lunedì, dicembre 28, 2009

Constatazione amichevole.


Ricordo ancora quando avevo fatto il botto con la macchina di mia sorella.
Una punto grigio scuro con l'autoradio incorporata.
Le dita sulla manopola del volume, il mio sguardo che si alza, il piede che pesta il freno in fondo.
Botto inevitabile.
Poi il silenzio.
Un silenzio che sembrava di aver smarrito l'udito.
Lo stesso silenzio che riempie l'aria quando nevica.
Il fiato che manca, la saliva che si asciuga.
Come se il tempo si fosse preso una pausa.
Come se un alito di vento ghiacciato avesse paralizzato tutto.
Tranne quella stronza che è subito scesa dalla macchina starnazzando come un'oca.
Le sue piume avevano riempito la strada. Volevo raccoglierle e farmi un giacchino.
Quando mi sono svegliata dala pausa di riflessione, le mie pupille avevano eclissato il colore dei miei occhi.
Non capivo niente. Meno del solito.
"Un attimo. per favore, dammi un attimo. Non sono ancora nella realtà. Sono ancora ferma al botto. Sono rimasta incastrata nel botto. Nel rumore, intendo"
I botti si fa a fatica a dimenticarli.
Io me li ricordo tutti quelli che ho fatto.
Quelli che ho fatto con la macchina di mio papà poi...,...
Anzi più che il botto, mi ricordo il silenzio.
Il silenzio dopo il botto.

venerdì, dicembre 25, 2009

martedì, dicembre 22, 2009

per spiegare.

uh mamma. manco di originalità. ecco il posto dell'anno scorso. non vorrei mettere di cattivo umore. prometto che sarò positiva:)

++++
ecco.:)

giovedì, gennaio 01, 2009

Natale con i tuoi...

Vorrei raccontare di oggi, del pranzo di Natale in famiglia.
Di quando mia mamma mi ha telefonato alle sette per sapere se ero sveglia e di sbrigarmi ad arrivare a casa sua che dovevo apparecchiare la tavola.
Di quando ho aperto la porta di casa e una vampata di profumi di cibo, misto a fritto e misto a melanzane alla parmigiana ( a casa mia sono un must) mi ha investita che a momenti manco mi faceva entrare.
Vorrei raccontare di quando mentre apparecchiavo ho rotto un bicchiere, del telefono di casa che continuava a squillare per gli auguri di parenti meridionali, dell’arrivo di tutti parenti come in Mamma ho perso l’aereo: lo zio che ti stringe fortissimo e ti tira il pizzico sulle guance e ti dice “eh oramai sei una signorina”, la zia che ti lascia il rossetto sulle guance, quella che ha la voce alta, il cugino che con lo sguardo esprime solidarietà, quello piccolo che già strilla, quello che invece si lancia sotto l’albero e cerca il suo regalo, la cuginetta che vuole vedere la tua cameretta, i capotti in camera dei tuoi, mio papà col grembiule da cucina che con il piede aggiusta il tappeto,…
Vorrei raccontare della festa in casa come credo l’abbiano passata quelli del palazzo di fronte, che io guardavo dalla finestra con un po’ di invidia, con lo spumante e il panettone, e il pandoro perché tanto a qualcuno il panettone non piace…
Vorrei raccontare dei regali, del canovaccio con le presine, del bagnoschiuma di Bottega verde, del dopobarba, dei giochi per i bambini, ma io volevo l’astronave dei lego, delle tazzine giocattolo da caffè.
Vorrei raccontare del momento in cui i grandi fanno i grandi e i piccoli vanno in cameretta a giocare.

