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giovedì, giugno 02, 2011
giovedì, maggio 19, 2011
mercoledì, luglio 14, 2010
La Lupara.
Azzu ieri sera si è affettato un dito.
Aprendo il cancello del mio ufficio con le dita.
Anche se io gli avevo detto di non farlo, lui l'ha voluto fare lo stesso.
Il pronto soccorso ovviamente è stato d'obbligo perchè il cancello ha la ruggine. Probabilmente aveva già la ruggine quando l'hanno messo su negli anni '70.
Al pronto soccorso siamo arrivati alle 19,45.
Alle 22,00, giusto nel preciso momento in cui ho decido di andare in bagno dopo che me l'ero tenuta per due ore perchè continuavo a pensare "minimo se ora vado al bagno ci chiamano", ci chiamano.
Ecco.
Io sono una donna del sud.
Nel mio sangue c'è un miscuglio di cannoli alla ricotta e focaccia coi pomodorini.
Ci sono probabilmente, anche se minime e lontanissime, tracce di mafia e di sacra corona unita.
Io taccio, ma osservo.
Chiudo la boccca, ma i miei occhi seguono scrupolosi i gesti impercettibili.
Tutto questo per dire che io sono una femmina, che pure se so contenermi in maniera raffinata, la gelosia me l'ha data madre natura, insieme al dna.
La gelosia mi si insinua sotto la pelle, e me la solleva.
Mi fa serrare i denti, e mi fa respirare profondamente per riequilibrare la mia calma.
Mi fa tenere la testa alta, anzi no altissima.
E le spalle dritte, e le braccia conserte e le unghie infilzate nel braccio.
Insomma entriamo.
Ed ecco che subito la giovane Aiutodottoressa, ha prontamente inondato l'aria dell'ambulatorio di saccenza, arroganza, e sforzata simpatia.
Alle quali si è immediatemente sintonizzata l'altra Aiutodottoressa, bionda.
Azzu era contornato da tanta femminilità altezzosa, farcita di presunzione insolente, che io quasi pensavo che non fossimo in un ambulatorio medico, ma a una puntata di Uomini e Donne.
Pareva quasi che le Aiutodottoresse, fossero amiche di Azzu dai tempi dell'asilo.
E ridevano, scherzavano, battute su battute.
Poi la Aiutodottoressa quella che contava di più, ha proseguito nella sua calorosa presunzione, ovviamente non dimenticandosi di evidenziare vilmente il lavoro malfatto di fasciatura dell'altra Aiutodottoressa, che nel frattempo, ignara dei commenti della sua collega, era andata a prendere una garzina per finire la medicazione.
E tutto questo, minimamente non curanti della mia presenza.
Io e l'attaccapanni avevamo lo stessa presenza scenica.
Azzu ogni tanto mi guardava imbarazzato.
E la mia unica risposta è stata alzare il sopracciglio destro.
Devo chiedere a mia mamma dove conserviamo la Lupara...
Aprendo il cancello del mio ufficio con le dita.
Anche se io gli avevo detto di non farlo, lui l'ha voluto fare lo stesso.
Il pronto soccorso ovviamente è stato d'obbligo perchè il cancello ha la ruggine. Probabilmente aveva già la ruggine quando l'hanno messo su negli anni '70.
Al pronto soccorso siamo arrivati alle 19,45.
Alle 22,00, giusto nel preciso momento in cui ho decido di andare in bagno dopo che me l'ero tenuta per due ore perchè continuavo a pensare "minimo se ora vado al bagno ci chiamano", ci chiamano.
Ecco.
Io sono una donna del sud.
Nel mio sangue c'è un miscuglio di cannoli alla ricotta e focaccia coi pomodorini.
Ci sono probabilmente, anche se minime e lontanissime, tracce di mafia e di sacra corona unita.
Io taccio, ma osservo.
Chiudo la boccca, ma i miei occhi seguono scrupolosi i gesti impercettibili.
Tutto questo per dire che io sono una femmina, che pure se so contenermi in maniera raffinata, la gelosia me l'ha data madre natura, insieme al dna.
La gelosia mi si insinua sotto la pelle, e me la solleva.
Mi fa serrare i denti, e mi fa respirare profondamente per riequilibrare la mia calma.
Mi fa tenere la testa alta, anzi no altissima.
E le spalle dritte, e le braccia conserte e le unghie infilzate nel braccio.
Insomma entriamo.
Ed ecco che subito la giovane Aiutodottoressa, ha prontamente inondato l'aria dell'ambulatorio di saccenza, arroganza, e sforzata simpatia.
Alle quali si è immediatemente sintonizzata l'altra Aiutodottoressa, bionda.
Azzu era contornato da tanta femminilità altezzosa, farcita di presunzione insolente, che io quasi pensavo che non fossimo in un ambulatorio medico, ma a una puntata di Uomini e Donne.
Pareva quasi che le Aiutodottoresse, fossero amiche di Azzu dai tempi dell'asilo.
E ridevano, scherzavano, battute su battute.
