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venerdì, agosto 27, 2010

Discarica.

Una volta il blog lo usavo per scrivere quello che mi girava nella testa.
Perchè avevo bisogno di scaricare i pensieri da qualche parte per non intasare il cervello.
Ora sono un pò condizionata perchè so che molti lo leggono.
Soprattutto molti che mi conoscono di persona. E quindi non riesco più a scrivere i miei pensieri di quelli che mi vengono fuori e mi levano un attimo il fiato.
O di quelli che sono scemi, ma che io li faccio lo stesso.
Tipo ieri ho visto un signore che puliva una vetrina gigante e quando ha passato quella specie di tergicristallo portatile sul vetro e ha levato tutta la schiuma e il vetro è rimasto limpido io mi sono sentita bene. Ho proprio fatto "aaahhnn". E sarei stata a guadarlo tutto il tempo.
Avrei anche voluto dirgli di venire a casa a pulire i vetri per favore.
Poi c'è che è un periodo che sono agitata.
Forse bevo troppi caffè.
Ma non mi pare.
Al mattino, non posso non berlo.
Poi a metà mattina faccio pausa con Azzu e non posso non berlo.
Poi dopo pranzo non posso assolutamente non berlo se no mi accascio sul tavolo del lavoro. Se riesco ad arrivarci al lavoro.
E poi a metà pomeriggio se il Presidente mi dice "ti faccio lil caffè?", non posso non berlo.
L'altro giorno mi sono fatta una camomilla doppia, solubile, in mezzo bicchiere d'acqua.
E' che sono agitata per i gatti.
Pritto è un pò esasperato da Pritta che vuole sempre giocare e gli rompe i maroni ogni secondo. E così passa il tempo a scappare o a mettersi in alto. Ma in casa non c'è molto "in alto" . Quindi scappa sul balcone scavalcando la persiana vabbè non so come spiegarlo.
E lei ora sta imparando ad arrampicarsi.
E lui la butta giù che a volte mi fa pure ridere.
Ora.
Non posso tenere Pritto blindato in casa, ma non posso fare uscire lei da sola che è ancora una nana che perde l'equilibrio.
E chi leggerà queste righe non mi dica robe tipo "te l'avevo detto" perchè me ne sto fottendo dei te l'avevo detto.
Fosse per me, io prenderei un milione di gatti.
Perchè Pritta l'avevano abbandonata in una scatola di cartone vicino all'immondizia che io quando sento ste cose prenderei la persona e ci metterei lei dentro l'immondizia.
E gli tirerei anche uno schiaffo. E uno sputo. Che è peggio.
Poi alla fine penso che magari è come quando fai un bambino che poi ne fai un altro e magari il primo è un pò geloso e allora come fai?

Azzu mi dice che ho la testa per aria in questo periodo.
E' vero.
Ma non è colpa mia se sono distratta.
Ho la costante sensazione di essermi dimenticata di qualcosa di importante.
E poi perdo di nuovo le cose.
Poi le ritrovo, ma le ritrovo dove non so come ci sono arrivate.
Poi vorrei farmi una dormita di quelle che se hai sonno adesso e ti si chiudono gli occhi che proprio fai una fatica orba a tenerli aperti, tu decidi di lasciar cadere le palpebre e fottertene del resto del mondo.
Poi non riesco ad ascoltare. Di nuovo. Non ci sono mai riuscita. Cioè mi devi dire i concetti essenziali se vuoi che ti ascolto. Perchè se no io non capisco una mazza. Io dico "si si" ma intanto penso "cavolo ma riesci a fare un riassunto?"
Ora mi vado a a bere un caffè, così mi calmo un pò.

mercoledì, giugno 16, 2010

giovedì, maggio 27, 2010

La verità ti fa male lo so.


Sono stanca.
Stanca, che sia tutto un'inculata.
Stanca, che ovunque vai, qualunque cosa fai, dietro, c'è sempre la fregatura.
Oramai non ci si può più fidare. Di nessuno.
Tutti parlano, tutti vogliono sapere, tutti hanno paura di restare indietro, di essere da meno, di avere qualcosa in meno.
E allora si frega, si froda, si imbroglia.
Oramai è ovunque. Come la peste.
Non so se sia come la peste, ma mi piaceva dire questa frase.
Ti fregano ovunque.
Non c'è più niente di reale. Di "è così" e poi è così davvero.
Firmi un foglio e ci sono le clausule invisibili, fanno le leggi per mettertelo comodo dietro.
Compri una maglia e dopo un giorno si buca.
Mangi una cosa, e dentro ci sono i prodotti chimici che ti fanno venire le malattie.
La carne è colorata, la frutta matura con le lampade, i fiori non profumano, il pane è secco, forse dovrei solo cambiare supermercato, ma non ho tempo di andare nelle botteghe. Sono tutte in zona a traffico limitato e non ho la bici perchè me l'hanno rubata, perchè l'ho lasciata senza lucchetto.
Che ingenua.

