mercoledì, aprile 28, 2010

Chi non risica non rosica.

400 e passa pagine.
3 racconti per pagina.
Cercarmi, pensavo fosse un'impresa da connessione 56k.
Voglio credere che siano in ordine di preferenza.
Una lacrima ha scollinato la mia guancia e si è posata nell'angolo più alto del mio sorriso.

http://blusubianco.it/capitoli/leggi/1/sentirsi.aspx?p=2

Mi sa che mi tocca tradire il mio yogurt al biscotto e cerali.

lunedì, aprile 26, 2010

La partita di pallone

Azzurro mi ha portata allo stadio.
A San Siro.
Io non ero mai stata allo stadio a vedere una partita di pallone.
Lo stadio è grandissimo. Ma la cosa più bella, dopo aver fatto un sacco di scale che io avevo già il fiatone alla prima rampa, è stata il verde smeraldo del campo.
Me lo immaginavo più grande il campo perchè alla televisione sembra gigante.
Allo stadio si è tutti amici. Praticamente quello che i maschi dicono quando guardano la partita a casa, lo dicono anche allo stadio però è più divertente perchè si sentono i peggio insulti.
Un'altra cosa divertente è che tutti svestono i panni di impiegati di banca, casalinghe, studenti, orafi, panettieri, meccanici, e mettono quelli dell'allenatore.
Quando è iniziata la partita ci sono rimasta un pò male perchè non c'era la telecronaca.
Io ogni tanto mi distraevo perchè guardavo la gente. Quello davanti a noi, ad esempio, non vedeva l'ora di parlare con azzurro e il suo amico, e continuava a girarsi e io che me n'ero accorta a un certo punto ho detto ad azzurro: dai parlagli che non sta aspettando altro. E infatti è stato così.
Ho visto i giocatori della tv dal vivo anche se erano piccoli e non si vedevano in faccia.
A un certo punto, mentre c'era il riscaldamento, Azzurro mi fa: quello che ha il pallone è Milito, ma avevano tutti il pallone sui piedi e così mi sono confusa.
C'era pure Del Piero. E poi Buffon. Mi ricordo solo loro.
Quando c'è stato il goal hanno gridato tutti. Sembrava che stesse passando la metropolitana sotto gli spalti. Io sono rimasta seduta perchè ero felice per Azzurro, ma io non tifo niente.
Nella prima fila c'erano delle signore che potevano essere mia mamma e giuro che hanno fatto un casino che non ci potevo credere. Con le sciarpe al collo. E si strattonavano.
E' stato bello, davvero.
Però continuo a non capire perchè questi ragazzi, prendano tutti questi soldi.
Alla fine ha vinto la squadra di azzurro e io ero felice perchè se avesse perso non mi avrebbero più portata.

La prossima volta però me lo porto pure io il cucscino da casa da mettere sulla sedia.

sabato, aprile 24, 2010

Pritt mannaro

lunedì, aprile 19, 2010

Reset.



E' come se ogni tanto avessi bisogno di scaricare i miei pensieri a terra.
Per svuotarmi la testa, toccando il pavimento con un dito.
Perchè c'è confusione.
Perchè ho sempre qualcosa da fare. Più urgente delle altre.
E gli altri pensieri vanno in coda. E ognuno grida più forte per farsi sentire e non farsi dimenticare.
Io vorrei, per una volta, arrivare a casa e semplicemente sdraiarmi sul divano.
Con un libro, toast con nutella e succo alla pesca.
Ma che, chiedo troppo?

lunedì, aprile 12, 2010

Il treno dell'amore.

Jody era il ragazzotto che faceva andare il treno dell'amore quando arrivavano i baracconi in città.

Jody si è limonato tutte le ragazzine della città, classe 1981 e penso anche 1979, 1980, 1982, e forse anche 1983.
Io non l'ho limonato perchè ero un po' ingenua, da bambina.
E poi a me in realtà piaceva suo fratello che era più piccolo.
Jody pilotava la giostra dalla sua cabina e poi faceva gli occhi dolci a tutte le femmine che si appostavano sullo scalino di metallo per guardarlo. Poi ne sceglieva una, affidava il comando del treno a suo fratello, la portava sul retro della giostra, e lì la limonava, dove nessuno li poteva vedere.

