giovedì, novembre 25, 2010
mercoledì, novembre 17, 2010
martedì, novembre 16, 2010
Dolce celeste nostalgia.
La cucina di casa era una Salvarani. Mamma ha sempre osannato la Salvarani. Diceva che era indistruttibile. “Guarda, è sempre come nuova” diceva.
Era fatta di fòrmica marrone chiaro.
Le ante invece erano beige con finte venature marroncine. E la maniglia nera alla base.
Aveva i piedini neri e stava sollevata da terra di almeno 20 centimetri.
Nell' angolo continuo alla porta c’era il mobile che dentro aveva una cosa che girava e Mamma lì incastrava i contenitori della tapperware e le pentole dell’AMC. Pure quelle erano indistruttibili. Solo i pomelli si spaccavano, ma siccome erano garantite a vita bastava telefonare al tecnico e lui arrivava subito a casa con un pomello nuovo.
Il tavolo invece è stato prima quadrato, poi rettangolare, poi rotondo, poi di nuovo quadrato.
E’ che non bastava mai per le cose che cucinava Mamma. Ma soprattutto per le persone che si fermavano a pranzo.
Le sedie erano del colore della cucina con le gambe di metallo. Dopo l’ingresso in prima elementare, sotto ogni sedia, avevo scarabocchiato il nome di chi ci doveva stare seduto.
E ogni tanto controllavo che ognuno avesse la sua sedia.
Studiavo sempre in cucina da piccola, mentre Mamma lavava i piatti o si dedicava al suo passatempo preferito: cucire i vestiti con i cartamodelli di Burda.
Io stavo seduta dando le spalle alla porta con il viso rivolto verso la finestra. Spesso, siccome mi veniva sonno, appoggiavo la testa alla spalla sinistra e inclinavo il quaderno a destra e quando Mamma mi vedeva mi sgridava: “Tirati su, dai” diceva.
Già allora non ero molto costante e così studiavo a intermittenza con una concentrazione svagata. E’ che lei faceva sempre un sacco di cose più interessanti…
Mamma era brava a lavare i piatti: riempiva il lavello di schiuma. Poi metteva dentro i bicchieri. Poi le posate. Poi i piatti. E per finire le pentole. Lavava sempre tutto senza guanti. “Con i guanti non si sente se sono puliti” diceva.
Ogni tanto le scivolava un Duralex e faceva il botto per terra. E’ per questo che abbiamo sempre avuto i servizi di bicchieri tutti diversi uno dall’altro.
Alle quattordici arrivava sempre Gianna, la vicina, per bere il caffè.
Macchiato con un po’ di latte freddo e il dolcificante, Gianna.
Macchiato con con lo zucchero, Mamma.
Come fanno tutt’ora.
A me concedevano una tazzina di latte con un goccio di caffè.
A me concedevano una tazzina di latte con un goccio di caffè.
Vicino alla casa della strega Genoveffa c'è un prato incantato: girasoli, genziane e ginestre sono sempre fioriti. Gigi il gatto ammira un geranio gigantesco, ma Genoveffa lo scorge e mette alcune gocce di una pozione magica in un bel gelato. Gigi lo lecca e si trasforma in una giraffa. Disperato grida : " Aiuto! Aiuto"
Cerchia Gi e Ge e inventa un finale per la storia.
Altre volte preparava la cena. La maggior parte delle cose che cucinava contenevano sugo rosso di pomodoro. O cose impanate. Quando faceva le torte mi faceva assaggiare l’impasto crudo perché le dicevo se doveva aggiungere zucchero. Alla fine, come premio, mi lasciava il contenitore vuoto con gli sbavi di impasto che io finivo di pulire prima con il cucchiaino, poi con le dita.
Lo attendevo con ansia, facendo finta di niente.
Il Piemonte è una regione dell’Italia nord-occidentale con capoluogo Torino. Confina a ovest con la Valle d’Aosta, a nord con la Svizzera,...
Quando cuciva con Burda allungava il tavolo. La carta velina la comprava dal tabaccaio sotto i portici, vicino casa. La stoffa al mercato il lunedì mattina o dal Gobbo. Poi usava la macchina da cucire che faceva tremare tutto tavolo e il pavimento si riempiva di pezzetti filo bianco da imbastire. Annodava il grembiule dietro la schiena, avvolgeva il metro giallo intorno al collo e poi teneva gli spilli tra le labbra serrate. Quando finiva il lavoro si pavoneggiava:”Guarda che bella giacca che ha fatto la tua mamma” diceva.
Ogni tanto cuciva qualcosa anche a me, ma diceva che ero troppo pignola. Mamma mi ha sempre chiamata La principessa sul pisello. "Come farai a trovare un fidanzato!!" diceva.
L'addizione è un'operazione aritmetica che ha due numeri detti addendi a cui associa un terzo numero detto somma…
Spesso ci faceva compagnia la nonna, sua mamma.
Disegnava i fiori con un tratto tremolante, poi cantava con la voce tremolante, e poi faceva le calze a maglia. O i berretti. Perdeva i punti anche se aveva gli occhiali che le facevano gli occhi grandi grandi. Azzurri.
Poi, piano piano, il pomeriggio scivolava accompagnato dal ticchettio dell’orologio.
Il grigio del cielo lasciava spazio al blu della notte.
Era allora che Mamma accendeva la luce e tutta la stanza si colorava di ocra.
