Ultimamente sono solita a disegnare come mi sento. Oggi una cavietta. un pò meno giallina. Ho fatto quel che potevo ma da cellulare in una stanza pressoche buia esce cosi. La prossima volta e per soggetti migliori provvederò ad usare uno scanner. E poi diciamo che il giallino si intona col mio colorito. Cerco di aggiustarla.
martedì, giugno 26, 2007
Oggi è una bellissima giornata soleggiata
Ultimamente sono solita a disegnare come mi sento. Oggi una cavietta. un pò meno giallina. Ho fatto quel che potevo ma da cellulare in una stanza pressoche buia esce cosi. La prossima volta e per soggetti migliori provvederò ad usare uno scanner. E poi diciamo che il giallino si intona col mio colorito. Cerco di aggiustarla.
sabato, giugno 23, 2007
" pause

Tutto questo perchè a casa mia gli animali non possono entrare.
Beh ho fatto passi avanti, prima un pulcino tamagotchi, ora un cane virtuale.
Beata Vale che possiede una tartaruga. Chissà se la riconosce.Chuky non credo che mi riconosca:)
Vi farò sapere.
giovedì, giugno 21, 2007
Passione Vespa
di frecce con dietro attaccata una targa.
Dammi una Special, l'estate che avanza, dammi una Vespa e ti porto in vacanza!
Ma quanto è bello andare in giro con le ali sotto ai piedi se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi...
Ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi...”
Io non possiedo una Vespa 50 special, possiedo una vespa Pk125S del 1984. Credo di aver capito che sia il modello più brutto tra tutti quelli esistenti, tanto che non figura mai nei cartelloni con i riepiloghi di vespe costruite.
Ma siccome “ogni scarrafone è bello a mamma soja”, per me è la più bella. Non è Special, ma è speciale per me.
Non so cosa significhi andare in giro per i colli Bolognesi, ma so che quando siamo in strada, i problemi me li toglie lo stesso. Essì perché la mia Vespa PK125S, fra l’altro appena riverniciata (e già un po’ rigata -colpa di una bottiglia di plastica lasciata incautamente per terra da un deficiente- n.d.r.) di un colore che non so nemmeno io bene perché ho scelto, ma che ora mi piace (potete riprendere fiato), ecco dicevo, la mia vespa mi fa stare bene. Quando salgo su, mi metto il casco e in allegato anche un
sorriso.
Un giorno mi sono iscritta al Vespa Club. E mi è subito parsa un cosa bella. Poi ho fatto un raduno a Lu da 20 km. E subito dopo uno da 400 andata e 400 ritorno. Beh forse ci sarebbe stata bene una via di mezzo.
Poi c’è la gente del Vespa Club. Siamo tutti diversi. Età, stili di vita, provenienza, lavor...ma quando saliamo sulla Vespa diventiamo tutti ragazzini. Sembriamo proprio una comitiva degli anni 50/60. E quando stai bene con le persone che hai intorno i problemi se ne vanno davvero.
Ho imparato le seguenti cose da questo raduno. Ah si non l’ho detto. Eravamo a San Marino al Vespa World Day (fortuna che non potete sentire come pronuncio male “world”)
- nel lettore mp3 ci stanno poche canzoni e se le scarichi brutte rischi di stamparti per mandarle tutte avanti
- i moscerini a 70 all’ora fanno male
- mai mangiare la pasta con panna e salsiccia (porzione da Signor camionista) e poi mettersi la fascia lombare stretta intorno alla pancia
- se guidi la vespa non puoi fare tante foto
- a San Marino la gendarmeria è molto efficiente (hanno recuperato la mia borsa dimenticata stranamente su un aiuola in un tempo record)
- i signori gendarmi sono molto belli (eh oh sono sempre una ragazza)
- di vespe Pk125S ne ho viste altre due su circa 4500/5000 vespe.
E poi volevo ringraziare tutti coloro i quali mi hanno accudita con pazienza.
