Ho iniziato con l'idea di preparare la cena per domani.
Ma dopo aver visto la cucina perfettamente pulita, mi è passata la voglia.
Allora sono passata a cercare di riodinare l'ammasso di carta abbandonata dentro l'alzatina di vetro dell'ikea.
In realtà quell'alzatina dovrebbe contenere sempre una torta fresca, ma le uniche due torte fatte da quando sono nella casa nuova, sono venute un disastro e allora ogni giorno immagino di averne fatta una.
Immagino una torta morbida con lo zucchero a velo che mi piacerebbe mangiare a colazione come nella pubblicità. Con tutta la famiglia sorridente intorno al tavolo.
Poi sono andata in bagno e ho lavato il pavimento del bagno.
Fra poco svuoterò la borsa, mentre il bagno assciuga e la carta è ancora sul tavolo.
E' sempre stata una mia prerogativa lasciare le cose a metà.
L'ho sempre fatto.
Inizio una cosa e non la finisco.
Mi annoio.
O meglio mi distraggo.
Poi ho talmente tante cose da fare, che temo sempre di avere poco tempo per farle e allora le accavallo, le mescolo le inizio e non le finisco.
E a un certo punto, mi è venuto in mente di quella volta che agli scout, ero in cima a una montagna.
Forse è stata l'unica volta che con gli scout sono arrivata così in alto.
E devo anche essermi ben lamentata durante tutto il tragitto.
Mi ricordo che avevo i pantaloncini corti e una giacca a vento rossa.
Forse non era rossa, ma mi piace ricordarmi così.
Faceva freddo, ma non troppo. C'era un pò di vento.
Non so se era proprio la cima ma mi ricordo che mi sono seduta in un posto da cui si vedeva tutto il panorama a 360°.
Ero emozionata.
Avevo pensato che il mondo deve essere grandissimo.
Si vedevano tutte le montagne e quello, ecco quello è stato l'unico momento in cui ho sentito la libertà.
Ogni tanto mi viene in mente quel panorama.
E sento una stretta al cuore.
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domenica, febbraio 24, 2013
giovedì, agosto 23, 2012
Battaglia navale.
Il rumore della nave che affonda.
Non posso dimenticarlo quel rumore.
Quel rumore di metallo stridente e sordo, preludio di una tragedia.
Della tragedia.
Titanic non ho mai più voluto rivederlo.
Quella gigante che perdeva l'equilibrio e si trascinava lentamente tutto in fondo al mare.
Senza nessuno che potesse aiutarla.
Povera nave.
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cambiamenti,
sensations
martedì, maggio 01, 2012
Uovo di Pasqua.
A Pasqua sono diventata mamma.
Sono diventata mamma come lo è la mia mamma.
Solo che lei ora è nonna.
E quando dice "Ciao Amore mio", non parla più con me.
Ha la fronte che si aggrotta come la mia quando sono preoccupata.
Le dita medie storte come le mie.
E il naso.
Ecco, il naso è il mio naso in miniatura.
Fa ridere avere una miniatura del mio naso che gira per casa.
Poteva prendere tutto però, ma non il mio naso. Madre natura, tzè.
Per il resto è un mini Azzurro.
Un Polly Pochet Azzurro.
E ora la sera mi preparo i vestiti per il mattino.
Ho persino messo l'orologio al polso.
Ora vado a fare il bar.
Per ora latte liscio, domani si vedrà:)
Sono diventata mamma come lo è la mia mamma.
Solo che lei ora è nonna.
E quando dice "Ciao Amore mio", non parla più con me.
Ha la fronte che si aggrotta come la mia quando sono preoccupata.
Le dita medie storte come le mie.
E il naso.
Ecco, il naso è il mio naso in miniatura.
Fa ridere avere una miniatura del mio naso che gira per casa.
Poteva prendere tutto però, ma non il mio naso. Madre natura, tzè.
Per il resto è un mini Azzurro.
Un Polly Pochet Azzurro.
E ora la sera mi preparo i vestiti per il mattino.
Ho persino messo l'orologio al polso.
Ora vado a fare il bar.
Per ora latte liscio, domani si vedrà:)
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il favoloso mondo di Gamberetto,
inquilini,
pausa di riflessione
venerdì, dicembre 02, 2011
Top Chef - Solo dessert
Mini cheesecake
Cioé é cambiato che, come sempre, non so cosa succede nel mondo, in compenso ho scoperto Real Time.
Non mi piace tutto di quel canale. Tipo: schifo quelli che hanno un budget di € --1.200.000-- (UN MILIONE DUECENTO MILA EURO per comprarsi la casa (di indefiniti e infiniti metri quadrati) delle vacanze a Ibiza, quando io pago un affitto non commentabile per la casa della città e non ho nemmeno la pulizia scale compresa.
Comunque, visto che il ginecoloco mi ha smazzato il culo dicendo che non devo ingrassare, ho deciso di saziare almeno i miei occhi. Per ora.
Così, nel mio progetto di diventare casalinga, da grande, ho iniziato a tirare fuori gomitoli di lana e ricette.
I gomitoli di lana se li sono mangiati gattino e pritt...
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cinque sensi
martedì, novembre 29, 2011
Appuntamento al buio.
Non ho dormito tutta la notte.
Sono stata a pancia in su perchè avevo le farfalle nello stomaco. Farfalle molto grandi. Ogni tanto davo i colpetti e loro mi rispondevano.
Non ho dormito tutta la notte perchè aspettavo che uno dei miei odiati telefoni squillasse. Ho messo la suoneria altissima perchè non potevo permettermi di perdere la chiamata. Altre volte lascio il vibracall perchè io odio il cellulare che squilla sempre. Soprattutto quando sei a pranzo, cena, sei in bagno, sotto la doccia, quando sei al telefono con un'altra persona, quando hai scritto un messaggio lungo un km e ti si cancella.
Poi alle 3,00 è arrivata la chiamata.
Parlavo sottovoce per abituarmi.
L'appuntamento era fissato per il giorno dopo intorno alle 11,00. Poteva essere alle 7,00 ma dopo la notte in bianco e la giornata di lavoro pesantissima che mi attendeva, non potevo presentarmi con le occhiaie. Non potevo proprio.
