venerdì, dicembre 28, 2007

Misteri a Villa Figoli

Villa Figoli è proprio strana.
Quando di notte c'è il vento, se dormi da sola in stanza, ti spaventi.
Circolano molte leggende sul conte e la contessa che prima abitavano lì.
Dicono che di notte la contessa si trasformi in gatto e giri per la Villa. In effetti ogni tanto si incontrano dei gatti. In realtà anche qualche topo, ma forse non dovrei dirlo. (ndr. è solo perchè la Villa è circondata da un grosso parco)
Dicono che di notte si sentono spostare dei mobili, anche se magari sopra la tua stanza c'è il terrazzo.
Villa Figoli ha un sacco di passaggi segreti. A Villa Figoli, inoltre, cigola tutto: le porte, gli armadi, le finestre, i letti, il pavimento. Tutto.
Quando varchi il cancello della Villa, cambi.
Tu non te ne accorgi, ma cambi. Succede qualcosa dentro di te di inspiegabile.

A me c'è una cosa che piace un sacco di questa Villa.
Un bagno con una doccia. Cioè, c'è solo il locale doccia. Anche se mi mettono in una stanza lontana io vado sempre li a fare la doccia. Mi piace perchè c'è il getto dell'acqua grande e forte. Il getto che ti avvolge tutta. Di quelli che se ti metti sotto con la testa,al centro, l'acqua che cade, ti tappa le orecchie e ti isola dal mondo. Io ci sto sempre un sacco con la testa isolata sotto l'acqua. Sto ferma, immobile, con l'acqua incandescende che scivola sui miei capelli e sulle orecchie. Mi piace questa sensazione. Chiudo gli occhi e penso. Starei lì delle ore, se non fosse che tutte le volte c'è qualcuno che va nel bagno a fianco e tirando l'acqua mi fa ustionare. Allora mi devo spalmare contro la parete per non bruciarmi. Poi mi si appiccica tutta la tenda addosso e puntualmente allago il pavimento.
E così il momento magico si dissolve con le mie parolacce.
E con quelle delle persone fuori che gridano perchè esce l'acqua da sotto la porta:)

sabato, dicembre 22, 2007

Maledette emozioni incontrollabii


Io detesto il natale. Infatti lo scrivo pure minuscolo.
L'ho già detto un sacco di volte. Lo detesto quasi come i carciofi.
E' una delle cose, che insieme a tutto il resto(babbi natali appesi, lci, negozi pieni, musica triste e panettone con i canditi) mi fa tristezza, sono quelli che con costumi poco riusciti e barbe fatte con interi pacchi di cotone idrofilo, cercano di emulare "il vecchio"
Oggi ne ho visto un altro.
Solo che era diverso. Due bambine gli sono corse incontro e io, curiosa mi sono avvicinata. Era diverso davvero..
Le sue scarpe non erano dei mocassini o delle scarpe da ginnastica ricoperte di stoffa nera. Erano dei veri stivaletti neri.(dalle scarpe di una persona si capiscono un sacco di cose)
E il suo vestito era rosso. Con un mantellone che lo avvolgeva tutto. Ma un rosso autentico, rosso rubino.
E poi era veramente grasso. Allora mi sono avvicinata di più. Prima un passo timido, poi passi più decisi, noncurante neanche delle macchine che avrebbero potuto farmi su. Perchè avevo visto una cosa strana. Questo uomo aveva la barba vera. E non era una barba qualunque. Era una barba lunga, bianchissima e morbida. (vabbè non è che l'ho toccata però si vedeva che era morbida) E aveva pure i capelli come il Babbo Natale della Coca Cola. E mi sono avvicinata ancora.
E poi è salito sulla slitta parcheggiata da un paio di giorni davanti al comune (ma non era zona a traffico limitato?) e io pure sono salita con lui. E poi gli ho detto "Ma tu sei un Babbo Natale vero?" E lui ha sorriso e mentre sorrideva strizzava gli occhi. Occhi color delle nevi del Polo Nord. Erano di ghiaccio, e mi guardavano da dietro agli occhiali rotondi, dorati, anche quelli come gli occhiali del Babbo Natale della Coca Cola.
E poi l'ho abbracciato, e vi giuro che era veramente grasso. E morbido.
Poi abbiamo fatto la foto.

Poi sono scesa e mi sono ricomposta, perchè nemmeno le bambine che erano lì vicino due minuti prima avevano fatto tutti sti versi. Un pò mi sono vergognata, però oh, è stata una cosa che non ho saputo controllare.
Poi ho anche un pò pianto,lo ammetto. Di gioia.
Io non so se era vero o finto quel Babbo Natale.
In realtà non lo voglio nemmeno sapere, per una volta preferisco rimanere col dubbio.
E con un lacrima che, maledizione, se ripenso a sta cosa continua ad affacciarsi sulla mia guancia.

venerdì, dicembre 21, 2007

La prima volta

A volte mi vengono in mente le cose e sorrido da sola. Si anche per strada. Mentre cammino. Perchè quando cammino mi annoio e allora penso a un sacco di cose e molte di queste cose mi fanno sorridere. Spesso anche ridere. E sembro matta, ma poco mi importa.
Ieri, ad esempio, mi è venuto in mente il mio primo contatto con la tecnologia. Io me lo ricordo ancora la prima volta che mi è arrivato un sms. Mi duole dirlo, ma credo di essere stata una delle prime ad avere un cellulare. Mio padre me lo portò da Livigno. Io non lo volevo, lo voleva mia sorella. Io volevo l'orologio e mi arrivò il Motorola. Mi vergognavo tantissimo ad avere un cellulare a 14 anni.
Un giorno avevo lasciato il Motorola sul tavolo rotondo della cucina, e dalla camera sentii un suono lento, anomalo. tiritì tiritì tiritì. Ah quanto rimpiango le suonerie monofoniche.
Mi avvicinai un pò intimorita e vidi una scritta:"Un nuovo messaggio ricevuto" No vabbè, forse non ci stava nemmeno tutta la scritta. Il fatto è che non sapevo cosa dovevo fare.
Guardai il Motorola dubbiosa per circa dieci minuti. Poi lo aprì. Non il cellulare, il messaggio.
Rigorosamente scritto tutto maiuscolo.
Mi pare dicesse una roba tipo:

"CI VEDIAMO
TUTTI
AL BAR
IN
VICOLO

DELL'ERBA" (eh oh non ci stava tutto su una riga)

Ovviamente non veniva fuori il mittente, quindi dovetti scorrere tutta la rubrica per capire che me l'aveva mandato Stefano C. (non so se si possono fare cognomi). Ricordo ancora il mio immenso stupore. Mi sentii come se avessi fatto io il primo passo sulla Luna.
Era una nuova era.

La stessa cosa avvenne con il mio primo contatto con il collegamento a internet.
Mia sorella aveva un fidanzato di Roma, e quindi lui ci mise su tutto l'ambardan per poter chattare con lei.
Una sera mia sorella mi chiamo dalla cameretta(a casa nostra si usa chiamarci gridando da una stanza all'altra): "Corri, corri guarda che figata!" Io camminai, non corsi, perchè mia sorella mi faceva correre pure per prenderle il telecomando, che quando trovava la posizione comoda sul divano non si poteva alzare.
Mi disse: "Scrivi ciao". Io scrissi "c i a o" e dopo due secondi apparve: "Ciao sono Leonardo"

Le dissi "Perchè il nostro computer ci parla?"
E fu li che feci amicizia con il Mirc.
Mirc era un programma per chattare. Molto elementare credo. C'erano i canali e quando entravi nel canale, a destra, c'era l'elenco della gente collegata.
Lei chattava su un canale dal nome #slayers dove c'era gente appassionata di fumetti giapponesi. Quindi c'erano Gigilatr8la, Ryoko, Ali3no, Astor, Gecco, Saeba79, Ryuuno.
Io non li conoscevo i fumetti però mi dava noia entrare con "Patty" e così mi presi il nome del mio temperino a forma di pinguino che stava sopra lo schermo, "Badtzmaru" (così ora sapete l'origine della mia mail. Che tutte le volte mi dicono "badtzche???!?!?") Come quando non capiscono il mio cognome che lo storpiano e io mi incavolo.
Mi ricordo anche, che quando attaccavo il modem, faceva un casino nero e siccome chattavo molto spesso la notte (allora per notte si intendeva le undici di sera), dovevo mettere un cuscino sopra il modem se no faceva casino e mia madre si svegliava e mi gridava dietro.


Mi è venuta in mente tutta sta storia per vie della faccine, che erano molto più fighe di quegli smile orribili di adesso. C'erano ^_^ ^_^" ¬_¬" oppure :P e poi v_v " e poi O_o oppure O_O
E poi le uniche abbraviazioni consentite erano :"da dove dgt?" e "m o f?" :)

Il Mirc


martedì, dicembre 18, 2007

le mille luci di Natale

L'altro giorno credevo di seguire la stella cometa. O meglio, che la stella cometa mi indicasse la strada. Ed effettivamente sono arrivata alla meta, solo seguendo il fascio di luce.
Poi un'altra striscia luminosa. Poi tre. Poi quattro.

Ieri sera era già buio. Ero in giardino. Casa mia è un pò fuori città, quindi la sera è sera davvero e le stelle si vedono tutte da Orsa a Orione.
Questa volta però a far compagnia alle stelle 3 punti di luce.
Gli alieni.
Ecco, ci attaccano.
La mia fervida immaginazione apre uno spaccato di cielo dove flotte di UFO radono la città a zero.
Poco male, mi spiace solo per Pat che abita in centro.

Poi il lampo di genio: Piercarlo il sindaco.
Effettivamente la città è davvero bella sotto Natale. Quest'anno non ci siamo sprecati.
Nel tragitto casa-città, guidata dalle luci stroboscopiche (ci sono 4 installazioni da 4 luci ciascuna a circondare la city in 4 punti), penso al perchè quest'anno Piercharles si sia dato questo gran da fare.
1. Sta partecipando a nostra insaputa alla gara di installazioni natalizie (e qui mi tocca citare i due mega alberi spartitraffico in centro e una slitta in scala 1:1 fatta completamente di luci);
2. Il piccolo Pier nella sua infanzia non ha mai avuto un albero di Natale;
3. Charley vuole comunicare con gli alieni;
4. E' un alieno.

