sabato, dicembre 13, 2008

La scatola dei bottoni

Quando ero piccola mia mamma teneva tutti i fili dentro la scatola rossa dei Krumiri (I Krumiri sono i biscotti di casale monferrato, quelli che non si sciolgono nemmeno nel latte bollente)
A me piaceva un sacco quella scatola: era tutta storta e non si chiudeva mai bene, bisognava darle dei pugni sopra.
Ma c'era una cosa che piaceva ancora di piu': era la scatola dei bottoni.
La scatola dei bottoni era una scatola del caffè con la chiusura in alto. Di quelle che fanno click e ti pinzi le dita per chiuderla.
Ogni tanto dicevo a mia mamma: "Mamma, oggi ti metto in ordine la scatola dei bottoni" e lei mi diceva: "Patrizia. Ma non hai propro niente di meglio da fare?"
Io le sorridevo e poi rovesciavo tutti i bottoni sul tavolo.
Anzi prima infilavo la mano dentro alla scatola perchè mi piaceva affondare le dita in tutti quei piccoli bottoni lisci. Li impastavo un pò, e poi giù sul tavolo.
Mi piaceva guardarli, fare finta di sceglierne qualcuno, poi mettere insieme quelli uguali e dividerli per colore. Si sentiva l'odore metallico misto a quello di pastica e palline di filo.
Quelli che mi facevano ridere erano quelli dorati, con le ancore. Mi immaginavo ogni bottone su una maglia diversa. Una maglia anni 50 marrone, una anni 60 a spighe, una anni 80 fuxia con le spalline. Pensavo che magari in una maglia se n'era staccato uno e lei li aveva dovuti cambiare tutti.
Alcuni avevano ancora il filo attaccato. Ce n'erano di piccolissimi, quelli imbottiti, quelli marroni grandissimi, di legno, tutti diversi.
Poi finiva sempre che non concludevo niente come al solito e li ributtavo tutti dentro alla scatola.

Oggi ho chiesto a mia mamma:
"Mà, ma come fai ad avere tutti sti bottoni?"
Anche io vorrei avere la mia scatola dei bottoni.
Ho cominciato. Ne ho sette circa.
Mia mamma ne avrà almeno 300.

Credo che oggi le chiederò di farmi giocare un pò coi suoi bottoni.


giovedì, dicembre 11, 2008

Miracolo sulla 34a strada

Io credo di essere stata l'unica contenta della neve di mercoledì. Quando martedì ha iniziato a nevicare ero felicissima. Guardavo il cielo e dicievo"dai ancora, piu' grossa"

Martedì sera sono andata a dormire come tutte le sere, cotta dalla giornata, con sugli occhi le vicende di Cime Tempestose.
Ho puntato la sveglia alle 07.00, cellulare e radiosveglia che funziona una volta su tre. Mi sono rannicchiata nell'angolo del letto e lentamente sono scivolata nella notte, sospirando al pensiero che un'altra giornata di lavoro stava per arrivare.

Poi di colpo il suono della sveglia. Ho aperto un occhio e ho pensato che no, non poteva essere già mattina.
Sono stata due minuti col braccio sulla radiosveglia, fino a che non si è addormentato, cercando di godermi gli ultimi secondo di riposo. Nel frattempo mi sono accorta che non si sentiva nessun rumore dalla strada. Nessuna macchina, nessun clacson. Un silenzio ovattato.
In mezzo a questo pensiero è squillato il telefono.
Mia sorella.
"Patty, tutto bloccato per la neve, oggi non lavoriamo, torna pure a dormire"
....................
........................
..............
Mi veniva da piangere. Dalla gioia.
La telefonata che prego di ricevere tutte le mattine, quando il mio letto mi risucchia nel materasso come una ventosa, quando con gli occhi chiusi elemosini ancora qualche secondo di sonno, quando ti chiedi chi cazzo ha deciso che bisogna alzarsi così presto la mattina, ecco, quella chiamata è arrivata un normalissimo e insignificante mercoledì di dicembre.
Ho posato il telefono, mi sono riavvolta come un baco da seta dentro al piumone e con un immeso sorriso sulle labbra e una lacrima frizzante di felicità mi sono riimpossessata del mio sonno.

Credo che questo insignificante mercoledì di dicembre me lo ricorderò per tutta la vita.

martedì, dicembre 09, 2008

Istruzioni per l'uso- parte 1

Di seguito le istruzioni per provocare un incedio perfetto in casa.
1. Rientrare a casa dopo aver perso il treno alla stazione centrale di Milano e aver atteso un'ora e 40 quello dopo. O meglio dopo che il controllore ti ha detto che se volevi prendere il treno al volo, e fare il biglietto sopra, avresti dovuto pagare un supplemento di 50 euro e tu ti strozzi in gola le parole"Se li ficchi su per il culo i cinquanta euro tutti in monete da 1 centesimo possibilmente, vaffanculo lei e trenitalia(quando sei arrabbiato la volgarità è inevitabile)"(nel frattempo hai cercato una toilette che hai trovato dopo circa 30 minuti e hai pagato 0,80 per entrare al bagno e allora per vendetta hai aperto le porte a tutte le femmine che si presentavano la davanti)
2. Lasciare la valigia all'ingresso perchè ovviamente hai accumulato ritardo su ritardo.
3. Andare in camera da letto e accendere la lucina del comodino per non sprecare soldi.
4. Spostare la mascherina per coprire gli occhi dalla luce e appoggiarla sopra una pila di libri, in bilico.
5. Buttare i vestiti per terra e cacciarsi sotto la doccia.
6. Stare sotto la doccia un sacco di tempo, perchè finchè l'acqua è ancora un bene comune, decidi di usarne un pò di più.
7. Tornare in camera da letto e sentire uno strano odore di bruciato.
8. Rimanere a fissare il vuoto per qualche secondo.
9. Con la coda dell'occhio accorgersi che sta uscendo del fumo dalla lamapdina lasciata accesa e rendersi conto che la mascherina appoggiata in bilico sopra la pila di libri è accidentalmente caduta sopra la lampada.
10. Fissare l'accaduto.
11. Levare la mascherina e constatare che il calore ha fuso l'elastico e ha fatto gocciolare il tutto dentro la lampada, tutto che continua a fumare.
12. Soffiare sopra la lampadina in preda al panico senza spegnere la luce.
13. Spegnere la luce e muoversi al buio.

14. Pensare che sei una deficiente.

15. Benedire il giorno in cui hai fatto l'assicurazione per la casa.

mercoledì, dicembre 03, 2008

"Canto quel motivetto che mi piace tanto..."

Ultimamente ho sempre nella testa questa canzone.
Mi alzo al mattino e la canto (cioè non è che proprio la canto perchè non so tutte le parole);
in macchina la canto;
sotto la doccia, mentre cucino(?), mentre stiro (???), mentre lavoro, mentre scrivo al pc, la canto;
alla radio passo tutto il tempo a muovere le manopole per trovarla.
Così ho cercato il testo.
Ora ho capito perchè la canto.

"Un passo indietro ed io già so
di avere torto e non ho più le parole
che muovano il sole

Un passo avanti e il cielo è blu
e tutto il resto non pesa più
come queste tue parole che si muovono sole

Come sempre sei nell'aria sei
tu aria vuoi e mi uccidi
Come sempre sei nell'aria sei
tu aria dai e mi uccidi
Tu come aria in vena sei

Un passo indietro ed ora tu, tu non ridi più
e tra le mani aria stringi
e non trovi le parole
e ci riprovi ancora a muovermi il sole
Ancora un passo un altro ancora

Un passo avanti ed ora io, io non parlo più
e tra le mani, mani stringo
a che servon le parole
amore dai, dai, dai muovimi il sole

Perchè sei nell'aria sei
tu che aria vuoi
ma che aria dai se poi mi uccidi

Tu che aria sei
ma che aria vuoi
tu che aria dai se poi mi uccidi
tu come aria in vena sei

Un passo indietro ed io
Un passo avanti e tu
Un passo avanti e noi, noi, noi"

domenica, novembre 30, 2008

meno venticique al venticinque

Nella foto Bambi, i mufloni e i pulcuni.

C'era un momento del Natale che temevo sempre quando ero bambina.
Quando arrivava mio papà e mi diceva "Domani facciamo l'albero e il presepe"
Io il domani, avevo sempre qualcosa di importante da fare che puntualmente ero costretta a rimandare.
Il solito albero conservato in un sacco nero dell'immondizia; le solite palline ormai scolorite dal tempo; la solita punta con tre luci con l'ultima rotta; la capanna che aveva oltrepassato tutte le norme di sicurezza; le pecore che non non capisco perchè ogni anno diminuscono; le solite luci sul balcone che tutti gli anni si fa a gara coi vicini per chi le mette prima e chi ne mette di piu'. C'è una mia vicina che le accende a settembre.
Una sola volta abbiamo preso l'albero vero ma poi abbiamo trovato aghi di pino sparsi per casa per il resto dell'anno.
Il fatto è che che io non avevo mai possibilità di scelta: se mettevo i re magi a destra, no mettili a sinistra; se facevo il lago con la carta stagnola, no il lago quest'anno non lo mettiamo; se sistemavo le percore a gregge, no vanno sparse. E come ogni anno finivamo per litigare. Io me ne andavo e tornavo a cose fatte.
Una volta prima di fare il presepe, ho avuto la brillante idea di lavare tutti i personaggi del presepe che avevano addosso la neve dell'anno prima. Ho pensato che se lo facevo con le barbie potevo farlo pure con loro. Ho scatenato l'inferno.
A me il presepe e l'albero mi fanno tristezza. Quando rientravo a casa e li trovavo accesi nel buio, una volta su due mi venivano le lacrime.
Nel mio presepe ci sono le statuine classiche: la pastorella, quello che porta la legna, il fornaio, quello con la pecora sulle spalle, il pescivendolo, quello che arrota i coltelli, quelli che fanno le frittelle, le pecore, bambi, dei mufloni, una giraffa, i pulcini tutti attaccati, gesù bambino attaccato alla capanna col cotone sopra (io però glielo spostavo un pò che se no non respirava) e poi due angeli. Uno era l'arcangelo gabriele, l'altro non so ma siccome dispiaceva lasciarlo da solo nella scatola, appendevamo pure quello.
Poi c'era un personaggio che a me faceva una paura folle.
Era l'ubriaco.
Ma non era quello che mi faceva paura. E' che non aveva la faccia: si vedeva il gesso sotto, grigio. E mio papà lo doveva mettere per forza, ma girato di schiena. Io ogni tanto andavo a guardarlo perchè pensavo, boh magari gesù gli fa il miracolo e gli fa rispuntare la faccia.
E invece niente.
Quest'anno è il mio primo Natale a casa mia.
Non credo che farò il presepe, perchè primo costano troppo e poi conoscendomi rimarrebbe in pianta stabile per tutto l'anno.
Farò l'albero. Finto. Coi legni secchi. Così mi evito la sofferenza di vederlo morire giorno dopo giorno.
E poi attaccherò le tendine di stelle che ho comprato due anni fa all'Ikea.
Erano in svendita...

sabato, novembre 29, 2008

Ogni scarrafone è bell' a mamm' soja

L'altra sera ho ricevuto visite.

