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martedì, maggio 01, 2012

Uovo di Pasqua.

A Pasqua sono diventata mamma.
Sono diventata mamma come lo è la mia mamma.
Solo che lei ora è nonna.
E quando dice "Ciao Amore mio", non parla più con me.

Ha la fronte che si aggrotta come la mia quando sono preoccupata.
Le dita medie storte come le mie.
E il naso.
Ecco, il naso è il mio naso in miniatura.
Fa ridere avere una miniatura del mio naso che gira per casa.
Poteva prendere tutto però, ma non il mio naso. Madre natura, tzè.
Per il resto è un mini Azzurro.
Un Polly Pochet Azzurro.

E ora la sera mi preparo i vestiti per il mattino.
Ho persino messo l'orologio al polso.

Ora vado a fare il bar.
Per ora latte liscio, domani si vedrà:)








venerdì, dicembre 25, 2009

martedì, novembre 24, 2009

The Muffin Woman Pat Show

Azzurro non esiste.
Ne sono certa.
Azzu è sicuramente una proiezione di Pritt.

Stanotte li guardavo dormire. Uno alla mia sinistra, l'altro alla mia destra.
Entrambi nella stessa posizione.
Penso che sia una sorta di incantesimo.
Prima l'arrivo di Pritt, che in principio doveva essere un gatto persiano e chiamarsi Serse.
(Piccole reminescenze delle scuole medie. Epica. "Dal mito alla Storia" Editore Paravia. Bacchielli-Verra.)
Poi è arrivato un gatto nero.
Pritt, perchè mi sta appiccicato. Sempre.
E se dico sempre, dico sempre.
Forse è venuto a studiare la situazione, a capire in che razza di pasticcio poteva cacciarsi.

Un mese esatto dopo, l'arrivo di Azzurro. Un normale venerdì sera di ottobre.
Azzu, come tutti i Principi Azzurri, mi ha chiesto di sposarlo subito.
Io gli ho risposto:
"No guarda tesoro, prima di procedere in questa relazione devo sapere alcune cose fondamentali di te. Tipo: mangi il formaggio?"
Se mi avesse risposto di No, l'avrei cestinato. Giuro.

Quando trovo Azzurro con Prittino in braccio, ecco, lì mi blocco e li guardo. Li studio. Cerco di capire se esistono davvero.
Pritt esiste perchè mi sta facendo fuori la dispensa: infatti ora è diventato Prittone.
Azzurro no.
Non può esistere.
Ogni tanto guardo se vedo delle telecamere intorno a me. Io lo so che ci sono.
Perchè Azzurro dice tutto quello che deve dire al momento giusto.
Fa tutto quello che deve fare al momento giusto.
Tipo Truman Show.
Azzurro è biondo con gli occhi verdi. E' bello, simpatico, intelligente, divertente, dolce, romantico e soprattutto stupido quanto basta.
Quanto basta per fare gli scemi al supermercato, ad esempio.

Oggi vado a vedere se il cielo è di cartone.

Perchè se no, tutto ciò, sarebbe assurdo.
Inaspettatamente e meravigliosamente assurdo.

mercoledì, ottobre 21, 2009

Ludoteca


Vorrei ringraziare chi mi ha consigliato di fare le pallette di stagnola per fare giocare il gatto.
Mi dissero"uh vedrai come si divertirà!"
Vero.
Le pallette di stagnola, insieme a quelle di grezzo book, sono il suo gioco preferito.
Subito dopo seguono a parimerito un legnetto con un nastrino di raso rosso che oramai è diventato grezzo e succhiaticcio e insalivaticcio e il topino grigio dell'ikea opportunamente impiccato con uno spago.
Ma le pallette di stagnola, quelle non le mette dietro a niente.

Infatti ora in casa circolano 5 pallette di stagnola.
Quando non le vedo in giro vuol dire che le ha messe tutte sotto al divano.
L'altro giorno ne ho trovata una inzuppata d'acqua.
Ogni tanto dormono con noi.
Qualcuna giace nella lettiera.
Qualcuna sulle sedie.
Ogni tanto girano dentro le mie scarpe.
A volte fanno deposito sotto il letto. Insieme a pezzi di carta che mi sa che il mio gatto ha imparato ad aprire i mobili, se non mi spiego come si possano trovare i fogli in giro.

Le pallette raggiungono il culmine del loro utilizzo alle due di notte...

Intervallate da uno snack, da un grattino, da una cacchina.
Ma alle due pare che si animino di una forza misteriosa.
Forse ricevono i messaggi degli alieni.
Forse sono loro che provocano Pritt.
Infatti mica ho capito se devo sgridare loro o il gatto.