Però per una volta ci distinguiamo in qualcosa...

lunedì, dicembre 17, 2007

Spazio avverso

Cosa succede quando sei costetto a dover cambiare cellulare da una settimana all'altra, perchè magari non hai soldi per comprarlo e allora raccatti in giro per la casa tutti i rimasugli di telefoni vecchi che hai e ce ne fosse uno che funziona interamente. No, una ha la batteria a scaricamento veloce, uno non si carica proprio, uno non suona, uno non si sente, uno beh uno risale agli anni 90. Allora chiedi a tutti i tuoi parenti entro il terzo grado che magari hanno un cellulare che non usano.
Ma pazienza, ti adatti.
Succede che quando scrivi i messaggi, passando così velocemente da cellulare all'altro "di ogni marca e modello"(cit.), ci metti un mese a memorizzare il posto del tasto SPAZIO.
Uno può pensare che sia una cavolata, ma ricordarsi dove sta lo SPAZIO, che una volta sta nello Zero, una volta sta nel Cancelletto, una volta nell'Asterisco e addirittura nel tasto Uno è la cosa mentalmente più difficile e snervante che possa capitare. Soprattutto quando hai fretta.
Ma cosa vi costa lasciarlo sempre nello stesso posto?? E' come se i produttori di tastiere per computer, si mettessero a distribuire il tastone spazio su e giù per la tastiera: una volta al posto del tasto Esc, una volta al posto dell'invio, una al posto di bloc num...Pensa che bel casino verrebbe fuori.
Questa semplice cortesia eviterebbe di far disattivare t9 con conseguente apparizione di sequenze illogiche di lettere maiuscole: "CiaoSHDUAIJSD " Porccc cancella tutto V_V. O eviterebbe di far inserire ottanta bozze, o risparmierebbe di inviare messaggi alla persona sbgliata, solo perchè si trova al primo posto nella rubrica. Eh si, perchè poi questo cavolo di tasto Spazio ti porta , come il domino, a compiere una serie di atti illogici causati dall'agitazione di aver sbagliato tutto il messaggio.

Allora che fai?
Ti decidi a prendere un telefono nuovo. Tutto tuo. Così finalmente il tuo cavolo di tasto spazio sarà sempre in un posto. Lo compri (ovviamente con i punti guadagnati grazie alle gentili concessioni del signor Vodafone) bello, nuovo, luccicante. E per una settimana ci tieni attaccata quell'odiosa plastica trasparente che io li picchierei tutti quelli che lo fanno. Io l'ho levata subito, anche perchè se no non sentivo chi mi parlava :)
Oggi il mio telefono ha festeggiato una settimana e io per premiarmi, ho pensato bene di farlo volare sull'asfalto e farlo strisicare sotto il piede di mio cognato per circa o,5 m.

Oro possiedo un telefono griffato.
E graffiato ¬_¬"
Potrei chiamarlo "modello meteorite"
Seguiranno immagini.

venerdì, dicembre 14, 2007

C'era una volta il dépliant

Volevo citare Gramellini.

"C’era una volta un dépliant dell’università di Manchester. Forse qualcuno lo aveva ricevuto per posta e, non sapendo che farsene, lo aveva buttato nella spazzatura. Ma mica in una spazzatura qualunque. Nella spazzatura del quartiere più spazzatura di Nairobi. Un bambino di nome Sammy rovistò dentro quel cassonetto per cercare del cibo e pescò il dépliant. Il suo stomaco non ne fu felice, ma il suo cuore sì. Sarà stato per il nome, che gli ricordava il Manchester United, o perché fra i pochi nomi che riuscì a compitare riconobbe quello della sua patria: Kenya. Sammy lo mise in tasca, ammesso che ne avesse una, e non se ne separò più. Nemmeno quando il padre morì assassinato durante una guerra per bande. Nemmeno quando cominciò a fare lo spacciatore per sfamare la madre e i dieci fratellini. Nemmeno quando entrò in coma per una overdose di cocaina.

Fu guardando il dépliant, al risveglio, che comprese come un’altra vita sia sempre possibile. Si mise a lavorare per un'associazione di beneficenza. Conobbe un inglese che, colpito dalla sua conversione, volle conoscerne la molla. Sammy si toccò la tasca, ammesso che ne avesse una: il dépliant era lì, ingiallito e stropicciato, ma l’indirizzo si leggeva ancora bene. Nonostante il ragazzo fosse sprovvisto di diplomi, l'inglese riuscì a iscriverlo all’università di Manchester. E stamattina, dopo anni di studio duro, Sammy si laurea. Mandandoci a dire che per tutti esiste un dépliant. Il guaio è che molti camminano lungo la vita senza sapere di averlo in tasca o, peggio, senza mai trovare il coraggio di tirarlo fuori. "

Invenzioni geniali

Resti lì, inebetita, davanti al forno a microonde come se fosse una prima visione che aspettavi da tempo. Seduta sulla sedia di legno della cucina, col viso perfettamente allineato con lo "schermo". Trepidante attendi. Il piatto gira come se fosse dentro a un mangia dischi. All'inizio senti solo un ronzio. Tamburelli con le dita sul ginocchio.
Poi all'improvviso qualcosa si muove. E sussulti.
E' come sentire i fuochi d'artificio. Iniziano a scoppiettare uno alla volta. Due, tre, dieci, e poi un colpo dentro l'altro. Ma nel forno tutto in ordine. Non vedi nulla.
Solo un sacchetto che, esplosione dopo esplosione, si gonfia sempre di più, sempre di più. Poi sparisce tutto dietro il vetro appannato, e quando il vapore si asciuga, ecco che il tuo pacchetto di pop corn caldi e salati, pronti per essere mangiati.
E io che odiavo il forno a microonde...

giovedì, dicembre 13, 2007

...e luce fu...


Per tre giorni hanno circolato sulla mia scrivania dell'ufficio.
Le ho spiate da dietro allo schermo del mio pc, e loro sempre li, ferme, immobili, chiuse dentro una scatolina di cartone blu.
Ho pensato a un segno del destino.
E così ieri ho deciso di portarle via con me. E di rendere il mio Natale e la mia stanza, un pò più romantici. Quello che vedete addobbato nella foto è un lavamani d'altri tempi. Uno di quegli oggetti che ha fatto la sua comparsa misteriosa nella mia camera tempo fa.

C'è solo un problema. Fino a che qualcuno non mi insegna a girare i video (non nel senso cinematografico, nel senso da sinistra a destra), dovrete girare la vostra testa verso sinistra :D

Buona visione.

martedì, dicembre 11, 2007

Puff!


Occhi a mandorla e naso all'insù. Iperattivo. Un cappello verde e un ciuffo spettinato... no non è un folletto. Neanche Peter Pan. Beh..si forse lo identifico in lui.
ma se mi si parla di fanciullino Puff! ecco che da una nuvoletta spunta danzando uno scricciolo verde.
per me il fanciullino non esiste se non in veste di folletto. Non è una critica al commento di ieri, anzi, mi ha fatto riflettere. Il problema della società moderna sta proprio nel fanciullino.
Si cresce prima, si cresce presto.
Il fanciullino che intendo io è ingenuo, il fanciullino è curioso. ha dei sogni, sa cosa vuole fare da grande. è un illuso ma non lo sa.
Si emoziona per le piccole cose, ride, piange, gioca.

Al giorno d'oggi si tende a fare i “grandi” e a tirare fuori il bambino che vive dentro di noi solo quando c'è una giustificazione. Quando gli usi te lo concedono.
Chi gioca ancora? Chi ha il coraggio di piangere davanti agli altri? Chi riesce a raggiungere i propri sogni, se è riuscito a conservarli?

Puff!

lunedì, dicembre 10, 2007

Natale è alle porte. Solito post banale prenatalizio.

Io non lo sento il Natale. Già da qualche anno.
Ieri osservavo i miei genitori, conservano ancora il puerile entusiasmo nel fare l'albero. Mi hanno tirato in mezzo. "Quest'anno niente catene, mi piace semplice!" "Mettiamo la punta? Noooooo, la punta no, mi rifiuto!"
Ecco. Se c'è un modo per coinvolgermi nella preparazione dell'albero basta infilare la punta. Quella panciuta, anni '8o, rossa con i luccichini dorati.
Anche quest'anno ho vinto, niente punta..

Per il resto il Natale è ormai una festa consumista, la gente pensa ai regali, alle ferie, a cosa cucinare. I nostri occhi vengono coperti da nastri rossi e gialli, come bende.
Per le strade, un banchetto in pieno centro cerca di sciogliere questi nastri. Non chiedono niente, solo ceri accesi davanti ad una tv che mostra scene crude, inimmaginabili di violenze ad animali. Eh si, il mondo è anche questo. Anzi. Il mondo è soprattutto questo. E quelle pellicce morbide che avvolgono i nostri colli, la nostra corsa ai regali, l'ignoranza della gente (involontaria?) hanno alle spalle animali scuoiati vivi per un pelo più morbido, per un acquirente più felice.
Beh, se davvero crediamo ancora che "il Natale renda tutti più buoni" forse dovremmo rinunciare ad uno dei nostri regali e cederlo a chi ne ha più bisogno.

mi hanno suggerito un link. http://www.desideri.savethechildren.it/, ma ce n'è tanti altri.
Quest'anno noi rinunciamo alle mutande rosse e regaliamo un maialino!

giovedì, dicembre 06, 2007

Uno strano 6 dicembre.

