venerdì, dicembre 24, 2010

Buon Natale.




mercoledì, dicembre 15, 2010

Lacrime dalla Luna

Come se le mie emozioni fossero improvvisamente diventate più timide, riservate.

Congelate da spolverate di neve e soffi di gelo, si riescono a sciogliere solo tra le mura domestiche.

Come ieri.

Tra l'ultimo lembo di coperta di pile, prima di tuffarci nel piumone dell'inverno, il ricordo di mia nonna materna si è fatto largo tra i pensieri.

Qualche parola, ma più che altro qualche immagine.

Lei seduta in cucina, lei che perde la ragione lentamente, lei che ha il suo nipote preferito, lei che russa di notte e non mi fa dormire, lei che mette in ordine le sue buste di plastica gelosamente conservate in un cassetto.
Difficile comprendere il concetto della "non esistenza".

E una lacrima esita, ma subito dopo scorre silenziosa dalla mia guancia, al naso di Azzurro, al cuscino.

Come se le mie emozioni arrossissero di fronte agli sconosciuti.

Come se le mie lacrime, ogni tanto, avessero bisogno di un pò di riservato silenzio.

"...nasce la mia canzone

come una tentazione

che seduto sul mio letto

golosamente aspetto

e vola un’ emozione

e sara’ canzone

che scivolando va

fuori dalla stanza..."


giovedì, novembre 25, 2010

IO NON CI STO.

Per firmare l'appello, andate qui.

mercoledì, novembre 17, 2010

V^ Giornata Nazionale del Gatto Nero.

Grassetto Maiuscolo & Minuscolo Corsivo

La nanna



Lo stretching




Le confidenze...

martedì, novembre 16, 2010

Dolce celeste nostalgia.

La cucina di casa era una Salvarani.

Mamma ha sempre osannato la Salvarani. Diceva che era indistruttibile. “Guarda, è sempre come nuova” diceva.
Era fatta di fòrmica marrone chiaro.
Le ante invece erano beige con finte venature marroncine. E la maniglia nera alla base.
Aveva i piedini neri e stava sollevata da terra di almeno 20 centimetri.
Nell' angolo continuo alla porta c’era il mobile che dentro aveva una cosa che girava e Mamma lì incastrava i contenitori della tapperware e le pentole dell’AMC. Pure quelle erano indistruttibili. Solo i pomelli si spaccavano, ma siccome erano garantite a vita bastava telefonare al tecnico e lui arrivava subito a casa con un pomello nuovo.
Il tavolo invece è stato prima quadrato, poi rettangolare, poi rotondo, poi di nuovo quadrato.
E’ che non bastava mai per le cose che cucinava Mamma. Ma soprattutto per le persone che si fermavano a pranzo.
Le sedie erano del colore della cucina con le gambe di metallo. Dopo l’ingresso in prima elementare, sotto ogni sedia, avevo scarabocchiato il nome di chi ci doveva stare seduto.
E ogni tanto controllavo che ognuno avesse la sua sedia.

Studiavo sempre in cucina da piccola, mentre Mamma lavava i piatti o si dedicava al suo passatempo preferito: cucire i vestiti con i cartamodelli di Burda.
Io stavo seduta dando le spalle alla porta con il viso rivolto verso la finestra. Spesso, siccome mi veniva sonno, appoggiavo la testa alla spalla sinistra e inclinavo il quaderno a destra e quando Mamma mi vedeva mi sgridava: “Tirati su, dai” diceva.
Già allora non ero molto costante e così studiavo a intermittenza con una concentrazione svagata. E’ che lei faceva sempre un sacco di cose più interessanti…

Mamma era brava a lavare i piatti: riempiva il lavello di schiuma. Poi metteva dentro i bicchieri. Poi le posate. Poi i piatti. E per finire le pentole. Lavava sempre tutto senza guanti. “Con i guanti non si sente se sono puliti” diceva.
Ogni tanto le scivolava un Duralex e faceva il botto per terra. E’ per questo che abbiamo sempre avuto i servizi di bicchieri tutti diversi uno dall’altro.
Alle quattordici arrivava sempre Gianna, la vicina, per bere il caffè.
Macchiato con un po’ di latte freddo e il dolcificante, Gianna.
Macchiato con con lo zucchero, Mamma.
Come fanno tutt’ora.
A me concedevano una tazzina di latte con un goccio di caffè.

Vicino alla casa della strega Genoveffa c'è un prato incantato: girasoli, genziane e ginestre sono sempre fioriti. Gigi il gatto ammira un geranio gigantesco, ma Genoveffa lo scorge e mette alcune gocce di una pozione magica in un bel gelato. Gigi lo lecca e si trasforma in una giraffa. Disperato grida : " Aiuto! Aiuto"
Cerchia Gi e Ge e inventa un finale per la storia.

A volte svuotava un mobiletto e lo rimetteva tutto in ordine bene.
Altre volte preparava la cena. La maggior parte delle cose che cucinava contenevano sugo rosso di pomodoro. O cose impanate. Quando faceva le torte mi faceva assaggiare l’impasto crudo perché le dicevo se doveva aggiungere zucchero. Alla fine, come premio, mi lasciava il contenitore vuoto con gli sbavi di impasto che io finivo di pulire prima con il cucchiaino, poi con le dita.
Lo attendevo con ansia, facendo finta di niente.

Il Piemonte è una regione dell’Italia nord-occidentale con capoluogo Torino. Confina a ovest con la Valle d’Aosta, a nord con la Svizzera,...

Quando cuciva con Burda allungava il tavolo. La carta velina la comprava dal tabaccaio sotto i portici, vicino casa. La stoffa al mercato il lunedì mattina o dal Gobbo. Poi usava la macchina da cucire che faceva tremare tutto tavolo e il pavimento si riempiva di pezzetti filo bianco da imbastire. Annodava il grembiule dietro la schiena, avvolgeva il metro giallo intorno al collo e poi teneva gli spilli tra le labbra serrate. Quando finiva il lavoro si pavoneggiava:”Guarda che bella giacca che ha fatto la tua mamma” diceva.
Ogni tanto cuciva qualcosa anche a me, ma diceva che ero troppo pignola. Mamma mi ha sempre chiamata La principessa sul pisello. "Come farai a trovare un fidanzato!!" diceva.

L'addizione è un'operazione aritmetica che ha due numeri detti addendi a cui associa un terzo numero detto somma…

Spesso ci faceva compagnia la nonna, sua mamma.
Disegnava i fiori con un tratto tremolante, poi cantava con la voce tremolante, e poi faceva le calze a maglia. O i berretti. Perdeva i punti anche se aveva gli occhiali che le facevano gli occhi grandi grandi. Azzurri.

Poi, piano piano, il pomeriggio scivolava accompagnato dal ticchettio dell’orologio.
Il grigio del cielo lasciava spazio al blu della notte.
Era allora che Mamma accendeva la luce e tutta la stanza si colorava di ocra.
Il resto della casa rimaneva al buio, in silenzio, come per non disturbare.
Solo la lunga scia d’inchiostro sul mio quaderno e il ritmato scorrere del filo tra la sua stoffa.

giovedì, novembre 11, 2010

Cromoterapia.


venerdì, novembre 05, 2010

Matricole.

Stamattina ho sentito un rumore di coperchio che cadeva.

Sono "corsa" in cucina, cioè ho fatto due lunghi passi dalla camera da letto alla cucina, pronta a gridare "Priiiiiii", quando la mole del gatto che è si è materializzato davanti ai miei occhi sul mobile della cucina, era decisamente troppo piccola.
Quella ruffiana di Gattino, che poc'anzi si stava struscicando contro la barba di Azzu, aveva delicatamente spostato il coperchio del pentolino che era sui fornelli, e si stava beatamente leccacciando la zampa, zuppa di sugo al tonno.
Ma nemeno Pritt s'è mai sognato di farmi un affronto del genere.

Forse era una prova di coraggio che Pritto le ha fatto fare.
Una sorta di roba da matricole, mi sa.
Adesso mi spiego i furti con scasso di Pritto dei giorni precedenti. Del tipo "Guarda e impara".
Ossia:
  • n.2 fettine di carne per involtini comprate dal macellaio Cesare che ha la carne buonissima, sapientemente sottratti dal piattino piazzato nel frigo, in fase di scongelamento;
  • n. 1 pezzo di pecorino toscano o romano vabbè tanto a Pritt che gli frega da dove arriva. Metà se l'è mangiato, sottraendolo dal scatola formaggi nel frigo;
  • n. 1 pezzo di taleggio comprato per fare gnocchi di zucca al taleggio. La metà che è avanzata è finita nella sua pancia.
  • n.1 fetta di torta che aveva fatto mio cugino e mia mamma mi ha infilato di straforo nel sacco della biancheria asciugata in asciugatrice nuova di pacca (santa mamma subito per questo tecnologico acquisto), e io mi sono dimenticata di ciò, quindi ho appoggiato tale borsa sul letto, e quel gatto-porcello ha trovato la torta e ha banchettato sul lettone.
  • n.1 fetta di carne che avevo fatto cuocere per gatti, ed era a raffreddare sui fornelli, e io l'ho beccato con la carne sotto il tavolo e quando l'ho sgridato di tutta risposta si è messo a leccare il pavimento.
Gattino è stata sgridata a dovere, e la sua risposta, degna del maestro Pritto è stata, continuare a leccacciarsi la zampa...
E giuro :) che io la sicura dell'ikea l'ho sempre chiusa.
E' Pirtto che ha imparato ad aprirla:).....

giovedì, novembre 04, 2010

Fuori tema.

Sono andata fuori tema.
Ultimamente esco tanto dalle righe del mio buonismo.
Mi sono levata le caccolette dagli occhi e ho cominciato a vedere oltre.
A mio malincuore.

Ero arrabbiata.
Che dico, incazzata nera.

Ma non dovevo dire perchè.
Dovevo dire come.
E così siccome mi lamento che si impicciano tutti troppo, ho fatto esattamente questo.
Impicciare troppo.

