lunedì, maggio 28, 2007

Zerinho.


Non ho voglia di tornare a casa.
Non ci sarà nessuno a rotolarsi per terra, nessuno mi mangerà le caviglie, nessun agguato da dietro il muro. da dietro alla porta. Nessuno sulle gambe, ma guai a toccarlo! Nessuno in fondo ai piedi, nel letto. Nessuno al risveglio. Nessuno ad aspettarmi fuori dalla doccia. Non dovrò più fare attenzione in giardino. Nessuna zampata sulla macchina, nessuna lotta coi cani, con la gatta. Nessuna lucertola, topo, serpente in casa. La pianta crescerà intatta. Non avrò più peli nel letto. Ne silicone mangiucchiato. troverò sempre gli elastici per i capelli.
Mi sento stupida. Ma per me era importante.

3,2,1, ZERO.
Io non so cosa significa avere un animale domestico o semi domestico.
Anzi no, una volta avevo due uccellini. Mi ricordo solo che al mattino facevano un casino infernale. Poi sono spariti. Credo che siano stati liberati. Il problema è che forse non sapevano tanto bene volare. Ma i miei questa cosa non l'hanno mai capita.
Poi ho avuto un pesce. Ma io odio i pesci nella boccia (n.d.r. abbasso l'acquario di Genova) e così il piccolo pesce rosso è durato forse una settimana. Ma non perchè l'ho ucciso io eh. Forse non voleva rendermi triste.
E poi basta. Di cani gatti & co. non si è mai potuto parlare. Avevo anche pensato di presentarmi sulla porta di casa come la bambina della pubblicità di una nota marca di pasta. Ma le scuse dei miei erano sempre "NO rovina i divani" (io puntavo al gatto). Allora ho deciso che quando avrò una casa mia possederò un gatto obeso, come ho sempre sognato d'altronde. E starà sul frigorifero.
Io non so cosa significa avere un gatto per casa, ma so cosa significa avere un'amica con un gatto.
Quando la chiami parla un pò con te e sgrida un pò lui"Zero cosa faiiiii, zero non salire sulla cucinaaaa" A volte lo chimava "patatini" mi pare, e a me faceva troppa tenerezza. In realtà ero un pò invidiosa del suo splendido rapporto col gatto. Quando andavo a casa sua lo prendeva in braccio e lui mi dava i bacini. Forse la sua indole felina lo avrebbe portato a graffiami.
Era commovente perchè speravo di averlo un pò conquistato.
Poi faceva ridere perchè faceva il figo del quartiere. Ma la cosa che mi faceva più ridere di tutte era quando istigava il cane vicino di casa. Quel cane non sapeva più come ringhiare e come scavare. E Zero stava li. Lo guardava e secondo me si ammazzava dal ridere.
A me dispiace che la mia amica ora sia triste. E la cosa che mi dispiace di più è che non so come aiutarla. Posso solo dire che secondo me Zero è morto da gatto. Esplorando in libertà. Girovagando nella sua strada, da padrone. Mi piace pensare che in quel momento stesse per balzare sulla sua preda più bella, magari un topo gigante, o una biscia lunghissima. Mi piace immaginare che mentre stava per saltare, ridendo, pensava già alla faccia della sua padrona e alle grida di schifo.
Poi si è spenta la luce.
E Zero è balzato direttamente nel paradiso dei gatti.
Ciao Zero.
The muffin woman pat

giovedì, maggio 24, 2007

saluti da vesima.

