giovedì, giugno 26, 2008

Scoperte

L'altro ieri ho scoperto che il mio forno ha uno scomparto, sotto. Tipo un nascondiglio segreto. Anche se adesso non è più segreto perchè l'ho detto. v_v
Ero felicissima. Uno scomparto in più è fondamentale. Non so ancora cosa ci metterò dentro.
Però ho uno scomparto in più.
Ho solo un problema. Che continuo a mettere le cose in posti diversi e a cercarle in altri.
Tipo che cerco sempre il Nesquik dove ho messo le padelle. O gli Oro Saiwa dove c'è la pasta.
O cerco i sacchi dell'oraginico sotto il lavandino e invece sono nel mega-ripostiglio.
Allora li ho spostati sotto il lavandino. E ora li cerco sempre nel ripostiglio.

Il mio ripostiglio è magico. Inghiotte le cose e le fa comparire in altri posti in casa.
Ieri ero sicurissima di aver messo su una mensola lo scothc di carta e toh, m'è comparso in sala.
Misteri...

mercoledì, giugno 18, 2008

ritorno nella blogosfera.

Che titolo. classico da articolo di bassa qualità in qualche sito pubblicitario.
però. ogni tanto ripasso.

Sicuramente patty ha riempito il vuoto della mia mancanza. poi con l'avvento della (nostra) nuova casa ha un sacco di cose da raccontare:) Io la chiamo la casa della salvezza. Potrebbe essere anche il nome della prossima coalizione berlusconiana..

In questo periodo fantastico molto. Me ne sono accorta ieri.
Stavo guidando a un certo punto ho sentito la testa che girava verso sinistra. e il collo si è piegato un pò da un lato. Un ghigno e lo sguardo allinsù.
E li sono scoppiata a ridere. da sola, ovvio. a pat capita sempre. Quando le parlate, state attenti. a volte da anche risposte azzeccate. ma in realtà lei è a casa sua che fa il bucato, al vespa club, nel letto..

Saluto punzy e sotti. Ah sotti, io e bepi ti abbiamo vista in giro..;)

giovedì, giugno 12, 2008

Faccende domestiche: Cap. I - La lavatrice

Ieri ho fatto amicizia con la mia nuova lavatrice.
Dopo aver letto e studiato tutte le istruzioni, e deciso che userò sempre gli stessi due programmi per tutti i lavaggi, ho pensato che, per evitare di inziare a vestirmi con i colori casuali e con i vestiti invernali, era ora di fare il primo lavaggio.
I capi scuri.
Detersivo Sole, Ammorbidente Felce Azzurra, Acchiappacolore, Anticalcare Esselunga (il Calfort per ora costa troppo). Seleziona programma, temperatura 40°. Avvio, incrociando le dita.
Poi di corsa al lavoro...

h. 18,00
Regola n.1.
Lasciare il bucato troppo tempo in lavatrice non va bene. La roba si stropiccia e prende odore di cane bagnato.

Decido di fare un risciacquo con ammorbidente.
Ammorbidente Felce Azzurra, seleziona Programma. Avvio.
Nel frattempo inizio a cucinare la cena. Piselli con uovo fritto (n.d.r. io amo le uova)
Finisce la lavatrice, aspetto i minuti canonici per poter aprire l'oblò, ma dopo 10 minuti niente.
Spengo la lavatrice. Apro l'oblò.

Regola n.2
Il ciclo del risciacquo non fa lo scarico dell'acqua.

Un'onda anomala ha invaso il mio cucinino.
Mentre con un occhio vedevo i piselli scoppiettare come pop-corn e con una mano cercavo di abbassare il gas, con l'altra ho rittappato l'oblò, cercando subito di asciugare il pavimento prima che il mobile di legno si gofiasse come una spugna.
Tutto fatto con le finestre spalancate.
Credo che i miei dirimpettai, avranno una nuova sit-com da guardare:)