Poi la Aiutodottoressa quella che contava di più, ha proseguito nella sua calorosa presunzione, ovviamente non dimenticandosi di evidenziare vilmente il lavoro malfatto di fasciatura dell'altra Aiutodottoressa, che nel frattempo, ignara dei commenti della sua collega, era andata a prendere una garzina per finire la medicazione.
E tutto questo, minimamente non curanti della mia presenza.
Io e l'attaccapanni avevamo lo stessa presenza scenica.
Azzu ogni tanto mi guardava imbarazzato.
E la mia unica risposta è stata alzare il sopracciglio destro.
Devo chiedere a mia mamma dove conserviamo la Lupara...
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venerdì, luglio 02, 2010
Il tempo della Mela.

Quando le mie amiche me lo hanno gridato per telefono, pensavo mi stessero facendo uno scherzo.
Ogni tanto me li fanno gli scherzi, perchè io credo a tutto quello che mi dicono.
Sono in buona fede.
Prima di crederci veramente, gliel'ho chiesto tre volte se era vero. Perchè loro erano a cena insieme, mentre io sono in Sicilia, e siccome sanno che non mi offendo a morte per niente quando fanno la cena che io non ci sono, ho pensato che mi stessero facendo uno scherzo.
Invece è vero.
Mela si sposa.
E quando ho capito che era vero, ho lacrimato. Anzi prima ho gridato, e poi ho lacrimato, tirando anche su dal naso il moccolo.
Mela fa parte di un gruppo di 6 amiche, me compresa.
Siamo amiche da 10 anni.
E' un'amicizia forte la nostra. Non ci sono mai stati litigi. Cerchiamo, nel bene e nel male, di dirci sempre le cose in faccia. Con educazione, tatto, e possibilmente nel momento giusto.
A volte ci consultiamo, poi prendiamo l'amica in questione e le diciamo cosa pensiamo.
Ci teniamo in contatto sfalsate, tipo amica 1 con amica 2, amica 2 con amica 3, amica 3 con amica 4, ecc..
E poi facciamo i pranzi e le cene insieme. Non tutti i giorni, ovvio.
E ci si resoconta tutto.
E ci sono 6 voci che si sovrappongono e si salta da un argomento all'altro con una velocità che alla fine non si capisce mai chi ha fatto cosa.
Si parla di cose da femmine, tipo il ginecologo, il ciclo, i vestiti, le cose zozze, ma si parla anche di cose serie, tipo, mhmh, beh di cose serie. E poi ci si prende in giro. A volte viene presa di mira una, e giù tutta la sera a dirle cose e a farle i cazziatoni.
Quando ci siamo conosciute avevamo dai 16 ai 18 anni circa.
E ora Mela si sposa.
Ieri parlavamo di Mtv day, e oggi di Addio al nubilato.
Ieri di Che palle domani non ho voglia di andare a scuola, oggi di che palle domani non ho voglia di andare a lavorare.
Ieri di Tizio mi piace, secondo te gli piacerò? oggi di Devo andare a casa a preparare la cena a tizio.
Ieri di Non ho voglia di studiare, oggi di Non ho voglia di stirare.
Ieri di Oh non ti ho risposto che non avevo soldi nel cell, oggi di Oh non ti ho risposto che non avevo soldi nel cell.
Beh, fortuna che alcune cose non sono cambiate per niente:)
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mercoledì, giugno 16, 2010
domenica, maggio 23, 2010
giovedì, febbraio 18, 2010
Tra i due litiganti.
Il fatto è che Prittino é geloso di Azzurro.
E' talmente geloso che la sera, quando andiamo tutti a dormire, succede questo.
Azzurro si mette sotto le coperte per scaldare la mia parte di letto (eh si oh:)), poi arrrivo io, che sono sempre in ritardo, e poi comincia lo show di Prittino.
In sequenza capitano le seguenti cose:
1. Prittino comincia a scorrazzare per tutta casa inseguendo la sua pallina di stagnola, manco fosse all'autodromo di Monza. Sbatte contro tutto, fa le scivolate, si arrota nei tappeti e poi zompa sull letto con la pallina e noi dobbiamo tirargliela e lui la va a prendere e poi la riporta sul letto, e poi dobbiamo ritirargliela e lui la va riprendere e la riporta sul letto, e noi dobbiamo tirargliela..
2. Prittino azzanna il topo dell'Ikea e lo porta a dormire sul letto. Noi lo buttiamo giù, perchè dopo che l'ha sbavusciato tutto, che schifo. E lui si offende.
3. Allora Prittino inizia a giocare con la ciotola dell'acqua in cucina e solo il rumore che fa quando la trascina, ti fa venire i nervi tesi, perchè da lì a poco la ribalterà con una zampata.
4. Prittino sale sui fornelli con un balzo e un tonfo da 5 kg, perchè cerca da mangiare per finta, in realtà sa già che uno di noi si alzerà.
5. Prittino va a cercare l'oro nella sabbietta della lettiera.
A questo punto, mentre io e Azzurro stiamo per dirci Buonanotte, Prittino si mette dal lato mio del letto e fa lo sguardo da gattino della pubblicità della Barilla. Che io non resisto e gli dico "Dai , sali" e non ho nemmeno finito di dire "Dai" che lui è già arrotolato sul mio fianco, da bravo micino.
