sabato, luglio 18, 2009

"le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro"

Io mi faccio le seghe mentali.
Oramai è risaputo. Ma non mi vergogno a dirlo.
Vale mi aveva regalato pure un libro per smettere.
Io l'ho letto tutto e in effetti per un pò ho smesso. Ma poi ho ricominciato.
Faccio come con le sigarette. Ho smesso di fumare, ma una, magari dopo una bella cena me la faccio.
Questo è periodo pieno di seghe mentali.
Infatti mi dicono tutti "Ma cos'hai? Sei assente?"
E io mento e dico "Niente, niente...sono solo un pò...stanca"
Secondo me non ci crede, ma con un tacito accordo, facciamo finta che vada bene a tutti.
Quando mi faccio le seghe mentali, il mio corpo e la mia testa sono in due posti diversi.
Come quando parti con l'aereo e poi ti perdono le valigie.
Creo una storia parallela alla realtà.
Mi basta una frase o una parola o un oggetto che si attacca alla mia fantasia e boom, il mio cervello si distacca e comincia il suo viaggio in completa autonomia.

Credo di esseremi bruciata il cervello da piccola, per colpa del film La storia infinita.
Che se ora riguardo questa scena mi ricordo tutto.



Mi ricordo perfettamente, appena visto il film, di essermi detta:
"Tu non puoi assolutamente permettere che Fantàsia muoia".
Secondo me volevo solo fare colpo su Atreiu.
Di Atreiu però, nemmeno l'ombra...
In compenso, Fantàsia, grazie alle mie fantasticherie sarà diventata uno stato immenso con colonie sparse ovunque.
Da quel giorno non mi sono più fermata.

Ora ho una sega mentale di quelle giganti che mi gira nella testa.
Di quelle che pensavi di aver archiviato, invece eccola lì che riappare con gli arrangiamenti nuovi.
1^ classificata nella hit delle seghe mentali.
Di quelle che ti fanno prendere il marciapiede con la ruota dietro; che ti fanno fare avanti e indietro dieci volte per vedere se hai chiuso la macchina; che ti fa sbagliare strada e ti fa dire "ma dove cazzo sto andando?" ; che se guardi la tua casa in disordine ti dici "ecco il mio cervello"
Di quelle che ti fanno arricciare nervosamente i capelli con le dita mentre fissi il vuoto, proprio come facevi a scuola, quando il prof spiegava e tu eri altrove.
Di quelle che ti fanno interpretare tutto come se fosse un segno mandato dal cielo.
Anche quando non so, stai per mandare un sms e il telefono si spegne senza motivo.
Di quelle che ti fanno guardare gli anziani nelle case di riposo e un pò li fissi e un pò ti volti dall'altro lato e poi ti ritrovi a fissarli di nuovo.
Di quelle che vorresti prendere la macchina e andare, si ma dove? E poi sono in riserva fissa.
E non ho ancora pagato il bollo che mi se mi fermano non so cosa mi inventerò.

Il problema è che ora sento una roba che mi stringe lo stomaco.

E stavolta, sono sicura che non è la parmiggiana fatta da mia mamma...

venerdì, luglio 17, 2009

Solo due righe


Per chi non mi conoscesse sono Vale, l'altra del blog. Quella che non c'è mai, quella che non ha tempo di mettere a posto l'header (hem..toccherebbe a me), quella che una volta scriveva e che ora la sua vita è cambiata un pochino.

Quella che carica Pat. Una sottospecie di Grillo parlante, ecco.
n.d.r. "carica" inteso che scasso le palle a pat ogni qualvolta esagera nei suoi viaggi, inteso nel senso più ampio del termine

Beh. torno qui dopo mesi. Non ci passo mai perchè Pat mi ha dato un calcione metaforico nel sedere e l'ha reso un pò più suo. Mi limiterò nel tempo a levare quel biscottino a mollo la sopra fatto però con tanto amor su paint o publisher.
Continuo a dilagare in altri discorsi ma patt: ora che dico publisher, ma ti ricordi che mi hai introdotto alla grafica proprio tu, quando abbiamo cosparso con publisher quella faccia di freccette? Dio che ridere:)

Vabbè dicevo. Patrizia mi fa un pò arrabbiare. Pat sa scrivere, è brava cavolo, a volte la invidio di invidia buona.
E poi è geniale anche se una grandissima perditempo del tipo che se ti dice " 5 minuti ed esco" e tu ti connetti dopo 10, la vedi su facebook, msn, yahoo mail. e io le dico "Patty." e le mi dice "arrivooo", sempre con 3 "O".

Patrizia dovrebbe fare qualcos'altro, l'impiegata non è il suo ruolo e credo lo abbiate capito.
Aiutiamo pat a diventare una scrittrice, anche l'aias ringrazierà:)

Non son brava a fare i finali, pat aiutami :)

mercoledì, luglio 15, 2009

Esaminando

Stanotte ho fatto il famoso "sogno ricorrente".
Ho sognato L'esame di maturità.
Ogni tanto mi capita che faccio questo sogno angosciante.
Arrivo a scuola.
Tutte le volte però la scuola è un pò diversa, ma ci sono sempre delle scale.
Nel sogno di ieri in più c'erano le macchinette delle merendine.
Io non prendevo mai la merenda nelle macchinette, tipo i tronky o i duplo o addirittura i panini prima che li levassero per motivi igienici incomprensibili visto che venivano cambiati tutti i giorni ed erano chiusi ermeticamente.

Non prendevo mai la merenda alla macchinetta perchè a quella ci pensava sempre mia mamma.
Non mi faceva uscire di casa se non era sicura che avessi nel taschino basso dello zaino almeno 2 succhi di frutta e qualcosa da mangiare possibilmente fatto in casa. Se si accorgeva di essersi dimenticata, mi gridava dalla tromba delle scale o se oramai era troppo tardi me la faceva recapitare in classe dalla bidella...

L'esame di maturità io l'ho odiato.
Mi è piaciuto solo fare il tema dove ho preso 14/15. Tema sui minori in difficoltà.
Il resto mi sarei alzata e avrei mandato a fare in culo tutti.
Soprattutto certe mie compagne che quando le avevo chiamate per chiedere aiuto per il compito di ragioneria avevano fatto finta di non sentire.
Una l'ho mandata a fare in culo davvero. Sta stronza secchiona di merda sfigata. Scusate. Ma io non porto rancore:)
Poi mi avevano comunicaro di essere la prima interrogata a metà tema, e andate a fare in culo pure voi che mi avete deconcentrata con sta storia della lettera dell'alfabeto che è uscita la A e il mio cognome inizia per D ma ero la prima lo stesso, che quando io scrivo nessuno mi deve distrarre e tutti mi guardavano e che cazzo c'avete da guardare? eh?

Nel sogno sapevo di non aver studiato, di non essere preparata.
Ma sapevo anche di avere già un diploma.
Sapevo anche che se non avessi dato questo esame di merda, non sarebbe cambiato niente.
A parte il fatto di non diventare ragioniera.
E ogni volta che me ne accorgo sto da Dio.

Invece nella realtà sono Rag.
Diplomata con il minimo dei voti più 4 punti forse per la simpatia.
Eppure ho sempre studiato, per 5 anni: non ho mai avuto asterischi.
Media del 7. O qualche 0,1 in meno.

Odio i numeri e i conti.
Odio le sottrazioni.
Non sono per niente brava nelle divisioni.
In compenso mi piace aggiungere ma soprattutto moliplicare i casini nella mia vita.
In quello sono un fenomeno.

Cavolo, i conti proprio non tornano...

martedì, luglio 14, 2009

Oggi Sciopero.

Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana.

giovedì, luglio 09, 2009

Essere o non essere?

Questo è un post interattivo. Dovete seguire le istruzioni perchè è dotato di colonna sonora. Ci sono due video. Denominati Video 1 e video 2.
quando ci sarà scritto Play Video 1 premere Play.
Poi ci sarà scritto Stop Video 1.
Poi Play video 2.
Buona audio lettura:))

Play Video 1


Ieri mattina mi sono svegliata con la convinzione di essere la più strafika del mondo.
Non so come sia potuto accadere, ma credo si chiamino "giornate Si".
Il mio specchio mi stava simpatico e persino la magliettina di MS con metà paiette smarrite chissà dove, comprata a 4,99 e i jeans di quelli che siccome mi sono rotta il cazzo di farmi fare l'orlo "finto" da mia mamma perchè le case produttrici di jeans non pensano che nel mondo esistono anche le persone basse, io ci ho messo un cordino nell'orlo, e li ho fatti diventare jeans con lo sbuffo, e ora ho tutti i pantaloni così,
dicevo,
persino questi "straccetti" hanno contribuito a farmi sentire bella.
No, che dico bella, proprio strafika.