Dici una segreto, e la sanno tutti.
La volta che ho detto alla padrona di casa che non sapevo niente della forcina per capelli dentro la lavatrice, mi sono sentita un verme. Ancora ora mi sento male, infatti mi sono tagliata i capelli e ho smesso di usare le forcine.

La gente non è più capace di chiedere scusa.
Non è più gentile, educata.
Sei qualcuno, se hai qualcosa.
Ti dico così, ma in realtà è cosà, perchè così ti frego e sono più figo.
E se non freghi, sei uno scemo, un perdente, un coglione, uno sfigato.

Spesso divento triste perchè non c'è nessuno che dice più la verità.
Quella buona, non aggressiva. Quella ingenua. Quella che ti fa fidare.
Divento triste perchè guardo la gente che si frega e mi fa pena.
Una volta ho portato il computer a riparare, gli ho detto:"Guardi, non si accende più. Il fatto è che mi è volato dalle mani"
Era commosso perchè gli avevo detto la verità.

Sono stanca di tutte queste cose.
Ecco perchè ho sempre sonno, che tutti mi chiedono perchè ho sempre sonno, perchè sono stanca delle ingiustizie, delle cazzate, del non saper essere umili e soprattutto onesti.
Per questo.

Nel paese della bugia, la verità è una malattia.
(Gianni Rodari)

sabato, marzo 27, 2010

A che ora è la fine del mondo?

A me questa storia del 21 dicembre 2012 mi sta un pò facendo preoccupare.
Cerco di non pensarci, ma ogni tanto mi viene da farlo.
Soprattutto quando penso di accendere un mutuo per la casa:)

L'altra notte ho sognato il 21 dicembre 2012.
Mi avevano chiamato per fare il portiere in una partita di calcio casalinga.
Poi c'erano i rigori e mi sono seduta nel prato con delle altre ragazze.
A un certo punto arriva un biplano rosso, si avvicina tantissimo a noi, poi si alza nel cielo, accende una luce rossa e si risucchia una di quelle ragazze, che si mette a strillare.
Io mi alzo, mi giro e vedo Azzurro che corre verso di me gridando: scappiamo, presto, è la fine del mondo!
Allora corriamo sotto a un parcheggio e intanto tutta l'altra gente ha cominciato a cadere nel cielo..
Nel vuoto.
E io ho detto ad Azzurro :ma non ho la giacca, poi succede cha avrò freddo.
E così siamo passati dentro a un centro commerciale che ne volevo "prendere" una:) (leggi "rubare". e vabbè tanto era la fine del mondo)
Ma non ce n'erano.
Usciamo e incontraimo una coppia e gli diciamo: scappate presto che sta per succedere un casino, e mentre ci dicono: ma che cazzo dite?? volano nel vuoto e gridano aiuto.
Allora ci infiliamo in un locale dove nessuno sapeva niente e io vedo due miei compagni delle superiori Riccardo e Marco e gli dico piangendo: é un casino! Ma non faccio in tempo che volano contro il soffitto e pure io e Azzurro che però mi tira per un braccio e ci rifugiamo nel bagno e ci incastriamo contro il lavandino per non volare stringendoci forte, mentre io ho in mano della carne trita.

Ho aperto gli occhi alle 03.20.
Il povero Azzu si è dovuto sentire tutto il racconto.
Metre faceva: mhmh, mhmh, beh ora dormi dai.
Ero agitata.
Mai più gnocchi col pesto alla sera.

E comunque lunedì corro ad accendere il mutuo per il nostro castello:)))))

mercoledì, febbraio 17, 2010

martedì, gennaio 26, 2010

Mezze Maniche


Allora.
E' inverno.
Fa un freddo cane. Ci sono dai - 5 ai 3 gradi.
Nevica. Piove. Il cielo è grigio. Su.
Il gelo crepa persino le mani.
Fa un maledetto gelido ghiacciato freddo.

