giovedì, aprile 14, 2011
Ogni scarrafone.
Vedere quello scarafaggione nero cicciotto, agonizzante, girato a pancia all'aria, vicino agli scalini di pietra dell'ingresso di casa, mi ha stretto il cuore.
E così, dopo essere appena volata dalla bici, perchè mentre parlavo al telefono mi si è staccato il cestino che ho cercato di prendere con la mano appoggiata sul manubrio dal lato del freno funzionante e non so come mi sono ritrovata con bici, telefono, spesa, borsa del nuoto a terra, e io miracolosamente in piedi, preoccupandomi, ovviamente, che non mi avesse vista nessuno.
Dicevo. Dopo essere appena volata con la bici, ecco che uno scarafaggio aveva una situazione ben peggiore.
Io so di avere dei problemi seri di sensibilità, nel senso che io proprio non me la sono sentita di ignorarlo o peggio ancora ammazzarlo. Oddio forse avrei pituto eliminato ogni sofferenza, ma alla fine, come avrei potuto?
Così ho posato di nuovo tutto per terra, ho preso una foglia secca e l'ho rigirato pancia sotto.
Ha fatto due passetti, ma si vedeva che stava male.
Poi sono rientrata a casa.
Più tardi sono riscesa per buttare l'immondizia che per fortuna ci sono i bidoni nel cortile e per fortuna un piano di scale non é troppo deleterio per la mia pigrizia.
Lo scarafaggio era di nuovo a pancia all'aria. Ancora più agonizzante.
Forse qualcuno lo aveva un pò calpestato perché stava perdendo, mhmhmh, sangue??
Così ho provato a ri-rigirarlo. Si vedeva che stava per morire.
L'ho raccolto nella scatola che avevo in mano e ho iniziato a girare nel cortile in cerca di un posto degno di un ultimo respiro.
Ma poi mi é venuto in mente che fuori c'era uno di quegli scorci di natura nel cemento.
L'ho adagiato sull'erbetta.
E me ne sono tornata a casa, un pò triste.
Spero almeno che sia morto con l'illusione di essere tornato a casa, pure lui.
venerdì, settembre 24, 2010
Un sonno tira l'altro.

Non so quanto durerà.
Può essere un giorno, due o tre. Un mese.
O magari solo qualche ora.
Per ora lo sono.
La piegazione è semplice.
Prima di tutto soffro di una stanchezza cronica che ogni volta che appoggio la testa, ma anche se non la appoggio, mi addormento.
Mi adddormento ogni qualvolta provo a fermare il mio corpo e la mia mente.
Collasso semplicemente. Perdo i sensi.
Mi lascio travolgere da quella sensazione di graduale assopimento.
Dalle palpebre che poco alla volta si uniscono in un delicato bacio e che dal loro amore fanno scivolare sulle mie guance qualche lacrima.
Dal respiro che si allontana dal ticchettìo dell'orologio e si fa simile al rumore lontano delle onde del mare.
Ai gesti, che diventano lenti, sconnessi e scoordinati.
E poco mi importa se sono in coda al supermercato, davanti a un pc, in macchina (come passeggero), davanti alla tv, mentre mi parla qualcuno.
Il sonno mi batte. Sempre.
Poi ho la testa che ogni tanto si inceppa.
E sono arrabbiata per tante cose.
E poi, semplicemente, sto affrontando finalmente il passaggio dall'adolescenza, all'età adulta.
E sta cosa mi sta portando via un sacco di energie.
Fortuna che Azzu al mattino mi prepara il latte con due cucchiai di Orzoro e i biscotti della Sicilia ricoperti di nutella.
Altrimenti proprio non saprei come farcela:)
lunedì, novembre 30, 2009
Questione di principio.
Da: Muffin Woman Pat
Inviato: sabato 28 novembre 2009 11.55
A: info@paglieri.com
Oggetto: Quesito Bagnischiuma VS Bagnischiumi
Cara Paglieri, |
Gentilissimi Muffin Pat e Azzurro
innanzitutto vi ringraziamo per l’interesse dimostrato nei confronti di Paglieri Profumi e di averci posto questo curioso quesito.
La parola “bagnoschiuma” è una parola composta da “bagno” e “schiuma”. La formazione del plurale dei composti sostantivo+sostantivo nella lingua italiana, nella maggior parte dei casi, viene creata rendendo plurale la testa semantica della parola composta, in questo caso “bagno”. Per questo motivo, secondo la nostra opinione, la forma plurale più corretta è bagnischiuma anche se comunque è di uso comune utilizzare il composto al singolare anche identificare il plurale.