E invece non lo racconto. Forse avrei potuto farlo 20 anni fa.
Posso raccontare invece della colazione in un tavolone da 20, lavali, aiutali a vestirli con i vestiti piu’ belli, lavati, vestiti, sbrigati che la messa inizia alle 11, ma l’anno scorso non era alle 11,30?
Io di solito sto fuori, vado al bar con chi proprio non ne vuole sapere di stare li dentro. Dove alcune persone quando ci vedono arrivare si spostano incazzate e schifate. E io penso meno male che è Natale. ggi volevo tirare un pugno a una. Che m’è salito il sangue nel cervello.
Vado al bar, marocco e focaccia per due o tre.
Poi il pranzo, sempre nel tavolo da 20, mamma e papà li vedo da lontano. E non ci sono zii nel mio tavolo che raccontano barzellette, ne cugine coi morosi, ne bambini che strillano. Si lo so che i bambini non strillano solo. C’è mia sorella però al tavolo. E ora anche suo marito. A volte siamo talmente indaffarati che ci dimentichiamo di farci gli auguri.
Ma a me manco viene da fare gli auguri.
Ma sono felice lo stesso. Malinconicamente felice.
Per me Natale è un giorno come gli altri. Speciale, ma come gli altri.
Per me tutti i giorni dell’anno sono speciali. Diversamente speciali. Come i miei ragazzi.
A volte penso che vorrei una Natale come avrei voluto raccontarlo.
Ma se ci penso mi sento egoista.
E’difficile spiegare.
Sono le emozioni comandate, i regali comandati, che poi tu me l’hai fatto, io no e mi sento una merda. Ma non mi viene tanto da farli perché è Natale. Io il regalo te lo faccio quando ne ho voglia.

venerdì, dicembre 18, 2009

natale con i tuoi?

A me il natale non è mai piaciuto.
Fin da quando ero piccola.
Fin da quando mi sono svegliata una mattina del 25, sperando che Babbo Natale avesse preso la mia letterina e l'avesse trasformata nei miei pattini a rotelle bianchi da principessa, insieme alla pace nel mondo.
Quella mattina solo il sonno di tutta la mia famiglia nell'aria, il pavimento caldo sotto i miei piedini e la delusione di vedere la mia letterina appoggiata all'albero.
L'ho preso, l'ho riletta e poi l'ho strappata.
Avrò avuto 6 anni, forse.

Non mi piace il natale perchè è la festa della famiglia.
Perchè io è da ho perso il conto, che non festeggio in famiglia.
Con lo zio che ti smucina le guance, la zia un pò grassa che ha portato il dolce, i cugini con il vocione da uomini, quelli sposati con figli, il cin cin, il rumore dei piatti con il bordo dorato, la coca cola, la frutta secca, jngle bells jingle bells e le luci gialle rosse e blu dell'albero con la punta un pò storta.
Me lo immagino così il pranzo di natale.

Non mi piace il natale per cosa mi regali tu, cosa ti regalo io, cosa ci regaliamo, ricicliamo questo regalo, non so cosa regalargli.
Quando sono nei negozi e vedo certe signore comprare degli obrobri di pacchianate, il mio pensiero va a chi riceverà il dono sentito.
Non mi piace il natale perchè mi dimentico di fare gli auguri, perchè vedo le case vuote con gli anziani dentro da soli, vedo i papà che non potranno fare i regali che i figli hanno visto in tv, perchè tutti corrono, perchè tutti comprano e nessuno gusta una cioccolata calda con le amiche, con la panna. E due biscotti. Facciamo tre, va.

E poi non mi piace il natale perchè sono tutti più buoni.
Per finta.

domenica, dicembre 13, 2009

Interrogativi.


A volte mi chiedo se sono i miei sanitari a essere troppo piccoli, o se il mio gatto è troppo grasso...

venerdì, dicembre 04, 2009

Una lacrima sul viso

E' ufficiale.
Sono troppo sensibile per avere un animale.
Vedo Prittino che al buio, gratta sulla porta della mia camera da letto.
Lo sento miagolare, disperato.
Lo vedo accoccolato proprio sullo stipite della porta.
Con lo sguardino triste.
Che magari pensa che me ne sono andata e l'ho abbandonato.

Prittino è troppo piccolo per stare da solo in casa.