Chi ha fatto ridere, chi mi ha prestato l’olio, chi mi ha fatto da bancomat umano, (hem i soldi poi li ho restituiti), chi ha diviso con me il menù pesce, chi ha diviso la tenda con me sopportato il mio disordine, chi ha organizzato: senza di loro non sarebbe stato possibile tutto ciò.
e la mia vespa.
P.S. : VAbbè comunque volevo dire che non me ne sto andando, visto questo post sembra un saluto di una sta per partire.
martedì, giugno 19, 2007
Requiem for the Pixel
Aiutatemi a trovare tracce di lui. Salviamo il pixel.
venerdì, giugno 15, 2007
Settimana (d)istruttiva.
Finita la settimana. è stata una settimana particolare, iniziata con un colpo di scena poco piacevole, continuata con un influenza durata un giorno e finita con uno di quei sogni che ti influenzano tutta la giornata. Quelli di cui non ti raccapezzi, quelli che vorresti che finissero ma che continuassero tutta la mattina, che anche quado senti "Vallyyyyy alzati che devi prima passare dalle poste!!" li fai continuare e non sai come ma continuano indipendentemente dalla tua volontà. Un dormiveglia inconscio un "si, ora mi alzo" che ti fa trovare girata nel letto con la testa al posto dei piedi con un appiglio a quel cavolo di sogno dal quale non vorresti uscire. Forse perchè è proprio bello dormire.
E poi la realtà, forse. Perchè tu sei ancora dentro quel sogno, lo porti avanti, questa volta come piacerebbe a te. Ah, non era niente di particolare questo sogno. Ero in vacanza. Mi ricordo anche di aver sentito un dolore fortissimo al collo. In questo periodo il collo mi fa sempre male, non capisco se sia per colpa dell'aria condizionata (che ribadisco, fosse per me la Pinguinodelonghi fallirebbe), o per la postura scorretta davanti al pc.
Ieri, nel mio giorno di influenza, ho deciso che voglio fare la casalinga. la mattina un paio di pulizie e al pomeriggio solo tempo per me. Eh si, sono egoista. Tutti i miei buoni propositi di produzione multimediale sono sfumati davanti a 1984. Per questo ultimamente leggo poco. Se un libro mi piace, la mia curiosità è talmente forte che sono capace di stare oreedoreedore a leggere. Come ieri.
Inoltre stamattina mi è stato ricordato di non essere più una studentessa. Forse devo scriverlo da qualche parte. Cosi smetterò di pretendere la pausa estiva.
mercoledì, giugno 13, 2007
Senza titolo #1
Mi era venuto in mente il post sulle abitudini: ho scoperto che mi affascinano davvero tanto. L'abituarsi a... o il disabituarsi a... e ho scoperto che è più semplice abituarsi a.
Ad esempio io sono abituata a fare colazione con latte e cereali. A me non piacciono i cereali, eppure sono abituata, quindi li mangio. La volta che mangio i biscotti, mi addormento sul pc.
E così ho pensato che è facile abituarsi a qualcosa anche se magari è una cosa che non ti piace.
A volte cerco di studiare le abitudini della gente per capire se sono cose che fanno perchè gli piacciono o perchè sono abituati. (credo che soggetti e predicati verbali di questa frase siano un pò sbagliati)
Oggi in aeroporto (no, non sono partita, è che fa figo dire "in aeroporto", è mica come dire "in stazione" o "in macchina"), beh dicevo, oggi in aeroporto, mio cognato ha preso una famosa bibita dal liquido marrone con l'etichetta rossa e subito c'era scritto "Solleva e vinci". Allora ha sollevato e mentre lo faceva gli ho detto"sappi che se vinci ho diritto al 50% del tuo premio"
Tanto tempo fa te lo dicevano subito se vincevi. Oppure dovevi correre a cercare un batuffolo di cotone con dell'alcool, perchè la patina argentata non si grattava, si doveva togliere con il batuffolo. E se non avevi l'alcool, mandavi subito la mamma a comprarlo. Una volta avevo provato con l'acetone, ma si era sciolta anche la scritta. Il dubbio della vincita mi è rimasto per sempre.