Vado a rispolverare il vocabolario dei sinonimi e contrari.
E magari a cercare un diario segreto.

giovedì, ottobre 28, 2010

Fuori Tema.



Sono andata fuori tema.
Ultimamente esco tanto dalle righe del mio buonismo.
Mi sono levata le caccolette dagli occhi e ho cominciato a vedere oltre.
A mio malincuore.

Ero arrabbiata.
Che dico, incazzata nera.
Ma non dovevo dire perchè.
Dovevo dire come.
E così siccome mi lamento che si impicciano tutti troppo, ho fatto esattamente questo.
Impicciare troppo.

Vado a rispolverare il vocabolario dei sinonimi e contrari.

martedì, ottobre 26, 2010

Intrattenimento

Siccome mi piacciono i questionari ne faccio uno che mi ha girato Princesse.

1- quando da piccoli vi veniva chiesto cosa volevate fare da grandi, cosa rispondevate?
Il medico. no giuro non ho copiato da Princesse. Io volevo andare a salvare tutti i bambini in Africa davvero.

2- quali erano i vostri cartoni animati preferiti?
Tutti quelli in cui la protagonista veniva maltrattata: Georgie; Lovely Sara; Candy Candy; Mary e il giardino dei misteri; il sogno di Maya che solo sentire le sigla ho la pelle d'oca; Pollyanna..

3- quali erano i vostri giochi preferiti?
Barbie fior di pesca: pagherei per averne una. Aveva il vestito color pesca.
Poi un giorno le mie barbie, a detta di mia mamma, sono rimaste vittime dell'allagamento della cantina...voleco ingaggiare un investigare segreto per portare a galla la verità.

4- qual è stato il vostro più bel compleanno e perchè?
Vorrei dire l'anno scorso ma il mio cuore aveva una sfoglia di tristezza.
Vorrei dire quello dei 21 ma avevo litigato con moroso (Ex) e 1 amica del cuore.
Forse quello della foto dei 5 anni e quelli con le 5 amiche.

5- quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?
Avrei voluto assolutamente fare L'università.
Non ho ancora fatto i copricuscini con la stoffa dell'ikea.

6- qual è stata la vostra prima passione sportiva o non?
Calcio. Io lo odio alla tv, ma non avevo mai saltato un allenamento.
Poi il corso animatori ebbe la meglio. Fanculo.

7- qual è stato il vostro primo idolo musicale?
Mark Owen. Avevo il poster a grandezza naturale.
Rimpiazzato poi da Max Pezzali.

8- qual è stata la cosa più bella chiesta (ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale?
I pattini a rotelle da principessa. Quelli bianchi. Non me li ha mai portati.

Lo rimbalzo solo a Effe.:)

lunedì, ottobre 18, 2010

Dove c'è Muffin Pat, c'è Casa.

Probabilmente il proprietario della Lancia Thesis verde scuro pargcheggiata di fronte al negozietto di alimentari e al negozio di materassi, non verrà mai a conoscenza della scenetta che si è svolta oggi pomeriggio verso le 16,00, intorno alla sua macchina.

Erano appunto le 16,00 quando mi stavo recando al bancomat a risanare il mio eterno debito con la Vodafone omnitel.
Mi ricordo quando ancora non esistevano le Sos Vodafone Ricarica che ancora si poteva andare sotto di soldi e io ogni volta sfidavo il mio conto telefonico. Fisso arrivavo sempre a meno 3/4 milalire. Poi mi bloccavano tutto. Ogni tanto dicevo "mo viene il signor Omnitel e pignora la macchina minimo se continuo così".Giustifica
Comunque, dopo aver detto mentalmente tre o quattro parolacce per la solita coda che c'è a quel bancomat, e essermi messa in coda, il mio udito da wonder woman, in mezzo ai rombi delle macchine, al martellare del cantiere lì vicino, ai campanelli delle biciclette, ai bambini urlanti, ha sentito un disperato e esile miagolìo.
Da quando ho i Pritti (n.d.r. Pritti e Gattino al plurale sono I Pritti), io sono diventata ancora più sensibile al mondo animale. Io se vedo un gatto per strada vorrei portarmelo a casa.
Ma questo purtroppo non si può.
Così ho guardato il palazzo di fronte pregando che venisse da una casa, chessò magari era solo un piccolo gattino affamato.
E ho continuato la coda, ma poi non ho resistito e mi sono messa a cercare di capire da dove venisse il miagolìo. Mi sono coricata sotto le macchine, ho guardato dentro i buchi per strada quelli delle cantine, nei balconi, vabbè da lontano, ma niente. Poi ho ristretto il raggio. Il gattino doveva per forza essere tra una Lancia e una macchina grigia. Così mi sono ricoricata per terra diventanto un tutt'uno con l'asfalto.
Il gattino era proprio lì. Nel cofano, quello dove c'è il motore, della Thesis.
I miei occhi hanno iniziato a gonfiarsi di lacrime e il nodo in gola a farsi più stretto.
Non potevo andare via oramai. Dovevo tirare fuori quel gattino.
Così nel giro di mezz'ora ho mobilitato:
1.una signora che pure lei doveva ritirare al bancomat e che è stata solidale con me fino alla fine;
2.la signora del negozio di alimentari che mi ha fornito: una pila (scarica)e un elenco del telefono per chiamare i vigili;
3.il proprietario del negozio di materassi che mi ha fornito carta e pennarellone rosso (per scrivere un messaggio al proprietario della Thesis ovviamente), che gli ho pure macchiato il tavolo di legno per scrivere:) - azzu questo non lo sa:))- ;
4. i vigili urbani della centrale + sui vari cellulari, quelli che potevamo conoscere.
5. Azzu. che è arrivato con una pila più funzionale e il mangiare di pritti, che a pritti non abbiamo detto nulla senò si sarebbe attaccato alla scatola con tutte le sue forze;
(E' da queste cose che capisco che Azzu deve amarmi davvero tanto. E viceversa:)
6. i vigili urbani pregandoli di rintracciare il prorpietario della Lancia+ tutti i vigili che potevamo conoscere rintracciando i loro cellulari;
7. tre o quattro passanti.
E per finire i Vigili del fuoco che sono arrivati un pò sorridendo.

Ecco mentre eravamo tutti intorno alla Lancia, il piccolo gattino decide di uscire, scappando come una scheggia beffandosi della mia disperazione, per andarse a infilarsi esattamente dentro il cofano di Azzu.:)

E' a quel punto che io ho sentito la musica della Barilla.

Mi sono immaginata in un attimo un altro fratellino per Pritti e Gattino. Si perchè il micino era tutto nero cicciotto.
Io gli volevo già bene. L'avrei chiamato Thesis.
Saremmo stati tutti felici nella nostra piccola casetta. Già vedevo pritti e gattino accoglierlo a zampe aperte dandogli delle leccatine di benvenuto.
Se non fosse che poi il piccolo gattino è di nuovo schizzato via perdendosi tra altre macchine.
Così tra una arrivederci e un grazie, ognuno è ritornato alla sua vita.

Io penso ancora un pò al piccolo gattino.
Con le lacrime che poco poco fanno capolino.
Azzu non lo sa ancora, ma io magari domani vado di nuovo al bancomat, e magari do un'occhiatina sotto le macchine...

giovedì, ottobre 14, 2010

martedì, ottobre 12, 2010

Cambio rotta.

Ho messo in ordine i vestiti estivi per categoria in delle scatole ikea numerate da 1 a 5 e per ogni scatola c'è un foglietto con segnato quello che c'è dentro la scatola.
Negli armadi è tutto perfettamente sistemato sulle grucce scelte con cura.
I cassetti delle mutande e delle calze mimano il pantone.
La velina dell'eurospin gira su tutto il pavimento e a seguire le setole della scopa. E a seguire Gattino. E a seguire Prittone.
Ho anche messo a posto tutte quelle cartacce e pile di documenti impastati che era dieci anni almeno che giravano da un mobile all'altro, dalla cantina alla cameretta, all'ufficio, alla casa nuova, alla cantina e di nuovo alla casa.
Tutto quello che potevo ordinare in maniera maniacale, l'ho messo in ordine.

Nessuno direbbe mai che quando sono nervosa metto in ordine in maniera ossessiva.
L'ho sempre fatto in realtà. Fin da bambina.
Bastava farmi arrabbiare e svuotavo cassetti e armadio e cominciavo a ripiegare tutto, buttare il superfluo, pulire con prodotti disinfettanti. Anche se davo il meglio con i mobiletti del bagno. Quando mia mamma mi vedeve così frenetica, capiva, ed era felice.
Anche perchè, seppure distruttiva, ero utile.

E poi amo guardare il risultato. Ammiro estasiata.
Come buttare giù un bicchiere di the freddo con 40° all'ombra.
Come un'iniezione di morfina. Un bagno caldo dopo una giornata di merda.

Ho messo pure in ordine le unghie e i capelli.
Uso la lima e tronco l'entusiasmo dei bordi seghettati.
Uso la piastra e sedo le mie onde sregolate.

E ho buttatto.
Buttato tutto il buttabile. Scarpe, vestiti, carte, istruzioni, foto.
A volte sto male, tanto che i miei occhi, appena mi fermo, si gonfiano di impercettibili lacrime, confondibili fortunatamente con i primi freddi.
A volte, invece, ironizzo. Ironizzo talmente tanto che sento pure le risate regitrate.
Ma l'ironia non basta non basta più.
E viene spazzata dagli eventi inarrestabili, che, industurbati, se ne fregano se te speri ancora che il mondo, un giorno, possa invertire il senso della sua viziosa rotazione.

mercoledì, ottobre 06, 2010

Plagio.

