte le donne erano Minù, soprattutto se avevano bambine al seguito. Avevamo anche pensato di girare per il paese con il megafono comprato a Torino gridando Minuuuuu, ma poi abbiamo pensato che non era il caso.
Poi una chiamata. Ed ecco che le idee e i racconti prendono pian piano forma.
Ora ho una voce dolce. E un nome.
in tempi di crisi economica, le emozioni che puoi ricevere da una chiamata inaspettata non hanno prezzo. Ma valore tantissimo.

Alessandria-Torino-Alessandria.
In vespa. In due.
Credo 200 km, più errori di strada, più giri turistici.
Sentire l'odore dell'erba appena tagliata, guardare i girasoli, essere colpiti da insetti e moscerini sulle braccia che sembrano proiettili, poi l'odore della benzina, l'olio sulle mani, il mal di schiena, la strada sconnessa, fare a gara.
Arrivare in piazza Unità d'Italia, guardando l'asfalto scorrere sotto le ruote.
Interrompere una cena di una "sconosciuta" famiglia per poter usare il bagno: entrare per mezz'ora nella quotidinità di una casa torinese ed essere accolte da sorrisi.
E poi due amici, che in realtà non si conoscono, ma siccome il mondo è piccolo alla fine si conoscono piu' o meno, e ti piace pensare che non sia un caso.
E il Pò.
E il sacco a pelo, e i pensieri della notte pian piano diventano respiri profondi e poi sogni.

E di nuovo vorresti non tornare.
Fra l'altro, arrivare a Torino è un attimo. Uscire, circa un'ora.
Soprattutto perchè i Torinesi non hanno ben Chiaro dove sia Chieri, visto che ci hanno mandato in venti direzioni diverse tra i vaffanculo degli automiblisti perchè intralciavamo il traffico e i vaffanculo nostri perchè continuvano a farci sbagliare.
Poi delle grida da una macchina. Un bambino o forse una donna.
Un uomo stava picchiando qualcuno nel sedile dietro con una violenza che io avevo visto solo nei film. Gli ha datto un sacco di pugni. Il tempo di capire che stava succedendo ed erano già lontani. E l'impotenza che ti travolge.
E il 113 che non risponde.

Ma di domenica, lavorano???

mercoledì, giugno 24, 2009

donne al volante...

a volte l'istinto meridionale insito nel mio carattere esce fuori senza controllo.
tipo quando guido.
quando guido, sovente mi imbestialisco. soprattutto con le donne, con chi guida le macchine da fighetto o da pappone e con chi non mette le frecce.
oggi ero in giro in vespa per commissioni.
ok, stavo guidando a 15 all'ora.
ok, ero al centro della strada e facevo zig zag.
ok, avevo la testa completamente immersa nella nuvole, anzi forse pensavo io di essere una nuvola, perchè porcamiseria quando c'ho i pensieri che si picchiano nella testa, io gli do retta, cerco di dividerli, li metto in castigo, ma poi loro fanno i capricci, disobbediscono, si menano come i fratelli, che c'era pure quello più piccolo che mi diceva: "guardaaa non mi fanno giocareee" e ce n'era un altro ancora che io facevo finta di non vedere e che ha cominciato a picchiarmi nella testa da dentro urlandomi "è solo colpa tuaaa, hai fattto e disfatto tutto da sola" che in realtà questo scende sempre e va a chiudermi lo stomaco.
e meno male che avevo il casco, che così stavano un pò contenuti.

quindi, che cazzo mi suoniii??

o per lo meno, se suoni, prenditi la responsabilità delle conseguenze.
in un attimo m'è salito il sangue nel cervello, che ci voleva pure lui insieme ai pensieri. pure loro si sono spaventati.
ho rallentato ancora di più, mi sono girata e con lo sguardo immobile, l'ho fissata.
mi ha superata e io le ho gridato "bellaaaa vedi di stare calmaaa"
Lei ha rallentato, ha tirato giù il finestrino.
mi fa" non hai mica una macchina che stai in mezzo alla strada?!"

ero già pronta con tutto il casco, a sfracassarle quella bella faccina da donna incapace di stare al volante, che usa la macchina solo per andare a farsi le unghie o perchè ha paura di rovinare le sue cazzo di scarpe di luisvuitton che non so nemmeno come si scrive. di quelle donne che quando bocciano chiamano il marito, dicendo "eh mio marito mi ammazzerà" e magari chiediti come mai?
gesù cosa non le avrei gridato in quel preciso istante.

senti, per quel che mi riguarda la strada non è tua, quindi se hai fretta sono cazzi tuoi.
chi c'è davanti?? io.
quindi ti adegui al mio ritmo.
se non vuoi adeguarti al mio ritmo, problemi tuoi.

e poi, idiota che non sei altro, stavo cercando parcheggio.
ma soprattutto stavo cercando di capirci qualcosa.
e non fare la figa solo perchè sei protetta da 4 lamiere.
facile parlare da lì. scendi che ci affrontiamo da veri uomini.
si, anche se siamo donne.

guarda: li vedi i miei pensieri?
sono piu' importanti della tua cazzo di fretta.


per questa volta ti ho graziata, tesoro :)

martedì, giugno 23, 2009

Block-Notes

"Vorrei sentire il rumore del vento, ma senza avere la mia casa addosso."

Stasera avrei dovuto stirare.
Così sono andata da BlockBuster a prendere un film.
Uno dei vantaggi di essere single e vivere sola è che puoi scegliere i film che vuoi senza nessuno che ti dica che hai dei gusti di merda :)
Tre film:
-uno da ridere
-uno "impossibile che tu non l'abbia mai visto"
-uno per arrotondare il prezzo della promozione.
Ogni volta riesco a farmi inculare dei soldi con ste storie delle promozioni e delle offerte. In sostanza ho detto alla cassiera di addebitarmi già 10 euro per il ritardo nella riconsegna dei film.
Il mio dvd senza telecomando ha deciso che l'unico film che potevo vedere era quello della promozione, quello impegnativo. Nel trasloco ho perso il telecomando del lettore dvd. Io non perdo mai niente, strano...
E' una situazione drammatica. Ne dovrei comprare uno universale. Anche per aprire la casa e la macchina se ci fosse. O potrei chiedere al mio ex moroso se mi può dare il suo, visto che gli avevo regalato il lettore dvd come il mio. (19,90 appena avevano aperto Mediaworld)
Sono certa che lui ne avrà uno di ultima generazione e che il mio non lo usa più.
Mi adopererò per questo.
Di solito capisco che mi piace il film che sto guardando perchè sto seduta sulla sedia. Ora, non consideriamo che da due giorni sono senza divano...sto comunque seduta sulla sedia.
A casa vecchia mi capitava anche di guardare i film in piedi appoggiata all'armadio bianco della mia cameretta. Stavo immobile, quasi in apnea, come se avessi paura di disturbare gli attori. A un metro dalla tv.
Ma perchè sono miope.
Morale: domani passerò la pausa pranzo a stirare.

Stasera ho ricevuto una lettera. Mi emoziona sempre vedere la busta bianca dallo spiraglio della cassetta della posta. Il rumore metallico dello sportello, le chiavi che ciondolano contro, la busta strappata con ansia usando il dito come taglia carte.
Non avrei voluto aprirla.
Brutte e inattese notizie.
Era Ale.
Alegas.
Mi comunicava che ho un debito nei suoi confronti. Fanculo a lui!
Il prossimo anno piuttosto che farmi "scaldare" da uno stronzo del genere mi trovo un moroso :)

Mi piacciono questi rumori:
grissino che si sbriciola tra i denti
stoviglie nel lavandino
busta di plastica dei grissini che non si chiude
manica della maglia che scorre sul block-notes mentre scrivo
nuova sirena dell'ambulanza (mi fa credere di essere a New York)
tasti del telefono quandi mandi un sms
finestra che sbatte
ticchettìo dell'orologio dell'ikea
saliva che viene ingoiata
respiro profondo
motorino
ossa che scricchiolano.

Tutto, nel silenzio della mia sala.

domenica, giugno 21, 2009

Ritorno al futuro


Ultimamente faccio fatica a Tornare.
A Partire ci metto un attimo invece.
Prendo i vestiti dallo stendino e li caccio direttamente nel borsone, senza un criterio.
Magliette, maglioncini, pantaloni lunghi, corti, mutande sparse, il phon, caricabetterie, i tappi per le orecchie, ciabatte, scarpe col tacco che mai metterò.
Una volta ero piu' ordinata quando facevo la valigia. Facevo l'elenco su un foglio. Ora non me ne frega un cavolo. Caccio tutto dentro rigorosamente senza criterio anche a mezz'ora dalla partenza.