La giostra dell'amore era una specie di trenino rotondo che girava fortissimo e per la forza centrifuga schiacciava le persone all'esterno. Poi a un certo punto veniva messo sopra una specie di telo e quello era il momento in cui dovevi limonare con il tuo morosino.
O chi per esso.
Di solito come colonna sonora, era gettonatissima Siria con "Non ci sto".

Io una volta sono stata invitata a fare un giro da un ragazzino che aveva una cicatrice in faccia. A me questo tipo non piaceva, ma la cicatrice in faccia si, e così ci sono andata.
Ma non abbiamo limonato perchè io non sapevo come si faceva.
Ovviamente ha pagato lui.

Beh, ieri e l'altro ieri con Azzurro siamo andati alle giostre. E oltre ad aver constatato che l'animazione è ferma agli anni '80, e essere andati sul treno della paura dove io avevo paura davvero e gridavo davvero, ma Azzu mica ci ha creduto; dopo aver vinto una katana a metà, nel senso che è la metà di una katana, ho provato a cercare Jody.

La giostra dell'amore c'era.
Ma di Jody nemmeno l'ombra.
Jody secondo me è uguale a com'era 15 anni fa.
Forse è vittima di un incantesimo e perciò rimarrà sempre giovane.
O forse, forse Jody non si è accontentato della sua colorata vita da vagabondo e ha semplicemente abbandonando la sua pulsantiera per fissare negli occhi la sua unica femmina...

"Com'è difficile andar via
quando vuoi scendere
da un treno mentre va
E giri intorno alle parole
per dire ci sto male
ma non ti voglio più
odio le piccole bugie
che poi nascondono
le grandi verità
è meglio un pugno in pieno viso
che ci rimani steso
ma domani passerà
E un altro amore se ne va
con la sua piccola ferita
che un giorno si confonderà
tra le linee della vita
perchè l'amore a questa età
è proprio tutto o non è niente
ed io non mi accontenterò
e a volare a bassa quota non ci sto"

martedì, marzo 30, 2010

Contemporaneamente.

Mentre Patrizia dorme abbracciata a una gamba di Tommaso, nel loro piccolo divano a due posti, lasciando che la voce musicata dalla tv si confonda con i suoi pensieri,
Vanessa, nel suo letto di ospedale, sta facendo scivolare lentamente le sue dita dalla mano del marito che sta facendo suo il male della moglie.
Mentre Emma e Loredana, davanti a sconosciuti urlanti, si stanno giocando ai dadi i sogni di ragazzine,
Sabino, seduto sulla sdraio della cucina a quadrettoni blu e gialli, con una gamba distesa sulla sedia e la pelle di una mela addormentata su un tovagliolo di carta, si sta dondolando tra un sogno e una canzone.
Mentre Lina, sdraiata su un fianco, con ancora tra le dita qualche parola crociata che cerca di liberarsi dagli schemi imposti, si fa proteggere dal suo piumone che ancora per qualche giorno resiterà alla coperta di pile,
Giuseppe sta russando, con i suoi occhi nocciola tagliati all'ingiù ben chiusi, che di vita difficile ne hanno vista tanta, tenendo sveglio Bruno, che è talmente alto che occupa la diagonale del materasso, ma che è talmente bimbo che si fa fare la guardia da un pupazzetto di stoffa.
Mentre Silvia che veglia su di loro, si sta chiedendo se sarà l'ennesimo uomo che le farà spegnere il sorriso,
Cesare sta ancora ascoltando il rumore delle monete che avidamente raccoglie dalle mani dei clienti.
Mentre Prittino avvolto nell sua coperta zebrata, sta sognando una ciotola piena di gelato allo zabaione, e magari anche una fetta di prosciutto, di quello buono,
Pedro padrone del divani, anche sta sognando lo stesso, ma forse con quattro o cinque frette.
Mentre il fumo di una sigaretta baciata da due labbra che già si conoscono, scappa tra le fessure di una ruvida persiana,
la notte, profumata dai primi boccioli di fiori, racchiude nel suo blu scuro i sogni, le paure, i dubbi e le certezze.

sabato, marzo 27, 2010

A che ora è la fine del mondo?