E' vero, fa i disastri quando sono a casa, tipo che apre il frigo da solo e si prende le scatolette e mi lascia il frigo aperto facendomi andare la roba a male; gioca con la pallina di carta stagnola sul letto e mi pinza il piumino con gli artigli; mi tira i fili del cordino delle tuta; mi mangia i capelli quando dormo; si arrotola sulle scarpe di Azzurro e gli mangia i lacci; appena ci vede masticare ci salta addosso come se fosse il gattino più dolce del mondo nella speranza che presi dalla compassione gli offriamo quello che stiamo mangiando, e di solito ci riesce; gioca con l'acqua del bidet e mi allaga il pavimento; va a fare la cacca appena gli ho messo la sabbietta nuova di pacca; e poi esce sul balcone quando piove e torna dentro tutto zuppo d'acqua dopo aver camminato sulla righiera...

Ora, qualcuno mi faccia credere in realtà che il mio gattino è felicissimo di passare 4 giorni da solo.
Che finalmente ha casa libera e può fare le feste.
Che quando vedrà comparire Azzurro sulla porta di casa penserà "Oooooh finalmente una serata tra uomini!"
(Azzurro: niente birra e caffè per Prittino!!)
Che di notte dormirà spaparacchiato a stella sul divano pensando "Ooooooh stanotte posso evitare di fare il gattino coccolino che dorme sul cuscino, che la mia reputazione da gatto nero sta andando a quel paese"
Che salterà sul tavolo e poi sul mobile della cucina e poi cercherà di arrampicarsi sul mobile della sala, e poi correrà su e giù a 200 all'ora per la casa con il topo dell'ikea in bocca e poi si fermerà con il fiatone e si addormenterà in mezzo al pavimento della sala.
E che magari mi spaccherà qualcosa, nascondendo abilmente i cocci sotto il letto.

E così, vero??

lunedì, novembre 30, 2009

Questione di principio.



Da: Muffin Woman Pat
Inviato: sabato 28 novembre 2009 11.55
A: info@paglieri.com
Oggetto: Quesito Bagnischiuma VS Bagnischiumi

Cara Paglieri,
avrei un quesito da porvi, perché altirmenti finisce che litigo con il mio morosino.
Lui sostiene che il plurale di Bagnoschiuma sia Bagnischiumi.
Adesso, ho cercato di fargli capire che la parola Schiumi non esiste, ma non ne vuole sapere.
Abbiamo anche cercato su google, ma non si rassegna.
Siccome siamo di Alessandria, ho pensato di rivolgermi alla più famosa ditta esistente che produce Bagnoschiuma o Bagnischiuma (Come dico io), Bagnischiumi (come sostiene lui).
Potete per cortesia, illuminarci su questo dubbio?
grazie e scusate se vi abbiamo fatto perdere tempo.
Con affetto, affezionatissimi,
Muffin pat e Azzurro

Gentilissimi Muffin Pat e Azzurro

innanzitutto vi ringraziamo per l’interesse dimostrato nei confronti di Paglieri Profumi e di averci posto questo curioso quesito.

La parola “bagnoschiuma” è una parola composta da “bagno” e “schiuma”. La formazione del plurale dei composti sostantivo+sostantivo nella lingua italiana, nella maggior parte dei casi, viene creata rendendo plurale la testa semantica della parola composta, in questo caso “bagno”. Per questo motivo, secondo la nostra opinione, la forma plurale più corretta è bagnischiuma anche se comunque è di uso comune utilizzare il composto al singolare anche identificare il plurale.

L’occasione ci è gradita per porgervi i nostri più

Cordiali Saluti

Servizio Consumatori Paglieri Profumi S.p.A.

sabato, novembre 28, 2009

Tanto va il gatto al lardo che ci lascia lo zampino

Come faccio a sgridarlo quando mi guarda così??!!

Soprattutto quando torno a casa, entro in cucina e nel buio pesto dell'inverno, trovo una fioca luce a illuminare il pavimento arancione.
Guardo un pò intimorita, e i miei occhi cadono su una scatoletta di manzo fagiolini - Miglior gatto- lasciata a metà nel frigo, abbandonata per terra.
Vuota.
Il pezzetto di domopack che la chiudeva, fatto a brandelli.

