giovedì, luglio 09, 2009

Essere o non essere?

Questo è un post interattivo. Dovete seguire le istruzioni perchè è dotato di colonna sonora. Ci sono due video. Denominati Video 1 e video 2.
quando ci sarà scritto Play Video 1 premere Play.
Poi ci sarà scritto Stop Video 1.
Poi Play video 2.
Buona audio lettura:))

Play Video 1


Ieri mattina mi sono svegliata con la convinzione di essere la più strafika del mondo.
Non so come sia potuto accadere, ma credo si chiamino "giornate Si".
Il mio specchio mi stava simpatico e persino la magliettina di MS con metà paiette smarrite chissà dove, comprata a 4,99 e i jeans di quelli che siccome mi sono rotta il cazzo di farmi fare l'orlo "finto" da mia mamma perchè le case produttrici di jeans non pensano che nel mondo esistono anche le persone basse, io ci ho messo un cordino nell'orlo, e li ho fatti diventare jeans con lo sbuffo, e ora ho tutti i pantaloni così,
dicevo,
persino questi "straccetti" hanno contribuito a farmi sentire bella.
No, che dico bella, proprio strafika.

Sono quei giorni in cui credi che niente e nessuno potrà fermarti; in cui pensi che i tuoi capelli sono perfetti, la tua pelle è luminosissima, i tuoi movimenti lasciano scie di fascino nell'aria.
Parli con tutti, ridi con tutti, attacchi bottone anche con i marciapiedi, con le macchine, con i semafori. Sai che c'è il sole dietro alle nuvole e ti basta.
E quando vai al bar a prendere il marocco chiaro, il tuo sorriso si specchia persino nel cucchiano sporco di schiuma di latte appoggiato al piattino. Parli e ridi pure con il barista. Le battute ti escono come se fossero state scritte per una puntata di Zelig.
Poi però succede qualcosa.
Qualcosa che non ti aspetti.
Qualcosa che tramuta il tuo sorriso contagioso in un sorriso di circostanza.
Stop Video 1.
Play video 2.
Tutti si girano e non capisci perchè.
Tutti applaudono e non capisci perchè.
Ci sono pure i rulli di tamburo.


Fa il suo ingresso...la strafika da copertina.

Tacco 12, possibilmente da 450 euro.
Pantalone attillato taglia 0-12,sicuramente scippato alla nipote 14enne, rigorosamente bianco e un pò trasparente, corto alla caviglia.
Toppino sbrilluccicoso che le tue 4 paiette nere attaccate alla maglietta per miracolo, cadono per la vergogna.
Abbronzatura da piscina coltivata in solarium e muscolatura da abbonamento in palestra annuale con finanziamento.
Capello biondo scintillante, che la Pantene o la L'Oreal pagherebbero per avere una testimonial così.
E poi lui:
l'inconfondibile occhialone scuro.
Quello che avvolge tutta la faccia, che crea l'alone di mistero, sotto il quale sai che ci sarà un trucco da estetista, ma che su di te certamente farebbe effetto "oh chissà quella che occhiaie ha sotto quegli schermi al plasma da 90 pollici"
Altro che "scie di fascino nell'aria". Le sue movenze provocano una tromba d'aria.

La guardi.
Ti guardi.
La guardi.
Potresti anche uscire senza pagare che non se ne accorgerebbe nessuno.
Ingoi l'ultimo sorso di marocco chiaro, la riguardi e prima di andare via ti rivolgi al barista:
"Mhpf. Non c'è posto per due in questo bar. Buona giornata tesoro:)"

martedì, luglio 07, 2009

Incubatrice.