martedì, giugno 10, 2008

Pensieri volanti

Quando faccio determinate scelte, anche solo un capo d'abbigliamento, o una tazzina da caffè, o un paio di scarpe, o un posto dove andare in vacanza, come parlare a una persona, come rapportarmi con la gente, come muovermi nello spazio, mi chiedo cosa mi spinga a comportarmi in un determinato modo piuttosto che in un altro.
Si voglio dire, in base a che cosa decido.
Cosa mi influenza.
Cosa mi ha portato a essere quella che sono.
Tipo perchè io scelgo le scarpe da ginnastica marroni, anzi le stan smith marroni con gli strappi, piuttosto che un bel paio di scarpe col tacco.
A volte mi piacerebbe rivedere tutti i momenti in cui un determinato evento ha "deviato"il mio carattere.
Oggi mi è capitata tra le mani una foto.
Una vecchia foto.
Oggi ho capito perchè sono distratta:)
Curiosa di sapere chi o cosa stavo guardando..

Scuola Materna E.De Amicis. Anno 1985-86 - foto della Sezione Gialla

giovedì, giugno 05, 2008

La formica e la cicala

Le formiche sono degli animali che mi fanno troppo schifo.
Anche se sono piccole, le temo un sacco.
Non so se si può chiamare formicofobia, ma quando ne vedo una che cammina mi vengono i brividi di quelli che arrivano al collo e riscendono giù dalla schiena. E la nusea.
Se poi le formiche sono tantissime, vado fuori e mi sento come se dovessi svenire.
Vabbè forse ho esagerato:) però mi fanno davvero senso.
Da piccola non ero così. Una volta, al mare, mia mamma mi aveva lasciata con mia sorella perchè doveva andare a prendere le chiavi della casa in affitto e mia sorella fece una strage di formiche. Io piansi un sacco e così per farmi calmare facemmo un gran funerale, con foglie secche come bare e preghierina finale.
Da lì si comprese subito la mia fine sensibilità.
Il mio odio credo che sia nato a causa di mia nonna che una volta al mare (quando aveva iniziato a non starci più dentro con la testa), aveva nascosto delle brioches sotto il cuscino. Mia nonna nacondeva tutto sotto il cuscino. Se non c'era da mangiare c'erano le buste della spesa. Se non c'erano le buste, c'era la biancheria intima.
Le formiche che mi fanno piu' paura sono quelle grosse e lucide, che quando si muovono sembra che scricchiolino tutte; se poi camminano velocissime impazzisco.
Quando ne vedo tante insieme mi piace soffiarCi sopra e vedere che si agitano tutte. Poi si calmano, soffio e si riagitano. Però poi smetto perchè ho paura che si vendichino:)
E poi la formica è troppo laboriosa per andare d'accordo con me.
Quasi preferisco le cicale.

giovedì, maggio 29, 2008

Sincronismo

Ieri pomeriggio mi è successa una cosa strana.

Ero in ritardo.
No, non è questa la cosa strana:)
Camminavo con passo sveltissimo, per quanto possa essere svelto il passo di una persona alta 1.64 -non mento c'è scritto sulla carta d'identità:)-
Assorta nei miei pensieri, con le cose da fare che si prendevano a pugni per prevalere l'una sull'altra, avevo appena salutato la mia amica Elisa. Il semaforo è diventato verde per i pedoni. Ho attraversato sulle strisce. Ma non dalla solita strada, di solito passo sulle strisce che si trovano più avanti, perchè non c'è il semaforo e faccio prima.
A un certo punto da un palazzo si è staccata una pietra (praticamente un pezzo di muro), è rimbalzata su un cornicione, mi è passata davanti al viso e si è frantumata a un centimetro dai miei piedi.
Un sincronismo perfetto.

Sono rimasta immobile trenta secondi, tra gli sguardi increduli e sbalorditi dei passanti.
Uno da una macchina mi ha pure gridato"eh, ti è andata bene"
In quei trenta secondi pure i miei pensieri si sono fermati a guardare la pietra, per terra, appuntita, arancione.
Ora non so perchè quella pietra abbia deciso di non frantumarsi sulla mia testa.
Forse perchè sapeva di non avere speranze.
Ho pensato a quanto è strano il destino.
A cosa sarebbe successo un secondo dopo.

