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venerdì, giugno 03, 2011

Controcorrente.


Non so.
E' che a volte mi pare di essere strana.
Che poi magari sono più normale di quanto posso pensare.
Però, a volte, mi sembra che la mia testa produca pensieri che nemmeno so come ci sono arrivata a pensare certe cose.
A volte mi pare di essere strana perché vorrei comportarmi in certi modi che però se poi mi ci dovessi comportare realmente, non so quanto potrei sembrare normale.
Che poi potrei fottermene e farlo, ma poi penso, se lo faccio, la gente comincerà a pensare che sono matta magari, e a isolarmi.
Io non so se me ne frega che la gente mi isoli.
Cioè un pò si, ma fondamentalmente se la gente dovesse isolarmi, o sono persone che non hanno capito niente di me, o magari il mio modo di fare potrebbe metterli troppo a disagio, e allora sti cavoli.
Il fatto é che devo solo capire quanto mi importa che la gente possa isolarmi.
Ma soprattutto quanto mi importa comportarmi come mi sento dentro.
Cioè quando sento quell'impulso che non arriva dalla testa, ma dal cuore e dallo stomaco mescolati insieme. Come il tappo dello spumante.
Quello che mi fa dire che se mi comporto così, sono io e solo io che decido, fregandomene di tutti.
Ultimamente questo desiderio sta diventando incontrollabile.
Sento che mi sono rotta di farmi condizionare.
Ma mi sento come il leone del mago di Oz.
Ogni tanto anche un pò come l'uomo di latta, ma quello solo perché non faccio sport.
Tipo io mi sento spesso nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Ma non solo perché puntualmente sbaglio gli orari e posti degli appuntamenti, é proprio che se mi concentro mi vedo in altre parti del mondo, in altre vite, in altre epoche,
A volte mi vedo nel far west, altre volte nella casa della prateria, a volte mi vedo in america in una di quelle case con la scala antincendio con il rumore di un ambulanza americana di sottofondo, ma tutte le volte mi vedo chiaramente scalza, o trasandata con i capelli scombinati, i pantaloni da no global.

Va' a capire...

mercoledì, settembre 08, 2010

Sindrome di Dory.



Io sono una a cui piace ricordare.
In realtà però, non mi ricordo mai una mazza.
Tipo le date, gli impegni, gli appuntamenti dal dentista, dall'estetista, le cose da fare, da comprare, sono tutte appuntate in Santo Post-It che puntualmente non ricordo dove appiccico.
Ho provato con le agende, ma tanto non mi ricordo di leggerle, tantomeno dove le metto.
Ho provato coi promemoria nel cell, ma poi dopo che pigio Ok, il sistema mnemonico del mio cervello disattiva la funzione ricorda appuntamento fra 5 minuti.
E' per questo che io conservo un sacco di cose.
Perchè ho la fobia di dimenticare tutto.
Perchè a ogni pezzetto di cianfrusaglia ci pinzo un ricordo.
Ed ecco che dall'armadio che devo regolamente mettere in ordine, ma che non ha mai voglia di cominciare a fare sto lavoro igrato, spuntano delle reliquie che sanno di cantina e di anni 80-90.
Un portachiavi, la forchettina delle patatine fritte della stazione, la scimmia del mc donald, un paciocchino, il libretto di giustificazione delle superiori dove falsificavo la firma di mamma da esperta contraffatrice.
Io mi agito quando qualcuno mi dice "ti ricordi quella volta che abbiamo fatto questo e c'erano tizio e caio e poi è successo così. dai cavolo come fai a non ricordare" e io proprio non so di cosa sta parlando.
Io non so come fanno certe persone a ricordare tutti gli episodi della loro vita. E pure della mia.
Tipo ogni tanto dico ad Azzu: "Quando abbiamo comprato questa cosa? e lui mi dice "Il giorno tale che poi siamo andati di qui e abbiamo anche comprato l'altra cosa e poi siamo andati a cena dai miei".
Ma come cavolo fa, mi domando.

E allora penso a quando sarò una vecchina.
E cercherò di ricordare le cose che mi sono capitate.
E magari aprirò una di quelle scatole.
E prendendo questi piccoli rifuti in mano, riderò di alcuni ricordi e magari verserò delle piccole lacrime per altri.
Pensando che la mia vita, che si confonde a quelle di altre milioni di persone, sarà comunque una storia unica.
La mia storia.

venerdì, agosto 27, 2010

Discarica.