Invece ora:
devi chiamare un numero che costa minimo 12 euro al minuto (e si premurano pure di dirtelo sai)
ti forniscono un codice che varia dalle 12 alle 20 cifre che devi digitare sulla tastiera dopo aver ascoltato 20 minuti di introduzione, che se mai ti sbagli a digitare sei fottuto e devi ricominciare da capo.
oppure ti devi collegare al sito e 9 volte su 10 il sito si blocca
quando poi sei riuscito a fare tutto, senza intoppi ecco che la vocina ti dice.....(suspance)" non hai vinto. ritenta"
Mavvavaffanculo no. Faccio prima a comprarmelo io, il premio.
Dedicato a me.
Da bambina mi dicevano tutti "oh Valentina vestita di nuovo". Io mi scocciavo abbastanza. Come mi scocciavo quando mi chiedevano: "cos'hai in faccia? ooooh ti ha punto una zanzara?" V.: "No, è una cosa che ho dalla nascita".
Ergo, oggi mi dedico una poesia.
24. Valentin(a)
Oh! Valentin(a) vestito di nuovo,
come le brocche dei biancospini!
Solo, ai piedini provati dal rovo
porti la pelle de' tuoi piedini;
porti le scarpe che mamma ti fece,
che non mutasti mai da quel dì,
che non costarono un picciolo: in vece
costa il vestito che ti cucì.
Costa; ché mamma già tutto ci spese
quel tintinnante salvadanaio:
ora esso è vuoto; e cantò più d'un mese
per riempirlo, tutto il pollaio.
Pensa, a gennaio, che il fuoco del ciocco
non ti bastava, tremavi, ahimè!,
e le galline cantavano, Un cocco!
ecco ecco un cocco un cocco per te!
Poi, le galline chiocciarono, e venne
marzo, e tu, magro contadinello,
restasti a mezzo, così con le penne,
ma nudi i piedi, come un uccello:
come l'uccello venuto dal mare,
che tra il ciliegio salta, e non sa
ch'oltre il beccare, il cantare, l'amare,
ci sia qualch'altra felicità.
Giovann(a) Pascoli.
Ieri ho fatto compere. A parte le galline che cantano "cocco bello" è abbastanza vero.
lunedì, giugno 11, 2007
Memorandum
2. Devo diventare un illustratrice. Raccogliere tutti i miei disegni;
3. Concretizzare uno sport. A settembre devo essere iscritta da qualche parte;
4. Finire di leggere un libro. Non iniziarne mille;
5. Per tornare al discorso "richiesta servizi", andare in comune sfruttando il fattore nuovo sindaco-buoni propositi a richiedere dei dossi sulla strada di casa mia. Abito sempre a Villa del Foro, questo per i dipendenti comunali che passano di qui;
6. Telefonare per la visita alla gamba, ahimè che menata.
7. In generale, evitare di mollare a metà qualsiasi iniziativa che il mio cervello continuamente in azione impasta e sforna ogni 30 minuti. Come un buon panettiere.
8. Chiamare Big Jim il prossimo animaletto che passerà da casa mia.
Saluti al nostro amico di Washington D.C. che quotidianamente ci legge.
Greetings to our friends from washington D.C. that follows us everyday.
giovedì, giugno 07, 2007
Certezze #1
Ho accumulato abbastanza ioni da far esplodere la coperta deionizzatrice (ho visto uno spot con Davide Mengacci, una figata), scrivacchierò qualcosa.
In questi giorni ho avuto due certezze: la parola che odio di più e cosa voglio.
Ho scoperto di odiare la parola Tempo. Se mai qualcuno mi ha ascoltato in questi "tempi" (ehm.) riesco solo a dire "non ho tempo, ho bisogno di tempo, il tempo è denaro (no questa non la dico), lasciatemi fare le cose coi miei tempi". nessuno rispetta i miei tempi. Io quando arrivo a casa devo fare le cose con calma. Non importa se mangio alle 10 di sera, se faccio le pulizie al buio, se riesco sempre ad essere in ritardo. Io necessito dei miei tempi morti. Quelli in cui si guarda il vuoto, quando sto seduta sul water in accappatoio per delle mezzore, perdermi tra i ricordi nei cassetti, leggere un libro fino a che non l'ho finito. E poi nel momentovuotofilosofia ho visto la bruttezza del tempo che passa. Ma non perche si invecchia ma perchè si dimentica. Emozioni belle, brutte, affievolite da un'enorme clessidra nascosta in qualche monte in mezzo alle nuvole (oh, io me lo immagino cosi).