Siccome in sto periodo ho tante lettere per la testa ma non riesco a combinarle in frasi logiche e la mia perseveranza mancante e costante distrazione non mi permottono di portare a termine niente, ho deciso di fare quello che ha fatto Azzu copiando pari passo.
D'altronde io sono sempre stata una fan dei questionari.
Quando a casa arrivava il questionario tipo del censimento, io mi battevo per compilarlo. Riunivo tutta la famiglia e poi facevo le domande. E mi divertivo un sacco. E nessuno capiva perchè.

Quindi.

Le tre cose più inutili che ho visto.
1.L'affettaverdure regolabile che ho comprato a 10 euro al mercato di Arenzano. Eh oh, non resisto ai rappresentanti che parlano col microfono e dicono "gente non potete non averlo"
Comunque oltre a smacciullarmi le verdure, l'unica cose che sono riuscita ad affettare sono state le mie dita.
Però ho scoperto il cerotto spray.
2. Gli umidificatori da termosifone. Boh l'acqua che ci metto dentro non evapora mai.
3. L'orologio. Anche se mi sveglio un' ora prima dell'appuntamento, riesco a sbagliare ora. E possibilmente anche giorno.

Le tre cose più belle che ho visto
1. La prima frittata di Azzu. Fatta solo per me. Io mi sono pure commossa.
2. Le montagne una volta che ero agli scout seduta in cima a un'altra montagna.
3. Le lacrime di gioia di una sposa che stava per sposare il suo unico fidanzato.

Le tre cose più brutte che ho visto
1. La cacca di gattino che gli è rimasta attaccata al sedere con un filo che che poi correva per tutta casa.
2. Il vomito di Pritt, ieri sera, contro il muro.
3. Il piccione che ho visto morire un paio di giorni fa per strada.

venerdì, ottobre 01, 2010

Star Trek.

Io e Fabrizio abbiamo sempre litigato.
Fin da quando ero piccola.
Non sopportavo il suo modo di fare arrogante e saccente.
Ma ancor di più non ho mai sopportato il suo stereo, che mitragliava musica a tutto volume e rimbombava nel salone e poi su per le scale e poi fino sotto le porte delle camere.
Litigavamo perchè io gli dicevo "Abbassa sta musicaaa" e lui "no!" e poi l'abbassava di un microgiro di manopola.
E andavamo avanti così, fino a che io mi stufavo, mi alzavo, e gli abbassavo io quella musica.
Forte della mi posizione di "figlia del capo".
Poi sono cresciuta e per un pò l'ho ignorato.
Non mi è mai stato molto simpatico.
E' che va in giro come se foss euscito da un film anni '70-80. Da Star Trek per l'esattezza.
Ha i polsi pieni di braccialettini tipo scooby doo o fatti con le perline, il giubbotto di jeans con il colletto di finta pecora, i jeans quelli con la vita alta. E poi le felpe sono quelle con lo smile ad esempio.
Poi la sua bicicletta è piena zeppa di quegli affarini di plastica che segnano la taglia nelle gruccette.

Un giorno, al mare, così, senza troppi preamboli mi si è avvicinato e mi fa: " Tieni, ho fatto questo braccialetto con le perline nere per te, come ti piaceva"
Ecco, le mie lacrime mi si sono annodate in gola.
E oggi, oggi mentre lo stavo acompagnando da una parte, lo vedevo che guardava in giro delle vetrine vuote.
Io gli faccio"oh ma che fai?"
E lui mi fa con la sua voce un pò farfugliata" Beh adesso che vi hanno mandati via dagli uffici, bisognerà trovare un ufficio nuovo, tipo questo va bene."
E io giù di nuovo a ricacciare ste lacrime inopportune.

Fabrizio, che hai un milione di cd da far invidia a un dj, che sai tutte i titoli delle canzoni degli anni 60-70-80-90, e che ti compri i giornali dei tatuaggi, anche se non te faràai mai uno, ecco Fabrizio, spiegalo tu a quei signori che non siamo solo teste da eliminare.
Né noi, tantomeno tu.

lunedì, settembre 27, 2010

Sindrome da deficit di attenzione


La predominanza di sintomi di distrazione/disattenzione può includere:

  • l' essere facilmente distratti, perdere i dettagli, dimenticare le cose, e spesso passare da un'attività all'altra
  • l'avere difficoltà a concentrarsi su una cosa
  • l'essere annoiato con un compito, dopo pochi minuti, a meno che facendo qualcosa di divertente
  • l'avere difficoltà a focalizzare l'attenzione sulla organizzazione e completamento di un compito o nell'imparare qualcosa di nuovo
  • l'avere difficoltà a completare o svolgere compiti a casa, spesso perdendo le cose (per esempio, matite, giocattoli, compiti) necessarie per completare le attività
  • non sembra ascoltare quando gli si parla
  • sognare ad occhi aperti, facilmente andare in confusione e muoversi lentamente
  • l'avere difficoltà di elaborazione delle informazioni con la stessa rapidità e precisione degli altri
  • difficoltà a seguire le istruzioni
Ecco.

venerdì, settembre 24, 2010

Un sonno tira l'altro.

Sono in letargo.
Non so quanto durerà.
Può essere un giorno, due o tre. Un mese.
O magari solo qualche ora.
Per ora lo sono.
La piegazione è semplice.
Prima di tutto soffro di una stanchezza cronica che ogni volta che appoggio la testa, ma anche se non la appoggio, mi addormento.
Mi adddormento ogni qualvolta provo a fermare il mio corpo e la mia mente.
Collasso semplicemente. Perdo i sensi.
Mi lascio travolgere da quella sensazione di graduale assopimento.
Dalle palpebre che poco alla volta si uniscono in un delicato bacio e che dal loro amore fanno scivolare sulle mie guance qualche lacrima.
Dal respiro che si allontana dal ticchettìo dell'orologio e si fa simile al rumore lontano delle onde del mare.
Ai gesti, che diventano lenti, sconnessi e scoordinati.
E poco mi importa se sono in coda al supermercato, davanti a un pc, in macchina (come passeggero), davanti alla tv, mentre mi parla qualcuno.
Il sonno mi batte. Sempre.

Poi ho la testa che ogni tanto si inceppa.
E sono arrabbiata per tante cose.
E poi, semplicemente, sto affrontando finalmente il passaggio dall'adolescenza, all'età adulta.
E sta cosa mi sta portando via un sacco di energie.

Fortuna che Azzu al mattino mi prepara il latte con due cucchiai di Orzoro e i biscotti della Sicilia ricoperti di nutella.
Altrimenti proprio non saprei come farcela:)

mercoledì, settembre 15, 2010

Con-testo.


Oggi per protesta ho disattivato il mio account su facebook.
Deciderò in seguito se cancellare tutto.
Ho pure trovato la procedura e di questo sono felice.

Protesto per tante cose oggi.
Protesto per la gente che non si fa i cazzi suoi.
Perchè tutti hanno sempre da dire l'utlima parola.
Per chi dispensa consigli senza sapere la storia di una persona.
Per chi vuole sapere la storia di una persona per poi dispensare consigli.
Protesto per quella tipa che oggi alla camera di commercio era vestita di marca dalla testa ai piedi. E aveva pure delle scarpe viola orrende, tipo mocassini scamosciati.
Protesto per i lavori in giacca e cravatta. E per quelli in cui l'abito deve fare il monaco.
Protesto perchè le finestre di casa continuano a scrostarsi.
Protesto perchè nel mio dizionario non esiste più la parola "urgente".
Perchè mi dimentico sempre di comprare la Nutella al supermercato.
Perchè quando fai la coda e per sbagli passi avanti a qualcuno, si agitano tutti.
Perchè in Italia non siamo capaci a fare le code.
Perchè i miei capelli maledizione ci mettono un sacco a crescere.
Protesto perchè non ho mai il tempo di farmi i cazzacci miei.

E invece devo sempre fare prima il dovere.

Fanculo.
Oggi voglio fare prima il piacere.

mercoledì, settembre 08, 2010

Sindrome di Dory.



Io sono una a cui piace ricordare.
In realtà però, non mi ricordo mai una mazza.
Tipo le date, gli impegni, gli appuntamenti dal dentista, dall'estetista, le cose da fare, da comprare, sono tutte appuntate in Santo Post-It che puntualmente non ricordo dove appiccico.
Ho provato con le agende, ma tanto non mi ricordo di leggerle, tantomeno dove le metto.
Ho provato coi promemoria nel cell, ma poi dopo che pigio Ok, il sistema mnemonico del mio cervello disattiva la funzione ricorda appuntamento fra 5 minuti.
E' per questo che io conservo un sacco di cose.
Perchè ho la fobia di dimenticare tutto.
Perchè a ogni pezzetto di cianfrusaglia ci pinzo un ricordo.
Ed ecco che dall'armadio che devo regolamente mettere in ordine, ma che non ha mai voglia di cominciare a fare sto lavoro igrato, spuntano delle reliquie che sanno di cantina e di anni 80-90.
Un portachiavi, la forchettina delle patatine fritte della stazione, la scimmia del mc donald, un paciocchino, il libretto di giustificazione delle superiori dove falsificavo la firma di mamma da esperta contraffatrice.
Io mi agito quando qualcuno mi dice "ti ricordi quella volta che abbiamo fatto questo e c'erano tizio e caio e poi è successo così. dai cavolo come fai a non ricordare" e io proprio non so di cosa sta parlando.
Io non so come fanno certe persone a ricordare tutti gli episodi della loro vita. E pure della mia.
Tipo ogni tanto dico ad Azzu: "Quando abbiamo comprato questa cosa? e lui mi dice "Il giorno tale che poi siamo andati di qui e abbiamo anche comprato l'altra cosa e poi siamo andati a cena dai miei".
Ma come cavolo fa, mi domando.

E allora penso a quando sarò una vecchina.
E cercherò di ricordare le cose che mi sono capitate.
E magari aprirò una di quelle scatole.
E prendendo questi piccoli rifuti in mano, riderò di alcuni ricordi e magari verserò delle piccole lacrime per altri.
Pensando che la mia vita, che si confonde a quelle di altre milioni di persone, sarà comunque una storia unica.
La mia storia.

martedì, settembre 07, 2010

Pillole di meridionalità.