L’occasione ci è gradita per porgervi i nostri più
Cordiali Saluti
Servizio Consumatori Paglieri Profumi S.p.A.
sabato, novembre 28, 2009
Tanto va il gatto al lardo che ci lascia lo zampino

Soprattutto quando torno a casa, entro in cucina e nel buio pesto dell'inverno, trovo una fioca luce a illuminare il pavimento arancione.
Guardo un pò intimorita, e i miei occhi cadono su una scatoletta di manzo fagiolini - Miglior gatto- lasciata a metà nel frigo, abbandonata per terra.
Vuota.
Il pezzetto di domopack che la chiudeva, fatto a brandelli.
Il piccolo gatto nero indagava con me.
Quando mi sono girata con la voce carica nelle corde vocali, si è accasciato a terra.
Ho pensato "porcamiseria, vuoi dire che ho lasciato aperto il frigorifero?"
Non può aver aperto il frigo da solo, Pritt.
Non può proprio.
Non può aver tirato giù dal ripiano la sua scatoletta di mangiare, distinugendola dal resto, e essersela scassata tutta.
Questa mattina ero sul divano con Azzurro.
A un certo punto vediamo rotolare una scatoletta di mangiare sul pavimento della sala.
E poi dietro indisturbato, Pritt.
Come se non ne sapesse nulla.
Come se quella scatoletta fosse piovuta dal cielo.
Sono entrata in cucina.
Il frigorifero aperto.
Ora, giuro che gli insegno a lavare i piatti.
Si ringrazia Azzurro per la gentile concessione della foto.
martedì, novembre 24, 2009
The Muffin Woman Pat Show
Azzu è sicuramente una proiezione di Pritt.
Stanotte li guardavo dormire. Uno alla mia sinistra, l'altro alla mia destra.
Entrambi nella stessa posizione.
Penso che sia una sorta di incantesimo.
Prima l'arrivo di Pritt, che in principio doveva essere un gatto persiano e chiamarsi Serse.
(Piccole reminescenze delle scuole medie. Epica. "Dal mito alla Storia" Editore Paravia. Bacchielli-Verra.)
Poi è arrivato un gatto nero.
Pritt, perchè mi sta appiccicato. Sempre.
E se dico sempre, dico sempre.
Forse è venuto a studiare la situazione, a capire in che razza di pasticcio poteva cacciarsi.
Un mese esatto dopo, l'arrivo di Azzurro. Un normale venerdì sera di ottobre.
Azzu, come tutti i Principi Azzurri, mi ha chiesto di sposarlo subito.
Io gli ho risposto:
"No guarda tesoro, prima di procedere in questa relazione devo sapere alcune cose fondamentali di te. Tipo: mangi il formaggio?"
Se mi avesse risposto di No, l'avrei cestinato. Giuro.
Quando trovo Azzurro con Prittino in braccio, ecco, lì mi blocco e li guardo. Li studio. Cerco di capire se esistono davvero.
Pritt esiste perchè mi sta facendo fuori la dispensa: infatti ora è diventato Prittone.
Azzurro no.
Non può esistere.
Ogni tanto guardo se vedo delle telecamere intorno a me. Io lo so che ci sono.
Perchè Azzurro dice tutto quello che deve dire al momento giusto.
Fa tutto quello che deve fare al momento giusto.
Tipo Truman Show.
Azzurro è biondo con gli occhi verdi. E' bello, simpatico, intelligente, divertente, dolce, romantico e soprattutto stupido quanto basta.
Quanto basta per fare gli scemi al supermercato, ad esempio.
Oggi vado a vedere se il cielo è di cartone.
Perchè se no, tutto ciò, sarebbe assurdo.
Inaspettatamente e meravigliosamente assurdo.
martedì, ottobre 06, 2009

Sono andata a un battesimo e alla fine il papà del bambino mi fa: "To'. ti regalo un palloncino" che io ho pensato, "Uh, ma perchè a me?"
In effetti dopo i bambini dai 4 anni in giù, ero la più piccola...
E così sono uscita di casa con un palloncino azzurro legato al polso, che in realtà ero felice come una bambina: infatti durante il viaggio di ritorno ho pure dormito in macchina. Sdraiata.
Il vantaggio di essere basse.
Io dormo sempre in macchina, quando non guido.
Non ce la faccio a tenere gli occhi aperti.
A volte faccio pure finta di guardare fuori dal finestrino e chiudo gli occhi...
Quando sono arrivata a casa Pritt ha fatto finta di essere felice di vedermi, ma in realtà, appena ha visto il palloncino ha sgranato gli occhi.
E prima che si arrampicasse sulle mie gambe noncurante dei miei pantaloni nuovi, ho slegato dal polso il nastrino e ho lasciato scivolare il palloncino sul soffitto che si è sistemato vicino al lampadario.