Forse ha solo ragione il passante...

il palazzo, poche ore dopo

martedì, maggio 27, 2008

La clef

Che in francese significa:"la chiave".
Alle scuole medie avevo un libro che si intitolava così.
Mi ricordo che c'era il disegno di una serratura e da quel buco si poteva vederere uno scorcio di Parigi.
Il mio prof. di francese era uno matto. Mi fece leggere subito in francese il primo giorno di scuola. Mi i vergognavo da morire. Improvvisai tutto e da quel giorno entrai nelle sue grazie. Una volta ci fece rimanere su una lettura per più di un mese.Era un dialogo di 4 tipi che andavano al ristorante. Oramai la sapavamo a memoria.

Ieri mi sono chiusa fuori casa. E' stato un attimo. Sono uscita sulle scale per aspettare la mia amica Elisa, da buona padrona di casa, e con un polpo d'aria la porta si è chiusa alle mie spalle. Non ci potevo credere. Così ho suonato, mentre Elisa rideva. Stavolta mi è andata bene perchè c'erano mia sorella e mio cognato dentro.

Stamattina ho fatto fare due copie delle chiavi. :)

venerdì, maggio 23, 2008

Momenti Decisivi

Il rapporto con la mia quasi padrona di casa è iniziato bene.

Mentre lei mi diceva quanti sacrifici le è costato quell'alloggio, quanto ci tiene, quanto ha curato i particolari.. ecc.. con gli occhi lucidi, io ho pensato bene di sedermi con la gamba sotto il sedere (se no ero troppo bassa rispetto al tavolo) e di strappare il laccetto del cuscino verde della sedia della cucina.
Mi domando come mai in questi momenti imbarazzanti e drammatici non si possa bloccare il tempo sbattendo gli occhi, come faceva Jinny la strega. Meno male che mio cognato, che gentilmente mi ha scortata in questa nuova avventura, non è scoppiato a ridere.
Comunque direi che ho posto le basi per un rapporto di estrema fiducia.

La mia quasi futura casa è bella. Le voglio già bene.
E' la prima "cosa" importante e grande, tutta mia. Cioè quasi mia.
Prima di essa ho avuto solo la macchina di grande, di mio.
Non è tanto difficile gestire una macchina. Oltre all'assicurazione(che per fortuna ci pensava il mio assicuratore a ricordarmi di pagarla inseguendomi per la città) e alla benzina (la mia macchina ha una riserva potentissima, praticamente io vado a riserva), ci sono solo quelle robe accessorie tipo bollo, tagliando, revisione, bollino blu (che io mica ancora ho capito la differenza) ecc.
Vabbè che vuol dire che il bollo l'ho pagato dopo 4 mesi che era scaduto?? :)

Una casa è diversa. Intanto è grandissima. Ieri guardavo il soffitto alto e pensavo:" E io che ci faccio con tutto sto spazio vuoto sopra la mia testa??"
Beh almeno non devo farle il bollo o la revisione. O meglio ci penserà la signora Padrona di casa a ste cose.

Devo aspettare ancora qualche giorno prima di avere un mazzo di chiavi in più da perdere.
Per adesso non vedo l'ora di comprare il portaspazzolino a forma di omino stilizzato che è da due anni che vedo al Self e tutte le volte che lo vedo lo prendo dallo scaffale, lo abbraccio e gli dico:"Verrò presto a prenderti" ;)

mercoledì, maggio 21, 2008

Estratto di questo periodo

Mare di Acireale + mio atto di vandalismo Colazione siciliana: granita di mandorla macchiata pistacchio con brioche
Special Olympics - Toccata e fuga a Parigi :(

giovedì, maggio 15, 2008

A me non piacciono i canditi.