Mammi Pat:"Vieni a mangiare a casa?"

Pat:"Si mammi, grazie però, siccome ho male alla pancia, mi puoi fare qualcosa di leggero?"

Mammi: "Si certo, ho appena tirato fuori dal forno le cipolle di Giarratana!!"

Pat: "Mamma. Le cipolle di Girratana non sono qualcosa di leggero."

Mammi:"Ma si che sono leggere, sono al forno, vedrai che ti faranno stare meglio..."

lunedì, agosto 30, 2010

Servizio Consumatori.


Gentile Signor Whiskas & Co.,
ho un problema.

Da un pò di tempo, io e Azzu, che è il mio moroso, abbiamo deciso di affidarci alle buste Whiskas pranzetti perchè effettivamente le porzioni da 50 g sono proprio comode. E poi ok, lo ammetto, erano in offerta al supermercato e abbiamo fatto la scorta. Anche le crocchette costavano poco, e poi Pritto, che è il nostro gatto, le mangia volentieri.
Oddio Pritto mangia tutto volentieri, però le altre crocchette di solito prima le schifa un pò, ma poi capisce che o mangia quelle o si attacca.
Mentre le Sue le manga subito subito.
Ecco, da circa due settimane poi c'è anche Pritta, che è una gattina un pò sgorbina, ma noi le vogliamo bene lo stesso, e pure per lei abbiamo deciso di afffidarci alle bustine Whiskas per gattini, anche perchè quelle che ci ha detto il veterinario, porcamiseria, costano un botto e già compriamo la sabbia in silicio perchè il nostro bagno triangolare è veramente stretto e una lavabo, un wc rotondo, il bidet, la doccia e due lettiere ci stanno a tetris, quindi non possiamo permetterci la puzza esagerata delle cacche.
Dicevo, le buste Whiskas sono molto amate dai nostri gatti che al mattino vengono persino a svegliarci alle sei, tanto sono ansiosi di mangiarle.
Sigonr Whiskas, noi per Pritto, ci atteniamo alle istruzioni che dicono due bustine di whiskas pranzetti e 40 g di crocche. Io le peso pure con la mia nuova bilancia Tefal con il touch.

Adesso però vorrei capire una cosa.
Mi spiegate come cazzu è che Pritto, porco cane, anzi, porcogatto, apre il frigorifero e oltre a sbafarsi la bustina della gattina, chiusa con la clip ikea, puntinandola con un milione di morsi e dilaniandola, dopo averla sfilata dal ripiano maionese, capperi e crodino, preleva la salsiccia che poc'anzi mi ha portato la mia amica dalla Sardegna, apre il sacchetto domopack, sbrindella la plastica domopack e se ne mangia metà?
Che forse pure Pritta ha partecipato al banchetto e ora Lei capisce che ha solo 5 settimane e se iniziamo così, al frigo, altro che la sicura dell'ikea ci dobbiamo mettere.
E ora povere bestie, anzi un poco gli sta bene, stanno attaccati alla ciotola dell'acqua.

Voglio dire, io la salsicccia la volevo assaggiare.
Me lo dice Lei che cosa dobbiamo fare, signor Whiskas?????????

venerdì, agosto 27, 2010

Discarica.

Una volta il blog lo usavo per scrivere quello che mi girava nella testa.
Perchè avevo bisogno di scaricare i pensieri da qualche parte per non intasare il cervello.
Ora sono un pò condizionata perchè so che molti lo leggono.
Soprattutto molti che mi conoscono di persona. E quindi non riesco più a scrivere i miei pensieri di quelli che mi vengono fuori e mi levano un attimo il fiato.
O di quelli che sono scemi, ma che io li faccio lo stesso.
Tipo ieri ho visto un signore che puliva una vetrina gigante e quando ha passato quella specie di tergicristallo portatile sul vetro e ha levato tutta la schiuma e il vetro è rimasto limpido io mi sono sentita bene. Ho proprio fatto "aaahhnn". E sarei stata a guadarlo tutto il tempo.
Avrei anche voluto dirgli di venire a casa a pulire i vetri per favore.
Poi c'è che è un periodo che sono agitata.
Forse bevo troppi caffè.
Ma non mi pare.
Al mattino, non posso non berlo.
Poi a metà mattina faccio pausa con Azzu e non posso non berlo.
Poi dopo pranzo non posso assolutamente non berlo se no mi accascio sul tavolo del lavoro. Se riesco ad arrivarci al lavoro.
E poi a metà pomeriggio se il Presidente mi dice "ti faccio lil caffè?", non posso non berlo.
L'altro giorno mi sono fatta una camomilla doppia, solubile, in mezzo bicchiere d'acqua.
E' che sono agitata per i gatti.
Pritto è un pò esasperato da Pritta che vuole sempre giocare e gli rompe i maroni ogni secondo. E così passa il tempo a scappare o a mettersi in alto. Ma in casa non c'è molto "in alto" . Quindi scappa sul balcone scavalcando la persiana vabbè non so come spiegarlo.
E lei ora sta imparando ad arrampicarsi.
E lui la butta giù che a volte mi fa pure ridere.
Ora.
Non posso tenere Pritto blindato in casa, ma non posso fare uscire lei da sola che è ancora una nana che perde l'equilibrio.
E chi leggerà queste righe non mi dica robe tipo "te l'avevo detto" perchè me ne sto fottendo dei te l'avevo detto.
Fosse per me, io prenderei un milione di gatti.
Perchè Pritta l'avevano abbandonata in una scatola di cartone vicino all'immondizia che io quando sento ste cose prenderei la persona e ci metterei lei dentro l'immondizia.
E gli tirerei anche uno schiaffo. E uno sputo. Che è peggio.
Poi alla fine penso che magari è come quando fai un bambino che poi ne fai un altro e magari il primo è un pò geloso e allora come fai?

Azzu mi dice che ho la testa per aria in questo periodo.
E' vero.
Ma non è colpa mia se sono distratta.
Ho la costante sensazione di essermi dimenticata di qualcosa di importante.
E poi perdo di nuovo le cose.
Poi le ritrovo, ma le ritrovo dove non so come ci sono arrivate.
Poi vorrei farmi una dormita di quelle che se hai sonno adesso e ti si chiudono gli occhi che proprio fai una fatica orba a tenerli aperti, tu decidi di lasciar cadere le palpebre e fottertene del resto del mondo.
Poi non riesco ad ascoltare. Di nuovo. Non ci sono mai riuscita. Cioè mi devi dire i concetti essenziali se vuoi che ti ascolto. Perchè se no io non capisco una mazza. Io dico "si si" ma intanto penso "cavolo ma riesci a fare un riassunto?"
Ora mi vado a a bere un caffè, così mi calmo un pò.

venerdì, agosto 20, 2010

Pritt elevato alla seconda .

A Pritt non pare vero di avere crocchette gustose in più a disposizione....

martedì, agosto 17, 2010

Test di personalità distorta

E' vero.
Mi piace parlare di me.
Quindi faccio questa cosa che era nel blog di Erica.
"Praticamente il gioco consiste nello scrivere avvenimenti e ricordi per ogni anno della vostra vita. Cose belle e cose brutte, è indifferente!"(cit.)
Ma siccome non mi ricorderò una mazza vado a ritroso.
29.
Cavolo forse 29 punti sono troppi:)
29. Mi faccio le seghe mentali sul futuro del mondo. Ecc.
28. Conosco il mio moroso di adesso. Viviamo insieme. Siamo disordinati e ritardatari. Il mese prima prendo un gatto. Pritt che ingrassa a vista d'occhio.
27. Vado a vivere da sola. Affitto in bilocale. Con balcone ad angolo e ampio sgabbuzino.
26. La mia vita sentimentale è una merda. Dimagrisco.
25. Vengo lasciata dopo 5 anni. Ma lui continua a lavorare DA me. Una merda. Credo di essere andata un bel pò in depressione:)
24. Non pervenuto
23. Non pervenuto
22. come su
21. Faccio una festa di compleanno durante la quale ero in lite con il mio moroso e la mia amica del cuore.
20. Non ricordo una mazza
19. Idem come su
18. Mi ubriaco per la prima volta. Agli scout. Con la Wodka alla pesca. Per una delusione amorosa.
17. Troppo lontani
spe ricomincio da capo.
1. Imparo a sopportare mia sorella
E così per i 2,3,4.
5. Ho imparato a scrivere e leggere prima del tempo perchè mia sorella mi faceva fare la scuola coi compagni immaginari -_-
6. A scuola mi fanno sedere vicino a una ragazzina disabile con il mio stesso nome.
Io non lo sapevo, ma avevo il futuro già pianificato da allora.
7. Scopro l'amore per Carlo. Tutte le femmine erano innamorate di Carlo.
8. 9. 10. Porto una frangetta orrenda.
11.12. Vuoto
13. Mi innamoro seriamente per la prima volta
14. Mi innamoro seriamente per la seconda volta ma stavolta dura tanti anni. Giuseppe. Chi mi conosco conosce inevitabilmente anche lui.
15.16.17. Più o meno come sopra, ma faccio altri pasticci sono troppi e siccome sono le 12,55 e ho fame, vado a mangiare.

sabato, agosto 14, 2010

Vicini e lontani.

Quando ero piccola sentivo le voci.
Le voci dei vicini.