Non lo aspettavo in realtà, è arrivato tardi; però alla fine siamo stati insieme fino alle tre e mezza di notte.
Quando l'ho visto entrare gli ho detto stupita “e te, che cosaaa ci fai qui?”
Lui non mi ha risposto. Credo si sia un po' vergognato, infatti si è subito nascosto.
Gli ho detto che non era ora di giocare a nascondino. Ma lui, niente.
Avevo sonno, ma non potevo lasciarlo da solo. Dai che maleducata..
Gli ho detto “guarda che se non esci, io giuro che ti vengo a prendere, e poi sono tutti cavoli tuoi”
E lui muto.
Penso che abbia capito subito che non sono mai stata brava a nascondino perchè si è preso gioco di me.
Ho acceso tutte le luci e ho messo a soqquadro la cucina.
Ho iniziato anche ad avere paura e quando uno ha paura qualche lacrima gli esce.
E così scoraggiata e afflitta ho chiesto aiuto per telefono..
“Come si fa a catturare un fottuto, stronzo, scarafaggio di merda?”
Ero in stato confusionale, avevo raggiunto il delirio. Avevo persino i brividi.
Ho acceso una candela sotto al lavandino, volevo avvelenare del cibo con la candeggina e costruirgli una trappola; ho battuto la scopa contro ogni mobile. Niente, lo stronzo c'era, ma non si vedeva.
E' in queste situazioni che ti accorgi a che serve un uomo in casa:)
E ti accorgi pure quante cose servono in casa. E a me serviva il Baygon, che ovviamente non avevo.
Assecondando il mio delirio, ho deciso di blindare la cucina. Ho fabbricato una specie di sportellino per cani con del cartone e dello scotch.
A quel punto, forse, preso dalla pena, si è fatto vedere, ma ormai era troppo tardi. Avevo gli occhi iniettati di sangue. Mi si è accorciato il respiro e spray per spray...gli ho spruzzato addosso mezza bomboletta di deodorante al muschio bianco.
Era stordito, confuso e sicuramente profumato. Ho approfittato e l'ho colpito. Una, due, cinque volte. Poi come i nei film ho fatto cadere l'arma del delitto, la scopa, e sono scappata. Quando mi sono ripresa ho raccolto i resti e l'ho buttato.
Ero un po' indecisa se organico o indifferenziato in effetti.
Ho tolto le ultime tracce, disinfestato, sigillato le persiane, in basso.
Ecco se magari la prosima volta mi mandi un sms prima di presentarti a casa mia senza avvertire, meglio.

P.S. si ringrazia per l'assistenza tecnico-spirituale il signor M. Balza:)
grazie per aver assecondato i miei deliri.

giovedì, novembre 27, 2008

Interrogativi

L'altra mattina ero a casa, in ferie. (*)
A fatica sono uscita da sotto al piumone. Infatti poi ci sono rientrata subito; poi sono ri-uscita ma sono nuovamente crollata nel letto. Quando finalmente sono riuscita ad alzarmi, ho deciso di fare colazione davanti alla tv.
Bollitore per il the, amo il mio bollitore comprato alle Poste, ci farei pure la pasta dentro se potessi; fette biscottate, burro e marmellata rigorosamente scura, tavolino, telecomando.
Ho trovato un cartone animato.
Uno che fa tipo il falegname. E subito mi sono sentita fighissima.(**) Ero felice come una bambina.
Sto tipo però è un pò strano perchè ha gli attrezzi che parlano, tipo il cacciavite mi pare si chiami Taglio, e la chiave inglese Becco. Lui costruisce le cose e aggiusta tutto.
L'unica cosa è che è esageratamente gentile. Che se uno dovesse mai aiutarmi come fa lui gli direi: "senti, non puoi aiutarmi stando zitto che tutta sta gentilezza mi fa perdere tempo?"
Ogni tanto in questo cartone inoltre dicono le frasi in inglese. Tutti, pure gli attrezzi.
Come se io andassi in un negozio e mi dicessero"vuoi vedere questa maglia?" e io" of couuuurse, miss""certamente signorina". Perchè poi traducevano subito in italiano -_-
E a me dava un pò il nervoso sta cosa, perchè oltre a sembrare un pò sfigati, mi infastidiva come le dicevano.
Solo che poi ho riflettuto.
Perchè sti cartoni bilingue non li facevano quando ero piccola io?
Invece di fare i cartoni dove c'erano le bambine maltrattate, denutrite, sfruttate, picchiate, abbandonate, o quelle che facevano le magie, si trasformavano, sparivano, ecc.
A quest'ora almeno conoscerei un pò d'inglese (ringrazio i miei per aver avuto l'intuizione di farmi fare francese prima lingua alle scuole medie) e magari ora non sarei così sensibile e non cercherei di trasformarmi in magica Patty tutte le volte che mi trovo in difficoltà. No vabbè scherzavo l'ultima cosa non la faccio mai.
Però c'è un problema.
Ho cercato riscontro di questo cartone su internet e non ho trovato nulla.
Eppure io sono sicura di essermi svegliata...

* per chi osasse dire che sono sempre in ferie, vorrei precisare che io quest'estate ho goduto solo di una settimana di ferie, anzichè due, quindi ho ancora dei giorni disponibili, poi che posso prenderli quando voglio questo è un piccolo -pro- del mio lavoro.

** n.d.r. sto facendo un corso di falegnameria, e la risposta è "non è vero che non ho proprio un cavolo da fare, c'è scritto pure nel mio profilo che mi paice il bricolage"

mercoledì, novembre 26, 2008

Tapis-roulant

Oggi mentre camminavo su questa strada per andare in ufficio, mentre osservavo l'asfalto scorrere sotto le mie scarpe, che mi sembrava di essere su un tapis-roulant gigante, mi è venuto in mente un pezzo di una canzone.
Questo:

"C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia e il bisogno di uscire
di esporsi nella strada e nella piazza
perché il giudizio universale
non passa per le case
le case dove noi ci nascondiamo
bisogna ritornare nella strada
nella strada per conoscere chi siamo.

C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia e il bisogno di uscire
di esporsi nella strada, nella piazza
perché il giudizio universale
non passa per le case
e gli angeli non danno appuntamenti
e anche nelle case più spaziose
non c'è spazio per verifiche e confronti"

venerdì, novembre 21, 2008

Accontentati.

Mi hanno insegnato a lavare i denti prima di andare a dormire,
che devi mettere il pigiama prima di andare a dormire,
che devi studiare se no non andrai da nessuna parte, ma devi avere i soldi per studiare,
Mi hanno insegnato che a volte le cose da fare sono diverse da quelle che vorresti fare
e che quello che vorresti fare non sempre si può fare.
Mi hanno insegnato ad abbinare i colori quando mi vesto,
che esitono la colazione, il pranzo, la merenda, la cena
che si dice buongiorno per rispetto,
ciao in confidenza.
Mi hanno insegnato che chi ha piu' soldi è temibile,
che chi ha piu' soldi è capo e comanda,
chi è capo va rispettato,
che ci sono i ricchi e i poveri,
che conosci uno, ti fidanzi, poi ti sposi con l'abito bianco, e le bomboniere, gli invitati che ci tengono, l'anello d'oro, le foto in posa perfetta che speriamo ci sia il sole, il pranzo che chissà quanto hanno speso,
che avrai dei figli e li porterai a scuola, anzi no te li porterà la baby sitter perchè te dovrai lavorare, te li porta la nonna se sei fortunanta,
mi hanno insegnato che devi mettere da parte i soldi,
che devi essere prudente, responsabile, brava ragazza, come sei brava;
mi hanno insegnato che non puoi cambiare il mondo, ma al massimo è il mondo ti cambia,
che il mondo è grande, ma mica lo puoi vedere tutto,
che siamo tutti uguali davanti alla legge,
che smettila di sognare devi essere realista,
che devi stare coi piedi per terra.
Mi hanno insegnato che di giorno si lavora e di notte si dorme.

Che il treno passa solo una volta.

E invece io voglio andare a dormire con ancora il sapore del pane e cioccolato e con i vestiti che hanno addosso il profumo della giornata appena trascorsa,
voglio studiare le cose che mi interessano e scoprire che mi interessano altre cosa e studiarle, e imprararle
vorrei fare tutto quello che mi viene in mente, dire tutto quello che penso, muovermi come voglio,
voglio vestirmi per ripararmi dal freddo e per coprirmi e scoprire che il fuxia e il rosso stanno bene vicino,
voglio mangiare quando ho fame, avere sempre qualcosa da mangiare quando ho fame, magari avere nel frigorifero quello che vorrei mangiare quando ho fame e non farmi piacere una scatola di tonno alle undici di sera;
voglio dire buongiorno a tutti, e pure ciao a tutti,
vorrei tornare al baratto, offrire una torta di nocciole per un piatto di lasagne, se mi prendi una cassa d'acqua al supermercato porto fuori il tuo cane domani mattina alle sette;
voglio come mia mamma e mio papà scherzavano a tavola l'altra sera dopo 32 anni che stanno insieme, mmh 33, solo una foto con la polaroid, una promessa mantenuta, una torta di mele, e le ginocchia sbucciate, le mie e quelle dei bambini. Non importa in che ordine.
Voglio che testa di cazzo che sei;
voglio lasciare un segno nel mondo, magari con un pennarello indelebile che mi sporca pure le dita.
Voglio parlare francese a Bordeux, sentire il profumo delle montagne in Svizzera, mangiare gli spaghetti velocissimo in Giappone, avere freddo al Polo Nord, sentire il suono della sirena dell'ambulanza-dalla finestra con la scala antincedio davanti-in un appartamento a New york.
Voglio inseguire un sogno e realizzarlo. Un sogno assurdo.
Dormire quando ho sonno, cioè sempre.
Voglio perdere il treno, ma questo l'ho fatto.
Voglio perderlo, ma prenderne uno dopo e scoprire che quello prima s'è rotto e sono arrivata prima io.