Ho fatto una cagata.
Una di quelle, il cui pensiero speri possa essere al più presto sommerso e inghiottito da tutte le cagate un po’ meno impegnative che quotidinamente fai, o dai mille impegni, dagli incontri, dall’andare in posta, in banca, gli occhiali da rifare, il lavoro.
Ora però è li. Presente. Mi lampeggia nello schermo del cervello. Anzi ha il led fisso.
La cagata è simile a quando a Natale, dopo che hai smesso di credere (forzatamente nel mio caso) a Babbo Natale, ti arrivano i regali e tu li apri prima. Cioè non è che proprio li apri completamente. Sbirci un po’. Togli il nastro e apri un lato, e vedi cosa ti è arrivato. E ti rovini la sorpresa. Magari rimani anche delusa, perché quello che ti hanno regalato non è quello che speravi. Poi richiudi la carta e rimetti i regali a posto. Nessuno se ne accorge, ma ogni volta che passi davanti al regalo e vedi quella carta un po’ stropicciata, con lo scotch sollevato e non più limpido, ti ricordi che hai fatto una cagata e pensi che forse era meglio farsi i cazzi propri e aspettare il 25. E quando arriva il 25 speri anche che nel frattempo il regalo si sia miracolosamente cambiato:) E invece quando lo apri e vedi che è lo stesso, sei doppiamente delusa.
E’ come leggere la fine di un libro.
O uscire dal cinema e sentire lo stronzo dello spettacolo delle otto che, passandoti vicino, ti dice chi è l’assassino. Con la differenza che questa volta sei stato tu a chiederglielo. Eppure io non sono una persona curiosa. Non lo sono, maledizione.
Adesso ho capito realmente cosa intendeva Forrest Gump con la storia dei cioccolatini.
E da oggi credo proprio che non leggero più il gusto del cioccolatino scritto in piccolo. Mai più.

P.S.: sicuramente mi capiterà quello ripieno di canditi v_v

venerdì, maggio 02, 2008

Pensieri difettosi

Stamattina sono andata in ufficio a piedi.
Dopo una intensa attività onirica, è la cosa migliore per deviare le idee.
Di solito cerco sempre di cambiare strada. Mi stufo facilmente io. E poi c'era scritto pure su Focus. Serve per tenere allenato il cervello. Io lo faccio solo perchè mi stufo a fare tutti i giorni la stessa strada. Poi non è che abbia molta scelta visto che ci metto 10 minuti a piedi(5 in bici).
Sono passata da una via centrale, ma niente, il mio cervello continuava a rimuginare, a macinare. A volte vorrei farmi fare una tac per vedere quali aree della testa uso.
Era come stare su una strada deserta, tutta bianca. Io, eterna distratta, concentrata sui miei pensieri. Pensavo che sarebbe bastato sentire l'odore del pane fresco per portarmi altrove e invece un cavolo.
Ho continuato a camminare con la fronte aggrottata.
A un certo punto ho alzato la testa, ed ecco la distrazione salvavita:)
Un piccione su un cornicione inseguiva e mandava via tutti i piccioni che si posavano vicino a lui.
Si posava un piccione e lui caricava col becco. Ha liberato tutto il cornicione.
Poi si è avvicinato a un altro piccione. Ha visto che stava male e l'ha lasciato lì. I piccioni che stanno male mi fanno una pena. Quando li trovo per strada, suono sempre per farli spostare. L'altro giorno ho fatto un casino perchè mio papà non s'era accorto che ne aveva uno sotto la macchina.
Sta di fatto che mi sono chiesta come mai volesse stare da solo, questo piccione.
Forse era arrabbiato con tutti.
Poi s'è girato verso di me. Ci siamo guardati.
Però prima che si incazzasse pure con me, ho fatto finta di niente e sono andata via.
Ancora non mi spiego perchè volesse stare da solo...