Sono quei giorni in cui credi che niente e nessuno potrà fermarti; in cui pensi che i tuoi capelli sono perfetti, la tua pelle è luminosissima, i tuoi movimenti lasciano scie di fascino nell'aria.
Parli con tutti, ridi con tutti, attacchi bottone anche con i marciapiedi, con le macchine, con i semafori. Sai che c'è il sole dietro alle nuvole e ti basta.
E quando vai al bar a prendere il marocco chiaro, il tuo sorriso si specchia persino nel cucchiano sporco di schiuma di latte appoggiato al piattino. Parli e ridi pure con il barista. Le battute ti escono come se fossero state scritte per una puntata di Zelig.
Poi però succede qualcosa.
Qualcosa che non ti aspetti.
Qualcosa che tramuta il tuo sorriso contagioso in un sorriso di circostanza.
Stop Video 1.
Play video 2.
Tutti si girano e non capisci perchè.
Tutti applaudono e non capisci perchè.
Ci sono pure i rulli di tamburo.


Fa il suo ingresso...la strafika da copertina.

Tacco 12, possibilmente da 450 euro.
Pantalone attillato taglia 0-12,sicuramente scippato alla nipote 14enne, rigorosamente bianco e un pò trasparente, corto alla caviglia.
Toppino sbrilluccicoso che le tue 4 paiette nere attaccate alla maglietta per miracolo, cadono per la vergogna.
Abbronzatura da piscina coltivata in solarium e muscolatura da abbonamento in palestra annuale con finanziamento.
Capello biondo scintillante, che la Pantene o la L'Oreal pagherebbero per avere una testimonial così.
E poi lui:
l'inconfondibile occhialone scuro.
Quello che avvolge tutta la faccia, che crea l'alone di mistero, sotto il quale sai che ci sarà un trucco da estetista, ma che su di te certamente farebbe effetto "oh chissà quella che occhiaie ha sotto quegli schermi al plasma da 90 pollici"
Altro che "scie di fascino nell'aria". Le sue movenze provocano una tromba d'aria.

La guardi.
Ti guardi.
La guardi.
Potresti anche uscire senza pagare che non se ne accorgerebbe nessuno.
Ingoi l'ultimo sorso di marocco chiaro, la riguardi e prima di andare via ti rivolgi al barista:
"Mhpf. Non c'è posto per due in questo bar. Buona giornata tesoro:)"

martedì, luglio 07, 2009

Incubatrice.

Questa notte ho fatto un incubo.
Ho sognato che ero fidanzata.
Ma non è questo l'incubo.
L'incubo era il mio fidanzato.
Eravamo in un letto, il suo credo, ma non stavamo facendo cosacce.
Io stavo facendo finta di dormire perchè proprio non ne volevo sapere di stare a sentirlo. Non so cosa avesse da dirmi, ma nel sogno non mi fregava un cazzo a prescindere.
Mentre lui guardava il soffitto io guardavo lui con gli occhi socchiusi e mi chiedevo come cavolo ci ero finita con uno così.
L'antitesi del mio uomo ideale.
Questo era biondo-rossiccio, coi capelli sparati in alto. Occhi chiari, azzurrigni (si si con la g, che è quell'azzurro insipido che se hai gli occhi azzurri e ce li hai così sei un pò sfigato :)), carnagione chiara, cicciottello, anzi no, ok, era proprio grasso, che io non ho niente contro i grassi, ma questo era talemnte grasso che mi dava il nervoso. E poi aveva la pelle piena di pustole rosse. Sulle braccia e sulle gambe.
Oddio, adesso che ci penso magari aveva il morbillo..
Sta di fatto che lui voleva parlare. Voleva sapere perchè non lo amavo.
E io nel sogno sapevo che era uno di quegli uomini di una pesantezza devastante, di quelli senza senso dell'umorismo, di quelli che pensano che donna=non autosufficiente, di quelli che quando ci sono 850° vogliono stare abbracciati e che mangiano solo pasta bianca.
Anche se io dormivo, cioè facevo finta ma lui non lo sapeva, mi parlava.
Non capiva perchè lo stavo lasciando.
A un certo punto è arrivata la madre. No dico la madre, a prendere le sue difese e a chiedere come mai il suo cucciolo stava male così. E mi guardava con aria di sufficienza. (...un deja-vu). Anzi no mi guardava come se fossi la strega cattiva di Hansel e Gretel. Mi sa che aveva paura che le mangiassi il figlio.
Lui aveva pure un odore che non mi piaceva. Non puzzava, ma aveva quell'odore di pelle che quando un odore di pelle non ti piace non c'è niente da fare. Puoi essere pure fico come Brad Pitt, ma non ce n'è. Vabbè forse per Brad, sarei capace di respirare con la bocca :)
Insomma la madre era pesante come lui e continuavano a parlare di sta cosa che io lo dovevo lasciare. E gridavano per farsi sentire.

Signore grazie che ieri ho sbagliato a puntare la sveglia ed è suonata alle 06:00 :)

lunedì, luglio 06, 2009

Piove sempre sul bagnato.

Cavoli che figata, stasera ho giocato a fare la barista.
Rewind.

Al concerto di Laura non potevo che arrivare...in ritardo.
Mentre superavo la folla accalcata all'ingresso, con il mio biglietto omaggio tra le dita, mi sono sentita un pò in colpa. Ma è durato tutto il tempo di entrare nello stadio con il casco a braccetto davanti alla polizia che levava i tappi dalle bottiglie.
Posto prato, per fortuna.
Laura stava cantando le canzoni nuove.
E mentre lei cantava, io vagavo alla ricerca di volti familiari o qualcuno a cui dire "oh anche voi qui?"
Mi sono subito imbattuta nel tipo che vendeva le magliette di Laura. No le sue personali:)
A me capita che mi basta incrociare lo sguardo di un qualunque passante che questo comincia a parlare. Mi succede spessissimo. Soprattutto in coda al supermercato. Anche mentre guardo le vetrine. A volte senza nemmeno incrociare lo sguardo.
Dopo un pò che parlavamo gli ho detto "vado a prendere due birre e torno"
Però prima ho girato ancora un pò. Ero rimasta che stavo cercando i volti familiari. Ne ho trovati solo due. Due innamorati. Con la mantellina uguale che mi hanno fatto una tenerezza.
Le cose più curiose che ho visto sono state:
-un moroso che riprendeva la morosa col cellulare mentre lei cantava;
-un gruppo di uomini neri. Saranno stati una ventina. Così a colpo d'occhio, faceva effetto.
"ah si, la birra"
Arrivo al baracchino.
Le birre non si vendono. "Metti che decidevo di ubriacarmi e poi tirare il mio casco a Laura" ho detto al signore del baracchino. Ha riso. Mentre ordinavo due estathe e due wafer ha cominciato a piovere. Anzi no che dico, a diluviare. E' passato pure un tizio che diceva di chiamarsi Noè con al seguito una frotta di animali.
"mi fermo un attimo qui sotto la tettoia, signore del baracchino"
"ma no entra dentro"
"mh, ok"
Poi è arrivato il primo cliente:"Un caffè signorina"
"Ma veramente io...emh, certo!"
Poi il secondo ckliente, il terzo, il quarto e così via. Tutti bagnati, che mi dispiaceva un sacco. Io davo le bustine di zucchero, il cucchiaino, e prendevo i soldi e dicevo al signor Francesco del baracchino "caffè lungo" "caffè corto" "quanto è il kitkat?" "l'acqua la prendo io dal freezer"
Poi sono arrivati due ragazzi. Uno aveva freddo e così gli ho dato la mia giacca. Mi ha detto che mi offrirà una cena. Dopo un pò mi ha ridato la giacca e se n'è andato. Credo anche con la mia cena.
"caffè lungo signor Francesco..."
Poi i poliziotti. Gli ho offerto il mio Loacker alla Nocciola. Ecco, ora ricordatevi di me in futuro :)
Il signor Francesco e io abbiamo parlato per due ore. Non ho ascoltato proprio tutto tutto, lo ammetto, soprattutto quando "Marco se n'è andato e non ritorna più"
Ma so che gli piace la carne, che ha avuto un sacco di vespe, che ha la taverna e so del suo lavoro, A un tratto mi sono ricordata che dovevo portare il the al ragazzo delle magliette e sono corsa da lui.
Lo stadio era illuminato a giorno. Eppure era notte poco fa...
Una procesione di gente mi è passata davanti tutta bagnata,..poverini.
E per la seconda volta mi sono sentita a disagio.
Non c'era più gente, nel prato zuppo e soffice.
Cavoli che figata, stasera però ho giocato a fare la barista. Uh!?!?? E...e...Laura? LLLLauraaaaa?!?!?!?
"Laura non c'è. E' andata via. Laura non è più cosa mia..."
Secondo me è scappata con "Marco"....

sabato, luglio 04, 2009

Vincitori e Vinti

Ho vinto uno dei dieci biglietti messi in palio dal giornale locale, per il concerto della Pausini.
Era un concorso: scrivere di uno strano amore, in 900 battute.
Io mi sono attenuta alle 900 battute. Che sono pochissime, porcamiseria.
L'ho fatto per il concorso, non sono fan di Laura, con tutto il rispetto.
Io amo Max Pezzali e ora anche Tiziano Ferro.
Mi spiace, ma non mi vergogno dei miei gusti musicali. Quando sento la voce di uno dei due, io mi sciolgo, alzo il volume al massimo canto, sorrido e sospiro. Anche se sono in ufficio.
Sono convinta che il mio timpano e le loro voci siano complementari.
Come il caffè è la tazzina di ceramica.