Ho fatto finta di niente per tutta la mattina.
Il telefono dell'ufficio non ha smesso di squillare un attimo, perfettamente alternato con i due cellulari. Poi la porta, un fax, non ho trovato dei fogli importanti, poi li ho trovati, tutto urgente, come sempre.
Ecco le 11,00.
Mentre camminavo nel lungo corridio asettico, tenevo stretto il mio nuovo piumino marrone, provando molto rimorso per le povere oche. Mi sento sempre in colpa ogni volta che ci penso. L'altro piumino si deve essere ristretto nel lavaggio, non capisco:)
Tenevo stretto il piumino e sentivo la salivazione andare via. Sentivo le occhiaie diventare due solchi incancellabili. Sentivo gli occhi farsi lucidi. Sempre più lucidi.
L'ascensore era occupato. Uno di quegli ascensori con le ante che qualcuno si dimentica sempre di chiudere.
Oramai pochi passi ci separavano.
Era impegnato. Non ho voluto sbirciare. Non volevo rovinarmi la sorpresa.
I miei occhi hanno ceduto per primi. Lacrime si accavallavavano ad altre lacrime.
Lui dormiva, non gli fregava niente e dormiva. Beato lui, ho pensato.
Avrei voluto far uscire tutti dalla stanza. Ma per un attimo non ho sentito nessuno. Non mi interessava di nessuno. Ho cercato qualche segno familiare e ho trovato subito il naso di mia sorella in miniatura.
Ora che sono diventata zia (ovviamente l'unica vera zia), devo chiamare i Pagliuca perché eliminino il bianco che mi é rimasto in testa dopo che abbiamo dato il bianco in casa :))))
Sono stata a pancia in su perchè avevo le farfalle nello stomaco. Farfalle molto grandi. Ogni tanto davo i colpetti e loro mi rispondevano.
Non ho dormito tutta la notte perchè aspettavo che uno dei miei odiati telefoni squillasse. Ho messo la suoneria altissima perchè non potevo permettermi di perdere la chiamata. Altre volte lascio il vibracall perchè io odio il cellulare che squilla sempre. Soprattutto quando sei a pranzo, cena, sei in bagno, sotto la doccia, quando sei al telefono con un'altra persona, quando hai scritto un messaggio lungo un km e ti si cancella.
Poi alle 3,00 è arrivata la chiamata.
Parlavo sottovoce per abituarmi.
L'appuntamento era fissato per il giorno dopo intorno alle 11,00. Poteva essere alle 7,00 ma dopo la notte in bianco e la giornata di lavoro pesantissima che mi attendeva, non potevo presentarmi con le occhiaie. Non potevo proprio.
Ho fatto finta di niente per tutta la mattina.
Il telefono dell'ufficio non ha smesso di squillare un attimo, perfettamente alternato con i due cellulari. Poi la porta, un fax, non ho trovato dei fogli importanti, poi li ho trovati, tutto urgente, come sempre.
Ecco le 11,00.
Mentre camminavo nel lungo corridio asettico, tenevo stretto il mio nuovo piumino marrone, provando molto rimorso per le povere oche. Mi sento sempre in colpa ogni volta che ci penso. L'altro piumino si deve essere ristretto nel lavaggio, non capisco:)
Tenevo stretto il piumino e sentivo la salivazione andare via. Sentivo le occhiaie diventare due solchi incancellabili. Sentivo gli occhi farsi lucidi. Sempre più lucidi.
L'ascensore era occupato. Uno di quegli ascensori con le ante che qualcuno si dimentica sempre di chiudere.
Oramai pochi passi ci separavano.
Era impegnato. Non ho voluto sbirciare. Non volevo rovinarmi la sorpresa.
I miei occhi hanno ceduto per primi. Lacrime si accavallavavano ad altre lacrime.
Lui dormiva, non gli fregava niente e dormiva. Beato lui, ho pensato.
Avrei voluto far uscire tutti dalla stanza. Ma per un attimo non ho sentito nessuno. Non mi interessava di nessuno. Ho cercato qualche segno familiare e ho trovato subito il naso di mia sorella in miniatura.
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giovedì, novembre 17, 2011
Orgoglio e pregiudizio.

Oggi il dottore ha detto che ho 2 chili di troppo.
Il mio orgoglio.
Colpito e affondato.
Allora dottore.
Premesso che la sua bilancia segna un chilo in più della mia e che l'ospedale potrebbe comprarvi delle bilance elettroniche.
Lei non sa che cosa vuole dire essere una donna meridionale incinta.
Beh non lo sapevo nemmeno io, ma ora lo so.
E so che se ti viene voglia di mangiare la pizza affogata nel gorgonzola, nessun'altra cosa da mangiare all'infuori della pizza strabordante di gorgonzola placherà la tua fame.
Soprattutto dottore, glielo spiega lei a mia mamma?
Che quando le ho comunicato la mia scelta vegetariana ha messo le bandiere a lutto fuori dal balcone e ha continuato a dirmi per giorni e giorni con il velo nero sulla testa: "Perchè mi stai facendo questo?"
Glielo spiega lei che cosa deve cucinare quando andiamo in pausa pranzo da lei?
Che quando l'altro giorno sono arrivata alle 13,00 aveva preparato:
la polenta con il gorgonozola, la salsiccia, il merluzzo, il purè di patate, i peperoncini piccanti, i pomodorini secchi, il pane fatto in casa, e la panna cotta con il caramello?
E la sua giustificazione è stata: "A me non piace vedere la tavola vuota".
Ecco dottore, io al mattino faccio la colazione perchè non sono una che beve solo il caffè con il dolcificante. Faccio la colazione con il latte con i biscotti come facevo da bambina. Perchè altrimenti non trovo nemmeno il tasto per accendere il computer quando arrivo in ufficio.
Non devo mangiare più i batticuore? Va bene, comprerò i cereali integrali della kellogg's.
Non devo mangiare la pasta? Va bene, mangerò un'insalatina condita con l'amuchina con un pò di fiocchi di latte.