Il resto della casa rimaneva al buio, in silenzio, come per non disturbare.
Solo la lunga scia d’inchiostro sul mio quaderno e il ritmato scorrere del filo tra la sua stoffa.
Solo la lunga scia d’inchiostro sul mio quaderno e il ritmato scorrere del filo tra la sua stoffa.
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dalle memorie di pat,
famiglia del sud,
post dedicato,
sensations
giovedì, novembre 11, 2010
venerdì, novembre 05, 2010
Matricole.
Stamattina ho sentito un rumore di coperchio che cadeva.Sono "corsa" in cucina, cioè ho fatto due lunghi passi dalla camera da letto alla cucina, pronta a gridare "Priiiiiii", quando la mole del gatto che è si è materializzato davanti ai miei occhi sul mobile della cucina, era decisamente troppo piccola.
Quella ruffiana di Gattino, che poc'anzi si stava struscicando contro la barba di Azzu, aveva delicatamente spostato il coperchio del pentolino che era sui fornelli, e si stava beatamente leccacciando la zampa, zuppa di sugo al tonno.
Ma nemeno Pritt s'è mai sognato di farmi un affronto del genere.
Forse era una prova di coraggio che Pritto le ha fatto fare.
Una sorta di roba da matricole, mi sa.
Adesso mi spiego i furti con scasso di Pritto dei giorni precedenti. Del tipo "Guarda e impara".
Ossia:
- n.2 fettine di carne per involtini comprate dal macellaio Cesare che ha la carne buonissima, sapientemente sottratti dal piattino piazzato nel frigo, in fase di scongelamento;
- n. 1 pezzo di pecorino toscano o romano vabbè tanto a Pritt che gli frega da dove arriva. Metà se l'è mangiato, sottraendolo dal scatola formaggi nel frigo;
- n. 1 pezzo di taleggio comprato per fare gnocchi di zucca al taleggio. La metà che è avanzata è finita nella sua pancia.
- n.1 fetta di torta che aveva fatto mio cugino e mia mamma mi ha infilato di straforo nel sacco della biancheria asciugata in asciugatrice nuova di pacca (santa mamma subito per questo tecnologico acquisto), e io mi sono dimenticata di ciò, quindi ho appoggiato tale borsa sul letto, e quel gatto-porcello ha trovato la torta e ha banchettato sul lettone.
- n.1 fetta di carne che avevo fatto cuocere per gatti, ed era a raffreddare sui fornelli, e io l'ho beccato con la carne sotto il tavolo e quando l'ho sgridato di tutta risposta si è messo a leccare il pavimento.
Gattino è stata sgridata a dovere, e la sua risposta, degna del maestro Pritto è stata, continuare a leccacciarsi la zampa...
E giuro :) che io la sicura dell'ikea l'ho sempre chiusa.
E' Pirtto che ha imparato ad aprirla:).....
E giuro :) che io la sicura dell'ikea l'ho sempre chiusa.
E' Pirtto che ha imparato ad aprirla:).....
giovedì, novembre 04, 2010
Fuori tema.
Sono andata fuori tema.
Ultimamente esco tanto dalle righe del mio buonismo.
Mi sono levata le caccolette dagli occhi e ho cominciato a vedere oltre.
A mio malincuore.
Ero arrabbiata.
Che dico, incazzata nera.
Ma non dovevo dire perchè.
Dovevo dire come.
E così siccome mi lamento che si impicciano tutti troppo, ho fatto esattamente questo.
Impicciare troppo.
Vado a rispolverare il vocabolario dei sinonimi e contrari.
E magari a cercare un diario segreto.
Ultimamente esco tanto dalle righe del mio buonismo.
Mi sono levata le caccolette dagli occhi e ho cominciato a vedere oltre.
A mio malincuore.
Ero arrabbiata.
Che dico, incazzata nera.
Ma non dovevo dire perchè.
Dovevo dire come.
E così siccome mi lamento che si impicciano tutti troppo, ho fatto esattamente questo.
Impicciare troppo.
Vado a rispolverare il vocabolario dei sinonimi e contrari.
E magari a cercare un diario segreto.
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cambiamenti,
sfoghi
giovedì, ottobre 28, 2010
Fuori Tema.
Sono andata fuori tema.
Ultimamente esco tanto dalle righe del mio buonismo.
Mi sono levata le caccolette dagli occhi e ho cominciato a vedere oltre.
A mio malincuore.
Ero arrabbiata.
Che dico, incazzata nera.
Ma non dovevo dire perchè.
Dovevo dire come.
E così siccome mi lamento che si impicciano tutti troppo, ho fatto esattamente questo.
Impicciare troppo.
Vado a rispolverare il vocabolario dei sinonimi e contrari.
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traumi
martedì, ottobre 26, 2010
Intrattenimento
Siccome mi piacciono i questionari ne faccio uno che mi ha girato Princesse.
Poi un giorno le mie barbie, a detta di mia mamma, sono rimaste vittime dell'allagamento della cantina...voleco ingaggiare un investigare segreto per portare a galla la verità.
1- quando da piccoli vi veniva chiesto cosa volevate fare da grandi, cosa rispondevate?
Il medico. no giuro non ho copiato da Princesse. Io volevo andare a salvare tutti i bambini in Africa davvero.
2- quali erano i vostri cartoni animati preferiti?