"PROMESSA D'AMORE
Se torni da me giuro che da oggi metterò solo il tacco 12; giuro che non ti chiederò più di accompagnarmi a fare shopping il sabato pomeriggio e ti lascerò guardare la tv senza fiatare; giuro che ti porterò il caffè a letto la mattina e verrò in moto con te anche se sono appena andata a fare i capelli; giuro che non dirò mai più che i tuoi amici sono pesanti e che non userò più "La gazzetta dello sport" per pulire i vetri; giuro che curerò il mio mal di testa e abolirò la cena del mercoledì con le amiche; giuro che non ti obbligherò più a venire a pranzo dai miei la domenica e che non ti chiederò "chi era al telefono?"; giuro che imparerò a fare benzina da sola e cosa significa "fuori gioco". Lo giuro.
Facciamo che però se torni tu, vado via io?"

Ecco quanto.
Mi hanno fatto pure la foto. Mi sono messa in posa con Che Guevara alle spalle.
E' la prima volta che vinco qualcosa per qualcosa che ho scritto.
E' un cagata lo so. Ma ho vinto. Punto.
E ci tenevo a dedicare questa mia micro vittoria a:
-mia sorella, che mi ha insegnato a leggere e a scrivere all'ultimo anno di asilo, con tanto di compagni di classe immaginari che puntualmente prendevano voti più alti dei miei;
-a mia sorella 2, che è sempre la stessa di cui sopra, che siccome in sti giorni ha la mano destra fasciata mi dice "mi scrivi questo appunto? scusa mi spiace farteli scrivere" ma lei non ha capito forse che a me piaceeee scrivereeee, anche solo dei banali post-it:);
-alla mia maestra delle elementari, che mi ha insegnato le regole delle 5 W e dei 5 sensi che ho usato fino ai temi delle superiori;
-ai miei vecchi morosi e affini, che mi hanno fatto capire quanto sia importante amarsi, prima di tutto;
-a tutte le donne che prima di annullarsi in un amore, dovrebbero pensarci un attimo;
-a chi non ha ancora capito che la vita sentimentale/coniugale dei miei ex morosi, non è roba che mi riguarda, porcocane (questo non centra un cavolo, ma ce l'ho tra i denti da oggi pomeriggio)
-a chi ogni giorno spende 5 minuti del suo tempo per leggere il mio blog;
-a chi mi dice "ma perchè non scrivi un libro?" che io non lo farò mai ma mi fa una goduria come quando mi dicono "vuoi una caramella?" e tirano fuori una Galatina al latte;
-a chi mi chiede "mi aiuti a scrivere questo concetto?"
Ora basta che se no mi commuovo e non posso nemmeno dire di essere in periodo pre-mestruale, cavolo.

giovedì, luglio 02, 2009

Tra il dire e il fare

Avrei voluto vedere l'espressione dei due ragazzini seduti sugli scalini del negozio sotto al mio balcone, che ieri sera, all'una e venti di notte, si sono visti recapitare un aeroplanino confezionato per l'occasione con scritto sulle ali:
MI SPIACE DISTURBARE LE VOSTRE CONFIDENZE, ANCHE PERCHE' SENTIRE DUE RAGAZZI PARLARE DI COSE FURBE E' RARO, MA PER CORTESIA, POTETE SOLO PARLARE A VOCE UN PO' PIU' BASSA? GRAZIE

Questo è uno degli svantaggi di abitare al primo piano.
I rumori di strada.
Ieri sera, dopo essermi inzuppata con il temporale esivo, ma che dico, nubifragio, perchè il clima tropicale è comune in tutto il paese, aver fatto la doccia, essermi sistemata nel letto con tartargua che-sa-di-ammorbidente-coccolino-in-offerta sulla mia testa, libro di cui non posso rivelare il titolo, ma siccome sono single ce n'è un'ampia scelta, pronta per l'appuntamento con Morfeo, ecco dalla strada giungere fin sopra al mio cusicno delle voci. Un bel dibattito acceso.
Ok, porta pazienza, mi dico, è estate, alla gente piace in strada. Eh che cazzo proprio sotto al mio balcone? vabbè aspetta almeno un quarto d'ora, dai.
Dopo cinque minuti, ho spalancato le persiane scorrevoli con tutta la forza e con tutto il casino intenzionale che potessi fare, pronta a gridare che avevano rotto le palle, che era tardi, che la gente al mattino lavora, che non ce l'avete una casa, una macchina, una cantina, invece di stare in una via sperduta della città, soprattutto sotto al mio balcone, quando la mia rabbia è stata soffiata via da due visini di ragazzini di 16 anni circa.
Parlavano di donne.
Non hanno fatto una piega e hanno continuato a sospirare, parlare dell'Arianna che non era tanto il tipo di uno dei due, che lui preferisce le more, formose, non tanto alte. Ma è così brava come amica, io lo voglio un bene dell'anima, ha detto l'altro.
"Perchè a me non frega di portarmi a letto le ragazze, io non sono uno così"
Poi si sono messi a parlare delle coppie che non ti devi mai mettere in mezzo, che è meglio se dalle loro discussioni ci stai fuori.
Sono stata ad ascoltarli per quindici minuti.

Poi dicono chei i giovani di oggi non hanno valori.
A modo mio, ho voluto rispettare il loro momento.

Hanno riso. E poi gridato "Ci Scusiiiii"
Stavo per uscire di nuovo e gridare "ooohhIIII scusIII a chIIII?"

ChiFaDaSeFaPerTre

A Vale, Bep e Ric.
Che mi hanno insegnato il concetto di grafica.
Ma mai a usare Photoshop.
With Love :)

mercoledì, luglio 01, 2009

Incidenti domestici...

Oggi stavo per commettere un omicidio.
Questa mattina ho disfatto il letto, che dovevo mettere le lenzuola a lavare.
Lo so che una buona massaia non disfa il letto di mercoledì, ma che ci posso fare?
Io dico sempre che dovevano lasciare l'economia domestica nelle scuole.
Comunque. Ancora addormentata mi sono arrotolata nelle lenzuola e insieme ci siamo trascinate fino alla lavatrice. Ho infilato tutta la palletta di lenzuola dentro l'oblò, caricato di detersivo Dixan liquido che io mica ho ancora capito quanto ne devo mettere.
Ci sono troppe variabili da considerare. Ogni volta mi sembra di dover svolgere un'equazione: quantità di roba, tipo di tessuto, durezza dell'acqua, grado di sporco.
Boh io metto due tappini e il pugno della pentola. Ah no, quello è il riso.
Poi l'ammorbidente. In casa ne ho 4 tipi.
E' che era in offerta il Coccolino...
Vabbè lo ammetto: io sono drogata di ammorbidente. Volevo provarli tutti. Quando vado all'Esselunga i 3/4 del tempo li passo ad annusare gli ammorbidenti.
Dicevo. Ho attivato felicemente il mio congegno temporizzatore che avrebbe fatto partire il tutto alle 11.
E fin qui niente di peccaminoso.

Torno a casa in pausa, pranzo con le amiche e approfitto della loro presenza per stendere le lenzuola che non ho i fili sul balcone quindi mi sono fatta aiutare a piegarle per farle andare nello stendino, che da sola è una menata.
Ho aperto l'oblò e m' è preso un colpo.

La tartarughina pelouches di carpisa, che oramai quando vado a letto la metto sotto il collo, così per compagnia, (ieri notte che faceva caldo l'ho messa sopra la testa), mi guardava da dentro il cestello.
Tutta rappuccita. Con i pelucchi tutti attaccati. Quasi non l'ho riconosciuta.
Cielo che spavento. Ma come ha fatto a finire lì dentro????
No, proprio non me lo so spiegare...
Forse nostalgia del mare???

Fortuna che non ho animali veri, in casa.

martedì, giugno 30, 2009

Miraggi urbani

Ok, lo ammetto, sono una femmina pure io.
Una di quelle femmine che a volte non sa guidare e intasa il traffico, che ogni tanto si mette i tacchi alti per sentirsi piu' donnina, che si trucca, anche se solo con la matita nera negli occhi, il mascara e una spolverata di phard sugli zigomi.
Una di quelle femmine che va dall'estetista, anche se chiama in extremis, piangendo.
Una di quelle femmine che si specchia nelle vetrine, anzi in tutte le superfici riflettenti.
Una di quelle femmine che compra la lingerie, che non so se l'ho scritto giusto, che ogni tanto, raramente, tipo tre volte all'anno va dal parrucchiere, anche se poi torna a casa e si rilava i capelli e si rifa la piega. Una di quelle che osa la scollatura o la maglieta attillata, anche se la fa sentire a disagio, che prova a farsi crescere le unghie, anche se si dimentica puntualmente di smaltarne una.
Una di quelle femmine che piange per ottenere qualcosa.
Che quando ha la macchina parcheggiata lontana vorrebbe che il suo moroso, che non ha, le dicesse "amore aspettami qui che arrivo subito".