Il secondo punto, cosa voglio, è un concetto un pò troppo ampio. In realtà ho deciso di seguire il mio istinto. Per esempio ora ho deciso di dipingere con gli acquerelli. (Periodo acquerello ndr) Bene. Li compro. Anzi ora abbandono qui e mi metto a disegnare.
Ah poi ho scoperto che la gente è strana. I motivi magari un giorno.
E mi piace avere dei bivi davanti. la strada dritta mi annoia. i miei sembrano capirmi, o forse piano piano mi stanno convincendo che qui non è poi cosi male.
e poi sorrido. Forse perchè la mia strada non è dritta come sembrava.
(Quante vite avrei volutoooo, quande vite avrei vissutooooo, quante alternativeeeee...Ruggeri, 2006).
Giorno dopo - situazione
Mezz'ora, solo mezz'ora...
martedì, giugno 05, 2007
Dubbi#1
E perchè quando mi infilo l'accappatoio dentro la doccia (eh oh per sentire meno freddo), il cordino mi rimane sempre più lungo da un lato e si inzuppa dell'acqua rimanente nel piatto doccia, così, quando esco dalla doccia, ho questo cordino inzuppato che sgocciola per tutto il bagno?
sabato, giugno 02, 2007
Previsioni meteo

Oggi è il 2 giugno 2007.
Lo so che appare scritto anche in alto, ma per il mio post mi serve ribadirlo.
Oggi è il 2 giugno2007.
Ieri sera sono andata a dormire con il pigiama. Pantaloni lunghi, maglia a maniche e lunghe e una coperta di lana sopra il copriletto. No, in realtà tra le lenzuola e me. Ho scelto questa opzione perchè quando andavo agli scout, le calze di lana sulla pelle nuda scaldavano di più. Non so se ho esagerato, ma avevo davvero freddo. Io patisco il freddo più del caldo. Anzi odio il feddo in realtà. E infatti ieri sera mi sono detta:"oggi è il 2 giugno, perchè ho una coperta di lana adosso?" Mancano 19 giorni all'estate e io sto ancora patendo il freddo.
Mi ricordo che quando ero piccola, quando ancora non c'erano i condizionatori in tutte le case, o meglio in tutte le stanze delle case, e quando i balconi non erano ancora costellati di grossi cubi con una specie di ventola al centro, ecco, mi ricordo che si dormiva con la finestra aperta. Ma neanche quello bastava per stare bene. A volte ci si metteva a dormire sulla sdraio in balcone nella speranza che tirasse un pò d'aria. Oppure ci si buttava sotto la doccia ghiacciata e poi subito nel letto per riuscire ad addormentarsi. Invece adesso schiacci un pulsante e ti riporti l'inverno in casa.
Quando ieri sera verso le venti sono uscita di casa, c'era un cielo inguardabile. Poi sono arrivata da un'altra parte della città e ho assistito a uno spettacolo stupendo. Il cielo sempre grigio, ma il campo tra il piazzale delle giostre e il cimitero pieno di sole. L'erba luccicava tutta e sembrava più verde del solito. Sulle mie labbra è apparso un sorriso. Allora ho iniziato a cercarlo tra gli alberi, tra le case, tra gli alti palazzoni....e poi finalmente l'ho trovato. Era fra due grossi nuvoloni. Mi ha fatto tenerezza perchè sembrava dicesse "hei lo so che è quasi estate, io sono qui vedi, non so perchè mi coprono così, ma io ci sono sempre, anche dietro le nuvole, non temere"
Ed è per questo che nei giorni di sole, appena entro in macchina (non so se avete presente la temperatura in una macchina che è stata al sole tutto il giorno), io mi godo il caldo. Non apro i finestrini, ne l'aria condizionata. No.Mi godo il Signor Caldo. La pelle che si riscalda fino a scottare, i brividi uguali a quelli del freddo, ma decisamente più piacevoli.