Inizio ad andare a dormire col sapore del pane e cioccolato e non del dentifricio, per una volta.

giovedì, novembre 13, 2008

La scelta

Ieri mi sono trovata di fronte al bivio.
Non c'era Enrico Ruggeri che cantava però, ero sola.
Io, i miei pensieri e la pioggerellina che iniziava a macchiare il vetro del parabrezza.
Telefono scarico, nessuno nei paraggi, freddo autunnale che penetra da sotto le maniche del cappotto e pelle d'oca, perchè ti sei vestita troppo leggera, che a volte non costrebbe nulla aprire le persiane al mattino prima di uscire di casa per vedere che tempo fa.
Ho provato a cercare l'alternativa, ma quando ti trovi al bivio le strade da percorrere sono solo due.
O...O...
Comprare le spazzole del tergicrsitallo per evitare quando piove di andare a schiantarti perchè quelle che hai su si sono consumate fino allo stremo e oramai preghi che non si metta a piovere quando stai guidando, o...?
Appunto O.
Non E..., O.
O...andare a mangiare fuori?
o comprare una maglia?
o delle scarpe col tacco (vabbè era per dire)?
o fare la spesa,o andare dal dentista?
o pagare il fisioterapista,o pagare la bolletta?
o fare la benzina?
o prendere un biglietto del treno?
o...o...o...
Per noi comuni mortali gestire uno stipendio è tutta una questione di equilibrio. Bisogna essere bravi coi conti. Ed essere in grado di tenerti in equilibrio. Sempre.
Adesso capisco a cosa servivano i regoli.
A scuola ti insegnavano a fare una riga da 10 arancione con gli altri pezzetti colorati, non un pezzo in più, non un pezzo in meno. Poi potevi scegliere se usare tutti i pezzi da uno, che per come erano fatti a me veniva voglia di mangiarli, o tutti i pezzi da due, o tre da tre e uno da uno..o..o..o...
Io di solito, mentre la maestra unica spiegava, li usavo per fare la torre...oppure i pezzi da 5 gialli come patatine fritte, quelli da 4 verdi come piccole zucchine, quelli da due rossi erano i pomodori (per la bruschetta), quelli marroni mi facevano un pò senso...

Ieri ho scelto le spazzole...TRENTAEUROdispazzoleeee-_-
E ho tolto una cena fuori, o forse due cene al cinese, o una maglia, o una seduta dal fisioterapista,o...o...o...

Adesso però deve piovere per una settimana, almeno.

martedì, novembre 11, 2008

0131

C'è una cosa che mi manca nella casa nuova.
Ma mi manca davvero tanto.
Me ne sono accorta l'altro giorno mentre mi stavo lavando i denti. Che ho sentito un rumore, un rumore strano ma familiare.
Che non mi ricordavo quanto ti desse un senso di appartenenza alla casa.
Ho sentito questo rumore e subito ho avuto la tentazione di andare in sala pensando "chissà chi mi cerca".
Nella mia casa manca il telefono. Il telefono fisso.
Non pensavo che ne avrei sentito così tanto la mancanza e invece ieri quando ho sentito squillare quello del piano di sopra, o di fianco, ancora devo orientarmi bene, ho provato un'invidia fortissima. Avrei voluto suonare ai vicini e chiedergli se potevo rispondere io. O se magari era per me.
Il suono del telefono che squilla è così casalingo, un pò come il citofono. Che a me quando suona il citofono mi piace un sacco perchè ti lascia ancora il gusto della sorpresa. Come l'ovetto kinder.
In realtà non distinguo ancora il citofono dal campanello, infatti una sera m'ha suonato il vicino, io ho risposto al citofono e poi ho sentito la voce dietro la porta e m'è preso un colpo.
Col telefono fisso cercano te, a casa, per forza.
Non te in giro, o al bagno, o mentre guidi, mentre mangi, dormi, fai la spesa al lidl, stai provando una maglia in un camerino, sei in piscina, stai lavorando, sei dall'amica, in bicicletta, nel parcheggio di mediaworld mentre stai scavalcando il muretto per andare alla Coop...
Se ti chiamano sul telefono fisso o sei a casa, o non ci sei. Punto.
Forse potrei risolvere il problema comprando un minicellulare (fanculo al canone Telecom) e evitando di memorizzare tutti i numeri. Magari memorizzandoli tutti con una A. Oppure A1, A2, A3. Ah no, che poi penso che mi stanno chiamando dall'autostrada...

mercoledì, novembre 05, 2008

Domenica è sempre domenica

Io sono nata di Domenica. Una domenica di Gennaio.
Nascere di Domenica comporta una visione della vita e una formazione del carattere diversi rispetto al nascere durante un giorno lavorativo.
Domenica, giorno di riposo;
giorno in cui la sveglia minimo suona alle 10. Se suona.
Giorno in cui puoi permetterti di girarti dall'altro lato e continuare a domire sotto metri di piumone d'oca.
Giorno in cui quando ti alzi, ancora con gli occhi appiccicati ti gratti la testa, strisci in cucina e se non hai una famiglia meridionale che cucina le melanzane alla parmiggiana o l'impepata di cozze, o la frittata di zucchine, ti fai un tazzone di latte e biscotti possibilmente al microonde e guardi alla tv il film appunto della Domenica. Ma lo guardi solo, mica lo capisci.
Poi attendi il pranzo della Domenica, quello coi parenti.
Di quei pranzi abbondanti e lunghi dove a metà mangiata slacci il bottone dei pantaloni e cerchi di nascondere vergognosamente il misfatto con il bordo della maglia se sei settentrionale, se invece sei meridionale è un vanto. E alla fine stendi le gambe sotto il tavolo e tieni la testa da un lato con la bocca un pò aperta, sperando che qualcuno crolli prima di te.
Domenica, giorno del riposino pomeridiano, che di solito va dalle 14 alle 17/18. E poi ti svegli, e se è una bella giornata, vuoi non farti la passeggiata a Salice Terme (n.d.r. ridente paesino della provincia di Alessandria, famosa per le terme e per il parco)?? Se invece è brutto bevi il the col latte e con i biscottoni di sfoglia. In tuta e pantofole. E poi ti stiri un pò e sbadigli. Poi ti gratti ancora un pò la testa e mediti sul da farsi senza risolvere nulla.
Poi c'è la cena, con gli avanzi del pranzo, che però ti dureranno anche per la settimana successiva.
Di domenica quasi tutti i negozi sono chiusi, tranne le pasticcerie.
Le tabaccherie sono chiuse, molte edicole sono chiuse, il panettiere è chiuso, il tuo bar è chiuso, a volte anche le strade sono chiuse. Nessuno lavora negli uffici, vabbè quallo succede già in molti uffici anche in settimana. Nelle strade ci sono pochissime macchine, qualche bicicletta magari.
La Domenica si è tutti piu' buoni perchè si va a messa. Io non ci vado ma sono buona lo stesso.
E dopo cena si va al cinema.
O a casa degli amici.
O si sta col fidanzato se ce l'hai.
Oppure non so, perchè la domenica sera è ormai pre-lunedì.
Nascere di Domenica vuol dire che quando tu entri nel mondo è tutto ovattato.
Quindi, non chiedetemi di vivere di lunedì , santo cielo!
È domenica pei poveri e i signori,
ognuno può dormir tranquillamente.
Nè clacson, né sirene, nè motori,
si sveglia la città più dolcemente.
Persino il gallo, molto premuroso,
non fa "Chicchirichi".
Ha scritto sul pollaio:
"Buon riposo, ritorno lunedì"

martedì, novembre 04, 2008

Voglia di litigare

Come se non lo sapessi che ho poco tempo. Ho spostato il tavolo da una parte apposta. Per avere piu' spazio e per muovermi in fretta in casa. Perchè tu sei lì da una settimana almeno e mi vedi che sono sempre di corsa. Entro, esco, rientro, riesco, togli gli stivali, metti le ciabatte, rimetti gli stivali, ririmetti le ciabatte,fai la doccia, apri il frigo, butta quello che avevi scongelato, lava i piatti, fai la torta, togli le ciabatte, metti gli stivali, a volte dormi...
E tu lì in mezzo alla sala. Che oggi appena ti sono passata vicino e non ti ho considerato, per attirare l'attenzione, ti sei buttato a terra.
Come i bambini.
Ti ho tirato su e tu, per farmi arrabbiare, di nuovo a terra.
Ti giuro che non volevo ma mi hai fatto arrabbiare e ti ho dovuo scaraventare sul pavimento.
Vuoi stare coricato, cazzo, stacci, brutto stronzo.
Guarda puoi stare steso per terra anche tutta la notte. E se quando torno a casa sei ancora lì, ti passo sopra e non mi frega se ti rompi. Potessi ti tirerei contro il muro. Prenderei un martello e ti deformerei tutto. Ti schiaccerei talmente tanto che alla fine potresti essere pronto per essere riciclato in una lattina.
E poi con quel rumore metallico...guarda se c'è un rumore che mi da i nervi sono le tue bacchettina sottili metalliche.
Il pensiero di tornare a casa e trovarti ancora aperto mi fa venire voglia di fumarmi dieci sigarette, mi fa accartocciare lo stomaco, mi fa rosicchiare le unghie.
E non provare a farmi pena, perchè ci metto un secondo a chiamare l'AMIU e a farti portare via.
Fastidioso stendino del cavolo.

Cerchi nell'acqua




















Potrebbero benissimo,
Davanti ai tuoi cerchi nell’acqua,
Prenderti per l’idiota
L’idiota del paese
Che è restato là
A far cerchi nell’acqua

mercoledì, ottobre 29, 2008

Titoli di post che non scriverò mai.

Cacchio io mica l'ho più visto il cielo.
Sono stranita dal fatto di aver visto la TV ieri sera. E' stato originale:S
"re Mida ha le orecchie d'asino.."
Alla fine l'inverno ha il suo perchè.
sottotitolo "l'estate fa pum, l'inverno è diluito nel tempo"
"re Mida ha le orecchie d'asino.."
So mantenere un segreto. Anzi due.
un saluto al Mauri
"re Mida ha le orecchie d'asino.."