Una di quelle femmine, che quando vede un moraccione che sta facendo jogging, in periferia, a torso nudo con i luccichini del sudore, coi pantaloncini corti neri di quelli un pò lucidi, ma non aderenti e la maglietta tutta sudata infilata nell'elastico, che io vi giuro, sembrava appena saltato giù da uno di quei manifesti della pubblicità di Dolce&Gabbana, con una muscolatura che il David e l'Uomo di Vitruvio a confronto potevano sembrare dei pivelli, ecco, una di quelle femine che quando le si presenta una situazione del genere, a momenti si va a piantare con la macchina contro la fila di automobili parcheggiate.
Ho pensato a un miraggio, perchè ieri c'era caldo e non avevo l'aria condizionata accesa... ma no che miraggiooo, quello era in carne e ossa. Soprattutto carne.
Mi sono detta "forse sei in paradiso e il signore ha mandato una angelo a prenderti"
Ho anche fatto formare la coda alla rotonda per vederlo dallo specchietto che tutti suonavano e io ho gridato "ma non mi rompete i coglioniii, vaa"
E poi non ho resistito e ho fatto tre giri della rotonda per vederlo bene.
Giuro che volevo affiancarmi con la macchina e dirgli:
"Senti. Tu non puoi andare in giro mezzonudo e non considerarti responsabile dei tamponamenti che avverranno in zona. Chi ti ha mandato? Qualche compagnia assicurativa? O sei una nuova forma di pubblicità urbana? Magari volevi che notassimo il tuo ultimo modello di Nike per fare jogging?"
Fortuna che a volte non faccio tutto quello che penso...

A proposito. Qualcuno sa consigliarmi dove comprare delle scarpe da jogging? :)

lunedì, giugno 29, 2009

Album di famiglia

Come quando si torna dalle ferie, e vai a trovare gli amici e temi già che ti diranno "vuoi vedere le foto?" e tu non sai se rispondere "si" o "no" perchè temi che ti scaricheranno sulla faccia i loro 1500 scatti. E allora cerchi almeno di entrare in possesso del mouse o della tastiera, così per lo meno deciderai tu la velocità con la quale dovrai rivivere le loro vacanze.

Poi vai al lavoro, sei stanca, pensi che il tuo orario si allungherà fino alle 21, ti sei sparata le ore di ufficio e ora ti sei trasformata in assistente, ma fa uguale, il tuo lavoro è così, lo sai.
Si avvicina Luca(nome di fantasia).
Luca per farla semplice e breve è un pò matto.
E' bravissimo a lanciare la pallina o i suoi pupazzini da una mano all'altra facendoli passare dietro la schiena che come fa non lo so, io ci ho provato mille volte ma mica ci riesco.
E' molto alto per la sua età e se si mette a correre non lo prendi più. Corre spesso, per farci incazzare.
Mi spiazza sempre con le sue domande.
Una volta, dopo aver visto il nuovo moroso, ci ha guardati un pò e con la sua "r" moscia tipica di ste parti, mi fa :
" e questo chi è, eh, eh?? e l'altro, dov'è l'altro?".
Imbarazzo generico.
Un'altra volta, il giorno di Natale, che io già non lo reggo il Natale ed ero triste, dopo non avermi cagate per tutto il giorno, mi si avvicina e mi fa:
" e il tuo moroso S. dov'è?"
"Emh, volevo dirti che non stiamo piu' insieme, ma sono almeno tre anni, Luca"
"e l'altro, l'altro quello nuovo.?""
"stessa cosa"
"ah non ti amanoooo. e perchè non ti amano più?"
"Luca, ascolta, ma tu, a Natale, non hai un cazzo da fare che farmi ste domande?"
":)"

Oggi si avvicina.
"Le vuoi vedere le mie foto?
"Quante sono?"
"tre"
"hai solo quelle?"
"si"
"allora ok"

Ecco io adesso non starò a raccontare tutta la storia di Luca, perchè sono cose sue.
Ma tutta la sua vita, in tre foto.
Un bambino felice con dei regali di Natale. Luca da piccolo.
Una mamma e un papà abbracciati. Una famiglia, che ora è pesantemente disfatta.
Due bambini con le torte di compleanno davanti. Luca e il fratello che a detta sua "è sempre impegnato con la scuola per questo non viene mai a trovarmi"

Prima di riuscire a parlare di nuovo ci ho messo 5 minuti buoni :)
Poi le lancette dell'orologio hanno ricominciato a battere e Luca a lanciare i suoi pupazzetti da una mano all'altra, facendoli passare dietro la schiena...

domenica, giugno 28, 2009

Toglietemi tutto, ma non la mia Vespa.

si ringraza Eli per la foto. E la pazienza. E l'uso del megafono.
E avere sempre Tutto al momento guisto.


Pianezza esiste.
Non che prima dubitassi. E' che me la immaginavo tipo L'isola che non c'è, dove Minù, l'imbrattatele e f&o, vivono avventure al limite tra fantasia e realtà.
Vedere il nome di un luogo, che ho sempre letto nel titolo di un blog, su un sacco di cartelli stradali, mi ha fatto effetto. Non so è come se ci fosse un cartello con scritto "Castello di Biancaneve" o "Casa dei sette nani"!
Io non sapevo che sarei finita a Pianezza una domenica di giugno.
Non mi ricordavo nemmeno che Minù fosse di un altro paese. Magari l'avrò letto un milione di volte, ma per me Pianezza...ecco, voglio dire Le donnette di Pianezza. Io ero lì, punto.
Superato il cartello, per me, tutte le donne erano Minù, soprattutto se avevano bambine al seguito. Avevamo anche pensato di girare per il paese con il megafono comprato a Torino gridando Minuuuuu, ma poi abbiamo pensato che non era il caso.
Poi una chiamata. Ed ecco che le idee e i racconti prendono pian piano forma.
Ora ho una voce dolce. E un nome.
in tempi di crisi economica, le emozioni che puoi ricevere da una chiamata inaspettata non hanno prezzo. Ma valore tantissimo.

Alessandria-Torino-Alessandria.
In vespa. In due.
Credo 200 km, più errori di strada, più giri turistici.
Sentire l'odore dell'erba appena tagliata, guardare i girasoli, essere colpiti da insetti e moscerini sulle braccia che sembrano proiettili, poi l'odore della benzina, l'olio sulle mani, il mal di schiena, la strada sconnessa, fare a gara.
Arrivare in piazza Unità d'Italia, guardando l'asfalto scorrere sotto le ruote.
Interrompere una cena di una "sconosciuta" famiglia per poter usare il bagno: entrare per mezz'ora nella quotidinità di una casa torinese ed essere accolte da sorrisi.
E poi due amici, che in realtà non si conoscono, ma siccome il mondo è piccolo alla fine si conoscono piu' o meno, e ti piace pensare che non sia un caso.
E il Pò.
E il sacco a pelo, e i pensieri della notte pian piano diventano respiri profondi e poi sogni.

E di nuovo vorresti non tornare.
Fra l'altro, arrivare a Torino è un attimo. Uscire, circa un'ora.
Soprattutto perchè i Torinesi non hanno ben Chiaro dove sia Chieri, visto che ci hanno mandato in venti direzioni diverse tra i vaffanculo degli automiblisti perchè intralciavamo il traffico e i vaffanculo nostri perchè continuvano a farci sbagliare.
Poi delle grida da una macchina. Un bambino o forse una donna.
Un uomo stava picchiando qualcuno nel sedile dietro con una violenza che io avevo visto solo nei film. Gli ha datto un sacco di pugni. Il tempo di capire che stava succedendo ed erano già lontani. E l'impotenza che ti travolge.
E il 113 che non risponde.

Ma di domenica, lavorano???

mercoledì, giugno 24, 2009

donne al volante...

a volte l'istinto meridionale insito nel mio carattere esce fuori senza controllo.
tipo quando guido.
quando guido, sovente mi imbestialisco. soprattutto con le donne, con chi guida le macchine da fighetto o da pappone e con chi non mette le frecce.
oggi ero in giro in vespa per commissioni.
ok, stavo guidando a 15 all'ora.
ok, ero al centro della strada e facevo zig zag.
ok, avevo la testa completamente immersa nella nuvole, anzi forse pensavo io di essere una nuvola, perchè porcamiseria quando c'ho i pensieri che si picchiano nella testa, io gli do retta, cerco di dividerli, li metto in castigo, ma poi loro fanno i capricci, disobbediscono, si menano come i fratelli, che c'era pure quello più piccolo che mi diceva: "guardaaa non mi fanno giocareee" e ce n'era un altro ancora che io facevo finta di non vedere e che ha cominciato a picchiarmi nella testa da dentro urlandomi "è solo colpa tuaaa, hai fattto e disfatto tutto da sola" che in realtà questo scende sempre e va a chiudermi lo stomaco.
e meno male che avevo il casco, che così stavano un pò contenuti.

quindi, che cazzo mi suoniii??

o per lo meno, se suoni, prenditi la responsabilità delle conseguenze.
in un attimo m'è salito il sangue nel cervello, che ci voleva pure lui insieme ai pensieri. pure loro si sono spaventati.
ho rallentato ancora di più, mi sono girata e con lo sguardo immobile, l'ho fissata.
mi ha superata e io le ho gridato "bellaaaa vedi di stare calmaaa"
Lei ha rallentato, ha tirato giù il finestrino.
mi fa" non hai mica una macchina che stai in mezzo alla strada?!"

ero già pronta con tutto il casco, a sfracassarle quella bella faccina da donna incapace di stare al volante, che usa la macchina solo per andare a farsi le unghie o perchè ha paura di rovinare le sue cazzo di scarpe di luisvuitton che non so nemmeno come si scrive. di quelle donne che quando bocciano chiamano il marito, dicendo "eh mio marito mi ammazzerà" e magari chiediti come mai?
gesù cosa non le avrei gridato in quel preciso istante.

senti, per quel che mi riguarda la strada non è tua, quindi se hai fretta sono cazzi tuoi.
chi c'è davanti?? io.
quindi ti adegui al mio ritmo.
se non vuoi adeguarti al mio ritmo, problemi tuoi.

e poi, idiota che non sei altro, stavo cercando parcheggio.
ma soprattutto stavo cercando di capirci qualcosa.
e non fare la figa solo perchè sei protetta da 4 lamiere.
facile parlare da lì. scendi che ci affrontiamo da veri uomini.
si, anche se siamo donne.

guarda: li vedi i miei pensieri?
sono piu' importanti della tua cazzo di fretta.


per questa volta ti ho graziata, tesoro :)

martedì, giugno 23, 2009

Block-Notes

"Vorrei sentire il rumore del vento, ma senza avere la mia casa addosso."