A me questa storia del 21 dicembre 2012 mi sta un pò facendo preoccupare.
Cerco di non pensarci, ma ogni tanto mi viene da farlo.
Soprattutto quando penso di accendere un mutuo per la casa:)

L'altra notte ho sognato il 21 dicembre 2012.
Mi avevano chiamato per fare il portiere in una partita di calcio casalinga.
Poi c'erano i rigori e mi sono seduta nel prato con delle altre ragazze.
A un certo punto arriva un biplano rosso, si avvicina tantissimo a noi, poi si alza nel cielo, accende una luce rossa e si risucchia una di quelle ragazze, che si mette a strillare.
Io mi alzo, mi giro e vedo Azzurro che corre verso di me gridando: scappiamo, presto, è la fine del mondo!
Allora corriamo sotto a un parcheggio e intanto tutta l'altra gente ha cominciato a cadere nel cielo..
Nel vuoto.
E io ho detto ad Azzurro :ma non ho la giacca, poi succede cha avrò freddo.
E così siamo passati dentro a un centro commerciale che ne volevo "prendere" una:) (leggi "rubare". e vabbè tanto era la fine del mondo)
Ma non ce n'erano.
Usciamo e incontraimo una coppia e gli diciamo: scappate presto che sta per succedere un casino, e mentre ci dicono: ma che cazzo dite?? volano nel vuoto e gridano aiuto.
Allora ci infiliamo in un locale dove nessuno sapeva niente e io vedo due miei compagni delle superiori Riccardo e Marco e gli dico piangendo: é un casino! Ma non faccio in tempo che volano contro il soffitto e pure io e Azzurro che però mi tira per un braccio e ci rifugiamo nel bagno e ci incastriamo contro il lavandino per non volare stringendoci forte, mentre io ho in mano della carne trita.

Ho aperto gli occhi alle 03.20.
Il povero Azzu si è dovuto sentire tutto il racconto.
Metre faceva: mhmh, mhmh, beh ora dormi dai.
Ero agitata.
Mai più gnocchi col pesto alla sera.

E comunque lunedì corro ad accendere il mutuo per il nostro castello:)))))

domenica, marzo 21, 2010

Mia madre.

Stasera ho sentito il profumo di mia mamma.
Mentre mi parlava, le ho annusato il braccio nudo.
Sa di mamma.
Ho respirato un pò di volte profondamente e chiuso gli occhi fortissimi cercando di imprimere nella mente il suo profumo, ma poi, quando si è spostata, se n'è andato insieme a lei.
E' che da quando ho letto la pagina del Libro Cuore sulla mamma, ora, ogni volta che la vedo , mi viene da commuovermi.
Anzi, di più quando non la vedo.

A me di mia mamma piace che è spensierata.
Fa la casalinga e così ha un sacco di tempo per stare dietro alla casa. E a chi ci sta dentro.
A me piace quando cuce che apre il tavolo della cucina e poi ci sono pezzi di fili da imbastire sparsi ovunque e qualche spillo sul pavimento. Si mette anche il metro giallo appoggiato al collo, come le sarte. E cerca i cartamodelli su Burda.
Mia mamma mi piace perchè quando esce con mio papà si veste sempre bene.
E' sempre elegante, tranne quando sta in casa che a volte si mette le le cose al rovescio perchè è sbadata o le fantasie che stonano, tipo maglia a quadri, gonna a fiori e ci fa ridere tutti.
Io metto la matita nera dentro agli occhi sotto, perchè l'ho imparato da lei.
Mia mamma mi fa ridere quando rompe le cose che cerca di nasconderle a mio papà che le dice:"Linaaa, dov'è finito il vaso che era sul tavolo?" e lei prima dice che non lo sa, poi si copre la faccia e inizia a ridere.
A volte le incolla con il super attack e poi fa finta di niente.
E pure mio papà quando se ne accorge, fa finta di niente.
Mia mamma fa il pane in casa e anni fa andava sempre dalla parrucchiera Angela.
Poi tornava a casa e si disfava i capelli e si lamentava. Ma poi, la volta dopo, tornava dalla parrucchiera Angela.