E come tutti gli anni è arrivata. Anche un pò prima direi. Io me ne accorgo dal raffreddore mattutino e dalle conseguenti occhiaie viola-verdi, dall'afa al risveglio, dai primi morsi di zanzare. E dalle avvisaglie di temporali bui e rumorosi. Ed è solo maggio. Ma l'estate nella Pianura Padana è arrivata. Umida, torrida, soffocante. Ma noi ci siamo abituati, noi che abitiamo non poi cosi tanto lontano dal mare, noi che ci facciamo lunghe code domenicali per un fazzoletto di sabbia e una puciata in mare, NOI siamo di nuovo pronti. Ed ecco che la voglia di andare al mare arriva, usciresti ogni sera (con l'autan ovviamente) e il tuo unico obiettivo è arrivare al w-e per andarti a spalmare sull'asciugamano e respirare un pò d'aria fresca.
Ma quest'anno è diverso, quest'anno siamo tutti grandi e ho a che fare con un signore che da piccola avevo solo sentito nominare ma mi sembrava cosi lontano... ho conosciuto il sig. Ferie di Agosto. L'idea di andare via il 15 di agosto mi fa star male. Mi vedo già sgomitare in spiaggia, mi vedo già i piedi del vicino di ombrellone in testa, i palloni dei bambini addosso e ogni altro luogo comune della vacanza da turista del 15 di agosto. E poi è il FINO ad agosto che mi spaventa. Ci va un pò a disabituarsi a 3 mesi di vacanze fuori casa, ne! Inoltre i prezzi sono alle stelle. La mia mente inizia ad elaborare fotografie un pò rossicce come negli anni '80 che parlano di file di ombrelloni e di "coccobello!". (Ho il brutto vizio di stereotipare le cose).
Intanto non ho ancora deciso niente. Anzi, proposte ne ho fatte un sacco ma la risposta è "si, possiamo vedere.." poi passa il tempo, passa l'offerta e "Vale parla ma non conclude niente" diventa il pensiero comune ...grazie collettività...
Sottolineo che quando la vacanza si faceva tra amiche, in un pomeriggio si decideva e si prenotava, si riuscivano a far quadrare i giorni di ferie, si facevano 2 settimane e nessuna aveva problemi sul mezzo di trasporto, d'aria o di terra.
Ricapitolando...
estetista: fatto.
cambio di stagione: fatto.
pinne, fucile ed occhiali...fatto.

Sabato non ce n'è per nessuno...


martedì, maggio 22, 2007

Sindrome da esclusione

Tanti anni fa ho frequentato un corso per animatori.
Durante una lezione ci chiesero di descrivere un momento bello e uno brutto che ci ricordavamo di quando eravamo piccoli.
Come ricordo brutto raccontai di quella volta che al compleanno di un mio compagnetto delle elementari (non faccio nomi per privacy) la sua mamma organizzò dei giochi e praticamente scelse tutte le bambine più belline per giocare e io rimasi fuori insieme ad altre due. Soffrii molto per questa cosa e me la ricordo come fosse ieri.
Come ricordo bello raccontai che quando andavo in piazza genova facevo su tutti i bambini nuovi (anche le bambine ovviamente) per giocare ai giochi tipo "il lupo mangiafrutta" o "strega toccacolore" (rialzo no perchè perdevo sempre e nemmeno nascondino perchè avevo paura del buio, al massimo "sardina"). Se ne vedevo uno girovagare da solo per la piazza iniziavo a seguirlo e poi gli dicevo "vuoi giocare con noi?" E subito vedevo il sorriso del bambino e stavo meglio.
L'insegnante mi prese come esempio per tutta la classe e mi diagnosticò una specie di Sindrome da esclusione. L'ho chiamata io così in realtà perchè ho capito in questi giorni di soffrirne ancora, di non essere mai guarita.
L'altro giorno mi è capitato.
Non riesco a metabolizzare. Divento triste. E smetto di parlare. Sono simpatica quando faccio finta di niente. Si vede lontano un miglio che c'è qualcosa che non va. Alzo un sopracciglio e mi si stampa sulla bocca un sorriso un pò plastico. E penso a quando ero piccola., che i "capitani"(di solito chi giocava a pallavolo fuori dall'ambito scolastico)sceglievano le persone per la squadra e io rimanevo per penultima (c'era sempre qualcuno peggio di me fortunatamente) v_v allora io per vendetta (n.d.r. io sono vendicativa) giocavo peggio che potessi fare. Solo la battuta dal basso mi venive bene perchè tutti pensavano che la palla non passasse la rete e così non si muovevano e invece facevo sempre 5 punti di seguito.