Questa notte ho fatto un incubo.
Ho sognato che ero fidanzata.
Ma non è questo l'incubo.
L'incubo era il mio fidanzato.
Eravamo in un letto, il suo credo, ma non stavamo facendo cosacce.
Io stavo facendo finta di dormire perchè proprio non ne volevo sapere di stare a sentirlo. Non so cosa avesse da dirmi, ma nel sogno non mi fregava un cazzo a prescindere.
Mentre lui guardava il soffitto io guardavo lui con gli occhi socchiusi e mi chiedevo come cavolo ci ero finita con uno così.
L'antitesi del mio uomo ideale.
Questo era biondo-rossiccio, coi capelli sparati in alto. Occhi chiari, azzurrigni (si si con la g, che è quell'azzurro insipido che se hai gli occhi azzurri e ce li hai così sei un pò sfigato :)), carnagione chiara, cicciottello, anzi no, ok, era proprio grasso, che io non ho niente contro i grassi, ma questo era talemnte grasso che mi dava il nervoso. E poi aveva la pelle piena di pustole rosse. Sulle braccia e sulle gambe.
Oddio, adesso che ci penso magari aveva il morbillo..
Sta di fatto che lui voleva parlare. Voleva sapere perchè non lo amavo.
E io nel sogno sapevo che era uno di quegli uomini di una pesantezza devastante, di quelli senza senso dell'umorismo, di quelli che pensano che donna=non autosufficiente, di quelli che quando ci sono 850° vogliono stare abbracciati e che mangiano solo pasta bianca.
Anche se io dormivo, cioè facevo finta ma lui non lo sapeva, mi parlava.
Non capiva perchè lo stavo lasciando.
A un certo punto è arrivata la madre. No dico la madre, a prendere le sue difese e a chiedere come mai il suo cucciolo stava male così. E mi guardava con aria di sufficienza. (...un deja-vu). Anzi no mi guardava come se fossi la strega cattiva di Hansel e Gretel. Mi sa che aveva paura che le mangiassi il figlio.
Lui aveva pure un odore che non mi piaceva. Non puzzava, ma aveva quell'odore di pelle che quando un odore di pelle non ti piace non c'è niente da fare. Puoi essere pure fico come Brad Pitt, ma non ce n'è. Vabbè forse per Brad, sarei capace di respirare con la bocca :)
Insomma la madre era pesante come lui e continuavano a parlare di sta cosa che io lo dovevo lasciare. E gridavano per farsi sentire.

Signore grazie che ieri ho sbagliato a puntare la sveglia ed è suonata alle 06:00 :)

lunedì, luglio 06, 2009

Piove sempre sul bagnato.

Cavoli che figata, stasera ho giocato a fare la barista.
Rewind.

Al concerto di Laura non potevo che arrivare...in ritardo.
Mentre superavo la folla accalcata all'ingresso, con il mio biglietto omaggio tra le dita, mi sono sentita un pò in colpa. Ma è durato tutto il tempo di entrare nello stadio con il casco a braccetto davanti alla polizia che levava i tappi dalle bottiglie.
Posto prato, per fortuna.
Laura stava cantando le canzoni nuove.
E mentre lei cantava, io vagavo alla ricerca di volti familiari o qualcuno a cui dire "oh anche voi qui?"
Mi sono subito imbattuta nel tipo che vendeva le magliette di Laura. No le sue personali:)
A me capita che mi basta incrociare lo sguardo di un qualunque passante che questo comincia a parlare. Mi succede spessissimo. Soprattutto in coda al supermercato. Anche mentre guardo le vetrine. A volte senza nemmeno incrociare lo sguardo.
Dopo un pò che parlavamo gli ho detto "vado a prendere due birre e torno"
Però prima ho girato ancora un pò. Ero rimasta che stavo cercando i volti familiari. Ne ho trovati solo due. Due innamorati. Con la mantellina uguale che mi hanno fatto una tenerezza.
Le cose più curiose che ho visto sono state:
-un moroso che riprendeva la morosa col cellulare mentre lei cantava;
-un gruppo di uomini neri. Saranno stati una ventina. Così a colpo d'occhio, faceva effetto.
"ah si, la birra"
Arrivo al baracchino.
Le birre non si vendono. "Metti che decidevo di ubriacarmi e poi tirare il mio casco a Laura" ho detto al signore del baracchino. Ha riso. Mentre ordinavo due estathe e due wafer ha cominciato a piovere. Anzi no che dico, a diluviare. E' passato pure un tizio che diceva di chiamarsi Noè con al seguito una frotta di animali.
"mi fermo un attimo qui sotto la tettoia, signore del baracchino"
"ma no entra dentro"
"mh, ok"
Poi è arrivato il primo cliente:"Un caffè signorina"
"Ma veramente io...emh, certo!"
Poi il secondo ckliente, il terzo, il quarto e così via. Tutti bagnati, che mi dispiaceva un sacco. Io davo le bustine di zucchero, il cucchiaino, e prendevo i soldi e dicevo al signor Francesco del baracchino "caffè lungo" "caffè corto" "quanto è il kitkat?" "l'acqua la prendo io dal freezer"
Poi sono arrivati due ragazzi. Uno aveva freddo e così gli ho dato la mia giacca. Mi ha detto che mi offrirà una cena. Dopo un pò mi ha ridato la giacca e se n'è andato. Credo anche con la mia cena.
"caffè lungo signor Francesco..."
Poi i poliziotti. Gli ho offerto il mio Loacker alla Nocciola. Ecco, ora ricordatevi di me in futuro :)
Il signor Francesco e io abbiamo parlato per due ore. Non ho ascoltato proprio tutto tutto, lo ammetto, soprattutto quando "Marco se n'è andato e non ritorna più"
Ma so che gli piace la carne, che ha avuto un sacco di vespe, che ha la taverna e so del suo lavoro, A un tratto mi sono ricordata che dovevo portare il the al ragazzo delle magliette e sono corsa da lui.
Lo stadio era illuminato a giorno. Eppure era notte poco fa...
Una procesione di gente mi è passata davanti tutta bagnata,..poverini.
E per la seconda volta mi sono sentita a disagio.
Non c'era più gente, nel prato zuppo e soffice.
Cavoli che figata, stasera però ho giocato a fare la barista. Uh!?!?? E...e...Laura? LLLLauraaaaa?!?!?!?
"Laura non c'è. E' andata via. Laura non è più cosa mia..."
Secondo me è scappata con "Marco"....

