Ecco vorrei scappare.
Fare un fagottino di vestiti come facevo da piccola quando per gioco prendevo il lenzuolino rosa del mio lettino, lo riempivo con qualche vestito e un pelouches e poi lo legavo al bastone appendiabiti, quello di metallo, un pò storto con le estremità nere. L'altro, quello con le estremità bianche, si prestava bene a microfono perchè aveva una punta fatta come i microfoni dei cantanti.
Vorrei fare un fagottino e mettere dentro pritt, gattino, delle scatolette per il cibo, i bastoncini dell'eurospin per gatti, le mutande nere quelle di tezenis con l'elastichino che sono così comode, la mia collana di ghiande, i pantaloni militari presi a cogoleto, e poi che altro? Una foto, si una foto.
Vorrei che Azzu potesse guidare la mia vespa, così poi mi passerebbe a prendere e mettiamo il fagottino appoggiato sulla mia spalla e sotto al suo braccio, e io mi tengo stretta con le braccia alla sua pancia e con una guancia appoggiata alla schiena.
E non penserei più a niente, se non a guardare il panorama, al tramonto.
Si perchè partiremmo al tramonto.
Anzi no di notte.
Così guarderei le stelle e la luna.
Anzi niente luna, mi piacciono di più le stelle da sole.
Poi sentirei freddo, mi verrebbero i brividini.
E sentirei l'odore della strada che poco a poco si appicica alla mia pelle.
E' l'odore di quando vai in viaggio, di quando il vento ti si infila tra i capelli e ti lascia il profumo di tutto quello ha raccolto prima di arrivare a te.
Vorrei viaggiare tutta la notte e vedere l'alba in un'altra terra.
Una terra con il mare e le montagne insieme.
Una terra che profuma di terra.
Dove il profumo del cibo si mescola all'aria e ti fa respirare.
Dove tutte le utopie prendono forma.
Dove i sogni si avverano.
Dove finalmente tirerei il sospiro di sollievo.
Dove mi dimenticherei cosa sono le lacrime di tristezza.
Dove potrei sorridere e ridere, semplicemente.
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mercoledì, marzo 30, 2011
mercoledì, luglio 14, 2010
La Lupara.
Azzu ieri sera si è affettato un dito.
Aprendo il cancello del mio ufficio con le dita.
Anche se io gli avevo detto di non farlo, lui l'ha voluto fare lo stesso.
Il pronto soccorso ovviamente è stato d'obbligo perchè il cancello ha la ruggine. Probabilmente aveva già la ruggine quando l'hanno messo su negli anni '70.
Al pronto soccorso siamo arrivati alle 19,45.
Alle 22,00, giusto nel preciso momento in cui ho decido di andare in bagno dopo che me l'ero tenuta per due ore perchè continuavo a pensare "minimo se ora vado al bagno ci chiamano", ci chiamano.
Ecco.
Io sono una donna del sud.
Nel mio sangue c'è un miscuglio di cannoli alla ricotta e focaccia coi pomodorini.
Ci sono probabilmente, anche se minime e lontanissime, tracce di mafia e di sacra corona unita.
Io taccio, ma osservo.
Chiudo la boccca, ma i miei occhi seguono scrupolosi i gesti impercettibili.
Tutto questo per dire che io sono una femmina, che pure se so contenermi in maniera raffinata, la gelosia me l'ha data madre natura, insieme al dna.
La gelosia mi si insinua sotto la pelle, e me la solleva.
Mi fa serrare i denti, e mi fa respirare profondamente per riequilibrare la mia calma.
Mi fa tenere la testa alta, anzi no altissima.
E le spalle dritte, e le braccia conserte e le unghie infilzate nel braccio.
Insomma entriamo.
Ed ecco che subito la giovane Aiutodottoressa, ha prontamente inondato l'aria dell'ambulatorio di saccenza, arroganza, e sforzata simpatia.
Alle quali si è immediatemente sintonizzata l'altra Aiutodottoressa, bionda.
Azzu era contornato da tanta femminilità altezzosa, farcita di presunzione insolente, che io quasi pensavo che non fossimo in un ambulatorio medico, ma a una puntata di Uomini e Donne.
Pareva quasi che le Aiutodottoresse, fossero amiche di Azzu dai tempi dell'asilo.
E ridevano, scherzavano, battute su battute.
Poi la Aiutodottoressa quella che contava di più, ha proseguito nella sua calorosa presunzione, ovviamente non dimenticandosi di evidenziare vilmente il lavoro malfatto di fasciatura dell'altra Aiutodottoressa, che nel frattempo, ignara dei commenti della sua collega, era andata a prendere una garzina per finire la medicazione.
E tutto questo, minimamente non curanti della mia presenza.
Io e l'attaccapanni avevamo lo stessa presenza scenica.
Azzu ogni tanto mi guardava imbarazzato.