E vado via.

Mare montagna, grandi città, piccoli paesi, piccole città, grandi paesi.
Poco mi importa della destinazione. Parto, di corsa, e dimentico per qualche giorno le mie radici. Dimentico i fogli sulla scrivania dell'ufficio, dimentico il display, dimentico Emilio e il gatto di legno, dimentico la macchina da lavare, dimentico le mie lenzuolae e il mio water rotondo, dimentico il mio balcone senza fiori e il palazzo grigio di fronte.

Dimentico.

Apro delle parentesi e le chiudo.
Alcune quadre, alcune le migliori, graffe. Al più ci sono le rotonde.
Qualcuna vorrei prenderla contromano, ma poi mi ritirerebbero la patente.
Respiro aria che nella mia città non trovo nemmeno se attacco il ventilatore o il condizionatore.
Assaporo la pelle di persone che difficilmente rincontrerò.
Tocco umori diversi dal mio.
Vedo colori di una scala cromatica che non mi appartiene.
Ascolto voci che si fondono alle parole...qualcuna la sento, altre mi scivolano sulle orecchie e cadono sulle mie scarpe.

Poi arriva il momento di tornare.
E mi chiedo sempre piu' spesso se sia necessario tornare.
A volte vorrei vedere la macchina o il pullman o l'aereo partire senza di me.
Vorrei vederli sparire al'orizzonte.
Vorrei guardare un orizzonte diverso tutti i giorni.

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.
John Steinbeck

venerdì, giugno 19, 2009

il matrimonio del mio "migliore" amico

Disegno di Luca Amerio

mercoledì, giugno 17, 2009

Metereo-apatica

Io vorrei dire ai metereologi che dovrebbero cortesemente affiancare alle previsioni del tempo un nuovo servizio:
dirci come cAzzo dobbiamo vestirci con questi sbalzi continui di temperature

Questa mattina ho aperto la finestra alle 7. Il cielo era sereno. Direi canottiera e ciabattine, direi, e vespa. Esco alle 8. Il cielo era nuvoloso e la temperatura era scesa di almeno 5 gradi. In vespa fa freddo, mettiti il maglioncino. Ma non il giacchino perchè fa troppo caldo.
Riesco per le commissioni del lavoro, in vespa. Piove. Porco cane, le volte che mi metto le scarpe da ginnastica ci sono sempre 40° all'ombra. Mi metto di nuovo il maglioncino, esce il sole, lo tolgo, ripiove.
Adesso c'è il sole, ma non si capisce, se stai in canottiera hai freddo, se metti la maglia hai caldo, poi va via il sole, torna, le nuvole, il vento, la pioggia.
Ecco. Il vento. Quest'anno va di moda, e allora giù a soffiare e a farmi venire il nervoso, e a buttarmi giu' lo stendino.

Vorrei dire a chi si occupa dei fenomeni del meteo che sarebbe opportuno distribuirli nell'arco della settimana con criterio e non fare dei frulllati che già di problemi ne abbiamo. E poi già ci pensano i politici a confonderci le idee e a sfracassarci i coglioni con continue contraddizioni.
Io farei una cosa del genere:
lun: sole con poco vento
mar: vento con poco sole
merco: pioggia al mattino, pomeriggio sole tiepido
giove poco nuvoloso con poca pioggia al mattino
venerdì, sabato e domenica sole

Suggerirei di utilizzare questo specchietto da qui fino alla fine di ottobre. potete magari mescolare i giorni lun mer e merco. o se preferite far piovere di notte. ma vene sabato e domenica sole per cortesia che uno lavora tutta la settimana e almeno quello lasciatecelo.
E poi io non posso andare in giro vestita a cipolla. Semplicemente perchè perdo le cose. E lascio tutto in giro. E se parto al mattino con 4 tra maglioncino, giubbottino, pashmina e sti cazzi,arrivo alla sera che ne ho solo una tra queste.
Quella che indosso.

martedì, giugno 16, 2009

Casa intelligente


Questa mattina, il risveglio.
Me-ra-vi-glio-so.
Non con gli uccellini come in Cenerentola, che cinguettano in fondo al letto.
Non un caffè portato a letto da un moroso premuroso.
Non un raggio di sole pronto a baciarti sulla fronte per dirti che il mattino ha l'oro in bocca.
Nemmeno il bacio del moroso di cui sopra, sulla tua fronte . No.
Nessuna telefonata o sms del buon risveglio.
Nessuna sorpresa, nessuna olandesina alla crema pasticcera e uvetta lasciata sull'uscio di casa.
No. Niente gatti che ti leccano le guance o cani che scodinzolano felici.
Niente di tutto questo.

Semplicemente, dalla cucina, un rumore: la lavatrice che alle ore 6 spaccate si è accesa da sola.

Ecco il mio buongiorno.
Sapere che da oggi avrò un alleato in più in casa, ha reso l'inizio della mia giornata sorprendentemente sospirante.
L'aggeggio che programma l'accensione automatica degli elettrodomestici, che nient'altro è che una specie di rotella che si attacca alla presa di corrente che mio papà usava quando non eravamo in casa per far accendere le luci di Natale sul balcone
+
la lavatrice con cui ho un rapporto conflittuale
=
lavatrice autonoma e indipendente.

Sulla stessa scia sono andata a comprare pure la caraffa che depura l'acqua perchè mi ero rotta le palle di portare le casse d'acqua a piedi al primo piano.
Pigri si nasce...
In realtà è da qualce mese che bevo acqua del rubinetto.
Anzi dAl rubinetto.
Col ghiaccio.
Troppo sbattimento mettere le bottiglie in frigo.
Ora devo studiare i turni della raccolta differenziata per lanciare direttamente dal balcone i sacchi dell'immondizia. Tanto parcheggiano sotto casa e io sono al primo piano.
E per finire, siccome oggi ho beccato la signora delle pulizie per le scale, potrei accordarmi, lasciare aperta casa e dirle che già che lava il pianerottola si può allungare fino in casa mia e poi tirarsi dietro la porta prima di uscire.

Alla faccia della domotica...:)

lunedì, giugno 15, 2009

martedì, giugno 09, 2009

Vento d'estate.

A me non piace il vento.
Mi fa venire il nervoso perché mi scompiglia i capelli e solleva la polvere che mi finisce negli occhi.
Non mi piace il vento perchè quando stendo la roba nello stendino, lo trovo sistematicamente ribaltato per terra con tutti i vestiti ammucchiati. Quando mi dimentico le finestre aperte, il vento entra in casa e mette in disordine tutto quello che con tanta cura e precisione io sistemo..... Tipo una pila di fogli aperta a tappeto in sala, e anche un pò in balcone e anche un pò in strada; tipo un quadro appoggiato sullo stipite della porta rovesciato; un vaso coi fiori secchi in terra.
Come se fossero arrivati i ladri.
Con la differenza che se arrivassero davvero direbbero :"Ah no, qui sono già passati".
Il vento fa tremare le persiane di notte e mi fa venire paura. E anche quando fa "uuuhhhhhh" che sembra un fantasma, mi fa paura.
Fa sbattere le porte. E se le chiudo le riapre. E se le riapro le richiude. Quando vado in vespa mi fa sbandare. Poi fa cadere i vasi dai balconi, le tegole che finiscono sulle teste delle persone. Poi il vento fa disordine pure in città perchè fa rovesciare in strada tutte le foglie attaccate agli alberi e distribuisce l'immondizia ovvunque.
Il vento. Già.
Quando arriva il vento io penso sempre a Mary Poppins. Mi piace la scena di quando arriva con il vento e le altre goveranti volano via.

Adesso per farmi piacere il vento, penso sempre che arriveranno delle novità, così quando c'è, sono felice.
Infatti è da due giorni che soffia...