Non devo mangiare la pizza con il gorgonzola? Va bene, mangerò il minestrone con una mela, come fra l'altro ho fatto stasera, che ora non mi resta che aspettare l'infermiera che passi a prendere la temperatura.
Non devo più mangiare il dolce a fine pasto mentre Azzurro si sbafa una coppà malù davanti ai miei occhi? Va bene, imparerò a soffrire in silenzio.
Ecco dottore, io sono certa però che gamberetto non apprezzerà. Gamberetto ha assaggiato tutte le cucine etniche e internazionali, dal panino falafel agli spaghetti di soia, dai nachos al gazpacho. Dalla focaccia siciliana ripiena di ricotta e cipolla a quella pugliese con i pomodorini.
E io sono sicura che ora ci rimarrà molto male.
E quando sarà un bambino vero, mi farà lo schizzinoso.
E poi e' colpa mia se ho i parenti meridionali che quando vengono a trovarci portano una valanga di biscotti alle mandorle fatti in casa? No dico, fatti in casa.
Praticamente cosa ho cambiato a fare casa per prendermi la cucina abitabile, se ora non la posso usare?
Dottore io glielo dico.
Io mangerò cose slavate e insipide, prive di grassi e zuccheri, rischiando di compromettere la mia salute mentale, ma la prossima volta, la bilancia, all'appuntamento la porto io.
archiviamolo
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martedì, novembre 15, 2011
Aggiornamento.
pantone 2995 :)

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mercoledì, novembre 09, 2011
Gravidanza isterica
Vorrei inviare una mail di protesta a chi ha inventato la frase
"Goditi le gioie della gravidanza".
Allora per me le gioie della gravidanza sono state che i primi tre mesi mi sono venute due tette da cinema e siccome ancora la pancia non ti spunta nessuno sa realmente perchè tu hai due tette così grosse e allora pensi, beh io intanto mi godo il momento.
Per il resto succede che:
-improvvisamente in qualunque momento della giornata ti viene la nausea e poi da vomitare. E non importa se stai aspettando l'autobus da mezz'ora e poi appena ti giri a vomitare in un cespuglio, l'autobus ti sfreccia dietro la schiena. Quando ti viene da vomitare, l'unica cosa che puoi fare é vomitare.
-improvvisamente la tua vescica diventa grossa come una confezione delle sorprese dell'ovetto kinder e ti devi fare una mappa di tutte le toilette dei negozi del centro
-improvvisamente ti viene voglia di mangiare tutto ciò che contiene aceto, che ti berresti tutta la boccia dell'aceto balsamico di modena che costa 40 euro che i tuoi hanno conservato con cura per tanto tempo e tu in effetti gliela finisci nel giro di tre giorni.
-improvvisamente inizi a consumare litri di acqua gasata ma quella con le bolle grosse come delle biglie e la brocca Brita può andare a farsi fottere.
-improvvisamente non puoi più mangiare una serie di cibi che guarda un pò vorresti mangiare solo quelli. Tipo: la pizza con rucola che non sai se è lavata bene, ricoperta di gorgonzola.
E nessuno ti ha avvisato, non è che dici vabbè faccio la festa di addio con la sagra del gorgonzola e mi ubriaco anche per l'ultima volta.
-improvvisamente tutto il guardaroba invernale non ti va più. E ti ritrovi al primo freddo ad andare in giro coi vestiti estivi e il cappotto. Perchè poi la roba premaman, ammettiamolo, fa cacare.
E poi che fa ti compri 40 vestiti che metterai per 4 mesi? No se non ti chiami Elisabetta Gregoraci. Tu ne compri 3, al massimo 4 e speri che nessuno si accorga di nulla.
-improvvisamente al lavoro, se non sei tra quelle """fortunate""" che stanno a casa in gravidanza a rischio dal giorno del concepimento (sottolineo il tono polemico), devi fare le stesse cose che facevi prima, solo che non hai più attenzione, perchè cominciano insinuarsi nella tua testa seghe mentali del tipo:"che esempio potrò essere io?" "sarò una brava mamma?"
Poi hai sonno, sempre sonno, se esci il sabato sera, ti addormenti alle 22 in macchina mentre il tuo moroso si sta mangiando un gelato, e russi anche, ma tu vorresti solo poter spegnere il mondo e dormire finchè il tuo corpo ne ha basta.
Per non parlare dei gatti.
Io non li mando via i miei gatti, come faccio a dire a Gattino "SCENDI DAL LETTOOOOO" che anche se mi mangia tutti i caricabatteria dei cellulari, quando dorme acciambellata tra i cuscini del lettone sembra un pelouchino della trudy.
Poi se prima facevi sogni strani, ora a Inception gli fai una pippa. Una vera grandissima pippa.
Poi piangi, piangi se ascolti alla radio Everithing I do perchè riaffiora alla tua memoria la prima delusione amorosa, di quando alla festa di carnevale Lui chiese a lei di ballare, che era vestita da banale principessa. Mentre io ero vestita da gatto nero, ironia della sorte. Avevo 14 anni.
Quindi quali sono le gioie della gravidanza? Che le calze premaman costano 12 euro la confezione? Che ti rompono tutti i maroni che non gli piacciono i nomi scelti? Che ti dicono di non fare sforzi in con-ti-nua-zio-ne?
Non sono un'insensibile, sono solo onesta :)
"Goditi le gioie della gravidanza".
Allora per me le gioie della gravidanza sono state che i primi tre mesi mi sono venute due tette da cinema e siccome ancora la pancia non ti spunta nessuno sa realmente perchè tu hai due tette così grosse e allora pensi, beh io intanto mi godo il momento.
Per il resto succede che:
-improvvisamente in qualunque momento della giornata ti viene la nausea e poi da vomitare. E non importa se stai aspettando l'autobus da mezz'ora e poi appena ti giri a vomitare in un cespuglio, l'autobus ti sfreccia dietro la schiena. Quando ti viene da vomitare, l'unica cosa che puoi fare é vomitare.