Una volta il blog lo usavo per scrivere quello che mi girava nella testa.
Perchè avevo bisogno di scaricare i pensieri da qualche parte per non intasare il cervello.
Ora sono un pò condizionata perchè so che molti lo leggono.
Soprattutto molti che mi conoscono di persona. E quindi non riesco più a scrivere i miei pensieri di quelli che mi vengono fuori e mi levano un attimo il fiato.
O di quelli che sono scemi, ma che io li faccio lo stesso.
Tipo ieri ho visto un signore che puliva una vetrina gigante e quando ha passato quella specie di tergicristallo portatile sul vetro e ha levato tutta la schiuma e il vetro è rimasto limpido io mi sono sentita bene. Ho proprio fatto "aaahhnn". E sarei stata a guadarlo tutto il tempo.
Avrei anche voluto dirgli di venire a casa a pulire i vetri per favore.
Poi c'è che è un periodo che sono agitata.
Forse bevo troppi caffè.
Ma non mi pare.
Al mattino, non posso non berlo.
Poi a metà mattina faccio pausa con Azzu e non posso non berlo.
Poi dopo pranzo non posso assolutamente non berlo se no mi accascio sul tavolo del lavoro. Se riesco ad arrivarci al lavoro.
E poi a metà pomeriggio se il Presidente mi dice "ti faccio lil caffè?", non posso non berlo.
L'altro giorno mi sono fatta una camomilla doppia, solubile, in mezzo bicchiere d'acqua.
E' che sono agitata per i gatti.
Pritto è un pò esasperato da Pritta che vuole sempre giocare e gli rompe i maroni ogni secondo. E così passa il tempo a scappare o a mettersi in alto. Ma in casa non c'è molto "in alto" . Quindi scappa sul balcone scavalcando la persiana vabbè non so come spiegarlo.
E lei ora sta imparando ad arrampicarsi.
E lui la butta giù che a volte mi fa pure ridere.
Ora.
Non posso tenere Pritto blindato in casa, ma non posso fare uscire lei da sola che è ancora una nana che perde l'equilibrio.
E chi leggerà queste righe non mi dica robe tipo "te l'avevo detto" perchè me ne sto fottendo dei te l'avevo detto.
Fosse per me, io prenderei un milione di gatti.
Perchè Pritta l'avevano abbandonata in una scatola di cartone vicino all'immondizia che io quando sento ste cose prenderei la persona e ci metterei lei dentro l'immondizia.
E gli tirerei anche uno schiaffo. E uno sputo. Che è peggio.
Poi alla fine penso che magari è come quando fai un bambino che poi ne fai un altro e magari il primo è un pò geloso e allora come fai?

Azzu mi dice che ho la testa per aria in questo periodo.
E' vero.
Ma non è colpa mia se sono distratta.
Ho la costante sensazione di essermi dimenticata di qualcosa di importante.
E poi perdo di nuovo le cose.
Poi le ritrovo, ma le ritrovo dove non so come ci sono arrivate.
Poi vorrei farmi una dormita di quelle che se hai sonno adesso e ti si chiudono gli occhi che proprio fai una fatica orba a tenerli aperti, tu decidi di lasciar cadere le palpebre e fottertene del resto del mondo.
Poi non riesco ad ascoltare. Di nuovo. Non ci sono mai riuscita. Cioè mi devi dire i concetti essenziali se vuoi che ti ascolto. Perchè se no io non capisco una mazza. Io dico "si si" ma intanto penso "cavolo ma riesci a fare un riassunto?"
Ora mi vado a a bere un caffè, così mi calmo un pò.

mercoledì, luglio 14, 2010

La Lupara.

Azzu ieri sera si è affettato un dito.
Aprendo il cancello del mio ufficio con le dita.
Anche se io gli avevo detto di non farlo, lui l'ha voluto fare lo stesso.
Il pronto soccorso ovviamente è stato d'obbligo perchè il cancello ha la ruggine. Probabilmente aveva già la ruggine quando l'hanno messo su negli anni '70.
Al pronto soccorso siamo arrivati alle 19,45.
Alle 22,00, giusto nel preciso momento in cui ho decido di andare in bagno dopo che me l'ero tenuta per due ore perchè continuavo a pensare "minimo se ora vado al bagno ci chiamano", ci chiamano.

Ecco.
Io sono una donna del sud.
Nel mio sangue c'è un miscuglio di cannoli alla ricotta e focaccia coi pomodorini.
Ci sono probabilmente, anche se minime e lontanissime, tracce di mafia e di sacra corona unita.
Io taccio, ma osservo.
Chiudo la boccca, ma i miei occhi seguono scrupolosi i gesti impercettibili.
Tutto questo per dire che io sono una femmina, che pure se so contenermi in maniera raffinata, la gelosia me l'ha data madre natura, insieme al dna.
La gelosia mi si insinua sotto la pelle, e me la solleva.
Mi fa serrare i denti, e mi fa respirare profondamente per riequilibrare la mia calma.
Mi fa tenere la testa alta, anzi no altissima.
E le spalle dritte, e le braccia conserte e le unghie infilzate nel braccio.

Insomma entriamo.
Ed ecco che subito la giovane Aiutodottoressa, ha prontamente inondato l'aria dell'ambulatorio di saccenza, arroganza, e sforzata simpatia.
Alle quali si è immediatemente sintonizzata l'altra Aiutodottoressa, bionda.
Azzu era contornato da tanta femminilità altezzosa, farcita di presunzione insolente, che io quasi pensavo che non fossimo in un ambulatorio medico, ma a una puntata di Uomini e Donne.
Pareva quasi che le Aiutodottoresse, fossero amiche di Azzu dai tempi dell'asilo.
E ridevano, scherzavano, battute su battute.
Poi la Aiutodottoressa quella che contava di più, ha proseguito nella sua calorosa presunzione, ovviamente non dimenticandosi di evidenziare vilmente il lavoro malfatto di fasciatura dell'altra Aiutodottoressa, che nel frattempo, ignara dei commenti della sua collega, era andata a prendere una garzina per finire la medicazione.

E tutto questo, minimamente non curanti della mia presenza.
Io e l'attaccapanni avevamo lo stessa presenza scenica.
Azzu ogni tanto mi guardava imbarazzato.
E la mia unica risposta è stata alzare il sopracciglio destro.
Devo chiedere a mia mamma dove conserviamo la Lupara...

mercoledì, giugno 16, 2010

domenica, marzo 21, 2010

Mia madre.