La sindrome da esclusione come si cura?

stal-lo s.m.



-
fig., condizione o situazione di inazione forzata, senza soluzione né possibilità di risoluzione: essere in posizione, in situazione di s.

Il mio progetto di tenere in ordine la mia camera sta lentamente fallendo.
(di|sór|di|nes.m.
1 mancanza di ordine, confusione, scompiglio
2 intemperanza, mancanza di sobrietà.
3 funzionamento inefficiente e irregolare, cattiva amministrazione.)

Non so cosa stia succedendo ma la stuazione mi sta scivolando di mano.

Forse è solo questione di
impegno
(im|pé|gnos.m.
1a obbligo assunto nei confronti di qualcun altro o di se stessi
2 occupazione, attività in cui si è impegnati
3 applicazione, diligenza nell’assolvere un compito)

E' un pò una situazione generica di stallo.


giovedì, maggio 17, 2007

Cenerentole

Vale ed io stiamo attraversando un processo di femminilizzazione.
Scarpa col tacco e lucidalabbra.
Non so se questo basterà a fare di noi due piccole donne.
Oggi andremo in centro vestite da Cenerentole a cercare la scarpa.

E' un periodo rosa in tutti i sensi.
Si sta bene, si guardano le nuvole, si fanno progetti (che poi sfumano inequivocabilomente).
Come ad esempio quello della casa. Ma questo è un altro discorso che affronterò quando sarò meno arrabbiata con la signorina che mi ha fatto il preventivo per la rata del mutuo("Vorrei dirle signorina, che io non posso avere una rata che ingloba i 3/4 del mio stipendio perchè non credo che potrei farcela con 1/4 di stipendio a gestire la mia vita. stipendio da impiegata.media.") Però i giovani stanno a casa con mamma e papà, questi scansafatiche che non vogliono prendersi responsabilità..
A parte questo neo, devo verniciare la vespa, altro progetto che sfuma. Forse dovrei cercare uno sponsor. Non so tipo "Macelleria da Gino"
E poi appiccicarlo su tutte le mie cose, a patto che divida le spese con me:)

martedì, maggio 15, 2007

oggi non ho fretta.

nuvolaenorme.

Io non capisco. Il mondo va troppo veloce.
Ogni giorno per venire in città passo dalla strada meno trafficata della zona, senza semafori e in mezzo al verde. Viene naturale, soprattutto nelle belle giornate di sole come oggi, di rallentare e guardarsi intorno. Viene naturale a me. Dietro di me, mentre io cerco di immortalare il paesaggio con il cellulare si forma una coda interminabile di macchine e ti chiedi da dove cavolo possano arrivare. Oggi per esempio c'era quella nuvolona enorme (v. sopra), bellissima, non potevo non fotografarla. Ed ecco arrivare rombi da Maranello, correnti d'aria che ti portano fuori strada e una serie di insulti tipo: €ß†ƒ®ææ¨œø!!!!!
Uffi... non rinuncio però: c'è ancora stasera.
Mi chiedo perchè il mondo non funzioni coi miei tempi. Voglio fare l'eremita.


CAPITOLO II
...mentre Vale guarda le nuvole, io mi trovo nella mia camera da letto...