Svegliarsi con il profumo dolciastro del finocchietto selvatico che si mescola con l'odore del latte bollito, credo che possa far capire perfettamente che genere di giornata andrai ad affrontare.
Il tutto diventa più chiaro, quando il catalogo Ikea 2007, abbandonato sugli scaffali e mimetizzato tra i libri, con la sua semplice filosofia svedese, mi fornisce il mio haiku giornaliero che mi fa venire voglia di ributtarmi sotto le coperte e fingere una febbre improvvisa. Non posso: il mio datore di lavoro e mio padre sono la stessa persona. Non ci crederebbero mai :) Forse dovrei recarmi nel negozio a cercare qualche consiglio tra i mobili. O chiamare il call center e chiedere spiegazioni: "Senta signorina, il suo catalogo dice così: io ora che cosa dovrei fare?!?!?"
Mi alzo.
Dopo un tragitto con la fronte aggrottata e l'aria fredda sulle guance, arrivo in ufficio e trovo un pacchetto blu con il nastro bianco sul mio tavolo: è il mio primo regalo di Natale. Che emozione, ma solo per un secondo. Lo apro. Io non apro i regali di Natale a Natale. Non l'ho mai fatto. Anzi si, da piccola. Dovrei essere contenta. Infatti faccio un sorriso. Scartare i regali mi piace alla fine. E infatti mi piace solo scartarlo.
Sono le 9.37. e 38. Mi stiro e comincio a lavorare.
....

ore 11.29
odore pungente di plastica bruciata si spande nel corridoio vicino al mio ufficio. ma non sta andando a fuoco niente. credo. il telefono dell'ufficio continua a suonare. credo che a fine giornata lo metterò fuori dalla finestra a sentire pure lui il freddo sulle guance. l'odore di plastica bruciata è entrato nel mio ufficio. ora nella mia testa.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Cose stupide

Qualche giorno fa mi è successa una cosa divertentissima. Una di quelle cose che mi ero dimenticata potessero succedere. E quando mi è successa ho riso tantissimo.
Mi sono infilata la giacca e mi si sono tirate su le maniche della maglia fino al gomito.
Come quando da piccolo la mamma ti infilava il giubbottino, e il grembiule e il maglione di lana con sotto la maglia di cotone a maniche lunghe si arricciavano fino al gomito. E te stavi li, imbalsamato con le braccia larghe e non sapevi come fare a liberarti da questo blocco al gomito che ti impediva i movimenti. E poi iniziavi subito a sentire l'elastico che stringeva, stringeva e bruciava, bruciava e stringeva. Ma non facevi niente e non dicevi niente. Stavi li fermo.
Qualche giorno fa mi è succesa la stessa cosa e sono stata li con i miei gomiti bloccati.
Ho riso un sacco.
Perchè anche io sono rimasta li senza fare e dire niente.
Ma ho riso tantissimo.

martedì, dicembre 04, 2007

sfogo#2

Cercherò di non finire nello specifico perchè non voglio utilizzare questo blog per fare polemica. Anche se un pò in realtà lo sarà. E chiedo scusa per questo.
Io odio le "giornate nazionali di.."
Un giorno solo all'anno in cui si pensa intensamente a qualcosa. Mi dispiace, ma io le ho sempre vissute così. Tante parole e pochi fatti. Non ho scritto questo post ieri perchè ero arrabbiata. E quindi sarebbe stato più polemico.
Ieri era la giornata nazionale del disabile. La chiamo così perchè non mi ricordo la dicitura esatta. Non mi frega nemmeno ricordarla, tanto il concetto è lo stesso.
Quando l'ho sentito per radio, m'è venuto un pò da ridere e ho pensato:-per me tutti i giorni è la giornata del disabile- Non so se scatenerò una polemica, ma quello che ha detto il Presidente della Repubblica non mi è sembrato niente di nuovo. Anzi, dalle "mie parti" si sostiene tutti i giorni. E' che non ti ascolta nessuno. E quando nessuno ti ascolta è brutto. Già lo è di solito. E mi arrabbio perchè capisco che ogni realtà ai margini è così, e il giorno dopo, cioè oggi, è tutto uguale a ieri e all'altro ieri, e sarà uguale a domani e a dopodomani.
Io ho la "fortuna" di vederle tutti i giorni queste cose di cui tanto s'è parlato ieri. Ma nemmeno troppo se n'è parlato.
Più che vederle di viverle.
Fine.

venerdì, novembre 30, 2007

Trasgressioni

Avere dei genitori meridionali può avere dei grandi vantaggi.
Uno fondamentale è decisamente il cibo.
A casa mia non puoi nemmeno dire per scherzo che hai intenzione di fare la dieta, perchè il giorno dopo sulla tavola ti torverai il pane fatto in casa, le melanzane alla parmiggggiana (eh è verdura alla fine), la torta di mele(eh c'è la frutta dentro) e i ravioli ripieni di ricotta col sugo di carne di maiale. Diciamo che ti prendono un pò psicologicamente.
A me piace, il cibo stracondito e strasaporito delle terre del sud.
Ad esempio, quando andavo a scuola, le mie colazioni erano assolutamente fatte in casa: panini al prosciutto o salame, o formaggio o olio-origano e sale,o nutella o cioccolato o la torta. E non potevo uscire di casa se la tasca sotto del mio zainetto non conteneva la merenda del mattino. v_v Quando mi compravano la focaccia dal panettiere era giorno di festa. Ma a dire il vero a me non piaceva nemmeno tanto. A volte toccava anche alle merendine preconfezionte, ma quel sacchetto scricchiolante mi faceva sentire in colpa verso la genuinità delle mie merende fatte in casa. E' questione di abitudine. Non ho mai invidiato le merende degli altri, quelle "serie", di marca. Anzi, ero molto gelosa del mio spuntino. Tant'è che una volta la mia vicina di banco Melania mi aprì il succo di frutta alla pesca senza dirmi niente e ne bevve circa metà. Ecco, io le feci una scenata memorabile. hem ero in 5^ superiore. Poi però le chiesi scusa:)
Con questa cultura non sono mai stata attratta da quelle merendacce unte e piene di grassi.
ne da cocacole o estathe. ne da patatine o kinderqualunquecosa.
L'altro giorno però è successa una cosa inspiegabile. Mi trovavo in macchina, erano circa le 14,45. Al mio fianco un mezzo pacchetto di patatine Dixi (le mie preferite). In una circostanza qualunque le avrei riportate a casa. Erano le 14,45 sottolineo, fuori pasto e fuori posto. Beh ho aperto il pacchetto e ho affondato la mano destra in quel cumulo soffice e formaggioso, ho tirato fuori una manciata di patatine e me la sono cacciata tutta in bocca. C'erano briciole dappertutto: sul sedile sul cambio, sulle mie gambe, sul volante., sui tappetini. Quello che ho provato non si può descrivere.
Avevo la bocca circondata di briciole, e mi sono pulita la mano sui pantaloni. E poi ho cercato di torligere le briciole dal sedile e invece ho fatto un pasticcio di briciole:D
Però ero felice. E l'odore di formaggio si è diffuso per la macchina. E io ero ancora più felice.
E volevo dirlo a tutti.

giovedì, novembre 29, 2007

Piccole manie

martedì, novembre 20, 2007

La scimmietta sbuffante

PROLOGO di The Muffin Woman Vale
Vorrei un mondo senza tecnologia. Come una volta. Chi l'ha detto che il progresso e “l'evoluzione” debbano correre in questo verso? Vorrei un mondo senza tv, senza computer, per quanto mi sfami. Vorrei passare serate nei pagliai, a scaldarsi tra le bestie e la paglia ma dove tutti sono felici comunque. Vorrei produrre il mio cibo, sapere che è sano, trovare i vermetti nella frutta. Scambiarlo col grano la legna, i vestiti. Vorrei conoscere un solo uomo e quello è per sempre. Un rapporto di fedeltà e rispetto reciproco. E tanti figli. Sicuramente non esisterebbero le persone depresse, in questo mio mondo. la gente non avrebbe tanto tempo libero per pensare. Non ci sarebbe “Buona Domenica”. Ne qualcuno che controlla la società, il pensiero comune. Nessuno standard. D'inverno farebbe freddo anche nelle case, ognuna avrebbe un camino. Niente macchine, niente inquinamento. Sembra impossibile ma questo mio mondo immaginario esisteva. Ora conosciamo gli errori da evitare.
Si potrebbe tornare indietro.
E non è detto che non succeda.

CAPITOLO ZERO di The Muffin Woman Pat
Io invidiavo Laura Ingless. E anche Heidi e Annette.
Le invidiavo perchè potevano correre nei prati, perchè facevano un sacco di strada a piedi, strada sterrata, quando c'era, se no su e giù per le colline, per i campi e le montagne.
Le invidiavo perchè avevano le guance sempre rosse, e i vestitoni larghi.
Perchè facevano colazione e merenda con il latte appena munto. E la torta fatta nel forno a legna.
Perchè andavano a dormire quando era buio e si svegliavano quando sorgeva il sole, con il gallo che cantava.
Le invidiavo perchè giocavano in strada, potevano accettare passaggi dai carretti sconosciuti (una volta lo feci anche io in Sicilia) per farsi dare "uno strappo" a casa. E poi giocavano con gli animali, ma non quelli da appartamento. Quelli un pò più ingombranti, come le mucche e i cavalli.
Le invidiavo perchè cucinavano sul fuoco. Quello vero. :D Perchè mangiavano le minestre. Perchè in casa erano sempre tantissimi e si aggiungeva un posto a tavola. Le invidiavo perchè quando si innamoravano diventavano rosse. Ancora di più.
Perchè per parlarsi si dovevano vedere faccia a faccia e poi giocavano al laghetto e si arrampicavano sugli alberi. Perchè la sorella grande pettinava quella piccola. Perchè esisteva il "ti do la mia parola" e quella era.
Anzi non le invidiavo, le invidio.

Vorrei andare avanti potendo tornare indietro. Vorrei sentire il profumo della frutta attaccata agli alberi. Anzi, vorrei poter sentire il profumo della frutta e basta.

E sembra assurdo, ma dobbiamo usare un blog per dirlo.


Explicit
pat scrive:come lo titoliamo
pat scrive:come mai hai la musica francese
pat scrive:titolo
pat scrive:-_-
pat scrive:fff
Vale. scrive: ..
pat scrive:cosa
Vale. scrive: titolo..
Vale. scrive: mmh
Vale. scrive: la scimmietta sbuffante
pat scrive: ma non c'entra
Vale. scrive: c'entra
pat scrive:perchè
Vale. scrive: perche io e te siamo insoddisfatte
Vale. scrive:
e quando siamo insoddisfatte di qualcosa ci appelliamo alla scimmietta sbuffante
pat scrive::D
Vale. scrive: fila liscio.