Trova l'errore:)

Aspettando il disegno di Vale...

lunedì, ottobre 27, 2008

Il cielo sopra Alessandria

Oggi il cielo ha qualcosa che non va.
E' bianco.
Troppo bianco per essere un cielo normale. Il sole, manco a parlarne.
Il cielo deve essere azzurro. Quando alle elementari ci facevano disegnare, il cielo si faceva azzurro, mica bianco. Vabbè magari c'era qualche bambino che lo faceva verde, ma quelle erano altre storie. Io per esempio quando ci facevano fare il disegno libero, facevo il classico "montagne marroni sullo sfondo, con punta ghiacciata con sole al tramonto, colline marrone chiaro, prato verde chiaro, casa con muri gialli e tetto rosso, stradina, laghetto con papere, panni stesi e appunto cielo azzurro". Poi non si poteva capire come il cielo potesse essere azzurro col sole al tramonto...
Io ho provato a indagare sul perchè del cielo bianco, oggi, e sono giunta a queste spiegazioni:
-ad Apollo non deve essere suonata la sveglia e quindi è rimasto a dormire (beato lui) non portando il suo carretto col sole in giro per il cielo;
-il cielo si deve essere ammalato, in effetti un pò palliduccio lo è, toccherà andare a comprargli qualche medicina, ma magari vado alla Coop che ci sono gli sconti;
-il sole, in periodo di scioperi, s'è messo in sciopero pure lui;
-devono aver finito il colore azzurro cielo, perchè qualcuno lassù s'è dimenticato di ordinarlo al colorificio e l'hanno rimpiazzato con un bel bianco cotone tendente allo grigiolino smog;
-il gruppo scenografia deve aver caricato troppo l'effetto cielo bianco. D'altronde ieri sera hanno caricato troppo l'effetto nebbia...;
-volevano far mimetizzare la nuova struttura universitaria di Scienze M.F.N. di Alessandria, un bel blocco di piastrelle bianche che quando c'è il cielo appunto bianco, si fonde con esso. Bisognerà avvertire la gente e i piccioni che non ci vadano a sbattere contro e soprattutto gli studenti che non vale la scusa "oggi non ho fatto l'esame/lezione perchè non ho trovato l'università";
-i miei occhiali sono talmente appannati che ormai non filtrano nemmeno piu' i colori.

Ora, io rivorrei il cielo azzurro, perchè è per questo che la mia settimana non è iniziata molto bene.
Solo per il cielo, mica per altro...

giovedì, ottobre 23, 2008

E vissero tutti Infelici e Scontenti.

Io sono arrabbiata con mia mamma.
Da piccola mi raccontava le favole per farmi dormire al pomeriggio. A volte si addormentava prima lei e io le dicevo "eh e poi??mamma e poi???"
Ma non sono arrabbiata per questo.
Sono arrabbiata perchè ho scoperto che mi ha raccontato delle bugie.
Io sono convinta che me le raccontava a fin di bene.
Un pò come scoprire che babbo natale non esiste.
Mamma.
Ma perchè non mi hai detto ad esempio che quando Cenerentola andò al ballo, il principe mentre la stava inseguendo andò a sbattere contro una sua sorellastra e fu amore a prima vista? E cenerentola alla fine continuò a fare cenerentola, anzi no la licenziarono perchè aveva troppo la testa fra le nuvole e parlava con i topi e gatti e una fata invisibile "che una matta qui non la vogliamo mica tra i piedi!!eh. da quando hanno chiuso i manicomi..."
E perchè non mi hai detto che Biancaneve fu baciata in realtà da un nano e quando lei si svegliò gli disse "beh cominciamo bene la giornata" e se ne andò di nuovo dalla matrigna per pregarla di farle mangiare un'altra mela avvelenata, ma il negozio di frutta e verdura della matrigna era stato comprato da una supermultinazionale e ora la frutta aveva dei prezzi alle stelle, e così tornò dai nani e diventò la loro sgobbina?

E perchè non mi hai detto che il Lupo di Cappuccetto, invece di mangiarsi la nonna, trasformò la casa della nonna in una casa di riposo, di quelle grandi strafighe, perchè lui aveva i soldi e quando Cappuccetto arrivò da lei, non potè fare altro che scrollare le spalle e andarsene, nonostante lei andava lì tutti i giorni a portarle la focaccia ed era un punto di riferimento nella sua vita?

E perchè non mi hai detto che la Bella addormentata nel bosco è ancora lì che dorme perchè quel cretino del principe s'è perso nel bosco ed è laggiu' che vaga e per favore , qualcuno lo va a prendereeeeeee????Che poi si sanno come vanno a finire ste cose....
Che il principe incontra un'altra, che lui, che è tanto tempo che vaga, si è un pò rotto le palle e va a prendere un caffè con lei, e poi si conoscono, si amano ecc.. e si sposano. E loro si che vissero felici e contenti.
E poi la Bella si sveglia, perchè dopo che dormi per 100 anni ti sarai riposata, cazzo!! Beh si sveglia, scopre che tutto quello che aveva lasciato 100 anni prima è cambiato.
Che vicino al suo castello hanno costruito una superstrada e hanno buttato giù l'ala ovest per fare un centro commerciale. Che il suo vestito forse forse è un pò passato di moda, che la servitù ha cambiato nazionalità e che Cenerentola, poverina è stata licenziata.
E quindi ora è un pò disorientata, perchè lei sapeva che doveva arrivare il principe.
Allora piglia il libro accanto a letto e va a rileggere la fine e vede che hanno strappato la pagina che dice "Un bel giorno arrivò il principe..." e trova un post-it con scritto:"Aaabellaaaaa, svegliati va, che a fantasticare non ci si risolve un bel niente" e sbatte la faccia sul libro.
Poi si accende una sigaretta e se la fuma. E si fuma pure quella che aveva lasciato per il principe. Fa un bel respiro, si rimbocca le maniche, prende il decespugliatore e va nel bosco a levare un pò di quelle sterpaglie. Anzi decespuglia talmente tanto che adesso vede l'orizzonte.
Poi vede Cappuccetto seduta su un masso che piange. Le si avvicina, le sorride e le dice:
"Ti capisco tesoro. Anche per me oggi è stata una giornata di merda. Ho ancora due siga. Toh, fumiamoci le ultime due. E domani, che è un altro giorno, ricominciamo tutto da capo, me l'ha suggerito una mia amica, che le amiche, si sa, non ti lasciano mai sola"



Giuro, non capisco.

Oggi ho fatto il cartello per la chiusurà della piscina per San Baudolino, patrono della città.
Non mi spiego perchè non me l'hanno approvato :)

mercoledì, ottobre 22, 2008

Millepiedi

Io ho due piedi.
Giuro. Li sto guardando pure adesso. Due, due soli.
Ce li ho dal mattino alla sera.
Da quando mi alzo a quando vado a dormire. Beh anche durante la notte. Quando mi lavo i denti, faccio colazione, sempre due piedi. Quando pedalo, quando guido, quando corro, ok, ok, le rare volte che corro; quando sto seduta, quando mangio a pranzo da mamma, quando telefono. Sempre due piedi.
Ho anche tutte le scarpe in coppia. Due stivali, altri due stivali uguali a quelli di prima ma di colore diverso, due ciabatte, due scarpe col tacco, anzi qulle forse anche ,6 anche se non le tiro mai fuori, quattro scarpe da ginnastica. E tutta sta roba la uso nei miei due piedi. Non tutta insieme ovvio, se no sarei un millepiedi.

Ora io non mi spiego una cosa.
Un quesito che mi affligge e mi tortura e che mi mette in seria crisi.

Perchè diavolo ogni volta che faccio la lavatrice mi spunta un calzino in piu'???
Giuro, metto dentro 6 calzini, ne spuntano 7, ne metto 8 ne spuntano 9, ne metto 2 ne spuntano 3.
Io giuro che conto. Li metto nell'oblò a coppie.
Poi li stendo a coppie...e toh! un calzino in più.
E non è che un calzino in più e poi nel lavaggio successivo spunta il gemello. Nooo. Spunta un altro calzino ancora.
Eppure ho due piedi. Lo giuro:)

martedì, ottobre 21, 2008

La prova del cuoco

A casa mia vecchia ha sempre cucinato mia mamma, durante la settimana, che arrivavamo da scuola ed era già tutto in tavola. Talmente tutto che a volte non ci stavamo nemmeno noi.
Perché mia mamma non faceva primo secondo e contorno, no, lei faceva "due primi - due secondi - la frittata - le melanzane (rigorosamente alla parmiggiana) - i peperoni - le zucchine ripiene - c'è il prosciutto crudo - quello cotto - la mortadella - ah, anche un pò di ricotta e le mozzarelle - i formaggini Mio. Ho fatto anche la frutta cotta, avevo paura che ci fosse poca roba"
Invece il sabato e la domenica cucinava papà, che la cucina diventava un luogo inaccessibile protetto da segreto di stato e ci svegliavamo con l'odore della frittura di pesce invece che col profumo del latte e caffè. Sta di fatto che alla fine sembrava di essere al ristorante. Mio papà con tre cose nel frigo riesce a tirarti fuori un pranzo per 100 persone. E che pranzo.

A me invece non piace tanto cucinare.
Mi fa venire l'ansia.
Mi aumenta il battito cardiaco, mi provoca crisi isteriche e di nervosismo.
Mi mette a disagio anche solo salare l'acqua di cottura della pasta.
Anche perchè:
perchè non c'è una regola per salare l'acqua della pasta?
E perchè quando uno sala, poi a discrezione aggiunge sempre un pizzico in più? A me quel pizzico scatena delle crisi esistenziali non da poco. Sarà quel pizzico a fare la differenza? E se non lo metto poi la pasta viene sciapa?
Ci sono troppe variabili nel salare l'acqua che io non riesco a gestire. tipo la dimensione della pentola, la quantità di acqua, il numero di persone, la quantità di pasta...
Io ci ho provato qualche volta a cucinare, ma poi mi fermo sempre su parole di significato troppo soggettivo e complesso, quali:
-rosolare
rosolare il pollo ad esempio. che cazzo vuole dire? deve esssere simil cotto ma non troppo? allora non potete scrivere cuocete un pò il pollo?
-dorare
tipo, dorare la cipolla. A me la cipolla non si dora. Passa da cruda a bruciata. Non c'è un passaggio intermedio.
-imbiondire
cielo, ma stiamo parlando di cucina o di tinta per capelli? io così mi confondo...
-scottare
di solito l'unica cosa che si scotta sono le mie dita perchè mi dimentico che le pentole possono bruciare se le prendi a mani nude.
-mondare
a me vengono solo in mente le mondine. Generalmente se c'è questa parola, salto la ricetta.
-fuoco lento
cos'è il fuoco lento? io conosco il fuoco basso. forse devo farlo uscire piano dal fornello? dovrò chiamare il tecnico della cucina..
-pepe quanto basta
quanto basta a chi? a me, a chi mangia, o a chi ha scritto la ricetta?