E' a questo punto che io devo fare attenzione a non farmi beccare da Azzurro che accarezzo Prittino, e da Prittino che accarezzo Azzurro. Perchè se no, cominciano a sbuffare.
Allora mi muovo tutta piano e mi viene da ridere.
Poi Prittino comincia ad assumere tutte le posizioni e si corica sulla mia faccia col suo culone, poi sul mio braccio, poi mi mangia i capelli, poi con la zampettona mi gira il viso verso di lui, poi mi punta un'unghietta sulla spalla, poi si corica sul petto e questa cosa va avanti circa fino al mattino.
Tipo ora che io scrivo e Azzurro sta leggendo sul divano vicino a me, Prittino, dopo averci pietosamente fatto notare che nessuno se lo filava, con un miagolio da gattino abbandonato sotto a un portone, sta cercando di sollevare la ciotola del cibo per scovare l'ultima crocchetta.
Ma quello, fortunamente (...), è perchè ha fame.
Cosa che non capita mai, a Prittino.
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sabato, gennaio 30, 2010
L'ultimo bacio

Volgio dire, non l'ultimo ultimo.
L'ultimo in generale.
Mi ricordo il primo. O meglio, i primi.
Mi ricordo del bacio dato sotto il pino di piazza genova.
Era il primo. Il Primo dei primi.
Mi ricordo che poi il battito del mio cuore mi aveva tenuta sveglia per tutta la notte.
Mi ricordo che era estate.
E che gli aghi del pino che mi pungevano le dita dei piedini.
E tutto quello che sapevo sul bacio me l'avevano insegnato Cioè e il suo angolo della posta.
L'ultimo invece, quello non me lo ricordo.
Nemmeno se chiudo gli occhi. Possibilmente senza addormentarmi subito dopo.
Nemmeno se vado indietro come con le videocassette.
Forse non me lo ricordo perchè che brutto deve essere dare un bacio avendo la consapevolezza che è l'ultimo.
Come mangiare l'ultimo cucchiaio di Nutella.
Mi ricordo il bacio più bello, quello più brutto, quello da film, quello che se chiudo gli occhi vedo ancora la neve che cade fuori dalla finestra, quello che non vedo l'ora di raccontarlo alle amiche, quello che ma si tanto per, quello di ho visto una sella cadente, allora esprimi un desiderio, speriamo che mi baci; mi ricordo quello che sapeva di parmiggianoreggiano, quello che si vede che non hai letto Cioè te, quello che forse era meglio evitare, quello che
Persino quello che mi è rimasto piantato nella gola come la spina del pesce.
Ma l'ultimo, proprio no.
l'ultimo bacio mia dolce bambina,
brucia sul viso come gocce di limone,
eroico coraggio di un feroce addio
Ah, ecco perchè.
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venerdì, dicembre 25, 2009
arte povera.
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martedì, novembre 24, 2009
The Muffin Woman Pat Show
Ne sono certa.
Azzu è sicuramente una proiezione di Pritt.
Stanotte li guardavo dormire. Uno alla mia sinistra, l'altro alla mia destra.
Entrambi nella stessa posizione.
Penso che sia una sorta di incantesimo.
Prima l'arrivo di Pritt, che in principio doveva essere un gatto persiano e chiamarsi Serse.
(Piccole reminescenze delle scuole medie. Epica. "Dal mito alla Storia" Editore Paravia. Bacchielli-Verra.)
Poi è arrivato un gatto nero.
Pritt, perchè mi sta appiccicato. Sempre.
E se dico sempre, dico sempre.
Forse è venuto a studiare la situazione, a capire in che razza di pasticcio poteva cacciarsi.
Un mese esatto dopo, l'arrivo di Azzurro. Un normale venerdì sera di ottobre.
Azzu, come tutti i Principi Azzurri, mi ha chiesto di sposarlo subito.
Io gli ho risposto:
"No guarda tesoro, prima di procedere in questa relazione devo sapere alcune cose fondamentali di te. Tipo: mangi il formaggio?"
Se mi avesse risposto di No, l'avrei cestinato. Giuro.
Quando trovo Azzurro con Prittino in braccio, ecco, lì mi blocco e li guardo. Li studio. Cerco di capire se esistono davvero.
Pritt esiste perchè mi sta facendo fuori la dispensa: infatti ora è diventato Prittone.
Azzurro no.
Non può esistere.
Ogni tanto guardo se vedo delle telecamere intorno a me. Io lo so che ci sono.
Perchè Azzurro dice tutto quello che deve dire al momento giusto.
Fa tutto quello che deve fare al momento giusto.
Tipo Truman Show.
Azzurro è biondo con gli occhi verdi. E' bello, simpatico, intelligente, divertente, dolce, romantico e soprattutto stupido quanto basta.
Quanto basta per fare gli scemi al supermercato, ad esempio.
Oggi vado a vedere se il cielo è di cartone.
Perchè se no, tutto ciò, sarebbe assurdo.
Inaspettatamente e meravigliosamente assurdo.
Azzu è sicuramente una proiezione di Pritt.
Stanotte li guardavo dormire. Uno alla mia sinistra, l'altro alla mia destra.
Entrambi nella stessa posizione.