Stasera ho sentito il profumo di mia mamma.
Mentre mi parlava, le ho annusato il braccio nudo.
Sa di mamma.
Ho respirato un pò di volte profondamente e chiuso gli occhi fortissimi cercando di imprimere nella mente il suo profumo, ma poi, quando si è spostata, se n'è andato insieme a lei.
E' che da quando ho letto la pagina del Libro Cuore sulla mamma, ora, ogni volta che la vedo , mi viene da commuovermi.
Anzi, di più quando non la vedo.

A me di mia mamma piace che è spensierata.
Fa la casalinga e così ha un sacco di tempo per stare dietro alla casa. E a chi ci sta dentro.
A me piace quando cuce che apre il tavolo della cucina e poi ci sono pezzi di fili da imbastire sparsi ovunque e qualche spillo sul pavimento. Si mette anche il metro giallo appoggiato al collo, come le sarte. E cerca i cartamodelli su Burda.
Mia mamma mi piace perchè quando esce con mio papà si veste sempre bene.
E' sempre elegante, tranne quando sta in casa che a volte si mette le le cose al rovescio perchè è sbadata o le fantasie che stonano, tipo maglia a quadri, gonna a fiori e ci fa ridere tutti.
Io metto la matita nera dentro agli occhi sotto, perchè l'ho imparato da lei.
Mia mamma mi fa ridere quando rompe le cose che cerca di nasconderle a mio papà che le dice:"Linaaa, dov'è finito il vaso che era sul tavolo?" e lei prima dice che non lo sa, poi si copre la faccia e inizia a ridere.
A volte le incolla con il super attack e poi fa finta di niente.
E pure mio papà quando se ne accorge, fa finta di niente.
Mia mamma fa il pane in casa e anni fa andava sempre dalla parrucchiera Angela.
Poi tornava a casa e si disfava i capelli e si lamentava. Ma poi, la volta dopo, tornava dalla parrucchiera Angela.

Mia mamma vuole tornare in Sicilia.
Non lo dice perchè pensa di farci rimanere male, ma lei, è un pezzo di Sicilia.
Per lei tutte le cose da mangiare sono più buone in Sicilia.
Anche l'aria. Anche la terra. Il sole. E soprattutto, le persone.
Le piace Montalbano, e se la invitano le sue amiche, si inventa le scuse pur di non uscire e stare a casa a guardarlo.
Quando bussavano alla porta i testimoni di geova diceva sempre: "Eh, non posso. Ho le bambine con la febbre".
L'ha sempre detto, anche quando io e mia sorella avevamo 20 anni.
Secondo me lo dice anche adesso che non siamo più in casa.

Una volta, da piccola, l'ho fatta piangere perchè volevo delle scarpe che avevano tutti che costavano tantissimo e siccome non poteva comprarmele, le ho detto una cosa cattiva.
Troppo cattiva, che dopo ho pianto tanto pure io.

Da quel giorno, non ho mai più voluto le cose che hanno tutti.

venerdì, marzo 12, 2010

Deformazione professionale

Io non ci posso fare niente se ogni tanto, il mio cervello, chiude le porte al resto del mondo.
Se soffre, a tratti, di attacchi di autismo.
Se si avvolge in un baco e rimane appeso, ciondolante, al resto del corpo.
Se i miei occhi perdono luce, strizzano le pupille e fanno tremolare un pò la palpebra inferiore sinistra, fissando l'interesse su dettagli per tutti insifignicanti.
Se le parole che escono dalla bocca di chi (mi)sta parlando, prendono forma come quelle del Brucaliffo e mi passano affianco dissolvendosi nell'aria.
Non ci posso fare niente se nella mia testa si forma un set cinematografico, dentro al quale io dirigo le scene, le battute da dire, i personaggi, i vestiti, le location, il prologo, la rivisitazione...
Non ci posso fare niente se le mie orecchie vengono attratte da quel rumore di fondo che sembra proprio quel rumore che mi ricorda di quando..
Non ci posso fare niente se il mio mondo fantastico subentra prepotentemente in quello reale, se la mia concentrazione ha la stessa efficienza di Trenitalia.
Se a un certo punto la mia attenzione è travolta proprio da quella formichina che sul pavimento trasporta una briciola con tanta fatica, e chissa quando arriverà a casa dai suoi piccoli formichini come saranno felici di vederlo, che poi, come comunicano le formiche? Forse la mamma aspetta il marito con il grembiule da cucina...e se invece qualcuno la schiaccia? Loro lo aspetteranno fino a sera. Devo fare attenzione che nessuno la pesti, ora faccio finta di niente e mi sposto così la proteggo..

"PATRIZIA, MA MI STAI ASCOLTANDO???"

"...certo, ...certo"

"Non essendo l’attenzione deliberatamente diretta, ella è rapita tumultiariamente or dall’una or dall’altra idea, e si formano quindi successioni di idee mostruosissime. Ciò tanto è vero che ogni qual volta l’attenzione non è diretta dall’anima avvertitamente, noi proviamo le stesse stravaganze anche mentre siam desti; e sogniamo per così dire con gli occhi aperti. Quante volte in quei momenti, che chiamiamo di distrazione, non ci troviamo in mezzo a idee disparatissime, senza saper nemmeno talvolta trovarne il filo, o tornando indietro scoprir le tracce per cui vi siamo arrivati?"[Soave 1801a : 150]

http://w3.uniroma1.it/cogfil/distrazione.html

giovedì, gennaio 07, 2010

Chi ha tempo, non aspetti tempo.