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli

mercoledì, giugno 03, 2009

Ctrl+alt+canc



Il 26 maggio ho fatto un anno di vita in casa da sola.
Io non amo gli anniversari, infatti mi sono ricordata tre giorni dopo.
Però per festeggiare ho dato il bianco e buttato metà della roba che avevo in casa.
Ho fatto una specie di reset delle impostazioni.
Ora posso far venire in pellegrinaggio tutti quelli a cui ho detto "Appena ho la casa in ordine vi faccio venire a prendere il caffè". Devo cogliere l'attimo perchè l'ordine in casa mia è come il miracolo del sangue di San Gennaro.
"ordine" è una parola che non esiste nel mio vocabolario. Nemmeno nel mio carattere c'è l'ordine, nemmeno nel mio cervello.

Dare il bianco è rigenerante.
Buttare le cose vecchie è rigenerante.
C'è solo un problema.
Su questa scia il mio piccolo pc ha preso l'iniziativa di rigenerarsi pure lui e di cancellare tutto. Anzi di smettere direttamente di funzionare. Si è risucchiato tutto: scritti, foto, file ricevuti. Non esiste piu' niente. S'è mangiato sei mesi di file salvati, senza darmi nemmeno il tempo di salutarli.
Spero che dove sono adesso stiano bene.
Non credo però che sia stato un caso.
Oramai non mi arrabbio più quando perdo le cose.
Ultimamente non trovo più un cappotto e la margherita di peloches che stava in macchina sul finestrino del guidatore e sorrideva a tutti, che a quella ci tenevo più del cappotto. Poi ho perso il contenitore delle spugne della cucina.
Penso che potrei mantenere da sola un ufficio oggetti smarriti...

giovedì, maggio 28, 2009

Servizio consumatori

A:
Spettabile Società Autostrade,
ho pensato di scrivere questa mail, perchè secondo me a volte basta veramente poco per rendere un serivzio già efficiente e funzionale, leggermente piu' gradevole.
La mia non è una lamentela vera e propria, ma una richiesta o se volete considerarlo tale, un suggerimento. Io non viaggio molto in autostrada, anzi uso molto poco la macchina, ma le volte che mi capita di farlo, apprezzo i servizi che riservate agli automobilisti.
Ma c'è una cosa che proprio faccio fatica, come dire, a condividere.
Il casello automatico.
Non voglio entrare nel merito delle motivazioni che hanno indotto la Vs società a prediligere questa scelta, ma secondo me potreste apportare una modifica che sicuramente farebbe sorridere i/le milioni di automobilisti/e che ogni giorno si imbattono in tanta tecnologia da cui solitamente si rimane affascinati, quanto spaventati (ovviamente l'accento cade sulle donne).
Infatti ho potuto notare quanti "nomi" si prende la voce automatica della signorina che concedetemi, mai potrà sostituire i sorrisi e la cordialità di molti casellanti.
Ieri tornando da un viaggio "lungo", arrivata al casello mi sono imbattuta nella casellante virtuale che sinceramente a me sta pure un pò antipatica.
Facendola breve, perchè non alternate la voce femminile a quella maschile magari aggiungendo formule meno formali e piu' calorose come: "cara/o, fai con calma a pagare, non avere fretta se no ti confondi" o "buon rientro o buona permanenza, cara/o", magari con un tono meno meccanico e con qualche suggerimento più preciso per le automobiliste meno pratiche che tendono a intasare i
caselli.
Sperando in qualche modo di esservi stata utile o per lo meno di avervi fatto sorridere, vi invio i piu' cordiali saluti.
RISPOSTA:
Da:
Gentile signora Patrizia, grazie per la cortese attenzione e per l'interessante osservazione, certo originale e particolarmente sensibile di cui faremo tesoro
cordiali saluti
pierluigi pezzi

mercoledì, maggio 27, 2009

Rettifica a Spontaneità

Molti mi hanno chiesto di Giovanni :)
E' successo questo.
Il Giovanni che ho visto al bar non era Giovanni, bensì il fratello grande di Giovanni.
Infatti mi pareva... Voglio dire, anche io sono cambiata crescendo (oddio la statura e il numero di scarpe sono sempre quelli e forse anche il cervello. Però ho cambiato gli occhiali,4 o 5 volte, ho tagliato i capelli, fatti piu' chiari, piu' scuri e il mio corpo ha seguito il corso naturale delle origini meridionali), ma non mi sono trasformata in un'altra.
Praticamente ero sul balcone del piano terra con mia mamma e mentre la stavo convincendo a tornare a vivere in Sicilia che poi io sarei scesa per sempre con lei, mi fa :"Oh guarda, ma Giovanni è quellooo non il ragazzo che abbiamo visto al bar"
Ecco. Io sono lenta, e si sa. Arrivo in ritardo, e si sa. Non sono perspicace, e si sa.
Il tempo di voltarmi e riuscire a scorgere con la coda dell'occhio delle spalle quadrate montate su due gambe piuttosto muscolose, il tutto in credo non più di 165/170 cm di altezza, che Giovanni era già lontano.
Giovanni di spalle non è male.
Ha pure una bella camminata, da maschio, no coi piedi a papera, per fortuna.
Sono rimasta sul balcone per un bel pò.
E ogni volta che si apriva la porta dell'ufficio trattenevo il respiro e mi sporgevo un pò in avanti, come se potessi entrare nella stanza con la testa a sbiriciare.
Niente. Giovanni non è uscito.
Ora tocca aspettare luglio.

sabato, maggio 23, 2009

Il mondo di Patty


Sono commossa :°°° :))))

giovedì, maggio 21, 2009

Siculamente. 5

l'olfatto

mercoledì, maggio 20, 2009

Siculamente. 4

la vista.




"Questo è il mio mare,
Il mio mondo
Che sol di sogni vive.
È il più bel mare del mondo.."

lunedì, maggio 18, 2009

Spontaneità

Capita che ti trovi al bar con i tuoi e tua zia, la sorella di tua mamma.
Sei seduta a un tavolino, nel dehor, come diciamo qui al nord.
La differenza sta nel fatto che invece del classico marocco chiaro e cornetto, stai facendo colazione con una granita di mandorla e una spruzzatina di panna, e giusto per non farti mancare proprio nulla, anche una brioche di pasta gialla.
Sei lì, al sole. E' un lunedì mattina e sei in ferie.
Intanto fra un pucciata di brioche e l'altra si susseguono uno alla volta gli amici d'infanzia di tua mamma e tua zia. Parchegiano in tripla fila, scendono dalla macchina, salutano, si abbracciano...Turi, Pina, Rosaria, Salvo...
“Questa è mia figlia” “Piacere” e intanto continui a mangiare. E loro continuano a parlare.
A un certo punto arriva una signora. Saluta tutti.
E tua mamma: ”Lei è la signora che ha l'ufficio vicino casa? Ti ricordi? Quella che ha due figli maschiiii. Daii..."

Sospiri. Sul tuo viso appare un sorriso ingenuo, misto a sognante-malinconico.
Un'immagine.
Il piccolo Giovanni, il figlio della signora sulla porta dell'ufficio.

Da piccola passavo interminabili pomeriggi seduta sull'uscio di casa, in Sicilia, nella speranza che mettesse fuori il suo perfetto nasino. Cuocevo sotto il sole, ma per lui, questo e altro.
Giovanni era un bellissimo bambino coi capelli castani e gli occhi azzurri ,che il suo sguardo racchiudeva tutta il calore della terra in cui è nato. Uno di quei bambini agitati, che non stava mai fermo e aveva sempre i capelli appiccicati alla fronte dal sudore, e le guance rosse. Prendeva la biciclettina e faceva le impennate e poi sfrecciava davanti casa mia senza degnarmi di uno sguardo. Ma a me bastava sentire l'aria che spostava passando a tutta velocità.
Io lo amavo Giovanni...:)

Con la brioches sgocciolante di granita tra le dita e gli occhi a cuore, guardo la signora e le rispondo sospirando :
“Certo che mi ricordo. Io da piccola ero innamorata di suo figlio”
-Giura che dalla mia bocca non è una cosa del genere-Giura che non l'ho dettoooooo.

E invece si, l'ho detto.

Fin qui tutto normale.
Se non fosse che la signora si scosta e dietro di lei appare un ragazzo che non avevi minimamente calcolato.
“Ehm, questo mio figlio, vero?”
..........
.............
................

Siculamente. 3

l'udito
n.d.r. siccome non ricordo mai come tenere il cell per fare i video, dovreste girare la testa o lo schermo del pc:)))


domenica, maggio 17, 2009

Siculamente. 2

il tatto.