Certo che se mia mamma da piccola mi avesse comprato il Dolce Forno Harbert...

venerdì, ottobre 17, 2008

Caso n°651989/a

Stamattina m'è successa una cosa troppo strana.
Ho deciso di fare colazione. Che può sembrare strano pure questo visto che ultimamente non riesco a svegliarmi in tempo al mattino. beh non solo ultimamente (...)
Ho deciso di fare colazione col latte.
Io amo il latte, i piu' intimi sanno che ho preso il latte da mamma fino a 3 anni. (come consiglia pure l'O.M.S.)
Dicevo, ho deciso di fare colazione col latte caldo, che freddo di prima mattina non è il caso.
Ho preso il Mio pentolino e ho messo il latte a scaldare.
Poi ho continuato a fare le mie cose: lavarmi-fissare il vuoto, vestirmi-fissare il vuoto, pettinarmi-fissare il vuoto.
Quando mi sono ricordata del pentolino, era troppo tardi.
Un'enorme palla di schiuma bianca stava per avvolgere tutti i fornelli. Ho spento il gas e ho soffiato un pò.
Il tempo di prendere una yogobrioche e tornare in cucina e mi sono accorta con mio grande stupore misto a terrore che dentro al pentolino non c'era piu il latte.
Ho guardato intorno ma niente. Tutto pulito. Ho guardato per terra. Pulito.
Ho guardato pure dentro la tazza. Pulita. Lavandino. Pulito. Stavo pure per aprire il mobiletto.

Adesso io vorrei sapere:
dov'è finito il mio latte?? O_o

mercoledì, ottobre 15, 2008

Piccole distrazioni che contano

Finalmente sono riuscita a cambiare la mia cassettiera.
Certo, ieri ho utilizzato il mio unico pomeriggio infrasettimanale libero dal lavoro per andare all'Ikea a cambiare la cassettiera KULLEN color betulla 70x40x112 cm dal peso di 33 kg con una splendida cassettiera KULLEN color betulla 70x40x112 cm dal peso di 33 kg.
Certo perchè se ti chiami Patrizia, questa è la normalità.
La non normalità sarebbe stata trovarla bianca.
Il fatto è che tu approfitti e vai all'Ikea con la tua famiglia (sai com'è...per risparmiare un pò sulle spese), trovi una cassettiera come la volevi tu, perchè le pile di maglie nell'armadio cominciano e ripiegarsi su se stesse e diventare delle palle di pile, la trovi della misura giusta, la porti a casa soddisfatta, la apri, conti i pezzi, pure le minivitine che ti viene male a vedere che ne devi mettere almeno 50, ma poi pensi: "Ma il colore ci starà bene?"
E allora trascini un pannello in camera e realizzi che hai fatto una bella scelta del cavolo, rimetti tutto dentro, risigilla tutto, chiami, "Si gliela cambiamo Signora" (e daje co sto "Signora"), trascini 33 kg per le scale, parti, 20 euro di benza, piu' 8 di autostrada, arrivi all'Ikea, consegni tutto tutta fiera, vai nel reparto Cassettiere, la vedi da lontano e poi...
...poi quando la guardi da lontano, col tuo amico vicino che già che sei a Milano approfitti e lo saluti che è almeno 4 anni che non vi vedete, ecco che ti viene il dubbio.
Atroce. Ti assale:"Ma bianca...esite?"
La risposta è a pagina 172 del catalogo Ikea.
No. Non esiste.
Il tuo amico ride, giustamente. Di gusto.
Tu resti senza parole.
E pensi perchè merda non ti è venuto in mente di controllare.
Perchè??
Perchè ti chiami Patrizia, e questa è la normalità.

lunedì, ottobre 13, 2008

Se io, se Lei

Io non ho dei freni nella bicicletta. Ho dei rallentatori.
Si perchè quando schiaccio le leve devo calcolare 5, 6, 7 metri di spazio prima dell'ostacolo.
Ho già rischiato un 500 volte di stamparmi contro le macchine.
Però ora ho imparato a calcolare la distanza. Il problema è quando devo frenare di colpo. Allora scendo dalla bici in corsa o freno anche un pò coi piedi.
E' vero dovrei far mettere delle pasticche nuove, ma io non ho il tempo per mangiare figuriamoci per mettere delle pasticche.
L'altro giorno stavo andando contro una macchina e viceversa e la signorina mi ha gridato dal finestrino" SIgnoraaa stia attenta"
Io con un espressione che intendeva"Signora. Fa freddissimo, sono le otto del mattino e io per risparmiare i soldi della benzina mi muovo con questa bici di recupero arrugginita che io amo e non la cambierei per niente al mondo, cerchi di comprendere, mi scusi"
Poi sono andata avanti e quando ho realizzato che mia aveva dato del LEI, volevo tornare indietro e farle un buco sul cofano con una di quelle pallette chiodate.
Io vorrei avere semrpe con me una palletta chiodata.
Da piantare sui cofani delle macchine. E poi lasciargliela li.
Io quando mi danno del LEI non riesco piu' a capire cosa mi stanno chiedendo.
Inizio a dire"Come del Lei, sei matto? Ma come ti permetti?" Poi mi viene da ridere e mi si alza un angolo della bocca e piu' mi trattengo piu mi viene da ridere.
Perciò, prima di rispondere devo abbattere le distanze.
Non è questione di non essere educati, è che io proprio non riesco a dare del Lei.
Io riesco a essere educata anche dando del Tu.
Maledetto formalismo.

giovedì, ottobre 09, 2008

PoST&

Questo post è dedicato a Punzy e a Beppe.

Oggi sono andata in Posta a spedire una cosa per Beppe.
Avrei dovuto spedirlo la settimana scorsa, ma al solito la mia disorganizzazione ha avuto la meglio.
Dopo essermi scassata 15 minuti di sonno pieno facendo la magnetoterapia, dormita con sogno compreso e risveglio improvviso con perdita di orientamento spazio-temporale, occhi rossi e bocca aperta, sono andata in Posta Centrale, che per fortuna è aperta pure in pausa pranzo.
Arrivo allo sportello Pacchi.

La signorina mi dice che devo attendere 10 minuti che ha da finire la sua roba.
Attendo.
La mia busta è troppo grossa per essere mandata come Raccomandata con Ricevuta di ritorno.
Devo fare Pacco Celere. Costo: 10 euro.
Signorina, le dico, con tutto il rispetto (anche per te Bep), ma io con 10 euro prendo un bigletto del trenoA/R per Torino, porto a mano il pacco a Beppe, lo saluto, lo abbraccio, ci prendiamo un caffè, ci facciamo un giro per Torino che magari è anche una bella giornata, ci risalutiamo, ritorno a casa e cosa fondamentale, sono sicura che il pacco verrà consegnato"
Le viene un'idea geniale. Rimpiccioliamo la busta. "intanto compili il modulo"
Nel frattempo serve una Signorina che deve spedire qualcosa come 25 raccomandate.
La serve. Tocca a me.
Poi mi fa"E ma io ora ho finito il turno deve andare nell'altra sala allo sportello raccomandate.
Sala deserta. Sottolineo deserta.
Mi avvicino allo sportello e la signorina dietro lo sportello che già aveva una faccia di quelle donne superbe-frustrate, con aria isterica mi fa"Ha preso il numero?"
E io sorridendo :"Ma non c'è nessuno"
E lei" Non mi interessa, deve prendere il numero"
Vado a prendere il numero.
Torno e nel frattempo mi era passata davanti una signora, SENZA numero.
Attendo. Tocca a me. Le spiego cosa mi ha detto l'altra sportellista.
Mi fa"Ah no deve fare pacco celere. la busta non va bene, torni di là"
Torno di là.
La signorina dell'idea geniale mi fa"Ah no ora c'è il cambio turno. Deve aspettare 10 minuti"

Beppe, ho deciso che vengo a Torino.




mercoledì, ottobre 08, 2008

Non ho tempo.
A volte mi chiedo come sia possibile che tante persone riescano a fare cosi tante cose. Probabilmente dormono poco. Eppure io non vado mai a dormire prima di mezzanotte..
Stavo leggendo Pulsatilla. Ecco Pulsatilla, oltre che ad essere riuscita ad avere fama, successo e un appartamento da 1000 euro sulla tiburtina con un blog (eh patty!), per esempio, ha visto un sacco di film. Io no.
Una cosa che mi fa arrabbiare proprio tanto sono le citazioni dei film. Cioè. La gente che cita i film. ma iodico comeccacchiofate a ricordarvi le frasi dei film? Io che ne ho visti pressappoco 3 (Il ciclone, Armageddon e forse Alla ricerca di Nemo) faccio fatica a ricordarmi la trama.. per esempio quando mi dicono "AAhh, si hai visto il tale film? Sisi proprio quella scena! Ma con quell'attrice (e a questo punto si elencano TUTTI i film di quell'attrice), io sorrido, cerco di imitare con nonchalanche tutte le espressioni facciali cercando di non perdere il minimo movimento e poi dico "aah già, che ridere!".

E poi vorrei il tempo per leggere, uscire, scrivere sul blog, metterlo a posto "seriamente", fare allenamento, andare a fare un giro, ecceccecc. Invece anche adesso ho il tempo che mi bussa sulla spalla, ho fretta e non ho più tempo di pensare.
Che ansia.

P.S.
Ieri sera guardandomi allo specchio. Due rughe, sotto gli occhi. Devo trovare una crema revitalift contorno occhi Oil of Olaz con effetto antietà e trattamento Q10. Accetto consigli.

lunedì, ottobre 06, 2008

My Self

Io ci lavorerei dentro al Self.
Anzi no, ci andrei proprio a vivere.
Non so perchè mi manda fuori quel negozio. Ma è solo il Self, perchè il Brico ad esempio non mi fa lo stesso effetto. Nemmeno l'Ikea o altri similnegozietti di bricolage e fai da te.
Oggi sono andata al Self e quando sono entrata il mio cuore si è illuminato d'immenso.
A me basta poco per rendermi felice. Non ti chiedo di portarmi a comprare le scarpe, o a fare shopping, o dal parrucchiere, o di regalarmi la borsa firmata, o di portarmi al lago, o a sciare, o , o , o. A me basta andare al Self.
Tipo oggi gurdavo i trapani e le punte per fare i buchi nel legno.
e già avevo costruito una libreria.
Poi mi sono messa a guardare delle specie di stecche di metallo che quando le sfilavano mi veniva la pelle d'oca alta un km. E mi sono immaginata i miei supporti per le lampade che non realizzerò mai.
Poi ho visto dei trucioli di spugna e ho immaginato i miei paraspifferi fatti a mano. Che farò. Non ora, ma li farò.
Poi ho visto le rotelle. Si le ruote, perchè voglio mettere le ruote allo stendino che mi stanco a sollevarlo.
Quando vado al Self giro tutti i reparti, anche quelli delle viti, quelli delle vernici, quelli delle tende, dei portacose in bagno. Peggio che al supermarket.