L'abbiamo guardato per un pò.
Pritt aveva gli occhi a cuore.
Poi ho preso un foglietto e ho scritto un pensiero.
Uno di quei pensieri che non puoi dire a nessuno, né alla persona interessata, anzi soprattutto, né alle amiche che se no mi cazziano di brutta maniera, che già mi cazziano a prescindere, figuriamoci se gli dicevo una cosa così.
A volte penso di essere il capro espiatorio del gruppetto. Se faccio qualcosa io, mi cazziano. Se fa qualcosa qualcun'altra, cazziano lo stesso me. Boh..
L'ho scritto in brutta e in bella. Poi ho legato il foglietto al palloncino.
Sono uscita sul balcone e l'ho liberato. Palloncino e pensiero.
L'ho visto allontanarsi da me e nuotare nel blu scuro della notte.
Diventare stella e poi parte del cielo.
Ha pure dato l'ultimo luccichino, complice la luna che lo illuminava.
Oggi devo andare al negozio dei palloncini e chiedere se posso fare un abbonamento o una tessera fedeltà.....
lunedì, settembre 07, 2009
Collocamento.
A stava su un cartello appeso alla porta di un bagno di un ufficio, stampata su un bel foglio bianco plastificato.
Aveva visto più sederi lei che un proctologo in tutta la sua carriera.
Il suo compito, insieme alle altre lettere, era quello di vigilare affinchè nessuno buttasse dentro il water roba che non fosse la cartaigienica.
"Ma come si fa a essere così incivili?!", urlava sempre quando beccava qualcuna che , con indifferenza, gettava dentro la tazza gli assorbenti o le salviette lavamani.
Appena le avevano dato il lavoro nuovo era tutta felice.
Aveva fatto però un periodo di prova sulla targa di una porta della prima elementare: l'unico problema è che doveva convivere con la campanella che a ogni ora le fracassava la testa con il suo suono.
Da 3 mesi invece aveva cambiato completamente genere.
Era un lavoro di squadra e siccome l'avevano promossa, se ne stava impettita tra la P e la R.
P e R che erano due consonanti molto affiatate, non erano molto cordiali con lei, soprattutto perchè da quando avevano spostato la Q, la loro migliore amica, avevano un atteggiamento un pò snob.
Ma lei se ne fregava perchè sapeva che tanto sarebbe stata sempre la prima.
A passava i suoi giorni a guardare gli incivili gettare nel water schifezze di ogni genere. Ogni tanto capitava qualcuno che si comportava bene, allora tirava un sospiro di sollievo.
Per non parlare poi della puzza che era costretta a sentire: questo mica glielo avevano detto quando aveva iniziato a lavorare.
Una volta arrivò uno che buttò una bottiglia di plastica e le venne talmente il nervoso che quasi stava per scendere a tirargli un pugno sulal testa.
Ma P e R la ripresero subito:"Non è compito tuo".
A cominciò a sentirsi un pò frustrata e inutile. Lei era diversa dalle altre A.
Una notte, mentre tutti dormivano e le luci non riflettevano sulla plastica del cartello, decise di scappare.
Chiamò la sua amica E e le disse: "Senti E ho bisogno di un favore: devi coprirmi per un pò. Ti devi mettere tra la P e la R al posto mio. Tanto non se accorgerà nessuno."
E che voleva molto bene ad A, si sacrificò e si piazzo zitta zitta tra P e R.
Così A scivolò piano piano sotto la plastica del cartello, usò la maniglia come trampolino, atterrò sul pulsante della vaschetta del water, e da lì balzò fuori dalla finestra.
Da quel giorno nessuno ebbe più sue notizie, ma girano voci che sia diventata la testimonial di un logo famoso e che si sia pure fidanzata.
Certo è, che di strada ne ha fatta...


giovedì, settembre 03, 2009
Mamma, perdonami.

Condannata a 3 mesi.
Assurdo. Folle. Pazzesco. Irreale. Illogico. Irrazionale. Irragionevole. Insensato. Inconcepibile. Impossibile. Inammisibile. Incoerente. Incongruente.
3 mesi di tessera palestra e corsi.
Non mi riconosco più.
Quest'estate invece di spendere gli stipendi invernali in souvenirs e gelati, mi sono infilata nei negozi di sport per uscirne con un paio di scarpine da ginnastica adidas rosa, da femmina, e un paio di pantaloni della tuta blu che non sono ancora come li voglio io, ma ci vanno molto vicini.