Vorrei avere il becco
Per accontentarmi delle briciole
Concentrato e molto attento
Si, ma con la testa fra le nuvole
Capire i sentimenti quando nascono e quando muoiono
(...)
Più o meno come fa un piccione
E mica come le persone che a causa dei particolari
Mandano per aria sogni e grandi amori
Camminerò come un piccione a piedi nudi sull'asfalto
Chi guida crede che mi mette sotto
Ma io con un salto all'ultimo momento
Volerò ma non troppo in alto
Perché il segreto è volare basso
E un piccione vola basso
(...)

giovedì, aprile 24, 2008

Paura n.2

Legata alla paura del letto-cassettiera, ho un'altra paura.
Forse è meglio definirla "fissa".
Quella di spegnere tutti i televisori prima di andare a letto, perchè non riesco a dormire col pallino rosso acceso dello standby.
Questa paura è nata per aver visto "Il Silenzio degli Innocenti" quando ero troppo piccola (avevo circa 10-12 anni)
Ho subito un trauma con le scene in cui quello matto che scuoiava le donne, segue la detective, che ora non ricordo come si chiama, al buio, con la maschera a infrarossi.
Ecco, siccome mia nonna voleva dormire al buio pesto, io quella notte, oltre a dormire nel letto-cassettiera che già mi faceva paura di per sè, avevo associato al pallino rosso dello standby, la maschera a infrarossi dello scuoiatore. Cavolo, sentivo pure il suo respiro...(Solo alcuni anni dopo capii che il respiro era semplicemente quello di mia nonna).
Così, da quel giorno, oltre a non dormire più al buio pesto, spengo sempre tutte le tv.
Pure quando non sono a casa mia. Anzi se proprio evitano di mettermi la tv in camera, meglio. Anche perchè dopo aver visto The Ring, questa mia teoria della Tv, si è avvalorata.

Non voglio trovarmi bambine che escono dai pozzi, nè cannibali che mi entrano in camera di notte :)

Paura n.2

mercoledì, aprile 23, 2008

Il letto-cassettiera.

Credo che quasi ogni paura abbia un nome.
Tipo l'agorafobia, la claustrofobia, l' aracnofibia, la scotofobia (un pò ne soffro anche io forse), l'emofobia...
Io ho una paura strana ma non credo che abbia un nome.
E' la paura di quei letti pieghevoli che per "bellezza" sono celati da una finta cassetttiera di legno.
Quando ero piccola e andavo in Puglia da mia nonna, mi toccava sempre dormire in uno di questi letti. E nonostante facessi carte false per non dormirci, mi toccava per forza.
Ogni volta che dovevo aprirlo, iniziava a battermi forte il cuore.
Forse mi dava solo l'idea che stavo per mettermi a letto in una cassettiera.
Non so, era come se stesse per mangiarmi. Vedevo chiaramente gli occhi e la bocca famelica. Pensavo che se fossi andata a dormire lì dentro non mi sarei più svegliata, che il letto mi avrebbe ripiegata dentro i cassetti e che nessuno si sarebbe accorto della mia assenza.
E quando un pò di giorni fa, ho trovato il letto-cassettiera nascosto dietro una porta, mi sono ricordata di questa paura. Adesso che so che è vicino a me, sono un pò preoccupata.

Da piccola mi ricordo che era uscita la notizia di un bambino che dormiva in un letto di quelli che stanno dentro gli armadi. Probabilemente era difettoso. Sta difatto che il letto si chiuse e il bambino morì soffocato. E i genitori se ne accorsero al mattino.

Giuro che non me la sono inventata questa storia.

Di quando io e Vale ci siamo conosciute...

Guardando la foto da sinistra: Valentina, Io, Lisa.
Questa foto è stata scattata l'estate che io e Vale ci siamo conosciute. (l)

sabato, aprile 19, 2008

Segnalazione urgente.

Scusate, ma devo assolutamente segnalare questo sito:

http://www.beehive.it

(thanks to my cousin Dany)

