lunedì, novembre 05, 2012

Leo.

Da circa un mesetto Santiago ha un amico del cuore. 
Chissà quanti viaggi scroccheranno, quante notti in stazione passeranno, quante ciucche, quante serate sulla torre a condividere racconti e cazzate.
Magari si odieranno.
Per adesso però siete destinati ad essere migliori amici:)

sabato, settembre 29, 2012

Barbapapà.


venerdì, settembre 14, 2012

Tutti al mare a mostrare le chiappe chiare.

Tipo che devo ancora fare le borse.
Tipo che volevo tagliare i capelli, andare dall'estetista, comprare un costume.
E invece.
Sono ancora in ufficio.
Oramai produco adrenalina.
Ci vediamo a ottobre. 

lunedì, settembre 03, 2012

Life Coach.

Praticamente è successo che mi sono trovata in un momento di difficoltà.
E Dio solo sa quanto io odio chiedere aiuto. 
Sono molto orgogliosa, purtroppo o per fortuna, quindi piuttosto che chiedere aiuto, mi carico di cose sulle spalle e mi scatafascio dalle scale. 
Ma chiedere aiuto, mai.
Sono fatta così. Mio padre mi ha insegnato ad arrangiarmi, sempre e comunque. Non mi ha mai accompagnata o presa per andare da nessuna parte. Ma non per cattiveria, è che mi diceva "prendi l'autobus, il taxi, vai a piedi". Io a volte facevo anche l'autostop.
Questa cosa dell'arrangiarmi, per una serie di circostanze troppo complicate, in questo ultimo periodo, l'ho portata all'esasperazione. 
Poi è successo che mi sono trovata da sola, su una barca in mezzo al mare in tempesta. E forse poteva essere troppo tardi per farsi riportare sulla terra ferma. Il mal di mare si è fatto sentire con la sensazione di nausea, la testa che gira, e io, non vedevo quasi più niente all'orizzonte.

E invece a un certo puto è arrivata lei. E' arrivata la mia Life Coach.
Come Nettuno ha calmato le acque.
Ho provato a resisterle con la storia dell'orgoglio, ma lei mi ha detto tra le righe "vaiafareinculo e taci."
La mia Life Coach oltretutto ha una spalla. E' un personaggio bizzarro pechè sostanzialmente si aggira tra le stanze con gli occhi sempre semichiusi, l'aria un pò da bella addormentata e un telefono in mano. Ma quando apre bocca fa ridere. Dice magari solo due parole, e fa ridere. E ci porta tutta la spensieratezza della sua età. 
Come quando in una giornata afosa, ogni tanto, soffia quel venticello che ti fa sospirare.
Poi ritorna nel suo mondo fatto di paladini della giustizia che prima o poi faranno giustizia. 
Comunque. 
La mia Life Coach ha cominciato il suo lavoro sistemando il ripiano del mangiare dei gatti.
Così, facendo finta di niente. Poi è passata al ripiano sopra, poi tutto il mobile, poi tutta la cucina.
Era la prima volta che facevo toccare le mie cose a qualcuno senza andare fuori. 
Guardavo la velocità con cui prendeva la decisione di buttare una cosa inutile e di sistemare "in ordine di altezza" o "in ordine di scadenza".
Io per fare quel lavoro ci avrei messo un giorno, perchè tra un barattolo di salsa e uno di mais avrei nel frattempo tolto le sopracciglia, fatto una lavatrice, sistemato un cassetto in camera da letto, letto un articolo sul giornale, fatto un caffè, bagnato le piante, un grattino ai gatti.

Il culmine lo abbiamo raggiunto quando siamo arrivati al ripiano delle spezie.
"Questa cannella è scaduta nel 2010."
Mi sono sentita come quando la prof. ti becca con un bigliettino durante il compito di matematica.
Mi sono vergognata. Ma ho riso un sacco. Ho riso veramente tanto. 
Poi siamo passati all'amuchina. 
"Questa amuchina la usi?"
"Ehm, no ma magari la do a qualcuno..."
"Quando l'hai comprata?"
"Ehm, più di un anno fa..."
"Buttala"
"mah..."
"Buttala."
Alla Life Coach non puoi dire di no. 
Dopo aver sistemato tutti i mobili, mi ha spostato i mobili stessi. 