3 mesi di cyclette, di addominali, di stratching, di attrezzi, di sudore che scivola sulla schiena, di capelli spettinati, di corsa e di corsa e ahimè, di bonazzi in pantaloncini corti (eh oh, lasciatemelo dire). Che poi io odio l'ambiente delle palestre è un altro post.
3 mesi di insalata, di petto di pollo, di verdure, di bere l'acqua e andare a fare pipì ogni due minuti, di succo d'ananas, di cereali, di "no grazie", di "basta così".
Balza si è pure fatto togliere la patente per aiutarmi.
I patti erano che sarebbe passato a prendermi lui. Più che a prendermi, a trascinarmi per i capelli nel caso in cui avessi accampato scuse, o mi fossi barricata in casa, o avessi finto malanni, o avessi improvvisato sparizioni, pur di saltare l'ora di palestra.
Ora lo porto a casa io. Secondo me mi sta mentendo.
Lo fa per me, perchè così è meno doloroso. Questa è psicologia pura. Grazie Balza.
L'altra mattina sono andata a battere i pugni contro il portone della palestra perchè era ancora chiusa.
Vi prego, avvisate voi mia mamma. Potrebbe non riprendersi più da questo affronto.
lunedì, agosto 31, 2009
Per Babbo Natale - urgente

Caro Babbo Natale,
so che sei in ferie, ma ti devo disturbare per una questione importante.
Sai quanto io detesti il Natale e tutto cià che gli fa da contorno.
Perciò ho deciso che voglio riscuotere il mio regalo, adesso.
E sai anche quanto io arrivi sempre in ritardo su tutto...quindi, questa volta, ho deciso di prendere le cose giusto con un pò di anticipo rispetto agli altri.
Senti, volevo dirti che non voglio un regalo materiale.
In realtà avevo pensato all'home theatre (se così si scrive perchè sono rimasta un pò indietro con la tecnologia) + tv schermo piatto, ma per quello ci può forse pensare la mia famiglia, se chiedo di accorpare regalo di Natale, Compleanno, Onomastico e Pasqua.
Lo so che non guardo la tv, ma ho dovuto mettere il divano al suo posto e quindi mi rompo ad avere il filo dell'antenna che ciondola per casa.
E tanto i programmi che ci sono mi fanno cacare.
Vedi Babbo, io vorrei chiederti...
...ecco...
...se mi puoi levare 10 anni.
Ascolta, non è una questione di rughe o di capelli bianchi.
E nemmeno di mancata voglia di crescere e prendermi le responsabilità.
So che mi capisci.
E' che quando ti capita di non essere Valeria Golino, devi ricorrere ad altre fonti, e io ho pensato a te, anche perchè Dio è impegnato in cause più nobili, giustamente.
10 anni non sono molti, poi prometto che in qualche modo te li rendo.
Sono anche disposta a rifare la maturità. E anche a riprendere la patente.
Se vuoi posso anche aiutarti nella consegna dei regali di quest'anno.
Ho la macchina con il bagagliaio grande.
La benza la metto io.
Con affetto.
lunedì, agosto 24, 2009
Quello che le donne non dicono.
Ad esempio.
Non mi piace andare dalla pettinatrice.
I miei capelli crescono lenti. Sono pigri come me. Mentre a me sono cresciuti di 1 cm, la mia amica Francesca ha già cambiato 10 volte taglio e sta cosa mi manda sempre in bestia.
Poi come me li tagliano non mi va mai bene. Io dico sempre di si, che sono ok, ma poi esco, torno a casa e li rilavo. E tutte le volte mi accorgo che sono sempre troppo corti e li tiro più che posso con le mani. Ma loro stanno lì a guardarmi, poverini, che si sentono come tanti bambini smarriti che aspettano il turno per fare la doccia prima di entrare in piscina.
Poi non mi piace la piega, in generale. Mi pare una cosa troppo finta. Cioè che senso ha mettersi i capelli perfetti, che tanto non ci crede nessuno. I capelli sono belli scombinati, spettinati, con una ciocca ribelle. Un pò in ordine si, ma come una torta uscita dal forno con le bozze dove si formano loro.
Poi mi da fastidio quando la ragazza che ti lava i capelli ti parla.
Io vorrei che non mi parlasse.
E' che non ho molto da dire a una persona a cui non ho nemmeno il coraggio di dire che l'acqua è troppo fredda o troppo calda.
E poi la fatidica domanda: "Come li facciamo?"
Eh ma che ne so io, tanto come ti dico non li fai, quindi fai te che facciamo prima.
Però.
Però da Alexander-Hair stylist io mi farei pure fare i colpi di sole. Con la cuffietta.
Voglio dire.