Poi ho immaginato di lavorare lì e io sono certa che mi ricorderei dove sono tutte le cose. Perfettamente. Perchè io ho una pessima memoria, tipo che oggi sono andata dal dentista e ho sbagliato giorno perchè l'appuntamento è lunedì prossimo, ma quella visiva funziona bene (vabbè magari non mi ricordo che alcuni miei amici e parenti hanno il pizzetto da quando li conosco ma è uguale). La mia memoria è allenata dal mio lato disordinato. Tipo che io so ad esempio che i due pezzi del mio nuovo aspirapolvere si trovano in un contenitore nero e bordeux che sta sopra la tv della signora F. che è in camera da letto per terra vicino al letto e sopra il contenitore ci sono una felpa blu una rivista uno scontrino e una busta di plastica trasparente.
Sarei la commessa piu' sorridente di tutto il Self.
Sono sicura che i clienti verrebbero a cercarmi...
"Spetta Matilde, cerchiamo quella signorina che sa dove sono tutte le cose"

venerdì, ottobre 03, 2008

"E' lo stress"

C'è qualcosa che non va quando:

-usi le chiavi di casa per aprire l'ufficio e a volte la macchina
-usi le chiavi dell'ufficio per aprire la porta di casa e a volte la macchina
-lasci sistematicamente in casa le chiavi della macchina, ritorni in casa per prenderle e te le ridimentichi, ri-ritorni e te le ri-ridimentichi.
-vai in bicicletta e cerchi di guardare negli specchietti retrovisori che non hai
-vai in macchina e per spostarti a destra ti giri come se fossi in vespa
-mentre fai una telefonata col cellulare cerchi lo stesso cellulare nella borsa e ti agiti perchè non lo trovi
-chiedi a un tuo amico di farti squillare il cell che non trovi, poi torni a casa, lo trovi, e gli mandi un sms con scritto "oh, ma mi hai chiamata?"
-hai 4 confezioni di ammorbidenti diversi, aperte.
-costringi a giocare il torneo con un pallone rosso perchè quello grigio è troppo grigio e non lo vedi
-citofoni quando torni a casa (vivi da sola)
-quando entri in casa, saluti (vivi da sola)
-telefoni a Giacomo (che non senti da almeno 3-4 anni) memorizzato sotto "Giusy" pensando che sia Giusy che è in pericolo di vita, perchè ti ha fatto uno squillo e quando lui ti risponde capisci che hai fatto una cazzata e esordisci dicendo "ok. posso spiegarti tutto"
-hai un giacomo memorizzato sotto "Giusy"
-continui a chiamare Chiara degli scout pensando che sia Chiara del lavoro.
-pulisci casa dalle 07.00 alle 07,45 del mattino e dalle 01.00 alle 01.45 di notte.
-hai l'armadio trasferito sullo stendino
-ti immagini l'armadio sullo stendino (volevo dire quando hai il guardaroba trasferito sullo stendino)
-hai tre spazzolini da denti (vivi sempre da sola), due tuoi e uno di vale e li usi tutti e tre a rotazione(quello di vale solo perchè ti confondi che è verde come uno dei tuoi)
-scrivi una mail alla neutrorobert's dicendogli che il tappo del deodorante stick è poco funzionale perchè si riempie di polvere non si chiude bene, quindi se cambieranno il tappo sarà merito mio.
-la neutroroberts' ti risponde
- parli con una tua amica e le dici:"oh l'altro giorno sono stata in tal posto" e lei:"hem c'ero io con te"
-non ceni perchè non hai tempo

...ma hai tempo per fissare il vuoto...

giovedì, ottobre 02, 2008

Cure alternative

Io credo che la Nutella sia la cosa piu' buona del mondo.
Quando ero piccola era la mia merdenda preferita. Col pane. Possibilmente fatto in casa da mia mamma che quando entravi in casa e poi uscivi al pomeriggio sembrava di essere stata al Forno del paese. Cioè di viverci dentro al forno.
Di solito mia mamma coricava tutto il barattolo sopra il pane. Anche perchè a me fanno arrabbiare quelli che fanno i panini e sporcano solo il pane per risparmiare la Nutella.
Insieme erano d'obbligo il succo alla pesca di una qualunque sottomarca e Bim Bum Bam con incluse lacrime per cartoni tipo Il Giardino segreto. Cavoli quante lacrime ho mangiato col panino per quel cartone.
Anche Sarah o lovely lovely sara mi faceva piangere.
In realtà la cosa che mi piaceva di piu' in assoluto era il toast con la Nutella. Il toast crudo per intenderci. Se poi potevo pucciarlo in un bicchiere di latte freddo, voleva dire che la merenda era a 5 stelle. A casa mia la Nutella non mancava mai. (insieme alla maionese Calvè e alla Coca-Cola)
Adesso non mangio piu' tanta Nutella, che se solo guardo il barattolo prendo 5 chili e mi spunta un brufolo in mezzo alla fronte.
Però, ogni tanto, quando sono triste, o molto triste, o molto molto davvero triste, svito il tappo e mi faccio un cucchiaino, come nella foto.(quel giorno ero particolarmente triste...)
Io non so che cosa ci mettono dentro, sta di fatto che poi mi sento subito meglio. Solo il profumo mi fa stare meglio.
A casa mia, casa mia vecchia, sono sempre state bandite le imitazioni. Mia mamma ha provato una volta a portare una roba che dovrebbe chiamarsi CiaoCrem, bicolore.
L'abbiamo presa in giro per giorni.
Tutto ma non la Nutella (e la maionese Calvè e la Coca-Cola)...

lunedì, settembre 29, 2008

The Butterfly Effect

In questi giorni, da un lungo, lungo letargo, mi si è risvegliato uno sliding doors.
Uno di quelli veri però, con la V maiuscola, quindi Veri.
Nella mia vita ho vissuto solo due momenti degni di essere chiamati tali.
Ovviamente legati a due persone. Si, si due ragazzi, diciamolo pure. Il secondo perso, svanito nel nulla, dissolto, o semplicemente gli ho rotto le balle e non ha voglia di sentirmi, ci sta alla fine.
Il primo "ritrovato".
Inevitabile. Ho iniziato a chiedermi dove e come sarei ora.
E giù un film. Però una pellicola da due ore piene :) Compreso di colonna sonora e applausi finali al cinema, che non ho mai capito perchè la gente applaude che non tanto non li sente nessuno.
Mi sono calata in una parte non mia, dove la protagonista oggi, non sono io.
Sono ritornata indietro di ben 10 anni.
Un'altra testa. Altre idee. Altri obiettivi.
Allora ero una ragazzina (beh anche ora): scuola, mamma apprensiva, inesperienza, balle per muoversi di 10 metri da casa. No, non mi voglio giustificare, ero così e basta.

Ho provato a cambiare la mia scelta. Visto che tanto questi pensieri li posso fare mentre contemporaneamente faccio altre mille cose, tipo guidare, stirare, parlare con le persone, cucinare, no quello no che tanto non cucino mai.

Oggi vivrei in un altra città, probabilmente avrei un altro lavoro, magari farei la maestra d'asilo adesso, avrei altri amici, altre abitudini, magari andrei in palestra, sarei un pò piu' stressata dal traffico e soprattutto avrei un'altra casa ad occhio e croce molto, molto diversa dalla mia.
Mi sono chiesta se ora sarei quello che non sono o se sarebbe comunque andata come è andata. Per un attimo mi sono permessa di immaginare ad occhi aperti una vita non mia.
In effetti non lo faccio mai...per dire.
So solo che in tutte e due le situazioni di cui all'inizio, sono “rimasta” invece di “partire”.
L'unica cosa di cui posso essere contenta, è di essermi levata di torno giusto in tempo.
Non è questione di pentirsi, è solo che a me gli sliding doors mandano in palla.

E soprattutto: quando Madre Natura distribuiva Coraggio e Altezza, dove cacchio ero?



domenica, settembre 28, 2008

Uno su un milione

Quando compro qualcosa di nuovo, qualunque cosa, non penso mai che potrebbe essere fallato, difettoso, rotto. Si, tipo che lo accendi non parte, lo riporti indietro e ti dicono"guardi signora (signora a chi, brutto scemo?!), deve esssere difettoso, capita una volta su un milione di pezzi".
Tu glielo lasci e loro nella migliore delle ipotesi ti danno un nuovo pezzo, uguale.
Io credo di esser quel pezzo su un milione.
Solo che non mi possono cambiare. In realtà ci hanno provato in molti ma sono sempre ritornata indietro difettosa. Credo che il problema sia in qualche collegamento nel mio cervello. Come se ci fosse qualche tubicino staccato. O mal collegato.
Ora provo a vedere se trovo la mia garanzia da qualche parte, che mi rimando alla casa costruttrice. Magari riescono ancora a mettermi a posto...

venerdì, settembre 26, 2008

Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie

Profumo d'inverno. Profumo lontano di montagne innevate, di cioccolata calda, di maglioni di lana e stivali.
Profumo di foglie secche tutte appiccicate sull'asfalto, bagnate dalla pioggia; profumo di crema per le mani s.o.s. Glisolid che ci mette tre ore ad assorbirsi. Profumo di torta di mele, di polenta che non mi piace, di castagne (una volta mia mamma si è dimenticata la padella delle castagne sul fuoco e abbiamo dovuto ridare il bianco in tutta la cucina -_-)


Stamattina, sarei stata tutta la mattina a guardare l'operatore ecologico che, con una specie di phon gigante soffiava via le foglie da sotto un viale alberato. In realtà eravamo in quattro a guardarlo. E mi sono subito sentita meno sola. Deve dare una soddisfazione immensa vedere tutto l'asfalto perfettamente pulito. Avrei voluto chiedergli se poteva farmi provare un pò. Io avrei phonato meglio. Avrei impugnato il phon tipo pistola laser. Avrei anche soffiato ai passanti. Lui aveva i pensieri e lo scazzo.
In ogni foglia ho visto un pezzetto della mia estate volare via. Un ricordo, un momento, un sorriso, una serata sulla spiaggia, un bagno, una birra, un bicchiere di vino. Tutti spostati e ammassati in un unico grande mucchio di foglie-pensieri. Tutti rimescolati e sconnessi.
Una era un pò lontana dal mucchio. Le sono andata vicino e ho visto il mio pensiero. Un altro colpo di phon ed è finita con le altre.
Un brivido di freddo mi ha risvegliata e l'euro ghiacciato tra le mani mi ha ricordato che un marocco chiaro mi aspettava al bar.

lunedì, settembre 22, 2008

da Jack

"Sono disposto io a mettermi coscienza e controcoscienza sotto le suole delle scarpe e cercare solo quel che mi fa essere felice, che mi far star bene, che mi fa ridere, per sentirmi vivo sul serio? Si, io sono disposto. E non è tutto qui. Il punto è che mi sto perfezionando, poichè questa è una materia difficile. E poi non voglio cadere nell'errore banalissimo del negare l'esistenza o addirittura l'importanza fondamentale dei sentimenti, (...)"