Ecco io adesso so che c'è una disciplina che sia chiama "Space Clearing".
Lei, secondo me, non mi ha spiegato niente, ma mi ha solo fatto capire, con le azioni, come si sta ben dentro, rinnovando gli spazi; liberandosi delle cose vecchie, e insieme a loro, dei pensieri vecchi.
Mi ha fatto capire che le cose si possono guardare da una prospettiva diversa, che si può essere meno rigidi, che si può stare un pò più rilassati e non avere sempre il controllo capillare di tutto. 
Anche perchè io pensavo di averlo, ma quella cannella scaduta nel 2010...

Ora tocca alla camera da letto. Non so se riuscirò a spiegarle che quei vestiti degli anni 90 li tengo perchè penso che un giorno arriverà la guerra e allora mi serviranno....

giovedì, agosto 30, 2012

Il temporale estivo.


Se c'è una cosa che mi manda in bestia, è quando toccano le mie cose.
Ecco io divento una iena.
Mi da fastidio sta cosa sin da quando sono piccola, sin da quando vivevo con i miei, con mia sorella e mia nonna.



La prima che ha alimentato questo mio odio verso chi tocca le mie cose è stata mia sorella.
Io e lei siamo molto diverse.
Lei è superorganizzata, io semplicemente no.
Ma nella mia disorganizzazione organizzata riesco sempre a uscirne bene.
Quando ero a casa con i miei genitori, con mia nonna e lei, lei si prendeva i miei vestiti.
Funzionava che chi si alzava prima si vestiva.
E ovviamente vinceva lei.
Ha cominciato quando la differenza di età di 5 anni ha iniziato non darle più fastidio.
Prima non poteva portarmi con lei in giro, poi ha deciso di portarsi i miei vestiti in giro.
Mi prendeva le cose nell'armadio senza dirmi niente, poi io non le trovavo e diventavo una bestia.
Diventavo come il diavolo della tasmania. Iniziavo a gridare, a dimenarmi sul letto, a battare i pugni contro l'anta dell'armadio. Poi mi vendicavo e le tiravo giù tutti i vestiti dalle gruccette. Tutti. E poi le buttavo giù dalla mensola tutte le foto del fidanzato di turno. Le più ribaltate sono state quelle di Leonardo.
Solo che poi quando tornava a casa, perchè non c'erano i cellulari e non potevo insultarla in tempo reale, era passato troppo tempo e a volte magari tiravo su una cornice perchè un pò mi dispiaceva.

L'altro che ha alimentato questo mio odio per chi tocca le mie cose, è stato mio papà.
Tipo io andavo via per un giorno, lui rivoluzionava la mia cameretta. Solo perchè sono un pò disordinata. Porto ancora dentro il dolore di quando buttò le mie barbie senza dirmi niente. Io, che conservo tutto.
Che quando butto una cosa, ci penso, ci ripenso, la butto, la riprendo, la ributto, mettichearrivalaguerra, e se poi mi serve?
L'episodio peggiore è stato quando avevo imboscato dei pupazzi che avevo regalato al mio ex moroso, quelli delle olimpiadi di torino 2006. La femmina l'avevo data a lui, il miaschio me l'ero tenuto io. Ma non potevo buttarlo poverino. Per me i pupazzi hanno un'anima. Quando ho visto "Toys Story" ho pianto perchè mi sono ricordata di quando ero piccola che pensavo ai pupazzi che mi dicevano "non buttarci ti prego, ti vogliamo bene" Allora l'ho messo in una scatola in fondo all'armadio.
Un giorno, dopo che il mio ex moroso mia aveva lasciata, e che avevo pianto in una volta sola tutte le lacrime che un essere umano può produrre nella sua vita, sono tornata a casa e  ho trovato il pupazzo appeso allo specchio.
Mi guardava come per dire "Io, non c'entro niente"
Non ho nemmeno pensato per un secondo che fosse tornato il mio ex moroso.
Anche perchè l'avrei preso a sputazzi.
Ho iniziato a gridare e basta.