La mia mamma ha smesso (finalmente?!) di farmi il letto la mattina e di sistemarmi i vestiti nell' armadio. Così adesso mi sono dovuta organizzare per avere il tempo di fare anche quello.
E così ieri sera non sono uscita. anche perchè ero un pò stanca a dire il vero.
Dopo le telefonate da finta-adolescente, sdraiata sul letto con la cornetta appoggiata alla spalla, ho meditato sul da farsi.
Così mi sono rimboccata le maniche in senso figurato, perchè ero in canottiera, e ho aperto il mio armadio. Di solito opero in questo modo: svuoto l'armadio completamente, pulisco tutto e poi seleziono i vestiti. Ovviamente il tutto intervallato da pause lunghe 25 minuti in cui mi trovo ai piedi del letto in mutande con una maglietta azzurra, con una stella a centro petto, regalatami dalle mie amiche per il mio 20esimo compleanno a fissare il vuoto (eh si le cose le provo tutte per vedere se mi vanno ancora)
Ecco è qui che è sorto il problema.
Delle cose che avevo nell'armadio ne avrei eliminate i 9/10. Sono vestiti che non mi rappresentano più, capi che riportano alla mente episodi che voglio pian piano mettere in un cassetto (scusate il gioco di parole). Jeans larghi, larghissimi, magliettine da adolescente con colori improbabili, vestitini mai messi (a volte cambio i gusti velocemente), capi comprati per far contento qualcuno.. Sono vestiti che magari mettevo fino all'estate scorsa. Ma non li voglio più. Perchè ora sono cambiata.
E' come se dovessi mettermi la roba di quando avevo 15 anni. Ogni tanto ho questi momenti di crescita improvvisa. Quando guardo queste cose mi vengono in mente ricordi che in questo momento non voglio, non mi interessano.
Il fatto è che io penso anche che i vestiti sono solo un modo per coprirsi e ripararsi dal freddo e nascondere le vergogne. Quindi non so cosa fare.
Continuare a mettermi i vestiti per necessità, o rinnovare tutto il guardaroba perchè dopotutto sono cresciuta (ovviamente intendo interiormente perchè sono sempre alta 1,64)?
Essere o non essere? Questo è UN problema...

giovedì, maggio 10, 2007

Punti di Vista

Oggi sono passata da Piazza Genova (piazza Matteotti su TuttoCittà). Era da tanto che non passavo di li, forse anni..
Cavoli era tutto in miniatura. Io ho sempre giocato in Piazza Genova da piccola. Ma mi ricordavo le cose più grandi. Ho scoperto che è rimasto tutto uguale ma più piccolo. C'è persino un buco tra due pini nani dove si prendevano sempre le storte. E' ancora lì. Mancano dei rami di appoggio su alcuni alberi, rami che si usavano per salire sui rami più alti. Io da piccola mi arrampicavo sugli alberi. E facevo i finti PicNic con i pentolini e l'erba come cibo.
Oggi avrei quasi scavalcato la ringhiera per entrare nella fontana visto che adesso ho le gambe più lunghe (!). Una piccola rivincita con me stessa.

martedì, maggio 08, 2007

Là de longe

Longe, lá de longe
de onde toda a beleza do mundo se esconde
Mande para ontem
uma voz que se expanda e suspenda esse instante
Lá de longe
de onde toda a beleza do mundo se esconde
Mande para ontem
uma voz que se expanda e suspenda esse instante
Lá de longe
de onde toda a beleza do mundo se esconde
Cante para hoje

giovedì, maggio 03, 2007

Oui madame c'est vrai, ce n'est pas faux! Histoires de mon period français.

Dessins de Nemo, artist de Bellville, Paris, qui répresent objet d'utilise quotidien
dans les roues de la cité

Sento la necessità di scrivere un post per passare oltre a quell'ustionante e ottimista post precedente.
Pensavo che Patty avrebbe dedicato la sua giornata a raccontarci cosa ti lasciano 4 giorni di balli caraibici nella riviera romagnola ma non resisto. La tentazione è forte. Un post dopo un pò che l'hai scritto ti stanca, non lo puoi più vedere, inizi a non sopportarlo. Soprattutto se si tratta di un post dai buoni propositi.

E poi se guardi troppo il sole ti ustioni...