La scelta giusta

Denti bianchi o gengive sane? Antitartaro o antiplacca? Menta o Salvia? Gel o microgranuli? Dosatore o tubetto? Bianco o a strisce? Tubetto da 50 ml, da 100, o 150? Con il colluttorio o senza?
Ogni volta che mi trovo di fronte all'immenso scaffale dei dentifrici tutte le mie certezze crollano e decisamente troverei utile un consulente piazzato li apposta per i consumatori incerti come me. Come quelli che ti offrono il caffè.
Quando devo comprare il dentifricio vado in crisi. E mi ritrovo davanti allo scaffale a mangiucchiarmi le unghie, con lo sguardo smarrito e la fronte aggrottata. Prendo, poso, riprendo, riposo, Metto nel cestello, due passi, torno indietro.. Tutto questo per almeno 10 volte. A volte cambio, a volte no. Dentifricio, pane, cambio dentifricio, latte, cambio dentifricio, frutta.
E' una cosa che mi ha sempre creato moltissima difficoltà.
Ma non posso affidare questo compito al resto della famiglia, perchè la scelta del dentifricio è una cosa seria. Troppo importante per farsi guidare solo dalle offerte speciali. E loro non capiscono.

Lavarsi i denti è la prima cosa che si fa al mattino e l'ultima prima di andare a dormire. A me sono sempre venute le idee migliori lavandomi i denti. Oppure giro per casa, faccio altre cose, mi vesto, cammino, a volte rispondo anche al telefono:"schhhssahhaa mhhi ssthho lavvhanhdooo i dennccttthi"

Meno male che nelle altre cose non ho tutta questa difficoltà.........

giovedì, novembre 15, 2007

Caro Babbo Natale,...

Caro Babbo Natale,

...scusa se ti prendo un pò d'anticipo, ma sai coi tempi che corrono in Italia....
Il fatto è che ieri ho trovato nella cassetta delle lettere condominiale(ora va di moda così)la pubblicità di Toys e così un brivido mi ha attraversato la schiena e una lacrimuccia mi si è appesa all'occhio destro. Ho provato a fare finta di niente evitando di aprire il foglio, ma quando poi ho visto alla Tv la pubblicità della CocaCola, ho capito che dovevo muovermi. Scusa se non ti ho più scritto, ma mi hanno fatto credere che non esistevi più. In effetti i miei regali degli ultimi 18 anni devono essere stati spediti alla persona sbagliata. Ma di questo non mi meraviglio...

Sai che io non ho mai avuto grandi pretese. Non ho mai chiesto la villa di Barbie con terrazza, tantomeno la Ferrari di Barbie (anche perchè ce le aveva già mia cugina); non ti ho mai chiesto Ken (rimediato con una barbie vestita da uomo a cui ho tagliato i capelli, poverina); non mi interessava avere ne il Dolce Forno, ne la macchina del gelato, ne il gameboy, ne Nouvelle Cuisine. Non mi fregava di avere tutte le videocassette originali di Walt Disney, nemmeno Babymia(anche perchè avevo una ottima imitazione, un pò limitata nel vocabolario e un pò più grassa), non volevo niente di tutto ciò.

Io ti ho sempre chiesto solo ed esclusivamente due cose:
E cioè: i pattini a rotelle a stivaletto, quelli bianchi da principessa (cazzo ce li ha pure la mia amica Vale), ma oramai ho comprato i roller al Lidl a 19euroe90. (usati n.2 volte)
E poi la cosa che ho sempre desiderato in assoluto, che sarei pure venuta a prendermela a casa tua, che forse non ti sarebbe nemmeno costata tanto, eraaaa....
....il Kit per fare le pulizie.


Oh che ti devo dire, ma quel mini mocho, con quella mini scopetta, la mini paletta, e le mini spugnette, e il mini carrello, e il mini secchiello, mi hanno sempre fatto impazzire.

Poi uno si domanda perchè non mi piace tenere in ordine la mia camera....
Ti metto anche una foto, così non puoi sbagliarti.



Con affetto,

lunedì, novembre 12, 2007

Se fosse un fiore..?

Il lunedi mattina e il venerdi ci si sente giustificati ad essere stanchi e di cattivo umore. Se qualcuno osa chiederti che hai, alla risposta "è lunedi" nessuno può obiettare. Anzi, alle spalle sento vociferare: "lasciatela stare poverina, sai, oggi è lunedi!" "aaaah cavolo, non ci pensavo...". E cosi con questa banale scusa mi guadagno un pò di tranquillità. Non che ne abbia bisogno. Io sono di indole tranquilla, rasento lo scazzo, tantevvero che in molti si chiedono cos'abbia. Niente, è il mio rasentare lo scazzo.
E poi solitamente al lunedi si è reduci dal weekend. e i miei week end sono tranquilli, solitamente rifiuto l'inutile "giro in centro a far 2 passi" per chiudermi in casa, tranquilla.
Se poi, come questa domenica si tratta del "giro in centro a far 2 passi che è S. Baudolino e ci son le bancarelle e vediamo un pò di gente" allora prendo chiodi e martello e chiudo la porta con le travi. Come nei cartoons. Oddio, amo la gente e il casino, la città diventa anche un pò più colorata e ciò è un tesoro raro da queste parti. Ma quando ci sono le bancarelle si aprono le gabbie. Si è costretti a camminare per le vie col passo del gambero (di lato, possibilmente con le gambe un pò piegate molleggianti) ma quel che è peggio è il saluto obbligato e ripetuto. Perchè è in queste occasioni che rivedi i compagni delle superiori, delle medie, delle elementari, degli scout, del catechismo, che non ti cagano tutto l'anno ma che qui invece hanno tantissime cose da dire. E ci si ferma. In mezzo ai granchi, cosicchè ti devono girare intorno.
Finito l'estenuante colloquio prosegui per la tua via, ma lo incroci molteplici volte e per ogni singola volta lui ti saluta. E così per gli altri 50 compagni di infanzia.
Per questo evito.

Così ho trascorso il tempo a pensare e sono giunta ad un interessante pensiero sulla vita, che è non è altro che un se con un ma con un però. Ed è qui che mi è tornato alla mente il gioco del "se fosse..." di qualche anno fa a Domenica In, mi sembra.
Personaggi famosi a quel tempo (potrei osare una Sandra Milo con una Serena Grandi o una Debora Caprioglio o una Jo Squillo per esempio) che dovevano indovinare chi fosse il personaggio misterioso con delle domande che iniziassero con "se fosse..". Ricordo divenne il gioco dell'estate ma ancora mi chiedo come fosse possibile identificare una persona in questo modo. bel gioco comunque.



venerdì, novembre 09, 2007

Album di famiglia

Sicilia.
Provincia di Siracusa. Villaggio San Lorenzo.
Anno 1986


Ogni volta che guardo questa foto sento il profumo acre dei pomodori stesi al sole ad asciugare.
Voi non potete vederli ma erano proprio di fronte a me e a mia sorella.
Ricordo tutto di quella mattina. Il sole aveva già riempito di luce la stanza dove dormivamo io e mia sorella. Lei era pronta da mezz'ora. Come al solito doveva fare la figlia precisa.
Io avevo scampato il vicino che ogni mattina veniva ai piedi del mio letto col biberon attaccato alla bocca e punzecchiandomi i piedi pretendeva che giocassi con lui.
Ero piccola ma avevo già un brutto rapporto col sonno.
Mia mamma entrò gridando nella camera. Ma non per sgridarmi...per dirmi che dovevo correre in terrazza. "Correre??Alle 8 del mattino??"

Sopra il tetto della "nostra" casa, rigorosamente in affitto nella 5^ strada del Villaggio San Lorenzo, come oramai si faceva da almeno 5 anni e come avremmo fatto per altri 10 , c'era una terrazza gigantesca. Non ho mai capito che utilità potesse avere una terrazza a cielo aperto considerando che d'estate, in Sicilia è impensabile stare al sole senza un pò di ombra intorno.

Così mi trascinai sulle scale.
Il pavimento della terrazza era rosso sbiadito.
E solo allora capìi l'utilità di un terrazzo gigante.
Su delle tavole di legno c'erano una quantità industriale di pomodori tagliati a metà, che avrebbero fatto invidia all'uomo Del Monte. Erano li a seccare. L'odore pungente mi entrò nelle narici. Certo...uno la mattina spera di svegliarsi col profumo di brioches e cornetti, anche se in quel caso sarebbe stato più corretto dire "con l'odore della granita di mandorla e della brioches di pasta gialla". E invece no.(ma questa è una cosa che a casa mia succede tutt'oggi, quando la domenica ci si sveglia con l'odore della parmigiana di melanzane)
Rimasi un pò perplessa alla vista di quel tappeto rossiccio.

Fortuna che mio papà aveva la fissa delle foto ricordo :)

giovedì, novembre 08, 2007

Cosa vuoi fare da grande?

Da piccola non ho mai pensato a un unico lavoro che avrei voluto fare da grande. Di solito tutte le bambine sognano di fare le ballerine. Ma mia mamma solo per portarmi a ginnastica artistica/ritmica faceva una fatica ("no c'è una nuvola fra poco piove" "dai che poi dimagrisci troppo" "E' così lontano") che mi ha fatto subito passare la voglia di sperare in un futuro col tutu. Eppure potrò sempre vantarmi di essere stata scelta dall'insegnate per fare il saggio di fine anno col gruppo delle grandi (ok ok insieme a un'altra bambina e ho le prove)
Poi improvvisamente il mio fisico si è evoluto, e così un giorno decisi che avrei fatto il medico. Nel terzo mondo. Ne ero certa, tanto che un mio morosino degli anni 90 mi disse che non me l'avrebbe permesso e io lo lasciai.
Non ricordo di altri lavori. Beh sono sempre stata una forte sostenitrice del lavoro da Casalinga.