Tutti quelli in cui la protagonista veniva maltrattata: Georgie; Lovely Sara; Candy Candy; Mary e il giardino dei misteri; il sogno di Maya che solo sentire le sigla ho la pelle d'oca; Pollyanna..
3- quali erano i vostri giochi preferiti?
Barbie fior di pesca: pagherei per averne una. Aveva il vestito color pesca.Poi un giorno le mie barbie, a detta di mia mamma, sono rimaste vittime dell'allagamento della cantina...voleco ingaggiare un investigare segreto per portare a galla la verità.
4- qual è stato il vostro più bel compleanno e perchè?
Vorrei dire l'anno scorso ma il mio cuore aveva una sfoglia di tristezza.
Vorrei dire quello dei 21 ma avevo litigato con moroso (Ex) e 1 amica del cuore.
Forse quello della foto dei 5 anni e quelli con le 5 amiche.
Vorrei dire l'anno scorso ma il mio cuore aveva una sfoglia di tristezza.
Vorrei dire quello dei 21 ma avevo litigato con moroso (Ex) e 1 amica del cuore.
Forse quello della foto dei 5 anni e quelli con le 5 amiche.
5- quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?
Avrei voluto assolutamente fare L'università.
Non ho ancora fatto i copricuscini con la stoffa dell'ikea.
Non ho ancora fatto i copricuscini con la stoffa dell'ikea.
6- qual è stata la vostra prima passione sportiva o non?
Calcio. Io lo odio alla tv, ma non avevo mai saltato un allenamento.
Poi il corso animatori ebbe la meglio. Fanculo.
Poi il corso animatori ebbe la meglio. Fanculo.
7- qual è stato il vostro primo idolo musicale?
Mark Owen. Avevo il poster a grandezza naturale.
Rimpiazzato poi da Max Pezzali.
Rimpiazzato poi da Max Pezzali.
8- qual è stata la cosa più bella chiesta (ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale?
I pattini a rotelle da principessa. Quelli bianchi. Non me li ha mai portati.
Lo rimbalzo solo a Effe.:)
Lo rimbalzo solo a Effe.:)
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il favoloso mondo di Patti
lunedì, ottobre 18, 2010
Dove c'è Muffin Pat, c'è Casa.
Probabilmente il proprietario della Lancia Thesis verde scuro pargcheggiata di fronte al negozietto di alimentari e al negozio di materassi, non verrà mai a conoscenza della scenetta che si è svolta oggi pomeriggio verso le 16,00, intorno alla sua macchina.Erano appunto le 16,00 quando mi stavo recando al bancomat a risanare il mio eterno debito con la Vodafone omnitel.
Mi ricordo quando ancora non esistevano le Sos Vodafone Ricarica che ancora si poteva andare sotto di soldi e io ogni volta sfidavo il mio conto telefonico. Fisso arrivavo sempre a meno 3/4 milalire. Poi mi bloccavano tutto. Ogni tanto dicevo "mo viene il signor Omnitel e pignora la macchina minimo se continuo così".

Comunque, dopo aver detto mentalmente tre o quattro parolacce per la solita coda che c'è a quel bancomat, e essermi messa in coda, il mio udito da wonder woman, in mezzo ai rombi delle macchine, al martellare del cantiere lì vicino, ai campanelli delle biciclette, ai bambini urlanti, ha sentito un disperato e esile miagolìo.
Da quando ho i Pritti (n.d.r. Pritti e Gattino al plurale sono I Pritti), io sono diventata ancora più sensibile al mondo animale. Io se vedo un gatto per strada vorrei portarmelo a casa.
Ma questo purtroppo non si può.
Così ho guardato il palazzo di fronte pregando che venisse da una casa, chessò magari era solo un piccolo gattino affamato.
E ho continuato la coda, ma poi non ho resistito e mi sono messa a cercare di capire da dove venisse il miagolìo. Mi sono coricata sotto le macchine, ho guardato dentro i buchi per strada quelli delle cantine, nei balconi, vabbè da lontano, ma niente. Poi ho ristretto il raggio. Il gattino doveva per forza essere tra una Lancia e una macchina grigia. Così mi sono ricoricata per terra diventanto un tutt'uno con l'asfalto.
Il gattino era proprio lì. Nel cofano, quello dove c'è il motore, della Thesis.
I miei occhi hanno iniziato a gonfiarsi di lacrime e il nodo in gola a farsi più stretto.
Non potevo andare via oramai. Dovevo tirare fuori quel gattino.
Così nel giro di mezz'ora ho mobilitato:
1.una signora che pure lei doveva ritirare al bancomat e che è stata solidale con me fino alla fine;
2.la signora del negozio di alimentari che mi ha fornito: una pila (scarica)e un elenco del telefono per chiamare i vigili;
3.il proprietario del negozio di materassi che mi ha fornito carta e pennarellone rosso (per scrivere un messaggio al proprietario della Thesis ovviamente), che gli ho pure macchiato il tavolo di legno per scrivere:) - azzu questo non lo sa:))- ;
4. i vigili urbani della centrale + sui vari cellulari, quelli che potevamo conoscere.
5. Azzu. che è arrivato con una pila più funzionale e il mangiare di pritti, che a pritti non abbiamo detto nulla senò si sarebbe attaccato alla scatola con tutte le sue forze;
(E' da queste cose che capisco che Azzu deve amarmi davvero tanto. E viceversa:)
6. i vigili urbani pregandoli di rintracciare il prorpietario della Lancia+ tutti i vigili che potevamo conoscere rintracciando i loro cellulari;
7. tre o quattro passanti.