Mi piace pensare che questo post potrebbe servire nel 2100 per i Signori Metereologi come testimonianza del cambiamento climatico.
Ecco Signori Metereologi: oggi è il 2 giugno e fa un freddo cane. Un giorno si gira in infradito e canottiera, l'altro con stivali da pioggia e giacca invernale.Bè forse solo io giro con gli stivali da pioggia.
Il problema è che sono un pò disorientata.
P.S. comunque grazie ai miei stivali da pioggia fuxia i giorni di pioggia non sono più tristi. A volte basta così poco...
lunedì, maggio 28, 2007
Zerinho.

Non ci sarà nessuno a rotolarsi per terra, nessuno mi mangerà le caviglie, nessun agguato da dietro il muro. da dietro alla porta. Nessuno sulle gambe, ma guai a toccarlo! Nessuno in fondo ai piedi, nel letto. Nessuno al risveglio. Nessuno ad aspettarmi fuori dalla doccia. Non dovrò più fare attenzione in giardino. Nessuna zampata sulla macchina, nessuna lotta coi cani, con la gatta. Nessuna lucertola, topo, serpente in casa. La pianta crescerà intatta. Non avrò più peli nel letto. Ne silicone mangiucchiato. troverò sempre gli elastici per i capelli.
Mi sento stupida. Ma per me era importante.
3,2,1, ZERO.
Io non so cosa significa avere un animale domestico o semi domestico.
Anzi no, una volta avevo due uccellini. Mi ricordo solo che al mattino facevano un casino infernale. Poi sono spariti. Credo che siano stati liberati. Il problema è che forse non sapevano tanto bene volare. Ma i miei questa cosa non l'hanno mai capita.
Poi ho avuto un pesce. Ma io odio i pesci nella boccia (n.d.r. abbasso l'acquario di Genova) e così il piccolo pesce rosso è durato forse una settimana. Ma non perchè l'ho ucciso io eh. Forse non voleva rendermi triste.
E poi basta. Di cani gatti & co. non si è mai potuto parlare. Avevo anche pensato di presentarmi sulla porta di casa come la bambina della pubblicità di una nota marca di pasta. Ma le scuse dei miei erano sempre "NO rovina i divani" (io puntavo al gatto). Allora ho deciso che quando avrò una casa mia possederò un gatto obeso, come ho sempre sognato d'altronde. E starà sul frigorifero.
Io non so cosa significa avere un gatto per casa, ma so cosa significa avere un'amica con un gatto.
Quando la chiami parla un pò con te e sgrida un pò lui"Zero cosa faiiiii, zero non salire sulla cucinaaaa" A volte lo chimava "patatini" mi pare, e a me faceva troppa tenerezza. In realtà ero un pò invidiosa del suo splendido rapporto col gatto. Quando andavo a casa sua lo prendeva in braccio e lui mi dava i bacini. Forse la sua indole felina lo avrebbe portato a graffiami.
Era commovente perchè speravo di averlo un pò conquistato.
Poi faceva ridere perchè faceva il figo del quartiere. Ma la cosa che mi faceva più ridere di tutte era quando istigava il cane vicino di casa. Quel cane non sapeva più come ringhiare e come scavare. E Zero stava li. Lo guardava e secondo me si ammazzava dal ridere.
A me dispiace che la mia amica ora sia triste. E la cosa che mi dispiace di più è che non so come aiutarla. Posso solo dire che secondo me Zero è morto da gatto. Esplorando in libertà. Girovagando nella sua strada, da padrone. Mi piace pensare che in quel momento stesse per balzare sulla sua preda più bella, magari un topo gigante, o una biscia lunghissima. Mi piace immaginare che mentre stava per saltare, ridendo, pensava già alla faccia della sua padrona e alle grida di schifo.
Poi si è spenta la luce.
E Zero è balzato direttamente nel paradiso dei gatti.
Ciao Zero.
The muffin woman pat
giovedì, maggio 24, 2007
saluti da vesima.