E noi, noi cosa facciamo??
Noi tagliamo le maniche alle maglie, ovvio.
A me della moda non frega una cippa di niente.

E' possibile che in tutto questo cacchio d'inverno nelle vetrine dei negozi sbuchino solo merde di maglia di similanasintetica80%acrilicoposticcio con le maniche CORTE?
Ma che me ne faccio io di una maglia senza maniche? Cosa ci metto sotto? Come faccio a scaldare quel pezzo che va dal gomito al polso? Cosa mi devo comprare? Dei manicotti?

Noi viviamo al nord fra l'altro.
Fa freddo qui.
Freddo.

Io pretendo di avere una maglia di lana, ma lana vera, con le maniche lunghe, di quelle che fanno lo sbuffo, possibilmente senza scritte, senza paiettes, senza fronzoli, catene, orsacchiotti, treccine, lacci, cinghie e porcherie simili e di una nuanche che non sembri strappata direttamente dall'arcobaleno.
E soprattutto pretendo di non pagarla 150 euro che poi la metto una volta e fa i pallini.
O si scuce.
Pretendo che quando laverò, posto che non avrò sbagliato il lavaggio, non mi si accorci di una taglia e non diventi small da bambino di due spessori più grossa.
Maledetta moda delle piccole città.

martedì, gennaio 12, 2010

Non compleanno


11 gennaio1998 00,50
Oggi è il mio compleanno!
Beh non potevo non scrivere in questo giorno.
Compio 17 anni.
Che strano! Sono così pochi eppure mi sembrano già tantissimi. Si, tanti perchè io non vorrei diventare grande; forse perchè ho paura (...)
Il fatto è che non voglio andare avanti, per la paura di voler tornare indietro. Sempre (...)



Oggi è il mio compleanno.
Le mani unte di briciole di DIXI e la bocca piena di aria e formaggio.
Mio papà si dimentica sempre di farmi gli auguri.
Ho un paio di stivali da piogga nuovi.
Ho scoperto che me li hanno comprati nel negozio dove lavora l'attuale morosa del mio ex moroso. Ora spero che si metta a piovere per usare i miei nuovi stivali e entrare nel suo negozio alle 19,27 e imbrattarle tutto il pavmento. Io che non ce l'ho con lei, giuro;
io che non sono vendicativa, giuro.
Ho un sacco di post con due righe, mollati a metà.
Ho rotto il mio mini pc. Mi è caduto alle mani.
Mi cade tutto dalle mani. Tranne i 6 bicchieri colorati di vetro. Quelli no.
Sono in ritardo.
Perchè nel mobile anni 80 della casa in affitto sono riuscita a far convivere un panettone, la radio, rotta, varie passate di pomodori, gel per i capelli ricci che non userò mai, una cornice dell'ikea ancora impacchettata, chiodini per il muro, candele, riviste, cd, set manicure.
Fiuuu fortua che è finito, il giorno del mio compleanno.

giovedì, gennaio 07, 2010

Chi ha tempo, non aspetti tempo.

Io non porto l'orologio.
Non lo porto perché tanto non mi servirebbe a niente.
Non lo porto perchè io vivo in un altro meridiano. Forse anche due o tre.
Non lo porto perché tanto il mio tempo scorre come vuole lui.
Quando deve andare piano, va veloce e quando deve andare veloce va piano.
Non porto porto l'orologio perchè avere un'orologio non mi farebbe guadagnare il tempo che perdo. Dovrebbero creare un ufficio oggetti smarriti solo per il tempo che perdo io.
Non lo faccio apposta.
Mi scivola dalle mani.
Si infila sotto il divano, tra le palline di Pritt; nell'armadio arruffato, nei cassetti disordinati, nelle pentole da lavare. Si infila tra le sopracciglia, quelle da staccare con le pinzette.
Per non parlare del letto. Al mattino è tutto attorcigliato tra le lenzuola, che a volte lo metto pure a lavare in lavatrice.
Il mio tempo a volte scappa per strada. Cambia via improvvisamente, e alla fine finisce che si smarrisce.
Ultimamente ha trovato un alleato nel tempo di Azzurro.
Ma il peggio, il peggio è quando si perde nel vuoto.
Come le bolle di sapone. Comincia a vagare senza una meta nell'aria, va su, un pò a sinistra, poi rallenta, poi sale di colpa e infine scoppietta lavando tutto quello che trova a tiro.
Si ribella persino in casa, tant'è che i miei orologi fanno tutti l'ora che vogliono.
Una volta uno mi ha detto :"Vedrai che ti metto a posto io con sta storia del tempo".
L'ho fatto sparire perima del tempo:)
Non so nemmeno leggere l'ora a volte.
Dico un quarto alle sette e intendo un quarto alle otto.
Da noi si dice "un quarto alle", "non meno un quarto"
Come "In Alessandria" non "ad Alessandria"
Io vorrei averne di più di tempo.
Una volta avevo letto su un giornale della Banca del Tempo. Avevo gli occhi a cuore.
Ma poi ho scoperto che non era una roba dove tu andavi lì e dicevi :"Vorrei prelevare due ore e mezza. Anzi faccia tre.In un unico taglio"

