
Fin da quando ero piccola.
Non sopportavo il suo modo di fare arrogante e saccente.
Ma ancor di più non ho mai sopportato il suo stereo, che mitragliava musica a tutto volume e rimbombava nel salone e poi su per le scale e poi fino sotto le porte delle camere.
Litigavamo perchè io gli dicevo "Abbassa sta musicaaa" e lui "no!" e poi l'abbassava di un microgiro di manopola.
E andavamo avanti così, fino a che io mi stufavo, mi alzavo, e gli abbassavo io quella musica.
Forte della mi posizione di "figlia del capo".
Poi sono cresciuta e per un pò l'ho ignorato.
Non mi è mai stato molto simpatico.
E' che va in giro come se foss euscito da un film anni '70-80. Da Star Trek per l'esattezza.
Ha i polsi pieni di braccialettini tipo scooby doo o fatti con le perline, il giubbotto di jeans con il colletto di finta pecora, i jeans quelli con la vita alta. E poi le felpe sono quelle con lo smile ad esempio.
Poi la sua bicicletta è piena zeppa di quegli affarini di plastica che segnano la taglia nelle gruccette.
Un giorno, al mare, così, senza troppi preamboli mi si è avvicinato e mi fa: " Tieni, ho fatto questo braccialetto con le perline nere per te, come ti piaceva"
Ecco, le mie lacrime mi si sono annodate in gola.
E oggi, oggi mentre lo stavo acompagnando da una parte, lo vedevo che guardava in giro delle vetrine vuote.
Io gli faccio"oh ma che fai?"
E lui mi fa con la sua voce un pò farfugliata" Beh adesso che vi hanno mandati via dagli uffici, bisognerà trovare un ufficio nuovo, tipo questo va bene."
E io giù di nuovo a ricacciare ste lacrime inopportune.
Fabrizio, che hai un milione di cd da far invidia a un dj, che sai tutte i titoli delle canzoni degli anni 60-70-80-90, e che ti compri i giornali dei tatuaggi, anche se non te faràai mai uno, ecco Fabrizio, spiegalo tu a quei signori che non siamo solo teste da eliminare.
Né noi, tantomeno tu.