Oggi faccio tutt'altro, però ho pensato che non è giusto che uno non possa provare a fare tutti i lavori che vorrebbe fare.
Nell'ordine i lavori che vorrei provare a fare sono:
- la benzinaia
- la maestra d'asilo
- la cartolaia
- la cameriera (francese) o la signorina della reception nell'albergo
- il controllore delle ferrovie dello stato
- la voce delle ferrovie dello stato, quella che annuncia i treni (scusate ma mi sento già:"e' in arrivo sul 3° binario..no no sul 4°...no no scusate cazzo sul 1°...e tutta la gente su è giu per le scale :D)
- il falegname
- la sarta
- la casalinga
- il dermatologo
- il muratore
-l'inventrice di sondaggi (oggi vediamo quanta gente si lava prima di colazione e viceversa; oggi vediamo quanti chattano su msn e per quanto tempo )
Tutti lavori prettamente manuali. Non sono fatta per i lavori di mente, anche perchè la mia mente è già impegnata a fantasticare, quindi non ci sarebbe spazio per altro.
Invece i lavori che non potrei proprio fare sono:
-la commessa
-la bancaria
-la manager
-l'attrice
-la dj
-l'impiegata di un ufficio pubblico
-l'autista (mi faccio già un sacco di viaggi per conto mio)
-la giornalista
-la cassiera

Dovrebbero inventare la settimana internazionale dello scambio del lavoro: io ti presto il mio lavoro e tu mi presti il tuo. Non credo che ci sarebbero troppe conseguenze negative per l'economia italiana. Tanto peggio di così.

LA PROVA:
Nella foto Patty che fa il saggio con quelle "grandi" (facilmente distinguibili grazie ai collant neri 20 denari)

martedì, novembre 06, 2007


A casa mia periodicamente compaiono degli oggetti misteriosi ma nessuno sa perchè vengono comprati. Arrivano e basta. Di solito si tratta di oggetti della più moderna tecnologia.
Come la volta di Sky (è durato meno di un anno, ho mandato la disdetta poco tempo fa)....o del lettore DVD, acquistato a 19 euro e 90 da Mediaword, voluto, desiderato (come fai senza al giorno d'oggi??) e poi abbandonato sulla cassettiera bianca e diventato un ottimo portagioie.
Per non parlare del MochoVileda che possiamo considerare tecnologico visto che a casa mia siamo gli affezionatissimi del rastrello e dello straccio.
Vorrei citare anche i numerosi cordless che sono stati come meteore in casa mia. Nel senso che sono passati alla velocità della luce, sono caduti e deceduti sul pavimento.

Un giorno di qualche mese fa è arrivata nell'appartamento al 5° piano, la famosa "poltorna vibrante".
Ricordo un pò confusamente un catalogo delle poste, una specie di poltrona molto semplice e l'idea che senza di essa la nostra vita non avrebbe avuto più un senso. Già ci immaginavamo interminabili sedute di massaggi grazie ai quali saremmo stati più tonici e rilassati.
Dopo aver spinto mio papà all'acquisto indispensabile, la poltrona vibrante si è materializzata nella mia camera (materializza un cazzo, 5 piani a piedi per metà sulla mia schiena)
Dopo un primo momento di stupore, in meno di 24 ore è diventata un ottimo appendi abiti.
I miei.
Anche perchè sfido chiunque a trovare 20 minuti di nullafacenza durante l'arco della giornata.

Ieri guarda caso li ho trovati e ho trovato anche la poltrona stranamente svestita (cioè Sprovvista di vestiti messi sopra a torre di pisa)
Mi sono seduta e ho attivato il tasto "On". Prima che la vicina del piano di sotto cominciasse a battere la scopa contro il soffitto, ho prontamente diminuito la potenza. :) Mentre un rullo mi ridistribuiva le ossa e i muscoli a suo piacere, le vibrazioni sotto le gambe mi hanno fatto subito crescere il nervosismo accumulato da sabato.

Morale: alla fine della seduta il dolore alla schiena che non avevo mi è venuto e a questo si è aggiunto il mal di gola.
(eh oh state voi a lamentarvi dal dolore per venti minuti)

venerdì, novembre 02, 2007

Il Gatto e la Volpe

Vale e Patty al lavoro ad Arenzano




"La figlia di Rosella fa la prima comunione" "E chi se ne frega" risposi io, quando mio papà mi disse che dovevamo farle il regalo.

Questo è il primo ricordo che ho della mia amica Valentina. Immaginata un pò cicciottella,
dentro un vestito rosa confetto, con gli occhiali spessi un dito, viziata e capricciosa.
Poi dopo un buco di una decina di anni, improvvisamente "la figlia di Rosella" mi si materializza davanti agli occhi, in quel di Arenzano: Alta più di me, magra, timida e silenziosa.
Un'occhiata dall'alto al basso e viceversa e l'idea di distruggerla.

Pensai che non sarebbe durata un'ora. Ho iniziato a farle l'elenco di tutto quello che avrebbe dovuto fare, esagerando anche un pò: "Sveglia alle 7, poi colazione, cambia i ragazzi(..), spiaggia, strada lunga, stress, ritorna, nervoso, pranzo, lava denti, riposino, di nuovo spiaggia, docce, cena, uscite(..)fatica, tanto sonno"

Non ricordo come era vestita, ne come aveva i capelli (oddio forse come ce li ha ora).

Non ricordo nemmeno cosa mi disse quando si presentò.
Dava le spalle alla finestra.
Ricordo però, che dopo la mia spiegazione, pensavo che non l'avrei più rivista.

La stessa sera i nostri vestiti erano già mescolati nell'unico simil-armadio che avevamo in comune.

Alla fine della vacanza, hem della colonia, avevamo una complicità che nemmeno dopo anni di duro allenamento si guadagna.


Oggi ci aggiorniamo come si aggiorna una pagina di posta elettronica.



Io la figlia di Di Donna non la conoscevo, nonostante facesse la mia stessa scuola. Vedendola per i corridoi immaginavo fosse lei, aveva qualcosa di vagamente familiare… Suo padre invece me lo ricordo bene, quando andavo alla fiera di San Giorgio mi dava sempre i biscotti. Non mi interessava conoscere le figlie. Mi bastavano i biscotti una volta l’anno.

Quando mi proposero il lavoretto estivo in colonia (con tanto di colloquio) mi dissero che se non avessi retto potevo tornare a casa.

Era il novantanove.

La colonia era bellissima. Ad attendermi non c’era nessuno, tanto per mettermi a mio agio. Le mie colleghe erano già arrivate e credo avessero deciso di ignorarmi. Reduci da una vacanza in famiglia come solo loro possono fare passarono il loro tempo a fare i balli del villaggio.
Patty racconta spesso di avermi cercato di spaventare dandomi un sacco di mansioni. In realtà mi disse solo: “lei è Michela, svuotale la valigia!”. “…ok…”.
E questo fu il nostro primo dialogo.
Penso mi avesse dipinto nel suo variopinto cervello come la spocchiosa ragazzina che va bene a scuola ed che fa ogni cosa alla perfezione. Ed è cosi, ma le feci credere il contrario.

La leggenda narra che bastò il tempo di finire la valigia di Michela per far sbocciare l’amore.

Non tornai a casa.
Ressi a fatica quei giorni. Con due ore di sonno ogni notte.

Suggestione

Ieri credo di aver provato quello che prova Braccio di ferro tutte le volte che mangia gli spinaci.


Ho un pessimo rapporto con il sonno, nel senso che quando mi attacca, difficilmente riesco a resistergli. E' così affascinante con me, gentile...non ci mette molto a conquistarmi di solito. Sopratutto quando siamo in macchina. Mi cattura in un secondo. E infame perchè a volte mi paicerebbe rifiutare le sue avance, ma come si fa a resistergli?
Beh dicevo, ieri mi trovavo in macchina, ovviamente seduta dietro, come in tutti i viaggi di ritorno. Ho cercato di non farlo entrare ma devo aver lasciato un finestrino aperto. Poco prima mi era stata donata una lattina magina dai colori e le scritte poco comprensibili. L'ho presa perchè i regali fanno sempre piacere e l'ho messa in tasca. Da piccola ero affascinata dalla storia della cicala e la formica. Ho pensato "magari mi può tornare utile"
Sta di fatto che in macchina, quello stronzo, comincia ad attaccarmi e io, dietro a resistergli. Ho lottato con tutte le mie forze, ma poi all'improvviso il primo segno di cedimento. La testa va giù.
Allora inizio a guardare la tasca rigonfia. Accarezzo la lattina " no dai non posso...solo in caso di necessità"La testa va di nuovo giù. Riguardo la lattina. "resisti" la tiro fuori, la rimetto in tasca,"lascia perdere dai" la ritiro fuori.
Rumore di lattina stappata.
La macchina viene inondata da un profumo di fragola e tutto si colora di rosa.

Ho ceduto ai superpoteri. Due golate al big babol. I miei occhi si sono spalancati. Tipo così O_O
Mi sono sentita come un super eroe:)


Effetti collaterali: mi sono addormentata alle 4,30 O_o

lunedì, ottobre 29, 2007

Zoom

Non ci posso fare niente, mi piace troppo. Mi piace osservare le persone. Studiare il particolare che fa la differenza. Ingrandire il dettaglio: un sopracciglio che si inarca, un angolo della bocca che si tende, una mano che gioca con la collana cercando di proteggersi, uno sguardo che insegue facendo attenzione a non farsi vedere, unghie rosicchiate o curate...
Ieri, serata in discoteca. Non importa dove, una qualunque, va bene lo stesso.
Attenta a non incrociare lo sguardo di nessuno, ho osservato, tra sudori scintillanti, profumi nauseanti e abiti neri (credo per la festa delle streghe)(ok non so bene come si scrive hallow. o meglio mi manca l'ultimo pezzo e con una connessione a 56k non posso cercare sul dizionario on line, tanto mi sta pure sulla palle come festa)(io ero fuori tema, ero vestita di marrone)
E' stato un lavoro pericoloso, perchè se solo la tua pupilla attraversava la traettoria di un'altra pupilla era la fine.
Con le luci psicadeliche mi sembrava di giocare a "un due tre stella".Mi faceva ridere. ERa come avere tante istantanee fresche di stampa. ( Hem no, non era la prima volta che andavo a ballare.)
La discoteca è un ambiente dove non mi sento proprio a casa.