E per finire i Vigili del fuoco che sono arrivati un pò sorridendo.
Ecco mentre eravamo tutti intorno alla Lancia, il piccolo gattino decide di uscire, scappando come una scheggia beffandosi della mia disperazione, per andarse a infilarsi esattamente dentro il cofano di Azzu.:)
E' a quel punto che io ho sentito la musica della Barilla.
Mi sono immaginata in un attimo un altro fratellino per Pritti e Gattino. Si perchè il micino era tutto nero cicciotto.
Io gli volevo già bene. L'avrei chiamato Thesis.
Saremmo stati tutti felici nella nostra piccola casetta. Già vedevo pritti e gattino accoglierlo a zampe aperte dandogli delle leccatine di benvenuto.
Se non fosse che poi il piccolo gattino è di nuovo schizzato via perdendosi tra altre macchine.
Così tra una arrivederci e un grazie, ognuno è ritornato alla sua vita.
Io penso ancora un pò al piccolo gattino.
Con le lacrime che poco poco fanno capolino.
Azzu non lo sa ancora, ma io magari domani vado di nuovo al bancomat, e magari do un'occhiatina sotto le macchine...
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dalle memorie di pat,
traumi
giovedì, ottobre 14, 2010
martedì, ottobre 12, 2010
Cambio rotta.
Ho messo in ordine i vestiti estivi per categoria in delle scatole ikea numerate da 1 a 5 e per ogni scatola c'è un foglietto con segnato quello che c'è dentro la scatola.
Negli armadi è tutto perfettamente sistemato sulle grucce scelte con cura.
I cassetti delle mutande e delle calze mimano il pantone.
La velina dell'eurospin gira su tutto il pavimento e a seguire le setole della scopa. E a seguire Gattino. E a seguire Prittone.
Ho anche messo a posto tutte quelle cartacce e pile di documenti impastati che era dieci anni almeno che giravano da un mobile all'altro, dalla cantina alla cameretta, all'ufficio, alla casa nuova, alla cantina e di nuovo alla casa.
Tutto quello che potevo ordinare in maniera maniacale, l'ho messo in ordine.
Nessuno direbbe mai che quando sono nervosa metto in ordine in maniera ossessiva.
L'ho sempre fatto in realtà. Fin da bambina.
Bastava farmi arrabbiare e svuotavo cassetti e armadio e cominciavo a ripiegare tutto, buttare il superfluo, pulire con prodotti disinfettanti. Anche se davo il meglio con i mobiletti del bagno. Quando mia mamma mi vedeve così frenetica, capiva, ed era felice.
Anche perchè, seppure distruttiva, ero utile.
E poi amo guardare il risultato. Ammiro estasiata.
Come buttare giù un bicchiere di the freddo con 40° all'ombra.
Come un'iniezione di morfina. Un bagno caldo dopo una giornata di merda.
Ho messo pure in ordine le unghie e i capelli.
Uso la lima e tronco l'entusiasmo dei bordi seghettati.
Uso la piastra e sedo le mie onde sregolate.
E ho buttatto.
Buttato tutto il buttabile. Scarpe, vestiti, carte, istruzioni, foto.
A volte sto male, tanto che i miei occhi, appena mi fermo, si gonfiano di impercettibili lacrime, confondibili fortunatamente con i primi freddi.
A volte, invece, ironizzo. Ironizzo talmente tanto che sento pure le risate regitrate.
Ma l'ironia non basta non basta più.
E viene spazzata dagli eventi inarrestabili, che, industurbati, se ne fregano se te speri ancora che il mondo, un giorno, possa invertire il senso della sua viziosa rotazione.
Negli armadi è tutto perfettamente sistemato sulle grucce scelte con cura.
I cassetti delle mutande e delle calze mimano il pantone.
La velina dell'eurospin gira su tutto il pavimento e a seguire le setole della scopa. E a seguire Gattino. E a seguire Prittone.
Ho anche messo a posto tutte quelle cartacce e pile di documenti impastati che era dieci anni almeno che giravano da un mobile all'altro, dalla cantina alla cameretta, all'ufficio, alla casa nuova, alla cantina e di nuovo alla casa.
Tutto quello che potevo ordinare in maniera maniacale, l'ho messo in ordine.
Nessuno direbbe mai che quando sono nervosa metto in ordine in maniera ossessiva.
L'ho sempre fatto in realtà. Fin da bambina.
Bastava farmi arrabbiare e svuotavo cassetti e armadio e cominciavo a ripiegare tutto, buttare il superfluo, pulire con prodotti disinfettanti. Anche se davo il meglio con i mobiletti del bagno. Quando mia mamma mi vedeve così frenetica, capiva, ed era felice.
Anche perchè, seppure distruttiva, ero utile.
E poi amo guardare il risultato. Ammiro estasiata.
Come buttare giù un bicchiere di the freddo con 40° all'ombra.
Come un'iniezione di morfina. Un bagno caldo dopo una giornata di merda.
Ho messo pure in ordine le unghie e i capelli.
Uso la lima e tronco l'entusiasmo dei bordi seghettati.
Uso la piastra e sedo le mie onde sregolate.