-improvvisamente la tua vescica diventa grossa come una confezione delle sorprese dell'ovetto kinder e ti devi fare una mappa di tutte le toilette dei negozi del centro
-improvvisamente ti viene voglia di mangiare tutto ciò che contiene aceto, che ti berresti tutta la boccia dell'aceto balsamico di modena che costa 40 euro che i tuoi hanno conservato con cura per tanto tempo e tu in effetti gliela finisci nel giro di tre giorni.
-improvvisamente inizi a consumare litri di acqua gasata ma quella con le bolle grosse come delle biglie e la brocca Brita può andare a farsi fottere.
-improvvisamente non puoi più mangiare una serie di cibi che guarda un pò vorresti mangiare solo quelli. Tipo: la pizza con rucola che non sai se è lavata bene, ricoperta di gorgonzola.
E nessuno ti ha avvisato, non è che dici vabbè faccio la festa di addio con la sagra del gorgonzola e mi ubriaco anche per l'ultima volta.
-improvvisamente tutto il guardaroba invernale non ti va più. E ti ritrovi al primo freddo ad andare in giro coi vestiti estivi e il cappotto. Perchè poi la roba premaman, ammettiamolo, fa cacare.
E poi che fa ti compri 40 vestiti che metterai per 4 mesi? No se non ti chiami Elisabetta Gregoraci. Tu ne compri 3, al massimo 4 e speri che nessuno si accorga di nulla.
-improvvisamente al lavoro, se non sei tra quelle """fortunate""" che stanno a casa in gravidanza a rischio dal giorno del concepimento (sottolineo il tono polemico), devi fare le stesse cose che facevi prima, solo che non hai più attenzione, perchè cominciano insinuarsi nella tua testa seghe mentali del tipo:"che esempio potrò essere io?" "sarò una brava mamma?"
Poi hai sonno, sempre sonno, se esci il sabato sera, ti addormenti alle 22 in macchina mentre il tuo moroso si sta mangiando un gelato, e russi anche, ma tu vorresti solo poter spegnere il mondo e dormire finchè il tuo corpo ne ha basta.
Per non parlare dei gatti.
Io non li mando via i miei gatti, come faccio a dire a Gattino "SCENDI DAL LETTOOOOO" che anche se mi mangia tutti i caricabatteria dei cellulari, quando dorme acciambellata tra i cuscini del lettone sembra un pelouchino della trudy.
Poi se prima facevi sogni strani, ora a Inception gli fai una pippa. Una vera grandissima pippa.
Poi piangi, piangi se ascolti alla radio Everithing I do perchè riaffiora alla tua memoria la prima delusione amorosa, di quando alla festa di carnevale Lui chiese a lei di ballare, che era vestita da banale principessa. Mentre io ero vestita da gatto nero, ironia della sorte. Avevo 14 anni.
Quindi quali sono le gioie della gravidanza? Che le calze premaman costano 12 euro la confezione? Che ti rompono tutti i maroni che non gli piacciono i nomi scelti? Che ti dicono di non fare sforzi in con-ti-nua-zio-ne?
Non sono un'insensibile, sono solo onesta :)
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lunedì, settembre 19, 2011
Prima Tv.

Oggi ho conosciuto un sentimento nuovo.
Spero di ricordamelo per sempre perchè mi ha lasciato tutto il giorno il sorriso e qualche lacrima ai lati degli occhi.
E' per questo che lo scrivo, perchè ho troppa paura di dimenticarlo.
Sentivo anche tremare le guance come quando stringi i denti e la bocca.
La mamma ti ha visto per la prima volta.
In televisione.
Sei comparso così all'improvviso che non c'è stato nemmeno il tempo di prepararsi.
Di darsi una sistemata ai capelli.
Il naso sembrava quello di papà, per fortuna.
Poi hai fatto un salto.
La dottoressa ha detto che eri il primo bambino bravo della mattinata che vedeva.
Io mi sono sentita come se mi avesse detto che avevi vinto la medaglia d'oro alle olimpiadi di Seoul.
Si vedeva tutto. Le dita si potevano contare. Io infatti le ho contate per sicurezza.
Anche le gambe e i piedi. Ce li avevi accavallati. E io ho riso perchè ho pensato che quello lo avevi preso sicuramente da me.
Poi il cuore.
E' stato come sentire il vento in tempesta.
Il silenzio prima e il silenzio dopo.
Oggi fa freddo. E' ancora estate ma sembra già autunno.
Io sono felice che sembri già autunno perchè in questo periodo c'è un'ora della giornata che mi piace davvero tanto.
Quando inizia a fare buio e le macchine accendono le luci. Anche le case accendono le luci delle cucine.
Nelle strade il rumori dei piatti messi sulla tavola si mescolano ai clacson di chi ha solo voglia di tornare a casa dopo una giornata di lavoro.
C'è profumo di terra bagnata, di foglie secche, e le scarpe aperte fanno gelare i piedi.
Oggi niente mi può scalfire.
Nemmeno sapere che non so che fine farà il mio lavoro.
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cinque sensi,
pausa di riflessione
mercoledì, settembre 14, 2011
More than words.
Chissà se sarò brava come la mia mamma.
Io non so che cosa vuol dire fare la mamma.
Ma so benissimo cosa vuol dire fare la figlia.
La figlia una mamma meridionale e casalinga. Una mamma a cui non piace litigare, premurosa e anche un pò apprensiva. Una mamma che perdona sempre tutto, che anche se si arrabbia poi dice "non bisogna essere cattivi, il male che fai poi ti torna indietro".
Una mamma che mi portava la colazione a letto tutte le mattine: latte appena tiepido con il nesquick. E poi mi veniva a svegliare di nuovo perché mi riaddormentavo con il bicchiere in mano.
Una mamma che mi fa l'orlo ai pantaloni all'ultimo minuto dieci minuti prima di uscire, anche se poi sa che deciderò di mettere la gonna.
Una mamma che tutte le volte che le dicevo "da oggi sono a dieta", faceva la parmigiana, le patatine fritte, la torta di mele, le lasagne e gli involtini. Una mamma che si compra le stoffe al mercato e si fa i tailleur con burda, che poi la cucina si riempiva di pezzetti di filo da imbastire che si appiccicavano ovunque. Una mamma che prende il caffè con la vicina di casa due volte al giorno.
