martedì, febbraio 06, 2007

Le tante cose che ho capito da una lacrima sul viso

Finalmente ieri sera ho finito di inscatolare tutta la mia roba. Oramai è noto a tutti che i miei genitori per trattenermi ancora a casa, dopo due anni di richieste di una camera nuova e dopo un principio di interesse alla ricerca di una casa mia, hanno deciso di punto in bianco di cambiarmi i mobili della stanza.
Ho dovuto inscatolare io perché almeno posso incolpare solo me stessa di non ritrovare più le mie cose.
Ho lasciato solo la radio con le casse blu sulla mensola bianca, vuota. Di solito quando faccio questi lavori la tengo accesa. Non si sente tanto bene e quindi le canzoni sono accompagnate da un leggero fruscio.
I numeri rossi squadrati della radiosveglia segnavano 00.04 e così ho deciso di andare a dormire. Mi sono seduta sul letto con le gambe incrociate come faccio oramai da anni, per mandare qualche sms. Nella mia stanza stava cantando Paolo Nutini. Era li vicino a me un po’ in dissolvenza. Ho tirato su la faccia e ho guardato la mia stanza. Mensole vuote, scaffali vuoti, niente foto o quadretti. Non era mai stata così in ordine, così spoglia, così silenziosa. Un po’ come la mia mente in questo periodo. La sto svuotando. Il mio cervello ha bisogno di mettersi in ordine. E’ pieno di idee confuse e contorte, tutte attorcigliate, lasciate a metà, iniziate e mai finite, immaginate e mai concretizzate. Ogni volta che sposto delle idee scopro che sotto nascoste ce ne sono altre che avevo dimenticato. Tutte spiegazzate, pressate che quasi non riesco più ad aprire.
Mi sono sdraiata sul mio lettino e mi sono messa sotto il piumone. Stavo per ascoltare cos’ha da raccontarmi Fabio Volo quando all’improvviso ho sentito come se al mio lettino fossero spuntati gli occhi e la bocca, come gli alberi saggi dei cartoni animati e improvvisamente una lacrima ha rigato il mio viso.
Io non ci avevo mai pensato.
Il mio piccolo guscio stava per andarsene via.
Non so che rapporto avete con il vostro letto, ma quello è il letto che ho da quando sono piccola. Un letto a ponte marrone chiaro anni 80. Proprio un guscio. Un rifugio.
Mi sono resa conto che sono cambiate tante cose intorno a me eppure lui è sempre rimasto li. Pronto a sostenermi, a farmi riposare bene per iniziare al meglio le giornate.
Il mio letto mi ha visto giocare con mia sorella, ha sentito che giorno dopo giorno diventavo sempre più “alta”, che iniziavo a scaldare una porzione sempre più grande di letto, mi ha vista piangere,e ha asciugato tutte le mie lacrime, mi ha vista sorridere e ridere di gusto, mi ha fatto riposare al pomeriggio, su di lui ho letto libri bellissimi, è li da sempre, anche quando facevo i brutti sogni. L’ho riempito di briciole, ho appoggiato sopra di tutto, borse, borsoni, valigie. E lui sempre li. Gli cambiavo i vestitini col passare degli anni: dalle lenzuoline coi puffi tarocchi e quelle coi fiori. (idee di mia mamma) Mille telefonate sdraiata su di lui, dal pesante telefono a disco a quello della swatch al piccolo cell, sempre sdraiata li.
Si è rotto solo una volta, la notte prima degli esami. Ha ceduto. Io ero tesissima e quando sei tesa così, sentire il letto che va giù vi assicuro che non è piacevole. Però poi ho riso e quindi ho pensato che l’avesse fatto apposta.
Fra un po’ di giorni lo porteranno via. E io non avevo mai pensato che potesse essere così importante per me.
E così giù un’altra lacrima. e un’altra ancora.

8 commenti:

bepi ha detto...

quando un letto si rompe lo fa sempre apposta. vuol dire che è diventato grande ed è pronto per il viaggio nel paradiso dei letti che non è un negozio d'arredamento ma è un vero e proprio paradiso con le nuvole di lana e i prati di lenzuola. tutti gli amici letti (tra cui c'è anche il mio) passano il tempo a raccontarsi le storie dei bambini che su di loro hanno saltellato o hanno fatto la pipì e ridono un casino e stanno bene.
quindi non essere triste anzi prima che parta digli di salutare il mio una volta lì tanto di sicuro lo nota. fai così: prima che te lo portino via prendi del pane, spalmaci dello spuntì (se lo trovi) o del formaggino, procurati un fivelandia, tipo la 2, e condividi le tue briciole col tuo letto, apprezzerà...
p.s.
bel post. brava.

beppe (via vale)

the muffin woman pat ha detto...

la cosa divertente è che sto passando tanto tempo con lui ultimamente e che ora appena arrivo a casa lo guardo con tenerezza:)
beh oddio solo ultimamente, diciamo ultimamente con consapevolezza. prima era un letto. ora è il mio letto. chissà magari sarà difficile scegliere quello nuovo. il mio letto ideale è in ferro battutto. un pò moderno però. me lo immagino già con il set copripiumino matrimoniale MALOU delll'ikea a soli 34,95 euro rosa acceso(pagine 34-35 del catalgo IKEA - idee e soluzioni per la tua camera da letto)..

bepi ha detto...

un giorno mi compro il letto rotondo, sai quelli che vedi a volte nei negozi un pò chic? è vero, uno poi dove trova il materasso rotondo e le lenzuola rotonde? però almeno ogni notte posso buttarmici sopra con un'angolazione diversa...si io voto per il letto rotondo un pò chic.

the muffin woman pat ha detto...

è vero dove si trovano le lenzuola rotonde????
vorrei andare alla bassetti e dire"buongiorno io cerco delle lenzuola rotonde" e vedere la faccia che fa :)

vale ha detto...

credo che bisogna adattare quelle quadrate. oppure ci vanno quelle della zucchetti che si usavano qualche anno fa, coi laccetti che si tirano per adattarsi ad ogni angolazione.
si, credo sia cosi.

the muffin woman pat ha detto...

ma no cosa dici nei film le lenzuola sono perfette. io mi ricordo quano le ho viste per la prima volta quelle coi lacci. costavano un sacco. noi avevamo quelle con gli elasticiimitazionedellabassetti. io non ne posso più fare a meno delle lenzuola con gli elastici.

Anonimo ha detto...

ahahaha.ho scritto zucchetti invece che bassetti.ma voi, il piumone dentro la latta ce l'avevate?

Sbeps ha detto...

il piumone dentro la latta...c'era la vicina di casa di mio cugino che ce l'aveva...
zucchetti era quello di..."si chiama zucchetti la libertà, di fare con l'acqua tutto ciò che ti và...tattarà tattarà tà..."...