E ho buttatto.
Buttato tutto il buttabile. Scarpe, vestiti, carte, istruzioni, foto.
A volte sto male, tanto che i miei occhi, appena mi fermo, si gonfiano di impercettibili lacrime, confondibili fortunatamente con i primi freddi.
A volte, invece, ironizzo. Ironizzo talmente tanto che sento pure le risate regitrate.
Ma l'ironia non basta non basta più.
E viene spazzata dagli eventi inarrestabili, che, industurbati, se ne fregano se te speri ancora che il mondo, un giorno, possa invertire il senso della sua viziosa rotazione.
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mercoledì, ottobre 06, 2010
Plagio.
Siccome in sto periodo ho tante lettere per la testa ma non riesco a combinarle in frasi logiche e la mia perseveranza mancante e costante distrazione non mi permottono di portare a termine niente, ho deciso di fare quello che ha fatto Azzu copiando pari passo.
D'altronde io sono sempre stata una fan dei questionari.
Quando a casa arrivava il questionario tipo del censimento, io mi battevo per compilarlo. Riunivo tutta la famiglia e poi facevo le domande. E mi divertivo un sacco. E nessuno capiva perchè.
Quindi.
Le tre cose più inutili che ho visto.
1.L'affettaverdure regolabile che ho comprato a 10 euro al mercato di Arenzano. Eh oh, non resisto ai rappresentanti che parlano col microfono e dicono "gente non potete non averlo"
Comunque oltre a smacciullarmi le verdure, l'unica cose che sono riuscita ad affettare sono state le mie dita.
Però ho scoperto il cerotto spray.
2. Gli umidificatori da termosifone. Boh l'acqua che ci metto dentro non evapora mai.
3. L'orologio. Anche se mi sveglio un' ora prima dell'appuntamento, riesco a sbagliare ora. E possibilmente anche giorno.
Le tre cose più belle che ho visto
1. La prima frittata di Azzu. Fatta solo per me. Io mi sono pure commossa.
2. Le montagne una volta che ero agli scout seduta in cima a un'altra montagna.
3. Le lacrime di gioia di una sposa che stava per sposare il suo unico fidanzato.
Le tre cose più brutte che ho visto
1. La cacca di gattino che gli è rimasta attaccata al sedere con un filo che che poi correva per tutta casa.
2. Il vomito di Pritt, ieri sera, contro il muro.
3. Il piccione che ho visto morire un paio di giorni fa per strada.
D'altronde io sono sempre stata una fan dei questionari.
Quando a casa arrivava il questionario tipo del censimento, io mi battevo per compilarlo. Riunivo tutta la famiglia e poi facevo le domande. E mi divertivo un sacco. E nessuno capiva perchè.
Quindi.
Le tre cose più inutili che ho visto.
1.L'affettaverdure regolabile che ho comprato a 10 euro al mercato di Arenzano. Eh oh, non resisto ai rappresentanti che parlano col microfono e dicono "gente non potete non averlo"
Comunque oltre a smacciullarmi le verdure, l'unica cose che sono riuscita ad affettare sono state le mie dita.
Però ho scoperto il cerotto spray.
2. Gli umidificatori da termosifone. Boh l'acqua che ci metto dentro non evapora mai.
3. L'orologio. Anche se mi sveglio un' ora prima dell'appuntamento, riesco a sbagliare ora. E possibilmente anche giorno.
Le tre cose più belle che ho visto
1. La prima frittata di Azzu. Fatta solo per me. Io mi sono pure commossa.
2. Le montagne una volta che ero agli scout seduta in cima a un'altra montagna.
3. Le lacrime di gioia di una sposa che stava per sposare il suo unico fidanzato.
Le tre cose più brutte che ho visto
1. La cacca di gattino che gli è rimasta attaccata al sedere con un filo che che poi correva per tutta casa.
2. Il vomito di Pritt, ieri sera, contro il muro.
3. Il piccione che ho visto morire un paio di giorni fa per strada.
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venerdì, ottobre 01, 2010
Star Trek.
Fin da quando ero piccola.
Non sopportavo il suo modo di fare arrogante e saccente.
Ma ancor di più non ho mai sopportato il suo stereo, che mitragliava musica a tutto volume e rimbombava nel salone e poi su per le scale e poi fino sotto le porte delle camere.
Litigavamo perchè io gli dicevo "Abbassa sta musicaaa" e lui "no!" e poi l'abbassava di un microgiro di manopola.
E andavamo avanti così, fino a che io mi stufavo, mi alzavo, e gli abbassavo io quella musica.
Forte della mi posizione di "figlia del capo".
Poi sono cresciuta e per un pò l'ho ignorato.
Non mi è mai stato molto simpatico.
E' che va in giro come se foss euscito da un film anni '70-80. Da Star Trek per l'esattezza.
Ha i polsi pieni di braccialettini tipo scooby doo o fatti con le perline, il giubbotto di jeans con il colletto di finta pecora, i jeans quelli con la vita alta. E poi le felpe sono quelle con lo smile ad esempio.
Poi la sua bicicletta è piena zeppa di quegli affarini di plastica che segnano la taglia nelle gruccette.
Un giorno, al mare, così, senza troppi preamboli mi si è avvicinato e mi fa: " Tieni, ho fatto questo braccialetto con le perline nere per te, come ti piaceva"
Ecco, le mie lacrime mi si sono annodate in gola.
