lunedì, luglio 12, 2010

A Silvio.

mercoledì, luglio 07, 2010

Occhio per Occhio.

E' che da quando c'è Prittino nella mia vita, il mio rapporto con gli animali, è cambiato.

Ecco, io ero una che da piccola, prima di andare a dormire, raccoglieva tutti i suoi pelouches, poi li metteva in fondo al lettino a partire dai più grossi, fino ad arrivare ai più piccini e poi li copriva con delle copertine fatte con i fazzoleti di stoffa.
E se di notte mi svegliavo e mi accorgevo che era caduto qualcuno dei pupazzi, mi alzavo e, nonstante avessi paura dei mostri che stavano sotto il letto, lo rimettevo a posto.

Da quando c'è Prittino, dicevo, la mia sensibilità è degenerata.
Se vedo un animale per strada il mio cuore si incrina e i miei occhi si mettono ad accento circonflesso.
Animale che va dal cane, al gatto, all'ape, alla mosca, alla formica, al moscerino.
Qui in Sicilia, ad esempio, è pieno di cani randagi.
Oggi ce n'era uno in strada sotto il sole delle due, e io volevo dire ad Azzu "Fermati che gli diamo da bere", ma poi ho pensato che magari poteva mordermi e allora ho visto il cane che si allontanava dallo specchietto con le sopracciglia ad accento circonflesso.

Ieri eravamo in una pizzeria sul mare, e c'era un cagnino che si aggirava fra i tavoli scodinzolando in cerca di cibo. Dopo averci fatto aspettare un casino per prendere l'ordinazione che io avevo una fame che poco ci mancava che mi mangiassi il tavolo, è uscito il padrone.
Il padrone del locale ha dato una sberla al cane.
Io volevo alzarmi e dare la stessa sberla al padrone e fare un casino e gridere in mezzo i tavoli.
Poi è arrivato un altro cane, e allora ho preso gli avanzi di bordo di pizza e glieli ho messi su una pietra, ovvimente con lo sguardo di sfida nei confronti del padrone. Poi prima che andasse via quell'oca della cameriera, le ho sfilato dal piatto altri pezzi di bordo e glieli ho portati al cane che aveva una paura di me, che mi veniva da piangere.
Poi una bambina gli ha gridato "vai viaaaa"
Io volevo gridare pure alla bambina, ma era ora di andare via e i miei occhi si sono velati di acqua.
Il problema è che questa cosa ora mi si sta infilando anche nel cibo, che l'altro giorno al matrimonio, mi è arrivato il filetto, e io mi sono immaginata il maiale che mi guardava, che poi era un vitello, ma è uguale.
E poi capita che mi aggiro tra i siti di vegetariani.
E penso che me ne fotterei di quello che potrebbe pensare la gente se mi imbarcassi in una scelta simile.
E penso che anche che quei fottuti stronzi che abbandonao gli animali, o solo poco li maltrattano, dovrebbero essere presi e lasciati cadere in mezzo alla giungla.
Occhio per occhio...

venerdì, luglio 02, 2010

Il tempo della Mela.

Mela si sposa.
Quando le mie amiche me lo hanno gridato per telefono, pensavo mi stessero facendo uno scherzo.
Ogni tanto me li fanno gli scherzi, perchè io credo a tutto quello che mi dicono.
Sono in buona fede.
Prima di crederci veramente, gliel'ho chiesto tre volte se era vero. Perchè loro erano a cena insieme, mentre io sono in Sicilia, e siccome sanno che non mi offendo a morte per niente quando fanno la cena che io non ci sono, ho pensato che mi stessero facendo uno scherzo.
Invece è vero.

Mela si sposa.

E quando ho capito che era vero, ho lacrimato. Anzi prima ho gridato, e poi ho lacrimato, tirando anche su dal naso il moccolo.