Ma quest'anno è diverso, quest'anno siamo tutti grandi e ho a che fare con un signore che da piccola avevo solo sentito nominare ma mi sembrava cosi lontano... ho conosciuto il sig. Ferie di Agosto. L'idea di andare via il 15 di agosto mi fa star male. Mi vedo già sgomitare in spiaggia, mi vedo già i piedi del vicino di ombrellone in testa, i palloni dei bambini addosso e ogni altro luogo comune della vacanza da turista del 15 di agosto. E poi è il FINO ad agosto che mi spaventa. Ci va un pò a disabituarsi a 3 mesi di vacanze fuori casa, ne! Inoltre i prezzi sono alle stelle. La mia mente inizia ad elaborare fotografie un pò rossicce come negli anni '80 che parlano di file di ombrelloni e di "coccobello!". (Ho il brutto vizio di stereotipare le cose).
Intanto non ho ancora deciso niente. Anzi, proposte ne ho fatte un sacco ma la risposta è "si, possiamo vedere.." poi passa il tempo, passa l'offerta e "Vale parla ma non conclude niente" diventa il pensiero comune ...grazie collettività...
Sottolineo che quando la vacanza si faceva tra amiche, in un pomeriggio si decideva e si prenotava, si riuscivano a far quadrare i giorni di ferie, si facevano 2 settimane e nessuna aveva problemi sul mezzo di trasporto, d'aria o di terra.
Ricapitolando...
estetista: fatto.
cambio di stagione: fatto.
pinne, fucile ed occhiali...fatto.
Sabato non ce n'è per nessuno...
martedì, maggio 22, 2007
Sindrome da esclusione
Durante una lezione ci chiesero di descrivere un momento bello e uno brutto che ci ricordavamo di quando eravamo piccoli.
Come ricordo brutto raccontai di quella volta che al compleanno di un mio compagnetto delle elementari (non faccio nomi per privacy) la sua mamma organizzò dei giochi e praticamente scelse tutte le bambine più belline per giocare e io rimasi fuori insieme ad altre due. Soffrii molto per questa cosa e me la ricordo come fosse ieri.
Come ricordo bello raccontai che quando andavo in piazza genova facevo su tutti i bambini nuovi (anche le bambine ovviamente) per giocare ai giochi tipo "il lupo mangiafrutta" o "strega toccacolore" (rialzo no perchè perdevo sempre e nemmeno nascondino perchè avevo paura del buio, al massimo "sardina"). Se ne vedevo uno girovagare da solo per la piazza iniziavo a seguirlo e poi gli dicevo "vuoi giocare con noi?" E subito vedevo il sorriso del bambino e stavo meglio.
L'insegnante mi prese come esempio per tutta la classe e mi diagnosticò una specie di Sindrome da esclusione. L'ho chiamata io così in realtà perchè ho capito in questi giorni di soffrirne ancora, di non essere mai guarita.
L'altro giorno mi è capitato.
Non riesco a metabolizzare. Divento triste. E smetto di parlare. Sono simpatica quando faccio finta di niente. Si vede lontano un miglio che c'è qualcosa che non va. Alzo un sopracciglio e mi si stampa sulla bocca un sorriso un pò plastico. E penso a quando ero piccola., che i "capitani"(di solito chi giocava a pallavolo fuori dall'ambito scolastico)sceglievano le persone per la squadra e io rimanevo per penultima (c'era sempre qualcuno peggio di me fortunatamente) v_v allora io per vendetta (n.d.r. io sono vendicativa) giocavo peggio che potessi fare. Solo la battuta dal basso mi venive bene perchè tutti pensavano che la palla non passasse la rete e così non si muovevano e invece facevo sempre 5 punti di seguito.
La sindrome da esclusione come si cura?
stal-lo s.m.

- fig., condizione o situazione di inazione forzata, senza soluzione né possibilità di risoluzione: essere in posizione, in situazione di s.
Il mio progetto di tenere in ordine la mia camera sta lentamente fallendo.
(di|sór|di|nes.m.
1 mancanza di ordine, confusione, scompiglio
2 intemperanza, mancanza di sobrietà.