Che se le dici "Mamma non vengo a pranzo" e all'ultimo minuto le dici "Anzi no vengo, ma siamo in tre" risponde "Eh però ora mangiamo quello che c'è" e poi ti ritrovi il pranzo di natale in tavola. Che quando esce di casa é sempre in ordine, con gli orecchini, un pò di rossetto, e la matita nera negli occhi.
La matita negli occhi che ho imparato a mettere anche io così, dentro la palpebra inferiore. Perchè quando ero piccola ammiravo incuriosita ed estasiata quel gesto per lei disinvolto.
Non lo so proprio cosa vuol dire fare la mamma.
Ora però, ecco...ora dovrò imparare.
Chissà se sarò capace di avere sempre le parole giuste a disposizione, se saprò consolare, incoraggiare, spronare, coccolare.
Se saprò essere paziente, fantasiosa, divertente.
Attenta e anche un pò finta tonta.
E chissà, chissà se il piccolo bambino che mi sta crescendo nella pancia, sarà orgoglioso di avermi come mamma, come io lo sono della mia.
Io non so che cosa vuol dire fare la mamma.
Ma so benissimo cosa vuol dire fare la figlia.
La figlia una mamma meridionale e casalinga. Una mamma a cui non piace litigare, premurosa e anche un pò apprensiva. Una mamma che perdona sempre tutto, che anche se si arrabbia poi dice "non bisogna essere cattivi, il male che fai poi ti torna indietro".
Una mamma che mi portava la colazione a letto tutte le mattine: latte appena tiepido con il nesquick. E poi mi veniva a svegliare di nuovo perché mi riaddormentavo con il bicchiere in mano.
Una mamma che mi fa l'orlo ai pantaloni all'ultimo minuto dieci minuti prima di uscire, anche se poi sa che deciderò di mettere la gonna.
Una mamma che tutte le volte che le dicevo "da oggi sono a dieta", faceva la parmigiana, le patatine fritte, la torta di mele, le lasagne e gli involtini. Una mamma che si compra le stoffe al mercato e si fa i tailleur con burda, che poi la cucina si riempiva di pezzetti di filo da imbastire che si appiccicavano ovunque. Una mamma che prende il caffè con la vicina di casa due volte al giorno.
Che se le dici "Mamma non vengo a pranzo" e all'ultimo minuto le dici "Anzi no vengo, ma siamo in tre" risponde "Eh però ora mangiamo quello che c'è" e poi ti ritrovi il pranzo di natale in tavola. Che quando esce di casa é sempre in ordine, con gli orecchini, un pò di rossetto, e la matita nera negli occhi.
La matita negli occhi che ho imparato a mettere anche io così, dentro la palpebra inferiore. Perchè quando ero piccola ammiravo incuriosita ed estasiata quel gesto per lei disinvolto.
Non lo so proprio cosa vuol dire fare la mamma.
Ora però, ecco...ora dovrò imparare.
Chissà se sarò capace di avere sempre le parole giuste a disposizione, se saprò consolare, incoraggiare, spronare, coccolare.
Se saprò essere paziente, fantasiosa, divertente.
Attenta e anche un pò finta tonta.
E chissà, chissà se il piccolo bambino che mi sta crescendo nella pancia, sarà orgoglioso di avermi come mamma, come io lo sono della mia.
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dalle memorie di pat,
sensations
venerdì, giugno 03, 2011
Controcorrente.

Non so.
E' che a volte mi pare di essere strana.
Che poi magari sono più normale di quanto posso pensare.
Però, a volte, mi sembra che la mia testa produca pensieri che nemmeno so come ci sono arrivata a pensare certe cose.
A volte mi pare di essere strana perché vorrei comportarmi in certi modi che però se poi mi ci dovessi comportare realmente, non so quanto potrei sembrare normale.
Che poi potrei fottermene e farlo, ma poi penso, se lo faccio, la gente comincerà a pensare che sono matta magari, e a isolarmi.
Io non so se me ne frega che la gente mi isoli.
Cioè un pò si, ma fondamentalmente se la gente dovesse isolarmi, o sono persone che non hanno capito niente di me, o magari il mio modo di fare potrebbe metterli troppo a disagio, e allora sti cavoli.
Il fatto é che devo solo capire quanto mi importa che la gente possa isolarmi.
Ma soprattutto quanto mi importa comportarmi come mi sento dentro.
Cioè quando sento quell'impulso che non arriva dalla testa, ma dal cuore e dallo stomaco mescolati insieme. Come il tappo dello spumante.
Quello che mi fa dire che se mi comporto così, sono io e solo io che decido, fregandomene di tutti.
Ultimamente questo desiderio sta diventando incontrollabile.
Sento che mi sono rotta di farmi condizionare.
Ma mi sento come il leone del mago di Oz.
Ogni tanto anche un pò come l'uomo di latta, ma quello solo perché non faccio sport.
Tipo io mi sento spesso nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Ma non solo perché puntualmente sbaglio gli orari e posti degli appuntamenti, é proprio che se mi concentro mi vedo in altre parti del mondo, in altre vite, in altre epoche,
A volte mi vedo nel far west, altre volte nella casa della prateria, a volte mi vedo in america in una di quelle case con la scala antincendio con il rumore di un ambulanza americana di sottofondo, ma tutte le volte mi vedo chiaramente scalza, o trasandata con i capelli scombinati, i pantaloni da no global.
Va' a capire...
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di me
domenica, maggio 01, 2011
lunedì, aprile 11, 2011
Pianto.
Improvvisamente ho deciso di curare le piante che ho in casa.
Ci sto mettendo tutto l'amore di cui dispongo.
Tutto é iniziato da una microfoglia di quelle piante a ciuffo che non so come si chiamano.
L'avevo presa in ufficio. Di quelle che fanno le foglie, con le foglie che poi le stacchi e le metti nell'acqua e fanno le radici.
In effetti sono spuntate delle radicine.
Così tra lo stupore del miracolo della vita, l'ho messa nella terra.
E poi è cresciuta una foglia, e Pritt ne ha morsicata subito mezza, ovviamente, che giuro io gli do da mangiare a questo gatto.