Mela fa parte di un gruppo di 6 amiche, me compresa.
Siamo amiche da 10 anni.
E' un'amicizia forte la nostra. Non ci sono mai stati litigi. Cerchiamo, nel bene e nel male, di dirci sempre le cose in faccia. Con educazione, tatto, e possibilmente nel momento giusto.
A volte ci consultiamo, poi prendiamo l'amica in questione e le diciamo cosa pensiamo.
Ci teniamo in contatto sfalsate, tipo amica 1 con amica 2, amica 2 con amica 3, amica 3 con amica 4, ecc..
E poi facciamo i pranzi e le cene insieme. Non tutti i giorni, ovvio.
E ci si resoconta tutto.
E ci sono 6 voci che si sovrappongono e si salta da un argomento all'altro con una velocità che alla fine non si capisce mai chi ha fatto cosa.
Si parla di cose da femmine, tipo il ginecologo, il ciclo, i vestiti, le cose zozze, ma si parla anche di cose serie, tipo, mhmh, beh di cose serie. E poi ci si prende in giro. A volte viene presa di mira una, e giù tutta la sera a dirle cose e a farle i cazziatoni.

Quando ci siamo conosciute avevamo dai 16 ai 18 anni circa.
E ora Mela si sposa.
Ieri parlavamo di Mtv day, e oggi di Addio al nubilato.
Ieri di Che palle domani non ho voglia di andare a scuola, oggi di che palle domani non ho voglia di andare a lavorare.
Ieri di Tizio mi piace, secondo te gli piacerò? oggi di Devo andare a casa a preparare la cena a tizio.
Ieri di Non ho voglia di studiare, oggi di Non ho voglia di stirare.

Ieri di Oh non ti ho risposto che non avevo soldi nel cell, oggi di Oh non ti ho risposto che non avevo soldi nel cell.

Beh, fortuna che alcune cose non sono cambiate per niente:)

martedì, giugno 22, 2010

Mezzo pieno, o mezzo vuoto.


Quando piango con gli occhiali, le lenti si riempiono di tanti piccoli puntini di acqua.
Non ho mai capito bene perchè visto che le mie lacrime, di solito sono dei goccioloni che si sdraiano delicatamente sulle guance.
Forse sono le ciglia lunghe che sbattono sui vetri.
Quano piango, lo sento dalla gola che sta per iniziare tutto, perchè le tonsille mi si annodano in gola.
E poi gli occhi si riempiono d'acqua e io spero che nonostante tutto non strabordino.
Ma alla fine mi fregano sempre.
E consumo la cartaigienica per soffiarmi il naso.
Che a volte mi si disfa tutta tra le dita.
Quando piango, la punta del mio naso diventa rossa e lucida, che sembro un clown.

Quando ho finito, faccio finta che sono stanca, con quegli occhi rossi, o che ho un pò di raffreddore. O magari che sono stata troppo tempo al pc.

Oggi ho pianto perchè il mio lavoro ha fatto spazio sulla mia scrivania piena di fogli.
Ha fatto spazio e ha messo sul tavolo una storia.
La storia di un ragazzo della comunità.
A volte capita che il mio lavoro entri nella mia vita.
Anche che la mia vita entri nel mio lavoro.
A volte, che si confonde con Tutti i giorni.

Lui è come un gattino. Come un bimbo.
Io sul comodino ho la sua foto da piccolo.
A volte mi chiedo cosa possa aver pensato Azzurro, vedendola per la prima volta.

Ah ecco poi, quando piango mi strofino la fronte con con l'indice e medio attaccati.
Tipo come adesso.

Solo che adesso tocca che le lacrime le devo far uscire tutte stasera, perchè domani quando entrerà in sala operatoria ela mia mano e la sua si scioglieranno dalla stretta morsa della paura, che avrà lui e che avrò io, dovrò sfoggiare proprio il più lucente dei sorrisi.

Solo che questa volta, il bicchiere, riesco a vederlo semplicemente verde.

lunedì, giugno 21, 2010

"mondo cane!"