Stasera avrei dovuto stirare.
Così sono andata da BlockBuster a prendere un film.
Uno dei vantaggi di essere single e vivere sola è che puoi scegliere i film che vuoi senza nessuno che ti dica che hai dei gusti di merda :)
Tre film:
-uno da ridere
-uno "impossibile che tu non l'abbia mai visto"
-uno per arrotondare il prezzo della promozione.
Ogni volta riesco a farmi inculare dei soldi con ste storie delle promozioni e delle offerte. In sostanza ho detto alla cassiera di addebitarmi già 10 euro per il ritardo nella riconsegna dei film.
Il mio dvd senza telecomando ha deciso che l'unico film che potevo vedere era quello della promozione, quello impegnativo. Nel trasloco ho perso il telecomando del lettore dvd. Io non perdo mai niente, strano...
E' una situazione drammatica. Ne dovrei comprare uno universale. Anche per aprire la casa e la macchina se ci fosse. O potrei chiedere al mio ex moroso se mi può dare il suo, visto che gli avevo regalato il lettore dvd come il mio. (19,90 appena avevano aperto Mediaworld)
Sono certa che lui ne avrà uno di ultima generazione e che il mio non lo usa più.
Mi adopererò per questo.
Di solito capisco che mi piace il film che sto guardando perchè sto seduta sulla sedia. Ora, non consideriamo che da due giorni sono senza divano...sto comunque seduta sulla sedia.
A casa vecchia mi capitava anche di guardare i film in piedi appoggiata all'armadio bianco della mia cameretta. Stavo immobile, quasi in apnea, come se avessi paura di disturbare gli attori. A un metro dalla tv.
Ma perchè sono miope.
Morale: domani passerò la pausa pranzo a stirare.

Stasera ho ricevuto una lettera. Mi emoziona sempre vedere la busta bianca dallo spiraglio della cassetta della posta. Il rumore metallico dello sportello, le chiavi che ciondolano contro, la busta strappata con ansia usando il dito come taglia carte.
Non avrei voluto aprirla.
Brutte e inattese notizie.
Era Ale.
Alegas.
Mi comunicava che ho un debito nei suoi confronti. Fanculo a lui!
Il prossimo anno piuttosto che farmi "scaldare" da uno stronzo del genere mi trovo un moroso :)

Mi piacciono questi rumori:
grissino che si sbriciola tra i denti
stoviglie nel lavandino
busta di plastica dei grissini che non si chiude
manica della maglia che scorre sul block-notes mentre scrivo
nuova sirena dell'ambulanza (mi fa credere di essere a New York)
tasti del telefono quandi mandi un sms
finestra che sbatte
ticchettìo dell'orologio dell'ikea
saliva che viene ingoiata
respiro profondo
motorino
ossa che scricchiolano.

Tutto, nel silenzio della mia sala.

domenica, giugno 21, 2009

Ritorno al futuro


Ultimamente faccio fatica a Tornare.
A Partire ci metto un attimo invece.
Prendo i vestiti dallo stendino e li caccio direttamente nel borsone, senza un criterio.
Magliette, maglioncini, pantaloni lunghi, corti, mutande sparse, il phon, caricabetterie, i tappi per le orecchie, ciabatte, scarpe col tacco che mai metterò.
Una volta ero piu' ordinata quando facevo la valigia. Facevo l'elenco su un foglio. Ora non me ne frega un cavolo. Caccio tutto dentro rigorosamente senza criterio anche a mezz'ora dalla partenza.

E vado via.

Mare montagna, grandi città, piccoli paesi, piccole città, grandi paesi.
Poco mi importa della destinazione. Parto, di corsa, e dimentico per qualche giorno le mie radici. Dimentico i fogli sulla scrivania dell'ufficio, dimentico il display, dimentico Emilio e il gatto di legno, dimentico la macchina da lavare, dimentico le mie lenzuolae e il mio water rotondo, dimentico il mio balcone senza fiori e il palazzo grigio di fronte.

Dimentico.

Apro delle parentesi e le chiudo.
Alcune quadre, alcune le migliori, graffe. Al più ci sono le rotonde.
Qualcuna vorrei prenderla contromano, ma poi mi ritirerebbero la patente.
Respiro aria che nella mia città non trovo nemmeno se attacco il ventilatore o il condizionatore.
Assaporo la pelle di persone che difficilmente rincontrerò.
Tocco umori diversi dal mio.
Vedo colori di una scala cromatica che non mi appartiene.
Ascolto voci che si fondono alle parole...qualcuna la sento, altre mi scivolano sulle orecchie e cadono sulle mie scarpe.

Poi arriva il momento di tornare.
E mi chiedo sempre piu' spesso se sia necessario tornare.
A volte vorrei vedere la macchina o il pullman o l'aereo partire senza di me.
Vorrei vederli sparire al'orizzonte.
Vorrei guardare un orizzonte diverso tutti i giorni.

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.
John Steinbeck

venerdì, giugno 19, 2009

il matrimonio del mio "migliore" amico

Disegno di Luca Amerio

mercoledì, giugno 17, 2009

Metereo-apatica

Io vorrei dire ai metereologi che dovrebbero cortesemente affiancare alle previsioni del tempo un nuovo servizio:
dirci come cAzzo dobbiamo vestirci con questi sbalzi continui di temperature

Questa mattina ho aperto la finestra alle 7. Il cielo era sereno. Direi canottiera e ciabattine, direi, e vespa. Esco alle 8. Il cielo era nuvoloso e la temperatura era scesa di almeno 5 gradi. In vespa fa freddo, mettiti il maglioncino. Ma non il giacchino perchè fa troppo caldo.
Riesco per le commissioni del lavoro, in vespa. Piove. Porco cane, le volte che mi metto le scarpe da ginnastica ci sono sempre 40° all'ombra. Mi metto di nuovo il maglioncino, esce il sole, lo tolgo, ripiove.
Adesso c'è il sole, ma non si capisce, se stai in canottiera hai freddo, se metti la maglia hai caldo, poi va via il sole, torna, le nuvole, il vento, la pioggia.
Ecco. Il vento. Quest'anno va di moda, e allora giù a soffiare e a farmi venire il nervoso, e a buttarmi giu' lo stendino.

Vorrei dire a chi si occupa dei fenomeni del meteo che sarebbe opportuno distribuirli nell'arco della settimana con criterio e non fare dei frulllati che già di problemi ne abbiamo. E poi già ci pensano i politici a confonderci le idee e a sfracassarci i coglioni con continue contraddizioni.
Io farei una cosa del genere:
lun: sole con poco vento
mar: vento con poco sole
merco: pioggia al mattino, pomeriggio sole tiepido
giove poco nuvoloso con poca pioggia al mattino
venerdì, sabato e domenica sole

Suggerirei di utilizzare questo specchietto da qui fino alla fine di ottobre. potete magari mescolare i giorni lun mer e merco. o se preferite far piovere di notte. ma vene sabato e domenica sole per cortesia che uno lavora tutta la settimana e almeno quello lasciatecelo.
E poi io non posso andare in giro vestita a cipolla. Semplicemente perchè perdo le cose. E lascio tutto in giro. E se parto al mattino con 4 tra maglioncino, giubbottino, pashmina e sti cazzi,arrivo alla sera che ne ho solo una tra queste.
Quella che indosso.

martedì, giugno 16, 2009

Casa intelligente


Questa mattina, il risveglio.
Me-ra-vi-glio-so.
Non con gli uccellini come in Cenerentola, che cinguettano in fondo al letto.
Non un caffè portato a letto da un moroso premuroso.
Non un raggio di sole pronto a baciarti sulla fronte per dirti che il mattino ha l'oro in bocca.
Nemmeno il bacio del moroso di cui sopra, sulla tua fronte . No.
Nessuna telefonata o sms del buon risveglio.
Nessuna sorpresa, nessuna olandesina alla crema pasticcera e uvetta lasciata sull'uscio di casa.
No. Niente gatti che ti leccano le guance o cani che scodinzolano felici.
Niente di tutto questo.