Penso che sia una sorta di incantesimo.
Prima l'arrivo di Pritt, che in principio doveva essere un gatto persiano e chiamarsi Serse.
(Piccole reminescenze delle scuole medie. Epica. "Dal mito alla Storia" Editore Paravia. Bacchielli-Verra.)
Poi è arrivato un gatto nero.
Pritt, perchè mi sta appiccicato. Sempre.
E se dico sempre, dico sempre.
Forse è venuto a studiare la situazione, a capire in che razza di pasticcio poteva cacciarsi.
Un mese esatto dopo, l'arrivo di Azzurro. Un normale venerdì sera di ottobre.
Azzu, come tutti i Principi Azzurri, mi ha chiesto di sposarlo subito.
Io gli ho risposto:
"No guarda tesoro, prima di procedere in questa relazione devo sapere alcune cose fondamentali di te. Tipo: mangi il formaggio?"
Se mi avesse risposto di No, l'avrei cestinato. Giuro.
Quando trovo Azzurro con Prittino in braccio, ecco, lì mi blocco e li guardo. Li studio. Cerco di capire se esistono davvero.
Pritt esiste perchè mi sta facendo fuori la dispensa: infatti ora è diventato Prittone.
Azzurro no.
Non può esistere.
Ogni tanto guardo se vedo delle telecamere intorno a me. Io lo so che ci sono.
Perchè Azzurro dice tutto quello che deve dire al momento giusto.
Fa tutto quello che deve fare al momento giusto.
Tipo Truman Show.
Azzurro è biondo con gli occhi verdi. E' bello, simpatico, intelligente, divertente, dolce, romantico e soprattutto stupido quanto basta.
Quanto basta per fare gli scemi al supermercato, ad esempio.
Oggi vado a vedere se il cielo è di cartone.
Perchè se no, tutto ciò, sarebbe assurdo.
Inaspettatamente e meravigliosamente assurdo.
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domenica, novembre 01, 2009
lunedì, ottobre 26, 2009
Eclissi

Sta a vedere.
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giovedì, ottobre 22, 2009
Smiling

Poi non ce la fai e glielo dici. La ringrazi. Magari però non la abbracci va.
Poi vedi un vestitino che fa il finto tonto tra alcuni maglioni e ritorni dalla commessa e ti fai convincere a comprarlo.
Poi esci e sorridi ai passanti che dopo una giornata di lavoro, respirano l'aria delle sette: quell'aria che sa già di cena, e di termosifoni accesi, che sa di coccole di qualche bimbo o grattini a un gatto, o passeggiatina al cane.
Poi cammini veloce verso casa che non senti nemmeno il primo freddo invernale che brucia sulle mani piene d graffi che ti fanno ricordare che c'è qualcuno a casa che aspetta impaziente che la sua ciotolina si riempia di ottima mousse di cuore e manzo. No stasera gamberetti, dai.
Poi sorridi ancora, alle bancarelle del mercato, alla nuova pavimentazione del centro, al tuo nuovo braccialetto, al ragazzo con l'ipod, alla mamma con il bambino e persino all'ausiliaria del traffico.
E lì ti accorgi che hai toccato il fondo. Il fondo del cielo però.
E prima di arrivare a casa vedi una panchina che sorregge due ragazze. E speri che una sia proprio quella che conosci e le rovesci tutto addosso, nonstante lei ti abbia detto che è triste per amore.
E sti cazziii, una volta ciascuno non fa male a nessuno, oh.
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martedì, ottobre 20, 2009
Maledetta primavera

Comeee??!? Non è primaveraa??
Ma si che lo è.
Lo è eccome.
Io sento gli uccellini spelacchiati cinguettare, impazienti di sperimentare nuove traettorie.
Vedo le gemme spuntare timidamente sui i rami degli alberi, noncuranti del gelido freddo che ci sta regalando un'anteprima di questo ipertinente inverno.
Ammiro estasiata i fiorellini di campo che delicatamente colorano i mari verdi che rendono inconfondibile la mia pianura.
Che per quanto posso detestare, é pur sempre mia.
Respiro i profumi zuccherini che si intrecciano all'aroma della neve montata.
Spìo silenziosa le api che si rincorrono per raggiungere il nettare migliore.
Sento il sole che spremendo i suoi tiepidi raggi, tenta di sciogliere la spessa coltre di ghiaccio, invidia dell'Antartide, che fa da scudo a tutte le frecce scagliate da quel testardo di Cupido.
Continuo a usare, indisturbata, la giacchina di pelle marrone.
Ma per fortuna, non sono l'unica.
Non contenta, ho preso i miei anni e li ho divisi a metà.
Una metà la sto usando adesso.
E il mio stomaco s'è fatto un nodo savoia, che nonostante tutto fa passare quantità industriali di cibo.
Soprattutto se la smetto di andare a mangiare fuori, con la scusa di sperimentare i ristorantini della zona.
Soprattutto dopo aver comunicato a mia mamma la mia carenza di ferro.
Mamma meridionale, rammento.
Beh, al peggio, preparerò i fazzoletti per arginare il raffreddore...
Ma si che lo è.
Lo è eccome.