Ringrazio la direzione per averci graziate con la musica Revival.

mercoledì, ottobre 24, 2007

I gemelli del destino

Non capisco proprio come possa accadere, non me ne capacito, non me ne faccio una ragione. Eppure sembra che non vogliano stare proprio insieme. Forse litigano, non so. Forse cercano un modo per evadere, ognuno la propria strada e in un attimo mi ritrovo a dialogare solo con uno di loro. Eppure non faccio differenze. Li tratto nello stesso identico modo. Non so forse non li curo abbastanza, eppure non posso sare con loro 365 giorni all'anno. Ammetto a volte di essere un pò pigra con loro, certe volte mi tocca divederli, ma solo per questioni di spazio e comodità. Ma alla fine uno di loro se ne va sempre. Qualche volta sono riuscita a riunirli. Ma accade raramente. Ma tutte le volte uno di loro se ne va, senza preavviso, così all'improvviso. Oramai non ci rimango nemmeno piu° male. Anche perchè non faccio proprio in tempo ad affezionarmi. Nell°ultimo anno ho dovuto ricominciare da capo almeno 5 volte.
L°ultima fuga ieri. Forse é rimasto in stazione...forse é rimasto sulla metro quando sono scesa io...o é scappato quando sono scesa dalla macchina. Ci ha lasciati senza troppe spiegazioni. Gli volevo davero bene. Piu delle altre volte.

I guanti nella mia vita hanno vita breve :)

Thanks to:
-mio cugino Daniele che mi ha permesso col suo Mac o Mec o Mc :) di scrivere questo post. (Vale togli il simbolo grado e metti l'apostrofo per favore?)
-mia cugina Alessia che col su Pc mi ha permesso di ringraziare mio cugino Dany

venerdì, ottobre 19, 2007

Scusate il disordine

Oggi nella mia camera, mentre stavo cercando di riposare dopo pranzo (eh si a casa mia vige ancora il riposino pomeridiano anni 90 durante il quale si stacca irrimediabilmente il telefono), mi sono accorta che regnava un clima fiabesco.
Forse colpa delle tende arancioni che rendevano gli oggetti quasi infuocati. Mi sono girata sul fianco destro, e mentre il mio cervello masticava i soliti pensieri gommosi, ecco che dietro alla tenda ho scorto una presenza: un piccolo gnomo dal cappello a punta mi guardava immobile.
Non so come mai mi stesse guardando con tanta insistenza.
Così mi sono rigirata a sinistra e l'ho ignorato sperando di potermi addormentare un pò. Ma niente. Mi sono rigirata a destra e mi sono messa a fissarlo pure io.
aveva il cappello un pò strano con delle punte, ma si potevano distinguere bene le orecchie un pò nascoste sempre dal cappello...e le spalle.
Mi ha fatto venire il nervoso perchè stava lì, senza spiaccicare una parola. E io che aspettavo una grande verità da Bacio Perugina.
Chissà forse verrà a trovarmi anche domani.
E domani speriamo che mi parli.

giovedì, ottobre 18, 2007

A cielo Aperto


Ogni volta che per lavoro mi ritrovo a fare delle commissioni in quegli uffici simil statali, vedo la mia piccola scrivania marroncina incasinata, piena di post-it gialli, come un mini paradiso tropicale con palme annesse e rumore di gabbiani. Ogni tanto, quando sogno troppo, cade pure un cocco dalle palme per riportarmi alla realtà. Nulla voglio togliere al tipo di lavoro, ma l'ambiente che caratterizza questi posti mi fa pensare a come queste persone non soffrano di esaurimento da grigiume e aridità di allegria. Niente quadri se non qualche scolorita stampa degli anni 90. Pareti grigie. scrivanie grigie disposte a casaccio nella stanza. Qualche piccola pianta che ricerca disperatamente la luce artificiale delle lampade attaccate al soffito, grigio pure quello. Calendario con foto del figlio appeso alla parete con evidenziati i giorni di ferie. Solo qua e la qualche ragazza-dipendente "rallegra" l'ambiente col suo abito scintillante all'ultimo grido.
E' in questi momenti che proprio non capisco cosa spinge una persona a accettare quello che ha piuttosto che inseguire i sogni o cercare la felicità altrove. Beh questo è un Bignami del mio pensiero perchè in realtà i miei film hanno durata superiore alle due ore. A volte capita anche a me. E il mio sguardo si rivolge allo squarcio di cielo che posso vedere dalla mia personale finestra, immaginandolo un pò più grande e un pò più azzurro.
Alla fine mi dico, forse non tutti siamo fatti per restare sotto un tetto a lavorare. Credo.

Navigando qua e la: (Ho una cintura di Burberry..Però essendo troppo lunga vorrei o fare i buchi oppure come mi hanno consigliato..tagliarla(ovviamente dalla parte della fibiaXD)..anche perchè non vorrei rischiare dirovinarla facendo dei buchi..cosa mi consigliate???grazie!)

Comprarti una cintura più corta no eh??:)p.s. io la taglierei. ma in orizzontale :D

lunedì, ottobre 15, 2007

Se telefonando..

Nella foto simil motorola maxi (il mio non aveva lo sportello) ed era molto più maxi forse era addirittura scritto con due x

Ultimamente non ho tanto tempo per scrivere. O meglio. Mi vengono in mente le cose, ma dovrei avere un computer sottomano. Sempre. E invece non ce l'ho. Difficile da spiegare anche ai signori dei call center che continuano a martellarmi le palle con le loro offerte telefoniche per l'adsl. "eh come non ha un computer al giorno d'oggi?" No, cazzo, non ce l'ho, fatevene una ragione. Nella guida del telefono dovrebbero far mettere un simbolino di fianco al nome. Non so un pc sbarrato.
Tipo: l'altro giorno ho iniziato a pensare a come la gente memorizza i numeri di telefono. Intanto dipende se cell o numero di casa. Se cell, per il prefisso (vodafone wind o tim), vado a personalità. Tizio ha la faccia da vodafone, tizia ha la faccia da wind. poi smembro i numeri e cerco di farmi degli schemi. Es. numero (inventato) 333/7548956 Prima vedo se ci sono delle "rime" tipo un 7585 o 4737 o 3474. A volte diviso sommo pasticcio così. tipo questo lo ricorderei 333 faccia da tim 75 95 con in mezzo 48 numero della maglia da football di mio cognato 6 un numero in meno della prima cifra.. Mentre i numeri di casa di solito o mi ricordo cifra per cifra, o memorizzo la sequenza con la testiera (e ora che ho la tastiera in tondo in effetti è un macello)

Quando avevo il motorola maxi, con cui non potevi richiamare i numeri dalla rubrica per i messaggi, sapevo un casino di numeri a memoria.

venerdì, ottobre 12, 2007

cioccolata calda

Ieri pomeriggio improvvisamente, durante la riunione in ufficio, ho pensato che mi sarebbe piaciuto tornare a casa e trovare una tazza di cioccolata calda preparata con tanto amore dalla mia mamma. Sentivo il profumo del cacao. Vedevo dalla finestra la nebbia che in realtà non c'era. Vedevo la luce accesa della cucina di casa mia e mia mamma intenta a cucire con gli occhialini appoggiati al naso.

martedì, ottobre 09, 2007

2005

Mi sforzo. Penso. Strizzo gli occhi, scende una gocciolina lungo il viso (questa la frego ai cartoons).

Faccio fatica a ricordare cosa ho fatto nel 2005. Non so mi sembra un anno anonimo, ma l'ho vissuto?

Poi piano piano mi tornano alla mente le cose e penso. Noooooooo, maddai era il duemilaecinque?!?!?!?!
Dev'essere perche ho fatto poche cose, o troppe. Tipo oggi ho trovato nelle mail delle bozze del 2005, bozze abbastanza importanti, almeno per quanto riguarda il riaffiorare dei ricordi.
Se mi dite il 2001 "aah cavolo che anno il 2001". idem per il 2003. non cito gli anni pari perchè non li ho mai considerati troppo.
Chissà se capita a tutti.

Vacanza? mmh, doveva essere la vacanza in Sicilia, non eravamo in forma.
Ultimo anno a Torino. Già due anni... Cavolo, tutte quelle liti, come scordarle..
Altro?
mmh..hostess al concerto di Vasco. mmh..
No, nulla. Dev'essere stato un anno noioso, il 2005.

Sfogo#1

Ho scoperto perchè odio gli sport di massa come aerobica o acquagym. E' lo stratching.
Oggi ho avuto una grande illuminazione. Non è esattamente lo stratching. E' la musica che mettono per farlo. Essendo una dalla commozione facile, avere dieci minuti di sottofondo musicale triste mi uccide. Poi figuratevi in acqua..la mia mente è andata completamente.(ma questa non è una novità) Ecco perchè odio la palestra. Solo per quello ovviamente. Anche un pò per i completini di Freddy o DimensioneDanza delle mie "amiche" sportive.

lunedì, ottobre 08, 2007

Ferie alla Fiera

Oggi abbiamo fatto un tuffo nel passato. Ma perchè uno non può scegliere in che epoca nascere? Tipo che come ultimo passaggio madre natura..pardon, Madre Natura dovrebbe dirti "ok n°65465483388 ora scegli il periodo, ricordati di barrare se vuoi un anno in particolare o solo la decade" E poi un secondo dopo si sente il tuo pianto di neonato in una casa dalla tappezzeria marroncina con il giradischi che suona canzoni un pò disturbate.
Per ora ci accontenteremo di sognare.
("Per ora?!?!")

mercoledì, ottobre 03, 2007

A caldo

Sono troppo arrabbiata.

Tipo che ho dovuto fara della strada a piedi per far sbollire l'Ira.
La rabbia, quella cattiva, quella che potrebbe farti compiere gesti dettati dall'impulso. Quella rabbia che ti fa gonfiare gli occhi di lacrime e ti fa allargare le narici. Che ti fa chiudere lo stomaco e ti fa pensare che non toccherai cibo per almeno una settimana. Quella rabbia che ti fa serrare la bocca e ti fa assumere lo sguardo da vendicatore mascherato. Anzi senza maschera perchè se no come fanno a vedere lo sguardo.
Arrabbiata e delusa.
La delusione che ti fa pensare che tutto quello che hai fatto fino ad ora non vale niente (Effettivamente se ci penso, cosa ho fatto fino ad ora?). La delusione, perchè hai sempre messo prima gli altri di te e hai sempre pensato che questo fosse giusto. L'hai sempre fatto con convinzione perchè ci credevi. E nel momento in cui, stanca di stare "scomoda" per far stare "comodi" gli altri, decidi di provare a vedere cosa potrebbe succedere mettendo prima te, e questa nuova posizione un pò ti piace, ma pensi sempre che, forse non so...non è tanto giusto, però ti piace proprio fare ciò che ti piace e come ti piace, ecco arrivare addosso gli occhi della gente, anzi che "gente". La "gente" sono le persone che ti stanno vicino...che ti fanno sentire uni'aliena.