Ora é lì in mezzo ad altre 5, fiera di avercela fatta.
Poi é toccato alla pianta che mi ha regalato Azzu.
Aveva i fiori. Aveva. Ora é da un anno che non capisco cosa fa. Cioè a me pare che cresca. L'unica cosa che so è che non devo lasciare l'acqua nel sottovaso che quando la vedo che straborda mi prende un colpo.
Poi ho preso l'edera. Perchè l'edera del vicino è sempre più verde. E rigogliosa. E io voglio il balcone come il suo pieno di edera ciondolante solo che il mio sarà più bello.
Poi un giorno, tra le cipolle dentro al cesto sopra il frigorifero, ne ho trovata una che voleva vivere e l'ho messa al caldo nella terra. E ora ha un ciuffo altissimo ma io non so cosa devo fare.
Continua a crescere e secondo me finirà come il fagiolo magico.
Poi è toccato alla menta. Ho messo due rametti in un bicchiere e non so come s'é riempita di radici.
La devo piantare ma non é facile avere il tempo di fare anche la contadina.
Ora mi sono evoluta e ho comprato i semi del basilico e li ho già piantati, ma siccome avevo fretta di vedere i risultati, non ho visto le fasi della luna e in realtà non so se ne ho messi troppi tutti vicini.
Ho vegliato su di solo per giorni. Stavo per perdere le speranze quando stasera...
Stasera stavo annaffiando la cipolla magica quando nel buio squarciato dalla luce del lampione nuovo che hanno messo davanti alla finestra della camera da letto che ora pare sempre giorno anche alle 3.00 di notte, ho visto dei sospetti puntini bianchi.
Allora ho preso di corsa la pila.
Mi sono quasi commossa.
Ci sono dei piccolissimi germogli che si stanno stropicciando gli occhi.
Io mi sono agitata perché ora non so cosa devo fare.
Ho cercato su google, ma non ho capito perché nei siti scrivono come se fossimo tutti agricoltori.
Un pò come quando ti scrivono "mondare le verdure" o "casseruola" o "fuoco lento".
Mi sono agitata perché ho paura di non essere all'altezza.
Perché ho paura che venga distrutto tutto quello che ho amorevolemente curato e costruito.
Perché ho paura, che ancora una volta, crollino le mie certezze.
Cavolo, non volevo divagare...
Ci sto mettendo tutto l'amore di cui dispongo.
Tutto é iniziato da una microfoglia di quelle piante a ciuffo che non so come si chiamano.
L'avevo presa in ufficio. Di quelle che fanno le foglie, con le foglie che poi le stacchi e le metti nell'acqua e fanno le radici.
In effetti sono spuntate delle radicine.
Così tra lo stupore del miracolo della vita, l'ho messa nella terra.
E poi è cresciuta una foglia, e Pritt ne ha morsicata subito mezza, ovviamente, che giuro io gli do da mangiare a questo gatto.
Ora é lì in mezzo ad altre 5, fiera di avercela fatta.
Poi é toccato alla pianta che mi ha regalato Azzu.
Aveva i fiori. Aveva. Ora é da un anno che non capisco cosa fa. Cioè a me pare che cresca. L'unica cosa che so è che non devo lasciare l'acqua nel sottovaso che quando la vedo che straborda mi prende un colpo.
Poi ho preso l'edera. Perchè l'edera del vicino è sempre più verde. E rigogliosa. E io voglio il balcone come il suo pieno di edera ciondolante solo che il mio sarà più bello.
Poi un giorno, tra le cipolle dentro al cesto sopra il frigorifero, ne ho trovata una che voleva vivere e l'ho messa al caldo nella terra. E ora ha un ciuffo altissimo ma io non so cosa devo fare.
Continua a crescere e secondo me finirà come il fagiolo magico.
Poi è toccato alla menta. Ho messo due rametti in un bicchiere e non so come s'é riempita di radici.
La devo piantare ma non é facile avere il tempo di fare anche la contadina.
Ora mi sono evoluta e ho comprato i semi del basilico e li ho già piantati, ma siccome avevo fretta di vedere i risultati, non ho visto le fasi della luna e in realtà non so se ne ho messi troppi tutti vicini.
Ho vegliato su di solo per giorni. Stavo per perdere le speranze quando stasera...
Stasera stavo annaffiando la cipolla magica quando nel buio squarciato dalla luce del lampione nuovo che hanno messo davanti alla finestra della camera da letto che ora pare sempre giorno anche alle 3.00 di notte, ho visto dei sospetti puntini bianchi.
Allora ho preso di corsa la pila.
Mi sono quasi commossa.
Ci sono dei piccolissimi germogli che si stanno stropicciando gli occhi.
Io mi sono agitata perché ora non so cosa devo fare.
Ho cercato su google, ma non ho capito perché nei siti scrivono come se fossimo tutti agricoltori.
Un pò come quando ti scrivono "mondare le verdure" o "casseruola" o "fuoco lento".
Mi sono agitata perché ho paura di non essere all'altezza.
Perché ho paura che venga distrutto tutto quello che ho amorevolemente curato e costruito.
Perché ho paura, che ancora una volta, crollino le mie certezze.
Cavolo, non volevo divagare...
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martedì, gennaio 11, 2011
Did you know today is 11.1.11?
Adesso che sono grande,
posso fare quello che voglio?
posso fare quello che voglio?
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giovedì, novembre 04, 2010
Fuori tema.
Sono andata fuori tema.
Ultimamente esco tanto dalle righe del mio buonismo.
Mi sono levata le caccolette dagli occhi e ho cominciato a vedere oltre.
A mio malincuore.
Ero arrabbiata.
Che dico, incazzata nera.
Ma non dovevo dire perchè.
Dovevo dire come.
E così siccome mi lamento che si impicciano tutti troppo, ho fatto esattamente questo.
Impicciare troppo.
Vado a rispolverare il vocabolario dei sinonimi e contrari.
E magari a cercare un diario segreto.
Ultimamente esco tanto dalle righe del mio buonismo.
Mi sono levata le caccolette dagli occhi e ho cominciato a vedere oltre.
A mio malincuore.