Il piccolo gatto nero indagava con me.
Quando mi sono girata con la voce carica nelle corde vocali, si è accasciato a terra.
Ho pensato "porcamiseria, vuoi dire che ho lasciato aperto il frigorifero?"
Non può aver aperto il frigo da solo, Pritt.
Non può proprio.
Non può aver tirato giù dal ripiano la sua scatoletta di mangiare, distinugendola dal resto, e essersela scassata tutta.

Questa mattina ero sul divano con Azzurro.
A un certo punto vediamo rotolare una scatoletta di mangiare sul pavimento della sala.
E poi dietro indisturbato, Pritt.
Come se non ne sapesse nulla.
Come se quella scatoletta fosse piovuta dal cielo.
Sono entrata in cucina.
Il frigorifero aperto.
Ora, giuro che gli insegno a lavare i piatti.

Si ringrazia Azzurro per la gentile concessione della foto.

martedì, novembre 24, 2009

The Muffin Woman Pat Show

Azzurro non esiste.
Ne sono certa.
Azzu è sicuramente una proiezione di Pritt.

Stanotte li guardavo dormire. Uno alla mia sinistra, l'altro alla mia destra.
Entrambi nella stessa posizione.
Penso che sia una sorta di incantesimo.
Prima l'arrivo di Pritt, che in principio doveva essere un gatto persiano e chiamarsi Serse.
(Piccole reminescenze delle scuole medie. Epica. "Dal mito alla Storia" Editore Paravia. Bacchielli-Verra.)
Poi è arrivato un gatto nero.
Pritt, perchè mi sta appiccicato. Sempre.
E se dico sempre, dico sempre.
Forse è venuto a studiare la situazione, a capire in che razza di pasticcio poteva cacciarsi.

Un mese esatto dopo, l'arrivo di Azzurro. Un normale venerdì sera di ottobre.
Azzu, come tutti i Principi Azzurri, mi ha chiesto di sposarlo subito.
Io gli ho risposto:
"No guarda tesoro, prima di procedere in questa relazione devo sapere alcune cose fondamentali di te. Tipo: mangi il formaggio?"
Se mi avesse risposto di No, l'avrei cestinato. Giuro.

Quando trovo Azzurro con Prittino in braccio, ecco, lì mi blocco e li guardo. Li studio. Cerco di capire se esistono davvero.
Pritt esiste perchè mi sta facendo fuori la dispensa: infatti ora è diventato Prittone.
Azzurro no.
Non può esistere.
Ogni tanto guardo se vedo delle telecamere intorno a me. Io lo so che ci sono.
Perchè Azzurro dice tutto quello che deve dire al momento giusto.
Fa tutto quello che deve fare al momento giusto.
Tipo Truman Show.
Azzurro è biondo con gli occhi verdi. E' bello, simpatico, intelligente, divertente, dolce, romantico e soprattutto stupido quanto basta.
Quanto basta per fare gli scemi al supermercato, ad esempio.

Oggi vado a vedere se il cielo è di cartone.

Perchè se no, tutto ciò, sarebbe assurdo.
Inaspettatamente e meravigliosamente assurdo.

giovedì, novembre 19, 2009

Versione scaricabile

martedì, novembre 17, 2009

lunedì, novembre 16, 2009

Academy Awards

Io amo le cose semplici.
Come il pane fatto in casa.

In queste due righe tutta la rabbia che implode dentro al mio stomaco, quando qualcuno complica le cose più del necessario.

Detesto chi si perde in chiacchere.
Chi di un problema ne fa una catastrofe.
Un'inondazione. Uno Tzunami. Un terremoto del 12° della scala Mercalli.
Non sopporto chi perde il tempo arrabbiandosi.
Chi inscena drammi e fa uscire le vene dal collo.
Chi alza la voce per farsi sentire, in modo che i riflettori si spostino su di lui.
Perchè è così difficile brillare di luce propria.
Odio chi spreca i minuti, le ore e i giorni, a pensare a quanto il problema sia un problema, grande, insormontabile, senza magari provare a guardare la soluzione più semplice.
Quella che magari ti fa uscire anche un sorriso.