Mia mamma vuole tornare in Sicilia.
Non lo dice perchè pensa di farci rimanere male, ma lei, è un pezzo di Sicilia.
Per lei tutte le cose da mangiare sono più buone in Sicilia.
Anche l'aria. Anche la terra. Il sole. E soprattutto, le persone.
Le piace Montalbano, e se la invitano le sue amiche, si inventa le scuse pur di non uscire e stare a casa a guardarlo.
Quando bussavano alla porta i testimoni di geova diceva sempre: "Eh, non posso. Ho le bambine con la febbre".
L'ha sempre detto, anche quando io e mia sorella avevamo 20 anni.
Secondo me lo dice anche adesso che non siamo più in casa.

Una volta, da piccola, l'ho fatta piangere perchè volevo delle scarpe che avevano tutti che costavano tantissimo e siccome non poteva comprarmele, le ho detto una cosa cattiva.
Troppo cattiva, che dopo ho pianto tanto pure io.

Da quel giorno, non ho mai più voluto le cose che hanno tutti.

mercoledì, marzo 17, 2010

7° comandamento: NON RUBARE

Il mio augurio, è che ti sia accorto troppo tardi che i freni erano rotti.
Sappi che se ti becco in giro, con le tue chiappe adagiate sul MIO sellino, ti scatafascio tutto la faccia.
Si. E' una minccia.

martedì, marzo 16, 2010

Special Guest #2

E' che a me piace mangiare.
Voglio dire.
Sono arrivato in questa casa dove nel frigorifero non mancano mai i pomodorini secchi e i peperoncini piccanti.
Dove le mie ciotole straboccavano di crocchette croccantissime. Ora un pò meno perché sono forse un po' a dieta.
Dove vengono lasciate incustodite torte tortosissime. Una volta mi hanno gridato:" Lupiiiin ti dove chiamare, non Pritt!!!!!"
Anche il gorgonzola l'hanno lasciato incustodito. E le fette di salame.
Mi piace così tanto mangiare che ho subito imparato ad aprire il frigorifero e a servirmi da solo:))
Mi piace così tanto mangiare che per me i pacchi delle merendine sono una bella sfida. Che vinco sempre. Senza televoto.

Ora sono un pò ammalato.
E' bello essere coccolato quando sei un pò ammalato.
Praticamente ho mangiato talmente tanto che sono venuti a trovarmi degli ospiti.
A casa questi ospiti fanno un pò schifo a tutti, così mi hanno portato in gita dal dottore.
Il mio dottore è forte. Mi fa sempre i complimenti.
C'è solo un problema. Stasera non so dove dormire perchè le mie ceste (eh oh, ho due ceste, e allora??) sono sul balcone e le mie copertine sono finite in un cerchio che le fa girare con la schiuma.
Ma io me ne frego, appena quei due dormono mi infilo sotto il piumone morbidoso.
Io nella cesta con la coperta verde non ci dormo. Non è la mia coperta. Uff.