Ultimamente tra bische clandestine e ricerche di gatti (anzi del gatto) nell'immondizia fortunatamente vane, non ho avuto molto tempo di pensare, sono andata avanti col mio libro sul pensiero creativo e ho terminato una faccia e mezza del cubo di Rubick. Inoltre sto attraversando il periodo francese. Se avessi portato avanti tutte i periodi avuti negli ultimi 4 mesi non avrei più tempo neanche di dormire. Ho provato a riassumerli ma non sono sicura che ci siano tutti: periodo esperanto, periodo pittura, periodo campi di lavoro, periodo ritratto, periodo nuoto, periodo francese (l'attuale), periodo pattinaggio (che ormai non ha più segreti), periodo disegnatrice della Disney, periodo libri impegnati connesso al periodo biblioteca.
Qualcuno (come l'esperanto) è morto sul nascere, qualcuno rimane sospeso, qualcuno arriverà (come il periodo fotografia). Inoltre il periodo viaggi continua a pulsare. Beh ma quello non terminerà mai. L'unico. Ah da non dimenticare il periodo voglio vivere da sola (in Alessandria, a Torino, all'estero) che ogni tanto si fa sentire.
Inoltre ieri mi sono letta la mano (ma tranquilli non è il periodo Sibilla) e a quanto pare non so fare programmi per la mia vita, manco di polso, ho doti artistiche secondo l'anello di giove ma non le ho secondo il monte di giove. Inoltre potrei essere un capo. Ma non ho carattere.
Pure la mia mano si contraddice.

Je Vous prie d'agréer, messieurs, mes salutations les plus distinguées.

venerdì, aprile 27, 2007

Posta-lo.

Stavolta scrivo un post-it.

In questi giorni la negatività, forse residuo del Grigio da un pò finito, è scomparsa.

Questo post quindi lo voglio usare come appunto, per quando il mio umore è pessimo. Mi voglio dire di guardare il lato bello delle cose, di prendere le cose con un sorriso, guardare avanti, mai indietro. Fare progetti, organizzare, costruire e distruggere. Vedere il lato positivo delle persone, fare esperienze, sbagliare, ricominciare. Sorridere sempre, come quando ero piccola. Non avere più pensieri cattivi sugli altri perchè tutti abbiamo dei difetti.

Forse è la primavera, forse sono le prime rose, forse sono le persone che sto incontrando ma sono stata investita da una ventata di positività. E questo vento è fresco, è profumato, mi piace.
In questi mesi mi sono chiusa in me stessa, non guardavo al di là del mio naso. Non ho affrontato gli eventi come dovevo. E ho scoperto che oltre al solito ci sono tantissime cose da fare e da provare che ti fanno stare bene. Ora non ho ancora iniziato ma sento di farcela, spero solo di continuare ad avere questo entusiasmo.

Beh è vero, ogni volta che ti senti giù, guarda il sole.

Molto Peace & Love.

giovedì, aprile 26, 2007

Co(a)ntare a letto

Ieri sera prima di addormentarmi mi è venuta in mente questa canzone:

Tempo, comunque vadano le cose lui passa
e se ne frega se qualcuno è in ritardo puoi chiamarlo bastardo ma tanto è già andato
e fino adesso niente lo ha mai fermato
e tutt'al più forse lo hai misurato con i tuoi orologi di ogni marca e modello
ma tanto il tempo resta sempre lui quello...

...tempo, prezioso...

...conosco un modo per rimanere a galla
on abboccare a questa grande balla del tempo che ti fa cambiare che ti modella
e più vai avanti più la vita è meno bella sfuggi dal gruppo e pensa con la tua testa
e stare insieme sarà sempre una festa
se riuscirai a sopravvivere lontano dal branco non c'è noia non sarai mai stanco
sfuggi dal gruppo e non lasciarti fregare...

...
quando stai bene lui va via come un lampo
quando ti annoi un attimo sembra eterno il paradiso può diventare inferno...

...
con le gambe muovo anche il cervello e allora il tempo sarà mio fratello
e come lui mi darà sempre una mano
mi darà tempo per andare lontano e come Ulisse cercherò di ritrovare quella mia isola
ma tanto viaggiare sarà piacevole sarà indispensabile anche se l'isola sarà irraggiungibile...

martedì, aprile 24, 2007

intermezzo.