sabato, luglio 04, 2009

Vincitori e Vinti

Ho vinto uno dei dieci biglietti messi in palio dal giornale locale, per il concerto della Pausini.
Era un concorso: scrivere di uno strano amore, in 900 battute.
Io mi sono attenuta alle 900 battute. Che sono pochissime, porcamiseria.
L'ho fatto per il concorso, non sono fan di Laura, con tutto il rispetto.
Io amo Max Pezzali e ora anche Tiziano Ferro.
Mi spiace, ma non mi vergogno dei miei gusti musicali. Quando sento la voce di uno dei due, io mi sciolgo, alzo il volume al massimo canto, sorrido e sospiro. Anche se sono in ufficio.
Sono convinta che il mio timpano e le loro voci siano complementari.
Come il caffè è la tazzina di ceramica.

"PROMESSA D'AMORE
Se torni da me giuro che da oggi metterò solo il tacco 12; giuro che non ti chiederò più di accompagnarmi a fare shopping il sabato pomeriggio e ti lascerò guardare la tv senza fiatare; giuro che ti porterò il caffè a letto la mattina e verrò in moto con te anche se sono appena andata a fare i capelli; giuro che non dirò mai più che i tuoi amici sono pesanti e che non userò più "La gazzetta dello sport" per pulire i vetri; giuro che curerò il mio mal di testa e abolirò la cena del mercoledì con le amiche; giuro che non ti obbligherò più a venire a pranzo dai miei la domenica e che non ti chiederò "chi era al telefono?"; giuro che imparerò a fare benzina da sola e cosa significa "fuori gioco". Lo giuro.
Facciamo che però se torni tu, vado via io?"

Ecco quanto.
Mi hanno fatto pure la foto. Mi sono messa in posa con Che Guevara alle spalle.
E' la prima volta che vinco qualcosa per qualcosa che ho scritto.
E' un cagata lo so. Ma ho vinto. Punto.
E ci tenevo a dedicare questa mia micro vittoria a:
-mia sorella, che mi ha insegnato a leggere e a scrivere all'ultimo anno di asilo, con tanto di compagni di classe immaginari che puntualmente prendevano voti più alti dei miei;
-a mia sorella 2, che è sempre la stessa di cui sopra, che siccome in sti giorni ha la mano destra fasciata mi dice "mi scrivi questo appunto? scusa mi spiace farteli scrivere" ma lei non ha capito forse che a me piaceeee scrivereeee, anche solo dei banali post-it:);
-alla mia maestra delle elementari, che mi ha insegnato le regole delle 5 W e dei 5 sensi che ho usato fino ai temi delle superiori;
-ai miei vecchi morosi e affini, che mi hanno fatto capire quanto sia importante amarsi, prima di tutto;
-a tutte le donne che prima di annullarsi in un amore, dovrebbero pensarci un attimo;
-a chi non ha ancora capito che la vita sentimentale/coniugale dei miei ex morosi, non è roba che mi riguarda, porcocane (questo non centra un cavolo, ma ce l'ho tra i denti da oggi pomeriggio)
-a chi ogni giorno spende 5 minuti del suo tempo per leggere il mio blog;
-a chi mi dice "ma perchè non scrivi un libro?" che io non lo farò mai ma mi fa una goduria come quando mi dicono "vuoi una caramella?" e tirano fuori una Galatina al latte;
-a chi mi chiede "mi aiuti a scrivere questo concetto?"
Ora basta che se no mi commuovo e non posso nemmeno dire di essere in periodo pre-mestruale, cavolo.