mercoledì, aprile 16, 2008

Sposerò Max Pezzali- confessioni di una sedicenne

Già immaginavo sentire suonare il citofono e una voce dall'altra parte dire:
"Tu sei Patrizia?! C'è posta per te"
Già mi immaginavo in pigiama zebrato comprato all'Oviesse e infradito fuxia, maglietta dei tempi di Arenzano, matita tra i capelli e occhi gonfi di sonno, con una telecamera puntata sulla faccia e un finto postino a fare domande.
Già immaginavo di vederti dentro il bustone di Maria De Filippi e immaginavo i miei occhi rigonfiarsi di lacrime di gioia. Vedevo anche la mia famiglia meridionale seduta vicino a te sul divanetto, con mia conseguente goccia sulla fronte, proprio come nei cartoni animati.
Poi un messaggio sul cellulare"Presenta il suo libro al Thunder. Vai lì"
E nel giro di pochi attimi ero di fronte a te. Tu firmavi degli autografi e io lasciavo passare le tue fans per poter condividere per più tempo possibile lo stesso spazio. Ferma, col tuo libro tra le mani, e un sorriso di quelli che mi affiorano sulle labbra quando sogno ad occhi aperti. Cioè sempre.
Ricordo quando quell'estate chiesi a mio cugino un walkman e una musicassetta per non sentire il russare di mia zia, dato che dormivo con lei.
Mi diede una cassetta, proprio come gli avevo chiesto. E io imparai a memoria tutte le canzoni di quella cassetta. Tutte. Non sapevo nemmeno chi fossi. Ma cantavo felice al sole della Sicilia.
Ora invece so chi sei. Una passione inspiegabile, perchè non so nemmeno quando sei nato e non so nulla di te in realtà.
Sarebbe come spiegare perchè mi piace il gelato crema e nocciola, o la pizza panna e speck senza pomodoro, o perchè mi piace il colore marrone.
Certo, mi fossi ricordata di controllare se la macchinetta digitale aveva la batteria carica, sarebbe stato meglio...
Quando conobbi Carmen Consoli, avevo messo male il rullino e non venne nemmeno una foto.

Vale ti ordino di non divulgare nulla di ciò che hai visto e delle parole che hai sentito uscire dalla mia bocca:)

Grazie Minnie e Vale per avermi fatto realizzare un sogno.
Almeno uno.

giovedì, aprile 10, 2008

La macchina del tempo

La Sardegna.

Il mare della Sardegna.

La spensieratezza di 5 ventenni.

I capelli biondi di ValeBionda che ora non è più bionda e i suoi occhiali tondi;
ValeBionda che suona il pianoforte, per finta;
Francesca che si vergogna della telecamera;
Francesca che si dimena nella sabbia e poi scappa per non farsi buttare in acqua;
i polpacci di Patty e i suoi piedini cicciotteli da bambina;
Patty che si commuove per la sabbia;
Vale mora con la maglia rossa con il maialino;
Vale mora che fa finta di pulire;
Elisa che balla Y.M.C.A.;
Elisa che pettina il petto di Vladimiro;
il bagno nell'acqua gelida del mattino;
la tequila sale e limone;
il nostro amico immaginario Ugo e le sue storie con tanto di scenette recitate;
"a chi tocca lavare i piatti?";
"a chi tocca lavare il bagno?";
il nokia 3210 e il Motorola-cabina verde ;
i messaggi egli ex fidanzati;
il vento;
il motoscafo che si incaglia oltre il limite della spiaggia rosa;
qualcuno vomita;
la pioggia incessante;
gli amici di Rivoli con la sorella minorenne
che ha imparato più da quella vacanza che in tutta la sua vita;
le gambe di Luca;
Vladimiro, il buddista;
Daniele il vicino sardo sardo col vestito da cinese;
Alex l'altro vicino coi capelli lunghi, rossi;
Daniele di Orbassano che non si vede, ma che c'è.
La videocamera, sempre accessa...


Sei anni dopo ci si riguarda. Tutto uguale e tutto diverso.
I nostri capelli non sono più gli stessi, i sorrisi sono diversi, ma le risate si. E con le lacrime agli occhi.
Eccoci sedute di fronte alla televisione, mentre scorre il nastro nel videoregistratore. Sullo schermo delle ragazzine senza pensieri, che fanno le stupide, che fanno le scenette, che giocano... Oltre il vetro quattro ragazze quasi donne, che parlano di lavoro, di vite un pò cambiate, di situazioni sentimentali vecchie e nuove, del mondo che non funziona più.

Cavolo se è bello avere delle amiche. Amiche vere.

mercoledì, aprile 09, 2008

Vivere con la testa fra le nuvole - parte 2^

L'altro giorno sono stata complice di un furto.