Io non porto l'orologio.
Non lo porto perché tanto non mi servirebbe a niente.
Non lo porto perchè io vivo in un altro meridiano. Forse anche due o tre.
Non lo porto perché tanto il mio tempo scorre come vuole lui.
Quando deve andare piano, va veloce e quando deve andare veloce va piano.
Non porto porto l'orologio perchè avere un'orologio non mi farebbe guadagnare il tempo che perdo. Dovrebbero creare un ufficio oggetti smarriti solo per il tempo che perdo io.
Non lo faccio apposta.
Mi scivola dalle mani.
Si infila sotto il divano, tra le palline di Pritt; nell'armadio arruffato, nei cassetti disordinati, nelle pentole da lavare. Si infila tra le sopracciglia, quelle da staccare con le pinzette.
Per non parlare del letto. Al mattino è tutto attorcigliato tra le lenzuola, che a volte lo metto pure a lavare in lavatrice.
Il mio tempo a volte scappa per strada. Cambia via improvvisamente, e alla fine finisce che si smarrisce.
Ultimamente ha trovato un alleato nel tempo di Azzurro.
Ma il peggio, il peggio è quando si perde nel vuoto.
Come le bolle di sapone. Comincia a vagare senza una meta nell'aria, va su, un pò a sinistra, poi rallenta, poi sale di colpa e infine scoppietta lavando tutto quello che trova a tiro.
Si ribella persino in casa, tant'è che i miei orologi fanno tutti l'ora che vogliono.
Una volta uno mi ha detto :"Vedrai che ti metto a posto io con sta storia del tempo".
L'ho fatto sparire perima del tempo:)
Non so nemmeno leggere l'ora a volte.
Dico un quarto alle sette e intendo un quarto alle otto.
Da noi si dice "un quarto alle", "non meno un quarto"
Come "In Alessandria" non "ad Alessandria"
Io vorrei averne di più di tempo.
Una volta avevo letto su un giornale della Banca del Tempo. Avevo gli occhi a cuore.
Ma poi ho scoperto che non era una roba dove tu andavi lì e dicevi :"Vorrei prelevare due ore e mezza. Anzi faccia tre.In un unico taglio"

Ecco, ci risiamo.
L'ho perso di nuovo.

venerdì, ottobre 09, 2009

Punto G.

Si ringrazia GGLaTr8la alias Giulio per la sepre fattiva e immediata collaborazione nella fornitura delle immagini perchè riesce semrpe a interpretare quello che scorre nel mio cervello.

Oggi ho visto l'uomo della mia vita.
G.
Era a passeggio con la donna della sua vita.
L'uomo della mia vita è l'uomo della mia vita perchè mi piace da quando avevo 13 anni.
L'avevo conosciuto perchè mia cugina doveva uscire con il morosino e ovviamente da sola non poteva uscire, allora mi aveva chiesto di andare con lei, e io le avevo detto:
"beh, dì al tuo morosino di portare qualcuno però, che io non vengo a fare la candela"
e il suo morosino s'era presentato con una palla di ciccia coi capelli a caschetto e le sopracciglia un pò unite che io avevo detto a labbra strette a mia cugina:
"ammazzaaaaa uno meglio no, eeeh??"
Appunto.
Poi un giorno è arrivato coi capelli tagliati e io mi sono innamorata.
Innamorata marcia.
Da quel giorno ho iniziato a imbrattare tutte le superfici scrivibili con:
"G. I love you" "G. ti amo" e a sospirare ogni volta che il suo profumo mi accarezzava l'olfatto.
Quando in terza media ho scoperto che le nostre aule erano di fronte, a parte avere un mancamento, ho obbligato i miei compagni a spaccare la maniglia della porta affinchè rimanesse potesse rimanere aperta perchè avevamo i banchi in linea d'aria di fronte.
Per lui ho scelto di fare la lezione aggiuntiva di grammatica che le nostre classi facevano insieme, anzichè quella di latino.
Che La Prof mi fece : "Ma perchè grammatica, quella la sai già. Fai latino"
e io:"mhmh no prof. io voglio diventare l'asso modiale della grammatica".
Quando dissi alle mie amiche "oh però G. non è male" ecco, ci si sono praticamente fidanzate tutte, tranne io.
In gita scolastica di terza media a Roma avevamo passato tre giorni sempre insieme.
Questa cosa non me la sono mai spiegata.
Mi aveva dato pure la sua maglietta militare da usare come pigiama.
Una volta mi ha dato un 6 di bellezza.
Io ho pianto tanto per G. Il mio cuscino la sa bene.
Io a G. ho scritto la mia prima lettera d'amore.