Oh cavoli. dimenticavo Coccolino.
Che in questo preciso momento è a cavallo nella ciotola delle crocchette.
Valli a capire sti maschi....

martedì, ottobre 06, 2009

L'altro giorno ho fatto volare un palloncino.
Sono andata a un battesimo e alla fine il papà del bambino mi fa: "To'. ti regalo un palloncino" che io ho pensato, "Uh, ma perchè a me?"
In effetti dopo i bambini dai 4 anni in giù, ero la più piccola...
E così sono uscita di casa con un palloncino azzurro legato al polso, che in realtà ero felice come una bambina: infatti durante il viaggio di ritorno ho pure dormito in macchina. Sdraiata.
Il vantaggio di essere basse.
Io dormo sempre in macchina, quando non guido.
Non ce la faccio a tenere gli occhi aperti.
A volte faccio pure finta di guardare fuori dal finestrino e chiudo gli occhi...
Quando sono arrivata a casa Pritt ha fatto finta di essere felice di vedermi, ma in realtà, appena ha visto il palloncino ha sgranato gli occhi.
E prima che si arrampicasse sulle mie gambe noncurante dei miei pantaloni nuovi, ho slegato dal polso il nastrino e ho lasciato scivolare il palloncino sul soffitto che si è sistemato vicino al lampadario.
L'abbiamo guardato per un pò.
Pritt aveva gli occhi a cuore.
Poi ho preso un foglietto e ho scritto un pensiero.
Uno di quei pensieri che non puoi dire a nessuno, né alla persona interessata, anzi soprattutto, né alle amiche che se no mi cazziano di brutta maniera, che già mi cazziano a prescindere, figuriamoci se gli dicevo una cosa così.
A volte penso di essere il capro espiatorio del gruppetto. Se faccio qualcosa io, mi cazziano. Se fa qualcosa qualcun'altra, cazziano lo stesso me. Boh..
L'ho scritto in brutta e in bella. Poi ho legato il foglietto al palloncino.
Sono uscita sul balcone e l'ho liberato. Palloncino e pensiero.
L'ho visto allontanarsi da me e nuotare nel blu scuro della notte.
Diventare stella e poi parte del cielo.
Ha pure dato l'ultimo luccichino, complice la luna che lo illuminava.

Oggi devo andare al negozio dei palloncini e chiedere se posso fare un abbonamento o una tessera fedeltà.....

giovedì, settembre 17, 2009

Chi la dura, la vince?

Ci riprovo.
Non so cosa capiterà, ma voglio riprovarci.

E' che è successo tutto all'improvviso.
Alle nove di sera mi sono accorta che mi mancava il latte per fare il crème caramel quello vero.
Mi sono insultata per 5 minuti ma poi non ho potuto fare altro che assumermi le mie responsabilità.
Dopo aver sputato sangue sul nuovo centro commerciale, ho ceduto, e sono andata a comprare il latte lì, perchè per fortuna, sta aperto fino alle nove e mezza.
Gli sbuffi dei pantaloni della tuta che si bagnavano a ogni passo e i la testa infilzata con mollettine distribuite a caso tra i capelli...la giusta punizione per una dimenticanza che non mi sarei proprio dovuta concedere.
Ho superato le porte di vetro scorrevoli all'ingresso e sono salita sul tapis roulant senza guardare subito dopo quei poveri disperati come me, si aggiravano tra i corridoi luminosi e già puliti per il giorno dopo.

Un colpo di ginocchia alle sbarre basculanti del supermercato e d'improvviso, l'incontro.

Io giuro che non volevo, giuro che ero andata lì solo per il latte.
Lo giuro.
Giuro che il mio obiettivo era in fondo al corridoio, il secondo sulla sinistra, con l'unico scaffale che mi stava aspettando.
Ma l'incontro è stato davvero inevitabile.
Sono stata colta da timidezza, sconforto, agitazione, desiderio, tenerezza, incertezza.
Ho provato a fare un passo indietro, ma non ho saputo resistere e mi sono avvicinata.
Sono stata un pò a guardare dicendomi "No, no, no e no. non è il momento, lo sai anche tu."
Con un mezzo sorriso ingenuo ho alzato lo sguardo in giro in cerca di disapprovazione.
Il tatto questa volta l'ho lasciato da parte. Sarei stata decisaemente troppo invadente.
E intanto la frenesia parlava con la voglia di dare amore.
E l'amore, con la paura di darne troppo.
E la paura, con la testardaggine di volerci riprovare.

Sono uscita dal supermercato anche con il latte.
E speriamo che sia la volta buona:))))





Piantine grasse. Supermercato Panorama. 0,99 € l'una.