Ero arrabbiata.
Che dico, incazzata nera.
Ma non dovevo dire perchè.
Dovevo dire come.
E così siccome mi lamento che si impicciano tutti troppo, ho fatto esattamente questo.
Impicciare troppo.
Vado a rispolverare il vocabolario dei sinonimi e contrari.
E magari a cercare un diario segreto.
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giovedì, ottobre 28, 2010
Fuori Tema.
Sono andata fuori tema.
Ultimamente esco tanto dalle righe del mio buonismo.
Mi sono levata le caccolette dagli occhi e ho cominciato a vedere oltre.
A mio malincuore.
Ero arrabbiata.
Che dico, incazzata nera.
Ma non dovevo dire perchè.
Dovevo dire come.
E così siccome mi lamento che si impicciano tutti troppo, ho fatto esattamente questo.
Impicciare troppo.
Vado a rispolverare il vocabolario dei sinonimi e contrari.
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traumi
martedì, ottobre 12, 2010
Cambio rotta.
Ho messo in ordine i vestiti estivi per categoria in delle scatole ikea numerate da 1 a 5 e per ogni scatola c'è un foglietto con segnato quello che c'è dentro la scatola.
Negli armadi è tutto perfettamente sistemato sulle grucce scelte con cura.
I cassetti delle mutande e delle calze mimano il pantone.
La velina dell'eurospin gira su tutto il pavimento e a seguire le setole della scopa. E a seguire Gattino. E a seguire Prittone.
Ho anche messo a posto tutte quelle cartacce e pile di documenti impastati che era dieci anni almeno che giravano da un mobile all'altro, dalla cantina alla cameretta, all'ufficio, alla casa nuova, alla cantina e di nuovo alla casa.
Tutto quello che potevo ordinare in maniera maniacale, l'ho messo in ordine.
Nessuno direbbe mai che quando sono nervosa metto in ordine in maniera ossessiva.
L'ho sempre fatto in realtà. Fin da bambina.
Bastava farmi arrabbiare e svuotavo cassetti e armadio e cominciavo a ripiegare tutto, buttare il superfluo, pulire con prodotti disinfettanti. Anche se davo il meglio con i mobiletti del bagno. Quando mia mamma mi vedeve così frenetica, capiva, ed era felice.
Anche perchè, seppure distruttiva, ero utile.
E poi amo guardare il risultato. Ammiro estasiata.
Come buttare giù un bicchiere di the freddo con 40° all'ombra.
Come un'iniezione di morfina. Un bagno caldo dopo una giornata di merda.
Ho messo pure in ordine le unghie e i capelli.
Uso la lima e tronco l'entusiasmo dei bordi seghettati.
Uso la piastra e sedo le mie onde sregolate.
E ho buttatto.
Buttato tutto il buttabile. Scarpe, vestiti, carte, istruzioni, foto.
A volte sto male, tanto che i miei occhi, appena mi fermo, si gonfiano di impercettibili lacrime, confondibili fortunatamente con i primi freddi.
A volte, invece, ironizzo. Ironizzo talmente tanto che sento pure le risate regitrate.
Ma l'ironia non basta non basta più.
E viene spazzata dagli eventi inarrestabili, che, industurbati, se ne fregano se te speri ancora che il mondo, un giorno, possa invertire il senso della sua viziosa rotazione.
Negli armadi è tutto perfettamente sistemato sulle grucce scelte con cura.
I cassetti delle mutande e delle calze mimano il pantone.
La velina dell'eurospin gira su tutto il pavimento e a seguire le setole della scopa. E a seguire Gattino. E a seguire Prittone.
Ho anche messo a posto tutte quelle cartacce e pile di documenti impastati che era dieci anni almeno che giravano da un mobile all'altro, dalla cantina alla cameretta, all'ufficio, alla casa nuova, alla cantina e di nuovo alla casa.
Tutto quello che potevo ordinare in maniera maniacale, l'ho messo in ordine.
Nessuno direbbe mai che quando sono nervosa metto in ordine in maniera ossessiva.
L'ho sempre fatto in realtà. Fin da bambina.
Bastava farmi arrabbiare e svuotavo cassetti e armadio e cominciavo a ripiegare tutto, buttare il superfluo, pulire con prodotti disinfettanti. Anche se davo il meglio con i mobiletti del bagno. Quando mia mamma mi vedeve così frenetica, capiva, ed era felice.
Anche perchè, seppure distruttiva, ero utile.
E poi amo guardare il risultato. Ammiro estasiata.
Come buttare giù un bicchiere di the freddo con 40° all'ombra.
Come un'iniezione di morfina. Un bagno caldo dopo una giornata di merda.
Ho messo pure in ordine le unghie e i capelli.
Uso la lima e tronco l'entusiasmo dei bordi seghettati.
Uso la piastra e sedo le mie onde sregolate.
E ho buttatto.
Buttato tutto il buttabile. Scarpe, vestiti, carte, istruzioni, foto.
A volte sto male, tanto che i miei occhi, appena mi fermo, si gonfiano di impercettibili lacrime, confondibili fortunatamente con i primi freddi.
A volte, invece, ironizzo. Ironizzo talmente tanto che sento pure le risate regitrate.
Ma l'ironia non basta non basta più.
E viene spazzata dagli eventi inarrestabili, che, industurbati, se ne fregano se te speri ancora che il mondo, un giorno, possa invertire il senso della sua viziosa rotazione.
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at home,
cambiamenti,
dalle memorie di pat,
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traumi
venerdì, agosto 20, 2010
martedì, agosto 17, 2010
Test di personalità distorta
E' vero.
Mi piace parlare di me.
Quindi faccio questa cosa che era nel blog di Erica.
28. Conosco il mio moroso di adesso. Viviamo insieme. Siamo disordinati e ritardatari. Il mese prima prendo un gatto. Pritt che ingrassa a vista d'occhio.