Io sono gelosa delle mie cose.
Conservo cose che non me ne frega se sono immondizia, ma io non voglio che si tocchino.
Non voglio che si tocchino i miei vestiti, le mie scarpe, le mie lenzuola, i miei bicchieri.
Niente di niente, di niente.
Se io non ti autorizzo ufficialmente, tu non puoi toccare niente.
Io sono una persona calma, eppure ci sono persone che, con un gesto, riescono a provocarmi lo tsunami dentro, l'eruzione del vesuvio e pure dell'etna, lo scoppio della caffettiera senza guarnizione, il cane quando vede il gatto, il gatto quendo vede un altro gatto che non gli piace, i piccioni che litigano.
Il temporale estivo.
E ultimamente, è stata un'estate molto piovosa.


mercoledì, agosto 29, 2012

lunedì, agosto 27, 2012


giovedì, agosto 23, 2012

Battaglia navale.


Il rumore della nave che affonda.
Non posso dimenticarlo quel rumore.
Quel rumore di metallo stridente e sordo, preludio di una tragedia.
Della tragedia.

Titanic non ho mai più voluto rivederlo.
Quella gigante che perdeva l'equilibrio e si trascinava lentamente tutto in fondo al mare.
Senza nessuno che potesse aiutarla.
Povera nave.

giovedì, giugno 14, 2012

Cerco casa disperatamente.


Allora.
Se io entro da un panettiere e chiedo un chilo di pane, difficilmente il panettiere mi darà due fette di pizza. A meno che non sia stata appena sfornata, ecco in quel caso forse la prenderei io.
Idem se vado in un negozio di abbigliamento e chiedo dei jeans, non mi faranno vedere una camicia.
Allora perchè C@xx0 nelle agenzie immobiliari, se chiedo una casa fatta in un determinato modo, mi propongono esattamente l'opposto?
Voglio dire.
Se io chiedo una casa massimo secondo piano, non mi proporre un attico al 10° piano o un quarto piano senza ascensore. Non vedi che vicino a me c'è un passeggino? Che forse il palazzo è dotato di una carrucola sulle scale? O c'è un portantino che si carica la mia spesa sulle spalle senza chiedere la mancia?
Se chiedo una casa con dei balconi grossi perchè ho due gatti, perchè quando dico: "ma questa ha i balconi grossi?" mi dici "si un balconcino". Ma li conosci tu i vezzeggiativi?
Se chiedo una casa con sala e cucina, perchè fai l'americano, e mi proponi il living? Siamo in Italia e io voglio una benedetta porta che divida le due zone. Perchè se cucino le melanzane alla parmigiana, voglio che l'odore rimanga circoscritto nella cucina.
Se chiedo due camere da letto, non ne voglio una. Che forse abbiamo i passaggi segreti che spostando la libreria compare una stanza nascosta?
E questo è il meno.
L'arredamento. Ecco io vorrei che fosse di legge un minimo standard di decenza di arredamento. Va bene che magari è affitto, ma io ho una dignità. E se tu mi chiedi le buste paga, due perchè sai una non basta mai, mi chiedi il garante, l'avallo del padre eterno, e magari un pegno, tu come ti permetti di propormi una succursale del mercato dell'usato? No no caro, non è vintage e uno svuotacantine.
Mi verrebbe voglia di dirti"ma tu in sta mmmerda ci vivresti?"
Se ti dico che ho due gatti, perchè mi porti da uno che se potesse li venderebbe al ristorante cinese all'angolo della strada? I miei gatti se proprio lo vuoi sapere, hanno schifo a farsi le unghie sul tuo divano.

Per favore Paola Marella, intercedi per noi perchè stiamo seriamente pensando di prendere un camper.
Per lo meno, il panorama, tutte le mattine, ce lo scegliamo noi.




martedì, giugno 05, 2012

"Dormono le case
dorme la città
solo un orologio suona e fa tic tac;
anche la formica si riposa ormai,
ma tu sei la mamma e non dormi mai"


lunedì, maggio 21, 2012

Meravigliosa Creatura.


martedì, maggio 01, 2012

Uovo di Pasqua.

A Pasqua sono diventata mamma.
Sono diventata mamma come lo è la mia mamma.
Solo che lei ora è nonna.
E quando dice "Ciao Amore mio", non parla più con me.