Una che è "diversa". Una che è "peggiorata"

E allora sapete cosa dico? Vaffanculo.
Ecco. Oggi mi faccio il mio Vaffanculo day personale. E tutti quelli che avranno qualcosa da ridere sul mio modo di fare, che mi vorrano chiusa dentro un comportamento che non sento mio, solo per "gli altri", dirò "Vaffanculo. Io sto bene così."Ecco.

martedì, ottobre 02, 2007

trasloco


Al posto di questo posto ce n'era un altro. Ma siccome non mi piaceva l'ho cancellato.
Le foto qui sopra per dire che sto traslocando. Ovviamente è un trasloco fittizio. Nel senso che non me ne vado davvero, però è come se lo stessi facendo. Nella mia immaginazione. Ho anche già arredato la casa. Con i mobili Ikea. E la cassettiera antica e lo specchio dal bordo dorato. Avrò una sala grande per le merende e le cene con le amiche. Per ora sto facendo le valigie. fff

domenica, settembre 30, 2007

el duende de la guitarra flamenca

Una domenica di inizio autunno. Sono a casa, più tardi arriveranno le mie amiche. Accendo la tv sapendo già che la spegnerò subito. Spengo la tv. Sento Patty, si sfoga, ci sfoghiamo. Possibile che nessuno faccia niente per cambiare le cose? Possibile che si lasci posto all'ignoranza, che si faccia di tutto per appiattire la gente, rendere tutti uguali e succubi della società? Mi rendo conto di avere un ghigno di disprezzo in volto. Scrollo la testa per cancellarlo, vado alla finestra.
Un cd. Uno dei souvenir andalusi del recente viaggio dei miei.

On, Play.
Una corrente gialla e rossa avvolge la stanza. Sul tappeto due tangueri ballano. La passione. Le chitarre. Inizio a battere le mani. No sono nacchere. Sto ballando, fa caldo, sento l'odore delle birre il calore della gente. Come me. Donne alte, scure ballano con lunghi vestiti colorati. Il chitarrista ha gli occhi neri, profondi. Mi guarda, mi travolge.
Finisce il pezzo. Lascia spazio ad una sonata lenta. Piano piano la stanza torna blu, il cielo grigio.
Anche oggi sono riuscita a viaggiare.

martedì, settembre 25, 2007

Liste.

Ho poco tempo per pensare ma molti soggetti. Verranno suddivisi in liste.

LISTA 1
Quando si registrava la canzone dalla radio alla cassetta. Si cercava inevitabilmente di non beccare la voce dello speaker (detto DJ) che inevitabilmente parlava sulla canzone. C'era però piu possibilità di trovare la propria c.p. (canzone preferita) nell'arco della giornata.

LISTA 2
I concerti di vasco
I tronisti di uomini e donne
Le mode
La mancanza di argomenti
Baci e abbracci e Monella vagabonda
Gli standard
...

LISTA3
Le melanzane alla parmigiana
Il relax
Il "take it easy"
Il mare
Il corso di fumetti
...

venerdì, settembre 21, 2007

Riflessione spicciola

Oggi ho scoperto che tra la roba di cancelleria, la cosa che preferisco in assoluto di più è la gomma.
Mi piace cancellare le scritte a matita.
Non tutte le gomme però sono uguali. Sono fantastiche quelle grandi e bianche. Ora ne ho una liscissima, color panna e grossa. Sembra un sassetto di quelli che si lanciano nell'acqua per farli rimbalzare. Ogni tanto la accarezzo perchè è troppo liscia. Come le pesche. A volte scrivo a matita solo per il gusto poi di cancellare. Poi mi piace l'odore della gomma e tutte le bricioline che si formano. Mi piacciono perchè creano disordine e io senza il disordine non ci so stare.
Anche se non posso tradire le staedtler nere.
Ma la gomma bianca a sassetto fa buona concorrenza.

Ritornello

Boh ho sta canzone in testa da questa mattina:
LA SEMPLICITA' - C.CONSOLI

Capita che tutto non basta
perdere tutto ciò che resta
Capita che qualcosa resta
e non sai cosa voglia dire
La semplicità, la semplicità
nelle cose che ami
per le cose che ami
mille strade cieli aperti
sopra la realtà

Capita quando sei vestito
credere di spogliare
il mondo
La semplicità, la semplicità
nelle cose che ami
per le cose che ami
mille strade cieli aperti
sopra la realtà
La semplicità, la semplicità
La semplicità, la semplicità
nelle cose che ami
per le cose che ami
nelle cose che ami
per le cose che ami
............... e non sai cosa voglia
dire
La semplicità, la semplicità
per me

giovedì, settembre 20, 2007

Vigilia di autunno

"Si sta come d'autunno,
sugli alberi le foglie"


E' la prima volta che mi trovo ad aspettare l'autunno.
E la cosa che mi ha fatto capire ciò è che ho già rinnovato da circa un mese il parco "giacche invernali". E ho notato che ho scelto tutto sul marrone. Non mi frega se questo colore non andrà di moda quest'anno. Sono anche entrata in possesso di una borsa degli anni '30 (marrone) opportunamente risistemata e la cosa mi riempie di gioia. A me piacciono un sacco le cose del passato. Infatti ho adocchiato una cassettiera, guarda caso marrone pure quella, che deve diventare mia.
Ho messo via tutte le scarpe estive prima del tempo.
Sono nel periodo "inscatolamento". Continuo a comprare scatole. Ho la camera piena di scatole :D Eppure basterebbe sistemare tutto negli armadi..no, io inscatolo tutto. Scarpe, vestiti, cose da bagno. Ovviamente tutto etichettato. Potrei farmi assumere in un magazzino.
L'altra cosa che mi fa capire che sto aspettando l'autunno è che ho già messo la canottiera. Credo di essere una delle poche ragazze al mondo che mette ancora la canottiera. Ma senza non riesco a vivere. E credo che mia mamma sia ancora una delle poche che quando sto per uscire, sulla porta, mi tira su la maglia e mi dice: "L'hai messa la canottiera?"

lunedì, settembre 17, 2007


Tempo, tempo comunque vadano le cose lui passa e se ne frega se qualcuno è in ritardo puoi chiamarlo bastardo ma tanto è già andato e fino adesso niente lo ha mai fermato..

Tempo quando stai bene lui va via come un lampo quando ti annoi un attimo sembra eterno il paradiso può diventare inferno tempo, ti frego con il ritmo ti cattura e ti chiudo in una ritmica di aspetto molto duro e ti organizzo in battute in quattro quarti all'ora non avrai tempo di liberarti e con le gambe muovo anche il cervello e allora il tempo sarà mio fratello e come lui mi darà sempre una mano mi darà tempo per andare lontano e come Ulisse cercherò di ritrovare quella mia isola ma tanto viaggiare sarà piacevole, sarà indispensabile anche se l'isola sarà irraggiungibile

venerdì, settembre 14, 2007

Registratori di cassa

So che non voglio vivere sempre allo stesso modo. So che la mia situazione attuale cambierà. Sono anni che lo dico. Beh non ci capisco piu un cazzo.




Navigo. Trovo un annuncio: " [...]CASSIERE DI NEGOZIO; Esperienze richieste: E'necessario aver maturato dimistichezza cn il registratore di cassa nel corso di esperienze precendenti in qualità di commessa o cassiera; [...]"

E' cosi difficile usare un registratore di cassa? Se io non ho esperienza in registratori di cassa non posso neanche permettermi un lavoro da aiutoapprendistacassieradinegozio a 747 euro nette al mese. Quando lavoravo al bar avere l'accesso al registratore di cassa era un privilegio di pochi. Dovevi aver maturato almeno 10 anni di lavoro e avere più di 40 anni. Quindi esser sopra il livello pizze focacce e torte. Io potevo digitare 1,30/1,80/2,50/4,00 euro quando facevo i gelati. E guai a sbagliare. Che poi basterebbe renderla più user-friendly. Nessuno mi ha mai spiegato qual è l'enigma nascosto tra quell'infinità di tasti. E dove si può maturare l'esperienza tale da avere un riconoscimento? Propongo la classe di laurea n. 56 della Facoltà di Economia e Commercio in Registratori di Cassa.

Aspiranti cassiere, contattatemi per info.

giovedì, settembre 13, 2007

Piccola parentesi di vita privata

Ieri ho fatto le bolle.
Non nel senso che sono impazzita. Beh quello un pò si.
Ho fatto proprio le bolle. Di sapone. Dopo che al mare, invano, ho cercato di farmele regalare da un bimbo di due anni e mezzo, ho dovuto comprarle. Ieri mi sono affacciata dalla finestra della mia cameretta al 5° piano e ho fatto cadere una cascata di bolle. Cioè salire perchè le bolle andavano su. Prima ne ho fatte tante piccine, poi ho iniziato a produrre quelle grandissime. E poi le seguivo. Una è quasi arrivata vicino al palazzo di fronte. Mi sembrava di essere mamma bolla che incitava la sua figlia bolla. "dai ancora un pò, dai che la fai". Mi piace da morire l'odore del sapone. Mi piace quando scoppiano sulla faccia che qualche goccia di sapone finisce in bocca e ne senti il sapore amarognolo. Mi piace perchè non sai mai quando scoppieranno.

Peccato che nessuno potesse guardare le mie bolle.
Le bolle erano il mio gioco preferito da piccola.
Direi anche da grande.

mercoledì, settembre 12, 2007

Buon Compleanno Uomo Focaccina!!


Il nostro blog fa un anno. Volevamo fargli una festa a sorpresa...
Non sapevo come festeggiare questo giorno, pensavo di prendere spunto da quelle puntate dei Simpson dove fanno vedere scene trite e ritrite, i momenti salienti... un the best of del Muffin Blog.