Ma no perchè.
Mettiamoci un bel dolby-sorround ai problemi! Che adesso ci sono pure le promozioni di Natale.
Un bello schermo da 3 milioni di pollici preso da Mediaworld.
Compriamoci gli occhialini 3D, anzi no, che dico, 4D.
E le poltrone che vibrano!
Così possiamo goderci lo spettacolo, e magari aspettarci un meritato Oscar.

Oscar come miglior spettatore.

giovedì, novembre 12, 2009

Nodo in gola.

C'è una cosa che mi fa venire la pelle d'oca al pari di un'unghiata su una lavagna di scuola.
Anzi no al pari di una forchetta raschiata sui denti.
O dell'odore dei carciofi.
Una cosa che quando te la trovi davanti, oramai è troppo tardi, perchè tutte le tue certezze crollano nel momento esatto in cui la situazione è diventata irrecuperabile.
I dubbi ti assalgono, mentre terrorizzata e con il naso arricciato ti rassegni dinnanzi al fatto compiuto.

Quando al bar mi danno il succo alla PERA al posto di quello alla PESCA.

Adesso io voglio dire.
Io sono un fan del succo alla pesca. Lo amo.
Da piccola il mio sogno era quello di fare il bagno in una piscina di succo di frutta alla pesca.
Lo è anche ora in realtà.
Avvolta in quella cremosità e freschezza tutta arancione brillante, nuotare e bere, e bere e nuotare e poi ancora nuotare e bere ettolitri di succo, semplicemente spalancando la bocca.
Di solito quando lo ordino, lo finisco ancora prima che il cameriere se ne sia andato via.
Di solito. Siccome a volte mi pare brutto, lo sorseggio, e per non farlo finire prima mi faccio aggiungere un cubetto di ghiaccio che se poi me ne mettono 3, tocca che li butto.
Se ti dico Uno è Uno. Comunque.
Per me gli altri frutti potrebbero essere scampati dal frullamento.
Potrebbero starsene beati dentro le ceste al centro del tavolo della cucina.
Quando oggi mi sono trovata sul bancone del bar il bicchiere con un succo giallo pallidino smorticcio, ancora prima che potessi accorgermi dell'errore, i dubbi mi hanno divorata.
"Cazzo ma io avevo detto Pescaaaaaa?!?"
La barista mi ha sorriso perchè per lei era tutto ok.
Il mio stomaco si è chiuso e persino il succo si è sentito a disagio sotto il mio sguardo pieno di astio.
Quando mia mamma si sbagliava e prendeva solo i succhi alla pera, la accusavo di volere bene solo a mia sorella.
Sentire quei microgranelli festeggiare tra le mie papille, mi fa venire i brividi nella mascella.
Le mie tosille si compattano, il tubo digerente mi si stringe a imbuto, lo stomaco si rovescia come un calzino.
Non va giù cavolo, non va giù.
Mi si pianta nella gola come l'antibiotico che prendevo da piccola.

Ora è lì. Al centro della mia pancia. Non va ne giù, ne su.
Lo sento che si aggira nel mio stomaco.
Anzi no mi sta salendo sulla testa, con quei cazzo di microgranelli e quel giallo pallidino smorticcio di merda.

sabato, novembre 07, 2009

Quando meno te l'aspetti.

Quasi la odiavo sta frase che mi dicevano sempre.
"Che cavolo vuole dire quando meno te l'aspetti?"
Mentre sei sotto la doccia?, dal benzianaio?, mentre stai facendo la ceretta?, mentre stai scegliendo un paio di scarpe?, mentre stai andando a buttare l'immondizia?
Io rispondevo sempre. "Eh, ma quando, meno, me l'aspetto?"
Io non la dirò mai, sta frase.
Nemmeno ai miei figli. Nemmeno ai figli dei miei figli.
E' vero, non me l'aspettavo.
Ma lo aspettavo.
Come si aspetta il treno che ti porterà a fare il viaggio della tua vita.
Quello che non dimenticherai mai.
Come si aspetta il proprio turno per mangiare lo zucchero filato o la crepe alla nutella.
Come si aspetta la torta di mele che uscirà dal forno, con il viso quasi spiaccicato sul vetro.