E oggi, oggi mentre lo stavo acompagnando da una parte, lo vedevo che guardava in giro delle vetrine vuote.
Io gli faccio"oh ma che fai?"
E lui mi fa con la sua voce un pò farfugliata" Beh adesso che vi hanno mandati via dagli uffici, bisognerà trovare un ufficio nuovo, tipo questo va bene."
E io giù di nuovo a ricacciare ste lacrime inopportune.
Fabrizio, che hai un milione di cd da far invidia a un dj, che sai tutte i titoli delle canzoni degli anni 60-70-80-90, e che ti compri i giornali dei tatuaggi, anche se non te faràai mai uno, ecco Fabrizio, spiegalo tu a quei signori che non siamo solo teste da eliminare.
Né noi, tantomeno tu.
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at work,
dalle memorie di pat,
sfoghi
lunedì, settembre 27, 2010
Sindrome da deficit di attenzione
La predominanza di sintomi di distrazione/disattenzione può includere:
- l' essere facilmente distratti, perdere i dettagli, dimenticare le cose, e spesso passare da un'attività all'altra
- l'avere difficoltà a concentrarsi su una cosa
- l'essere annoiato con un compito, dopo pochi minuti, a meno che facendo qualcosa di divertente
- l'avere difficoltà a focalizzare l'attenzione sulla organizzazione e completamento di un compito o nell'imparare qualcosa di nuovo
- l'avere difficoltà a completare o svolgere compiti a casa, spesso perdendo le cose (per esempio, matite, giocattoli, compiti) necessarie per completare le attività
- non sembra ascoltare quando gli si parla
- sognare ad occhi aperti, facilmente andare in confusione e muoversi lentamente
- l'avere difficoltà di elaborazione delle informazioni con la stessa rapidità e precisione degli altri
- difficoltà a seguire le istruzioni
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attribuibili ad eventi esterni
venerdì, settembre 24, 2010
Un sonno tira l'altro.
Sono in letargo.Non so quanto durerà.
Può essere un giorno, due o tre. Un mese.
O magari solo qualche ora.
Per ora lo sono.
La piegazione è semplice.
Prima di tutto soffro di una stanchezza cronica che ogni volta che appoggio la testa, ma anche se non la appoggio, mi addormento.
Mi adddormento ogni qualvolta provo a fermare il mio corpo e la mia mente.
Collasso semplicemente. Perdo i sensi.
Mi lascio travolgere da quella sensazione di graduale assopimento.
Dalle palpebre che poco alla volta si uniscono in un delicato bacio e che dal loro amore fanno scivolare sulle mie guance qualche lacrima.
Dal respiro che si allontana dal ticchettìo dell'orologio e si fa simile al rumore lontano delle onde del mare.
Ai gesti, che diventano lenti, sconnessi e scoordinati.
E poco mi importa se sono in coda al supermercato, davanti a un pc, in macchina (come passeggero), davanti alla tv, mentre mi parla qualcuno.
Il sonno mi batte. Sempre.
Poi ho la testa che ogni tanto si inceppa.
E sono arrabbiata per tante cose.
E poi, semplicemente, sto affrontando finalmente il passaggio dall'adolescenza, all'età adulta.
E sta cosa mi sta portando via un sacco di energie.
Fortuna che Azzu al mattino mi prepara il latte con due cucchiai di Orzoro e i biscotti della Sicilia ricoperti di nutella.
Altrimenti proprio non saprei come farcela:)
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attribuibili ad eventi esterni,
follia,
seghe mentali,
sensations,
traumi
mercoledì, settembre 15, 2010
Con-testo.
Oggi per protesta ho disattivato il mio account su facebook.
Deciderò in seguito se cancellare tutto.
Ho pure trovato la procedura e di questo sono felice.
Protesto per tante cose oggi.
Protesto per la gente che non si fa i cazzi suoi.
Perchè tutti hanno sempre da dire l'utlima parola.
Per chi dispensa consigli senza sapere la storia di una persona.
Per chi vuole sapere la storia di una persona per poi dispensare consigli.
Protesto per quella tipa che oggi alla camera di commercio era vestita di marca dalla testa ai piedi. E aveva pure delle scarpe viola orrende, tipo mocassini scamosciati.
Protesto per i lavori in giacca e cravatta. E per quelli in cui l'abito deve fare il monaco.
Protesto perchè le finestre di casa continuano a scrostarsi.
Protesto perchè nel mio dizionario non esiste più la parola "urgente".
Perchè mi dimentico sempre di comprare la Nutella al supermercato.
Perchè quando fai la coda e per sbagli passi avanti a qualcuno, si agitano tutti.
Perchè in Italia non siamo capaci a fare le code.
Perchè i miei capelli maledizione ci mettono un sacco a crescere.
Protesto perchè non ho mai il tempo di farmi i cazzacci miei.
E invece devo sempre fare prima il dovere.
Fanculo.
Oggi voglio fare prima il piacere.
Deciderò in seguito se cancellare tutto.
Ho pure trovato la procedura e di questo sono felice.
Protesto per tante cose oggi.
Protesto per la gente che non si fa i cazzi suoi.
Perchè tutti hanno sempre da dire l'utlima parola.
Per chi dispensa consigli senza sapere la storia di una persona.
Per chi vuole sapere la storia di una persona per poi dispensare consigli.