27. Vado a vivere da sola. Affitto in bilocale. Con balcone ad angolo e ampio sgabbuzino.
26. La mia vita sentimentale è una merda. Dimagrisco.
25. Vengo lasciata dopo 5 anni. Ma lui continua a lavorare DA me. Una merda. Credo di essere andata un bel pò in depressione:)
24. Non pervenuto
23. Non pervenuto
22. come su
21. Faccio una festa di compleanno durante la quale ero in lite con il mio moroso e la mia amica del cuore.
20. Non ricordo una mazza
19. Idem come su
18. Mi ubriaco per la prima volta. Agli scout. Con la Wodka alla pesca. Per una delusione amorosa.
17. Troppo lontani
spe ricomincio da capo.
1. Imparo a sopportare mia sorella
E così per i 2,3,4.
5. Ho imparato a scrivere e leggere prima del tempo perchè mia sorella mi faceva fare la scuola coi compagni immaginari -_-
6. A scuola mi fanno sedere vicino a una ragazzina disabile con il mio stesso nome.
Io non lo sapevo, ma avevo il futuro già pianificato da allora.
7. Scopro l'amore per Carlo. Tutte le femmine erano innamorate di Carlo.
8. 9. 10. Porto una frangetta orrenda.
11.12. Vuoto
13. Mi innamoro seriamente per la prima volta
14. Mi innamoro seriamente per la seconda volta ma stavolta dura tanti anni. Giuseppe. Chi mi conosco conosce inevitabilmente anche lui.
15.16.17. Più o meno come sopra, ma faccio altri pasticci sono troppi e siccome sono le 12,55 e ho fame, vado a mangiare.
Mi piace parlare di me.
Quindi faccio questa cosa che era nel blog di Erica.
"Praticamente il gioco consiste nello scrivere avvenimenti e ricordi per ogni anno della vostra vita. Cose belle e cose brutte, è indifferente!"(cit.)
Ma siccome non mi ricorderò una mazza vado a ritroso.
29.
Cavolo forse 29 punti sono troppi:)
29. Mi faccio le seghe mentali sul futuro del mondo. Ecc.29.
Cavolo forse 29 punti sono troppi:)
28. Conosco il mio moroso di adesso. Viviamo insieme. Siamo disordinati e ritardatari. Il mese prima prendo un gatto. Pritt che ingrassa a vista d'occhio.
27. Vado a vivere da sola. Affitto in bilocale. Con balcone ad angolo e ampio sgabbuzino.
26. La mia vita sentimentale è una merda. Dimagrisco.
25. Vengo lasciata dopo 5 anni. Ma lui continua a lavorare DA me. Una merda. Credo di essere andata un bel pò in depressione:)
24. Non pervenuto
23. Non pervenuto
22. come su
21. Faccio una festa di compleanno durante la quale ero in lite con il mio moroso e la mia amica del cuore.
20. Non ricordo una mazza
19. Idem come su
18. Mi ubriaco per la prima volta. Agli scout. Con la Wodka alla pesca. Per una delusione amorosa.
17. Troppo lontani
spe ricomincio da capo.
1. Imparo a sopportare mia sorella
E così per i 2,3,4.
5. Ho imparato a scrivere e leggere prima del tempo perchè mia sorella mi faceva fare la scuola coi compagni immaginari -_-
6. A scuola mi fanno sedere vicino a una ragazzina disabile con il mio stesso nome.
Io non lo sapevo, ma avevo il futuro già pianificato da allora.
7. Scopro l'amore per Carlo. Tutte le femmine erano innamorate di Carlo.
8. 9. 10. Porto una frangetta orrenda.
11.12. Vuoto
13. Mi innamoro seriamente per la prima volta
14. Mi innamoro seriamente per la seconda volta ma stavolta dura tanti anni. Giuseppe. Chi mi conosco conosce inevitabilmente anche lui.
15.16.17. Più o meno come sopra, ma faccio altri pasticci sono troppi e siccome sono le 12,55 e ho fame, vado a mangiare.
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venerdì, agosto 06, 2010
Torpore.
E' come se il mio tempo si fosse fermato.
Io continuo a muovermi negli spazi, ma loro restano fermi. Congelati.
Persino l'orologio di casa segna le 11,45 da giorni, anche se le lancette dei secondi continuano a ricordarmi che il tempo scorre. Con il loro martellare secco.
Complice, questo agosto cittadino.
Sembra domenica tutti i giorni.
E' che non riesco più a trovare la passione per le cose che faccio.
Che facevo.
Da un pò di tempo seguo solo il libretto delle istruzioni.
Il mio sguardo non trapassa più distrattamente gli oggetti, le persone e la mia fervida fantasia è stata imprigionata dalla razionalità lavorativa.
Non stampo nemmeno più le etichette dei faldoni, colorate e allegre.
Ora uso carta bianca e Verdana. Mi piace il nome.
Il massimo che sono riuscita a fare è stato spostare il tavolo della sala.
Sto svuotando l'armadio perchè ci sono dei vestiti che mi mettevo, poi mi guardavo allo specchio e non mi sentivo io. Cioè ero io, ma 4 anni fa. o 3. o anche solo 1.
Questa volta mi sono smarrita da sola.
Sapevo che prima o poi sarebbe successo.
Io continuo a muovermi negli spazi, ma loro restano fermi. Congelati.
Persino l'orologio di casa segna le 11,45 da giorni, anche se le lancette dei secondi continuano a ricordarmi che il tempo scorre. Con il loro martellare secco.
Complice, questo agosto cittadino.
Sembra domenica tutti i giorni.
E' che non riesco più a trovare la passione per le cose che faccio.
Che facevo.
Da un pò di tempo seguo solo il libretto delle istruzioni.
Il mio sguardo non trapassa più distrattamente gli oggetti, le persone e la mia fervida fantasia è stata imprigionata dalla razionalità lavorativa.
Non stampo nemmeno più le etichette dei faldoni, colorate e allegre.
Ora uso carta bianca e Verdana. Mi piace il nome.
Il massimo che sono riuscita a fare è stato spostare il tavolo della sala.
Sto svuotando l'armadio perchè ci sono dei vestiti che mi mettevo, poi mi guardavo allo specchio e non mi sentivo io. Cioè ero io, ma 4 anni fa. o 3. o anche solo 1.
Questa volta mi sono smarrita da sola.
Sapevo che prima o poi sarebbe successo.
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