La mia vicina di destra era Gianna.
Quella di sinistra, Liliana.
Gianna la sentivo di solito al mattino, durante il pranzo e quando facevo i compiti.
E' di queste parti, e dice "nè?". Di solito parlava con il gatto Tiam, che poi però è morto, e allora dopo ha preso il cane Luky, che ogni volta che lei e mia mamma aprono le porte a tempo, si infila in casa di mia mamma, che siccome è meridionale, gli da un biscottto da mangiare e non capisce che gli fa male.
Mia mamma e Gianna prendono il caffè insieme due volte al giorno, da quando abitano lì.
Al mattino e dopo pranzo. Si bussano dal muro.
Ogni tanto mia mamma mi diceva:"bussa a Gianna!" ma io non ero capace a bussare come lei e infatti se bussavo io, Gianna non arrivava mai.
Mi piaceva anche ascoltare Gianna che lavava i piatti, mentre io studiavo con la testa appoggiata sul tavolo della cucina.
Liliana invece, la sentivo nel tardo pomeriggio e la sera quando andavo a dormire.
Lei ogni tanto gridava al figlio di mettere a posto la cameretta.
Oppure mi piaceva quando avevano gente dopo cena (che il più delle volte erano i miei).
Mi piaceva addormentarmi con le voci, le risate, e la voce della tv.
O svegliarmi al mattino con il rumore dell'aspirapolvere di Liliana.
Anche a Liliana mia mamma bussava per chiamarla.
Era il segnale che doveva uscire sul balcone. Poi a volte si prestavano lo zucchero, il caffè, le uova.

Qui a casa nuova i vicini non si sentono.
Stamattina, nel sonno del sabato, misto al temporale, ho sentito delle voci lontane.
Di vicini, mi pare, di mamma e bambini.
Ho teso l'orecchio senza capire cosa dicevano, e mi sono riavvolta nel lenzuolo (Azzurro e Pritt permettendo..)
Ho sospirato
E sorriso.

giovedì, agosto 12, 2010

Lontani dal mondo.


Quando Pierpaolo ti incontrava per le vie della città, si fermava a salutarti. Sempre.
Non era uno che faceva finta di non vederti.
Alto più o meno come me.
Pizzetto soffice sul viso rotondo e paffuto come cicciobello.
Occhi celesti del cielo dopo il temporale.
La borsa a tracolla, i pantaloni sotto al ginocchio.
E le cuffie nelle orecchie che si toglieva con una mano sola.
....
Quel giorno io avevo detto a mia mamma che sarei andata a Levanto, dai frati, a fare un raduno spirituale. Ci ha creduto. Mio papà invece mi sa che ha fatto finta.
Io ci volevo andare davvero la concerto di Carmen Consoli. Ho dovuto mentire.
E prima di salire sul treno che avrebbe portato a me e la mia amica a Milano, abbiamo gridato alla sua mamma che la mia mamma non sapeva niente, e che avrebbe dovuto "coprirci". Lei ci ha gridato dietro, ma il rumore del treno ha coperto la sua voce.
Milano era una città da grandi.
Infatti Pierpaolo era grande e lì ci viveva.

Lo stesso pomeriggio, a casa di Pierpaolo, mentre lui era a lavorare, a me e alla mia amica è venuta fame.
Volevamo fare la merenda. Noi ragazzine delle scuole superiori.
Abbiamo trovato una scatola di biscotti del coinquilino di Pierpaolo.
Era chiusa, ma la fame quando di strizza lo stomaco, ti fa fare cose che poi quando ci ripensi ridi ancora oggi.
Abbiamo aperto quella scatola e cavoli se ne abbiamo mangiati di biscotti.

Io me lo ricordo ancora adesso il sapore di quei biscotti.
L'ho sentito anche in macchina, oggi, quando ho ascoltato le canzoni della musicassetta.

Pierpaolo ha telefonato mentre noi avevamo la bocca piena di pastafrolla e ci ha detto:" Vi porto a mangiare la pizza più grande che fanno a Milano"
Abbiamo cominciato a ridere con le lacrime agli occhi: con tutti quei biscotti nella pancia, la pizza non l'avremmo mai mangiata.
La scatola di biscotti è tornata sopra il mobile della cucina. Sembrava nuova.
Chissà se ci hanno mai scoperte.

Il giorno dopo, il concerto di Carmen Consoli.
Pierpaolo ce l'ha fatta incontrare che io mi sono pure commossa. Tremavo.
Poi ho fatto le foto, che però avevo messo male il rullino così non ne è venuta nemmeno una.
Io ero matta per Carmen Consoli.

Pierpaolo mi ha lasciato solo una musicassetta.
Di quelle che ti registravano con le canzoni preferite e il titolo. Lontani dal mondo.
Nella carta della custodia, la sua calligrafia dice:

"Senza la poesia,
senza la fantasia,
senza la capacità di sognare,
siamo solo degli uomini.
Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare
o perlomeno sollevarci da terra,
quel tanto che basta,
per sentirci qualcosa di più.
1/7/1998. Con affetto. Pier"

venerdì, agosto 06, 2010

Torpore.

E' come se il mio tempo si fosse fermato.
Io continuo a muovermi negli spazi, ma loro restano fermi. Congelati.
Persino l'orologio di casa segna le 11,45 da giorni, anche se le lancette dei secondi continuano a ricordarmi che il tempo scorre. Con il loro martellare secco.

Complice, questo agosto cittadino.
Sembra domenica tutti i giorni.
E' che non riesco più a trovare la passione per le cose che faccio.
Che facevo.
Da un pò di tempo seguo solo il libretto delle istruzioni.
Il mio sguardo non trapassa più distrattamente gli oggetti, le persone e la mia fervida fantasia è stata imprigionata dalla razionalità lavorativa.
Non stampo nemmeno più le etichette dei faldoni, colorate e allegre.
Ora uso carta bianca e Verdana. Mi piace il nome.

Il massimo che sono riuscita a fare è stato spostare il tavolo della sala.
Sto svuotando l'armadio perchè ci sono dei vestiti che mi mettevo, poi mi guardavo allo specchio e non mi sentivo io. Cioè ero io, ma 4 anni fa. o 3. o anche solo 1.
Questa volta mi sono smarrita da sola.
Sapevo che prima o poi sarebbe successo.

giovedì, luglio 29, 2010

Tom & Jerry

mercoledì, luglio 14, 2010

La Lupara.

Azzu ieri sera si è affettato un dito.
Aprendo il cancello del mio ufficio con le dita.
Anche se io gli avevo detto di non farlo, lui l'ha voluto fare lo stesso.
Il pronto soccorso ovviamente è stato d'obbligo perchè il cancello ha la ruggine. Probabilmente aveva già la ruggine quando l'hanno messo su negli anni '70.
Al pronto soccorso siamo arrivati alle 19,45.
Alle 22,00, giusto nel preciso momento in cui ho decido di andare in bagno dopo che me l'ero tenuta per due ore perchè continuavo a pensare "minimo se ora vado al bagno ci chiamano", ci chiamano.

Ecco.
Io sono una donna del sud.
Nel mio sangue c'è un miscuglio di cannoli alla ricotta e focaccia coi pomodorini.
Ci sono probabilmente, anche se minime e lontanissime, tracce di mafia e di sacra corona unita.
Io taccio, ma osservo.
Chiudo la boccca, ma i miei occhi seguono scrupolosi i gesti impercettibili.
Tutto questo per dire che io sono una femmina, che pure se so contenermi in maniera raffinata, la gelosia me l'ha data madre natura, insieme al dna.
La gelosia mi si insinua sotto la pelle, e me la solleva.
Mi fa serrare i denti, e mi fa respirare profondamente per riequilibrare la mia calma.
Mi fa tenere la testa alta, anzi no altissima.
E le spalle dritte, e le braccia conserte e le unghie infilzate nel braccio.

Insomma entriamo.
Ed ecco che subito la giovane Aiutodottoressa, ha prontamente inondato l'aria dell'ambulatorio di saccenza, arroganza, e sforzata simpatia.
Alle quali si è immediatemente sintonizzata l'altra Aiutodottoressa, bionda.
Azzu era contornato da tanta femminilità altezzosa, farcita di presunzione insolente, che io quasi pensavo che non fossimo in un ambulatorio medico, ma a una puntata di Uomini e Donne.
Pareva quasi che le Aiutodottoresse, fossero amiche di Azzu dai tempi dell'asilo.
E ridevano, scherzavano, battute su battute.
Poi la Aiutodottoressa quella che contava di più, ha proseguito nella sua calorosa presunzione, ovviamente non dimenticandosi di evidenziare vilmente il lavoro malfatto di fasciatura dell'altra Aiutodottoressa, che nel frattempo, ignara dei commenti della sua collega, era andata a prendere una garzina per finire la medicazione.

E tutto questo, minimamente non curanti della mia presenza.
Io e l'attaccapanni avevamo lo stessa presenza scenica.
Azzu ogni tanto mi guardava imbarazzato.
E la mia unica risposta è stata alzare il sopracciglio destro.
Devo chiedere a mia mamma dove conserviamo la Lupara...

PAsTicci

Non so cosa ho combinato.
Ma l'ho combinato.
Rivoglio il mio sfondo bianco.
Qualcuno può aiutarmi?

lunedì, luglio 12, 2010

A Silvio.

mercoledì, luglio 07, 2010

Occhio per Occhio.

E' che da quando c'è Prittino nella mia vita, il mio rapporto con gli animali, è cambiato.

Ecco, io ero una che da piccola, prima di andare a dormire, raccoglieva tutti i suoi pelouches, poi li metteva in fondo al lettino a partire dai più grossi, fino ad arrivare ai più piccini e poi li copriva con delle copertine fatte con i fazzoleti di stoffa.
E se di notte mi svegliavo e mi accorgevo che era caduto qualcuno dei pupazzi, mi alzavo e, nonstante avessi paura dei mostri che stavano sotto il letto, lo rimettevo a posto.

Da quando c'è Prittino, dicevo, la mia sensibilità è degenerata.
Se vedo un animale per strada il mio cuore si incrina e i miei occhi si mettono ad accento circonflesso.
Animale che va dal cane, al gatto, all'ape, alla mosca, alla formica, al moscerino.
Qui in Sicilia, ad esempio, è pieno di cani randagi.
Oggi ce n'era uno in strada sotto il sole delle due, e io volevo dire ad Azzu "Fermati che gli diamo da bere", ma poi ho pensato che magari poteva mordermi e allora ho visto il cane che si allontanava dallo specchietto con le sopracciglia ad accento circonflesso.