Corro in aiuto a un amica blogger che ha lanciato un appello.

E ora correte pure voi.

http://secondazampa.wordpress.com/

mercoledì, giugno 16, 2010

giovedì, maggio 27, 2010

La verità ti fa male lo so.


Sono stanca.
Stanca, che sia tutto un'inculata.
Stanca, che ovunque vai, qualunque cosa fai, dietro, c'è sempre la fregatura.
Oramai non ci si può più fidare. Di nessuno.
Tutti parlano, tutti vogliono sapere, tutti hanno paura di restare indietro, di essere da meno, di avere qualcosa in meno.
E allora si frega, si froda, si imbroglia.
Oramai è ovunque. Come la peste.
Non so se sia come la peste, ma mi piaceva dire questa frase.
Ti fregano ovunque.
Non c'è più niente di reale. Di "è così" e poi è così davvero.
Firmi un foglio e ci sono le clausule invisibili, fanno le leggi per mettertelo comodo dietro.
Compri una maglia e dopo un giorno si buca.
Mangi una cosa, e dentro ci sono i prodotti chimici che ti fanno venire le malattie.
La carne è colorata, la frutta matura con le lampade, i fiori non profumano, il pane è secco, forse dovrei solo cambiare supermercato, ma non ho tempo di andare nelle botteghe. Sono tutte in zona a traffico limitato e non ho la bici perchè me l'hanno rubata, perchè l'ho lasciata senza lucchetto.
Che ingenua.

Dici una segreto, e la sanno tutti.
La volta che ho detto alla padrona di casa che non sapevo niente della forcina per capelli dentro la lavatrice, mi sono sentita un verme. Ancora ora mi sento male, infatti mi sono tagliata i capelli e ho smesso di usare le forcine.

La gente non è più capace di chiedere scusa.
Non è più gentile, educata.
Sei qualcuno, se hai qualcosa.
Ti dico così, ma in realtà è cosà, perchè così ti frego e sono più figo.
E se non freghi, sei uno scemo, un perdente, un coglione, uno sfigato.

Spesso divento triste perchè non c'è nessuno che dice più la verità.
Quella buona, non aggressiva. Quella ingenua. Quella che ti fa fidare.
Divento triste perchè guardo la gente che si frega e mi fa pena.
Una volta ho portato il computer a riparare, gli ho detto:"Guardi, non si accende più. Il fatto è che mi è volato dalle mani"
Era commosso perchè gli avevo detto la verità.

Sono stanca di tutte queste cose.
Ecco perchè ho sempre sonno, che tutti mi chiedono perchè ho sempre sonno, perchè sono stanca delle ingiustizie, delle cazzate, del non saper essere umili e soprattutto onesti.
Per questo.

Nel paese della bugia, la verità è una malattia.
(Gianni Rodari)

Interrogativo.

Gentile ServizioClientiTre,

la mia non è una vera è propria lamentela.
E' solo una considerazione.

Mi è arrivata la Carta Cinema Tre.
Felice di questo regalo, corro a vedere quali film potrò finalmente andare a vedere senza spendere i tot. mila euro per un ingresso.

Beh, oltre a scoprire che nella mia città, Alessandria, solo un cinema dapprim,a e poi due, applicano la promozione, mi rendo conto che questa è la bella risposta che mi danno:

Il cinema Alessandrino aderisce a Grande Cinema 3! Al momento in questo cinema non ci sono film Grande Cinema 3 in programmazione, torna nei prossimi giorni per verificare quali film puoi andare a vedere… paga 3!

Il cinema Multisala Kristalli aderisce a Grande Cinema 3! Al momento in questo cinema non ci sono film Grande Cinema 3 in programmazione, torna nei prossimi giorni per verificare quali film puoi andare a vedere… paga 3!