Special Guest

Gli occhi della tigre

Oggi sono triste. E dire che è stata una bella giornata. Una di quelle giornate che le inizi già bene. Scendi dal letto con il sorriso. appena sei in piedi non hai neanche più sonno. Ti vesti e vai al lavoro di buonumore. Sali in macchina, accendi la radio e parte subito la tua canzone preferita. I semafori sono tutti verdi e c'è anche poco traffico. Anche al lavoro va tutto bene. Sei attivo. produci, senza sforzo. In un attimo arriva l'ora della pausa e non sei neanche stanco. Al pomeriggio continui a lavorare con profitto. Non ti viene neppure la classica botta di sonno post-pranzo. e quando finisci di lavorare c'è ancora il sole. E' grasso e arancione. Ma scalda. Eppure... Eppure i combattimenti nella striscia di Gaza continuano. Eppure gli americani si ostinano a rimanere, con i loro soldati, in Iraq e in Afghanistan. Eppure i nostri politici si calunniano a vicenda, promettendoci mari e monti a spese loro, ma intanto continuano a non pagare le tasse e a girare con le auto blu. eppure c'è sempre qualcuno che uccide qualcun altro perchè non è in grado di rispettarne le scelte. O le idee. O la vita. Oggi, uscito dal lavoro, ho visto una signora. Anziana, capelli ricci bianchissimi e occhiali spessi. Camminava, anzi zoppicava faticosamente, reggendosi ad un bastone. Un bel bastone scuro. Doveva attraversare la strada, ma era in difficoltà. Le ho chiesto se aveva bisogno di aiuto. L'ho chiesto gentilmente, con premura. Da persona educata. Lei, l'anziana signora, mi ha scacciato in malo modo. Agitandomi il bastone davanti al naso. Minacciandomi a parole. Fissandomi, per intimorirmi, con gli occhi della tigre. Implorandomi, implicitamente, di non farle del male. Io ho chiesto scusa e l'ho lasciata sulle strisce pedonali, ad affrontare la traversata. Sono tornato a casa. Negli occhi, la tristezza, lo sgomento e l'incredulità per questo mondo. questo mondo che ci siamo affannati a creare e ad amare. questo mondo che ora, senza scrupoli, ci divertiamo a distruggere.

"Gli occhi della tigre" lo potete trovare qui :)

venerdì, marzo 12, 2010

Deformazione professionale

Io non ci posso fare niente se ogni tanto, il mio cervello, chiude le porte al resto del mondo.
Se soffre, a tratti, di attacchi di autismo.
Se si avvolge in un baco e rimane appeso, ciondolante, al resto del corpo.
Se i miei occhi perdono luce, strizzano le pupille e fanno tremolare un pò la palpebra inferiore sinistra, fissando l'interesse su dettagli per tutti insifignicanti.
Se le parole che escono dalla bocca di chi (mi)sta parlando, prendono forma come quelle del Brucaliffo e mi passano affianco dissolvendosi nell'aria.
Non ci posso fare niente se nella mia testa si forma un set cinematografico, dentro al quale io dirigo le scene, le battute da dire, i personaggi, i vestiti, le location, il prologo, la rivisitazione...
Non ci posso fare niente se le mie orecchie vengono attratte da quel rumore di fondo che sembra proprio quel rumore che mi ricorda di quando..
Non ci posso fare niente se il mio mondo fantastico subentra prepotentemente in quello reale, se la mia concentrazione ha la stessa efficienza di Trenitalia.
Se a un certo punto la mia attenzione è travolta proprio da quella formichina che sul pavimento trasporta una briciola con tanta fatica, e chissa quando arriverà a casa dai suoi piccoli formichini come saranno felici di vederlo, che poi, come comunicano le formiche? Forse la mamma aspetta il marito con il grembiule da cucina...e se invece qualcuno la schiaccia? Loro lo aspetteranno fino a sera. Devo fare attenzione che nessuno la pesti, ora faccio finta di niente e mi sposto così la proteggo..

"PATRIZIA, MA MI STAI ASCOLTANDO???"

"...certo, ...certo"

"Non essendo l’attenzione deliberatamente diretta, ella è rapita tumultiariamente or dall’una or dall’altra idea, e si formano quindi successioni di idee mostruosissime. Ciò tanto è vero che ogni qual volta l’attenzione non è diretta dall’anima avvertitamente, noi proviamo le stesse stravaganze anche mentre siam desti; e sogniamo per così dire con gli occhi aperti. Quante volte in quei momenti, che chiamiamo di distrazione, non ci troviamo in mezzo a idee disparatissime, senza saper nemmeno talvolta trovarne il filo, o tornando indietro scoprir le tracce per cui vi siamo arrivati?"[Soave 1801a : 150]

http://w3.uniroma1.it/cogfil/distrazione.html

giovedì, marzo 11, 2010

Viaggi.

Ecco com'è la nostra vita.
Come una bolla di sapone.
Quando meno te l'aspetti....puk!

Ciao Rosi.
Ciao Vittorio.

venerdì, marzo 05, 2010



Per la mia amica Minu, ma anche per tutti gli altri.

giovedì, marzo 04, 2010

Mi ricordo montagne verdi.