Ecco, ci risiamo.
L'ho perso di nuovo.

venerdì, dicembre 04, 2009

Una lacrima sul viso

E' ufficiale.
Sono troppo sensibile per avere un animale.
Vedo Prittino che al buio, gratta sulla porta della mia camera da letto.
Lo sento miagolare, disperato.
Lo vedo accoccolato proprio sullo stipite della porta.
Con lo sguardino triste.
Che magari pensa che me ne sono andata e l'ho abbandonato.

Prittino è troppo piccolo per stare da solo in casa.

E' vero, fa i disastri quando sono a casa, tipo che apre il frigo da solo e si prende le scatolette e mi lascia il frigo aperto facendomi andare la roba a male; gioca con la pallina di carta stagnola sul letto e mi pinza il piumino con gli artigli; mi tira i fili del cordino delle tuta; mi mangia i capelli quando dormo; si arrotola sulle scarpe di Azzurro e gli mangia i lacci; appena ci vede masticare ci salta addosso come se fosse il gattino più dolce del mondo nella speranza che presi dalla compassione gli offriamo quello che stiamo mangiando, e di solito ci riesce; gioca con l'acqua del bidet e mi allaga il pavimento; va a fare la cacca appena gli ho messo la sabbietta nuova di pacca; e poi esce sul balcone quando piove e torna dentro tutto zuppo d'acqua dopo aver camminato sulla righiera...

Ora, qualcuno mi faccia credere in realtà che il mio gattino è felicissimo di passare 4 giorni da solo.
Che finalmente ha casa libera e può fare le feste.
Che quando vedrà comparire Azzurro sulla porta di casa penserà "Oooooh finalmente una serata tra uomini!"
(Azzurro: niente birra e caffè per Prittino!!)
Che di notte dormirà spaparacchiato a stella sul divano pensando "Ooooooh stanotte posso evitare di fare il gattino coccolino che dorme sul cuscino, che la mia reputazione da gatto nero sta andando a quel paese"
Che salterà sul tavolo e poi sul mobile della cucina e poi cercherà di arrampicarsi sul mobile della sala, e poi correrà su e giù a 200 all'ora per la casa con il topo dell'ikea in bocca e poi si fermerà con il fiatone e si addormenterà in mezzo al pavimento della sala.
E che magari mi spaccherà qualcosa, nascondendo abilmente i cocci sotto il letto.

E così, vero??

martedì, novembre 24, 2009

The Muffin Woman Pat Show

Azzurro non esiste.
Ne sono certa.
Azzu è sicuramente una proiezione di Pritt.

Stanotte li guardavo dormire. Uno alla mia sinistra, l'altro alla mia destra.
Entrambi nella stessa posizione.
Penso che sia una sorta di incantesimo.
Prima l'arrivo di Pritt, che in principio doveva essere un gatto persiano e chiamarsi Serse.
(Piccole reminescenze delle scuole medie. Epica. "Dal mito alla Storia" Editore Paravia. Bacchielli-Verra.)
Poi è arrivato un gatto nero.
Pritt, perchè mi sta appiccicato. Sempre.
E se dico sempre, dico sempre.
Forse è venuto a studiare la situazione, a capire in che razza di pasticcio poteva cacciarsi.

