martedì, luglio 01, 2008

L'ultimo giorno


E’ come l’ultimo giorno di scuola.

Guardavo i miei compagni. A volte odiati, a volte amati, alcuni ero sicura che non li avrei piu’ rivisti, altri li avrei ritrovati per le vie del centro, magari a malapena un saluto, magari sposati e con figli o piu’ probabile, eterni studenti. Li guardavo e ripensavo alle avventure passate assieme, ai litigi, agli insulti, alle incazzature, ai turni saltati, al panico da interrogazione, ai suggerimenti ricevuti e dati durante i compiti in classe, alle merende condivise, ai biglietti del fantacalcio che quelli della prima fila mi chiedevano di passare a quelli dell’ultima e io che modificavo le formazioni, alle sigarette fumate in bagno…
Vestiti estivi leggeri, gonne, canottiere che già anticipavano le vacanze al mare, qualcuno abbronzato, qualcuno bianco da studio.

Poi respiravo l’aria profondamente. Per intrappolare per sempre l’odore inconfondibile delle aule: quel profumo misto a gomma-mina di matita, colla, gesso e cancellino. Quell’odore fatto di persone diverse, a volte sudate, a volte rivestite di profumi variegati; quell’odore di banchi scritti, di sottobanchi pieni di cartacce, di zaini pieni di libri, di fogli protocollo, di libri sottolineati..

Poi toccavo gli oggetti, accarezzavo il banco liscio e freddo che mi aspettava tutte le mattine.
E l’attaccapanni ruvido riverniciato di grigio fumo; toccavo il legno scheggiato delle sedie su cui mi si impigliavano sempre i vestiti; passavo lentamente le dita sopra le pagine dei quaderni scritti, quelli con i fogli sottili, su cui si sente il segno della biro.
Toccavo la lavagna, i gessetti bianchi e sentivo le mie mani fastidiosamente impolverate…

E poi chiudevo gli occhi e ascoltavo il suono delle voci. Qualcuna l’ho dimenticata, qualcun'altra la sento tutt’ora echeggiare nella mia testa, altre, le più importanti, le sento quotidianamente. Ascoltavo il brusio provenire dai corridoi, le risa, le voci gracchianti dei prof.
E l’inconfondibile campanella, che a volta salvava le giornate da interrogazioni dell’ultimo momento.

Poi spariva tutto, e vedevo la scuola vuota.
Le sedie un po’ spostate dai banchi; la carta per terra, le scritte sulla lavagna, qualche libro dimenticato, il registro sulla cattedra, i corridoi vuoti.
Vedevo gli odori e i rumori di quell’ultimo anno svanire, dissolversi.
Il vuoto. Il silenzio.

Con la consapevolezza che non sarei più tornata tra i banchi di scuola. Solo i ricordi.

Ecco, è proprio come l’ultimo giorno di scuola.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

ora hai nostalgia?no. solo un bel ricordo e un sorriso.

perche dopo la scuola c'è l'università e poi il lavoro.. lasci un'esperienza per trovarne un'altra migliore o peggiore ma comunque che ti lascia un bel ricordo e un sorriso. e basta (da leggere in maiuscolo sottolineato).

sottiletta ha detto...

mi hai fatto venire la stessa angoscia che sentivo quando andavo a scuola! vade retro satana!!!! :-)

the muffin woman pat ha detto...

"Avevi ragione tu mia cara
la vita non dura mai, una sera
il tempo di una follia
che breve poi fugge via
e poi
cosa rimane dentro noi
questa celeste nostalgia
questo saperti da sempre ancora
ancora mia
mia...
Il bene profondo non si offende
si spegne se è il caso
e poi si accende
passione violenta sia
comprendimi amica mia
tu puoi
tutto normale tra di noi
cara celeste nostalgia
dolce compagna di storie d'amore
sempre mia
sempre mia
Vedete un'estate sopra un treno
partire su un auto
e andar lontano
quel lampo negli occhi, ciao!
fa male d'accordo, ciao
ma tu
dentro di me non muori più
azzurra celeste nostalgia
qualche parola affettuosa
un po' contro però
per noi, forse no...
Amore più grande amica mia
cara celeste nostalgia
un'ora, un giorno, una vita
che cosa vuoi che sia
che sia
Amore più grande amica mia
cara celeste nostalgia
un'ora, un giorno, una vita
che cosa vuoi che sia"

the muffin woman pat ha detto...

anonimo, forse hai ragione.

the muffin woman pat ha detto...

se no c'è questa che fa piu' ridere:

LEI: Ma che cos\'è
quel nodo in gola che mi assale
che cos\'è
Sei qui con me
e questa assurda solitudine perché

LUI: Ma che cos\'è
se per gli aironi Il volo è sempre libertà
Perché per noi
Invece c\'è qualcosa dentro che non va
INSIEME: che non va

INSIEME: Nostalgia, nostalgia canagliaaaaaaaa
che ti prende proprio quando non vuoi
Ti ritrovi con un cuore di pagliaaaaa
e un incendio che non spegni maaaaaai
Nostalgia, nostalgia canaglia
di una strada, di un amico, di un bar
di un paese che sogna e che sbaglia
ma se chiedi poi tutto ti daaaaaaa

LEI: Chissà perché
si gira il mondo per capire un po\' di più

LUI: Sempre di più
tu vai lontano e perdi un po\' di ciò che sei

LEI: E poi perché
un\'avventura è bella solo per metà

LUI: Mentre si va
quel dolce tarlo All\'improvviso tornerà
INSIEME: tornerà

INSIEME: Nostalgia, nostalgia canaglia
Che ti prende proprio quando non vuoi
Ti ritrovi con un cuore di paglia
e un incendio che non spegni mai
Nostalgia, nostalgia canaglia
di una strada, di un amico, di un bar
di un paese che sogna e che sbaglia
ma se chiedi poi tutto ti da
Nostalgia, nostalgia canaglia
che ti prende proprio quando non vuoi
Ti ritrovi con un cuore di paglia
e un incendio che non spegni mai
Nostalgia, nostalgia canaglia
di una strada, di un amico, di un bar
di un paese che sogna e che sbaglia
ma se chiedi poi tutto ti da