Mezzogiorno.

All'inizio questa canzone non mi piaceva per niente.
Quando dice "baby" mi ricorda Mirko dei Bee Hive.

Oggi a mezzogiorno (casualità), in macchina, ho sentito bene le parole.
Azzeccate:)

MEZZOGIORNO
Caselli d'autostrada tutto il tempo si consuma
Ma Venere riappare sempre fresca dalla schiuma
La foto della scuola non mi assomiglia più
Ma i miei difetti sono tutti intatti
E ogni cicatrice è un autografo di Dio
Nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio
Per quanto mi identifichi nel battito di un altro
Sarà sempre attraverso questo cuore
E giorno dopo giorno passeranno le stagioni
Ma resterà qualcosa in questa strada
Non mi è concesso più di delegarti i miei casini
Mi butto dentro vada come vada
Siamo come il sole a mezzogiorno baby
Senza più nessuna ombra intorno...baby
Un bacio e poi un bacio e poi un bacio e poi altri cento
Teoricamente il mondo è più leggero di una piuma
Nessun filo spinato potrà rallentare il vento
Non tutto quel che brucia si consuma
E sogno dopo sogno sono sveglio finalmente
Per fare i conti con le tue promesse
Un giorno passa in fretta e non c'è tempo di pensare
Muoviamoci che poi diventa sera...
Siamo come il sole a mezzogiorno baby
Senza più nessuna ombra intorno...baby
Gente che viene
Gente che va
Gente che torna
Gente che sta
Il sole se la ride in mezzo al cielo
A guardare noi che ci facciamo il culo
E' un gioco
Mezzogiorno di fuoco
E' un lampo
Sulle armature
In guardia
Niente da capire
Mi specchio
In una goccia di sudore
Siamo come il sole a mezzogiorno baby
Senza più nessuna ombra intorno...baby.

sabato, maggio 16, 2009

Siculamente. - l'arrivo

Il gusto.




giovedì, maggio 14, 2009

Cartomante.

Oggi ho sistemato le carte.

Sistemare le carte significa che, nella mia vita, dalla notte dei tempi, ciclicamente, compaiono delle pile di carte che, periodicamente, mi tocca sistemare, previa la reclusione da 3 a 4 mesi per aver dimenticato di pagare qualcosa.
Queste pile, che restano stipate nell'armadio o in qualche scatola, sono formate da una serie di fogli che non centrano niente l'uno con l'altro.
Ad esempio:
bollo auto da pagare
ricetta della torta di cioccolato e ricotta della mamma di Chiara
pagina di giornale con taglio di capelli da fare
multa non pagata
foglio protocollo scritto a mano con tanti pensieri
lista delle cose da fare (credo del 2006)
lettera di ex moroso
assicurazione da pagare
estratto conto bancario
risposta a lettera di ex moroso
lista delle cose da fare (2007)
scontrini farmacia
prenotazioni varie di aerei
altri strappi di giornale con indirizzi utili mai utilizzati
ricette mediche di esami mai fatti
biglietto da cugina
biglietti auguri di natale 2007
bollo vespa da pagare
bollo macchina da pagare
spallina di reggiseno di tezenis (???)
lista cose da portare in viaggio
appuntamento dentista
foto di amiche
Fortunatamente la mia memoria fotografica(?) mi permette di ritrovare in tempi record il foglio di cui necessito in un tal momento. Credo sia un metodo di archiviazione ancora in fase di studio.
Il problema principale di dividere le pile di carte, è che devo essere emotivamente pronta, perchè tutte le volte rischio di andare a risvegliare ricordi che dormono come la lava dell'Etna. Che se poi comincia a colare fa un casino che non si può arginare.
Riordinare le pile di carte non è una cosa che si può fare sempre. Ci sono determinati momenti in cui è vietato: al tramonto, di domenica pomeriggio, quando non ci sono le amiche disponibili, quando piove...insomma in tutti quei momenti in cui poi rischieresti di non riuscire a portare la mente altrove con una buona dose di menefreghismo.
Io ho scelto di farlo oggi. Mentre mi spostavano il contatore del gas.
Così tra odore di silicone e di gas, che distraevano, la prima pila è stata smaltita.
Resoconto:
ho scoperto di avere dei debiti nei confronti di:
.stato
.assicurazione
.comune
Inoltre ho fatto tre buste nuove:
-cose da non leggere più - contiene tutte quelle lettere che quando le stai per aprire dici "no oddioo non dirmi che è proprio la lettera di..." musica di ghost e lacrima in arrivo.
-cose da leggere per stare bene - contiene tutte quegli scritti che quando li leggi ti fanno sorridere (tipo un tema che ha scritto la mia cuginetta su di me alle scuole medie - "sa sempre come farmi ridere e la si può paragonare a un simpatico caos" ma giura??
-scritti volanti - contiene tutte quei fogli su cui ho scritto qualcosa e poi l'ho mollato a metà
Il fatto è che i tecnici se ne sono andati prima che io finissi e nel frattempo è arrivata l'ora del tramonto. Quindi ho dovuto interrompere. Ho rimesso la pila semi ordinata in ordine e ora mi aspetta il caffè dall'amica e la cena dalla mamma della cugina di cui sopra, perchè mi hanno proibito di usare il lavandino.
Giuro che non è perchè non ho voglia di cucinare:)

Mondiale

A me non piace guardare la tv.
Però ultimamente la tengo accessa.
Mi ricorda casa vecchia.
Non guardo nemmeno cosa trasmettono, mi basta sentire le voci.
A volte però quando sento le voci tipo di alda D'Eusanio mi tocca cercare una voce meno angosciante.
Stasera sono tornata a casa e ho acceso la tv, dopo aver fatto correre il filo dell'antenna per tutta la casa. Sono talmente indietro con la tv che non so nemmeno se ci sono nuove tecnologie per non avere tutti sti fili in mezzo alla sala. Si giuro prima o poi farò la canalina.
Dicevo, ho acceso la tv, e poi ho messo su la cena. Nel senso che l'ho tirata fuori dal frigo e l'ho messa sulla tavola. Poi però il minetrone freddo non era molto gradevole e l'ho messo sul fuoco.
La tv ha iniziato a far passare immagini, non so di che tipo, non mi fregava.
Prima di cenaho iniziato a stendere e piano piano la voce della tv è entrata nella mia testa.
La telecronaca della partita di calcio.
Ecco cosa c'era di familiare. Il cielo ancora azzurrino, il profumo dell'ammorbidente misto a quello dell'estate, le finestre del balcone spalancate, la gente in strada a maniche corte.
A me la partita ascoltata così mette un pò di malinconia.
E non mi spiego perchè. Mi mette pure agitazione, come quando ci sono gli Europei o i Mondiali, che mi se guardo la partita mi si chiude lo stomaco. E poi quando sei alle ultime comincia fare quei ragionamenti tipo. "Eh se guardo la partita e va male allora magari vuol dire che porto male"
Poi improvvisamente ho sentito il brivido del mondiale. L'ultimo. Degli occhi strizzati per non vedere. E una testa sotto la bandiera. Due teste sotto la bandiera.
E poi le trombe da stadio. E i marocchini con i carreli pieni zeppi di bandiere, come fanno quando piove che non si sa come ma si materializzano con gli ombrelli. E tutti che ci si abbraccia, anche se non ci si conosce. E ci si abbraccia. Forte fortissimo.
Ho cambiato canale.
E ho messo il peperoncino nel minestrone.

lunedì, maggio 11, 2009

Vacanze Romane



"..ah non lo immaginate neanche le cose che desidero fare da tanto senza nessun controllo..."
"Come tagliare i capelli o chessò io gustare un gelato?"
"Si andare in giro, e poi sedersi a un caffè, guardare le vetrine dei negozi, mischiarsi alla gente, divertirsi, come fanno tutti...
...non è troppo quello che chiedo, vero?..."

venerdì, maggio 08, 2009

A pranzo.