Ha la fronte che si aggrotta come la mia quando sono preoccupata.
Le dita medie storte come le mie.
E il naso.
Ecco, il naso è il mio naso in miniatura.
Fa ridere avere una miniatura del mio naso che gira per casa.
Poteva prendere tutto però, ma non il mio naso. Madre natura, tzè.
Per il resto è un mini Azzurro.
Un Polly Pochet Azzurro.

E ora la sera mi preparo i vestiti per il mattino.
Ho persino messo l'orologio al polso.

Ora vado a fare il bar.
Per ora latte liscio, domani si vedrà:)








martedì, marzo 20, 2012

fotoricordo.



giovedì, marzo 08, 2012

CAzzo. 23 giorni.

A parte aver sorpreso gattino dentro la busta che contiene la culla del passeggino, messa nel lettino rigorosamente ikea nascosto sotto a un lenzuolo,
non credo di essere pronta.

martedì, febbraio 28, 2012

Limbo.

Uffa che nervoso.
Ho tanti scritti nella testa, ma sono bloccata dal fatto che prima di tutto non ho più la chiavetta internet a casa e quindi non posso collegarmi a internet, e nessuno dei miei vicini ha la connessione da sottrarre con educazione.
Sono bloccata dal fatto che mi viene il nervoso nel sapere che i miei pensieri vengano utilizzati a mio discapito.
I pensieri sono i miei e va bene li leggi, ma non hai di meglio di fare che leggere i miei pensieri. Che ne so vai in palestra o guardati il grande fretello o comprati Chi. Pensa che sono delle cazzate e smetti di leggerli. Io non me ne voglio andare da qui. E' come subire uno sfratto dallo stato italiano dalla mia villa con giardino dopo aver finito di pagare il mutuo, perchè al posto della mia casa devono costruire un'autostrada inutile, e vedersi magari rifilare un appartamento senza balconi in un palazzo di 10 piani in zona a traffico limitato dove devo pagare la tessera del parcheggio.
Ho tanti pensieri e guarda un pò non ho il tempo di scriverli che a volte mi chiedo come faccio a vivere senza un orologio al polso.
La mia vita viaggia come trenitalia. Da sempre.
Cos' mi chiudo e capita che mi viene da piangere perchè ho dei pensieri che vorrei dire a qualcuno. Ma poi non so se ho tanta voglia che qualcuno li conosca. Allora li penso e basta guardando il vuoto al tramonto immaginando pure la colonna sonora. Poi quando arriva la primavera i tramonti sono più belli.
Poi ho il nervoso perchè quando penso di avere le idee geniali, scopro che qualcuno le ha avute prima di me. E penso "guarda sta stronza"
Oltretutto in questo momento non mi frega di nessuno.
Credo che sia normale, ma faccio finta di niente.



lunedì, febbraio 20, 2012

Progetto casalinga #2 - Cinese mancata.

Before:


During:
After:

giovedì, febbraio 16, 2012

Progetto Casalinga.

Before:

During:
 +



After:

martedì, febbraio 14, 2012

Il diario segreto.


Una volta ho trovato un diario segreto che non ricordavo di aver scritto.
Non era un vero e proprio diario, ma un quaderno picccolo a righe della najoleari con la copertina blu rigida.
Appena l'ho aperto ci ho messo un pò a capire che ero stata io a scrivere.
Un anno pieno di sfoghi adolescenziali.
Amori non corrisposti.
Litigi.
Amori non corrisposti.
Avversione per la scuola.
Amori non corrisposti.
Mi sono un pò vergognata nel rileggere quelle pagine.
A volte c'erano pensieri veramente tristi. Anzi, a volte c'era qualche pensiero allegro.

Erano pensieri talmente e vergognosamente privati, che ho scelto io a chi far leggere e cosa.
Ho scoperto che non mi piace che tutti sappiano i miei pensieri, quelli di cui ti vergogni, quelli che non vuoi che girino sulla bocche aperte per far prendere aria, quelli che passano nelle conversazioni di chi magari non ti conosce e li usa tanto per fare il cantastorie.

Forse sono finite le pagine di questo diario.
O forse è ora di cambiare il lucchetto.

venerdì, gennaio 20, 2012

Ben arrivata.

Capire tu non puoi,
tu chiamale se vuoi,
emozioni...