Protesto per quella tipa che oggi alla camera di commercio era vestita di marca dalla testa ai piedi. E aveva pure delle scarpe viola orrende, tipo mocassini scamosciati.
Protesto per i lavori in giacca e cravatta. E per quelli in cui l'abito deve fare il monaco.
Protesto perchè le finestre di casa continuano a scrostarsi.
Protesto perchè nel mio dizionario non esiste più la parola "urgente".
Perchè mi dimentico sempre di comprare la Nutella al supermercato.
Perchè quando fai la coda e per sbagli passi avanti a qualcuno, si agitano tutti.
Perchè in Italia non siamo capaci a fare le code.
Perchè i miei capelli maledizione ci mettono un sacco a crescere.
Protesto perchè non ho mai il tempo di farmi i cazzacci miei.
E invece devo sempre fare prima il dovere.
Fanculo.
Oggi voglio fare prima il piacere.
archiviamolo
seghe mentali,
sensations
mercoledì, settembre 08, 2010
Sindrome di Dory.
Io sono una a cui piace ricordare.
In realtà però, non mi ricordo mai una mazza.
Tipo le date, gli impegni, gli appuntamenti dal dentista, dall'estetista, le cose da fare, da comprare, sono tutte appuntate in Santo Post-It che puntualmente non ricordo dove appiccico.
Ho provato con le agende, ma tanto non mi ricordo di leggerle, tantomeno dove le metto.
Ho provato coi promemoria nel cell, ma poi dopo che pigio Ok, il sistema mnemonico del mio cervello disattiva la funzione ricorda appuntamento fra 5 minuti.
E' per questo che io conservo un sacco di cose.
Perchè ho la fobia di dimenticare tutto.
Perchè a ogni pezzetto di cianfrusaglia ci pinzo un ricordo.
Ed ecco che dall'armadio che devo regolamente mettere in ordine, ma che non ha mai voglia di cominciare a fare sto lavoro igrato, spuntano delle reliquie che sanno di cantina e di anni 80-90.
Un portachiavi, la forchettina delle patatine fritte della stazione, la scimmia del mc donald, un paciocchino, il libretto di giustificazione delle superiori dove falsificavo la firma di mamma da esperta contraffatrice.
Io mi agito quando qualcuno mi dice "ti ricordi quella volta che abbiamo fatto questo e c'erano tizio e caio e poi è successo così. dai cavolo come fai a non ricordare" e io proprio non so di cosa sta parlando.
Io non so come fanno certe persone a ricordare tutti gli episodi della loro vita. E pure della mia.
Tipo ogni tanto dico ad Azzu: "Quando abbiamo comprato questa cosa? e lui mi dice "Il giorno tale che poi siamo andati di qui e abbiamo anche comprato l'altra cosa e poi siamo andati a cena dai miei".
Ma come cavolo fa, mi domando.
E allora penso a quando sarò una vecchina.
E cercherò di ricordare le cose che mi sono capitate.
E magari aprirò una di quelle scatole.
E prendendo questi piccoli rifuti in mano, riderò di alcuni ricordi e magari verserò delle piccole lacrime per altri.
Pensando che la mia vita, che si confonde a quelle di altre milioni di persone, sarà comunque una storia unica.
La mia storia.
archiviamolo
di me,
il favoloso mondo di Patti,
seghe mentali
martedì, settembre 07, 2010
Pillole di meridionalità.
Mammi Pat:"Vieni a mangiare a casa?"
Pat:"Si mammi, grazie però, siccome ho male alla pancia, mi puoi fare qualcosa di leggero?"
Mammi: "Si certo, ho appena tirato fuori dal forno le cipolle di Giarratana!!"
Pat: "Mamma. Le cipolle di Girratana non sono qualcosa di leggero."
Mammi:"Ma si che sono leggere, sono al forno, vedrai che ti faranno stare meglio..."
Pat:"Si mammi, grazie però, siccome ho male alla pancia, mi puoi fare qualcosa di leggero?"
Mammi: "Si certo, ho appena tirato fuori dal forno le cipolle di Giarratana!!"
Pat: "Mamma. Le cipolle di Girratana non sono qualcosa di leggero."
Mammi:"Ma si che sono leggere, sono al forno, vedrai che ti faranno stare meglio..."
archiviamolo
famiglia del sud,
post-it
lunedì, agosto 30, 2010
Servizio Consumatori.

Gentile Signor Whiskas & Co.,
ho un problema.
Da un pò di tempo, io e Azzu, che è il mio moroso, abbiamo deciso di affidarci alle buste Whiskas pranzetti perchè effettivamente le porzioni da 50 g sono proprio comode. E poi ok, lo ammetto, erano in offerta al supermercato e abbiamo fatto la scorta. Anche le crocchette costavano poco, e poi Pritto, che è il nostro gatto, le mangia volentieri.
Oddio Pritto mangia tutto volentieri, però le altre crocchette di solito prima le schifa un pò, ma poi capisce che o mangia quelle o si attacca.
Mentre le Sue le manga subito subito.
Ecco, da circa due settimane poi c'è anche Pritta, che è una gattina un pò sgorbina, ma noi le vogliamo bene lo stesso, e pure per lei abbiamo deciso di afffidarci alle bustine Whiskas per gattini, anche perchè quelle che ci ha detto il veterinario, porcamiseria, costano un botto e già compriamo la sabbia in silicio perchè il nostro bagno triangolare è veramente stretto e una lavabo, un wc rotondo, il bidet, la doccia e due lettiere ci stanno a tetris, quindi non possiamo permetterci la puzza esagerata delle cacche.