Quando vai da lui, devi essere estremamente lucida, perchè uno che ti fa le domande sui capelli, con uno sguardo così, ti frega.
Uno come Alexander, vorresti che ti spuntasse un capello alla volta.
Ecco perchè ogni volta che vengo al mare, mi taglio i capelli.
Al diavolo che mi crescono lenti.
Al diavolo che mi fa la piega perfetta che poi io torno a casa e li rilavo.
Al diavolo che vorrei i capelli più corti dietro e più lunghi davanti e l'altra volta s'è sbagliato e me li ha fatti pari.
Al diavolo che la ragazza che mi lava i capelli mi parla.
Ti dico tutto quello che vuoi sapere.
Al diavolo la storia del cambiamento.
Anzi guarda, cambio anche dopo, se necessario...
sabato, agosto 22, 2009
Ferie obbligate
Che ne so che hanno loro: scappano, corrono via, si pigliano a parole e poi si offendono.
E ognuno per conto proprio.
Io provo a fare pace con loro, ma a volte penso che sono grandi abbastanza da imparare a gestirsi da soli.
Sono dappertutto tranne dove devono stare. Qualcuno si squaglia al sole, qualcuno finisce tra le onde del mare, alcuni si mescolano all'olio solare, altri ancora vanno a perdersi tra i sassi della spiaggia.
Uno ieri è rimasto insieme allo zucchero e ai grani di caffè sul fondo della tazzina del bar dei bagni Pizzo. Un altro, il più frivolo, si è buttato tra le lettere SALVATAGGIO di una maglietta rossa. Poco ci mancava che facesse finta di annegare...
Addirittura ce n'è qualcuno che rimane a fare da segnalibro tra le pagine scritte da Calvino.
L'altro ieri ne ho visto uno attaccato alle pale del ventilatore che girava a velocità due.
Poi ci sono quelli pigri che al mattino restano sotto le lenzuola e sul cuscino. E quelli mi fanno venire il nervoso perchè io invece mi devo alzare presto.
Oggi ne ho trovato uno che faceva scarpetta dentro la teglia col sughetto del salmone al forno. Poi però è saltato in testa al cuoco che c'è un pò rimasto. Suo fratello invece s'è schiantato contro mia sorella. Correva sto sciocco. Io gliel'ho detto che non si corre tra i tavoli.
Ci sono persino quelli stronzi che chiudono gli occhi e fanno finta di essere invisibili.
Non lo so, non riesco a radunarli. Ogni tanto ci provo a bloccarli tra le pagine di un foglio, ma alla fine mi sa che hanno diritto anche loro a qualche giorno di ferie.
Per ora li assecondo tutti e li lascio perdere.
Tanto la strada di casa la sanno.
venerdì, luglio 31, 2009
Gelato al cioccolato, dolce, un pò salato
Merenda obbligata con gelato nella gelateria dei giardini dove giocavo da piccola, dove una volta, i gelati costavano mille lire.
Variegato Nutella e un gusto al miele e delle palline di riso soffiato.
No mi spiace, il gelato non è light, senza Zucchero, senza latte con la soia.
Fuori dalla gelateria, seduta una panchina, una signora di circa 70 anni con gli occhi mal truccati di turchino e l'orologio al polso in tinta, sta mangiando una coppa da almeno 5 euro.
Decido di sedermi e godermi il mio gelato.
Lei si scansa un pò e cerca il mio sguardo:"Eh che bel venticello"
"Eh,,,, meno male"
"dove vivo io, ai piani alti, fa caldo!"
"io sto al primo piano,,,,, ma fa caldo uguale..."
"e poi io sono venuta giù da sola, con le scale. Ho paura dell'ascensore, io"
"ma lei è di Alessandria?"
"i miei figli sono cattivi con me, mica mi aiutano sa? al mattino dormono, poi la sera escono"
"ma,,,, che età hanno i suoi figli,,,,, scusi?"
"io sono di Tortona e la mia mamma lavorava alla macchina"
"...bellooo....faceva la sarta??"
"ma chi, lei fa la sarta?"
"no dico,,,,, sua mamma..."
"ma mia mamma lavorava in fabbrica, alla macchina"
"mh. ma i suoi figli lavorano?"
"quello è cresciuto in pizzeria" (indicando la pizzeria di fronte)
A un certo punto due cani con il guinzaglio lasciato come strascico e dietro di loro una donna, dai lineamenti africani, ma Italianissssima, si impunta lei.
Inizia a raccontarci di Asmara, dove quasi si toccava l'arcobaleno con le mani; delle stelle che si tuffavano nel tramonto color pesca, e che a notte fonda illuminavano il cammino ,da quanto brillavano. E poi i pescatori che trasportavano i turisti sulle barche dopo che avevano pescato.