Semplicemente, dalla cucina, un rumore: la lavatrice che alle ore 6 spaccate si è accesa da sola.

Ecco il mio buongiorno.
Sapere che da oggi avrò un alleato in più in casa, ha reso l'inizio della mia giornata sorprendentemente sospirante.
L'aggeggio che programma l'accensione automatica degli elettrodomestici, che nient'altro è che una specie di rotella che si attacca alla presa di corrente che mio papà usava quando non eravamo in casa per far accendere le luci di Natale sul balcone
+
la lavatrice con cui ho un rapporto conflittuale
=
lavatrice autonoma e indipendente.

Sulla stessa scia sono andata a comprare pure la caraffa che depura l'acqua perchè mi ero rotta le palle di portare le casse d'acqua a piedi al primo piano.
Pigri si nasce...
In realtà è da qualce mese che bevo acqua del rubinetto.
Anzi dAl rubinetto.
Col ghiaccio.
Troppo sbattimento mettere le bottiglie in frigo.
Ora devo studiare i turni della raccolta differenziata per lanciare direttamente dal balcone i sacchi dell'immondizia. Tanto parcheggiano sotto casa e io sono al primo piano.
E per finire, siccome oggi ho beccato la signora delle pulizie per le scale, potrei accordarmi, lasciare aperta casa e dirle che già che lava il pianerottola si può allungare fino in casa mia e poi tirarsi dietro la porta prima di uscire.

Alla faccia della domotica...:)

lunedì, giugno 15, 2009

martedì, giugno 09, 2009

Vento d'estate.

A me non piace il vento.
Mi fa venire il nervoso perché mi scompiglia i capelli e solleva la polvere che mi finisce negli occhi.
Non mi piace il vento perchè quando stendo la roba nello stendino, lo trovo sistematicamente ribaltato per terra con tutti i vestiti ammucchiati. Quando mi dimentico le finestre aperte, il vento entra in casa e mette in disordine tutto quello che con tanta cura e precisione io sistemo..... Tipo una pila di fogli aperta a tappeto in sala, e anche un pò in balcone e anche un pò in strada; tipo un quadro appoggiato sullo stipite della porta rovesciato; un vaso coi fiori secchi in terra.
Come se fossero arrivati i ladri.
Con la differenza che se arrivassero davvero direbbero :"Ah no, qui sono già passati".
Il vento fa tremare le persiane di notte e mi fa venire paura. E anche quando fa "uuuhhhhhh" che sembra un fantasma, mi fa paura.
Fa sbattere le porte. E se le chiudo le riapre. E se le riapro le richiude. Quando vado in vespa mi fa sbandare. Poi fa cadere i vasi dai balconi, le tegole che finiscono sulle teste delle persone. Poi il vento fa disordine pure in città perchè fa rovesciare in strada tutte le foglie attaccate agli alberi e distribuisce l'immondizia ovvunque.
Il vento. Già.
Quando arriva il vento io penso sempre a Mary Poppins. Mi piace la scena di quando arriva con il vento e le altre goveranti volano via.

Adesso per farmi piacere il vento, penso sempre che arriveranno delle novità, così quando c'è, sono felice.
Infatti è da due giorni che soffia...

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli

mercoledì, giugno 03, 2009

Ctrl+alt+canc



Il 26 maggio ho fatto un anno di vita in casa da sola.
Io non amo gli anniversari, infatti mi sono ricordata tre giorni dopo.
Però per festeggiare ho dato il bianco e buttato metà della roba che avevo in casa.
Ho fatto una specie di reset delle impostazioni.
Ora posso far venire in pellegrinaggio tutti quelli a cui ho detto "Appena ho la casa in ordine vi faccio venire a prendere il caffè". Devo cogliere l'attimo perchè l'ordine in casa mia è come il miracolo del sangue di San Gennaro.
"ordine" è una parola che non esiste nel mio vocabolario. Nemmeno nel mio carattere c'è l'ordine, nemmeno nel mio cervello.

Dare il bianco è rigenerante.
Buttare le cose vecchie è rigenerante.
C'è solo un problema.
Su questa scia il mio piccolo pc ha preso l'iniziativa di rigenerarsi pure lui e di cancellare tutto. Anzi di smettere direttamente di funzionare. Si è risucchiato tutto: scritti, foto, file ricevuti. Non esiste piu' niente. S'è mangiato sei mesi di file salvati, senza darmi nemmeno il tempo di salutarli.
Spero che dove sono adesso stiano bene.
Non credo però che sia stato un caso.
Oramai non mi arrabbio più quando perdo le cose.
Ultimamente non trovo più un cappotto e la margherita di peloches che stava in macchina sul finestrino del guidatore e sorrideva a tutti, che a quella ci tenevo più del cappotto. Poi ho perso il contenitore delle spugne della cucina.
Penso che potrei mantenere da sola un ufficio oggetti smarriti...

giovedì, maggio 28, 2009

Servizio consumatori

A:
Spettabile Società Autostrade,
ho pensato di scrivere questa mail, perchè secondo me a volte basta veramente poco per rendere un serivzio già efficiente e funzionale, leggermente piu' gradevole.
La mia non è una lamentela vera e propria, ma una richiesta o se volete considerarlo tale, un suggerimento. Io non viaggio molto in autostrada, anzi uso molto poco la macchina, ma le volte che mi capita di farlo, apprezzo i servizi che riservate agli automobilisti.
Ma c'è una cosa che proprio faccio fatica, come dire, a condividere.
Il casello automatico.
Non voglio entrare nel merito delle motivazioni che hanno indotto la Vs società a prediligere questa scelta, ma secondo me potreste apportare una modifica che sicuramente farebbe sorridere i/le milioni di automobilisti/e che ogni giorno si imbattono in tanta tecnologia da cui solitamente si rimane affascinati, quanto spaventati (ovviamente l'accento cade sulle donne).
Infatti ho potuto notare quanti "nomi" si prende la voce automatica della signorina che concedetemi, mai potrà sostituire i sorrisi e la cordialità di molti casellanti.
Ieri tornando da un viaggio "lungo", arrivata al casello mi sono imbattuta nella casellante virtuale che sinceramente a me sta pure un pò antipatica.
Facendola breve, perchè non alternate la voce femminile a quella maschile magari aggiungendo formule meno formali e piu' calorose come: "cara/o, fai con calma a pagare, non avere fretta se no ti confondi" o "buon rientro o buona permanenza, cara/o", magari con un tono meno meccanico e con qualche suggerimento più preciso per le automobiliste meno pratiche che tendono a intasare i
caselli.
Sperando in qualche modo di esservi stata utile o per lo meno di avervi fatto sorridere, vi invio i piu' cordiali saluti.
RISPOSTA:
Da:
Gentile signora Patrizia, grazie per la cortese attenzione e per l'interessante osservazione, certo originale e particolarmente sensibile di cui faremo tesoro
cordiali saluti
pierluigi pezzi

mercoledì, maggio 27, 2009

Rettifica a Spontaneità

Molti mi hanno chiesto di Giovanni :)
E' successo questo.
Il Giovanni che ho visto al bar non era Giovanni, bensì il fratello grande di Giovanni.
Infatti mi pareva... Voglio dire, anche io sono cambiata crescendo (oddio la statura e il numero di scarpe sono sempre quelli e forse anche il cervello. Però ho cambiato gli occhiali,4 o 5 volte, ho tagliato i capelli, fatti piu' chiari, piu' scuri e il mio corpo ha seguito il corso naturale delle origini meridionali), ma non mi sono trasformata in un'altra.
Praticamente ero sul balcone del piano terra con mia mamma e mentre la stavo convincendo a tornare a vivere in Sicilia che poi io sarei scesa per sempre con lei, mi fa :"Oh guarda, ma Giovanni è quellooo non il ragazzo che abbiamo visto al bar"
Ecco. Io sono lenta, e si sa. Arrivo in ritardo, e si sa. Non sono perspicace, e si sa.
Il tempo di voltarmi e riuscire a scorgere con la coda dell'occhio delle spalle quadrate montate su due gambe piuttosto muscolose, il tutto in credo non più di 165/170 cm di altezza, che Giovanni era già lontano.
Giovanni di spalle non è male.
Ha pure una bella camminata, da maschio, no coi piedi a papera, per fortuna.
Sono rimasta sul balcone per un bel pò.
E ogni volta che si apriva la porta dell'ufficio trattenevo il respiro e mi sporgevo un pò in avanti, come se potessi entrare nella stanza con la testa a sbiriciare.
Niente. Giovanni non è uscito.
Ora tocca aspettare luglio.

sabato, maggio 23, 2009

Il mondo di Patty


Sono commossa :°°° :))))

giovedì, maggio 21, 2009

Siculamente. 5

l'olfatto

mercoledì, maggio 20, 2009

Siculamente. 4

la vista.