Un mese esatto dopo, l'arrivo di Azzurro. Un normale venerdì sera di ottobre.
Azzu, come tutti i Principi Azzurri, mi ha chiesto di sposarlo subito.
Io gli ho risposto:
"No guarda tesoro, prima di procedere in questa relazione devo sapere alcune cose fondamentali di te. Tipo: mangi il formaggio?"
Se mi avesse risposto di No, l'avrei cestinato. Giuro.

Quando trovo Azzurro con Prittino in braccio, ecco, lì mi blocco e li guardo. Li studio. Cerco di capire se esistono davvero.
Pritt esiste perchè mi sta facendo fuori la dispensa: infatti ora è diventato Prittone.
Azzurro no.
Non può esistere.
Ogni tanto guardo se vedo delle telecamere intorno a me. Io lo so che ci sono.
Perchè Azzurro dice tutto quello che deve dire al momento giusto.
Fa tutto quello che deve fare al momento giusto.
Tipo Truman Show.
Azzurro è biondo con gli occhi verdi. E' bello, simpatico, intelligente, divertente, dolce, romantico e soprattutto stupido quanto basta.
Quanto basta per fare gli scemi al supermercato, ad esempio.

Oggi vado a vedere se il cielo è di cartone.

Perchè se no, tutto ciò, sarebbe assurdo.
Inaspettatamente e meravigliosamente assurdo.

giovedì, novembre 12, 2009

Nodo in gola.

C'è una cosa che mi fa venire la pelle d'oca al pari di un'unghiata su una lavagna di scuola.
Anzi no al pari di una forchetta raschiata sui denti.
O dell'odore dei carciofi.
Una cosa che quando te la trovi davanti, oramai è troppo tardi, perchè tutte le tue certezze crollano nel momento esatto in cui la situazione è diventata irrecuperabile.
I dubbi ti assalgono, mentre terrorizzata e con il naso arricciato ti rassegni dinnanzi al fatto compiuto.

Quando al bar mi danno il succo alla PERA al posto di quello alla PESCA.

Adesso io voglio dire.
Io sono un fan del succo alla pesca. Lo amo.
Da piccola il mio sogno era quello di fare il bagno in una piscina di succo di frutta alla pesca.
Lo è anche ora in realtà.
Avvolta in quella cremosità e freschezza tutta arancione brillante, nuotare e bere, e bere e nuotare e poi ancora nuotare e bere ettolitri di succo, semplicemente spalancando la bocca.
Di solito quando lo ordino, lo finisco ancora prima che il cameriere se ne sia andato via.
Di solito. Siccome a volte mi pare brutto, lo sorseggio, e per non farlo finire prima mi faccio aggiungere un cubetto di ghiaccio che se poi me ne mettono 3, tocca che li butto.
Se ti dico Uno è Uno. Comunque.
Per me gli altri frutti potrebbero essere scampati dal frullamento.
Potrebbero starsene beati dentro le ceste al centro del tavolo della cucina.
Quando oggi mi sono trovata sul bancone del bar il bicchiere con un succo giallo pallidino smorticcio, ancora prima che potessi accorgermi dell'errore, i dubbi mi hanno divorata.
"Cazzo ma io avevo detto Pescaaaaaa?!?"
La barista mi ha sorriso perchè per lei era tutto ok.
Il mio stomaco si è chiuso e persino il succo si è sentito a disagio sotto il mio sguardo pieno di astio.
Quando mia mamma si sbagliava e prendeva solo i succhi alla pera, la accusavo di volere bene solo a mia sorella.
Sentire quei microgranelli festeggiare tra le mie papille, mi fa venire i brividi nella mascella.
Le mie tosille si compattano, il tubo digerente mi si stringe a imbuto, lo stomaco si rovescia come un calzino.
Non va giù cavolo, non va giù.
Mi si pianta nella gola come l'antibiotico che prendevo da piccola.

Ora è lì. Al centro della mia pancia. Non va ne giù, ne su.
Lo sento che si aggira nel mio stomaco.
Anzi no mi sta salendo sulla testa, con quei cazzo di microgranelli e quel giallo pallidino smorticcio di merda.