E della prima volta che ha visto la neve, a 26 anni. Che lei leggeva nelle poesia cos'era la neve, leggiadra e delicata, ma conosceva solo la grandine. E si scervellava, ma non capiva.
E poi la quando finalmente l'ha vista, ci si è tuffata dentro, che tutti pensavano fosse matta.
"Non ci voglio più tornare lì. Ora e tutto diverso e io voglio ricordare solo com'era"
Ammetto che sono dovuta stare attenta a non far scivolare qualche goccia di sale e crema nivea soft direttamente sul gelato.
E mentre lei parlava, uno dei sui cani, strusciava il sedere sul pavimento, dietro di lei. E faceva troppo ridere.
"meno male che se n'è andata quella. parlava troppo. Una volta aveva quattro cani: uno più scemo dell'altro. ma il tuo moroso dov'è?"
"hem, io non ce l'ho un moroso"
"e come sei venuta fin qui?"
"Beh, con la macchina??"
"io ho fatto 21 anni di collegio e quando sono uscita da lì, nessuno mi aveva ancora toccata"
"eh, non ci sono piu' gli uomini di una volta,,,, mi sa"
"ma i capelli dove li fai?"
"li faccio poco. perchè, si vede?"
"allora vai da mia nuora, vicino all madonnina, dille che ti manda Clara che ti fa lo sconto..."
"a presto signora Clara"
"dove vai?"
"a casa,,,a fare le pulizie"
Sarei rimasta lì ancora.
Ore 23.09
Guardo la mia casa e penso che ho detto una balla alla signora Clara....e a me stessa:)))
giovedì, luglio 02, 2009
Tra il dire e il fare

MI SPIACE DISTURBARE LE VOSTRE CONFIDENZE, ANCHE PERCHE' SENTIRE DUE RAGAZZI PARLARE DI COSE FURBE E' RARO, MA PER CORTESIA, POTETE SOLO PARLARE A VOCE UN PO' PIU' BASSA? GRAZIE
Questo è uno degli svantaggi di abitare al primo piano.
I rumori di strada.
Ieri sera, dopo essermi inzuppata con il temporale esivo, ma che dico, nubifragio, perchè il clima tropicale è comune in tutto il paese, aver fatto la doccia, essermi sistemata nel letto con tartargua che-sa-di-ammorbidente-coccolino-in-offerta sulla mia testa, libro di cui non posso rivelare il titolo, ma siccome sono single ce n'è un'ampia scelta, pronta per l'appuntamento con Morfeo, ecco dalla strada giungere fin sopra al mio cusicno delle voci. Un bel dibattito acceso.
Ok, porta pazienza, mi dico, è estate, alla gente piace in strada. Eh che cazzo proprio sotto al mio balcone? vabbè aspetta almeno un quarto d'ora, dai.
Dopo cinque minuti, ho spalancato le persiane scorrevoli con tutta la forza e con tutto il casino intenzionale che potessi fare, pronta a gridare che avevano rotto le palle, che era tardi, che la gente al mattino lavora, che non ce l'avete una casa, una macchina, una cantina, invece di stare in una via sperduta della città, soprattutto sotto al mio balcone, quando la mia rabbia è stata soffiata via da due visini di ragazzini di 16 anni circa.
Parlavano di donne.
Non hanno fatto una piega e hanno continuato a sospirare, parlare dell'Arianna che non era tanto il tipo di uno dei due, che lui preferisce le more, formose, non tanto alte. Ma è così brava come amica, io lo voglio un bene dell'anima, ha detto l'altro.
"Perchè a me non frega di portarmi a letto le ragazze, io non sono uno così"
Poi si sono messi a parlare delle coppie che non ti devi mai mettere in mezzo, che è meglio se dalle loro discussioni ci stai fuori.
Sono stata ad ascoltarli per quindici minuti.
Poi dicono chei i giovani di oggi non hanno valori.
A modo mio, ho voluto rispettare il loro momento.