"Questo è il mio mare,
Il mio mondo
Che sol di sogni vive.
È il più bel mare del mondo.."

lunedì, maggio 18, 2009

Spontaneità

Capita che ti trovi al bar con i tuoi e tua zia, la sorella di tua mamma.
Sei seduta a un tavolino, nel dehor, come diciamo qui al nord.
La differenza sta nel fatto che invece del classico marocco chiaro e cornetto, stai facendo colazione con una granita di mandorla e una spruzzatina di panna, e giusto per non farti mancare proprio nulla, anche una brioche di pasta gialla.
Sei lì, al sole. E' un lunedì mattina e sei in ferie.
Intanto fra un pucciata di brioche e l'altra si susseguono uno alla volta gli amici d'infanzia di tua mamma e tua zia. Parchegiano in tripla fila, scendono dalla macchina, salutano, si abbracciano...Turi, Pina, Rosaria, Salvo...
“Questa è mia figlia” “Piacere” e intanto continui a mangiare. E loro continuano a parlare.
A un certo punto arriva una signora. Saluta tutti.
E tua mamma: ”Lei è la signora che ha l'ufficio vicino casa? Ti ricordi? Quella che ha due figli maschiiii. Daii..."

Sospiri. Sul tuo viso appare un sorriso ingenuo, misto a sognante-malinconico.
Un'immagine.
Il piccolo Giovanni, il figlio della signora sulla porta dell'ufficio.

Da piccola passavo interminabili pomeriggi seduta sull'uscio di casa, in Sicilia, nella speranza che mettesse fuori il suo perfetto nasino. Cuocevo sotto il sole, ma per lui, questo e altro.
Giovanni era un bellissimo bambino coi capelli castani e gli occhi azzurri ,che il suo sguardo racchiudeva tutta il calore della terra in cui è nato. Uno di quei bambini agitati, che non stava mai fermo e aveva sempre i capelli appiccicati alla fronte dal sudore, e le guance rosse. Prendeva la biciclettina e faceva le impennate e poi sfrecciava davanti casa mia senza degnarmi di uno sguardo. Ma a me bastava sentire l'aria che spostava passando a tutta velocità.
Io lo amavo Giovanni...:)

Con la brioches sgocciolante di granita tra le dita e gli occhi a cuore, guardo la signora e le rispondo sospirando :
“Certo che mi ricordo. Io da piccola ero innamorata di suo figlio”
-Giura che dalla mia bocca non è una cosa del genere-Giura che non l'ho dettoooooo.

E invece si, l'ho detto.

Fin qui tutto normale.
Se non fosse che la signora si scosta e dietro di lei appare un ragazzo che non avevi minimamente calcolato.
“Ehm, questo mio figlio, vero?”
..........
.............
................

Siculamente. 3

l'udito
n.d.r. siccome non ricordo mai come tenere il cell per fare i video, dovreste girare la testa o lo schermo del pc:)))


domenica, maggio 17, 2009

Siculamente. 2

il tatto.

Mezzogiorno.

All'inizio questa canzone non mi piaceva per niente.
Quando dice "baby" mi ricorda Mirko dei Bee Hive.

Oggi a mezzogiorno (casualità), in macchina, ho sentito bene le parole.
Azzeccate:)

MEZZOGIORNO
Caselli d'autostrada tutto il tempo si consuma
Ma Venere riappare sempre fresca dalla schiuma
La foto della scuola non mi assomiglia più
Ma i miei difetti sono tutti intatti
E ogni cicatrice è un autografo di Dio
Nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio
Per quanto mi identifichi nel battito di un altro
Sarà sempre attraverso questo cuore
E giorno dopo giorno passeranno le stagioni
Ma resterà qualcosa in questa strada
Non mi è concesso più di delegarti i miei casini
Mi butto dentro vada come vada
Siamo come il sole a mezzogiorno baby
Senza più nessuna ombra intorno...baby
Un bacio e poi un bacio e poi un bacio e poi altri cento
Teoricamente il mondo è più leggero di una piuma
Nessun filo spinato potrà rallentare il vento
Non tutto quel che brucia si consuma
E sogno dopo sogno sono sveglio finalmente
Per fare i conti con le tue promesse
Un giorno passa in fretta e non c'è tempo di pensare
Muoviamoci che poi diventa sera...
Siamo come il sole a mezzogiorno baby
Senza più nessuna ombra intorno...baby
Gente che viene
Gente che va
Gente che torna
Gente che sta
Il sole se la ride in mezzo al cielo
A guardare noi che ci facciamo il culo
E' un gioco
Mezzogiorno di fuoco
E' un lampo
Sulle armature
In guardia
Niente da capire
Mi specchio
In una goccia di sudore
Siamo come il sole a mezzogiorno baby
Senza più nessuna ombra intorno...baby.

sabato, maggio 16, 2009

Siculamente. - l'arrivo

Il gusto.




giovedì, maggio 14, 2009

Cartomante.

Oggi ho sistemato le carte.

Sistemare le carte significa che, nella mia vita, dalla notte dei tempi, ciclicamente, compaiono delle pile di carte che, periodicamente, mi tocca sistemare, previa la reclusione da 3 a 4 mesi per aver dimenticato di pagare qualcosa.
Queste pile, che restano stipate nell'armadio o in qualche scatola, sono formate da una serie di fogli che non centrano niente l'uno con l'altro.
Ad esempio:
bollo auto da pagare
ricetta della torta di cioccolato e ricotta della mamma di Chiara
pagina di giornale con taglio di capelli da fare
multa non pagata
foglio protocollo scritto a mano con tanti pensieri
lista delle cose da fare (credo del 2006)
lettera di ex moroso
assicurazione da pagare
estratto conto bancario
risposta a lettera di ex moroso
lista delle cose da fare (2007)
scontrini farmacia
prenotazioni varie di aerei
altri strappi di giornale con indirizzi utili mai utilizzati
ricette mediche di esami mai fatti
biglietto da cugina
biglietti auguri di natale 2007
bollo vespa da pagare
bollo macchina da pagare
spallina di reggiseno di tezenis (???)
lista cose da portare in viaggio
appuntamento dentista
foto di amiche
Fortunatamente la mia memoria fotografica(?) mi permette di ritrovare in tempi record il foglio di cui necessito in un tal momento. Credo sia un metodo di archiviazione ancora in fase di studio.
Il problema principale di dividere le pile di carte, è che devo essere emotivamente pronta, perchè tutte le volte rischio di andare a risvegliare ricordi che dormono come la lava dell'Etna. Che se poi comincia a colare fa un casino che non si può arginare.
Riordinare le pile di carte non è una cosa che si può fare sempre. Ci sono determinati momenti in cui è vietato: al tramonto, di domenica pomeriggio, quando non ci sono le amiche disponibili, quando piove...insomma in tutti quei momenti in cui poi rischieresti di non riuscire a portare la mente altrove con una buona dose di menefreghismo.
Io ho scelto di farlo oggi. Mentre mi spostavano il contatore del gas.
Così tra odore di silicone e di gas, che distraevano, la prima pila è stata smaltita.
Resoconto:
ho scoperto di avere dei debiti nei confronti di:
.stato
.assicurazione
.comune
Inoltre ho fatto tre buste nuove:
-cose da non leggere più - contiene tutte quelle lettere che quando le stai per aprire dici "no oddioo non dirmi che è proprio la lettera di..." musica di ghost e lacrima in arrivo.
-cose da leggere per stare bene - contiene tutte quegli scritti che quando li leggi ti fanno sorridere (tipo un tema che ha scritto la mia cuginetta su di me alle scuole medie - "sa sempre come farmi ridere e la si può paragonare a un simpatico caos" ma giura??
-scritti volanti - contiene tutte quei fogli su cui ho scritto qualcosa e poi l'ho mollato a metà
Il fatto è che i tecnici se ne sono andati prima che io finissi e nel frattempo è arrivata l'ora del tramonto. Quindi ho dovuto interrompere. Ho rimesso la pila semi ordinata in ordine e ora mi aspetta il caffè dall'amica e la cena dalla mamma della cugina di cui sopra, perchè mi hanno proibito di usare il lavandino.
Giuro che non è perchè non ho voglia di cucinare:)

Mondiale

A me non piace guardare la tv.
Però ultimamente la tengo accessa.
Mi ricorda casa vecchia.
Non guardo nemmeno cosa trasmettono, mi basta sentire le voci.
A volte però quando sento le voci tipo di alda D'Eusanio mi tocca cercare una voce meno angosciante.
Stasera sono tornata a casa e ho acceso la tv, dopo aver fatto correre il filo dell'antenna per tutta la casa. Sono talmente indietro con la tv che non so nemmeno se ci sono nuove tecnologie per non avere tutti sti fili in mezzo alla sala. Si giuro prima o poi farò la canalina.
Dicevo, ho acceso la tv, e poi ho messo su la cena. Nel senso che l'ho tirata fuori dal frigo e l'ho messa sulla tavola. Poi però il minetrone freddo non era molto gradevole e l'ho messo sul fuoco.
La tv ha iniziato a far passare immagini, non so di che tipo, non mi fregava.
Prima di cenaho iniziato a stendere e piano piano la voce della tv è entrata nella mia testa.
La telecronaca della partita di calcio.
Ecco cosa c'era di familiare. Il cielo ancora azzurrino, il profumo dell'ammorbidente misto a quello dell'estate, le finestre del balcone spalancate, la gente in strada a maniche corte.
A me la partita ascoltata così mette un pò di malinconia.
E non mi spiego perchè. Mi mette pure agitazione, come quando ci sono gli Europei o i Mondiali, che mi se guardo la partita mi si chiude lo stomaco. E poi quando sei alle ultime comincia fare quei ragionamenti tipo. "Eh se guardo la partita e va male allora magari vuol dire che porto male"
Poi improvvisamente ho sentito il brivido del mondiale. L'ultimo. Degli occhi strizzati per non vedere. E una testa sotto la bandiera. Due teste sotto la bandiera.
E poi le trombe da stadio. E i marocchini con i carreli pieni zeppi di bandiere, come fanno quando piove che non si sa come ma si materializzano con gli ombrelli. E tutti che ci si abbraccia, anche se non ci si conosce. E ci si abbraccia. Forte fortissimo.
Ho cambiato canale.
E ho messo il peperoncino nel minestrone.

lunedì, maggio 11, 2009

Vacanze Romane



"..ah non lo immaginate neanche le cose che desidero fare da tanto senza nessun controllo..."
"Come tagliare i capelli o chessò io gustare un gelato?"
"Si andare in giro, e poi sedersi a un caffè, guardare le vetrine dei negozi, mischiarsi alla gente, divertirsi, come fanno tutti...
...non è troppo quello che chiedo, vero?..."

venerdì, maggio 08, 2009

A pranzo.


