
Poi non ce la fai e glielo dici. La ringrazi. Magari però non la abbracci va.
Poi vedi un vestitino che fa il finto tonto tra alcuni maglioni e ritorni dalla commessa e ti fai convincere a comprarlo.
Poi esci e sorridi ai passanti che dopo una giornata di lavoro, respirano l'aria delle sette: quell'aria che sa già di cena, e di termosifoni accesi, che sa di coccole di qualche bimbo o grattini a un gatto, o passeggiatina al cane.
Poi cammini veloce verso casa che non senti nemmeno il primo freddo invernale che brucia sulle mani piene d graffi che ti fanno ricordare che c'è qualcuno a casa che aspetta impaziente che la sua ciotolina si riempia di ottima mousse di cuore e manzo. No stasera gamberetti, dai.
Poi sorridi ancora, alle bancarelle del mercato, alla nuova pavimentazione del centro, al tuo nuovo braccialetto, al ragazzo con l'ipod, alla mamma con il bambino e persino all'ausiliaria del traffico.
E lì ti accorgi che hai toccato il fondo. Il fondo del cielo però.
E prima di arrivare a casa vedi una panchina che sorregge due ragazze. E speri che una sia proprio quella che conosci e le rovesci tutto addosso, nonstante lei ti abbia detto che è triste per amore.
E sti cazziii, una volta ciascuno non fa male a nessuno, oh.