Hanno riso. E poi gridato "Ci Scusiiiii"
Stavo per uscire di nuovo e gridare "ooohhIIII scusIII a chIIII?"
mercoledì, giugno 24, 2009
donne al volante...
tipo quando guido.
quando guido, sovente mi imbestialisco. soprattutto con le donne, con chi guida le macchine da fighetto o da pappone e con chi non mette le frecce.
oggi ero in giro in vespa per commissioni.
ok, stavo guidando a 15 all'ora.
ok, ero al centro della strada e facevo zig zag.
ok, avevo la testa completamente immersa nella nuvole, anzi forse pensavo io di essere una nuvola, perchè porcamiseria quando c'ho i pensieri che si picchiano nella testa, io gli do retta, cerco di dividerli, li metto in castigo, ma poi loro fanno i capricci, disobbediscono, si menano come i fratelli, che c'era pure quello più piccolo che mi diceva: "guardaaa non mi fanno giocareee" e ce n'era un altro ancora che io facevo finta di non vedere e che ha cominciato a picchiarmi nella testa da dentro urlandomi "è solo colpa tuaaa, hai fattto e disfatto tutto da sola" che in realtà questo scende sempre e va a chiudermi lo stomaco.
e meno male che avevo il casco, che così stavano un pò contenuti.
quindi, che cazzo mi suoniii??
o per lo meno, se suoni, prenditi la responsabilità delle conseguenze.
in un attimo m'è salito il sangue nel cervello, che ci voleva pure lui insieme ai pensieri. pure loro si sono spaventati.
ho rallentato ancora di più, mi sono girata e con lo sguardo immobile, l'ho fissata.
mi ha superata e io le ho gridato "bellaaaa vedi di stare calmaaa"
Lei ha rallentato, ha tirato giù il finestrino.
mi fa" non hai mica una macchina che stai in mezzo alla strada?!"
ero già pronta con tutto il casco, a sfracassarle quella bella faccina da donna incapace di stare al volante, che usa la macchina solo per andare a farsi le unghie o perchè ha paura di rovinare le sue cazzo di scarpe di luisvuitton che non so nemmeno come si scrive. di quelle donne che quando bocciano chiamano il marito, dicendo "eh mio marito mi ammazzerà" e magari chiediti come mai?
gesù cosa non le avrei gridato in quel preciso istante.
senti, per quel che mi riguarda la strada non è tua, quindi se hai fretta sono cazzi tuoi.
chi c'è davanti?? io.
quindi ti adegui al mio ritmo.
se non vuoi adeguarti al mio ritmo, problemi tuoi.
e poi, idiota che non sei altro, stavo cercando parcheggio.
ma soprattutto stavo cercando di capirci qualcosa.
e non fare la figa solo perchè sei protetta da 4 lamiere.
facile parlare da lì. scendi che ci affrontiamo da veri uomini.
si, anche se siamo donne.
guarda: li vedi i miei pensieri?
sono piu' importanti della tua cazzo di fretta.
per questa volta ti ho graziata, tesoro :)
martedì, giugno 23, 2009
Block-Notes
Stasera avrei dovuto stirare.
Così sono andata da BlockBuster a prendere un film.
Uno dei vantaggi di essere single e vivere sola è che puoi scegliere i film che vuoi senza nessuno che ti dica che hai dei gusti di merda :)
Tre film:
-uno da ridere
-uno "impossibile che tu non l'abbia mai visto"
-uno per arrotondare il prezzo della promozione.
Ogni volta riesco a farmi inculare dei soldi con ste storie delle promozioni e delle offerte. In sostanza ho detto alla cassiera di addebitarmi già 10 euro per il ritardo nella riconsegna dei film.
Il mio dvd senza telecomando ha deciso che l'unico film che potevo vedere era quello della promozione, quello impegnativo. Nel trasloco ho perso il telecomando del lettore dvd. Io non perdo mai niente, strano...
E' una situazione drammatica. Ne dovrei comprare uno universale. Anche per aprire la casa e la macchina se ci fosse. O potrei chiedere al mio ex moroso se mi può dare il suo, visto che gli avevo regalato il lettore dvd come il mio. (19,90 appena avevano aperto Mediaworld)
Sono certa che lui ne avrà uno di ultima generazione e che il mio non lo usa più.
Mi adopererò per questo.
Di solito capisco che mi piace il film che sto guardando perchè sto seduta sulla sedia. Ora, non consideriamo che da due giorni sono senza divano...sto comunque seduta sulla sedia.
A casa vecchia mi capitava anche di guardare i film in piedi appoggiata all'armadio bianco della mia cameretta. Stavo immobile, quasi in apnea, come se avessi paura di disturbare gli attori. A un metro dalla tv.
Ma perchè sono miope.
Morale: domani passerò la pausa pranzo a stirare.
Stasera ho ricevuto una lettera. Mi emoziona sempre vedere la busta bianca dallo spiraglio della cassetta della posta. Il rumore metallico dello sportello, le chiavi che ciondolano contro, la busta strappata con ansia usando il dito come taglia carte.
Non avrei voluto aprirla.
Brutte e inattese notizie.
Era Ale.
Alegas.
Mi comunicava che ho un debito nei suoi confronti. Fanculo a lui!