"E va bene che non bisogna dipendere da nessuno nella propria cazzo di vita, ma io mica dipendo. Io vivo anche da solo, senza dipendere da nessuno, come ho fatto fino a quattro mesi fa, col pilota automatico. Mi sbatto le mani in tasca e comincio a camminare dove mi porta la strada(...).
Posso sopravvivere col pilota automatico, ma vivere, è un'altra cosa."

domenica, settembre 21, 2008

giovedì, settembre 18, 2008

Nuovi inquilini

Ho un'aspirapolvere nuova. In realtà ho un'aspirapolvere e basta perchè non è che ne avessi una vecchia prima.
E' strano possedere un'aspirapolvere. Di solito si possiedono cose diverse, non so una macchina, un motorino, una bicicletta, un cellulare, una borsa. Ma non un'aspirapolvere.
E invece questa è tutta mia. Mia e basta.
Ieri la guardavo. L'ho montata senza leggere le istruzioni come faccio sempre con le cose nuove e poi ho fatto finta di pulire. Ho fatto finta perchè era l'una di notte.
Anche oggi l'ho guardata. E sono felice perchè ha un tasto fighissimo che se lo schiacci riavvolge tutto il filo. In un batter d'occhio.
Così ho attaccato la spina per vedere quando aspirava e poi click. E ovviamente ho schiacciato il tasto del riavvolgimento del filo perchè sono rincoglionita. E il filo s'è riavvolto, in un batter d'occhio, come quando succhi uno spaghetto, che a momenti mi sradica la presa dal muro.
La mia aspirapolvere è divertente perchè non ha il sacchetto ma ha un contenitore trasparente tipo quello dei frullatori dove la polvere gira come nella tromba d'aria del Mago di Oz.
Quindi a fine aspirata vedi tutto quello che hai raccolto.
Uno schifo insomma...

mercoledì, settembre 17, 2008

Fastidi in pillole - aggiornamento 2

1. non ricordarsi il nome della tua vicina alla quale ti sei presentata due volte, che puntualmente ti saluta dicendo "Ciao Patrizia"
2. bere il primo sorso di caffè pensando che sia zuccherato.(ovviamente l'hai anche mescolato prima)
3. le persone che per riempire il vuoto e il silenzio del loro arrivo, fischiettano.
4.
quando sviti un tappo di un qualunque barattolo o confezione e il suddetto tappo ti cade dalle mani e puntualmente rotola nell'angolo piu' recondito della stanza(es. sotto il letto, in fondo)

martedì, settembre 16, 2008

La maledizione del giubbottino

Giubbotto n.1
Giacchino di jeans comprato con il primo stipendio ;_; insieme alle gazelle dell'adidas di colore grigio.
Desiderato e acquistato a un prezzo non proprio modico.
Dimenticato in un locale di Tortona. Docs o doxx o come cacchio si scrive tanto quel posto lo odio e non ci metterò mai piu' piede.
Ritrovato, a detta del padrone, ma misteriosamente riscomparso a detta di una stronza a cui ho telefonato dopo due giorni.

Giubbotto n.2
Giacchino di renna proprio carino, beige.
Hem..dimenticato sulla bicicletta sotto casa.
Tempo di salire e riscendere di corsa da casa che porcamiseria, forse è tanto se m'hanno lasciato la bicicletta.

Giubbotto n.3
Giubbottino di pelle marrone. Faticosamente acquistato in denaro contante, amato e curato, s'è strappato, si, strappato cavolo, sulla manica. Se non lo perdo mi toccherà una terribile toppa.

Giubbotto n.4
Giubbottino di cotone, marrone scuro.
Hem Hem..dimenticato sul treno per Asti, diretto aTorino.
Subito denunciata la scomparsa. Ritrovato a detta del signor bigliettaio.(e ci sono i testimoni che possono confermare) Depositato in stazione a Torino credo nella zona Oggetti smarriti custodita, binario 20 - 4° piano.
Dopo aver mandato Beppe (grazie) nella sua unica piccola pausa credo, si scopre che il giubbottino, pure lui è misteriosamente scomparso.

Ma vaffanculo va....

lunedì, settembre 15, 2008

Chiudi gli occhi.

Vorrei essere sotto le coperte. Adesso.

Per l'esattezza sotto un piumone. Uno di quei piumoni pieni di piume morbide che quando ti muovi scricchiolano un pò e fanno "pouf, ..pouf". Che piano piano riscaldano la pelle, perchè si crea una corrente di aria calda e quando ti muovi sotto il piumone senti proprio che è piu' calda rispetto a quella che ti sta ghiacciando il naso.

Fuori, nel resto della stanza.

Vorrei che mentre scrivo queste righe, i telefoni del mio ufficio esplodessero tutti assieme e che le porte del mio ufficio si insonorizzassero.
E mi divertirei a vedere la gente bussare invano.
Vorrei che la gente si calmasse un pò. Che si agitasse meno. Che non mi rompesse i coglioni, che oggi è solo lunedì. Ed è il 15 settembre e pare che sia la vigilia di Natale. Perchè mancano 6 giorni all'autunno e perchè non ci lasciano sti 6 giorni di fine estate col sole, maledizione. E non ho maglie pesanti, che io le odio le maglie pesanti. E poi la lana punge. E se mi metto la lana adesso a dicembre 'cazzo faccio?
Vorrei che la mia lavatrice ci ripensasse prima di rompersi, che non è proprio il momento. Non è il caso di allagare la cucina alle 8.25 di mattina quando sto per uscire di casa. E farmi imbrattare tutti pavimenti perchè io me ne sono accorta solo dopo essere passata piu' volte sopra l'acqua che la suddetta non arrivava da fuori.
Vorrei che la gente capisse che avere il cellulare non vuol dire "oh sono reperibile 24h/su24"
Che può anche essere che ce l'ho in fondo alla borsa, o sotto il letto, o nella vaschetta del water. Che se continui a chiamare io ora lo scaravento contro il muro e la sensazione che proverò nel vederlo sbriciolarsi a terra, sarà simile a un'iniezione di morfina, anche se non so cosa si prova ma me la immagino così.
Vorrei capire se si vive per lavorare o si lavora per vivere.
Vorrei un cucchiaino di Nutella.
Vorrei "ci penso io alla batteria della macchina, alla Vespa che non parte piu', alla lavatrice, ad attaccare il quadro, a comprare l'aspirapolvere, a metterti a posto l'antenna della tv, che ocome cazzo fai a vedere la tv così?, a sceglierti il pc portatile, che devi solo aprirlo e funziona tutto, la butto io l'immondizia, come stai bene vestita così"
Vorrei un pò di silenzio. E un gatto obeso che stasera, quando arriverò a casa mi faccia capire che oltre a essermi dimenticata di dargli da mangiare, non vedeva l'ora di vedermi...

giovedì, settembre 11, 2008

Te lo devo

Vale. Che tu sia Valerio, o Valentina, o Valentino, o Valeria, o Valeriana.
Stamattina tutta una via che di solito faccio per andare a lavorare era tappezzata con questi fogli.
Il mio stramaledetto lato sensibile si è appropriato di questa situazione. In una città in cui pare che tutti dormano, in cui pare che la routine si sia subito fatta largo tra le lettere di Settembre; in cui il grigio delle strade si fonde con il solito e conosciuto grigio del cielo, c'è qualcuno che riesce a farti vedere una pennellata di colore. A me è venuta la pelle d'oca. Ma si sa, io sono di parte.
Quindi Vale, io non so cosa ti abbia fato Lui/Lei; se stavate insieme da 10 anni o da un giorno; se ti ha tradito o viceversa.
Però mi sento di stare dalla parte di chi avrà passato tutta la notte a riempire la via di piccoli invisibili cuori rossi.

Anche perchè mi hai regalato un sorriso di prima mattina.

mercoledì, settembre 10, 2008

Una boccata d'Aria

Quando non avevo una casa mi piaceva andare in giro per megastore tipo il Self, Mediaworld, il MercatoneZeta, il mercatoneUno ecc, facendo finta di comprare questo e quello. ("uh il tappeto per il bagno, uuh" il fornetto a microonde,"uuh il tostapane che tosta le fette con la faccia di topolino" uuuhh la maniglia per la cassettiera). Io amo questi posti. Molto piu' che un negozio di scarpe.
Ora ho una casa e mi piace girare per i megastore facendo lo stesso finta che mi servano delle cose.
In realtà ieri sono andata da Mediaworld con la seria intenzione di comprare l'aspirapolvere.
E non pensavo ce ne fossero così tante in commercio. Io volevo solo un'aspirapolvere.
Soprattutto che aspiri la polvere. Non mi serve il beccuccio per il parquet. Non ce l'ho il parquet.
Trovato un compromesso fra prezzo-prestazione, veniva fuori un cubo della Rowenta rosso metallizzato. Io adesso capisco che bisgona concenrtarsi sulle funzioni, ma quel cubo rosso metallizzato, no davvero, ti faceva passare la voglia di pulire casa.
Così ho fatto finta che mi servisse un pc. Cioè, in realtà mi serve.
Poi ho fatto finta che mi servisse uno stereo.
Un i-pod.
Delle cuffiette.
Una spina tedesca.
Una videocamera.
Un frigorifero.
Un phon con diffusore.
Una stampante.