Vorrei vivere nella casa nella prateria.
Anzi "Là sui monti con Annette, dove il cielo è sempre blu".
Lo diceva pure la canzone "Là con Dany e con Lussien, vieni vieni anche tu".
Adesso capisco perchè ad Heidi è venuta la depressione quando l'hanno portata a Francoforte.
Mi piacerebbe davvero vedere Prittino che zampetta tra l'erba, che fa gli agguati alle farfalle, e dopo due secondi esausto, si butta tra i fili verdi, cercando di mangiarne qualcuno.
Mi piacerebbe svegliarmi la mattina, aprire la porta di legno, e stirarmi, riempiendo i miei polmoni di montagna, di corteccia, di fiori, di api, di nuvole e di sole.
Mi piacerebbe fare colazione su un enorme e pesante tavolone di legno grezzo, con pane fatto in casa e marmellata di more di montagna. Quelle vere. E una scodella di ceramica piena di latte fresco.
Mi piacerebbe sentire il pavimento di legno che scricchiola sotto i piedi, mentre mi alzo per mettere la ciotola nel lavandino di pietra.
Mi piacerebbe mettere addosso due vestiti a caso e entrare nel mondo a piedi nudi.
E al posto dei palazzi, montagne.
Al posto delle macchine, mucche o cavalli.
Al posto dell'asfalto, terra marrone umida.
Al posto dei clacson, il cinguettìo.
Al posto del grigio pesante sulla testa, le nuvole bianche.
Al posto di un tavolo pieno di fogli, un pezzo di legno da modellare.
E anche un pezzo di formaggio va, che con tutta st'aria di montagna m'è venuta pure fame :)

venerdì, febbraio 19, 2010

Aggiornamento

Stamattina Prittino si è inventato di iniziare a mordicchiarmi l'orecchio per farmi svegliare.
Ho riso tre ore.

giovedì, febbraio 18, 2010

Tra i due litiganti.

(Prittino all'ora della nanna)

Il fatto è che Prittino é geloso di Azzurro.
E' talmente geloso che la sera, quando andiamo tutti a dormire, succede questo.
Azzurro si mette sotto le coperte per scaldare la mia parte di letto (eh si oh:)), poi arrrivo io, che sono sempre in ritardo, e poi comincia lo show di Prittino.

In sequenza capitano le seguenti cose:

1. Prittino comincia a scorrazzare per tutta casa inseguendo la sua pallina di stagnola, manco fosse all'autodromo di Monza. Sbatte contro tutto, fa le scivolate, si arrota nei tappeti e poi zompa sull letto con la pallina e noi dobbiamo tirargliela e lui la va a prendere e poi la riporta sul letto, e poi dobbiamo ritirargliela e lui la va riprendere e la riporta sul letto, e noi dobbiamo tirargliela..

2. Prittino azzanna il topo dell'Ikea e lo porta a dormire sul letto. Noi lo buttiamo giù, perchè dopo che l'ha sbavusciato tutto, che schifo. E lui si offende.

3. Allora Prittino inizia a giocare con la ciotola dell'acqua in cucina e solo il rumore che fa quando la trascina, ti fa venire i nervi tesi, perchè da lì a poco la ribalterà con una zampata.

4. Prittino sale sui fornelli con un balzo e un tonfo da 5 kg, perchè cerca da mangiare per finta, in realtà sa già che uno di noi si alzerà.

5. Prittino va a cercare l'oro nella sabbietta della lettiera.

A questo punto, mentre io e Azzurro stiamo per dirci Buonanotte, Prittino si mette dal lato mio del letto e fa lo sguardo da gattino della pubblicità della Barilla. Che io non resisto e gli dico "Dai , sali" e non ho nemmeno finito di dire "Dai" che lui è già arrotolato sul mio fianco, da bravo micino.
E' a questo punto che io devo fare attenzione a non farmi beccare da Azzurro che accarezzo Prittino, e da Prittino che accarezzo Azzurro. Perchè se no, cominciano a sbuffare.
Allora mi muovo tutta piano e mi viene da ridere.
Poi Prittino comincia ad assumere tutte le posizioni e si corica sulla mia faccia col suo culone, poi sul mio braccio, poi mi mangia i capelli, poi con la zampettona mi gira il viso verso di lui, poi mi punta un'unghietta sulla spalla, poi si corica sul petto e questa cosa va avanti circa fino al mattino.