Ogni volta che incontro G. per strada a parte essere puntualmente impresentabile, il mio cuore si defibrilla da solo.
G. ha il sorriso più bello del mondo. Con la fossetta nel mento. Come Eric Forrester.
G. ha lo sguardo più bello del mondo, di quelli che quando ti parlano guardano un pò di lato.
G. anche se ora è notevolmente ingrassato, ha il fisico più bello del mondo.
G. ha la voce più bella del mondo. La bassa voce da citofono.
Adesso.
Io mi chiedo.
Con tutto il rispetto.
Ma di tutte le coppie che si sfasciano dopo anni e anni di fidanzamento, porcamiseria, proprio la sua deve rimanere integraaaa????
E lo so che tanto non cambierebbe niente, non c'è bisogno di infilare il dito nella piaga.
Da decubito.

mercoledì, settembre 30, 2009

Non riesco più a scrivere.
Non riesco più a scrivere perchè ho la testa intasata di stronzate.
Non riesco più a scrivere perchè è un anno e passa che vivo da sola e non sono ancora definitivamente sistemata. Mi pare di avere la casa in discesa. Cade tutto.
In realtà dopo che sono passati mio cognato e Balza cadono meno cose. Ma ho ancora dei lavori da fare. Poi dopo che avrò finito, cercherò una casa da comprare. Però non ditelo a Balza:)
Non riesco più a scirvere perchè a casa non becco più la connessione del signor Speedstream che gentilemente mi lasciava la porta aperta.
Non riesco più a scrivere perchè da una settimana le mie mani sono piacevolemte impegnate a grattare le orecchie di Pritt.
Non riesco più a scrivere perchè ho talmente male alla sciatica che tutto mi innervosisce.
Che l'unica cosa che non vedo l'ora di fare è stare sdraiata.
Questo fottuto nervo sciatico di merda, oltre a svuotarmi il conto in banca, mi fa sentire come se qualcuno stesse tirando troppo una corda della chitarra.
Con la sensazione che debba rompersi da un momento all'altro.
E così sto ferma. Non riesco a fare un cavolo di niente.
Appena solo penso che devo andare a far tagliare una cazzo di mensola che è da 6 mesi che devo far tagliare, lui fa sentire la sua incessante presenza. Così mi fa passare la voglia.
Una lancia conficcata nel gluteo destro che arriva fino alla parte dentro del ginocchio.
Che non so come si chiama. Dove c'è la piega. Avanginocchio forse:)
Credo anche che sia collegato con i muscoli del sorriso.
Vorrei svegliarmi una mattina e non avere più male.
Come col piercing alla lingua che mi ero fatta.
Come col piercing al cuore che mi era stato fatto.
Una mattina mi sono svegliata e non faceva più male.
In entrambi i casi.

mercoledì, agosto 26, 2009

Sono felice.




Sono felice perchè piove, perchè tra un pò sarà inverno (che belle le coperte) e lo odierò.
Perchè le mie amiche tornano, la città si popola, per la pasta con le melanzane.
Per le due tele che ho comprato oggi che se sarò felice dipingerò altrimenti rimarranno li, a impolverarsi.
Perchè sono innamorata, per la mia casa, per la Sicilia e quello che mi ha lasciato.
Sono felice perchè leggo e perchè mentre scrivo mangio yogurt magro con il miele, come in Grecia.
Perchè ho bagnato il prato e ora piove.
Per la cena di domani, i racconti e le parole che si incroceranno, le foto con l'autoscatto e chissà cosa ci inventiamo stavolta.
Sono felice perchè è raro essere felici e voglio godermelo tutto, questo momento di felicità.

martedì, giugno 23, 2009

Block-Notes

"Vorrei sentire il rumore del vento, ma senza avere la mia casa addosso."

Stasera avrei dovuto stirare.
Così sono andata da BlockBuster a prendere un film.
Uno dei vantaggi di essere single e vivere sola è che puoi scegliere i film che vuoi senza nessuno che ti dica che hai dei gusti di merda :)
Tre film:
-uno da ridere
-uno "impossibile che tu non l'abbia mai visto"
-uno per arrotondare il prezzo della promozione.
Ogni volta riesco a farmi inculare dei soldi con ste storie delle promozioni e delle offerte. In sostanza ho detto alla cassiera di addebitarmi già 10 euro per il ritardo nella riconsegna dei film.
Il mio dvd senza telecomando ha deciso che l'unico film che potevo vedere era quello della promozione, quello impegnativo. Nel trasloco ho perso il telecomando del lettore dvd. Io non perdo mai niente, strano...
E' una situazione drammatica. Ne dovrei comprare uno universale. Anche per aprire la casa e la macchina se ci fosse. O potrei chiedere al mio ex moroso se mi può dare il suo, visto che gli avevo regalato il lettore dvd come il mio. (19,90 appena avevano aperto Mediaworld)
Sono certa che lui ne avrà uno di ultima generazione e che il mio non lo usa più.
Mi adopererò per questo.
Di solito capisco che mi piace il film che sto guardando perchè sto seduta sulla sedia. Ora, non consideriamo che da due giorni sono senza divano...sto comunque seduta sulla sedia.
A casa vecchia mi capitava anche di guardare i film in piedi appoggiata all'armadio bianco della mia cameretta. Stavo immobile, quasi in apnea, come se avessi paura di disturbare gli attori. A un metro dalla tv.
Ma perchè sono miope.
Morale: domani passerò la pausa pranzo a stirare.