Ieri eravamo in una pizzeria sul mare, e c'era un cagnino che si aggirava fra i tavoli scodinzolando in cerca di cibo. Dopo averci fatto aspettare un casino per prendere l'ordinazione che io avevo una fame che poco ci mancava che mi mangiassi il tavolo, è uscito il padrone.
Il padrone del locale ha dato una sberla al cane.
Io volevo alzarmi e dare la stessa sberla al padrone e fare un casino e gridere in mezzo i tavoli.
Poi è arrivato un altro cane, e allora ho preso gli avanzi di bordo di pizza e glieli ho messi su una pietra, ovvimente con lo sguardo di sfida nei confronti del padrone. Poi prima che andasse via quell'oca della cameriera, le ho sfilato dal piatto altri pezzi di bordo e glieli ho portati al cane che aveva una paura di me, che mi veniva da piangere.
Poi una bambina gli ha gridato "vai viaaaa"
Io volevo gridare pure alla bambina, ma era ora di andare via e i miei occhi si sono velati di acqua.
Il problema è che questa cosa ora mi si sta infilando anche nel cibo, che l'altro giorno al matrimonio, mi è arrivato il filetto, e io mi sono immaginata il maiale che mi guardava, che poi era un vitello, ma è uguale.
E poi capita che mi aggiro tra i siti di vegetariani.
E penso che me ne fotterei di quello che potrebbe pensare la gente se mi imbarcassi in una scelta simile.
E penso che anche che quei fottuti stronzi che abbandonao gli animali, o solo poco li maltrattano, dovrebbero essere presi e lasciati cadere in mezzo alla giungla.
Occhio per occhio...

venerdì, luglio 02, 2010

Il tempo della Mela.

Mela si sposa.
Quando le mie amiche me lo hanno gridato per telefono, pensavo mi stessero facendo uno scherzo.
Ogni tanto me li fanno gli scherzi, perchè io credo a tutto quello che mi dicono.
Sono in buona fede.
Prima di crederci veramente, gliel'ho chiesto tre volte se era vero. Perchè loro erano a cena insieme, mentre io sono in Sicilia, e siccome sanno che non mi offendo a morte per niente quando fanno la cena che io non ci sono, ho pensato che mi stessero facendo uno scherzo.
Invece è vero.

Mela si sposa.

E quando ho capito che era vero, ho lacrimato. Anzi prima ho gridato, e poi ho lacrimato, tirando anche su dal naso il moccolo.

Mela fa parte di un gruppo di 6 amiche, me compresa.
Siamo amiche da 10 anni.
E' un'amicizia forte la nostra. Non ci sono mai stati litigi. Cerchiamo, nel bene e nel male, di dirci sempre le cose in faccia. Con educazione, tatto, e possibilmente nel momento giusto.
A volte ci consultiamo, poi prendiamo l'amica in questione e le diciamo cosa pensiamo.
Ci teniamo in contatto sfalsate, tipo amica 1 con amica 2, amica 2 con amica 3, amica 3 con amica 4, ecc..
E poi facciamo i pranzi e le cene insieme. Non tutti i giorni, ovvio.
E ci si resoconta tutto.
E ci sono 6 voci che si sovrappongono e si salta da un argomento all'altro con una velocità che alla fine non si capisce mai chi ha fatto cosa.
Si parla di cose da femmine, tipo il ginecologo, il ciclo, i vestiti, le cose zozze, ma si parla anche di cose serie, tipo, mhmh, beh di cose serie. E poi ci si prende in giro. A volte viene presa di mira una, e giù tutta la sera a dirle cose e a farle i cazziatoni.

Quando ci siamo conosciute avevamo dai 16 ai 18 anni circa.
E ora Mela si sposa.
Ieri parlavamo di Mtv day, e oggi di Addio al nubilato.
Ieri di Che palle domani non ho voglia di andare a scuola, oggi di che palle domani non ho voglia di andare a lavorare.
Ieri di Tizio mi piace, secondo te gli piacerò? oggi di Devo andare a casa a preparare la cena a tizio.
Ieri di Non ho voglia di studiare, oggi di Non ho voglia di stirare.

Ieri di Oh non ti ho risposto che non avevo soldi nel cell, oggi di Oh non ti ho risposto che non avevo soldi nel cell.

Beh, fortuna che alcune cose non sono cambiate per niente:)

martedì, giugno 22, 2010

Mezzo pieno, o mezzo vuoto.


Quando piango con gli occhiali, le lenti si riempiono di tanti piccoli puntini di acqua.
Non ho mai capito bene perchè visto che le mie lacrime, di solito sono dei goccioloni che si sdraiano delicatamente sulle guance.
Forse sono le ciglia lunghe che sbattono sui vetri.
Quano piango, lo sento dalla gola che sta per iniziare tutto, perchè le tonsille mi si annodano in gola.
E poi gli occhi si riempiono d'acqua e io spero che nonostante tutto non strabordino.
Ma alla fine mi fregano sempre.
E consumo la cartaigienica per soffiarmi il naso.
Che a volte mi si disfa tutta tra le dita.
Quando piango, la punta del mio naso diventa rossa e lucida, che sembro un clown.

Quando ho finito, faccio finta che sono stanca, con quegli occhi rossi, o che ho un pò di raffreddore. O magari che sono stata troppo tempo al pc.

Oggi ho pianto perchè il mio lavoro ha fatto spazio sulla mia scrivania piena di fogli.
Ha fatto spazio e ha messo sul tavolo una storia.
La storia di un ragazzo della comunità.
A volte capita che il mio lavoro entri nella mia vita.
Anche che la mia vita entri nel mio lavoro.
A volte, che si confonde con Tutti i giorni.

Lui è come un gattino. Come un bimbo.
Io sul comodino ho la sua foto da piccolo.
A volte mi chiedo cosa possa aver pensato Azzurro, vedendola per la prima volta.

Ah ecco poi, quando piango mi strofino la fronte con con l'indice e medio attaccati.
Tipo come adesso.

Solo che adesso tocca che le lacrime le devo far uscire tutte stasera, perchè domani quando entrerà in sala operatoria ela mia mano e la sua si scioglieranno dalla stretta morsa della paura, che avrà lui e che avrò io, dovrò sfoggiare proprio il più lucente dei sorrisi.

Solo che questa volta, il bicchiere, riesco a vederlo semplicemente verde.

lunedì, giugno 21, 2010

"mondo cane!"

Corro in aiuto a un amica blogger che ha lanciato un appello.

E ora correte pure voi.

http://secondazampa.wordpress.com/

mercoledì, giugno 16, 2010

giovedì, maggio 27, 2010

La verità ti fa male lo so.


Sono stanca.
Stanca, che sia tutto un'inculata.
Stanca, che ovunque vai, qualunque cosa fai, dietro, c'è sempre la fregatura.
Oramai non ci si può più fidare. Di nessuno.
Tutti parlano, tutti vogliono sapere, tutti hanno paura di restare indietro, di essere da meno, di avere qualcosa in meno.
E allora si frega, si froda, si imbroglia.
Oramai è ovunque. Come la peste.
Non so se sia come la peste, ma mi piaceva dire questa frase.
Ti fregano ovunque.
Non c'è più niente di reale. Di "è così" e poi è così davvero.
Firmi un foglio e ci sono le clausule invisibili, fanno le leggi per mettertelo comodo dietro.
Compri una maglia e dopo un giorno si buca.
Mangi una cosa, e dentro ci sono i prodotti chimici che ti fanno venire le malattie.
La carne è colorata, la frutta matura con le lampade, i fiori non profumano, il pane è secco, forse dovrei solo cambiare supermercato, ma non ho tempo di andare nelle botteghe. Sono tutte in zona a traffico limitato e non ho la bici perchè me l'hanno rubata, perchè l'ho lasciata senza lucchetto.
Che ingenua.

Dici una segreto, e la sanno tutti.
La volta che ho detto alla padrona di casa che non sapevo niente della forcina per capelli dentro la lavatrice, mi sono sentita un verme. Ancora ora mi sento male, infatti mi sono tagliata i capelli e ho smesso di usare le forcine.

La gente non è più capace di chiedere scusa.
Non è più gentile, educata.
Sei qualcuno, se hai qualcosa.
Ti dico così, ma in realtà è cosà, perchè così ti frego e sono più figo.
E se non freghi, sei uno scemo, un perdente, un coglione, uno sfigato.

Spesso divento triste perchè non c'è nessuno che dice più la verità.
Quella buona, non aggressiva. Quella ingenua. Quella che ti fa fidare.
Divento triste perchè guardo la gente che si frega e mi fa pena.
Una volta ho portato il computer a riparare, gli ho detto:"Guardi, non si accende più. Il fatto è che mi è volato dalle mani"
Era commosso perchè gli avevo detto la verità.

Sono stanca di tutte queste cose.
Ecco perchè ho sempre sonno, che tutti mi chiedono perchè ho sempre sonno, perchè sono stanca delle ingiustizie, delle cazzate, del non saper essere umili e soprattutto onesti.
Per questo.

Nel paese della bugia, la verità è una malattia.
(Gianni Rodari)

Interrogativo.

Gentile ServizioClientiTre,

la mia non è una vera è propria lamentela.
E' solo una considerazione.

Mi è arrivata la Carta Cinema Tre.
Felice di questo regalo, corro a vedere quali film potrò finalmente andare a vedere senza spendere i tot. mila euro per un ingresso.

Beh, oltre a scoprire che nella mia città, Alessandria, solo un cinema dapprim,a e poi due, applicano la promozione, mi rendo conto che questa è la bella risposta che mi danno:

Il cinema Alessandrino aderisce a Grande Cinema 3! Al momento in questo cinema non ci sono film Grande Cinema 3 in programmazione, torna nei prossimi giorni per verificare quali film puoi andare a vedere… paga 3!