Il prossimo anno piuttosto che farmi "scaldare" da uno stronzo del genere mi trovo un moroso :)
grissino che si sbriciola tra i denti
stoviglie nel lavandino
busta di plastica dei grissini che non si chiude
manica della maglia che scorre sul block-notes mentre scrivo
nuova sirena dell'ambulanza (mi fa credere di essere a New York)
tasti del telefono quandi mandi un sms
finestra che sbatte
ticchettìo dell'orologio dell'ikea
saliva che viene ingoiata
respiro profondo
motorino
ossa che scricchiolano.
Tutto, nel silenzio della mia sala.
venerdì, giugno 19, 2009
giovedì, maggio 28, 2009
Servizio consumatori
ho pensato di scrivere questa mail, perchè secondo me a volte basta veramente poco per rendere un serivzio già efficiente e funzionale, leggermente piu' gradevole.
La mia non è una lamentela vera e propria, ma una richiesta o se volete considerarlo tale, un suggerimento. Io non viaggio molto in autostrada, anzi uso molto poco la macchina, ma le volte che mi capita di farlo, apprezzo i servizi che riservate agli automobilisti.
Ma c'è una cosa che proprio faccio fatica, come dire, a condividere.
Il casello automatico.
Non voglio entrare nel merito delle motivazioni che hanno indotto la Vs società a prediligere questa scelta, ma secondo me potreste apportare una modifica che sicuramente farebbe sorridere i/le milioni di automobilisti/e che ogni giorno si imbattono in tanta tecnologia da cui solitamente si rimane affascinati, quanto spaventati (ovviamente l'accento cade sulle donne).
Infatti ho potuto notare quanti "nomi" si prende la voce automatica della signorina che concedetemi, mai potrà sostituire i sorrisi e la cordialità di molti casellanti.
Ieri tornando da un viaggio "lungo", arrivata al casello mi sono imbattuta nella casellante virtuale che sinceramente a me sta pure un pò antipatica.
Facendola breve, perchè non alternate la voce femminile a quella maschile magari aggiungendo formule meno formali e piu' calorose come: "cara/o, fai con calma a pagare, non avere fretta se no ti confondi" o "buon rientro o buona permanenza, cara/o", magari con un tono meno meccanico e con qualche suggerimento più preciso per le automobiliste meno pratiche che tendono a intasare i
caselli.
Sperando in qualche modo di esservi stata utile o per lo meno di avervi fatto sorridere, vi invio i piu' cordiali saluti.
RISPOSTA:
cordiali saluti
pierluigi pezzi
lunedì, maggio 11, 2009
Vacanze Romane
"..ah non lo immaginate neanche le cose che desidero fare da tanto senza nessun controllo..."
"Come tagliare i capelli o chessò io gustare un gelato?"
"Si andare in giro, e poi sedersi a un caffè, guardare le vetrine dei negozi, mischiarsi alla gente, divertirsi, come fanno tutti...
...non è troppo quello che chiedo, vero?..."
domenica, aprile 19, 2009
Guido e Clotilde - the end
Stavano iniziando a mettere le piumacce grigie.
Di quei dolci pulcini gialli oramai non c'è piu' traccia. Guido e Clotilde erano un pò sommersi di cacca verdastra. Forse li aiutava a stare al caldo...
Io gli ho dato ancora del pane anche se la mia compagna di stanza mi ha risgridata. Però non ho resistito. Oggi Guido si è anche un pò alzato in piedi io credo per salutarmi.
Pensavo che chissà se loro si ricorderanno di noi.
Stamattina mi sono fatta chiudere un attimo tra le persiane e la finestra della sala al piano terra che c'era tanto spazio e ci stavo e la mia amica mi bussava sul vetro. L'ho fatto per capire che effetto fa.
Io credo che si ricorderanno di due rompicoglioni che gli bussavano dal vetro. Mi immagino la loro mamma da vacchia che racconterà ai nipotini di due umane che la facevano spaventare. "E poi ce n'era una che ogni tanto ci dava da mangiare..."
Mi spiace che non ci sarò quando inizieranno a volare:)
martedì, marzo 31, 2009
smonto notte.
Devo solo imparare a guidare senza gli specchietti retrovisori.
All'inizio magari sarà difficile. Ma sono convinta che poi mi gusterò meglio il panorama.
Da questa strada si vedono le montagne quando è limpido.
Stamattina non sono riuscita a vederle perchè era nuvolo, ma io so che sono lì. Prima o poi tirerò dritto, invece di girare a sinistra per la città.
Quando avevo fatto l'esame di guida, l'esaminatore continuava a dirmi "signorinaaaa gli specchiettiiii, signorinaaaaa gli specchiettiiiiii"
Deve essere stata colpa sua.