Io sento gli uccellini spelacchiati cinguettare, impazienti di sperimentare nuove traettorie.
Vedo le gemme spuntare timidamente sui i rami degli alberi, noncuranti del gelido freddo che ci sta regalando un'anteprima di questo ipertinente inverno.
Ammiro estasiata i fiorellini di campo che delicatamente colorano i mari verdi che rendono inconfondibile la mia pianura.
Che per quanto posso detestare, é pur sempre mia.
Respiro i profumi zuccherini che si intrecciano all'aroma della neve montata.
Spìo silenziosa le api che si rincorrono per raggiungere il nettare migliore.
Sento il sole che spremendo i suoi tiepidi raggi, tenta di sciogliere la spessa coltre di ghiaccio, invidia dell'Antartide, che fa da scudo a tutte le frecce scagliate da quel testardo di Cupido.
Continuo a usare, indisturbata, la giacchina di pelle marrone.
Ma per fortuna, non sono l'unica.
Non contenta, ho preso i miei anni e li ho divisi a metà.
Una metà la sto usando adesso.
E il mio stomaco s'è fatto un nodo savoia, che nonostante tutto fa passare quantità industriali di cibo.
Soprattutto se la smetto di andare a mangiare fuori, con la scusa di sperimentare i ristorantini della zona.
Soprattutto dopo aver comunicato a mia mamma la mia carenza di ferro.
Mamma meridionale, rammento.
mercoledì, ottobre 14, 2009
28 anni, o 14x2?
Oggi, un giorno come gli altri.
Vestita, da un giorno come gli altri.
Umore, da un giorno come gli altri.
Capelli, da un giorno come gli altri.
Gente in ufficio, da un giorno come gli altri.
Telefonate, da un giorno come gli altri.
Distrazione, la stessa di tutti i giorni.
Sonno, lo stesso di tutti i giorni.
Scazzo, lo stesso di tutti i giorni.
Male all'anca, lo stesso di tutti i giorni.
Umorismo idiota, lo stesso di tutti i giorni.
Vado al piano sopra, torno verso l'ufficio, spalanco la porta del cortile, attraverso il fumo di una sigaretta....
...le mie guance rosse, la salivazione a zero, le gambe tremano...
Ho chiesto a mio cognato se posso spostare la mia scrivania in cortile.
Prometto che non mi lamenterò nemmeno una volta del freddo.
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martedì, ottobre 13, 2009
Free Climbing

Ciondolante e gongolante, mi fermerò a guardare il panorama: le montagne ancora verdi, la danza delle aquile, il profumo della neve, il sole che si specchia sulle rocce.
A me piace arrampicare.
Una volta ero arrivatà un bel pò in alto in alto: mi sembrava quasi di vedere la cima.
Ma la roccia mi ha tradita, e mi ha fatto fare un volo che me lo ricordo ancora adesso: una culata pazzesca!
2 anni di riabilitazione.
Se mi capita di passare la mano sulla ferita, sento ancora il male.
A fatica, però, ho deciso di ricominciare.
Certo, dopo che fai un tonfo così, è veramente difficile fidarsi ancora della roccia.
Infatti sono caduta di nuovo, ma siccome per la paura mi ero assicurata con una corda, sono rimasta appesa alla parete per circa un anno.
Ultimamente invece, metto male le mani sugli appigli: sbaglio strada, vado avanti, torno indietro...
E così sto sempre piazzata alla stessa altezza.
E' che oggi non credevo mi sarebbe bastato un appiglio così scomodo e nascosto, per farmi ritornare il sorriso.
Durante le mie scalate ci sono passata davanti tante volte, ma non l'ho mai calcolato più di tanto perchè così appuntito e altezzoso, mi stava un bel pò antipatico.
Non l'avevo nemmeno visto, confuso tra gli altri appigli com'era.
Si è fatto notare lui, deduco solo per estrema vanità.
Mi ha sorpresa.
Si, oggi me ne starò aggrappata lì, godendomi questo cielo azzurro di metà ottobre, facendo specchiare, anche se inutilmente, il sole sui miei denti...
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venerdì, ottobre 09, 2009
Punto G.

Oggi ho visto l'uomo della mia vita.
G.
Era a passeggio con la donna della sua vita.
L'uomo della mia vita è l'uomo della mia vita perchè mi piace da quando avevo 13 anni.
L'avevo conosciuto perchè mia cugina doveva uscire con il morosino e ovviamente da sola non poteva uscire, allora mi aveva chiesto di andare con lei, e io le avevo detto:
"beh, dì al tuo morosino di portare qualcuno però, che io non vengo a fare la candela"
e il suo morosino s'era presentato con una palla di ciccia coi capelli a caschetto e le sopracciglia un pò unite che io avevo detto a labbra strette a mia cugina:
"ammazzaaaaa uno meglio no, eeeh??"
Appunto.
Poi un giorno è arrivato coi capelli tagliati e io mi sono innamorata.
Innamorata marcia.
Da quel giorno ho iniziato a imbrattare tutte le superfici scrivibili con:
"G. I love you" "G. ti amo" e a sospirare ogni volta che il suo profumo mi accarezzava l'olfatto.