Adesso mi domando: devo andare a Bologna a vedere un film?
Ma va, perchè poi scopro che nemmeno nei loro cinema ci sono promozioni se non per "Matrimoni e Altri Disastri", che, una volta visto, voglio dire , non lo rivedrò di nuovo, anche perchè, giustamente, l'ingresso è uno.

Allora mi ridomando:
a che cosa serve questa carta?

Cordiali Saluti

mercoledì, maggio 26, 2010

Un nervoso.

Ho ancora la rabbia dentro di sta cosa.
Praticamente andiamo alla coop.
Si la coop sei tu.
Compro una banana, un kiwi, un'arancia.
A parte che non mi metto il guanto, per protesta, contro tutta sta plastica.

Azzu oramai è esasperato dai miei sacchetti di stoffa:)

Prendo i miei tre frutti e li peso singolarmente sulla bilancia. Li infilo tutti in un sacchetto, di plastica, e poi appiccico i tre prezzi uno in fila all'altro, con la precisione memore degli album Panini.
Tre frutti.
Vado alla cassa.
La ragazza prende il sacchetto lo alza e fa:"Questa cosa non si può fare"
Ecco.
A me il fegato s'è scambiato con il cervello. La bile mi si è iniettata negli occhi al posto del sangue. La lingua mi si è gonfiata come un gatto incazzato.
Le faccio:"Perchè scusa, per tre miseri frutti, devo comsumare tre sacchetti, quando ci stanno tutti in uno?"
E lei mi fa:"Eh non vogliono"
Ma chi non vogliono? Gli stessi che dentro la Coop mi mettono i detersivi ecologici che te ricicli le confezioni? Sono loro? Perchè io la cosa, la trovo altamente incoerente. Perchè non trovo motivazione al consumo di tre sacchetti al posto di uno. Perchè queste cose mi fanno girare le palle che io non volevo più comprarli quei tre frutti.
Ora, sta cosa non mi è andata giù e non la faccio finire qui.
Preparo la mail per il servizio consumatori.

E meno male che la coop sono io.

Ah, a proposito:
incoerenze

domenica, maggio 23, 2010

Happy Hour...

Happy Hour...
...nel paese di Molto Molto Lontano.

martedì, maggio 18, 2010

Pregiudizi.

Quando sono andata a sbattere con il mento contro la spalla di quella ragazza, stavo guardando per aria.
Bocca un po' aperta, mente altrove.
Da quando c'è Azzurro, se sto per andare addosso alle cose e alle persone lui mi tira per un braccio e mi dice: "Stai attentaaa!".
Ma l'altro giorno non ce l'ha fatta, non mi ha tirata in tempo.

E così ci siamo scontrate.

Io mi scontro sempre, spalle, schiene, gomiti, piedi, ma come me ne accorgo chiedo scusa, mi scusi, oh mamma scusi. E poi sorrido un po' mortificata.
Ma quella dell'altro giorno, quella, era della peggior specie.
Una stronza fotonica che quando le ho detto "scusi" si è voltata facendo in modo di graffiare l'aria con i suoi capelli spaghetto, cotti dal parrucchiere.
Si è voltata, è ha infilzato i miei occhi che mi hanno trapassato pure i 10 cm di eyeliner appoggiati sulla sua palpebra.
La sua bocca è rimasta chiusa: probabilmente s'è ingoiata delle parolacce.
Io pure l'ho fissata, e in un attimo, tutto il sangue che circolava nel mio corpo s'è scaraventato nelle mie pulille. Tutto l'orgoglio e l'onore dei miei avi siciliani e pugliesi m'ha squarciato il petto.
La stronza ha riportato i capelli a posto e se n'è andata senza proferire parola.
I nomi che le ho tirato (n.d.r. ma brutta stronza che non sei altro, vieni qui che ti do una testata che ti faccio rientrare il naso, fighetta di merda, ma guarda sta scema maleducata di m.) le sono rimbalzati tutte sulle spalle.
E a ogni passo che facevo per allontanarmi da lei, sentivo la rabbia che che cercava di scappare dai miei denti.
Poi ho lanciato un ultima occhiata al mio nemico e ho visto solo una scritta sui suoi piedi:
HOGAN.

lunedì, maggio 17, 2010

Inspiro.