Sono uscita da MediaWorld con il cd di Allevi. AlleviLive.
E' il primo cd che compro. Gli altri, sempre tutti regalati.
Sono andata a casa. Ho messo su il cd. Mi diceva No disc.
Ho detto al mio stereo che non legge gli mp3"non ci provare, che da MediaWorld te li tirano dietro gli stereo" allora poi l'ha letto.
Mi sono accesa una sigaretta.
Ho spalancato le finestre e ho regalato una boccata d'Aria a tutto il vicinato.
La gente per strada si girava per capire da dove provenisse la musica. Uno ha perfino sorriso.
E pure io ho sorriso.

martedì, settembre 09, 2008

Non si smette mai di imparare

In questa ultima settimana ho scoperto diverse cose.

1. la coloreria italiana mi fa 'na pippa. Sono riuscita a dare tre diverse gradazioni di colore a tre lavaggi in lavatrice consecutivi.
-Verde, per una stramaledetta maglietta verde, che "lavarla a mano non ne ho voglia, dai scolorirà mica in lavatrice!C'ho pure l'acchiappacolore".
Ora ho tante belle mutandine rosa-cangiante verde, bianco-cangiante verde, rosso-cangiante verde,e così via e tutto ciò che poteva essere bianco, non lo ricorda nemmeno lontanamente.
-Arancio, per una stramaledetta tovaglietta all'americana.
Il più riuscito è un asciugamano rosa che ha assunto un colore indefinito che ogni volta che lo guardo mi vengono i brividi.
-Grigio, per uno stramaledetto vestitino nero.
2. Se elimino la centrifuga faccio meno fatica a stirare. Cioè, fa meno fatica la signora Laura a cui vergognosamente ho ceduto una partita di biancheria che giaceva su una sedia che per giorni ho fatto finta di non vedere.
3. I sacchetti dell'organico si sciolgono per davvero. Ma ci mettono solo mezza giornata quando fa caldo.
4. Con il Frigorifero, questo sconosciuto, non vado molto d'accordo. O la roba è troppo fredda, o la roba è troppo calda. Niente via di mezzo. Riesco a perdere le cose anche lì dentro comunque.

Ieri ho deciso di adottare delle piante.
Due simil-edere e 6 piccole piante grasse. A parte che non si sa come sono tornata a casa con una sfilza di microspine nel braccio destro che ogni volta che qualcosa mi sfiorava la pelle mi venivano le lacrimucce negli occhi. A parte che continuano a cadere. A parte che stamattina mi guardavano terrorizzate. A parte ste cose, ora in casa siamo in 9.
E mi sento un pò più responsabile.
Spero solo non siano scappate, perchè ho lasciato la finestra aperta...

mercoledì, settembre 03, 2008

Ammorbidente per il cervello

In questi giorni faccio fatica a srotolare i miei pensieri.
Li sento un pò come i bigliettini di carta pieni di scritte che dimentichi nei jeans e poi quando mamma li lava in lavatrice, ops...e poi li quando li lavi in lavatrice se riesci fare un lavaggio normale rimpiangendo mamma, escono tutti appiccati. e intravedi le scritte sbiadite che si mescolano e le parole che si sovrappongono.
Ma oramai non puoi piu' riaprire il bigliettino, perchè appena lo tocchi si disfa.
I miei pensieri in questi giorni sono così. Tutti accartocciati, pressati nella testa.
Si mescolano con i ricordi dell'estate.
Alle persone conosciute. Alle esperienze vissute. Alle risate. Tante risate. E ai sorrisi. Alle liti. Per fortuna degli altri. Agli adii. Agli arrivederci. Alle fughe notturne. Alle ciucche. Ai nuovi numeri di telefono. Ai bigliettini dati.
Non riesco a lasciarli andare, non riesco a farli scorrere.
Me li tengo nella testa come un bambino che non vuole mollare i suoi giocattoli. E ne tiene 6 o 7 in mano e vuole giocare con tutti e 7 contemporaneamente. E magari mette sul camion dei pompieri una macchina e un martello e poi il robot e anche un lego.

In questi giorni la mia casa riflette il mio cervello. Un casino. Tutto ovunque.
E io mi mimetizzo con la mia casa, vestendomi involontariamente di arancio e bianco, come le pareti della cucina.
Entro e esco di casa. Unico momento fermo: il pranzo.
Con Vale.
Mangiamo, mi ha suggerito lei, come La Bella e La Bestia.
A capotavola. Chi delle due sia la Bestia non si sa.
Ci raccontiamo come al solito.
Ci perdiamo tra le nostre nuvole. Due volte non ascolto io. Una non ascolta lei.
Fortuna che le amiche ci riportano a terra.
I miei occhi sono assenti. Guardo ma non vedo.
Mi sento come quando si sta sott'acqua, ma nella vasca da bagno.
Che non ti puoi muovere, con le braccia lungo i fianchi e con gli occhi chiusi cerchi di ricordarti com'è il mare.

venerdì, agosto 29, 2008

Solo un momento.

venerdì, agosto 01, 2008

Pausa di riflessione

Mi piacerebbe portarmi il blog al mare.(n.d.r. vado al mare a lavorare, chiamimole semi-ferie)
Ma non ho un pc portatile.
Veraemente non ho nemmeno un pc fisso da quando un giorno, a casa vecchia, decisi che il pc che avevo occupava troppo posto.
E smontai tutto, così di getto.
Ora, al mare, i miei pensieri/viaggi verranno appuntati su foglietti che andranno puntualemente persi.
Una volta scrissi un pensiero sulla carta che c'era dentro la scatola delle scarpe.
Forse sarà la volta buona che Vale rifarà il look al blog.
Se vabbè, ci credo solo io.
A Settembre.

mercoledì, luglio 30, 2008

Quando i bambini fanno 'Ooh...'

Ieri sono stata un paio d'ore in ferie.
Non le mie ferie, quelle degli altri.
Quelle di quelli che vanno in Riviera Ligure, ai Bagni.
Io non so che significa stare ai Bagni perchè da piccola i miei mi portavano in Sicilia dove le spiagge, lì, sono libere. Grandi, con la sabbia finefine. E con 2 o 3 ombrelloni messi in fila con un telo sopra o il gazebo se sei avanti, e il profumo di melanzane alla parmigiana, e la mamma che grida tutto quello che si può dire normalmente ai figli.
Invece ai Bagni deve essere diverso.
Tutti attaccati, che il tuo vicino ti deve stare per forza simpatico se no, ti voglio a sopportarlo 15 giorni. Mi sono immaginata il signor Brambilla, con gli occhiali spessi e la crema protezione 52 e il cappello col ventilatore nella visiera che ti racconta le barzellette.E che dice al figlio "chiama la mami che ci facciamo un tramezzino".
Mi sono immaginata gli amichetti del mare e gli amori estivi.
Anche io avevo gli amori estivi, ovviamente tutti non corrisposti.
Il mio primo amore estivo è stato un bambino biondo con gli occhi azzurri. Un angelo.
Andrea Costa.
Per lui ero totalmene invisibile.
Ieri al mare era martedì, ma sembrava sabato. Al mare tutti i giorni sembrano sabato.
La gente passeggiava poco vestita e abbronzata, rilassata.
Si respiravano l'odore del sale e del sudore di quando dormi sotto il sole delle 12.00 dopo una notte in discoteca misto al profumo croccante della frittura di pesce.
Ieri mi sono sentita felicemente bambina.
Ho pescato alla pesca di beneficienza una presina e un paio di collant di cotone lilla da bimba 6^ misura che si sono trasformate subito in una cintura con rosa annessa.
Ho mangiato un gelato gigante gusto Plasmon-Cannella-Pistacchio di Bronte.
Ho pucciato i piedi nell'acqua tiepida e pulita.
Ho scritto sulla sabbia un messaggio al/la signore/a dell'ombrellone della prima fila. E il mio nome gigante, sempre sulla sabbia, coi piedi.
E poi ho scoperto cosa vuol dire introdursi clandestinamente di notte ai Bagni Pescetto per lavarsi i piedi nella fontanella e usare l'asciugamano lasciato appeso alla ringhiera per asciugarseli e poi rimetterlo a posto un pochino spostato come per dire "hei, abbiamo usato il tuo asciugamano".
Con i miei 10 euro di vestiti addosso:) e soprattutto senza la paura di entusiarmarmi per tutte queste cose, proprio come fanno i bambini.

io, i collant e la presina
se aguzzate la vistacome nella settimana enimigstica, vedrete il corpo di una donna al posto del tronco dell'albero

giovedì, luglio 24, 2008

Dolce come il Miele

Non so perchè non ho mai mandato quel Breve Messaggio di Testo.
Lo dice pure il nome. Breve. Sarebbero bastate 5 parole. "Posso rivedere il tuo cane?"
E invece ci si mette di mezzo l'orgoglio di merda.
Quello ci sta sempre. Come il prezzemolo. E io lo potrei vendere pure tagliato fine fine surgelato. Proprio come il prezzemolo dell' EuroSpin (eh oh, ogni tanto cambio supermercato).

Miele era il cane piu' grasso che io abbia mai conosciuto.
Grasso ma felice. Anzi, grassa. Era una femmina.
Quando conosceva persone nuove, per l'emozione, mi diceva il suo padrone, faceva la pipì in casa.E pure con me era successo così. Solo che io all'inizio andavo di nascosto in quella casa.E così la volta che entrai "ufficialmente" la pipì non la fece. E tutti a chiedersi come mai.
Era il nostro segreto.
Era molto gelosa. E se stavi vicino al suo padrone, oh, faceva il diavolo a quattro perchè voleva essere lei al centro dell'attenzione. Non perchè parlavi con lui.
A volte mi ricordava il cane dei Simpson. Con quello sguardo finto-sveglio.
Mi dicevano sempre di non darle da mangiare sotto il tavolo, ma io disobbeddivo sempre.
Mi dicevano di non accarezzarla se no perdeva il pelo, ma io disobbedivo sempre.
Mi dicevano di non chiamarla nè guardarla se no si agitava, ma io disobbedivo sempre.
In effetti era iperagitata, sempre:)
Credo di avere ancora da qualche parte la targhetta che le avevo fatto fare da mettere al collo.
Una volta le ho regalato un osso gigante, così gigante che quando l'ha perso dalla bocca a momenti spacchiamo una vetrinetta:) Il Suo Padrone piu' grande mi ha fulminata con uno sguardo.
Lei invece era strafelice. E io piu' di lei. Eravamo strafelici.

Miele ora è nel paradiso dei cani. Con il cane di Punzy e i 2 gatti di Vale.
Poco tempo fa sono andata a casa di un amico di Vale. Il suo cane mi ricordava Miele.
L'ho detto circa mille volte. Mi sa che è passata un attimo da lui per salutarmi.
Si, proprio come nel film "Ghost"....