Quello del mio portafoglio.
E' stato molto semplice. Vi spiego come si fa:
Si va in giro in bicicletta, con una borsa a tracolla e la vostra borsa appesa alla bici come un qualunque sacchetto della spesa. Si parla al telefono e allo stesso tempo si pensa ad altre cose, magari rischiando anche di essere presi sotto da una macchina.
Si arriva a casa, continuando sempre a parlare al telefono. Si chiude la bici, ma non si mette via che tanto "ora non c'ho voglia".
Sempre continuando a parlare al telefono, si entra nel portone, ascensore e poi casa.
Ci si leva la giacca (no questo non parlando al telefono). Poi si cena, e dopo sole due ore si cerca la borsa per mettere dentro un regalo.

Ci si ricorda che la borsa ERA appesa alla bici...
(come già era accaduto per la giacca di renna beige-sob)

Si corre giù dalle scale e non si trova la borsa appesa alla bici.
Non ci si dispera che tanto oramai si è rassegnati ancora prima di perdere le cose.
Poi si trova la borsa in mezzo alla strada. Per fortuna, che ero tanto affezionata.

Ora, Signori ladri, vi vorrei dire solo queste cose:
1. I miei 2,50 euro spero vi siano serviti almeno per prendere il caffè.
2. Sulla mia patente ci sono 22/24 punti. Dubito vi serviranno per ritirare qualche premio al supermarket. Potete comunque provarci.
3. La foto del mio ex moroso, (tanto per intenderci, quello che aveva i capelli lunghi) che manco sapevo di avere nel portafoglio, potevate tenervela.
4. Le pastiglie che avete trovato sfuse nel portafoglio, non sono ecstasy. Erano sfuse perchè sono uscite dalla confezione. Sono per l'emicrania. Ecco magari potete rivendervele, visto che costano parecchio.
5. Il portafoglio, no, non è di cavalli. C'era solo scritto sopra "cavalli cavalli" (eh oh era di mia mamma), ma vi assicuro, non è di Cavalli.
6. Il tesserino delle donazioni del sangue, no, neanche quello serve per ritirare premi.
7. Il bancomat, la carta di credito e la postepay, beh quelli non mi fate essere volgare, comunque potete provare a farli strisciare nel vostro posteriore.

Se avete bisogno di altri suggerimenti su come smarrire oggeti importanti contattemi.

P.s. per una volta il mio insano disordine mi è stato di aiuto in quanto avevo distribuito equamente nelle borse che uso di solito, tutto il contenuto di una bora, comprese chiavi di casa ufficio e vespa.

venerdì, aprile 04, 2008

Sospiri

Io, di risposte non ne ho
mai avute mai ne avrò
di domande ne ho quante ne vuoi
e tu, neanche tu mi fermerai
neanche tu ci riuscirai
io non sono
quel tipo di uomo e non lo sarò mai
Non so se la rotta é giusta o se
mi sono perduto ed é
troppo tardi
per tornare indietro così
meglio che io vada via
non pensarci, é colpa mia
questo mondo
non sarà mio

Non so, se é soltanto fantasia
o se é solo una follia
quella stella lontana laggiù
Però, io la seguo e anche se so
che non la raggiungerò
potrò dire , ci sono anch'io

Non é, stato facile perché
nessun' altro a parte me
ha creduto
però ora so
che tu vedi quel che vedo io
il tuo mondo é come il mio
e hai guardato
nell'uomo che sono e sarò
Ti potranno dire che
non può esistere
niente che non si tocca o si conta o si compra perché
chi é deserto non vuole che qualcosa fiorisca in te

E so
che non é una fantasia
Non é stata una follia
quella stella
la vedi anche tu
perciò
io la seguo ed adesso so
che io la raggiungerò
perché al mondo
ci sono anch'io
perché al mondo
ci sono anch'io
ci sono anch'io
ci sono anch'io

N.d.R. Eh oh, a me piace(cantante e canzone) :) e l'ho ascoltata con quel sole della foto di fianco.