3 funzionamento inefficiente e irregolare, cattiva amministrazione.)
Non so cosa stia succedendo ma la stuazione mi sta scivolando di mano.
Forse è solo questione di impegno
1a obbligo assunto nei confronti di qualcun altro o di se stessi
2 occupazione, attività in cui si è impegnati
3 applicazione, diligenza nell’assolvere un compito)
E' un pò una situazione generica di stallo.
giovedì, maggio 17, 2007
Cenerentole
Oggi andremo in centro vestite da Cenerentole a cercare la scarpa.
E' un periodo rosa in tutti i sensi.
Si sta bene, si guardano le nuvole, si fanno progetti (che poi sfumano inequivocabilomente).
Come ad esempio quello della casa. Ma questo è un altro discorso che affronterò quando sarò meno arrabbiata con la signorina che mi ha fatto il preventivo per la rata del mutuo("Vorrei dirle signorina, che io non posso avere una rata che ingloba i 3/4 del mio stipendio perchè non credo che potrei farcela con 1/4 di stipendio a gestire la mia vita. stipendio da impiegata.media.") Però i giovani stanno a casa con mamma e papà, questi scansafatiche che non vogliono prendersi responsabilità..
A parte questo neo, devo verniciare la vespa, altro progetto che sfuma. Forse dovrei cercare uno sponsor. Non so tipo "Macelleria da Gino"
E poi appiccicarlo su tutte le mie cose, a patto che divida le spese con me:)
martedì, maggio 15, 2007
oggi non ho fretta.
Io non capisco. Il mondo va troppo veloce.
Ogni giorno per venire in città passo dalla strada meno trafficata della zona, senza semafori e in mezzo al verde. Viene naturale, soprattutto nelle belle giornate di sole come oggi, di rallentare e guardarsi intorno. Viene naturale a me. Dietro di me, mentre io cerco di immortalare il paesaggio con il cellulare si forma una coda interminabile di macchine e ti chiedi da dove cavolo possano arrivare. Oggi per esempio c'era quella nuvolona enorme (v. sopra), bellissima, non potevo non fotografarla. Ed ecco arrivare rombi da Maranello, correnti d'aria che ti portano fuori strada e una serie di insulti tipo: €ß†ƒ®ææ¨œø!!!!!
Uffi... non rinuncio però: c'è ancora stasera.
Mi chiedo perchè il mondo non funzioni coi miei tempi. Voglio fare l'eremita.
CAPITOLO II
...mentre Vale guarda le nuvole, io mi trovo nella mia camera da letto...
La mia mamma ha smesso (finalmente?!) di farmi il letto la mattina e di sistemarmi i vestiti nell' armadio. Così adesso mi sono dovuta organizzare per avere il tempo di fare anche quello.
E così ieri sera non sono uscita. anche perchè ero un pò stanca a dire il vero.
Dopo le telefonate da finta-adolescente, sdraiata sul letto con la cornetta appoggiata alla spalla, ho meditato sul da farsi.
Così mi sono rimboccata le maniche in senso figurato, perchè ero in canottiera, e ho aperto il mio armadio. Di solito opero in questo modo: svuoto l'armadio completamente, pulisco tutto e poi seleziono i vestiti. Ovviamente il tutto intervallato da pause lunghe 25 minuti in cui mi trovo ai piedi del letto in mutande con una maglietta azzurra, con una stella a centro petto, regalatami dalle mie amiche per il mio 20esimo compleanno a fissare il vuoto (eh si le cose le provo tutte per vedere se mi vanno ancora)
Ecco è qui che è sorto il problema.
Delle cose che avevo nell'armadio ne avrei eliminate i 9/10. Sono vestiti che non mi rappresentano più, capi che riportano alla mente episodi che voglio pian piano mettere in un cassetto (scusate il gioco di parole). Jeans larghi, larghissimi, magliettine da adolescente con colori improbabili, vestitini mai messi (a volte cambio i gusti velocemente), capi comprati per far contento qualcuno.. Sono vestiti che magari mettevo fino all'estate scorsa. Ma non li voglio più. Perchè ora sono cambiata.