Il profumo dell'estate sa di asfalto bollente.
Sa di aria tiepida alle otto di sera.
Di fiori, di magnolia, di gelsomino, di tigli.
Sa di carne che si cuoce sulla griglia.
Sa di cocco.
di crema al cocco. di yogurt al cocco. di torta cioccolato e cocco.
Il profumo dell'estate sa di cielo celeste, di panni stesi al vento.
Sa di profumo di donne che si mettono il profumo estivo, quello più leggero.
Il profumo dell'estate sa di magliette stipate nelle scatole della roba estiva, le prime che ti metti, tutte stropicciate. Quelle che scavi tra le cose che non so se la butto perchè magari la metto ancora.
Il profumo dell'estate sa di pelle coccolata dal sole.
Sa di rumori di moto che si intrecciano come le scie degli aerei.
Il profumo dell'estate sa dei rumori dei piatti che all'ora di cena, dalle finestre aperte, si confondono tra il cinguettìo degli uccellini.

martedì, maggio 11, 2010

Albero genealogico.



Play.


Ho trovato una foto di mia nonna.
I ricordi sono usciti dalla foto da soli.

Mia nonna si tingeva i capelli di nero. Diceva "che schifìio i capelli bianchi"
Mia nonna non ha mai portato la dentiera. Diceva "che schfìo sta cosa nt'a bocca"
Mia nonna portava solo i reggiseni che si era cucita lei, da più giovane. Erano tutti lisi dal sapone di marsiglia, ma lei usava solo quelli. Perchè nei reggiseni aveva cucito delle tasche dove conservava i soldi. Che poi dava a mio cugino.
Mia nonna aveva gli occhi azzurri. Io sapevo che aveva il mare di Sicilia, negli occhi.

Mia nonna portava sempre le scarpe con il tacco. E il suono dei tacchi era come le lancette dei secondi.
Voleva sempre uscire e quando venivano i miei amici a casa, lei, facendo finta di niente, si sedeva in mezzo a noi.
Non voleva che mi chiamassero patty. Diceva "chi'è sto patty. patty. patty."
Disegnava dei fiori con la mano tremante. Io me li ricordo i fiori, ogni tanto li ridisegno anche io.
Cantava le canzoni con la voce tremante pure quella, e le cantava sempre quando mia mamma la sgridava.
Perchè a volte faceva le cose che davano il nervoso. Tipo una volta l'abbiamo sorpresa a pitturare il portone di legno di casa in Sicilia. Con l'olio di oliva.
Oppure voleva che io e mia sorella ci sposassimo con i nostri cugini.
Mia nonna conservava tutti i sacchetti di plastica e di carta. Il suo cassetto ne era pieno. Anche nella federa del cuscino li trovavo ogni tanto. E se li nascondeva pure addosso.
Effettivamente anche io li conservo. Tutti. Ma no addosso.

Mia nonna, a un certo punto, voleva mangiare tutto con lo zucchero.
E vedeva sempre le formiche per terra.
E una volta l'ho trovata seduta sul letto che guardava il muro. E salutava le persone.
E mi ha detto "Saluta anche tu le persone".
Io le ho salutate.

Ora che le guardo le braccia, assomigliano proprio a quelle di mia mamma.
Eh si, anche alle mie.

venerdì, maggio 07, 2010

Festa della mamma.

Questa notte ho fatto un incubo.
Quando, nel cuore della notte, mi sono svegliata con le lacrime vere, che le ho anche toccate, anche se avevo capito che era stato solo un sogno, le ho lasciate scorrere ancora un pò.
Sospirando anche.