Stasera ho ricevuto una lettera. Mi emoziona sempre vedere la busta bianca dallo spiraglio della cassetta della posta. Il rumore metallico dello sportello, le chiavi che ciondolano contro, la busta strappata con ansia usando il dito come taglia carte.
Non avrei voluto aprirla.
Brutte e inattese notizie.
Era Ale.
Alegas.
Mi comunicava che ho un debito nei suoi confronti. Fanculo a lui!
Il prossimo anno piuttosto che farmi "scaldare" da uno stronzo del genere mi trovo un moroso :)

Mi piacciono questi rumori:
grissino che si sbriciola tra i denti
stoviglie nel lavandino
busta di plastica dei grissini che non si chiude
manica della maglia che scorre sul block-notes mentre scrivo
nuova sirena dell'ambulanza (mi fa credere di essere a New York)
tasti del telefono quandi mandi un sms
finestra che sbatte
ticchettìo dell'orologio dell'ikea
saliva che viene ingoiata
respiro profondo
motorino
ossa che scricchiolano.

Tutto, nel silenzio della mia sala.

giovedì, maggio 21, 2009

Siculamente. 5

l'olfatto

giovedì, maggio 14, 2009

Cartomante.

Oggi ho sistemato le carte.

Sistemare le carte significa che, nella mia vita, dalla notte dei tempi, ciclicamente, compaiono delle pile di carte che, periodicamente, mi tocca sistemare, previa la reclusione da 3 a 4 mesi per aver dimenticato di pagare qualcosa.
Queste pile, che restano stipate nell'armadio o in qualche scatola, sono formate da una serie di fogli che non centrano niente l'uno con l'altro.
Ad esempio:
bollo auto da pagare
ricetta della torta di cioccolato e ricotta della mamma di Chiara
pagina di giornale con taglio di capelli da fare
multa non pagata
foglio protocollo scritto a mano con tanti pensieri
lista delle cose da fare (credo del 2006)
lettera di ex moroso
assicurazione da pagare
estratto conto bancario
risposta a lettera di ex moroso
lista delle cose da fare (2007)
scontrini farmacia
prenotazioni varie di aerei
altri strappi di giornale con indirizzi utili mai utilizzati
ricette mediche di esami mai fatti
biglietto da cugina
biglietti auguri di natale 2007
bollo vespa da pagare
bollo macchina da pagare
spallina di reggiseno di tezenis (???)
lista cose da portare in viaggio
appuntamento dentista
foto di amiche
Fortunatamente la mia memoria fotografica(?) mi permette di ritrovare in tempi record il foglio di cui necessito in un tal momento. Credo sia un metodo di archiviazione ancora in fase di studio.
Il problema principale di dividere le pile di carte, è che devo essere emotivamente pronta, perchè tutte le volte rischio di andare a risvegliare ricordi che dormono come la lava dell'Etna. Che se poi comincia a colare fa un casino che non si può arginare.
Riordinare le pile di carte non è una cosa che si può fare sempre. Ci sono determinati momenti in cui è vietato: al tramonto, di domenica pomeriggio, quando non ci sono le amiche disponibili, quando piove...insomma in tutti quei momenti in cui poi rischieresti di non riuscire a portare la mente altrove con una buona dose di menefreghismo.
Io ho scelto di farlo oggi. Mentre mi spostavano il contatore del gas.
Così tra odore di silicone e di gas, che distraevano, la prima pila è stata smaltita.
Resoconto:
ho scoperto di avere dei debiti nei confronti di:
.stato
.assicurazione
.comune
Inoltre ho fatto tre buste nuove:
-cose da non leggere più - contiene tutte quelle lettere che quando le stai per aprire dici "no oddioo non dirmi che è proprio la lettera di..." musica di ghost e lacrima in arrivo.
-cose da leggere per stare bene - contiene tutte quegli scritti che quando li leggi ti fanno sorridere (tipo un tema che ha scritto la mia cuginetta su di me alle scuole medie - "sa sempre come farmi ridere e la si può paragonare a un simpatico caos" ma giura??
-scritti volanti - contiene tutte quei fogli su cui ho scritto qualcosa e poi l'ho mollato a metà
Il fatto è che i tecnici se ne sono andati prima che io finissi e nel frattempo è arrivata l'ora del tramonto. Quindi ho dovuto interrompere. Ho rimesso la pila semi ordinata in ordine e ora mi aspetta il caffè dall'amica e la cena dalla mamma della cugina di cui sopra, perchè mi hanno proibito di usare il lavandino.
Giuro che non è perchè non ho voglia di cucinare:)

martedì, luglio 22, 2008

15 anni

(ricordo a fatica la password del blog.)

Oggi sono felice.
Una partita a beach (e chissà perchè oggi la sabbia era meno nera) e un salto nel tempo.
ho iniziato ad avere il dubbio di quant anni potessi avere "hey, ho 15 anni, facciamo il tuffo all'indietro". Il tuffo all'indietro lo faccio ancora, ne vado fiera. Quello di testa porcavacca non mi è mai venuto bene ho sempre la tendenza a piegare un pò le gambe.

Mi ricordo di quelle estati che andavo via il 15 giugno e tornavo il 31 agosto. Se mai passavo per caso di qui, andavo in piscina. Anche il giorno prima dell'esame di terza media ricordo che andai in piscina. E li mi sentivo figa perchè non studiavo prima dell'esame.