giovedì, luglio 02, 2009

Tra il dire e il fare

Avrei voluto vedere l'espressione dei due ragazzini seduti sugli scalini del negozio sotto al mio balcone, che ieri sera, all'una e venti di notte, si sono visti recapitare un aeroplanino confezionato per l'occasione con scritto sulle ali:
MI SPIACE DISTURBARE LE VOSTRE CONFIDENZE, ANCHE PERCHE' SENTIRE DUE RAGAZZI PARLARE DI COSE FURBE E' RARO, MA PER CORTESIA, POTETE SOLO PARLARE A VOCE UN PO' PIU' BASSA? GRAZIE

Questo è uno degli svantaggi di abitare al primo piano.
I rumori di strada.
Ieri sera, dopo essermi inzuppata con il temporale esivo, ma che dico, nubifragio, perchè il clima tropicale è comune in tutto il paese, aver fatto la doccia, essermi sistemata nel letto con tartargua che-sa-di-ammorbidente-coccolino-in-offerta sulla mia testa, libro di cui non posso rivelare il titolo, ma siccome sono single ce n'è un'ampia scelta, pronta per l'appuntamento con Morfeo, ecco dalla strada giungere fin sopra al mio cusicno delle voci. Un bel dibattito acceso.
Ok, porta pazienza, mi dico, è estate, alla gente piace in strada. Eh che cazzo proprio sotto al mio balcone? vabbè aspetta almeno un quarto d'ora, dai.
Dopo cinque minuti, ho spalancato le persiane scorrevoli con tutta la forza e con tutto il casino intenzionale che potessi fare, pronta a gridare che avevano rotto le palle, che era tardi, che la gente al mattino lavora, che non ce l'avete una casa, una macchina, una cantina, invece di stare in una via sperduta della città, soprattutto sotto al mio balcone, quando la mia rabbia è stata soffiata via da due visini di ragazzini di 16 anni circa.
Parlavano di donne.
Non hanno fatto una piega e hanno continuato a sospirare, parlare dell'Arianna che non era tanto il tipo di uno dei due, che lui preferisce le more, formose, non tanto alte. Ma è così brava come amica, io lo voglio un bene dell'anima, ha detto l'altro.
"Perchè a me non frega di portarmi a letto le ragazze, io non sono uno così"
Poi si sono messi a parlare delle coppie che non ti devi mai mettere in mezzo, che è meglio se dalle loro discussioni ci stai fuori.
Sono stata ad ascoltarli per quindici minuti.

Poi dicono chei i giovani di oggi non hanno valori.
A modo mio, ho voluto rispettare il loro momento.

Hanno riso. E poi gridato "Ci Scusiiiii"
Stavo per uscire di nuovo e gridare "ooohhIIII scusIII a chIIII?"

ChiFaDaSeFaPerTre

A Vale, Bep e Ric.
Che mi hanno insegnato il concetto di grafica.
Ma mai a usare Photoshop.
With Love :)

mercoledì, luglio 01, 2009

Incidenti domestici...

Oggi stavo per commettere un omicidio.
Questa mattina ho disfatto il letto, che dovevo mettere le lenzuola a lavare.
Lo so che una buona massaia non disfa il letto di mercoledì, ma che ci posso fare?
Io dico sempre che dovevano lasciare l'economia domestica nelle scuole.
Comunque. Ancora addormentata mi sono arrotolata nelle lenzuola e insieme ci siamo trascinate fino alla lavatrice. Ho infilato tutta la palletta di lenzuola dentro l'oblò, caricato di detersivo Dixan liquido che io mica ho ancora capito quanto ne devo mettere.
Ci sono troppe variabili da considerare. Ogni volta mi sembra di dover svolgere un'equazione: quantità di roba, tipo di tessuto, durezza dell'acqua, grado di sporco.
Boh io metto due tappini e il pugno della pentola. Ah no, quello è il riso.
Poi l'ammorbidente. In casa ne ho 4 tipi.
E' che era in offerta il Coccolino...
Vabbè lo ammetto: io sono drogata di ammorbidente. Volevo provarli tutti. Quando vado all'Esselunga i 3/4 del tempo li passo ad annusare gli ammorbidenti.
Dicevo. Ho attivato felicemente il mio congegno temporizzatore che avrebbe fatto partire il tutto alle 11.
E fin qui niente di peccaminoso.