E la mia unica risposta è stata alzare il sopracciglio destro.
Devo chiedere a mia mamma dove conserviamo la Lupara...
Aprendo il cancello del mio ufficio con le dita.
Anche se io gli avevo detto di non farlo, lui l'ha voluto fare lo stesso.
Il pronto soccorso ovviamente è stato d'obbligo perchè il cancello ha la ruggine. Probabilmente aveva già la ruggine quando l'hanno messo su negli anni '70.
Al pronto soccorso siamo arrivati alle 19,45.
Alle 22,00, giusto nel preciso momento in cui ho decido di andare in bagno dopo che me l'ero tenuta per due ore perchè continuavo a pensare "minimo se ora vado al bagno ci chiamano", ci chiamano.
Ecco.
Io sono una donna del sud.
Nel mio sangue c'è un miscuglio di cannoli alla ricotta e focaccia coi pomodorini.
Ci sono probabilmente, anche se minime e lontanissime, tracce di mafia e di sacra corona unita.
Io taccio, ma osservo.
Chiudo la boccca, ma i miei occhi seguono scrupolosi i gesti impercettibili.
Tutto questo per dire che io sono una femmina, che pure se so contenermi in maniera raffinata, la gelosia me l'ha data madre natura, insieme al dna.
La gelosia mi si insinua sotto la pelle, e me la solleva.
Mi fa serrare i denti, e mi fa respirare profondamente per riequilibrare la mia calma.
Mi fa tenere la testa alta, anzi no altissima.
E le spalle dritte, e le braccia conserte e le unghie infilzate nel braccio.
Insomma entriamo.
Ed ecco che subito la giovane Aiutodottoressa, ha prontamente inondato l'aria dell'ambulatorio di saccenza, arroganza, e sforzata simpatia.
Alle quali si è immediatemente sintonizzata l'altra Aiutodottoressa, bionda.
Azzu era contornato da tanta femminilità altezzosa, farcita di presunzione insolente, che io quasi pensavo che non fossimo in un ambulatorio medico, ma a una puntata di Uomini e Donne.
Pareva quasi che le Aiutodottoresse, fossero amiche di Azzu dai tempi dell'asilo.
E ridevano, scherzavano, battute su battute.
Poi la Aiutodottoressa quella che contava di più, ha proseguito nella sua calorosa presunzione, ovviamente non dimenticandosi di evidenziare vilmente il lavoro malfatto di fasciatura dell'altra Aiutodottoressa, che nel frattempo, ignara dei commenti della sua collega, era andata a prendere una garzina per finire la medicazione.
E tutto questo, minimamente non curanti della mia presenza.
Io e l'attaccapanni avevamo lo stessa presenza scenica.
Azzu ogni tanto mi guardava imbarazzato.
E la mia unica risposta è stata alzare il sopracciglio destro.
Devo chiedere a mia mamma dove conserviamo la Lupara...
archiviamolo
di me,
famiglia del sud,
love,
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martedì, maggio 11, 2010
Albero genealogico.
Play.
Ho trovato una foto di mia nonna.
I ricordi sono usciti dalla foto da soli.
Mia nonna si tingeva i capelli di nero. Diceva "che schifìio i capelli bianchi"
Mia nonna non ha mai portato la dentiera. Diceva "che schfìo sta cosa nt'a bocca"
Mia nonna portava solo i reggiseni che si era cucita lei, da più giovane. Erano tutti lisi dal sapone di marsiglia, ma lei usava solo quelli. Perchè nei reggiseni aveva cucito delle tasche dove conservava i soldi. Che poi dava a mio cugino.
Mia nonna aveva gli occhi azzurri. Io sapevo che aveva il mare di Sicilia, negli occhi.
Mia nonna portava sempre le scarpe con il tacco. E il suono dei tacchi era come le lancette dei secondi.
Voleva sempre uscire e quando venivano i miei amici a casa, lei, facendo finta di niente, si sedeva in mezzo a noi.
Non voleva che mi chiamassero patty. Diceva "chi'è sto patty. patty. patty."
Disegnava dei fiori con la mano tremante. Io me li ricordo i fiori, ogni tanto li ridisegno anche io.
Cantava le canzoni con la voce tremante pure quella, e le cantava sempre quando mia mamma la sgridava.
Perchè a volte faceva le cose che davano il nervoso. Tipo una volta l'abbiamo sorpresa a pitturare il portone di legno di casa in Sicilia. Con l'olio di oliva.
Oppure voleva che io e mia sorella ci sposassimo con i nostri cugini.
Mia nonna conservava tutti i sacchetti di plastica e di carta. Il suo cassetto ne era pieno. Anche nella federa del cuscino li trovavo ogni tanto. E se li nascondeva pure addosso.
Effettivamente anche io li conservo. Tutti. Ma no addosso.