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c'è
Invece di guardare
Il sole sorgere

E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare
E se c'è un segreto
E' fare tutto come
Se vedessi solo il sole

venerdì, aprile 20, 2007

Linee guida.

"Chi ti ha messo in testa queste idee?"
Chiese mia madre una calda mattina di primavera. Quali idee. Quelle di volermi sentire bene, di aver capito di aver fatto per una volta la scelta giusta di non svegliarmi già col cervello che macina pensieri e preoccupazioni. Beh, me le sono messe in testa io. Anzi è la mia testa che le ha messe fuori. Forse fino all'università ho vissuto in una sorta di guscio, tutti erano cosi e non conoscevo il mondo, non conoscevo le ambizioni. E vivevo meglio. Ma prima o poi doveva uscire questa parte di me, perchè una volta che scopro che volendo e rischiando si può ottenere sempre di più, la voglia di provare mi assale. (Non dimentico la componente "pizzico di fortuna" ma questa è un'altra storia).
Sono in un periodo nel quale decidi chi sei e chi sarai. E non è facile. Soprattutto se dall'esterno, se le persone a cui tieni di più ti creano un muro. "Sei grande Valentina, devi crescere. Devi maturare, certe cose si fanno a 18anni. Io non ti mantengo più". Ok a 18anni. Ma se io mi sono laureata neanche un anno fa, ho fatto slittare la mia vita avanti di almeno 4 anni. (E poi sembro più giovane anche esteticamente. L'altra settimana sul treno per Ancona, un ragazzino di QUARTASUPERIORE mi ha chiesto se ascoltavo con lui Mondomarcio. E se il libro che leggevo fosse per la scuola.) Visto? Sono giovane.
Ma sono anche cresciuta. Guarda quanto so scrivere. Una volta per quel cavolo di cinquealsei di italiano dovevo ancora fare la scaletta e contare 300parole per far si che il tema fosse abbastanza lungo. ehm... A parte queste divagazioni ho capito che devo mettere delle linee guida, rischiare di scontrarmi e fare degli errori (anche se di quelli ormai ho il callo). Forse ascoltare i consigli non è cosi sbagliato perche sono di qualcuno che vuole solo il tuo bene. E la sicurezza. Ecco da qui parte la scelta. Ora tocca a me.

304 parole. Ho finito.

giovedì, aprile 19, 2007

Piccole scelte che cambiano il corso delle cose


Trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
O al posto sbagliato nel momento sbagliato.
O al posto giusto nel momento sbagliato.
E viceversa.

"Al posto giusto nel momento sbagliato" è terribile.

Ma a volte la vita funziona così. Fa ridere se ci pensate perchè basterebbe pochissimo per stravolgere le circostanze. Come nel film "Sliding doors". A volte mi immagino cosa sarebbe potuto succedere se invece di girare a destra avessi girato a sinistra o se non mi fossi fermata a parlare e avessi guadagnato 5 minuti, se avessi chiamato l'ascensore prima che il tipo del piano di sopra (fanculo è tardi devo andare al lavoro...noooo le scale sei fuori?? aspetto il prossimo giro)!! me lo sofiasse per una frazione di secondo.
E allora mi immagino una storia parallela, una specie di cortometraggio dove cambia tutto, o magari fondamentalmente non cambia niente. Tipo quando hai appuntamento col destino alle 22,30 sulla strada che costeggia la Fiera dell'Est (tanto per suggerire un ambiente fantastico) E allora credi che il destino ti abbia portata li, e non potevi avere scampo.
A volte è bello, perfetto, ringrazi per quello che è successo, a volte non puoi fare latro che dire
"destino infame e anche un pò bastardo"
Piccole coincidenze che si sommano. Piccole stronze coincidenze che si sommano.
Tipo quando fai un botto con la macchina e pensi :
"ecco se avessi preso l'altra strada non sarebbe successo"