Che senti il profumo per la casa, e già ti immagini quando addenterai la prima fetta, ancora calda.

"Quando meno te l'aspetti come una bomba, che va dal cuore in testa e testa e cuore si sfonda..."

martedì, novembre 03, 2009

Il mio gatto è gay.
Non che sia un problema, per carità, non ho niente contro i gay.
E' solo una constatazione. Un dato di fatto.
E' pure feticista.
Se vede dei piedi sia dentro le scarpe che fuori, va fuori pure lui.
Comincia a strusciarsi tutto e nemmeno con le scatolette riesco a distrarlo.
Quando mi faccio la doccia mi aspetta sul tappetino per smangiucchiarmi i piedi.
Ora i miei non gli piacciono più, per questo dico che è gay.
Ma fa robe che gli si dilatano le pupille e si corica tutto per terra. O se sta facendo altro, tipo dare i bacini al topo dell'ikea, fa un balzo e monta sui piedi.
Il mio gatto mangia tutto.
E se dico tutto, dico tutto.
Io credevo che i gatti certe cose no le mangiassero, tipo: i grissini, tipo il surimi, tipo i granelli di caffè crudo, tipo le camille del mulino bianco, tipo la birra, il vino.
Il mio gatto non ha paura dell'acqua.
A parte allagarmi la cucina con la ciotola che ora gliela rivetto al pavimento perchè se la trascina per la casa. Poi se lascio le ante della minidoccia aperta, sale dentro al piatto e fa ciack con l'acqua, poi io gli grido e mi lascia le zampettate per tutta la casa. Di solito questo succede appena ho finito di lavare i pavimenti.

domenica, novembre 01, 2009

martedì, ottobre 27, 2009

Misteri domestici.


Da quando vivo da sola ci sono certe cose che non riesco ancora a spiegarmi.
Non so spiegarmi, ad esempio, perchè se togli la polvere, ritorna a una velocità fotonica.
Non so spiegarmi perchè nel frigorifero, certi alimenti comprati il giorno prima, magicamente il giorno dopo hanno data di scadenza di un mese prima.
Perchè bisogna rifare il letto tutte le mattine se tanto lo riusi la sera.
Non riesco a speigarmi come mai l'immondizia si moltiplica in maniera esponenziale dentro ai sacchetti.
Come mai ad ogni lavaggio di biancheria un calzino perde il suo compagno, generando una serie di calzini single.

Ultimamente non so spiegarmi i processi chimici che avvengono all'interno dello stomaco del mio gatto.

Ma c'è una cosa che più di tutte, proprio non capisco.
Allora, io odio stirare, perchè tutta la preparazione dell'asse, della vaporella, dell'acqua nel ferro da stiro che poi tuttte le volte faccio strabordare, mi stressa.
Metto sempre quasi tutto stropicciato. O al massimo ci passo il phon.
Vabbè magari non stira, ma scalda la roba e d'inverno è figo.
Odio stirare perchè la trovo una cosa inutile come fare il letto al mattino.
Cè però solo una cosa che io devo stirare.
A tutti i costi.
Piuttosto stiro solo quello.

Sono le lenzuola.

Io le devo stirare. O meglio, devo avere le lenzuola stirate.
Adesso dico.
Le lenzuola hanno tutte la stessa forma.
E perchè allora se stiro 4 lenzuola matrimoniali, piegandole allo stesso modo, mi vengono 4 forme completamente diverse?
Tipo un rettangolostrettissimo, un quadrato, un rettangolo lungo e uno corto?
E tutte le volte le stesse lenzuola piegate cambiano forma.
Perchè quando porto le lenzuola da mia mamm,a lei mi fa una pila perfetta, e soprattutto simmetrica e allineata?
Come fa?
Cosa usa?
Riga e squadra?
Compasso e goniometro?
Fa la quadratura del cerchio?
Usa delle formule geometriche?
Ha un piegalenzuola della foppapedretti?