Mia nonna, a un certo punto, voleva mangiare tutto con lo zucchero.
E vedeva sempre le formiche per terra.
E una volta l'ho trovata seduta sul letto che guardava il muro. E salutava le persone.
E mi ha detto "Saluta anche tu le persone".
Io le ho salutate.
Ora che le guardo le braccia, assomigliano proprio a quelle di mia mamma.
Eh si, anche alle mie.
archiviamolo
dalle memorie di pat,
famiglia del sud,
post interattivi
lunedì, settembre 28, 2009
giovedì, settembre 03, 2009
Ritorno di fiamma
Questo è un post interattivo. Premi PLAY prima di iniziare la lettura
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Oggi mi sono trovata una lettera a casa.
Era Daniele. Daniele Ottier.
Mi ha scritto perchè vuole che ritorni con Sky.
"Gentile Patrizia,
tu e Sky avete vissuto tante emozioni insieme, poi hai scelto di non vederlo più per un pò.
(...)
Se SKY ti manca, chiama...
Riavrai tutto quello che ti eri perso in questi mesi. E molto di più"
A parte che quasi mi stavo mettendo a piangere.
E non sto scherzando.
E' che certe parole, lette in determinati momenti della vita, arrivano come una multa inaspettata.
A parte questo.
Ora gli rispondo così:
"Gentile signor Daniele.
Noi non ci conosciamo e mi pare alquanto strano che si sia preso la briga di tenere la parte a Sky. Lei non sa nulla della nostra storia: non sa com'è iniziata, non sa perchè è finita, non sa cosa è successo durante.
Ok, io avrò le mie colpe perchè non ero mai in casa e probabilmente lui si sarà sentito solo. Ma evidentemente non era così interessante come si spacciava.
A me del Calcio non mi frega, le News le leggo su internet, lo Sport lo guardo al campetto di fronte casa, non ho bambini per fargli vedere Disney Channel, la Musica la ascolto alla radio e il Cinema vado al Cinema a vederlo. Appunto.
Coi pop-corn e il sistema audio che funziona.
Ammetto solo che mi manca l'aspetto faidateristico di lui. Sapere come sono costruiti i water o come vengono fatte le lenti a contatto. Sapere come funzionano i distributori di merendine piuttosto che com'è fatta una radio.
Infatti in casa ho da attaccare il porta bagnoschiuma nella doccia, la canalina dell'antenna tv, una 15ina tra quadri e quadretti, due mensole, un lampadario.
Le pare poco??
L'unico ricordo che mi ha lasciato sono i 39 euro che mi ciucciava tutti i mesi dal conto corrente.
Ecco.
Si faccia un bell' esame di coscienza e non si impicci più delle questioni mie.
Cordiali Saluti"
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Oggi mi sono trovata una lettera a casa.
Era Daniele. Daniele Ottier.
Mi ha scritto perchè vuole che ritorni con Sky.
"Gentile Patrizia,
tu e Sky avete vissuto tante emozioni insieme, poi hai scelto di non vederlo più per un pò.
(...)
Se SKY ti manca, chiama...
Riavrai tutto quello che ti eri perso in questi mesi. E molto di più"
A parte che quasi mi stavo mettendo a piangere.
E non sto scherzando.
E' che certe parole, lette in determinati momenti della vita, arrivano come una multa inaspettata.
A parte questo.
Ora gli rispondo così:
"Gentile signor Daniele.
Noi non ci conosciamo e mi pare alquanto strano che si sia preso la briga di tenere la parte a Sky. Lei non sa nulla della nostra storia: non sa com'è iniziata, non sa perchè è finita, non sa cosa è successo durante.
Ok, io avrò le mie colpe perchè non ero mai in casa e probabilmente lui si sarà sentito solo. Ma evidentemente non era così interessante come si spacciava.
A me del Calcio non mi frega, le News le leggo su internet, lo Sport lo guardo al campetto di fronte casa, non ho bambini per fargli vedere Disney Channel, la Musica la ascolto alla radio e il Cinema vado al Cinema a vederlo. Appunto.
Coi pop-corn e il sistema audio che funziona.
Ammetto solo che mi manca l'aspetto faidateristico di lui. Sapere come sono costruiti i water o come vengono fatte le lenti a contatto. Sapere come funzionano i distributori di merendine piuttosto che com'è fatta una radio.
Infatti in casa ho da attaccare il porta bagnoschiuma nella doccia, la canalina dell'antenna tv, una 15ina tra quadri e quadretti, due mensole, un lampadario.
Le pare poco??
L'unico ricordo che mi ha lasciato sono i 39 euro che mi ciucciava tutti i mesi dal conto corrente.
Ecco.
Si faccia un bell' esame di coscienza e non si impicci più delle questioni mie.
Cordiali Saluti"
archiviamolo
love,
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sfoghi,
vita da single
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