Il cinema Multisala Kristalli aderisce a Grande Cinema 3! Al momento in questo cinema non ci sono film Grande Cinema 3 in programmazione, torna nei prossimi giorni per verificare quali film puoi andare a vedere… paga 3!

Adesso mi domando: devo andare a Bologna a vedere un film?
Ma va, perchè poi scopro che nemmeno nei loro cinema ci sono promozioni se non per "Matrimoni e Altri Disastri", che, una volta visto, voglio dire , non lo rivedrò di nuovo, anche perchè, giustamente, l'ingresso è uno.

Allora mi ridomando:
a che cosa serve questa carta?

Cordiali Saluti

mercoledì, maggio 26, 2010

Un nervoso.

Ho ancora la rabbia dentro di sta cosa.
Praticamente andiamo alla coop.
Si la coop sei tu.
Compro una banana, un kiwi, un'arancia.
A parte che non mi metto il guanto, per protesta, contro tutta sta plastica.

Azzu oramai è esasperato dai miei sacchetti di stoffa:)

Prendo i miei tre frutti e li peso singolarmente sulla bilancia. Li infilo tutti in un sacchetto, di plastica, e poi appiccico i tre prezzi uno in fila all'altro, con la precisione memore degli album Panini.
Tre frutti.
Vado alla cassa.
La ragazza prende il sacchetto lo alza e fa:"Questa cosa non si può fare"
Ecco.
A me il fegato s'è scambiato con il cervello. La bile mi si è iniettata negli occhi al posto del sangue. La lingua mi si è gonfiata come un gatto incazzato.
Le faccio:"Perchè scusa, per tre miseri frutti, devo comsumare tre sacchetti, quando ci stanno tutti in uno?"
E lei mi fa:"Eh non vogliono"
Ma chi non vogliono? Gli stessi che dentro la Coop mi mettono i detersivi ecologici che te ricicli le confezioni? Sono loro? Perchè io la cosa, la trovo altamente incoerente. Perchè non trovo motivazione al consumo di tre sacchetti al posto di uno. Perchè queste cose mi fanno girare le palle che io non volevo più comprarli quei tre frutti.
Ora, sta cosa non mi è andata giù e non la faccio finire qui.
Preparo la mail per il servizio consumatori.

E meno male che la coop sono io.

Ah, a proposito:
incoerenze

domenica, maggio 23, 2010

Happy Hour...

Happy Hour...
...nel paese di Molto Molto Lontano.

martedì, maggio 18, 2010

Pregiudizi.

Quando sono andata a sbattere con il mento contro la spalla di quella ragazza, stavo guardando per aria.
Bocca un po' aperta, mente altrove.
Da quando c'è Azzurro, se sto per andare addosso alle cose e alle persone lui mi tira per un braccio e mi dice: "Stai attentaaa!".
Ma l'altro giorno non ce l'ha fatta, non mi ha tirata in tempo.

E così ci siamo scontrate.

Io mi scontro sempre, spalle, schiene, gomiti, piedi, ma come me ne accorgo chiedo scusa, mi scusi, oh mamma scusi. E poi sorrido un po' mortificata.
Ma quella dell'altro giorno, quella, era della peggior specie.
Una stronza fotonica che quando le ho detto "scusi" si è voltata facendo in modo di graffiare l'aria con i suoi capelli spaghetto, cotti dal parrucchiere.
Si è voltata, è ha infilzato i miei occhi che mi hanno trapassato pure i 10 cm di eyeliner appoggiati sulla sua palpebra.
La sua bocca è rimasta chiusa: probabilmente s'è ingoiata delle parolacce.
Io pure l'ho fissata, e in un attimo, tutto il sangue che circolava nel mio corpo s'è scaraventato nelle mie pulille. Tutto l'orgoglio e l'onore dei miei avi siciliani e pugliesi m'ha squarciato il petto.
La stronza ha riportato i capelli a posto e se n'è andata senza proferire parola.
I nomi che le ho tirato (n.d.r. ma brutta stronza che non sei altro, vieni qui che ti do una testata che ti faccio rientrare il naso, fighetta di merda, ma guarda sta scema maleducata di m.) le sono rimbalzati tutte sulle spalle.
E a ogni passo che facevo per allontanarmi da lei, sentivo la rabbia che che cercava di scappare dai miei denti.
Poi ho lanciato un ultima occhiata al mio nemico e ho visto solo una scritta sui suoi piedi:
HOGAN.

lunedì, maggio 17, 2010

Inspiro.


Il profumo dell'estate sa di asfalto bollente.
Sa di aria tiepida alle otto di sera.
Di fiori, di magnolia, di gelsomino, di tigli.
Sa di carne che si cuoce sulla griglia.
Sa di cocco.
di crema al cocco. di yogurt al cocco. di torta cioccolato e cocco.
Il profumo dell'estate sa di cielo celeste, di panni stesi al vento.
Sa di profumo di donne che si mettono il profumo estivo, quello più leggero.
Il profumo dell'estate sa di magliette stipate nelle scatole della roba estiva, le prime che ti metti, tutte stropicciate. Quelle che scavi tra le cose che non so se la butto perchè magari la metto ancora.
Il profumo dell'estate sa di pelle coccolata dal sole.
Sa di rumori di moto che si intrecciano come le scie degli aerei.
Il profumo dell'estate sa dei rumori dei piatti che all'ora di cena, dalle finestre aperte, si confondono tra il cinguettìo degli uccellini.

martedì, maggio 11, 2010

Albero genealogico.



Play.


Ho trovato una foto di mia nonna.
I ricordi sono usciti dalla foto da soli.

Mia nonna si tingeva i capelli di nero. Diceva "che schifìio i capelli bianchi"
Mia nonna non ha mai portato la dentiera. Diceva "che schfìo sta cosa nt'a bocca"
Mia nonna portava solo i reggiseni che si era cucita lei, da più giovane. Erano tutti lisi dal sapone di marsiglia, ma lei usava solo quelli. Perchè nei reggiseni aveva cucito delle tasche dove conservava i soldi. Che poi dava a mio cugino.
Mia nonna aveva gli occhi azzurri. Io sapevo che aveva il mare di Sicilia, negli occhi.

Mia nonna portava sempre le scarpe con il tacco. E il suono dei tacchi era come le lancette dei secondi.
Voleva sempre uscire e quando venivano i miei amici a casa, lei, facendo finta di niente, si sedeva in mezzo a noi.
Non voleva che mi chiamassero patty. Diceva "chi'è sto patty. patty. patty."
Disegnava dei fiori con la mano tremante. Io me li ricordo i fiori, ogni tanto li ridisegno anche io.
Cantava le canzoni con la voce tremante pure quella, e le cantava sempre quando mia mamma la sgridava.
Perchè a volte faceva le cose che davano il nervoso. Tipo una volta l'abbiamo sorpresa a pitturare il portone di legno di casa in Sicilia. Con l'olio di oliva.
Oppure voleva che io e mia sorella ci sposassimo con i nostri cugini.
Mia nonna conservava tutti i sacchetti di plastica e di carta. Il suo cassetto ne era pieno. Anche nella federa del cuscino li trovavo ogni tanto. E se li nascondeva pure addosso.
Effettivamente anche io li conservo. Tutti. Ma no addosso.

Mia nonna, a un certo punto, voleva mangiare tutto con lo zucchero.
E vedeva sempre le formiche per terra.
E una volta l'ho trovata seduta sul letto che guardava il muro. E salutava le persone.
E mi ha detto "Saluta anche tu le persone".
Io le ho salutate.

Ora che le guardo le braccia, assomigliano proprio a quelle di mia mamma.
Eh si, anche alle mie.

venerdì, maggio 07, 2010

Festa della mamma.

Questa notte ho fatto un incubo.
Quando, nel cuore della notte, mi sono svegliata con le lacrime vere, che le ho anche toccate, anche se avevo capito che era stato solo un sogno, le ho lasciate scorrere ancora un pò.
Sospirando anche.

A volte, di sera, ho paura ad addormentarmi perchè non voglio sognare.
I sogni che faccio sono sempre contorti, pieni di rabbia, spesso grido contro qualcuno.
Sono pieni di fatti (no drogati), di gente, di situazioni complicate e assurde.
Poi mi fanno paura perchè nel sogno non capisco che è sogno e quindi mi sembra vera realtà.
E quando mi sveglio ci metto un bel pò a riprendere i rapporti con la realtà.
Come quando si rimane impigliati con il vestito o la borsa nella maniglia della porta.
Una volta avevo sognato che mi ero svegliata da un sogno. E invece ero ancora nel sogno.
Ma questa notte; questa notte, era un sogno brutto.
Sa, lo dico: ho sognato che moriva la mia mamma.
Ma c'era ancora mia nonna viva. Sua mamma.
E così poi io da quel giorno avrei dovuto badare a lei.
Nel sogno abbracciavo mio padre.
L'ultima volta che ho abbracciato mio padre è stato
è stato..
è stato...
non lo so quando è stato.

Stamattina mi sono decisa e ho scritto un sms a mia mamma.
Che tanto oramai li sa leggere.
Le ho detto che le voglio bene.
Che non gliel'avevo mai detto.
Lei mi ha chiamato è mi ha detto che mi vuole bene più dell'universo.

Quant'è più dell'universo? :)

"Con il suo grembiule può far diventare casa una capanna
E forse non c’è niente di speciale ma Lina è la mia mamma"
A. Bonomo - "Anna"

mercoledì, aprile 28, 2010

Chi non risica non rosica.