Dicevo, le buste Whiskas sono molto amate dai nostri gatti che al mattino vengono persino a svegliarci alle sei, tanto sono ansiosi di mangiarle.
Sigonr Whiskas, noi per Pritto, ci atteniamo alle istruzioni che dicono due bustine di whiskas pranzetti e 40 g di crocche. Io le peso pure con la mia nuova bilancia Tefal con il touch.
Adesso però vorrei capire una cosa.
Mi spiegate come cazzu è che Pritto, porco cane, anzi, porcogatto, apre il frigorifero e oltre a sbafarsi la bustina della gattina, chiusa con la clip ikea, puntinandola con un milione di morsi e dilaniandola, dopo averla sfilata dal ripiano maionese, capperi e crodino, preleva la salsiccia che poc'anzi mi ha portato la mia amica dalla Sardegna, apre il sacchetto domopack, sbrindella la plastica domopack e se ne mangia metà?
Che forse pure Pritta ha partecipato al banchetto e ora Lei capisce che ha solo 5 settimane e se iniziamo così, al frigo, altro che la sicura dell'ikea ci dobbiamo mettere.
E ora povere bestie, anzi un poco gli sta bene, stanno attaccati alla ciotola dell'acqua.
Voglio dire, io la salsicccia la volevo assaggiare.
Me lo dice Lei che cosa dobbiamo fare, signor Whiskas?????????
archiviamolo
coinquilini,
il favoloso mondo di Prittino,
PrittA,
servizio consumatori
venerdì, agosto 27, 2010
Discarica.
Una volta il blog lo usavo per scrivere quello che mi girava nella testa.Perchè avevo bisogno di scaricare i pensieri da qualche parte per non intasare il cervello.
Ora sono un pò condizionata perchè so che molti lo leggono.
Soprattutto molti che mi conoscono di persona. E quindi non riesco più a scrivere i miei pensieri di quelli che mi vengono fuori e mi levano un attimo il fiato.
O di quelli che sono scemi, ma che io li faccio lo stesso.
Tipo ieri ho visto un signore che puliva una vetrina gigante e quando ha passato quella specie di tergicristallo portatile sul vetro e ha levato tutta la schiuma e il vetro è rimasto limpido io mi sono sentita bene. Ho proprio fatto "aaahhnn". E sarei stata a guadarlo tutto il tempo.
Avrei anche voluto dirgli di venire a casa a pulire i vetri per favore.
Poi c'è che è un periodo che sono agitata.
Forse bevo troppi caffè.
Ma non mi pare.
Al mattino, non posso non berlo.
Poi a metà mattina faccio pausa con Azzu e non posso non berlo.
Poi dopo pranzo non posso assolutamente non berlo se no mi accascio sul tavolo del lavoro. Se riesco ad arrivarci al lavoro.
E poi a metà pomeriggio se il Presidente mi dice "ti faccio lil caffè?", non posso non berlo.
L'altro giorno mi sono fatta una camomilla doppia, solubile, in mezzo bicchiere d'acqua.
E' che sono agitata per i gatti.
Pritto è un pò esasperato da Pritta che vuole sempre giocare e gli rompe i maroni ogni secondo. E così passa il tempo a scappare o a mettersi in alto. Ma in casa non c'è molto "in alto" . Quindi scappa sul balcone scavalcando la persiana vabbè non so come spiegarlo.
E lei ora sta imparando ad arrampicarsi.
E lui la butta giù che a volte mi fa pure ridere.
Ora.
Non posso tenere Pritto blindato in casa, ma non posso fare uscire lei da sola che è ancora una nana che perde l'equilibrio.
E chi leggerà queste righe non mi dica robe tipo "te l'avevo detto" perchè me ne sto fottendo dei te l'avevo detto.
Fosse per me, io prenderei un milione di gatti.
Perchè Pritta l'avevano abbandonata in una scatola di cartone vicino all'immondizia che io quando sento ste cose prenderei la persona e ci metterei lei dentro l'immondizia.
E gli tirerei anche uno schiaffo. E uno sputo. Che è peggio.
Poi alla fine penso che magari è come quando fai un bambino che poi ne fai un altro e magari il primo è un pò geloso e allora come fai?
Azzu mi dice che ho la testa per aria in questo periodo.
E' vero.
Ma non è colpa mia se sono distratta.
Ho la costante sensazione di essermi dimenticata di qualcosa di importante.
E poi perdo di nuovo le cose.
Poi le ritrovo, ma le ritrovo dove non so come ci sono arrivate.
Poi vorrei farmi una dormita di quelle che se hai sonno adesso e ti si chiudono gli occhi che proprio fai una fatica orba a tenerli aperti, tu decidi di lasciar cadere le palpebre e fottertene del resto del mondo.
Poi non riesco ad ascoltare. Di nuovo. Non ci sono mai riuscita. Cioè mi devi dire i concetti essenziali se vuoi che ti ascolto. Perchè se no io non capisco una mazza. Io dico "si si" ma intanto penso "cavolo ma riesci a fare un riassunto?"
Ora mi vado a a bere un caffè, così mi calmo un pò.
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