A volte, di sera, ho paura ad addormentarmi perchè non voglio sognare.
I sogni che faccio sono sempre contorti, pieni di rabbia, spesso grido contro qualcuno.
Sono pieni di fatti (no drogati), di gente, di situazioni complicate e assurde.
Poi mi fanno paura perchè nel sogno non capisco che è sogno e quindi mi sembra vera realtà.
E quando mi sveglio ci metto un bel pò a riprendere i rapporti con la realtà.
Come quando si rimane impigliati con il vestito o la borsa nella maniglia della porta.
Una volta avevo sognato che mi ero svegliata da un sogno. E invece ero ancora nel sogno.
Ma questa notte; questa notte, era un sogno brutto.
Sa, lo dico: ho sognato che moriva la mia mamma.
Ma c'era ancora mia nonna viva. Sua mamma.
E così poi io da quel giorno avrei dovuto badare a lei.
Nel sogno abbracciavo mio padre.
L'ultima volta che ho abbracciato mio padre è stato
è stato..
è stato...
non lo so quando è stato.

Stamattina mi sono decisa e ho scritto un sms a mia mamma.
Che tanto oramai li sa leggere.
Le ho detto che le voglio bene.
Che non gliel'avevo mai detto.
Lei mi ha chiamato è mi ha detto che mi vuole bene più dell'universo.

Quant'è più dell'universo? :)

"Con il suo grembiule può far diventare casa una capanna
E forse non c’è niente di speciale ma Lina è la mia mamma"
A. Bonomo - "Anna"

mercoledì, aprile 28, 2010

Chi non risica non rosica.

400 e passa pagine.
3 racconti per pagina.
Cercarmi, pensavo fosse un'impresa da connessione 56k.
Voglio credere che siano in ordine di preferenza.
Una lacrima ha scollinato la mia guancia e si è posata nell'angolo più alto del mio sorriso.

http://blusubianco.it/capitoli/leggi/1/sentirsi.aspx?p=2

Mi sa che mi tocca tradire il mio yogurt al biscotto e cerali.

lunedì, aprile 26, 2010

La partita di pallone

Azzurro mi ha portata allo stadio.
A San Siro.
Io non ero mai stata allo stadio a vedere una partita di pallone.
Lo stadio è grandissimo. Ma la cosa più bella, dopo aver fatto un sacco di scale che io avevo già il fiatone alla prima rampa, è stata il verde smeraldo del campo.
Me lo immaginavo più grande il campo perchè alla televisione sembra gigante.
Allo stadio si è tutti amici. Praticamente quello che i maschi dicono quando guardano la partita a casa, lo dicono anche allo stadio però è più divertente perchè si sentono i peggio insulti.
Un'altra cosa divertente è che tutti svestono i panni di impiegati di banca, casalinghe, studenti, orafi, panettieri, meccanici, e mettono quelli dell'allenatore.
Quando è iniziata la partita ci sono rimasta un pò male perchè non c'era la telecronaca.
Io ogni tanto mi distraevo perchè guardavo la gente. Quello davanti a noi, ad esempio, non vedeva l'ora di parlare con azzurro e il suo amico, e continuava a girarsi e io che me n'ero accorta a un certo punto ho detto ad azzurro: dai parlagli che non sta aspettando altro. E infatti è stato così.
Ho visto i giocatori della tv dal vivo anche se erano piccoli e non si vedevano in faccia.
A un certo punto, mentre c'era il riscaldamento, Azzurro mi fa: quello che ha il pallone è Milito, ma avevano tutti il pallone sui piedi e così mi sono confusa.
C'era pure Del Piero. E poi Buffon. Mi ricordo solo loro.
Quando c'è stato il goal hanno gridato tutti. Sembrava che stesse passando la metropolitana sotto gli spalti. Io sono rimasta seduta perchè ero felice per Azzurro, ma io non tifo niente.
Nella prima fila c'erano delle signore che potevano essere mia mamma e giuro che hanno fatto un casino che non ci potevo credere. Con le sciarpe al collo. E si strattonavano.
E' stato bello, davvero.
Però continuo a non capire perchè questi ragazzi, prendano tutti questi soldi.
Alla fine ha vinto la squadra di azzurro e io ero felice perchè se avesse perso non mi avrebbero più portata.