400 e passa pagine.
3 racconti per pagina.
Cercarmi, pensavo fosse un'impresa da connessione 56k.
Voglio credere che siano in ordine di preferenza.
Una lacrima ha scollinato la mia guancia e si è posata nell'angolo più alto del mio sorriso.

http://blusubianco.it/capitoli/leggi/1/sentirsi.aspx?p=2

Mi sa che mi tocca tradire il mio yogurt al biscotto e cerali.

lunedì, aprile 26, 2010

La partita di pallone

Azzurro mi ha portata allo stadio.
A San Siro.
Io non ero mai stata allo stadio a vedere una partita di pallone.
Lo stadio è grandissimo. Ma la cosa più bella, dopo aver fatto un sacco di scale che io avevo già il fiatone alla prima rampa, è stata il verde smeraldo del campo.
Me lo immaginavo più grande il campo perchè alla televisione sembra gigante.
Allo stadio si è tutti amici. Praticamente quello che i maschi dicono quando guardano la partita a casa, lo dicono anche allo stadio però è più divertente perchè si sentono i peggio insulti.
Un'altra cosa divertente è che tutti svestono i panni di impiegati di banca, casalinghe, studenti, orafi, panettieri, meccanici, e mettono quelli dell'allenatore.
Quando è iniziata la partita ci sono rimasta un pò male perchè non c'era la telecronaca.
Io ogni tanto mi distraevo perchè guardavo la gente. Quello davanti a noi, ad esempio, non vedeva l'ora di parlare con azzurro e il suo amico, e continuava a girarsi e io che me n'ero accorta a un certo punto ho detto ad azzurro: dai parlagli che non sta aspettando altro. E infatti è stato così.
Ho visto i giocatori della tv dal vivo anche se erano piccoli e non si vedevano in faccia.
A un certo punto, mentre c'era il riscaldamento, Azzurro mi fa: quello che ha il pallone è Milito, ma avevano tutti il pallone sui piedi e così mi sono confusa.
C'era pure Del Piero. E poi Buffon. Mi ricordo solo loro.
Quando c'è stato il goal hanno gridato tutti. Sembrava che stesse passando la metropolitana sotto gli spalti. Io sono rimasta seduta perchè ero felice per Azzurro, ma io non tifo niente.
Nella prima fila c'erano delle signore che potevano essere mia mamma e giuro che hanno fatto un casino che non ci potevo credere. Con le sciarpe al collo. E si strattonavano.
E' stato bello, davvero.
Però continuo a non capire perchè questi ragazzi, prendano tutti questi soldi.
Alla fine ha vinto la squadra di azzurro e io ero felice perchè se avesse perso non mi avrebbero più portata.

La prossima volta però me lo porto pure io il cucscino da casa da mettere sulla sedia.

sabato, aprile 24, 2010

Pritt mannaro

lunedì, aprile 19, 2010

Reset.



E' come se ogni tanto avessi bisogno di scaricare i miei pensieri a terra.
Per svuotarmi la testa, toccando il pavimento con un dito.
Perchè c'è confusione.
Perchè ho sempre qualcosa da fare. Più urgente delle altre.
E gli altri pensieri vanno in coda. E ognuno grida più forte per farsi sentire e non farsi dimenticare.
Io vorrei, per una volta, arrivare a casa e semplicemente sdraiarmi sul divano.
Con un libro, toast con nutella e succo alla pesca.
Ma che, chiedo troppo?

lunedì, aprile 12, 2010

Il treno dell'amore.

Jody era il ragazzotto che faceva andare il treno dell'amore quando arrivavano i baracconi in città.

Jody si è limonato tutte le ragazzine della città, classe 1981 e penso anche 1979, 1980, 1982, e forse anche 1983.
Io non l'ho limonato perchè ero un po' ingenua, da bambina.
E poi a me in realtà piaceva suo fratello che era più piccolo.
Jody pilotava la giostra dalla sua cabina e poi faceva gli occhi dolci a tutte le femmine che si appostavano sullo scalino di metallo per guardarlo. Poi ne sceglieva una, affidava il comando del treno a suo fratello, la portava sul retro della giostra, e lì la limonava, dove nessuno li poteva vedere.

La giostra dell'amore era una specie di trenino rotondo che girava fortissimo e per la forza centrifuga schiacciava le persone all'esterno. Poi a un certo punto veniva messo sopra una specie di telo e quello era il momento in cui dovevi limonare con il tuo morosino.
O chi per esso.
Di solito come colonna sonora, era gettonatissima Siria con "Non ci sto".

Io una volta sono stata invitata a fare un giro da un ragazzino che aveva una cicatrice in faccia. A me questo tipo non piaceva, ma la cicatrice in faccia si, e così ci sono andata.
Ma non abbiamo limonato perchè io non sapevo come si faceva.
Ovviamente ha pagato lui.

Beh, ieri e l'altro ieri con Azzurro siamo andati alle giostre. E oltre ad aver constatato che l'animazione è ferma agli anni '80, e essere andati sul treno della paura dove io avevo paura davvero e gridavo davvero, ma Azzu mica ci ha creduto; dopo aver vinto una katana a metà, nel senso che è la metà di una katana, ho provato a cercare Jody.

La giostra dell'amore c'era.
Ma di Jody nemmeno l'ombra.
Jody secondo me è uguale a com'era 15 anni fa.
Forse è vittima di un incantesimo e perciò rimarrà sempre giovane.
O forse, forse Jody non si è accontentato della sua colorata vita da vagabondo e ha semplicemente abbandonando la sua pulsantiera per fissare negli occhi la sua unica femmina...

"Com'è difficile andar via
quando vuoi scendere
da un treno mentre va
E giri intorno alle parole
per dire ci sto male
ma non ti voglio più
odio le piccole bugie
che poi nascondono
le grandi verità
è meglio un pugno in pieno viso
che ci rimani steso
ma domani passerà
E un altro amore se ne va
con la sua piccola ferita
che un giorno si confonderà
tra le linee della vita
perchè l'amore a questa età
è proprio tutto o non è niente
ed io non mi accontenterò
e a volare a bassa quota non ci sto"

martedì, marzo 30, 2010

Contemporaneamente.

Mentre Patrizia dorme abbracciata a una gamba di Tommaso, nel loro piccolo divano a due posti, lasciando che la voce musicata dalla tv si confonda con i suoi pensieri,
Vanessa, nel suo letto di ospedale, sta facendo scivolare lentamente le sue dita dalla mano del marito che sta facendo suo il male della moglie.
Mentre Emma e Loredana, davanti a sconosciuti urlanti, si stanno giocando ai dadi i sogni di ragazzine,
Sabino, seduto sulla sdraio della cucina a quadrettoni blu e gialli, con una gamba distesa sulla sedia e la pelle di una mela addormentata su un tovagliolo di carta, si sta dondolando tra un sogno e una canzone.
Mentre Lina, sdraiata su un fianco, con ancora tra le dita qualche parola crociata che cerca di liberarsi dagli schemi imposti, si fa proteggere dal suo piumone che ancora per qualche giorno resiterà alla coperta di pile,
Giuseppe sta russando, con i suoi occhi nocciola tagliati all'ingiù ben chiusi, che di vita difficile ne hanno vista tanta, tenendo sveglio Bruno, che è talmente alto che occupa la diagonale del materasso, ma che è talmente bimbo che si fa fare la guardia da un pupazzetto di stoffa.
Mentre Silvia che veglia su di loro, si sta chiedendo se sarà l'ennesimo uomo che le farà spegnere il sorriso,
Cesare sta ancora ascoltando il rumore delle monete che avidamente raccoglie dalle mani dei clienti.
Mentre Prittino avvolto nell sua coperta zebrata, sta sognando una ciotola piena di gelato allo zabaione, e magari anche una fetta di prosciutto, di quello buono,
Pedro padrone del divani, anche sta sognando lo stesso, ma forse con quattro o cinque frette.
Mentre il fumo di una sigaretta baciata da due labbra che già si conoscono, scappa tra le fessure di una ruvida persiana,
la notte, profumata dai primi boccioli di fiori, racchiude nel suo blu scuro i sogni, le paure, i dubbi e le certezze.

sabato, marzo 27, 2010

A che ora è la fine del mondo?

A me questa storia del 21 dicembre 2012 mi sta un pò facendo preoccupare.
Cerco di non pensarci, ma ogni tanto mi viene da farlo.
Soprattutto quando penso di accendere un mutuo per la casa:)

L'altra notte ho sognato il 21 dicembre 2012.
Mi avevano chiamato per fare il portiere in una partita di calcio casalinga.
Poi c'erano i rigori e mi sono seduta nel prato con delle altre ragazze.
A un certo punto arriva un biplano rosso, si avvicina tantissimo a noi, poi si alza nel cielo, accende una luce rossa e si risucchia una di quelle ragazze, che si mette a strillare.
Io mi alzo, mi giro e vedo Azzurro che corre verso di me gridando: scappiamo, presto, è la fine del mondo!
Allora corriamo sotto a un parcheggio e intanto tutta l'altra gente ha cominciato a cadere nel cielo..
Nel vuoto.
E io ho detto ad Azzurro :ma non ho la giacca, poi succede cha avrò freddo.
E così siamo passati dentro a un centro commerciale che ne volevo "prendere" una:) (leggi "rubare". e vabbè tanto era la fine del mondo)
Ma non ce n'erano.
Usciamo e incontraimo una coppia e gli diciamo: scappate presto che sta per succedere un casino, e mentre ci dicono: ma che cazzo dite?? volano nel vuoto e gridano aiuto.
Allora ci infiliamo in un locale dove nessuno sapeva niente e io vedo due miei compagni delle superiori Riccardo e Marco e gli dico piangendo: é un casino! Ma non faccio in tempo che volano contro il soffitto e pure io e Azzurro che però mi tira per un braccio e ci rifugiamo nel bagno e ci incastriamo contro il lavandino per non volare stringendoci forte, mentre io ho in mano della carne trita.

Ho aperto gli occhi alle 03.20.
Il povero Azzu si è dovuto sentire tutto il racconto.
Metre faceva: mhmh, mhmh, beh ora dormi dai.
Ero agitata.
Mai più gnocchi col pesto alla sera.

E comunque lunedì corro ad accendere il mutuo per il nostro castello:)))))