Tipo ora che io scrivo e Azzurro sta leggendo sul divano vicino a me, Prittino, dopo averci pietosamente fatto notare che nessuno se lo filava, con un miagolio da gattino abbandonato sotto a un portone, sta cercando di sollevare la ciotola del cibo per scovare l'ultima crocchetta.
Ma quello, fortunamente (...), è perchè ha fame.

Cosa che non capita mai, a Prittino.

mercoledì, febbraio 17, 2010

mercoledì, febbraio 03, 2010

Un posto al sole


Oggi sono andata a mangiare dalla mia mamma.
La mia mamma non si rassegna all'idea che non vado più tutti i giorni a pranzo da lei e allora ogni volta cerca di comprarmi con frasi tipo: "ma come, avevo fatto la pizza" oppure "ma come, avevo fatto i ravioli ripieni di ricotta che ha portato tuo cugino dalla Sicilia" oppure "ma come avevo fatto la focaccia ripiena di ricotta e cipolla" oppure "ma come avevo fatto il merluzzo impanato con il sugo e le olive nere della Sicilia" ecc.
Mia mamma è convinta che o mangio da lei, altrimenti muoio di fame.
Oggi le ho detto: il merluzzo lo vorrei in bianco.
E lei per ripicca ha fatto il pane in casa caldo condito con olio, sale, origano, pomodorini secchi e caciocavallo. Già tagliato in comode porzioni a misura di boccone.
Eravamo lei ed io.
Mia mamma dopo pranzo fa il riposino pomeridiano e io per questo la invdio da morire.
Così oggi, dopo pranzo, constatato che avevo 30 minuti che mi avanzavano, sono andata nella mia cameretta.
E mi sono sdraiata nell'unico angolo di letto che quando c'è il sole che entra dalla finestra, si colora di giallo. Mi sono colorata pure io di giallo.
Sono diventata un tuttuno con il sole. Mi sentivo io stessa il sole. Ho cominciato a sorridere e sospirare, sospirare e sorridere. E fare le fusa.
A me basta poco per essere felice.
Tipo, un posto al sole.

sabato, gennaio 30, 2010

L'ultimo bacio

Io non me lo ricordo l'ultimo bacio.
Volgio dire, non l'ultimo ultimo.
L'ultimo in generale.
Mi ricordo il primo. O meglio, i primi.
Mi ricordo del bacio dato sotto il pino di piazza genova.
Era il primo. Il Primo dei primi.
Mi ricordo che poi il battito del mio cuore mi aveva tenuta sveglia per tutta la notte.
Mi ricordo che era estate.
E che gli aghi del pino che mi pungevano le dita dei piedini.

E tutto quello che sapevo sul bacio me l'avevano insegnato Cioè e il suo angolo della posta.
L'ultimo invece, quello non me lo ricordo.

Nemmeno se chiudo gli occhi. Possibilmente senza addormentarmi subito dopo.
Nemmeno se vado indietro come con le videocassette.
Forse non me lo ricordo perchè che brutto deve essere dare un bacio avendo la consapevolezza che è l'ultimo.
Come mangiare l'ultimo cucchiaio di Nutella.
Mi ricordo il bacio più bello, quello più brutto, quello da film, quello che se chiudo gli occhi vedo ancora la neve che cade fuori dalla finestra, quello che non vedo l'ora di raccontarlo alle amiche, quello che ma si tanto per, quello di ho visto una sella cadente, allora esprimi un desiderio, speriamo che mi baci; mi ricordo quello che sapeva di parmiggianoreggiano, quello che si vede che non hai letto Cioè te, quello che forse era meglio evitare, quello che
Persino quello che mi è rimasto piantato nella gola come la spina del pesce.
Ma l'ultimo, proprio no.

l'ultimo bacio mia dolce bambina,
brucia sul viso come gocce di limone,
eroico coraggio di un feroce addio

Ah, ecco perchè.