mercoledì, settembre 30, 2009

Non riesco più a scrivere.
Non riesco più a scrivere perchè ho la testa intasata di stronzate.
Non riesco più a scrivere perchè è un anno e passa che vivo da sola e non sono ancora definitivamente sistemata. Mi pare di avere la casa in discesa. Cade tutto.
In realtà dopo che sono passati mio cognato e Balza cadono meno cose. Ma ho ancora dei lavori da fare. Poi dopo che avrò finito, cercherò una casa da comprare. Però non ditelo a Balza:)
Non riesco più a scirvere perchè a casa non becco più la connessione del signor Speedstream che gentilemente mi lasciava la porta aperta.
Non riesco più a scrivere perchè da una settimana le mie mani sono piacevolemte impegnate a grattare le orecchie di Pritt.
Non riesco più a scrivere perchè ho talmente male alla sciatica che tutto mi innervosisce.
Che l'unica cosa che non vedo l'ora di fare è stare sdraiata.
Questo fottuto nervo sciatico di merda, oltre a svuotarmi il conto in banca, mi fa sentire come se qualcuno stesse tirando troppo una corda della chitarra.
Con la sensazione che debba rompersi da un momento all'altro.
E così sto ferma. Non riesco a fare un cavolo di niente.
Appena solo penso che devo andare a far tagliare una cazzo di mensola che è da 6 mesi che devo far tagliare, lui fa sentire la sua incessante presenza. Così mi fa passare la voglia.
Una lancia conficcata nel gluteo destro che arriva fino alla parte dentro del ginocchio.
Che non so come si chiama. Dove c'è la piega. Avanginocchio forse:)
Credo anche che sia collegato con i muscoli del sorriso.
Vorrei svegliarmi una mattina e non avere più male.
Come col piercing alla lingua che mi ero fatta.
Come col piercing al cuore che mi era stato fatto.
Una mattina mi sono svegliata e non faceva più male.
In entrambi i casi.

mercoledì, settembre 02, 2009

Cenerentola

Ho perso una scarpa.
Devo chiamare la colonia del mare, sperando che l'armadietto che la contiene non sia già stato destinato a un'altra stanza. Perchè lì funziona che ogni volta che cambia il turno, spostano tutti i mobili, e quindi ora, la mia scarpa, potrebbe essere passata in un altro piano. O addirittura in un'altra ala della villa.
Immagino la faccia di chi troverà una scapra con il tacco n.37, aprendo lo sportellino di metallo.
Forse la stessa mia, di quando, disfando la borsa delle scarpe, me n'è avanzata una.
Ora è in mezzo alla sala, vicino al divano.
E' che non me la sento di infilarla nell'armadietto delle scarpe di casa, da sola.
Anche perchè me le vedo già le altre, che vedendola senza compagna, cominceranno a chiederle spiegazioni. Le prime saranno quelle con il tacco alto, che siccome non vengono mai usate, saranno un pò acide e stronze e la piglieranno in giro.
Quelle da ginnastica, le più buone, immagino che cercheranno di consolarla, dicendole sicuramente, che magari se va a correre con loro, possibile che si sentirà meno sola.
Ho pensato che potrebbe trovarsi a proprio agio con le ciabattine, loro sono così semplici, anche se un pò chiaccherone.
Ma alla fine, la sera, prima di andare a dormire, resterebbe sempre sola.
E così, per ora, la lascio in giro per casa.
Ci facciamo compagnia.
Sono sicura che stando da sola in giro per casa, si accorgerà che dopotutto non è così male.
Anche perchè io non gliel'ho detto, ma prevedo che farle riavere la sua destra, sarà quanto mai complicato...

lunedì, agosto 03, 2009

Impulsi

Questa sera ho messo in pericolo la vita della mia amica:)

GiustificaQuesta sera, il mio spirito meridionale ha preso fuoco nel tempo di un cambio di luce del semaforo. Rosso, verde, fuoco.
Ho sentito le fiamme che si sono sprigionate e hanno avvolto i miei occhi e il mio orgoglio da femmina. Perchè tale ero in quel momento: una femmina con il vestitino, il pulloverino, le ciabattine e i il ciuffo tirato su da un'antiestetico becco d'oca.
Perchè se un cretino, arriva al semaforo rosso a tempo a me e mi fa capire che mi vuole sorpassare e non solo, anche tagliare la strada, no guarda caro cretino che hai sbagliato persona.
Eh non so che mi è preso, giuro che io in macchina sono tranquilla e non litigo mai con nessuno:)
Sgasavo con la punto e a Elisa ho detto "Tieniti, chi cazzo si crede di essere"
Semaforo verdeglipassodavanti e mi piazzo in mezzo alla strada.
Lui mi supera.
A quel punto all'incrocio dopo avrei dovuto lasciare Elisa a casa.
Riscatta il rosso per lui al semaforo dopo. Io lo vedo e dico a Elisa "no, non finisce mica così"
Riaccelero, mi accosto. Gli sgaso vicino.
Avanziamo a tratti fino oltre alle strisce. Un cm lui, uno io. Sguardo fisso sul vetro rosso.
Lui, anzi loro, perchè i cretini erano due, fanno per abbordare.
Io oramai ero calata nella parte di terrona orgogliosa e sentivo solo il rombo del motore, della Punto.
"Eli. Tieniti"
Sono partita con il rosso.
Gare di veloctà. Meno 10 punti.
E sti cazzi se me li levavano, per questa volta.