Io non sono ordinata, per niente.
Ma ci sono delle cose su cui non transigo.
Tipo le lenzuola piegate stropicciate o piegate diverse, è una.
Ognuno ha le sue manie.

Ecco, Signor Foppapedretti, io so che inventate cose intelligenti, è per questo che vi inoltro il mio appello.
Io voglio il piegalenzuolatutteuguali Foppapedretti.
Se non l'avete ancora fatto, fatelo.
Per favore.
Grazie.
Erica mi ha premiata. Io mi commuovo sempre quando ricevo dei premi.
E' che è una storia lunga. TIpo che io no ho mai vinto niente per la mia bravura in qualcosa.
Sono solo arrivata seoconda una volta al torneo di freccette.
Poi ho scoperto il mondo del blog. E capita qualche volta che arrivi qualche premio virtuale.
E io mi commuovo allora.
Come per il TEFPOW. che io ho preso il Primo. E mi sono commossa di nuovo.

DEvo dire 7 cose che non si sanno di me. Oddio.

1. Il mio amore per la vespa è nato perchè un giorno stavo tornando da casa del mio morosino, a piedi, alle undici di sera e ho fatto l'autostop e si è fermato un ragazzo con la vespa.
2. Dopo quella volta mi sono presa bene e ho fatto ancora due volte l'autostop.
3. Quando mi parlano ascolto il 20 % del discorso. Il resto del tempo lo passo a guardare la gestualità del corpo. Quindi se dovete dirmi qualcosa di importante siate concisi.
4.Le formiche mi fanno venire i brividi.
5. Ho fatto gli scout.
6. Mi fa schifo la politica.
7.Belin, è tre anni che scrivo, oramai sapete tutto:))

E poi si premia.
Ma siccome sono le 7, 45 e non ho tempo perchè devo andare a lavorare, facciamo che io il premio lo dedico.
E lo dedico alla mia maestra delle elementari.
Ce mi ha insegnato la regola dell5w e quella dei 5 sensi.
La maestra unica. Di stato e di fatto.

lunedì, ottobre 26, 2009

Eclissi

Sta a vedere che una piccola luna piena di un giorno di metà ottobre è riuscita a coprire il sole di quasi una vita, e a sfruttare la corona a suo vantaggio per apparire ancora più brillante?
Sta a vedere.

giovedì, ottobre 22, 2009

Smiling

E così capita che entrando nel negozio in franchising dove probabilmente la commessa non vede l'ora che la lancetta dei minuti si appoggi alla tacchetta del 30 per sbattere tutti fuori e tornare a casa, lei ti saluta con un Ciao e tu avresti voglia di abbracciarla e baciarla perchè ha perfettamente capito che il tuo stato d'animo non è quello di una signora ma di una ragazzina.
Poi non ce la fai e glielo dici. La ringrazi. Magari però non la abbracci va.
Poi vedi un vestitino che fa il finto tonto tra alcuni maglioni e ritorni dalla commessa e ti fai convincere a comprarlo.
Poi esci e sorridi ai passanti che dopo una giornata di lavoro, respirano l'aria delle sette: quell'aria che sa già di cena, e di termosifoni accesi, che sa di coccole di qualche bimbo o grattini a un gatto, o passeggiatina al cane.
Poi cammini veloce verso casa che non senti nemmeno il primo freddo invernale che brucia sulle mani piene d graffi che ti fanno ricordare che c'è qualcuno a casa che aspetta impaziente che la sua ciotolina si riempia di ottima mousse di cuore e manzo. No stasera gamberetti, dai.
Poi sorridi ancora, alle bancarelle del mercato, alla nuova pavimentazione del centro, al tuo nuovo braccialetto, al ragazzo con l'ipod, alla mamma con il bambino e persino all'ausiliaria del traffico.
E lì ti accorgi che hai toccato il fondo. Il fondo del cielo però.
E prima di arrivare a casa vedi una panchina che sorregge due ragazze. E speri che una sia proprio quella che conosci e le rovesci tutto addosso, nonstante lei ti abbia detto che è triste per amore.
E sti cazziii, una volta ciascuno non fa male a nessuno, oh.