Oggi ho fatto un tuffo prendendo la rincorsa da lontano. e poi mi sono seduta sul bordo, il sole era quasi tutto giù. Sono le ore più belle quando non c'è nessuno e hai tutta quell'acqua per te. e c'era anche fra, come una volta. (beh la piscina è la sua) Fra tutt'ora vive cosi.
In quei 5 minuti con le gambe raccolte ho sentito l'apparecchio (sopra sotto e sul palato) e si cantava "stella gemella" e "sei la più bella del mondo" (-sbagliata-..non c'è fiore mi regali tenerezza..). Non si sapeva cosa fosse il lavoro né le responsabilità. Nascondevi nell'astuccio dei biglietti con scritto "vuoi uscire con me?si o no (metti la crocetta)" anzi io ricevetti un invito al cinema scritto dall'amico del mio spasimante, perchè aveva la calligrafia più bella, sempre con risposte a crocette.

segue..

lunedì, luglio 14, 2008

Quello che sento

A me piace l'estate perchè posso dormire con la finestra aperta.
Quando abitavo al 5° piano tenevo tutto aperto, pure la tapparella.
A volte mi giravo al contrario nel letto per vedere il cielo con le stelle e la luna.
Ora che abito al 1° piano tengo solo la finestra aperta, ma chiudo le persiane.
Solo per evitare che ignoti magari si introducano nel mio appartamento. Non che ci sia chissàche da rubare...
Mi piace stare con la finestra aperta perchè così due volte alla settimana posso sentire il rumore del camioncino che fa il lavaggio strade. E' un rumore che mi piace da impazzire. Sentire quel misto di spazzole e spruzzi accompagnato dalla luce arancio che a intermittenza illumina la strada. Mi piace sentirlo passare una volta e poi aspettare che torni indietro. Aspetto il camioncino e poi posso addormentarmi felice. E' solo un pò meno divertente quando mi ricordo che la mia macchina è parcheggiata in quella strada e quindi devo scendere all'una di notte in pigiama.
Ci sono altri rumori che mi piacciono.
Tipo il rumore del treno. Infatti mi piacerebbe abitare vicino alla ferrovia. Una volta a Genova mi sono trovata in un b&b e quando ho aperto la finestra e ho visto che dormivamo sui binari ho fatto i salti di gioia. Un pò meno la notte visto che passava un treno ogni 5 minuti.
Con il silenzio della notte riesco sentire il rumore del treno da casa mia nuova, però è troppo lontano. Quando c'era la caserma piena di militari da casa vecchia sentivo pure il suono del Silenzio.
Mi piace anche il rumore della pioggia sul tetto della macchina o simili quando inizia a piovere.
Era un rumore che amavo quando dormivo in tenda agli scout. C'era solo un telo che ti separava dalla tempesta eppure ti sentivi al sicuro. Sentire le goccioline che ad un ad una cadono sopra la tua testa, dentro al sacco a pelo è meraviglioso.
Un altro rumore che mi sballa è quello della retromarcia, soprattutto se è una retromarcia lunga. Tipo se uno deve fare un pezzo di strada lunghissimo all'indietro io sono felice.
E poi mi piace sentire il rumore delle stoviglie all'ora di cena, d'estate, quando tutti mangiano con le finestre aperte; o il rumore del caffè che esce dalla caffettiera, e i pop corn quando iniziano a scoppiare e il ding dong del campanello, e il driiin dei vecchi telefoni.

Invece un rumore che proprio non sopporto è il rumore delle posate sfregate le une contro le altre o contro i denti. Mi vengono i brividi, la nausea e nei casi estremi mi sento come se dovessi svenire. Vabbè lì lo faccio per fare le scene:)
Anche il suono del trapano del dentista. Lì potrei svenire davvero però.
E il rumore che faceva L'Allegro chirurgo quando si sbagliava. Bzzzz
Poi detesto il ticchettio dell'orologio. E gli uccellini che cinguettano. E le porte che sbattono quando c'è corrente.
Generalmente tutti i rumori costanti. Perchè mi distraggono.
Risucchiano il mio cervello e la mia attenzione in un vortice.
Visto che non sono già abbastanza distratta...

venerdì, marzo 14, 2008

TooLate

Non ho mai avuto un buon rapporto con il tempo che passa.
Non so da dove sia iniziato questo conflitto, ma il tempo ed io non ci capiamo.
Forse è inziato tutto il giorno della mia nascita, Domenica, giorno di riposo.
La mia famiglia mi dice sempre "sei nata stanca", oltre a dirmi che non sono figlia loro perchè sono "diversa". Peccato che io e mia sorella siamo uguali.
Però un dubbio mi sorge visto che ho il gruppo sanguigno diverso da tutti.
Non ho un buon rapporto nemmeno con gli orologi.
In casa mia non c'è un'orologio che segna la stessa ora. Si copre un arco temporale di 20 minuti. Forse c'è un fuso orario che passa sul mio palazzo. Se in cucina sono le 08.00, in sala sono le 08.05 in bagno le 08.10 e per finire in camera mia le 08.20. Ho provato a metterli a posto, ma tanto ogni orologio ritorna alla sua ora.
Se metto la sveglia, sbaglio puntualmente e quindi suona a orari improbabili.
Non porto l'orologio da polso. Non lo sopporto, mi fa sentire come se ci fosse una morsa che mi ricorda che il tempo passa e devi sbrigarti. Sempre.
Arrivo sempre in ritardo ovunque. Io li calcolo i tempi, giuro, ma poi le lancette prendono a correre per conto loro. E se un minuto prima erano le 20.00, un minuto dopo sono le 20, 25. Io non capisco come possa succedere :)
Il tempo ed io siamo talmente in conflitto, che mi capita di non essere capace a leggere l'ora.
Se voglio dire le 19.45 dico le 18.45 e così via. Sono gli "un quarto alle ..." che mi mettono in crisi. A volte mi sembra di essere una bambina alle prese con le prime letture delle elementari.