mercoledì, aprile 11, 2007

Mulini a vento


Ciao, sono Don Chisciott-a. Oggi mi è successa una cosa favolosa: ho lottato con un esercito, un variegato esercito dalle braccia rotanti. Erano forti, eh? li ho solo scalfiti, domani credo che vincerò la battaglia. In realtà siamo in pochi a combattere, sarà più dura del previsto. In effetti non so se battere in ritirata questa notte, mentre tutti dormono o rimanere in battaglia, perche so che non ne rimarrò illeso. Con me c'è Sancho, ok, ma può darsi che questa volta non riesca ad aiutarmi. che dite voi, o paesani della Mancia, mi conviene restare?

Ah, ho scoperto che i nemici anche nella notte fanno ruotare le loro braccia, sarà ancora più dura!

don Quijote de la Mancha

martedì, aprile 10, 2007

La genuinità dei dolci fatti in casa

Io non amo cucinare. Chi mi conosce lo sa. Mi viene l'ansia se so che qualcuno deve assaggaire ciò che preparo. Ed è una cosa anomala con una papà pugliese che è abituato a fare pranzi e cene (anche per 50 persone) e che da un uovo, della marmellata e un arancio ti tira fuori una portata, e una mamma siciliana che come fa lei il pane fatto in casa non ce n'è.
Detesto scaldare il latte, piuttosto lo bevo freddo. Non mi piace mettere il sale nella pasta, e se fosse per me sopravviverei con le uova.

Lo scorso pomeriggio ero a casa da sola.
Avevo un cestino di fragole nel frigo, due banane e delle uova. Sono andata a comprare il burro.
Sono andata in cantina a prendere il libro storico di ricette di mia mamma "Vera si fa così"
Ho cercato "pasta frolla" Ho letto tre volte la ricetta, perchè di solito lascio qualche ingrediente per strada :) Ho cercato "crema pasticcera" e poi "crostata alla frutta".
Ero stranamente tranquilla. Non agitata, non ansiosa di fare pasticci.

Ho scoperto che sono brava a fare i dolci (o magari è stata La fortuna dei principianti, ma non credo) Ho fatto pure le meringhe. E quando le ho fatte assaggiare mi hanno detto "che brava, che buone, ma come hai fatto, sono difficili da fare"
"ma le hai fatte tu??ma come hai fatto?a me non vengono mai!!"

Ero commossa.
E soprattutto incredula.
E un pò fiera.

giovedì, aprile 05, 2007

Che prezzo ha la libertà?

Dentro la mia scatola ho tutto quello che serve per una vita "normale".
La mia scatola è bella da vedere. E' perfetta. E' quadrata, colorata, con un bel nastro sopra. Un nastro voluminoso, di quello con mille riccioli e sbrilluccichii. E' la carta che la avvolge che è un pò strana. E' trasparente. Permette di vedere da fuori a dentro e viceversa.
Solo che vedere le cose dalla scatola non è la stessa cosa che vedere da fuori. E' diverso.
Sono indecisa se aprire la scatola e vedere cosa c'è fuori, o non sciogliere il nastro e tenere il pacco chiuso con le belle cose che ci sono dentro.
Non credo sia una cosa facile da decidere. Ogni tanto tiro il cordino del nastro, faccio per sciogliere e poi ricompongo tutto.
Ogni tanto prendo il pacco e lo scuoto. Il mio pacco è pieno ma spesso mi sembra vuoto. CErte volte rimbomba tutto dentro.
Per adesso sono solo capace di fissarlo. Girarlo, capovolgerlo, scuoterlo appunto.
Ma non sono in grado di aprirlo.

E se facessi solo un buco nella scatola? :)

martedì, aprile 03, 2007

Google aiutaci tu!