Torno a casa in pausa, pranzo con le amiche e approfitto della loro presenza per stendere le lenzuola che non ho i fili sul balcone quindi mi sono fatta aiutare a piegarle per farle andare nello stendino, che da sola è una menata.
Ho aperto l'oblò e m' è preso un colpo.

La tartarughina pelouches di carpisa, che oramai quando vado a letto la metto sotto il collo, così per compagnia, (ieri notte che faceva caldo l'ho messa sopra la testa), mi guardava da dentro il cestello.
Tutta rappuccita. Con i pelucchi tutti attaccati. Quasi non l'ho riconosciuta.
Cielo che spavento. Ma come ha fatto a finire lì dentro????
No, proprio non me lo so spiegare...
Forse nostalgia del mare???

Fortuna che non ho animali veri, in casa.

martedì, giugno 30, 2009

Miraggi urbani

Ok, lo ammetto, sono una femmina pure io.
Una di quelle femmine che a volte non sa guidare e intasa il traffico, che ogni tanto si mette i tacchi alti per sentirsi piu' donnina, che si trucca, anche se solo con la matita nera negli occhi, il mascara e una spolverata di phard sugli zigomi.
Una di quelle femmine che va dall'estetista, anche se chiama in extremis, piangendo.
Una di quelle femmine che si specchia nelle vetrine, anzi in tutte le superfici riflettenti.
Una di quelle femmine che compra la lingerie, che non so se l'ho scritto giusto, che ogni tanto, raramente, tipo tre volte all'anno va dal parrucchiere, anche se poi torna a casa e si rilava i capelli e si rifa la piega. Una di quelle che osa la scollatura o la maglieta attillata, anche se la fa sentire a disagio, che prova a farsi crescere le unghie, anche se si dimentica puntualmente di smaltarne una.
Una di quelle femmine che piange per ottenere qualcosa.
Che quando ha la macchina parcheggiata lontana vorrebbe che il suo moroso, che non ha, le dicesse "amore aspettami qui che arrivo subito".

Una di quelle femmine, che quando vede un moraccione che sta facendo jogging, in periferia, a torso nudo con i luccichini del sudore, coi pantaloncini corti neri di quelli un pò lucidi, ma non aderenti e la maglietta tutta sudata infilata nell'elastico, che io vi giuro, sembrava appena saltato giù da uno di quei manifesti della pubblicità di Dolce&Gabbana, con una muscolatura che il David e l'Uomo di Vitruvio a confronto potevano sembrare dei pivelli, ecco, una di quelle femine che quando le si presenta una situazione del genere, a momenti si va a piantare con la macchina contro la fila di automobili parcheggiate.
Ho pensato a un miraggio, perchè ieri c'era caldo e non avevo l'aria condizionata accesa... ma no che miraggiooo, quello era in carne e ossa. Soprattutto carne.
Mi sono detta "forse sei in paradiso e il signore ha mandato una angelo a prenderti"
Ho anche fatto formare la coda alla rotonda per vederlo dallo specchietto che tutti suonavano e io ho gridato "ma non mi rompete i coglioniii, vaa"
E poi non ho resistito e ho fatto tre giri della rotonda per vederlo bene.
Giuro che volevo affiancarmi con la macchina e dirgli:
"Senti. Tu non puoi andare in giro mezzonudo e non considerarti responsabile dei tamponamenti che avverranno in zona. Chi ti ha mandato? Qualche compagnia assicurativa? O sei una nuova forma di pubblicità urbana? Magari volevi che notassimo il tuo ultimo modello di Nike per fare jogging?"
Fortuna che a volte non faccio tutto quello che penso...

A proposito. Qualcuno sa consigliarmi dove comprare delle scarpe da jogging? :)