Mamma: "Hai notizie di Tizio? Come sta?"
PAt: "Eh insomma...si sta curando."
Mamma: " Uh quanto mi dispiace"
PAt :" Ecco mamma, io lo dico sempre: uno deve vivere, adesso..."
Mamma: " Vuoi ancora della vedrura?"
PAt:" No grazie, devo mangiare meno...Vedi, io è per questo che faccio mille cose contemporaneamente, che mi piace stare in giro, incontrare gli amici, viaggiare, anche se viaggi del cavolo, uscire, ecc ecc. Insomma fare quello che mi fa stare bene..."
Mamma:" Vuoi ancora fragole?"
PAt: "No grazie, devo mangiare meno...Vedi mammi, a me non frega di avere mille soldi da parte, che cavolo!! ANche perchè, mi privo adesso di fare quello che mi va?? Poi arrivo a 60/70 anni, momento in cui mi potrei godere i soldi (grazie ai tempi pensionistici italiani) e poi magari non posso...MAmma, io sono per il Carpe Diem"
Mamma: "Vuoi la torta?"

PAt: "FAccio finta di non aver sentito...cAzzo faccio, mamma?? ne tengo mille da parte e poi?? TAnto, mamma, i soldi non me li porto in paradiso"

Mamma: "Ah, perchè, tu pensi di andare in paradiso??"

PAt: "....."

martedì, maggio 05, 2009

Mille-e-una-volta.

Oggi m'è successa una cosa strana.
Mi sono mancate le lire.
Così improvvisamente.
Ero alla cassa del supermercato, durante la pausa pranzo e quando la cassiera mi ha detto: "2EuroE28centesimi" e ci ho messo mezz'ora a raccimolare tutti quei centesimini per arrivare a "e28" e liberarmi dei venti chili di moneta che mi stavano sfondando il portamonete, ecco, m'è venuta la nostalgia delle lire.
Ho persino sospirato.
Io odio l'Euro.
Odio l'Euro prima di tutto perchè da quando c'è mi sento abbondantemente presa per il culo. Non mi capacito del fatto che con quello che guadagnavo, in Lire, potevo comprarmi il doppio della roba.
Odio l'Euro perchè per dare il valore alle cose devo fare il rapporto con il mio stipendio. Prima se un paio di scarpe costava 45.000 sapevi che era giusto. Punto.
Se una maglia costava 80.000 era stracara. Punto.
L'Estathè costava 700 lire e se ci aggiungevi 500 lire di focaccia facevi merenda. Prova ora ad andare in panetteria e chiedere 0.25 cent di focaccia... Non ti fanno leccare nemmeno la teglia.
Ora devo fare "allora se costa 100 io prendo 1000 , vuol dire che me ne rimangono 900. Ok è caro.
(Ecco perchè ci metto tanto a comprare le cose:) )
Odio l'Euro perchè quando prendevi una milletta tre le mani ti sentivi ricco. Adesso quando ho un euro tra le mani, mi sento fortunata. Poi gli euro nelle macchinette del caffè non funzionano mai. E non ti danno il resto, maledetti ladri.
Quando tenevo le millette in mano mi piaceva sentirle tutte stropicciate e ogni tanto ci trovavi anche le scritte tipo "Laura ti amo" o le poesie. A me manca il faccione di Marco Polo. E quello della Montessori. E fare benzina con 10.000. O fartele bastare per il sabato sera.
Vorrei anche ufficialmente sapere a che cazzo ci servono le monete da 0,01- 0,02- 0,05 (corretto) cent se tanto non le prendete da nessuna parte a parte darci il resto coi prezzo 9,99 e prenderci per scemi.
Gli euro di carta sono terribili. Sono spessi e tutti lisci. Pare di avere tra le mani i soldi del Monopoli, con la differenza che con quelli ti compravi la casa in Parco della Vittoria o Viale dei Giardini, se eri ricco. Se no in Vicolo Corto. A me piacevano Bastioni Gran Sasso e Largo Augusto.
E la casella degli imprevisti.
Ma quella, m'è rimasta pure nella vita...

lunedì, maggio 04, 2009

Phone- Il terrore corre sul filo del telefono-parte 2^

ore 19.01
il numero privato mi richiama e mentre dico "pronto", partono nuovi avvertimenti.
Ascolta bella.
Hai rotto le palle.
Soprattutto perchè dalla voce avrai si e no 15/16 anni. Se non meno.
E se non ce li hai anagraficamente, ce li avrai cerebralmente.
E se proprio mi devi richiamare, puoi farlo domani intorno alle 7,30 che se spengo la sveglia almeno ti rendi utile?
Grazie.

domenica, maggio 03, 2009

Phone- Il terrore corre sul filo del telefono

Sono seriamente preoccupata.
Questa mattina sono stata svegliata alle dieci del mattino da una chiamata anonima. Un numero privato. Che io non ho mai capito che differenza c'è tra il numero "privato" e "anonimo". Il mio era "privato", ma anonimo avrebbe reso di piu'.
Una voce femminile mi ha dato della "puttana" e mi ha detto altre cose che non ho capito.
Adesso.
Io stavo DORMENDO sotto un metro di piumone.
E' DOMENICA mattina.
E sono le DIECI.
Deduco di averla fatta davvero grossa.

Io non avevo mai ricevuto delle minacce telefoniche.
Come ci si comporta?
Questo vuol dire che ho dei nemici?? Devo avvertire la polizia? Devo sporgere denuncia? Devo scrivere le ultime volontà? (In tal caso sono pro donazione organi e staccare la spina). Devo guardarmi le spalle sempre ora? Questo vuol dire che ora mi arriverà la lettera scritta con i ritagli di giornale?
Il mio primo pensiero è stato la macchina. Ma non mi ricordo dove ho parcheggiato, quindi pensiero rimandato.
Tocca che mi faccio il bodyguard. Voglio le ronde sotto casa. Il servizio al tg5 con la musica da minaccia e la giornalista che intervista le mie amiche che ovviamente parleranno bene di me. Voglio le telecamere vicino al portone. Il telefono sottocontrollo. Voglio Jessica Flatcher, L'ispettore Derrick, Perry Mason, Colombo, Grissom, Rex, l'ispettore Gadget e quel figo del detective Conan da grande, in consulto speciale.
Ho fatto mente locale delle ultime 48 ore.
Sono arrivata a ieri pomeriggio, più in là non riesco ad andare:) Persone con cui ho parlato, posti in cui sono stata, gesti, sguardi, telefonate, messaggi, cose dette, cose fatte, luoghi visti.

Ho subito mandato due sms per tutelarmi. Mia sorella che ha riso un'ora e Vale che non ha risposto. Ora si che sono al sicuro...

A parte che secondo me, ragazzina, hai sbagliato numero, perchè io non ho fatto la scema con il moroso tantomeno con la morosa di nessuno.
E poi, piccola tamarra, volevo dirti che se minacci una terrona sono tutti cazzi tuoi.
Ti vorrei far presente, se non lo sapessi, che nelle mie vene scorre sangue siciliano misto pugliese. Io mi sveglio al mattino con l'odore della parmiggiana e dell'impepata di cozze non con la fragranza del caffè e del corissant alla crema. Se io vado a un matrimonio dei miei parenti cominciamo alle sette del mattino e finiamo alle sette del mattino. Di tre giorni dopo.
Io all'attacappanni di casa ho appeso la coppola mica il cappello di Baci&Abbracci.
Nel mio frigorifero, può mancare l'acqua, ma non i peperoncini ripieni e i pomodori secchi.
Io ho alle spalle uno stuolo di parenti che per difendermi farebbe carte false.
Mi basterebbe alzare il telefono, brutta vigliacca che non sei altro, e ti vedresti recapitare a casa una compilation di schiaffi che il Festivalbar a confronto ti sembrerebbe il 33 giri dello Zecchino d'oro.
E ho detto tutto.

mercoledì, aprile 29, 2009

Cogli l'attimo

Non so cosa abbiano raccontato i giornalisti.
So solo che adesso, ogni volta che piove, ci si caga sotto per sto fiume.
E come al solito nessuno sa perchè, come nessuno sa cosa sia realmente successo nel '94.
Hanno aperto le dighe, no le hanno chiuse, no gli argini, no hanno deviato il fiume, non è colpa di nessuno, è colpa di tutti, forse è stato noè, saranno arrivati gli alieni, o magari mosè ha diviso le acque.
Io so solo che alle 22,30 mi ha chiamata mio papà dicendo che dovevamo spostare tutte le macchine e i furgoni dal cortle dell'ufficio (n.d.r. il mio ufficio si trova sotto il livello della strada di un piano e nel 94 fu completamente sommerso dalle acque fangose e putride del Tanaro)
Io gli ho detto: "ok mi butto due cose addosso e arrivo"
E mentre facevo ciò, pensavo a come gli avrei detto che nel cortile c'erano anche la mia macchina con la batteria scarica e la mia vespa che non sarebbe mai partita. E mentre pensavo ciò vedevo il mio finanziamento per l'aquisto della mia punto andare via con la piena del fiume.
Quando sono arrivata in cortile, c'erano solo piu' la mia macchina, la mia vespa e mio padre con dei cavi per caricare la batteria che lui non me l'ha detto, ma io credo che me li avrebbe volentieri girati intorno al collo. Appena ho acceso la macchina e ha visto che avevo la spia della riserva accesa, ha ingoiato 300 insulti.
Ho portato la vespa a mano su una rampa e con una lacrima all'occhio e una mano sul manubrio le ho detto "Giuro. Qualunque cosa accadrà tornerò a prenderti"

All'una e 45 di notte, in seguito a una "soffiata"su una possibile piena delle 02.00, m'è preso lo sclero e sono tornata in ufficio a prendere tutti gli hard disk più i portatili e me li sono portati a casa.
Sembravo una ladra.
Ho avuto paura. Che arrivasse il fiume mentre ero in ufficio.