E' come se dovessi mettermi la roba di quando avevo 15 anni. Ogni tanto ho questi momenti di crescita improvvisa. Quando guardo queste cose mi vengono in mente ricordi che in questo momento non voglio, non mi interessano.
Il fatto è che io penso anche che i vestiti sono solo un modo per coprirsi e ripararsi dal freddo e nascondere le vergogne. Quindi non so cosa fare.
Continuare a mettermi i vestiti per necessità, o rinnovare tutto il guardaroba perchè dopotutto sono cresciuta (ovviamente intendo interiormente perchè sono sempre alta 1,64)?
Essere o non essere? Questo è UN problema...
giovedì, maggio 10, 2007
Punti di Vista
Oggi sono passata da Piazza Genova (piazza Matteotti su TuttoCittà). Era da tanto che non passavo di li, forse anni..Cavoli era tutto in miniatura. Io ho sempre giocato in Piazza Genova da piccola. Ma mi ricordavo le cose più grandi. Ho scoperto che è rimasto tutto uguale ma più piccolo. C'è persino un buco tra due pini nani dove si prendevano sempre le storte. E' ancora lì. Mancano dei rami di appoggio su alcuni alberi, rami che si usavano per salire sui rami più alti. Io da piccola mi arrampicavo sugli alberi. E facevo i finti PicNic con i pentolini e l'erba come cibo.
Oggi avrei quasi scavalcato la ringhiera per entrare nella fontana visto che adesso ho le gambe più lunghe (!). Una piccola rivincita con me stessa.
martedì, maggio 08, 2007
Là de longe
de onde toda a beleza do mundo se esconde
Mande para ontem
uma voz que se expanda e suspenda esse instante
Lá de longe
de onde toda a beleza do mundo se esconde
Mande para ontem
uma voz que se expanda e suspenda esse instante
Lá de longe
de onde toda a beleza do mundo se esconde
Cante para hoje
giovedì, maggio 03, 2007
Oui madame c'est vrai, ce n'est pas faux! Histoires de mon period français.
dans les roues de la cité
Pensavo che Patty avrebbe dedicato la sua giornata a raccontarci cosa ti lasciano 4 giorni di balli caraibici nella riviera romagnola ma non resisto. La tentazione è forte. Un post dopo un pò che l'hai scritto ti stanca, non lo puoi più vedere, inizi a non sopportarlo. Soprattutto se si tratta di un post dai buoni propositi.
E poi se guardi troppo il sole ti ustioni...
Ultimamente tra bische clandestine e ricerche di gatti (anzi del gatto) nell'immondizia fortunatamente vane, non ho avuto molto tempo di pensare, sono andata avanti col mio libro sul pensiero creativo e ho terminato una faccia e mezza del cubo di Rubick. Inoltre sto attraversando il periodo francese. Se avessi portato avanti tutte i periodi avuti negli ultimi 4 mesi non avrei più tempo neanche di dormire. Ho provato a riassumerli ma non sono sicura che ci siano tutti: periodo esperanto, periodo pittura, periodo campi di lavoro, periodo ritratto, periodo nuoto, periodo francese (l'attuale), periodo pattinaggio (che ormai non ha più segreti), periodo disegnatrice della Disney, periodo libri impegnati connesso al periodo biblioteca.
Qualcuno (come l'esperanto) è morto sul nascere, qualcuno rimane sospeso, qualcuno arriverà (come il periodo fotografia). Inoltre il periodo viaggi continua a pulsare. Beh ma quello non terminerà mai. L'unico. Ah da non dimenticare il periodo voglio vivere da sola (in Alessandria, a Torino, all'estero) che ogni tanto si fa sentire.
Inoltre ieri mi sono letta la mano (ma tranquilli non è il periodo Sibilla) e a quanto pare non so fare programmi per la mia vita, manco di polso, ho doti artistiche secondo l'anello di giove ma non le ho secondo il monte di giove. Inoltre potrei essere un capo. Ma non ho carattere.
Pure la mia mano si contraddice.
Je Vous prie d'agréer, messieurs, mes salutations les plus distinguées.