Quando in terza media ho scoperto che le nostre aule erano di fronte, a parte avere un mancamento, ho obbligato i miei compagni a spaccare la maniglia della porta affinchè rimanesse potesse rimanere aperta perchè avevamo i banchi in linea d'aria di fronte.
Per lui ho scelto di fare la lezione aggiuntiva di grammatica che le nostre classi facevano insieme, anzichè quella di latino.
Che La Prof mi fece : "Ma perchè grammatica, quella la sai già. Fai latino"
e io:"mhmh no prof. io voglio diventare l'asso modiale della grammatica".
Quando dissi alle mie amiche "oh però G. non è male" ecco, ci si sono praticamente fidanzate tutte, tranne io.
In gita scolastica di terza media a Roma avevamo passato tre giorni sempre insieme.
Questa cosa non me la sono mai spiegata.
Mi aveva dato pure la sua maglietta militare da usare come pigiama.
Una volta mi ha dato un 6 di bellezza.
Io ho pianto tanto per G. Il mio cuscino la sa bene.
Io a G. ho scritto la mia prima lettera d'amore.
Ogni volta che incontro G. per strada a parte essere puntualmente impresentabile, il mio cuore si defibrilla da solo.
G. ha il sorriso più bello del mondo. Con la fossetta nel mento. Come Eric Forrester.
G. ha lo sguardo più bello del mondo, di quelli che quando ti parlano guardano un pò di lato.
G. anche se ora è notevolmente ingrassato, ha il fisico più bello del mondo.
G. ha la voce più bella del mondo. La bassa voce da citofono.
Adesso.
Io mi chiedo.
Con tutto il rispetto.
Ma di tutte le coppie che si sfasciano dopo anni e anni di fidanzamento, porcamiseria, proprio la sua deve rimanere integraaaa????
E lo so che tanto non cambierebbe niente, non c'è bisogno di infilare il dito nella piaga.
Da decubito.
G.
Era a passeggio con la donna della sua vita.
L'uomo della mia vita è l'uomo della mia vita perchè mi piace da quando avevo 13 anni.
L'avevo conosciuto perchè mia cugina doveva uscire con il morosino e ovviamente da sola non poteva uscire, allora mi aveva chiesto di andare con lei, e io le avevo detto:
"beh, dì al tuo morosino di portare qualcuno però, che io non vengo a fare la candela"
e il suo morosino s'era presentato con una palla di ciccia coi capelli a caschetto e le sopracciglia un pò unite che io avevo detto a labbra strette a mia cugina:
"ammazzaaaaa uno meglio no, eeeh??"
Appunto.
Poi un giorno è arrivato coi capelli tagliati e io mi sono innamorata.
Innamorata marcia.
Da quel giorno ho iniziato a imbrattare tutte le superfici scrivibili con:
"G. I love you" "G. ti amo" e a sospirare ogni volta che il suo profumo mi accarezzava l'olfatto.
Quando in terza media ho scoperto che le nostre aule erano di fronte, a parte avere un mancamento, ho obbligato i miei compagni a spaccare la maniglia della porta affinchè rimanesse potesse rimanere aperta perchè avevamo i banchi in linea d'aria di fronte.
Per lui ho scelto di fare la lezione aggiuntiva di grammatica che le nostre classi facevano insieme, anzichè quella di latino.
Che La Prof mi fece : "Ma perchè grammatica, quella la sai già. Fai latino"
e io:"mhmh no prof. io voglio diventare l'asso modiale della grammatica".
Quando dissi alle mie amiche "oh però G. non è male" ecco, ci si sono praticamente fidanzate tutte, tranne io.
In gita scolastica di terza media a Roma avevamo passato tre giorni sempre insieme.
Questa cosa non me la sono mai spiegata.
Mi aveva dato pure la sua maglietta militare da usare come pigiama.
Una volta mi ha dato un 6 di bellezza.
Io ho pianto tanto per G. Il mio cuscino la sa bene.
Io a G. ho scritto la mia prima lettera d'amore.
Ogni volta che incontro G. per strada a parte essere puntualmente impresentabile, il mio cuore si defibrilla da solo.
G. ha il sorriso più bello del mondo. Con la fossetta nel mento. Come Eric Forrester.
G. ha lo sguardo più bello del mondo, di quelli che quando ti parlano guardano un pò di lato.
G. anche se ora è notevolmente ingrassato, ha il fisico più bello del mondo.
G. ha la voce più bella del mondo. La bassa voce da citofono.
Adesso.
Io mi chiedo.
Con tutto il rispetto.
Ma di tutte le coppie che si sfasciano dopo anni e anni di fidanzamento, porcamiseria, proprio la sua deve rimanere integraaaa????
E lo so che tanto non cambierebbe niente, non c'è bisogno di infilare il dito nella piaga.
Da decubito.
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martedì, ottobre 06, 2009

Sono andata a un battesimo e alla fine il papà del bambino mi fa: "To'. ti regalo un palloncino" che io ho pensato, "Uh, ma perchè a me?"
In effetti dopo i bambini dai 4 anni in giù, ero la più piccola...
E così sono uscita di casa con un palloncino azzurro legato al polso, che in realtà ero felice come una bambina: infatti durante il viaggio di ritorno ho pure dormito in macchina. Sdraiata.