Forse dovrei ricominciare a bere il caffè. Ero molto più tranquilla.
In questi giorni sono intrattabile, non parlo con nessuno, ho il muso e colpevolizzo tutto ciò che mi circonda. Oggi tocca ad Alessandria. La città che neanche Googlemaps mappa completamente, ci degna solo del cristo-stazione-casamia, con una punta di centrocittà. Il resto è tutto rossiccio e sfocato quasi a rappresentare la Nebbia che Veglia su di Noi. Il fiume però è stranamente azzurro.
Stamattina al solito appuntamento Paolo Del Debbio-caffè (io preferisco Apemaia-caffè ma a volte la vince mia mamma) c'era qualcosa di familiare.
Gli uomini avevano i baffi lunghi e grigi, il mio accento e la erre moscia come Emma Camagna. L'opinione di oggi si basava nientepopòdimenoche su ciò che pensano i miei concittadini. E niente di più azzeccato poteva essere l'argomento: i finanziamenti. Ed ecco che spunta l'ometto sui 40 tutto in tiro con pizzetto sottile tagliato con precisione svizzera che chiede il finanziamento pure per le vacanze. E forse anche per la cintura di D&G.

Ho cominciato bene la giornata. Aspetto il tema di domani.

lunedì, aprile 02, 2007

Fazzoletto di carta o animale?


Questo è un post dedicato :)

domenica, aprile 01, 2007

Sete di Vendetta


Un tranquillo sabato pomeriggio a casa.
Il tempo un pò incerto, nuvole che coprono l'azzurro, qualche goccia di pioggia.
Mi stavo preparando per uscire, ore 15, 40.
Squilla il telefono di casa.
Con l'avvento dei cellulari oramai sai perfettamente chi ti chiama a casa e a che ora. Ad esempio io so che di solito verso le 20 chiamano a casa mia cugina Antonella e Vale, in sequenza. Prima una e poi l'altra e viceversa.. Fa ridere perchè quello è il loro orario. Versole 20, 15 invece di solito chiamano gli operatore Telecom, Infostrada, Fastweb.ecc. La domenica mattina puntualmente amici dei miei (che mi svegliano e di cui ovviamente non ricordo mai il nome).
Ma alle 15, 40 chi poteva essere?
"Pronto?"
"Buongiorno sono Tizia della Telecom, volevo proporle un 'offerta che..."
"No, grazie ma non siamo interessati"
"VAbbè tanto l'offerta scade oggi"(tono arrogante)
"si ma guardi..."
La signorina stacca
Silenzio.
5 secondi di incredulità.
Mi sono infiammata. Mi è esplosa la bile.
Ma brutta stronza che non sei altro, mi rompi le palle di sabato pomeriggio e ti permetti di staccare il telefono in faccia?!?!!?!?" Brutta Merda, ********. Io che sono stata così gentile, che sono sempre gentile con sti rompicoglioni che chiamano 100 volte al giorno.., ora basta!!!
"Questa storia non finisce qui. Non questa volta!!"
Chiamo il 187, Un numero fatto di persone, come dice la pubblicità sulle pagine bianche, e infatti mi risponde la voce guida v_v". Se vuoi parlare con x, digita 1. Vabbè digito 1, digito 3, digito 4 e intanto la mia rabbia si alimenta. "Sei in attesa"... Penso che se la signorina non mi avesse risposto, mi sarei recata direttamente alla sede centrale quanto ero incazzata.. L'attesa intanto continua e io mi innervosisco sempre di più, anche perchè stavo perdendo un sacco di tempo Volevo trovare quella stronza che aveva osato attaccarmi il telefono in faccia. Me la immaginavo con aria arrogante mentre staccava il telefono.
La signorina mi dice che non c'è traccia di questa chiamata. Ridicolo, al giorno d'oggi sanno persino dirti quante volte sei andato in bagno. Mi chiede scusa a nome di tutta Telecom.
E improvvisamente mi sono sentita soddisfatta. Come se mi avessero iniettato una dose di morfina.
A cosa è servito?
Credo a niente, ma mi è piaciuto agire d'impulso e andare in fondo alla storia.
Ma ti troverò brutta stronza...