Il giorno dopo sono andata in ufficio ma poi una della protezione civile (n.d.r. sopra di noi ci sono gli uffici della protez. civile) ci fa:"eh ma non andate via? stanno evacuando tutti. ma non vel'hanno dettoooo???!!!!"
E io:" No, ma credo l'abbiano fatto apposta. così ci eliminano tutti in un colpo solo (n.d.r. non dico che abbiamo dei nemici, ma qualcosa di simile), comunque grazie, ora andiamo via"
Io le voglio bene a sta tizia.
Ecco. da quel momento sono arrivate mille notizie su piene che slittavano di ora in ora, gente evacuata, gente nelle piazze...
A me ha fatto impressione vedere tutti gli autobus parcheggiati nel viale vicino casa.

Non potendo fare nulla, e essendo a casa dal lavoro, in un attimo m'è venuta un'idea geniale:
"Oggi imparerò a fare la pasta fresca fatta in casa!!!!"

Mia mamma voleva uccidermi.
Non ,una volta a casa mia ho fatto il pre ragù.
Io, che odio cucinare...
Stavo anche per fare la crostata di frutta, ma nel riaccompagnare in casa la mia amica, evacuata ("ma si esco in tuta da casa tanto torno subito") sono andata da un amico che gli era entrato il fango in casa.
A spalare.
Gli amici servono perchè in questi momenti di disperazione si riesce a trovare il modo per dire due battute e ridere.
Poi doveva arrivare la piena alle 20,00.
E invece per fortuna fino alle 00.00 non s'è vista.

Ecco io spero che la piena con tutta la fanghiglia se ne sia andata a fare in culo perchè ci ha rotto le palle.
E con lei tutti quelli che non fanno niente per mettere al sicuro le città e le case della gente.

domenica, aprile 26, 2009

"Cade la pioggia e tutto lava ..."

Galleria Guerci

Oggi sono andata ad ascoltare la pioggia.
Si perchè nella mia città, quando piove, c'è un posto che diventa un amplificatore naturale alle migliaia di goccioline che cadono dal cielo per lavare la città.
L'ho scoperto un giorno per caso, mentre stranamente in ritardo(...), stavo andando a qualche appuntamento.
All'improvviso mi sono fermata in mezzo alla galleria. Ho alzato gli occhi al cielo, anzi per l'esattezza al tetto, ed è stato come vedere l'arcobaleno! Con la bocca ancora aperta per lo stupore e gli occhi chiusi, mi sono goduta il concerto, sperando di non essere segnalata al servizio di igiene mentale.
Quando andavo agli scout, al campo di reparto, le giornate di pioggia erano le piu' belle. Si bloccavano tutte le attività e si stava tutti buttati nelle tende. Bastava poco: della nutella portata di nascosto e dei pezzi di pane secco da sgranocchiare, l'umidità sulla pelle, qualche sigaretta fumata nell'abside senza farsi vedere dai capi e tantissime confidenze.
A volte cominciava a piovere di notte. Tu, avvolta nel tuo sacco a pelo di piume d'oca e il rumore della pioggia sopra le testa. Sembrava quasi di vedere le gocce cadere sul viso.
Quando c'era il temporale io avevo paura ma non potevo dirlo mai a nessuno.
Per orgoglio prima di tutto e anche perchè dormivano sempre tutti beati e non mi pareva il caso di svegliare qualcuno per essere direttamente mandata a cagare.
Quando avrò un fidanzato lo porterò in galleria a sentire la pioggia.
Mh, si probabile che anche lui mi manderà a cagare direttamente:))

sabato, aprile 25, 2009

Definizioni.

Ecco cos'è l'ignoranza.
Non è non sapere una data storica, i motivi di un evento, le cause, i fatti.
Non è non non avere i voti alti a scuola, o non capire il teroema di pitagora o come si chiamano gli intergali.
Non è non sapere l'inglese o il francese o il tedesco o lo spagnolo e il russo e magari tutte contemporanemante.
Non è non sapere scrivere o parlare bene.
Non è non non avere la laurea magari conseguita in 25 anni perchè tanto pagava babbo.
Non è non essere sempre informato su tutti i fatti del mondo in tempo reale .
Non è non conoscere tutte le correnti filosofiche o pittoriche o letterarie.

L'ignoranza è mancanza di sensibilità ed educazione.

E non è nemmeno essere stupidi.
Perchè essere stupidi è di gran lunga superiore rispetto all'essere ignoranti.

mercoledì, aprile 22, 2009

Check-in non autorizzato

Cercavo proprio questa immagine.
Perchè è prorio così che mi girano i pensieri in questi giorni.
Ogni tanto cerco di afferrarne uno per vederlo da vicino, per cercare di capirlo, ma subito quello dietro si fa avanti e lo spinge via. Poi litigano, fanno a botte per chi è quello più importante... e finiscono per confondermi.
Così mi ritrovo a camminare con l'ombrello aperto anche se ha smesso di piovere da 10 minuti tra le facce perplesse dei passanti, o a prendere il caffè al bar e presentarmi alla casa per pagare con la tazzina vuota in mano, o ancora peggio, andare dal fisioterapista e quando oramai è troppo tardi, accorgermi di aver messo le mutande al contrario.
Imbarazzante?
No, ero troppo stanca per esserlo.
Abbiamo riso per fortuna.
Vorrei avere un districante per pensieri, come quello dei capelli. Mi piacerebbe averli piu' morbidi e setosi al tatto.
E invece sono lì che si ingarbugliano, si mescolano, fanno il minestrone, a pezzi e passato, e passano appunto dai piedini da comprare per il mobile del bagno al "vaso rotto e ora i cocci sono i miei", dai post-it e l'agenda del lavoro, ai corsi nuovi che vorrei fare e non mi serviranno a niente, dai viaggi scelti e obbligati, a devo attaccare quel quadro evitando di bucare tutto il muro; da Lord Wotton e le sue cazzo di teorie sulla giovinezza a cosa posso mangiare stasera, a radio Cuore e le sue cavolo di canzoni sentimentali che pare una frequenza sintonizzata con le tua testa.
Forse dovrei solo cambiare radio:)
Fra l'altro, tutti i miei pensieri fanno il check-in al banco della mia (in)coscienza, e ovviamente superano il peso massimo consentito.
Speriamo che prendano il volo presto...o magari che arrivi qualche Merlino capace di infilarli tutti in una valigia che come il mio borsone fuxia smarrito tempo fa, abbandonerò (in)volontariamente per la città:)


lunedì, aprile 20, 2009

x- files. il caso della carta

Sono preoccupata.

Oggi è arrivato in ufficio un documento importante che devo richiedere tutti i mesi con una procedura on line odiosa, spedito da un ente pubblico, uno di quegli enti dove ci sono i dipendenti fantasma. Ma non è questo il punto.
Arriva il documento e io lo prendo per farne una fotocopia. Lo appoggio sulla fotocopiatrice e vengo assalita da un senso di smarrimento infinito.
Il foglio usato per stampare questo documento importantissimo è palesemente riciclato.
Infatti dietro scorgo quegli innumerevoli simboli geroglifici coi cuori e le x e le E con 4 gambe che di solito compaiono quando la stampante decide di farsi i fatti suoi e va in tilt.
Adesso, io sono una forte sostenitrice del recupero della carta e in ufficio sanno che prima di buttare l'immondizia esamino i contenuti dei cestini misti. E anche quelli della carta.
Però mi sono preoccupata. Ho formulato tre ipotesi.