A qualcuno piace caldo


Oggi ho sentito il profumo dell'inverno.
Ho chiuso gli occhi e per un attimo mi sono ricordata del mio cappotto a pois che tanto mi piace, ma che non tiene per niente il caldo.
Poi li ho riaperti e mi sono resa conto che al reparto ortofrutticolo dell'Esselunga fa un freddo cane.
Volevo solo dire che siamo solo al 3 di agosto e ribadire che a me, il caldo, PIACE.
Stare sotto il sole delle 13 che non mi fa respirare, mi fa sciogliere e inzuppa la mia schiena di piccole goccie di sudore, mi piace. Mi piace che il sedile della mia Punto mi bruci le chiappe ogni volta che salgo in macchina, e che il volante che mi ustioni le dita e mi faccia dire "au, oi, aiu"; mi piace svegliarmi al mattino convinta di essermi addormentata nel forno della cucina e al primo respiro sentirmi come un pesce strappato al mare.
Mi piace non avere l'aria condizionata e il ventilatore in casa, ma avere il Gelataio della Simac degli anni '80, ingiallito, che fa il gelato più buono del mondo che però io mi dimentico di mettere nel freezer perchè sono distratta e lo metto in frigo e poi lo trovo tutto squagliato e allora lo rimetto nel freezer ma rimane a due strati e fa cacare, ma lo mangio uguale.
Mi piace mangiare l'insalata perchè è estate, e soprattutto perchè apro la busta e la rovescio nel piatto et voilà, il pranzo è servito. Anche io sono pro verdura biologica ecc, ma quando vivi da sola, ti rimangi tante cose tipo "io non porterò MAI a mia mamma la roba da stirare"
Mi piace il sole che sta in cielo fino alle otto di sera.
E non sono ironica.

domenica, luglio 26, 2009

Addio.

Al nubilato.
Improvviso.
Esperimento fuori dagli schemi soliti.
Gambe che bruciano in una notte di mezza estate.
Telefonata inaspettata che felicemente arriva a mezza sera.
E cambia tutti i programmi. Del giorno dopo.
Ma a te piacciono gli imprevisti.
E' la tua vita. Che poco prima trovavi banale. Trovavi sospirante.
Soprattutto mentre guardavi mobili con una coppia felicemente sposata e una coppia felicemente fidanzata.
Ma hai deciso che deve andare così. Yes man, è così. Provare per credere.
Niente è per caso. E quindi pure una cucina con un tavolo di legno grezzo, che guardavi con lo sguardo un pò corrucciato, mentre loro, la coppia , sceglieva il loro futuro azzurro o rosa, ti riporta a dove vorresti essere.
Non dove sei.
E poi una festa, dove in realtà, tu finisci un pò per caso.
Poi dei "tatuaggi" sul braccio.
A biro. Di quelli scolastici, fatti da un "bambino" che non è ancora in grado di prendersi le proprie responsabilità.
Per fortuna svanirà tutto con la prima doccia di domani mattina. La fortuna di avere la memoria corta.
Ma tu hai il tuo chupa chupa a forma di cuore, comprato con lo sconto più una caramella alla fragola.
La sveglia suonerà alle sei e trenta, mentre il ricordo di alcune birre e un invito a un matrimonio che proprio non ti aspettvi, ma che ti rendono la persona più felice del mondo, ti accompagnano, sotto le lenzuola, che anche se fa caldo, tiri su, poco prima di puntare la sveglia.
E domani, dopotutto, è un altro, meraviglioso e soleggiato giorno.
Anche se non hai visto le previsioni, sarà così.
Imprevisti.
Le casella in cui amavi capitare, quando giocavi a Monopoli.