In quest'anno siamo cresciute, abbiamo riso, abbiamo pianto, abbiamo imparato cose nuove, siamo ancora amiche. Un pò imbranate abbiamo fatto i primi passi, i primi commenti, decidere cosa scrivere e come farlo. Abbiamo fatto un sacco di amici nuovi grazie al blog, e poi chi dice che le tecnologie creano isolamento...

Ad ogni frase un ricordo diverso. Io non rileggo mai i post vecchi, oggi mi è capitato di dare un occhio al passato. Solo li ti rendi conto di quante cose tu abbia fatto in questo anno che è passato.

"Posso però annunciare che la mia disintossicazione da MSN sta avendo successo".

"Il mio letto mi ha visto giocare con mia sorella, ha sentito che giorno dopo giorno diventavo sempre più “alta”, che iniziavo a scaldare una porzione sempre più grande di letto, mi ha vista piangere,e ha asciugato tutte le mie lacrime, mi ha vista sorridere e ridere di gusto, mi ha fatto riposare al pomeriggio, su di lui ho letto libri bellissimi, è li da sempre, anche quando facevo i brutti sogni. L’ho riempito di briciole, ho appoggiato sopra di tutto, borse, borsoni, valigie. E lui sempre li." da Patty - le tante cose che ho capito da una lacrima sul viso.

Il disegno è quello che è ma la grafica non sono io. E' la mia amica. Amica. Io sono una impiegata media con tanta fantasia e tanti sogni nel cassetto. Credo che anche lei li abbia.
Se mio papà la smettesse di chiamarmi riuscirei a concentrarmi su questo post. Mentre una zanzara a strisce cerca di mangiarmi e un moscone si diverte a planarmi addosso, penso all'anno che è passato. Come sempre è cambiato tutto e non è cambiato niente. Forse è tempo di bilanci non so. Ma poi lo sarebbe di nuovo tra tre mesi. La voglia di scrivere resta, quindi cari lettori (o cielo mi sembra la lettera iniziale dei giornali che ora mi sfugge come si chiama, mi pare editoriale) se volete continuare a seguire le paranoiche storie postittate di due amiche che riescono a mantenere un contatto quasi di 24 h ore al giorno tra di loro, non vi resta che fare un versamento di 50 euro sul conto di pat. e ogni giorno potrete ricere novità, oltre che ricette e consigli utili su come affrontare chi non vi capisce.
A domani.

Tema: una cosa che ti è successa nelle ultime 24 ore

Avevo un braccialetto di perline.
Avevo perchè ieri si è irrimediabilmente rotto e le piccole perline bianche e rosse si sono sparpagliate su tutto un pavimento non mio. L'avevo fatto al mare con tanta pazienza. Cinque perline rosse e cinque bianche e così via. Piccole perline scivolose. Andavo fiera del mio braccialettino. Lo mettevo sempre. Era largo apposta da rotolare sul polso, senza doverlo aprire, perchè solo una femmina sa quanto può essere noioso allacciarsi un braccialetto da sola. Roba da perdere 10 minuti buoni. Non so, ogni volta che mettevo il mio braccialettino, insieme a quello rosso di cordino con un delfino mi veniva in mente la canzone "lo strano braccialetto che indossa seempre May è il dono di un folletto che è sempre accanto a lei" E così quando li mettevo, insieme, mi sentivo un pò "magica Emy" o meglio "magica Patty".
Ieri si è impigliato a un gancetto e la sequenza dopo è stata tutte le perline sul pavimento. E non essendo a casa mia, mi pareva brutto inginocchiarmi a raccoglierle.
Si è fermato il tempo quando si è rotto.

Penso che quando si rompe un braccialetto di perline significhi qualcosa.

lunedì, settembre 10, 2007

Fata madrina dove cazzo seiii????

Disperata Cenerentola corse in giardino e singhiozzò: "E' proprio inutile. Non c'è niente da fare!" Ma in quel momento da una nuvola di polvere di stelle uscì una donnina dalla faccia tonda, avvolta in un mantello con cappuccio. "Sciocchezze, figliola" disse con voce dolce. "Asciuga quelle lacrime: non vorrai andare al ballo in questo stato!".

Vorrei sapere dov'è la mia Fata Madrina. Dovrebbe essere "a una lacrima da qui" e invece non si è ancora fatta vedere. Forse si sono dimenticati di assegnarmela quando sono nata.
Anche perchè oramai non ho più unghie da mangiare. Avevo smesso di mangiare le unghie. (Ricordo ancora quando decisi di cominciare: avevo visto un film di Walt Disney di due gemelle che non sapevano di essere gemelle. Una si mangiava le unghie, e decisi che dovevo farlo pure io)
Neanche la mia vespa questa volta è stata di grande aiuto. E credo che non lo sarà nemmeno il ballo.
Il mio cervello sta lavorando tanto in questi giorni, è talmente stremato che ha dovuto attingere nel cervello degli altri. Ha attinto nel mio cuore. Soprattutto nel cuore. Nel fegato, nello stomaco...Sembra quasi il mio pc che macina e traffica in continuazione. Mi sono anche chiesta se sono pazza. E mi sono chiesta cosa distingue una matta vera da una matta normale. Io credo di essere una matta normale. Forse più che di una fata madrina avrei bisogno di un analista. No dai scherzo :)
Magari ho solo un difetto di fabbricazione nel cervello. Produce pensieri e non li metabolizza. li lascia li a macerare. Si sono dimenticati di mettere la valvola si sfogo. CAzzo si sono dimenticati di assegnarmi troppe cose quando sono nata.

Mi ricordo che una volta da piccola ero con mia sorella, e dovevamo aspettare i miei che erano andati a prendere le chiavi della casa in affitto al mare. Mia sorella per ammazzare la noia schiacciò diverse formiche. E io piansi tanto. Piansi come una bambina. Beh in realtà ero una bambina. Piansi tantissimo, mi immaginavo le povere formiche che non trovavano più le loro amiche, mamme o figlie. Allora feci un funerale coprendo tutto con le foglie. E piansi ancora.

giovedì, settembre 06, 2007

- 9 mesi all'estate

In questi giorni sto andando avanti buttando sempre un occhio nello specchio retrovisore. Non so forse la vespa mi ha condizionata un pò, tant'è che l'altro giorno ero in bici e continuavo a guardare sopra la mia mano sinistra prima di superare, oltre a impigliare i pantaloni nel portaborraccia rotto e rischiare di cadere almeno una decina di vole, fino a dover arrotolare i pantaloni alla Sampei.
Comunque era una cosa metaforica. Nel senso che vado a vanti ma guardo indietro. Credo di avere la crisi dei 26 anni e otto mesi. Sento la responsabilità, ma la respingo. E' come se fossi in una stanza dove tutte i miei pensieri sono sopesi in aria, tutte le mie cose da fare sono li a galleggiare nel vuoto. E io sono al centro di questa stanza piena di cose gelleggianti e le scanso, ci vado a sbattere ma non vedo cosa sono. Come nel cartone "la spada nella roccia" quando merlino fa le valigie per andare via. E' tutto li in aria.
Credo sia colpa del fatto che dopo che passi 15 giorni con a tua disposizione tantissimo spazio, scale, corridoi lunghi, stanzoni, refettorio, un parco immenso, quando non hai orari, se non per la colazione il pranzo e la cena, rientrare nella normalità sia un impresa.
Vorrei spiegare cosa significa vivere per 15 giorni a Villa Figoli, ma in questo momento non credo di capire nemmeno io quello che sto scrivendo. Ogni tanto torno indietro a leggere perchè dallo specchietto le scritte al contrario sono un casino.
E' vero, Villa Figoli è magica. Forse è un pò l'atmosfera da "casa del Grande Fratello d'altri tempi" che frega. E' una villa piena di passaggi segreti. Per arrivare in una zona dela villa puoi passare da dieci posti diversi. Di notte le porte sbattono, ti trovi di fronte un gatto nero (spifferi) e non puoi gridare se no svegli tutti.
Senti la presenza del conte e della contessa.
Nella mia camera, ho scoperto dietro l'armadio la cassaforte dei conti.
Non ho dormito per una settimana. Colpa della mia fervida fantasia.
Bentornata normalità. Quando riparti?

lunedì, settembre 03, 2007

Postvacanze.




Torno a scrivere due righe.
In questo periodo ho talmente tante cose da scrivere che non riesco a dire niente. Come quando incontri una persona che non vedi da tanto tempo, vorresti raccontarle tutto e invece il più delle volte si finisce per stare zitti in silenzio.

Questo ultimo periodo è stato intenso, tanto che ieri sera mi sentivo come l'ultimo giorno delle vacanze estive prima di riprendere la scuola. Erano un po' di anni che non provavo quella sensazione. Ieri sera, in treno, pensavo quanto è bello viaggiare, quanto passerei più ore a guardare fuori dal finestrino il paesaggio che cambia e al fatto che solo alla fine di quest'estate ho iniziato a viverla con lo spirito giusto. Come ogni anno mi riprometto un sacco di cose, perché per me è con l'autunno che arriva l'anno nuovo.

Gli ultimi due weekend ho raggiunto Patty ad Arenzano. Nonostante ogni anno dicessi “questo è l'ultimo che lavoro in colonia” ci tornavo sempre. Quest'anno per forza non ci sono andata. Però la colonia mi ha richiamata a sè come una calamita. Sarà colpa di Patty che l'anno scorso ha pensato bene di soffocare e impiccare una Barbie Medioevo© con un sacchetto di plastica e ripetendo “Sono lo spirito della contessa..” si aggirava per lo studio del conte. Da li, la maledizione. Meglio di un film. Si potrebbe raccontare di tutto della colonia ma forse nessuno capirebbe.

Mi piace stare in centro città. Non ci ho mai vissuto e forse per questo la vedo con occhi diversi.

Adoro la pausa caffè. C'è un bar con le caramelle Leone, i wafer Fiat e i bombi, quelli di zucchero che mangiavo da bambina. I bottoncini colorati.. Quando esci dall'ufficio vieni travolto da una luce intensa. Dicono che ci vogliano 30 secondi ad abituarsi alla luce e alcuni minuti al buio. Io devo lavorare all'aperto, probabilmente tra dieci anni sarò a zappare la terra e a curare le ortensie oppure imbarcata con Greenpeace. Sempre abbronzata.