Mamma: "Hai notizie di Tizio? Come sta?"
PAt: "Eh insomma...si sta curando."
Mamma: " Uh quanto mi dispiace"
PAt :" Ecco mamma, io lo dico sempre: uno deve vivere, adesso..."
Mamma: " Vuoi ancora della vedrura?"
PAt:" No grazie, devo mangiare meno...Vedi, io è per questo che faccio mille cose contemporaneamente, che mi piace stare in giro, incontrare gli amici, viaggiare, anche se viaggi del cavolo, uscire, ecc ecc. Insomma fare quello che mi fa stare bene..."
Mamma:" Vuoi ancora fragole?"
PAt: "No grazie, devo mangiare meno...Vedi mammi, a me non frega di avere mille soldi da parte, che cavolo!! ANche perchè, mi privo adesso di fare quello che mi va?? Poi arrivo a 60/70 anni, momento in cui mi potrei godere i soldi (grazie ai tempi pensionistici italiani) e poi magari non posso...MAmma, io sono per il Carpe Diem"
Mamma: "Vuoi la torta?"

PAt: "FAccio finta di non aver sentito...cAzzo faccio, mamma?? ne tengo mille da parte e poi?? TAnto, mamma, i soldi non me li porto in paradiso"

Mamma: "Ah, perchè, tu pensi di andare in paradiso??"

PAt: "....."

martedì, maggio 05, 2009

Mille-e-una-volta.

Oggi m'è successa una cosa strana.
Mi sono mancate le lire.
Così improvvisamente.
Ero alla cassa del supermercato, durante la pausa pranzo e quando la cassiera mi ha detto: "2EuroE28centesimi" e ci ho messo mezz'ora a raccimolare tutti quei centesimini per arrivare a "e28" e liberarmi dei venti chili di moneta che mi stavano sfondando il portamonete, ecco, m'è venuta la nostalgia delle lire.
Ho persino sospirato.
Io odio l'Euro.
Odio l'Euro prima di tutto perchè da quando c'è mi sento abbondantemente presa per il culo. Non mi capacito del fatto che con quello che guadagnavo, in Lire, potevo comprarmi il doppio della roba.
Odio l'Euro perchè per dare il valore alle cose devo fare il rapporto con il mio stipendio. Prima se un paio di scarpe costava 45.000 sapevi che era giusto. Punto.
Se una maglia costava 80.000 era stracara. Punto.
L'Estathè costava 700 lire e se ci aggiungevi 500 lire di focaccia facevi merenda. Prova ora ad andare in panetteria e chiedere 0.25 cent di focaccia... Non ti fanno leccare nemmeno la teglia.
Ora devo fare "allora se costa 100 io prendo 1000 , vuol dire che me ne rimangono 900. Ok è caro.
(Ecco perchè ci metto tanto a comprare le cose:) )
Odio l'Euro perchè quando prendevi una milletta tre le mani ti sentivi ricco. Adesso quando ho un euro tra le mani, mi sento fortunata. Poi gli euro nelle macchinette del caffè non funzionano mai. E non ti danno il resto, maledetti ladri.
Quando tenevo le millette in mano mi piaceva sentirle tutte stropicciate e ogni tanto ci trovavi anche le scritte tipo "Laura ti amo" o le poesie. A me manca il faccione di Marco Polo. E quello della Montessori. E fare benzina con 10.000. O fartele bastare per il sabato sera.
Vorrei anche ufficialmente sapere a che cazzo ci servono le monete da 0,01- 0,02- 0,05 (corretto) cent se tanto non le prendete da nessuna parte a parte darci il resto coi prezzo 9,99 e prenderci per scemi.
Gli euro di carta sono terribili. Sono spessi e tutti lisci. Pare di avere tra le mani i soldi del Monopoli, con la differenza che con quelli ti compravi la casa in Parco della Vittoria o Viale dei Giardini, se eri ricco. Se no in Vicolo Corto. A me piacevano Bastioni Gran Sasso e Largo Augusto.
E la casella degli imprevisti.
Ma quella, m'è rimasta pure nella vita...

lunedì, maggio 04, 2009

Phone- Il terrore corre sul filo del telefono-parte 2^

ore 19.01
il numero privato mi richiama e mentre dico "pronto", partono nuovi avvertimenti.
Ascolta bella.
Hai rotto le palle.
Soprattutto perchè dalla voce avrai si e no 15/16 anni. Se non meno.
E se non ce li hai anagraficamente, ce li avrai cerebralmente.
E se proprio mi devi richiamare, puoi farlo domani intorno alle 7,30 che se spengo la sveglia almeno ti rendi utile?
Grazie.

domenica, maggio 03, 2009

Phone- Il terrore corre sul filo del telefono

Sono seriamente preoccupata.
Questa mattina sono stata svegliata alle dieci del mattino da una chiamata anonima. Un numero privato. Che io non ho mai capito che differenza c'è tra il numero "privato" e "anonimo". Il mio era "privato", ma anonimo avrebbe reso di piu'.
Una voce femminile mi ha dato della "puttana" e mi ha detto altre cose che non ho capito.
Adesso.
Io stavo DORMENDO sotto un metro di piumone.
E' DOMENICA mattina.
E sono le DIECI.
Deduco di averla fatta davvero grossa.

Io non avevo mai ricevuto delle minacce telefoniche.
Come ci si comporta?
Questo vuol dire che ho dei nemici?? Devo avvertire la polizia? Devo sporgere denuncia? Devo scrivere le ultime volontà? (In tal caso sono pro donazione organi e staccare la spina). Devo guardarmi le spalle sempre ora? Questo vuol dire che ora mi arriverà la lettera scritta con i ritagli di giornale?
Il mio primo pensiero è stato la macchina. Ma non mi ricordo dove ho parcheggiato, quindi pensiero rimandato.
Tocca che mi faccio il bodyguard. Voglio le ronde sotto casa. Il servizio al tg5 con la musica da minaccia e la giornalista che intervista le mie amiche che ovviamente parleranno bene di me. Voglio le telecamere vicino al portone. Il telefono sottocontrollo. Voglio Jessica Flatcher, L'ispettore Derrick, Perry Mason, Colombo, Grissom, Rex, l'ispettore Gadget e quel figo del detective Conan da grande, in consulto speciale.
Ho fatto mente locale delle ultime 48 ore.
Sono arrivata a ieri pomeriggio, più in là non riesco ad andare:) Persone con cui ho parlato, posti in cui sono stata, gesti, sguardi, telefonate, messaggi, cose dette, cose fatte, luoghi visti.

Ho subito mandato due sms per tutelarmi. Mia sorella che ha riso un'ora e Vale che non ha risposto. Ora si che sono al sicuro...

A parte che secondo me, ragazzina, hai sbagliato numero, perchè io non ho fatto la scema con il moroso tantomeno con la morosa di nessuno.
E poi, piccola tamarra, volevo dirti che se minacci una terrona sono tutti cazzi tuoi.
Ti vorrei far presente, se non lo sapessi, che nelle mie vene scorre sangue siciliano misto pugliese. Io mi sveglio al mattino con l'odore della parmiggiana e dell'impepata di cozze non con la fragranza del caffè e del corissant alla crema. Se io vado a un matrimonio dei miei parenti cominciamo alle sette del mattino e finiamo alle sette del mattino. Di tre giorni dopo.
Io all'attacappanni di casa ho appeso la coppola mica il cappello di Baci&Abbracci.
Nel mio frigorifero, può mancare l'acqua, ma non i peperoncini ripieni e i pomodori secchi.
Io ho alle spalle uno stuolo di parenti che per difendermi farebbe carte false.
Mi basterebbe alzare il telefono, brutta vigliacca che non sei altro, e ti vedresti recapitare a casa una compilation di schiaffi che il Festivalbar a confronto ti sembrerebbe il 33 giri dello Zecchino d'oro.
E ho detto tutto.