Il vantaggio di essere basse.
Io dormo sempre in macchina, quando non guido.
Non ce la faccio a tenere gli occhi aperti.
A volte faccio pure finta di guardare fuori dal finestrino e chiudo gli occhi...
Quando sono arrivata a casa Pritt ha fatto finta di essere felice di vedermi, ma in realtà, appena ha visto il palloncino ha sgranato gli occhi.
E prima che si arrampicasse sulle mie gambe noncurante dei miei pantaloni nuovi, ho slegato dal polso il nastrino e ho lasciato scivolare il palloncino sul soffitto che si è sistemato vicino al lampadario.
L'abbiamo guardato per un pò.
Pritt aveva gli occhi a cuore.
Poi ho preso un foglietto e ho scritto un pensiero.
Uno di quei pensieri che non puoi dire a nessuno, né alla persona interessata, anzi soprattutto, né alle amiche che se no mi cazziano di brutta maniera, che già mi cazziano a prescindere, figuriamoci se gli dicevo una cosa così.
A volte penso di essere il capro espiatorio del gruppetto. Se faccio qualcosa io, mi cazziano. Se fa qualcosa qualcun'altra, cazziano lo stesso me. Boh..
L'ho scritto in brutta e in bella. Poi ho legato il foglietto al palloncino.
Sono uscita sul balcone e l'ho liberato. Palloncino e pensiero.
L'ho visto allontanarsi da me e nuotare nel blu scuro della notte.
Diventare stella e poi parte del cielo.
Ha pure dato l'ultimo luccichino, complice la luna che lo illuminava.
Oggi devo andare al negozio dei palloncini e chiedere se posso fare un abbonamento o una tessera fedeltà.....
archiviamolo
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giovedì, settembre 17, 2009
Chi la dura, la vince?
Ci riprovo.
Non so cosa capiterà, ma voglio riprovarci.
E' che è successo tutto all'improvviso.
Alle nove di sera mi sono accorta che mi mancava il latte per fare il crème caramel quello vero.
Mi sono insultata per 5 minuti ma poi non ho potuto fare altro che assumermi le mie responsabilità.
Dopo aver sputato sangue sul nuovo centro commerciale, ho ceduto, e sono andata a comprare il latte lì, perchè per fortuna, sta aperto fino alle nove e mezza.
Gli sbuffi dei pantaloni della tuta che si bagnavano a ogni passo e i la testa infilzata con mollettine distribuite a caso tra i capelli...la giusta punizione per una dimenticanza che non mi sarei proprio dovuta concedere.
Ho superato le porte di vetro scorrevoli all'ingresso e sono salita sul tapis roulant senza guardare subito dopo quei poveri disperati come me, si aggiravano tra i corridoi luminosi e già puliti per il giorno dopo.
Un colpo di ginocchia alle sbarre basculanti del supermercato e d'improvviso, l'incontro.
Io giuro che non volevo, giuro che ero andata lì solo per il latte.
Lo giuro.
Giuro che il mio obiettivo era in fondo al corridoio, il secondo sulla sinistra, con l'unico scaffale che mi stava aspettando.
Ma l'incontro è stato davvero inevitabile.
Sono stata colta da timidezza, sconforto, agitazione, desiderio, tenerezza, incertezza.
Ho provato a fare un passo indietro, ma non ho saputo resistere e mi sono avvicinata.
Sono stata un pò a guardare dicendomi "No, no, no e no. non è il momento, lo sai anche tu."
Con un mezzo sorriso ingenuo ho alzato lo sguardo in giro in cerca di disapprovazione.
Il tatto questa volta l'ho lasciato da parte. Sarei stata decisaemente troppo invadente.
E intanto la frenesia parlava con la voglia di dare amore.
E l'amore, con la paura di darne troppo.
E la paura, con la testardaggine di volerci riprovare.
Sono uscita dal supermercato anche con il latte.
E speriamo che sia la volta buona:))))
Non so cosa capiterà, ma voglio riprovarci.
E' che è successo tutto all'improvviso.
Alle nove di sera mi sono accorta che mi mancava il latte per fare il crème caramel quello vero.
Mi sono insultata per 5 minuti ma poi non ho potuto fare altro che assumermi le mie responsabilità.
Dopo aver sputato sangue sul nuovo centro commerciale, ho ceduto, e sono andata a comprare il latte lì, perchè per fortuna, sta aperto fino alle nove e mezza.
Gli sbuffi dei pantaloni della tuta che si bagnavano a ogni passo e i la testa infilzata con mollettine distribuite a caso tra i capelli...la giusta punizione per una dimenticanza che non mi sarei proprio dovuta concedere.
Ho superato le porte di vetro scorrevoli all'ingresso e sono salita sul tapis roulant senza guardare subito dopo quei poveri disperati come me, si aggiravano tra i corridoi luminosi e già puliti per il giorno dopo.
Un colpo di ginocchia alle sbarre basculanti del supermercato e d'improvviso, l'incontro.
Io giuro che non volevo, giuro che ero andata lì solo per il latte.
Lo giuro.