La prossima volta però me lo porto pure io il cucscino da casa da mettere sulla sedia.

sabato, aprile 24, 2010

Pritt mannaro

lunedì, aprile 19, 2010

Reset.



E' come se ogni tanto avessi bisogno di scaricare i miei pensieri a terra.
Per svuotarmi la testa, toccando il pavimento con un dito.
Perchè c'è confusione.
Perchè ho sempre qualcosa da fare. Più urgente delle altre.
E gli altri pensieri vanno in coda. E ognuno grida più forte per farsi sentire e non farsi dimenticare.
Io vorrei, per una volta, arrivare a casa e semplicemente sdraiarmi sul divano.
Con un libro, toast con nutella e succo alla pesca.
Ma che, chiedo troppo?

lunedì, aprile 12, 2010

Il treno dell'amore.

Jody era il ragazzotto che faceva andare il treno dell'amore quando arrivavano i baracconi in città.

Jody si è limonato tutte le ragazzine della città, classe 1981 e penso anche 1979, 1980, 1982, e forse anche 1983.
Io non l'ho limonato perchè ero un po' ingenua, da bambina.
E poi a me in realtà piaceva suo fratello che era più piccolo.
Jody pilotava la giostra dalla sua cabina e poi faceva gli occhi dolci a tutte le femmine che si appostavano sullo scalino di metallo per guardarlo. Poi ne sceglieva una, affidava il comando del treno a suo fratello, la portava sul retro della giostra, e lì la limonava, dove nessuno li poteva vedere.

La giostra dell'amore era una specie di trenino rotondo che girava fortissimo e per la forza centrifuga schiacciava le persone all'esterno. Poi a un certo punto veniva messo sopra una specie di telo e quello era il momento in cui dovevi limonare con il tuo morosino.
O chi per esso.
Di solito come colonna sonora, era gettonatissima Siria con "Non ci sto".

Io una volta sono stata invitata a fare un giro da un ragazzino che aveva una cicatrice in faccia. A me questo tipo non piaceva, ma la cicatrice in faccia si, e così ci sono andata.
Ma non abbiamo limonato perchè io non sapevo come si faceva.
Ovviamente ha pagato lui.

Beh, ieri e l'altro ieri con Azzurro siamo andati alle giostre. E oltre ad aver constatato che l'animazione è ferma agli anni '80, e essere andati sul treno della paura dove io avevo paura davvero e gridavo davvero, ma Azzu mica ci ha creduto; dopo aver vinto una katana a metà, nel senso che è la metà di una katana, ho provato a cercare Jody.

La giostra dell'amore c'era.
Ma di Jody nemmeno l'ombra.
Jody secondo me è uguale a com'era 15 anni fa.
Forse è vittima di un incantesimo e perciò rimarrà sempre giovane.
O forse, forse Jody non si è accontentato della sua colorata vita da vagabondo e ha semplicemente abbandonando la sua pulsantiera per fissare negli occhi la sua unica femmina...

"Com'è difficile andar via
quando vuoi scendere
da un treno mentre va
E giri intorno alle parole
per dire ci sto male
ma non ti voglio più
odio le piccole bugie
che poi nascondono
le grandi verità
è meglio un pugno in pieno viso
che ci rimani steso
ma domani passerà
E un altro amore se ne va
con la sua piccola ferita
che un giorno si confonderà
tra le linee della vita
perchè l'amore a questa età
è proprio tutto o non è niente
ed io non mi accontenterò
e a volare a bassa quota non ci sto"