Ipotesi A)
un'impigata distratta intenta a messaggiare su facebook con il suo primo fidanzatino delle elementari ritrovato dopo 35 anni o a leggere Eva tremila o impegnata a smaltare le unghie o a fare l'elenco della spesa, o a farsi dare la ricetta di cucina dalla vicina di scrivania, ha inavvertitamente preso il foglio per stampare il documento importantissimo dal plico di carta da riciclare (supponendo che ne abbia uno)

Ipotesi B) - irreale
la politica dell'ente pubblico è cambiata.
Per evitare gli omicidi indiscriminati di piante hanno deciso di utilizzare la carta da recupero per documenti importantissimi che tanto sono roba burocratica che si accumula ogni anno in archivi sotterranei in attesa di essere mangiati dai topi o di assorbire tutta l'umidità delle cantine.

Ipotesi C) e per questa mi sono spaventata
forse l'ente pubblico ha finito i soldi (e quindi figuriamoci se ne hanno per comprare la carta), e piuttosto che capire dove sono finiti, hanno mandato una circolare a tutti i dipendenti dicendo di utilizzare tutta la carta di recupero.
Ma di non dirlo a nessuno.
Pena il licenziamento.

Tutto questo il tempo di una fotocopia.
Io prego per l'ipotesi b, ma temo per la c...

domenica, aprile 19, 2009

Guido e Clotilde - the end

Oggi ho salutato Guido e Clotilde.
Stavano iniziando a mettere le piumacce grigie.
Di quei dolci pulcini gialli oramai non c'è piu' traccia. Guido e Clotilde erano un pò sommersi di cacca verdastra. Forse li aiutava a stare al caldo...
Io gli ho dato ancora del pane anche se la mia compagna di stanza mi ha risgridata. Però non ho resistito. Oggi Guido si è anche un pò alzato in piedi io credo per salutarmi.
Pensavo che chissà se loro si ricorderanno di noi.
Stamattina mi sono fatta chiudere un attimo tra le persiane e la finestra della sala al piano terra che c'era tanto spazio e ci stavo e la mia amica mi bussava sul vetro. L'ho fatto per capire che effetto fa.
Io credo che si ricorderanno di due rompicoglioni che gli bussavano dal vetro. Mi immagino la loro mamma da vacchia che racconterà ai nipotini di due umane che la facevano spaventare. "E poi ce n'era una che ogni tanto ci dava da mangiare..."
Mi spiace che non ci sarò quando inizieranno a volare:)

giovedì, aprile 16, 2009

Guido e Clotilde: l'adolescenza

Clotilde e Guido sono cresciuti.
La mia compagna di stanza mi ha sgridata perchè dice che se diventeranno obesi e non riusciranno a sollevarsi da terra sarà solo colpa mia che gli metto i grissini sbriciolati e i biscotti sul davanzale. Ma io le ho detto che non ci posso fare niente, che sono meridionale e io faccio con loro come mia mamma fa con me.
Clotilde e Guido in effetti sono un po' grassi. Iniziato pure a stare stretti nel nido. La mia compagna di stanza dice che gli manca solo lo spiedo.
Oggi hanno aperto gli occhi. Io mi sono emozionata di nuovo. A me pare che li abbia aperti solo Guido in realtà, perché Clotilde mi sembra un po' più addormentata. Beh, buon sangue non mente.
L'altro giorno la loro vera mamma mi è piombata a duecento all'ora sulla faccia mentre cercavo di fotografarli. Era un po' isterica e così ho dovuto chiudere la finestra di corsa prima di trovermela conficcata col becco nella testa.
Praticamente è come avere una puntata di quark in diretta 24 ore su 24.
Credo che però la cosa sia reciproca perché alla fine ci vedono mentre ci vestiamo, mentre dormiamo, mentre chiaccheriamo...
Ora ad esempio hanno freddo.
Però la mia compagna di stanza dice che a tutto c'è un limite e che non possiamo riscaldarli noi.
A proposito, la mia compagna di stanza ha un nome. Si chiama Minnie.
E giuro che è tutto vero :)




Clotilde e Guido prima della cura


Clotilde e Guido dopo la cura

domenica, aprile 12, 2009

Guido e Clotilde

A me non piace la Pasqua.
E' una festa che mi lascia indifferente.
Io non festeggio le feste comandate coi parenti tutti da un sacco di anni. Ma poco mi importa.
Le passo coi ragazzi disabili. Sono loro la mia festa.

Quest'anno però la mia Pasqua è stata strana.
Dentro al mio cuore c'è il silenzio dei morti dell'Abruzzo, delle persone nelle tende, delle case crollate e il senso di colpa per non poter far niente.
Poi però ho pensato che non è vero che non posso fare niente.
Posso fare quello che ho sempre fatto ma con più consapevolezza, senza dare tutto per scontato. Mangiare, vestirmi, bere, passeggiare, fare una telefonata, una carezza, parlare con un amico, abbracciare mia mamma, prendere in giro mia sorella, comprare una maglietta, guardare il mare, guardare il cielo, il sole, anzi no quello no se no mi viene l'amicrania, giocare con i bimbi, coprirmi con una coperta, fare la doccia con il bagnoschiuma al muschio bianco, la colazione con la marmellata di fragole fatta in casa, mettere la mia collana preferita, quella con le perline, bere un succo alla pesca, ascoltare il rumore del vento, leggere un libro della biblioteca, mangiare un pezzo di cioccolato dell'uovo che nemmeno mi piace tantissimo in realtà.

La mia Pasqua quest'anno è stata strana due volte.
Sul davanzale della mia camera c'è un nido. (Non indaghiamo come mai:) )
La mia compagna di stanza ed io non ce ne siamo accorte subito. La prima sera ho spalancato la finestra per fare entrare l'aria di mare in camera e poi l'ho richiusa subito.
Mi sono spaventata. Pensavo fossero morti. Poi uno s'è mosso. Poi anche l'altro.
Allora ci siamo avvicinate e a me sono venute le lacrime di gioia ma non mi sono fatta vedere.
Sono due piccoli piccioni gialli. Hanno ancora gli occhi chiusi.
La mia l'ho chiamata Clotilde. Il suo Guido. Abbiamo deciso noi che sono una femmina e un maschio. Mi sono sentita un pò mamma. Volevo mettere il fiocco alla porta.
Poi dopo un pò è arrivata la vera mamma. Pensavo mi cilindrasse la faccia con il becco.
Ieri le ho dato i grissini sbriciolati da mangiare.
Mamma picciona stava scaldando i suoi pulcini. Spero non li abbia soffocati perchè ci era seduta sopra. Mi ha guardato dal vetro e allora io ho chiuso le tende perchè mi sembrava di disturbare.
I primi giorni volava via subito. Adesso mi guarda un pò prima di volare.
Forse stiamo facendo amicizia...

giovedì, aprile 09, 2009

amico è tutto, è l'eternità, è quello che non passa mentre tutto va

E' l'amico è una persona schietta come te
che non fa prediche e non ti giudica
tra lui e te è divisa in due la stessa anima
però lui sa, l'amico sa
il gusto amaro della verità
ma sa nasconderla e per difenderti
un vero amico anche bugiardo è.
E' l'amico è il più deciso della compagnia
che ti costringerà a non arrenderti
anche le volte che rincorri l'impossibile
perchè lui ha, l'amico ha
il saper vivere che manca a te
ti spinge a correre, ti lascia vincere
perchè è un amico punto e basta.
E' l'amico è uno che ha molta gelosia di te
per ogni tua pazzia ne fa una malattia
tanto che a volte ti vien voglia di mandarlo via
però lui no, l'amico no
per niente al mondo io lo perderò
litigheremo si e lo sa lui perchè
eppure il mio migliore amico è.

Per le mie amiche
Perchè mi sopportano
Perchè mi fanno ridere
Perchè mi fanno commuovere
Perchè mi sgridano se faccio le cazzate, cioè sempre :),
ma non mi abbandonano
. Mai.

mercoledì, aprile 08, 2009

Mentre tutto scorre.