Giuro che il mio obiettivo era in fondo al corridoio, il secondo sulla sinistra, con l'unico scaffale che mi stava aspettando.
Ma l'incontro è stato davvero inevitabile.
Sono stata colta da timidezza, sconforto, agitazione, desiderio, tenerezza, incertezza.
Ho provato a fare un passo indietro, ma non ho saputo resistere e mi sono avvicinata.
Sono stata un pò a guardare dicendomi "No, no, no e no. non è il momento, lo sai anche tu."
Con un mezzo sorriso ingenuo ho alzato lo sguardo in giro in cerca di disapprovazione.
Il tatto questa volta l'ho lasciato da parte. Sarei stata decisaemente troppo invadente.
E intanto la frenesia parlava con la voglia di dare amore.
E l'amore, con la paura di darne troppo.
E la paura, con la testardaggine di volerci riprovare.
Sono uscita dal supermercato anche con il latte.
E speriamo che sia la volta buona:))))
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giovedì, settembre 03, 2009
Ritorno di fiamma
Questo è un post interattivo. Premi PLAY prima di iniziare la lettura
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Oggi mi sono trovata una lettera a casa.
Era Daniele. Daniele Ottier.
Mi ha scritto perchè vuole che ritorni con Sky.
"Gentile Patrizia,
tu e Sky avete vissuto tante emozioni insieme, poi hai scelto di non vederlo più per un pò.
(...)
Se SKY ti manca, chiama...
Riavrai tutto quello che ti eri perso in questi mesi. E molto di più"
A parte che quasi mi stavo mettendo a piangere.
E non sto scherzando.
E' che certe parole, lette in determinati momenti della vita, arrivano come una multa inaspettata.
A parte questo.
Ora gli rispondo così:
"Gentile signor Daniele.
Noi non ci conosciamo e mi pare alquanto strano che si sia preso la briga di tenere la parte a Sky. Lei non sa nulla della nostra storia: non sa com'è iniziata, non sa perchè è finita, non sa cosa è successo durante.
Ok, io avrò le mie colpe perchè non ero mai in casa e probabilmente lui si sarà sentito solo. Ma evidentemente non era così interessante come si spacciava.
A me del Calcio non mi frega, le News le leggo su internet, lo Sport lo guardo al campetto di fronte casa, non ho bambini per fargli vedere Disney Channel, la Musica la ascolto alla radio e il Cinema vado al Cinema a vederlo. Appunto.
Coi pop-corn e il sistema audio che funziona.
Ammetto solo che mi manca l'aspetto faidateristico di lui. Sapere come sono costruiti i water o come vengono fatte le lenti a contatto. Sapere come funzionano i distributori di merendine piuttosto che com'è fatta una radio.
Infatti in casa ho da attaccare il porta bagnoschiuma nella doccia, la canalina dell'antenna tv, una 15ina tra quadri e quadretti, due mensole, un lampadario.
Le pare poco??
L'unico ricordo che mi ha lasciato sono i 39 euro che mi ciucciava tutti i mesi dal conto corrente.
Ecco.
Si faccia un bell' esame di coscienza e non si impicci più delle questioni mie.
Cordiali Saluti"
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Oggi mi sono trovata una lettera a casa.
Era Daniele. Daniele Ottier.
Mi ha scritto perchè vuole che ritorni con Sky.
"Gentile Patrizia,
tu e Sky avete vissuto tante emozioni insieme, poi hai scelto di non vederlo più per un pò.
(...)
Se SKY ti manca, chiama...
Riavrai tutto quello che ti eri perso in questi mesi. E molto di più"
A parte che quasi mi stavo mettendo a piangere.
E non sto scherzando.
E' che certe parole, lette in determinati momenti della vita, arrivano come una multa inaspettata.
A parte questo.
Ora gli rispondo così:
"Gentile signor Daniele.
Noi non ci conosciamo e mi pare alquanto strano che si sia preso la briga di tenere la parte a Sky. Lei non sa nulla della nostra storia: non sa com'è iniziata, non sa perchè è finita, non sa cosa è successo durante.
Ok, io avrò le mie colpe perchè non ero mai in casa e probabilmente lui si sarà sentito solo. Ma evidentemente non era così interessante come si spacciava.
A me del Calcio non mi frega, le News le leggo su internet, lo Sport lo guardo al campetto di fronte casa, non ho bambini per fargli vedere Disney Channel, la Musica la ascolto alla radio e il Cinema vado al Cinema a vederlo. Appunto.
Coi pop-corn e il sistema audio che funziona.
Ammetto solo che mi manca l'aspetto faidateristico di lui. Sapere come sono costruiti i water o come vengono fatte le lenti a contatto. Sapere come funzionano i distributori di merendine piuttosto che com'è fatta una radio.
Infatti in casa ho da attaccare il porta bagnoschiuma nella doccia, la canalina dell'antenna tv, una 15ina tra quadri e quadretti, due mensole, un lampadario.
Le pare poco??
L'unico ricordo che mi ha lasciato sono i 39 euro che mi ciucciava tutti i mesi dal conto corrente.
Ecco.
Si faccia un bell' esame di coscienza e non si impicci più delle questioni mie.
Cordiali Saluti"
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