Oggi però è successa una cosa. Ho comprato un orologio. Un altro. L'ho preso perchè non stringe. E non mi ricordo di averlo. E segna l'ora. E basta.
L'unica cosa è che è un oggetto di moda, e quindi so già che fine farà.

N.d.R.: ovviamente questo non vuol dire che ora arriverò puntuale, scusatemi.

www.too2late.com

giovedì, settembre 20, 2007

Vigilia di autunno

"Si sta come d'autunno,
sugli alberi le foglie"


E' la prima volta che mi trovo ad aspettare l'autunno.
E la cosa che mi ha fatto capire ciò è che ho già rinnovato da circa un mese il parco "giacche invernali". E ho notato che ho scelto tutto sul marrone. Non mi frega se questo colore non andrà di moda quest'anno. Sono anche entrata in possesso di una borsa degli anni '30 (marrone) opportunamente risistemata e la cosa mi riempie di gioia. A me piacciono un sacco le cose del passato. Infatti ho adocchiato una cassettiera, guarda caso marrone pure quella, che deve diventare mia.
Ho messo via tutte le scarpe estive prima del tempo.
Sono nel periodo "inscatolamento". Continuo a comprare scatole. Ho la camera piena di scatole :D Eppure basterebbe sistemare tutto negli armadi..no, io inscatolo tutto. Scarpe, vestiti, cose da bagno. Ovviamente tutto etichettato. Potrei farmi assumere in un magazzino.
L'altra cosa che mi fa capire che sto aspettando l'autunno è che ho già messo la canottiera. Credo di essere una delle poche ragazze al mondo che mette ancora la canottiera. Ma senza non riesco a vivere. E credo che mia mamma sia ancora una delle poche che quando sto per uscire, sulla porta, mi tira su la maglia e mi dice: "L'hai messa la canottiera?"

giovedì, agosto 23, 2007

Black out.



PAm!
Tutte le luci spente. Ho chiamato i tecnici, ma non riescono a ripristinarlo. Allora ho parlato col direttore quello col naso a punta e la barba lunga. E le antenne. Dice che cercherà di fare il possibile per riallacciare la corrente.

Fuori c'è il sole, lo vedo da un triangolo scaleno di azzurro che filtra dalla tenda. Un passerotto mi guarda e si punzecchia sotto l'ala. E' volato via.

L'uomo focaccina magnetico mi saluta dallo schermo del computer. Mi ricorda di andare a vedere il terzo film, avrà una parte più importante. la winx a fianco a lui non lo degna di uno sguardo.

Ho ripreso i contatti con tutti, ma non preoccupatevi, la mia loquacità andrà scemando, è dura riprendere la routine, è come quando in primavera riprendo lo scooter ed oltre a rifiutarsi di accendersi, quando me la da vinta fa una fumata bianca di olio e benzina stantii.

Penso a scatti, parlo a scatti, mi distraggo.

Oggi andrò a comprare il vestito per il matrimonio di Fra, la prima amica che si sposa. La prima.. altro tonfo contro il gradino della crescita.. fortunatamente sono scivolata giu questa volta e fortunatamente non sono la sola.
Tutto quello che non ho pensato in vacanza mi si è ributtato addosso a valanga. Mi mancava, che bello. Domani cerco di raggiungere patty.
Ah, prendo un sacco di impegni ma non ne rispetto uno, non prendetemi sul serio!

lunedì, luglio 23, 2007

I sogni son desideri?

Dai manoscritti di pat:

"Mi sono chiesta quale sia l'età minima per sognare. Vorrei trovare un cartello tipo quelli che si trovano appesi alle vetrine dei negozi "Cercasi apprendista max 25 anni" . Ogni volta che pensavo di cambiare lavoro, trovavo sempre uno di questi cartelli in linea d'aria col mio sguardo e puntualmente sforavo sempre l'età max di un anno. Comunque vorrei trovare 1 di quei cartelli con scritto "età max per sognare: 25 anni" Io ne ho 26. Sarebbe perfetto. Risolverei un sacco di problemi. Mi risolverei.
Una volta davo più retta ai miei sogni; quando mi capitava di essere arrabiata mi dicevo: "Ecco adesso farò questa cosa, così la metto nel culo a tutti" Poi la rabbia passava e il sogno veniva ripegato come un foglietto di carta su cui hai segnato un appunto che momentanemente non ti serve.
Io non riesco a immaginare una vita diversa da come ce l'ho adesso. O meglio ho smesso di immaginarla nel momento in cui ho iniziato a pensare che nel mondo poteva esistere qualcuno che si immaginava la sua sua vita come la mia.
A volte vorrei incontrarlo questo qualcuno.
Chissà perchè si tende a inseguire quello che non si ha. Io fondamentalmente ho tutto. Magari non proprio come vorrei, ma ho tutto. ...beh no...mi mancano un gatto obeso (no vale non mi prendo il tuo trovatello dell'autogrill), una mansarda a Parigi, dei vestiti tipici francesi, una bicicletta arrugginita e un lavoro come cameriera in un piccolo locale da clientela abituale. Un" Cafè" francese.
Dove con un grembiulino rosa sopra i miei vestiti francesi, potrei servire fragranti croissants caldi e un ottimo caffè annacquato, il tutto condito da un dolce sorriso e un:

"Bonjour, ça va?"