Ieri notte sono andata a dormire nel mio letto che indossa le sue lenzuola preferite.
Poi mi sono svegliata, doccia, colazione al bar con marocco chiaro e brioche olandesina perchè ero di fretta.
La mia vespa beige che fa le bizze e il mio cappottino cucito a mano da mamma, un pò di sole sul viso e ancora qualche ricordo di vento invernale sulle mani, mi sono recata in ufficio.
Qualche litigio, qualche incazzatura, qualche sorriso, il timore di vedere spuntare qualcuno dalla porta, la pausa caffè, il mio pc, il mio quadro francese, qualche altro sorriso, fogli sul tavolo, gente che entra, telefono che squilla.
Poi a pranzo a casa, la mia, in affitto, tutta in disordine come il mio solito stato mentale, ho appeso un quadro, ho bucato il muro, i piatti da lavare, una lavatrice da fare, la roba stesa sullo stendino.
Poi di corsa dall'amica che ha bisogno di parlare, il caffè insieme, la sigaretta sul balcone, "ti voglio bene", "oh ma ti ricordi?!", ognuna nel suo ufficio. Al pomeriggio giri di commissioni, una tendina nuova, il cesto per la biancheria in offerta, un'incazzatura, la pace, poi di nuovo a casa.
Le mie cose, i miei oggetti, i miei specchi, i miei vestiti, le mie scarpe, il mio piumone da lettino singolo adattato al letto matrimoniale, le mie pentole, i miei tappeti rossi, i miei fogli sparsi ovunque, i miei asciugamani, i miei ricordi, la radio antica, la macchina da scrivere, lettere d'amore, le bollette, gli estratti conto, esami medici, le scatole di pasta, il frigo vuoto, il casco della vespa, i libri.
Il cellulare che squilla.
Una cena dalle cugine. Storie amorose di tre generazioni che si sono intrecciate tra risate, sospiri, una pizza e la birra, lo zabaione. Si rideva si scherzava. Tre storie diverse, ma alla fine uguali. Ci si prendeva in giro, ognuna consigliava, ognuna non ascoltava, ognuna aveva gli occhi a cuore.
Poi mentre l'ultimo sorso di caffè andava giù, il silenzio.

"I ricordi di una vita, spazzati via in 15 secondi"
Una donna di ottant'anni. Salva.

Mentre tutto scorre, a qualcuno si è fermato il tempo.
Abbassi gli occhi, e tutto quello che hai davanti ti sembra troppo.
Ti senti in colpa.
Persino di bere un caffè, in una tazzina, con il piattino sotto.

lunedì, aprile 06, 2009

Il morso della tarantola

Ci sono sguardi che pizzicano l'attenzione come farebbero le dita di una suonatrice di arpa con le sue corde preferite, diffondendo nell'aria una perfetta vibrazione.
Ci sono sguardi che immobilizzano i pensieri, facendo risultare qualunque tua espressione vocale la cosa piu' stupida che puoi aver detto negli ultimi 28 anni.
Sguardi che pietrificano, che a confronto Medusa sarebbe risultata una principiante;
che fanno annullare tutto quello che ti circonda e ti fanno credere di essere sospesa nel vuoto, nel silenzio piu' assoluto, perchè tutto quello che è rumore improvvisamente si azzittisce e tutto quello che è contorno si sfuoca fino a svanire.

Ci sono sguardi che ti dissestano,
come il morso di una tarantola.

Sguardi che spaccano il respiro, come se avessi fatto la maratona di New York, che tu non sai com'è, ma te la immagini così;
sguardi che ti mandano in apnea, come un tuffo improvviso nell'acqua gelata;
che ti fanno vivere tutte e 4 le stagioni insieme:
una nevicata delicata d'inverno, il vento d'autunno che spazza le foglie e solleva la polvere, il profumo travolgente di un fiore di primavera, il sole cocente d'estate.
Sguardi che nemmeno il fotografo più bravo al mondo sarebbe ingrado di immortalare;
che "la quiete e la tempesta", Non "dopo";
che sono come una carezza sul viso che ti inganna, perchè si tramuta all'improvviso in uno schiaffo a mano aperta.
La stessa guancia che poco prima si era infiammata e ti aveva fatto pensare: "diavolo, ma io sono mica timida?"
Ci sono sguardi che cerchi ripetutamente fra gli altri occhi, che insegui in una via, che rubi attraverso la porta, poi il muro, e poi la finestra e le scale...
Sguardi che immaginavi, supponevi, fantasticavi, ma non ti aspettavi così tanto.
Sguardi che bruciano come il peperoncino rosso.
Sguardi che ti defibrillano il cuore, che caramellano ogni tua emozione, che scaricano un fulmine di un temporale estivo nel tuo cervello...

E se poi tutto questo lo scorgi negli occhi di una sola persona,
... semplicemente sospiri...
Il tuo cielo.
Buon viaggio.

giovedì, aprile 02, 2009

buon viaggio.

"I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio...."

E così te ne vai.
Senza salutare.
Senza farti salutare.
Ma alla fine cosa avrei poturo dirti?
Torna presto? Portami un pò di sole? Beata te che vai al mare?

Scappi questa notte, torni alla tua terra. Io non sono molto attaccata alla mia, quindi non so cosa vuol dire. So solo che in casa mia si respira la stesso vento che dal tuo mare porta il sale sulla terra ferma, la stessa aria candita dell'arancio, lo stesso profumo zuccherino della ricotta col cioccolato, l'odore della terra bruciata, il calore delle persone.
E poi, poi dove andrai? Dove ti si potrà incontrare? Perchè io passerò ancora dalle tue parti, ma so già che non ti troverò. Troverò di te, ma non te.
Voglio dire: se adesso ci sei, e fra poco è probabile che non ti si potrà piu' parlare, si nel senso, ora sei qui, fra poco sarai altrove e dopo dove sarai?? Ecco io è il "dopo" che non capisco.
Che non riesco proprio a capire.
E nemmeno la mia immaginazione mi può aiutare questa volta.
Tu sai esattamente dove stai per andare, tu ci Credi, sai che da qualche parte andrai.
Chissà se hai paura.
Forse ne abbiamo più noi.

E' che non si va via senza salutare, capisci?
Si che lo capisci,
ecco perchè hai scelto così.
Per non vedere il tuo volto riflesso su piccole gocce d'acqua che tutt'altro sono, ma non pioggia.
Immagino la strada che questa notte scivolerà veloce sotto le ruote.
Immagino il cielo senza stelle che lentamente lascerà spazio al sole.
Lo stesso sole caldo che domani bacerà ancora il tuo viso che ha saputo ben mentire.
Domani, magari dopodomani, speriamo dopo ancora...ma ti hanno fatta con la scadenza.
Come tutti noi, d'altronde.
Con la differenza che tu hai saputo questa data.
Buon viaggio.
Anche se entrambi i viaggi ti porteranno lontano da noi.

mercoledì, aprile 01, 2009

Protesta.

Ci hanno cambiato il CAP.
Da 15100 a 15121.

Ora io mi domando: perchè???

Perchè siamo scesi di 21 posizioni?
Perchè ci sradicano la tradizione del 15100? Perchè.
Per me è una questione di estetica. A me il 15100 piace parecchio, gli voglio bene.
Come volevo bene al mio vecchio numero di telefono.
Mi è rimasto nel cuore. 442890. Anche perchè il ragazzo che mi piaceva da morire alle scuole medie aveva il mio stesso numero con una cifra diversa. E io lo interpretavo come segno del destino. Poi a me cambiarono il numero. Deve essere per questo che non mi ha piu' considerata. Ok, sarò onesta. Mai considerata..:)
Adesso io mi domando, quale utilità può avere cambiare due cifre a un CAP.
Ma non ci sono problemi piu' importanti a cui rivolgere l'attenzione?

No cambiamo 47 CAP. a che pro? Io devo saperlo.
Già la posta prima non arrivava, immagino adesso che fino a settembre ci saranno i cap combinati come nel passaggio dalla Lira all'Euro.
Perchè questa scelta? Cosa c'è in ballo. Chi ci guadagnerà in tutto questo?

E' come cambiare una lettera al nome dalla tua città.
O come quando hanno cambiato il nome alle Yogo Roll chiamandole Flauti.

Mi vedo costretta a scrivere alle Poste Italiane per avere spiegazioni, ovviamente con Ricevuta con Raccomandata di ritorno:)